Le Grandi Donne di Tamriel: Barenziah 2016-11-27T11:24:17+00:00

Due biografie, due vite

La tormentata biografia di Barenziah, coi suoi amori, i suoi figli chiacchierati, i suoi intrighi non sfigurerebbe certo davanti a quelle delle più famose dive e teste coronate dei giorni nostri. Visse vicende rocambolesche degne di un buon romanzo di appendice. Se siete amanti del gossip, non potrete rimanere indifferenti di fronte a una personalità così complessa, sfaccettata e contraddittoria, capace, contemporaneamente, di grandi azioni e di turpi nefandezze. L’abbiamo conosciuta in alcuni giochi della Saga ma la maggior parte delle informazioni derivano da due  biografie che hanno entrambe stesure abbastanza diverse nei vari capitoli.

La prima, quella ufficiale, sottolinea naturalmente le sue straordinarie virtù e le sue grandi gesta. L’altra ci restituisce una figura contraddittoria, piena di incertezze e pulsioni: inutile dire che questa ci ha intrigato molto di più.

 

La “pura” Barenziah

Intelligentissima e calcolatrice, era anche di straordinaria bellezza e questo contribuì a renderla una figura leggendaria in tutta Tamriel. La futura regina naque a Morrowind nell’anno 893 della Prima Era nella famiglia reale di Mournhold. Ma nell’898 l’Imperatore Tiber Septim, fallite le trattative diplomatiche per impossessarsi pacificamente della Regione, invase quelle terre devastando la capitale. Barenziah e la sua bambinaia furono estratte fortunosamente vive dalle macerie del palazzo reale. Symmachus, generale di Tiber Septim, suggerì all’Imperatore di risparmiare la bambina la cui ascendenza reale avrebbe potuto rivelarsi utile in seguito. Barenziah venne quindi data in adozione a tal Sven Advensen, prontamente nominato Conte di Darkmoor, che la allevò come una vera figlia fino al compimento dei sedici anni d’età: questo fu per lei l’ultimo periodo veramente spensierato.

La giovane Barenziah

In seguito avrebbe avuto solo dei periodi di serenità con uomini per i quali provava affetto mentre le relazioni con quelli per cui nutriva vera passione finirono sempre drammaticamente. La fanciulla, comunque, fu adeguatamente educata per apprendere le virtù imperiali di obbedienza, discrezione, lealtà e pietà, ossia quelle che l’avrebbero messa in grado di prendere il suo posto come membro della nuova classe dominante di Morrowind. Anche se la sua pelle era di colore diverso, Barenziah era amata dai suoi fratellastri minori che ne ammiravano la dolcezza, la bellezza e anche la forte empatia per i boschi e i campi in cui era solita rifugiarsi per evitare i doveri domestici.

Ma avvenne che un certo Straw (letteralmente: “Paglia”), un trovatello carico di invidie e frustrazioni che faceva lo stalliere ed era perdutamente innamorato di lei, le disse di aver orecchiato una conversazione in cui il suo tutore e un visitatore Redguard stavano complottando per venderla come concubina a Rihad (una città portuale nel sud di Hammerfell), dal momento che nessun Nord o Bretone l’avrebbero mai presa in sposa a causa della sua pelle troppo scura e, analogamente, nessun altro Dunmer (Elfo Oscuro) l’avrebbe mai presa in considerazione a causa della sua educazione straniera.

Anche in questa storia irrompono prepotentemente i duri temi del razzismo e della schiavitù, presenti in tutta la saga.

Approfittando della sua disperazione, il perfido Straw le propose di fuggire con lei. Travestitasi da ragazzo, Barenziah svicolò fuori dal castello quella stessa notte. I due raggiunsero dapprima la città di Whiterun, poi si accodarono a una carovana e, infine, si stabilirono a Rifton, una città di Skyrim prossima ai confini con Morrowind. Secondo le malelingue, la donzella scacciò la noia del viaggio intrattenendo “affettuosamente” alcuni membri della carovana.

A Riften soggiornarono abbastanza tranquillamente per un po’ di tempo e contrassero nuove amicizie. Conobbero, tra l’altro, un certo Therris, un Khajiit che insegnò alla fanciulla l’abilità del furto e la introdusse nella Gilda dei Ladri, ottenendo, come compenso, una notte di passione.

Un Khajiit

Lo scopo ultimo dell’ambiguo Straw, in realtà, era quello di comprare una piccola fattoria da condividere con l’amata: però la sua natura meschina aveva solo saputo ricorrere all’inganno per legarla a sé. Questo anche se la fanciulla gli dichiarava solo un affetto fraterno e lo incitava a frequentare altre donne. Ma Straw, caparbiamente, si rodeva per il fatto di non disporre dei fondi necessari per far avverare il suo sogno. Si accordò allora con Therris per organizzare una rapina nella casa del Comandante Imperiale nella parte centrale della città. Therris disse che aveva un cliente, un traditore dell’Impero, che avrebbe pagato bene per qualsiasi informazione che potesse raccogliere lì. Quando Barenziah venne a conoscenza del piano sprofondò nel panico: doveva scegliere tra la lealtà ai suoi amici e quella all’Impero che le era stata conculcata fin dall’infanzia.

Alla fine il suo spirito legalitario prevalse e raggiunse la casa del Comandante per rivelargli quanto si stava tramando alle sue spalle. Questi era, guarda caso, quel Generale Symmachus che aveva perorato con Tiber Septim la sua sopravvivenza quando lei era bambina. L’uomo la riconobbe subito e le spiegò che l’aveva cercata da quando lei era fuggita da Darkmoor. La informò anche che, in realtà, nessuno aveva mai pensato di venderla: il suo destino era invece quello di divenire Regina di Mournhold (la capitale di Morrowind) al compimento del diciottesimo anno d’età. Nel frattempo avrebbe vissuto nell’erigenda Città Imperiale dove sarebbe stata presentata alla Corte e avrebbe imparato le strategie di governo.

 

La “vera” Barenziah

Ma come abbiamo detto c’è una versione “non purgata” della sua biografia, secondo la quale la fanciulla alla fine aveva accettato di partecipare al colpo. Therris però la tradì e la mandò allo sbaraglio per creare un diversivo per sé. Dopo averla arrestata, Symmachus la perdonò e fece uccidere Therris per impedire che venissero a galla particolari imbarazzanti sul passato della futura Regina. Probabilmente Straw, invece, riuscì a farla franca fuggendo.

Presto accantonato il dolore per la perdita dei suoi amici, Barenziah trovò consolazione adocchiando certi baldi Redguards della sua nuova scorta, i quali resistettero alle sue tentazioni e riferirono la cosa a Symmachus il quale prese a rimproverarla aspramente stigmatizzando il suo comportamento come inadeguato a quello di una futura Regina. Lei si difendeva ricordandogli che gli Elfi sono promiscui per natura. La donna, allora, cercò di contenere i suoi ardori e si dedicò, con interesse sempre crescente, alle arti, alla letteratura, al teatro e alla musica. Infine, infrangendo le resistenze del suo protettore, intraprese anche gli studi di magia.

Giunse l’ora in cui Symmachus doveva presentare Barenziah all’Imperatore in persona. Presero alloggio in un magnifico palazzo nel Quartiere del Tempio della Città Imperiale, nei pressi del Tempio dell’Unico (proprio dove si consumerà lo scontro finale di TES IV: Oblivion).

Il Tempio dell’Unico

 

Barenziah e Tiber Septim

L’incontro con l’Imperatore era destinato a lasciare il segno: Barenziah si aspettava di trovare un grossolano Nord e si trovò invece davanti un uomo non più giovanissimo ma colto e raffinato, con penetranti occhi azzurri e che parlava con toni autorevoli e non autoritari. Tiber Septim, a sua volta, fu folgorato non solo dalla bellezza della donna ma anche dalla sua vivace intelligenza e dal suo (apparente?) candore virginale.

Barenziah, nell’attesa del giorno in cui sarebbe ascesa al trono che le era dovuto (con Symmachus come Primo Ministro), si trasferì armi e bagagli nel Palazzo Imperiale dove Tiber, quotidianamente, le impartiva lezioni di buon governo.

Un ritratto di Tiber Septim

Avrete già intuito che tra i due era scoppiata la scintilla…Malgrado i loro incontri avvenissero nella massima discrezione (Tiber raggiungeva la camera della donna solo di notte e attraverso un passaggio segreto), le voci sulla loro relazione cominciarono a diffondersi. Barenziah, per giustificare il fatto di non essere illibata, gli aveva raccontato di essere stata stuprata da Straw (il quale, in realtà, pare fosse stato uno dei pochi a essere “andato in bianco”). Ma l’Imperatore, che aveva una moglie legittima che gli aveva dato anche un erede, doveva mantenere la sua immagine di padre e marito esemplare. Quindi, quando Barenziah gli rivelò di aspettare un bambino, montò su tutte le furie e, indifferente alle disperate implorazioni della donna, convocò il medico di corte per procurarle un aborto.

 

Il ritorno a Morrowind

Così Barenziah e il fido Symmachus levarono le tende in direzione Morrowind: finalmente tornava alla sua terra d’origine. Dopo la cerimonia di incoronazione (in cui aveva espresso solenne giuramento di fedeltà all’Impero), Barenziah, pur amministrando il suo regno, proseguì nei suoi studi fino a diventare una delle maghe più erudite di Tamriel. Incontrò ancora alcune volte Tiber Septim, ma, in quelle occasioni, sembrava che i loro rapporti si fossero sempre limitati a semplice amicizia e a doveri istituzionali.

Il Palazzo Reale di Mournhold

Dopo circa cinquant’anni dalla sua incoronazione (anno 38 della Terza era), Barenziah apprese che Tiber Septim era deceduto e che il nuovo Imperatore era suo nipote Pelagius. Fu in quell’occasione che Symmachus ruppe gli indugi e le chiese di sposarlo. I frutti del loro matrimonio tardarono a venire: Barenziah in cuor suo, accusava della cosa il medico reale e la sua incompetenza per quello che aveva fatto cinquant’anni prima. Ricordiamo che quella degli Elfi è la razza più longeva (secondo alcuni sono immortali) e che le loro caratteristiche fisiche non si degradano col tempo come capita alla maggior parte delle altre stirpi.

Ma altre ben più mirabolanti avventure aspettavano la nostra eroina: ve le racconteremo nella pagina successiva.

 

Immagine in evidenza: Il palazzo di Mournhold come visto in TES Online.