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Grande Casata Redoran 2016-11-27T11:24:22+00:00

In “Le Grandi Casate di Morrowind” si legge: “Gli obiettivi della Casata Redoran sono il senso del dovere, la serietà e la pietà. I principali doveri sono nei confronti dell’onore proprio, di quello della famiglia e di quello del clan. La serietà è essenziale nella vita. La vita è dura e gli eventi devono essere affrontati con la dovuta attenzione e profondità. La pietà è il rispetto per gli Dei e le virtù che essi rappresentano. Una vita spensierata non vale la pena di essere vissuta”.

Lo stendardo della Casata Redoran
Lo stendardo della Casata Redoran

I membri della Grande Casata Redoran, il cui colore di riferimento era il rosso, anteponevano a tutto i doveri e la fedeltà nei confronti del Tempio del Tribunale, quelli per la propria Casata erano secondari. Un nobile Redoran doveva conoscere la virtù della serietà. Non era pensabile vedere un Redoran che sorrideva parlando di argomenti seri, non avrebbero mai osato una simile mancanza di rispetto.

In “The True Noble’s Code” si specificano le qualità dei Nobili Redoran: “La Grande Casata Redoran coltiva anche l’arte della guerra. Non perché crediamo che essa sia giusta e onorevole di per se stessa, ma perché si tratta di conoscenze necessarie per eseguire il proprio dovere. Le armi preferibili sono le lame lunghe o le lance con uno scudo. Un nobile della Casata Redoran deve anche imparare a usare l’arco e deve curare un fisico atletico atto alle lunghe marce di battaglia. Un Redoran indossa un’armatura pesante o media a seconda del rango e della strategia. Un nobile della Casata Redoran dovrebbe saper riparare e manutenere le sue armi“.

Esiste anche un curioso libro sui “Segreti della Cucina Redoran” che riporta squisitezze a base di scuttle (un ingrediente alchemico), wickwheat (grano selvatico), uova di kwama, polpa di granchio e bittergreen tritato (un viticcio che cresceva alle pendici della Montagna Rossa e che era tossico se consumato crudo).

In realtà lo scuttle non ha un aspetto invitante
In realtà lo scuttle non ha un aspetto invitante

I Redoran conservavano gelosamente le grandi tradizioni Dunmer, soprattutto quelle guerriere e anche per questo avevano trovato un alleato naturale nel Tribunale. Intrattenevano ottimi rapporti anche con la Gilda dei Guerrieri e con la Legione Imperiale . Più travagliati erano i confronti con le Gilde dei Maghi e dei Ladri e con gli esponenti della Religione Imperiale.

Dicevamo che i conflitti tra le Casate erano assai frequenti: nel caso dei Redoran il più grave riguardava la città di Caldera che era stata fondata dalla Società Mineraria Imperiale con il sostegno degli Hlaalu.

L’ingresso alle miniere d’ebano di Caldera in “TES III: Morrowind”
L’ingresso alle miniere d’ebano di Caldera in “TES III: Morrowind”

Notevoli dissapori nacquero anche con i Telvanni nel corso della fondazione di alcuni nuovi insediamenti nelle Ashlands .

La Casata era governata da un Arcimaestro aiutato dai suoi Consiglieri. Negli anni in cui si svolge “TES III: Morrowind” il leader della Casata Redoran era Bolvyn Venim, un elemento un po’ estraneo alle tradizioni famigliari in quanto relativamente privo di scrupoli. Ma questa eterogeneità non costituì mai un problema in quanto i Redoran erano estremamente rispettosi delle gerarchie. Inoltre, nelle ultime generazioni, i Redoran avevano espresso leaders di modesta caratura determinando il declino della Casata. Bolvyn Venim invece era dotato di forte personalità ed era maestro nell’uso delle armi.

Bolvyn Venim in “TES III: Morrowind”
Bolvyn Venim in “TES III: Morrowind”

Nella città di Vivec i Redoran possedevano un intero Cantone.

Il cantone Redoran a Vivec in “TES III: Morrowind
Il cantone Redoran a Vivec in “TES III: Morrowind

La sede del Consiglio Redoran era in Ald’ruhn e ricavata dall’enorme guscio di un colossale Granchio Imperatore preistorico, il quartiere era conosciuto come Under-Skar.

Vista di Ald'ruhn in “TES III: Morrowind”. Il grande tetto piano è il Manor District  Redoran
Vista di Ald’ruhn in “TES III: Morrowind”. Il grande tetto piano è il Manor District Redoran

 

Gli incredibili interni del Manor District  Redoran in Ald'ruhn
Gli incredibili interni del Manor District Redoran in Ald’ruhn

Altri importanti centri Redoran erano Khuul , Maar Gan e Ald Velothi . Gli insediamenti Redoran erano nel classico stile dei villaggi Dunmer e costruiti con materiali locali. Avevano forme curve di ispirazione organica che ricordavano i gusci dei bizzarri crostacei locali ma anche le dune del paesaggio circostante. Gli esterni erano privi di decorazioni.

Il Tempio di Maar Gan in “TES III: Morrowind”
Il Tempio di Maar Gan in “TES III: Morrowind”

I villaggi Redoran si sviluppavano di solito intorno a un Tempio, le capanne e i locali commerciali circondavano una piazza centrale. L’unica grande città Redoran sulla terraferma era Blacklight , sulla costa nord-occidentale della parte continentale di Morrowind. Nel corso della Terza e Quarta Era la città si era sviluppata in maniera sorprendente, tanto da poter competere con la capitale Mournhold. Nota: la città poteva essere visitata nel primo capitolo della Saga “TES: Arena”.

L'ingresso a Sadrith Mora in "TES III: Morrowind"
L’ingresso a Sadrith Mora in “TES III: Morrowind”

La città è fortunatamente sopravvissuta alla catastrofe dell’Anno Rosso ed è diventata la nuova capitale di Morrowind dopo che gli Argoniani invasero e saccheggiarono l’antica capitale già devastata dalle forze Daedriche. Nel corso della Crisi di Oblivion i Redoran erano stati gli unici a tenere insieme un esercito abbastanza efficiente da riuscire a contenere l’invasione Argoniana almeno nella parte nord-occidentale di Morrowind. Questi dettagli sono raccontati all’Eroe da Adril Arano, Secondo Consigliere di Raven Rock nell’Isola di Solstheim in “TES V: Dragonborn”.

RavenRock_Dragonborn
Raven Rock in “TES V: Deagonborn”

Raven Rock, che abbiamo già conosciuto in “TES III: Bloodmoon”, era il luogo di una delle più sorprendenti quests mai viste in un videogioco. Cominciava in sordina col tedioso incarico, conferito dalla Società dell’Impero d’Oriente, di scortare un piccolo manipolo di coloni fino a uno spiazzo in mezzo al nulla situato nella costa meridionale di Solstheim. Lì giunti si veniva congedati senza tanti complimenti. Ma, se si ripassava da quelle parti dopo qualche settimana, si intravedevano in lontananza delle sagome lignee che trapelavano tra le nebbie. Giunti sul posto scattava la sorpresa: il luogo era tutto un alacre cantiere e le case spuntavano come funghi.

Raven Rock in “TES III: Bloodmoon”
Raven Rock in “TES III: Bloodmoon”

Dopo qualche tempo alcuni locali pubblici e abitazioni erano completati e in ognuno di essi si potevano fare nuovi incontri e ricevere nuovi missioni, molte delle quali lunghe e articolate. Omicidi e intrighi erano all’ordine del giorno. Per alcuni secoli i ricchissimi giacimenti d’ebano hanno garantito una florida economia, tanto che in “TES IV: Oblivion” si coglie una conversazione in cui si denuncia che i Nords erano seriamente intenzionati ad appropriarsi della zona.

In “TES IV: Oblivion” incontriamo anche il Dunmer Dranas Llethro e il Redguard ladro Hillod il Fuorilegge. Entrambi sostengono di provenire da Raven Rock e di aver partecipato alla costruzione della città.

Hillod il fuorilegge Oblivion
Hillod il Fuorilegge in “TES IV: Oblivion”

In “TES V: Dragonborn” Raven Rock resta un centro prevalentemente minerario anche se ben lontano dai passati splendori in quanto i filoni si sono impoveriti e per le armature si privilegiano nuovi materiali. Nella Quarta Era ha assunto tutte le caratteristiche di un insediamento Dunmer, sia sul piano culturale che nelle sue architetture. La grande Casata Redoran è una presenza consolidata e i loro stendardi adornano le pareti esterne della città. Il controllo è esercitato dalla Guardia Redoran sotto il comando del capitano Veleth .

Il Capitano Veleth in “TES V: Dragonborn”
Il Capitano Veleth in “TES V: Dragonborn”

È la prima posizione che il Dragonborn visita nell’isola di Solstheim. Nella città è possibile acquistare un’abitazione, il “Severin Manor”.

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