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Le Grandi Donne di Tamriel: Barenziah 2016-11-27T11:24:17+01:00

L'”Usignolo” e i Figli di Barenziah

Ma una quieta vita matrimoniale non era certo nelle corde di una donna così piena di estro.

Il regno prosperava e l’unica ombra era la mancanza di eredi al trono, malgrado l’andirivieni di maghi e guaritori con le loro “miracolose” pozioni. Il carattere focoso della regina continuava ad ardere sotto la coltre di un matrimonio quieto e “per bene”. Inoltre soffriva anche di solitudine dal momento che  Symmachus era sempre in viaggio per i suoi doveri. Così, quando sentì delle dolcissime note che provenivano dai giardini del palazzo, scese incuriosita per conoscere il possessore di quella voce paradisiaca. L’energia, i progetti e gli aneliti libertari di quel bardo, noto come l’”Usignolo”, fecero presto breccia nel cuore della Regina. Dopo un lungo e “caldo” corteggiamento, convennero di incontrarsi nelle vicine miniere. Le arti magiche distruttive di Barenziah e il veloce pugnale dell’”Usignolo” consentirono facilmente loro di sgominare i giganteschi ratti e ragni che infestavano il luogo.

Ma giunti a destinazione, l’”Usignolo”gettò la maschera: toccò una runa per terra, lanciò un incantesimo e la parete davanti a loro si sgretolò. In quel momento Barenziah si rese conto di essere stata manipolata. Il finto bardo aveva sfruttato le sue capacità magiche solo per giungere in quel luogo per uno suo misterioso obiettivo.

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Il Bastone del Caos

Noi conosciamo già la vera identità dell’”Usignolo”: si trattava dell’Arcimago Jagar Tharn (che apparirà sia in “TES I: Arena” che in “Battlespire: An Elder Scrolls Legend”) e il suo scopo era quello di recuperare il ”Bastone del Caos”, un’arma mitica  in grado di aprire porte di altri mondi e di cancellare l’intera forma corporea di qualsiasi creatura vivente. Sia la figura di Jagar Tharn che il Bastone del Caos meriterebbero una trattazione specifica ma qui ci asterremo per non andare troppo fuori tema. Ritroveremo comunque l’ambiguo personaggio più tardi anche in questa storia.

Sta di fatto che, mentre Barenziah si era rincantucciata in un angolo in preda al terrore e allo scoramento, Jagar Tharn, folle di esaltazione riuscì a recuperare l’oggetto dei suoi desideri. Ma un rumore appena fuori dalla grotta rivelò la presenza di qualcun altro: si trattava di un furibondo Symmachus che irruppe abbattendo la sua claymore sul capo di  Jagar Tharn. Ma quest’ultimo scomparve magicamente prima di essere colpito e i due coniugi fecero mestamente ritorno al castello.

Venne poi diffusa una versione ufficiale secondo la quale l’”Usignolo” aveva seguito, non visto, la Regina ma era perito precipitando in un burrone nel tentativo di proteggerla dai ragni giganti.

Quella sera Symmachus entrò nelle stanze della moglie, le comunicò freddamente che i loro rapporti affettivi erano finiti ma sarebbero restati insieme per i loro doveri istituzionali e per generare degli eredi. Dopo di che la violentò.

Il giovane Principe Helseth in TES II: Daggerfall

Stranamente, quell’incontro fu fecondo: Barenziah restò incinta di Helseth (nato nel 376 della Terza Era), che sarebbe diventato, in seguito, il famigerato Re di Morrowind in continua lotta col Tribunale.

La principessa Morgiah

Otto anni dopo nacque anche Morgiah, che poi sposerà Karoodil di Firsthold, Re della Summerset Isle.

Per dovere di cronaca dobbiamo anche riferire che circolano voci su un figlio della nostra eroina avuto dall”Usignolo” ma la cosa è controversa: in primo luogo non se ne hanno ulteriori notizie, in secondo luogo, inizialmente Jagar Tharn era più interessato al potere che alle grazie di Barenziah. Ma ci fu anche chi fece notare come i tratti caratteriali di Helseth ricordassero più quelli del malvagio Jagar Tharn che quelli del pacato Symmachus (Helseth, inoltre, divenne un buon suonatore di liuto).

 

Il Simulacro Imperiale

L’Imperatore dell’epoca, Uriel Septim VII, apprese con disappunto la vicenda del ritrovamento e dell’immediata scomparsa del “Bastone del Caos” e ordinò a Symmachus di ritrovarlo al più presto. In seguito, improvvisamente, le cose cominciarono ad andare male: la prosperità del regno prese progressivamente a scemare sotto i contraccolpi di una crisi economica globale. La gestione dell’economia della nazione dominante era sciatta e approssimativa. I governi locali furono costretti a innalzare la pressione fiscale, ad aumentare il costo dei servizi e gli orari di lavoro dei dipendenti pubblici. Il malcontento cominciò a serpeggiare tra la popolazione (a proposito di corsi e ricorsi storici!). Inspiegabilmente corse anche voce che Uriel Septim accusava Symmachus di essersi impossessato del Bastone del Caos e di tenerlo nascosto: l’Imperatore aveva preso a comportarsi in modo strano e contrario alla sua natura.

Un giovane Uriel Septim VII

D’accordo col marito, Barenziah si recò nella Città Imperiale per conferire con l’Imperatore e chiedergli aiuto. L’udienza venne più volte rifiutata e rimandata con i pretesti più improbabili mentre le notizie delle rivolte a Mournhold erano sempre più preoccupanti. Quando, finalmente la regina si trovò davanti a Uriel provò una strana sensazione: qualcosa nel suo interlocutore non le quadrava e la insospettiva, le sembrava un uomo diverso da quello che aveva conosciuto in precedenza ma aveva anche qualcosa di stranamente familiare. Barenziah fece ricorso a tutto il suo sapere: magia, percezione, illusione. Sentiva un’aura di terribile malvagità e all’improvviso capì: l’uomo che aveva davanti non era il vero Imperatore ma un impostore che aveva preso il suo posto e assunto le sue sembianze!

Jagar Tharn

Di più: si trattava di Jagar Tharn, l’”Usignolo”! Disperatamente fece ricorso a tutta la sua forza per non svenire e mantenere un’apparenza serena. Per avere conferma dei suoi sospetti portò la conversazione su avvenimenti dell’infanzia che suo marito aveva trascorso col giovane Uriel. Più precisamente su un’”amica immaginaria” comune ai due ragazzi che l’avevano chiamata Justin. Dalle risposte ebbe la certezza che le cose stavano come aveva intuito. Questo spiegava l’origine di tutti i loro problemi. Ma ora cosa doveva fare?

Quella sera stessa, fremente dal desiderio di abbandonare la città Imperiale, Barenziah era affacciata meditabonda alla finestra della torre del suo temporaneo alloggio quando un piccione viaggiatore si posò sul davanzale. Il messaggio che portava annunciava il disastro: anche la Guardia Imperiale si era ribellata e Symmachus era morto. Ovviamente quello era il risultato delle trame del falso Imperatore il quale le aveva concesso l’udienza solo a cose fatte. Non ebbe quasi il tempo di realizzare la portata di tali tragiche notizie che un domestico bussò alla porta annunciando la visita del Bretone Eadwyre Re di Wayrest nella Provincia di High Rock.

Re Eadwyre in TES II: Daggerfall

Sbrigati frettolosamente i convenevoli di rito, Eadwyre venne al punto: egli era lì per comunicarle la sua certezza che sul trono dell’Impero sedesse un impostore di nome Jagar Tharn, già mago guerriero di corte del vero Imperatore. Il vero Uriel Septim era tenuto prigioniero nell’Oblivion dove era stato imprigionato mediante il Bastone del Caos. La collaborazione della Regina di Morrowind era indispensabile per smascherarlo.

Infatti, l’unico in grado di portare a termine l’impresa era un uomo (il “Campione Eterno” protagonista di The Elder scrolls I: Arena) che, su ordine di Jagar Tharn, languiva nelle prigioni imperiali. Mentre lo spirito di Ria Silmane (un mago ucciso da Jagar Tharn) avrebbe cercato di aiutare il Campione a evadere, Barenziah si sarebbe occupata di “distrarre” il falso Imperatore. Secondo Eadwyre, quest’ultimo conservava religiosamente, nel segreto delle sue stanze, l’immagine di una donna che somigliava straordinariamente a lei. L’argomento lo metteva chiaramente in imbarazzo.

Non ebbe bisogno di chiedere un’altra udienza all’imperatore in quanto, il mattino dopo, le giunse una convocazione a Palazzo. Un’altra volta Jagar Tharn gettò la maschera, ben conscio che Barenziah aveva immediatamente intuito la sua vera identità ma, questa volta, era lei a condurre il gioco.

Ricominciò un serrato corteggiamento che durò molti giorni mentre l’Impero continuava a essere lasciato a se stesso. Le promise che avrebbe legalmente adottato i suoi figli e che ne avrebbero avuti altri. Che  tutti i suoi desideri sarebbero stati esauditi. Aveva esiliato la legittima consorte di Uriel Septim e prometteva di creare le condizioni per sposarla: ovviamente aveva già programmato una prossima vedovanza. Barenziah, nel frattempo, non aveva mai smesso di frequentare Eadwyre il quale si era assai affezionato a Helseth e Morgiah e, naturalmente, si era perdutamente innamorato di lei che, malgrado l’età, restava sempre splendida e affascinante.

Un giorno, Barenziah disse pigramente: “Mi piacerebbe vedere il Bastone del Caos”. Jagar si irrigidì e rispose che non era possibile in quanto l’artefatto (che non poteva essere distrutto) non era in alcun luogo. L’astuta donna intuì che, probabilmente, era stato smontato in parti disseminate in tutta Tamriel.

A quanto pare e malgrado i rancori e la diffidenza, la rinnovata relazione con l’”Usignolo” procurò anche momenti piacevoli alla Regina visto che un giorno si ritrovò un’altra volta incinta. Ma non aveva mai dimenticato le abilità apprese in gioventù presso la Gilda dei Ladri: anche agevolata dai suoi intimi rapporti con Jagar poté continuare la sua azione di spionaggio (Mata Hari non ha inventato niente) tra le sue carte negli appartamenti reali finché non raccolse tutte le notizie necessarie sull’ubicazione degli otto pezzi in cui era stato diviso il Bastone del Caos.

Barenziah Regina di Wayrest

 

Barenziah regina a Wayrest e Mournhold

In quel momento era incinta di sei mesi. Inscenò un litigio con Jagar e fuggì a Wayrest con Eadwyre e i figli, conscia del fatto che il finto Imperatore, il cui potere era indebolito dalla cattiva amministrazione, non era in condizione di dichiarare guerra a High Rock. Eadwyre era molto amato dal suo popolo e riuscì a far accettare la sua nuova consorte. Nel suo nuovo ruolo regale contribuì attivamente, tra l’altro, a risolvere la crisi della “Guerra dei Cinque Anni” (dal 395 al 399 della Terza Era) esplosa per dissidi tra Bosmers e Khajiits.

Nel frattempo il trono di Morrowind era passato a suo zio Athyn Llethan della nobile casata Hlaalu. Nel 396 della Terza Era gli successe proprio Helseth, il figlio primogenito di Barenziah: si dice che il pronipote abbia avvelenato il prozio per impossessarsi del trono: visto il personaggio, la cosa appare assai probabile.

Incontreremo un’ultima volta Barenzah, ormai vegliarda, in “The Elder Scrolls III: Tribunal” quando, tornata a Mournhold in forma privata, aiuterà l’Eroe nelle sue strabilianti avventure con il Tribunale. Ma non racconteremo qui quegli eventi: per quanto ci riguarda dovrete comperare il gioco!

Barenziah in TES III: Tribunal

In definitiva: chi è “la vera Barenziah”? Un’eroica santa come la descrive, agiograficamente, la biografia ufficiale vistosamente censurata e manipolata? O una sgualdrina promiscua e calcolatrice come l’immagine che esce da quella non ufficiale pettegola e livorosa? Probabilmente una miscela di entrambi i caratteri. Senza dubbio si tratta di una donna con una personalità che ha lasciato il segno.

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