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Le Grandi Donne di Tamriel: Alessia 2016-11-27T11:24:17+00:00

Gli Elfi Selvaggi

La nostra storia si svolge durante la Prima Era nel centro di Tamriel, durante la dominazione degli Ayleids. Questi, come forse già sapete, erano uno dei ceppi scaturiti dalla diaspora degli Aldmers, i primi Elfi. Gli Ayleids, noti  anche come Antichi, Elfi Selvaggi o Heartland High Elves, erano stati i primi a creare un Impero a Tamriel e furono i fondatori della Città Imperiale in cui troviamo ancora la loro White Gold Tower.  Parlavano una lingua detta “Ayleidoon” derivata da quella degli Aldmers. Il termine “Cyrodill” deriva dall’unione di due parole Ayleid:  “Cyrod” e “Celediil”.

Poco si sa del loro aspetto e della loro cultura, possiamo dedurne qualcosa solo da alcune grandi statue che decorano le rovine della loro civiltà.

                                           

Manufatti Ayleids: una scultura, una pietra di Welkynd e una di Varla

Gli Ayleids, agli albori della Prima Era, controllavano tutta la parte centrale del continente riuscendo ad assoggettare come schiavi le popolazioni umane locali e i Nords laggiù immigrati. Quando acquisirono anche grandi capacità nelle Arti Arcane, la loro arroganza e brutalità provocò l’insurrezione degli schiavi che decretò la loro rovina.

E qui entra in ballo Alessia.

 

Il destino di Alessia

Essendo nata schiava da una famiglia di schiavi, non se ne conosce né il luogo esatto né la data di nascita e la sua infanzia si sa solo che crebbe a Sardarvar Leed dove erano stati ammassati tutti gli umani provenienti dalla Baia di Niben.

Le rovine di Sardarvar Leed in “TES IV: Oblivion”

All’epoca la supremazia delle razze Elfiche era assoluta ma in Skyrim Re Harald era riuscito a liberarsene fondando il primo regno umano (anno 113 della Prima Era). Tra gli Ayleids del continente il potere era estremamente parcellizzato in molte città-stato sempre in lotta tra loro anche per piccole porzioni di terra. L’intrinseca debolezza dell’Impero Ayleid e le notizie provenienti dal nord ispirarono la nostra giovane eroina che cominciò a coltivare sogni libertari.

Ma in questo scenario c’è anche un’altra variabile fondamentale: all’epoca le Divinità Aedriche e Daedriche calcavano ancora liberamente il suolo di Nirn, interferendo (anche capricciosamente) con le esistenze dei mortali.

Se avete fatto l’espansione “Knights of the Nine” di “TES IV: Oblivion”, saprete che gli Ayleids intrattenevano stretti rapporti con i principi Daedrici. Questo spiegherebbe l’aiuto che gli Aedra diedero agli umani per affrancarsi dal gioco Elfico.

Alessia era una fanciulla assai pia e devota agli Otto Divini, in particolare a Kynareth. Questa è la patrona dell’aria, del vento, della pioggia e degli eventi atmosferici in generale. Inoltre è la protettrice dei viaggiatori, dei marinai e degli spiriti invisibili dell’aria. E’ considerata l’Aedra più benevolo nei confronti degli umani perché fu quella che mise a disposizione di Lorkhan una parte del Vuoto per creare il Piano Mortale.

Kynareth ascoltò le suppliche e le inviò addirittura suo figlio Morihaus, un Semidio Nordico mezzo uomo e mezzo toro, per aiuto e consigli. Questi fece opera di proselitismo tra gli altri schiavi per convincerli ad aderire alla causa di Alessia che, da allora, divenne nota come la “Regina Schiava”.

Ma Kynareth fece ancora di più: le mandò delle visioni per insegnarle le strategie necessarie contro gli Ayleids e, infine, le affiancò una delle figure più leggendarie della Prima Era: Pelinal Whitestrake, un semidio come Morihaus e forse figlio (o avatar) di Lorkhan,che avrebbe capeggiato il suo esercito. Pelinal era da anni già impegnato i guerriglie e scaramucce con gli Ayleids nelle foreste pluviali della zona.

Di Pelinal Whitestrake abbiamo solo l’immagine del fantasma visto in di “TES IV: Knights of the Nine”

 

Pelinal e Umaril

Ma quest’ultimo, a quanto pare, dimostrò uno zelo alquanto eccessivo nell’adempiere al suo compito. Infatti si prodigò in una decimazione particolarmente brutale dell’esercito Ayleid, commettendo molte atrocità. Per la sua ferocia è ricordato come l’”Infame”. Quando, per esempio,  raggiunse e uccise Horomir, il Re-Stregone degli Ayleyds, affondò i denti nel collo del cadavere e bevve il suo sangue lanciando urla inumane e invocando il nome di “Reman” che nessuno poteva conoscere in quanto sarebbe nato nell’Era successiva.

Aveva i capelli bianchi che, dopo le battaglie, diventavano rossi per il sangue delle vittime, tanto che chi lo vedeva in quei momenti di esaltazione mistica pensava di vedere Lorkhan tornato sulla terra. Alessia fu spesso impegnata a pregare i Divini affinché gli perdonassero la sua “follia”. Comunque la guerra si risolse presto a favore degli insorti mentre gli oppressori furono costretti a ripiegare in aree sempre più ristrette intorno alla White Gold Tower.

Fu durante questo periodo, alla fine della guerra, che il Re Ayleid Umaril (detto “l’Implume”) prese il controllo degli eserciti Ayleid. Anche Umaril era di stirpe divina, essendo di madre Ayleid e avendo come padre un imprecisato Principe Daedra, quindi era l’unico in grado di affrontare Pelinal. Umaril ottenne dalla Signora Daedrica Meridia l’aiuto delle sue truppe di Aurorans.

Meridia in “TES IV: Oblivion”

Il duello finale tra i due semidei si svolse sulla White Gold Tower. Pelinal riuscì, dapprima, a fermare l’ondata di Aurorans che il nemico gli aveva scatenato contro e inseguirlo fino alla cima.

Un Auroran come l’abbiamo visto in TES IV: Knights of the Nine”

Ma Meridia aveva promesso a Umaril che, in caso di sconfitta, avrebbe prelevato il suo spirito per portarlo in salvo nei Piani di Oblivion. Cosa che avvenne quando, dopo un duello particolarmente feroce, i due avversari si trovarono entrambi in fin di vita. In conclusione, lo spirito di Umaril riuscì a scampare mentre Pelinal, ormai allo stremo, fu assalito e il suo corpo squartato in otto pezzi (simbolicamente) dagli Aurorans superstiti. La sua testa fu lasciata in cima alla Torre in modo che Alessia e Morihaus non avessero difficoltà nel trovare il macabro resto.

Le urla di Pelinal, cosciente mentre il suo corpo veniva orrendamente straziato, raggiunsero Alessia e Morihaus che accorsero in suo soccorso anche se troppo tardi. Nel tentativo di intimorire e far fuggire gli Aurorians, Morihaus prese a colpire la base della torre con le sue corna (!) con un tale impeto da farla barcollare. Giunto in cima si accorse che la testa, pur se staccata dal corpo, era ancora in vita e cosciente (!).

Morihaus si accovacciò tristemente presso l’amico morente e i due parlarono a lungo. Pelinal espresse, soprattutto, il rimpianto di non essere sprofondato nell’incoscienza prima di rendersi conto che lo spirito del nemico Umaril era sopravvissuto e profetizzò un suo ritorno (che, in effetti avvenne nel 433, ultimo anno della Terza Era (come abbiamo visto nella “Crisi Auroriana raccontata in TES IV: Knights of the Nine).

Nota: in “TES V: Skyrim” chi scrive ha trovato alcuni volumi di “The Song of Pelinal”.

La Crisi Auroriana in “TES IV: Knights of the Nine”

Correva l’anno 243 della Prima Era e, con la sua morte, Pelinal aveva realizzato la vittoria definitiva degli umani.

 

La rivoluzione Alessiana

Alessia prese possesso della White Gold Tower e venne nominata Prima Imperatrice di Cyrodiil. La sua prima preoccupazione fu di abolire i culti degli Ayleids e di stabilire una nuova religione per un popolo che non aveva mai conosciuto altri Dei. In questa operazione si dimostrò una fine stratega politica. Diede quindi origine a un culto che risultava un compromesso tra quelli Elfici e quello dei Nords. Trascurò Lorkhan che gli Elfi odiavano e chiamavano “L’Imbroglione” e lo definì il “Dio Mancante”. Adottò Akatosh che era accettato in entrambe le religioni e introdusse i culti di Dibella e Kynareth che erano popolarissime tra i Nords. In definitiva tentò, con successo, di adottare una versione “adattata” alle tradizioni locali del Pantheon Nordico, ben sapendo che sarebbe stato necessario almeno un cambio generazionale per la sua radicazione.

Una mappa che ricostruisce la zona centrale di Tamriel durante la Prima Era

Alla fine formò il culto degli “Otto Divini” che diventò quello più importante popolare in tutta Tamriel. Inizialmente non tutti gli Ayleids erano spariti e Alessia, con fine intuito politico e grande pragmatismo, ne tenne alcuni come vassalli in alcune province alla periferia del suo Impero.

Alessia morì nell’anno 266 della Prima Era. Al suo capezzale accorse Akatosh in persona (altri dicono Lorkhan d’accordo con Akatosh), che imprigionò la sua anima nel famoso “Amuleto dei Re”  di cui ormai tutti conoscete l’importanza. Akatosh (che è sempre identificato con un Drago benevolo), nell’occasione, accese i Fuochi di Drago al centro della White Gold Tower per impedire che gli indesiderati abitanti dei Piani di Oblivion invadessero il Piano mortale. I Dragonfires avrebbero potuto svolgere la loro funzione finché l’Imperatore di Cyrodiil avesse indossato l’amuleto.

Nello svolgimento di questa operazione, Akatosh versò una goccia del suo divino sangue e la cosa spiega (in parte) l’esistenza dei Dargonborns nelle cui vene scorre sangue di drago.

Dopo aver legato la sua anima all’Amuleto, Akatosh portò Alessia nel Regno Divino proclamandola la “Prima Santa di Tamriel”. I seguaci dell’Imperatrice si organizzarono nell’Ordine Alessiano” e regnarono per molti decenni. Progressivamente divennero, però, sempre più fanatici ed intransigenti e giunsero a praticare un vera e propria “pulizia etnica” a spese dei superstiti Ayleids.

Nel corso della Terza Era, questa Setta fanatica si è gradualmente estinta e oggi, come è giusto, Sant’Alessia è venerata come patrona della gentilezza e della libertà.

In definitiva, questa Alessia è una specie di guerriera, una sorta di Giovanna D’Arco di Tamriel ma con qualche sostanziale differenza:

– Invece che una martire bruciata al rogo divenne felicemente Imperatrice;

– Vergine non si sa di preciso… probabilmente no in quanto si vocifera che abbia avuto addirittura un figlio da Morihaus, che forse l’aveva incantata con le sue caratteristiche “taurine”…

– È sempre viva la diatriba sul fatto che il grande Reman I sia stato o meno un suo discendente: questa ipotesi potrebbe però giustificare la presenza di sangue di Drago nelle sue vene.

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