Tamriel, come sapete, è un continente composto da una miriade di regioni diverse, in ognuna delle quali è sempre presente una razza dominante. Ogni stirpe ha i suoi peculiari usi e costumi, tradizioni, ordinamenti politici e religiosi. Come avviene anche nel nostro mondo, molte etnie ostentano la loro presunta superiorità sulle altre e la usano come discutibile giustificazione per le loro mire espansionistiche.

In tutta la saga troviamo più o meno latenti conflitti razziali sempre pronti ad esplodere in faide sanguinose.

 

Altezzosità elfica

Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte delle saghe fantasy, gli Elfi non sono un popolo gentile e oppresso, sempre brutalmente depredato della loro patria e dei prodotti della loro cultura. Gli Altmers di Summerset Isle, per esempio, sono forse quelli che più hanno fatto dell’altezzosità il loro marchio distintivo, convinti come sono di essere i possessori della cultura più avanzata del continente e i migliori nelle più raffinate arti magiche. Sono, d’altra parte, chiamati anche “Elfi Alti” dove il termine “Alti” non si riferisce alla loro statura fisica ma è sinonimo di “orgogliosi” e “sprezzanti”.

Gli Altmers in TES V: Skyrim

Ma non è che con le altre genie le cose vadano molto meglio. I Bosmers, che indirettamente discendono dagli Altmers e malgrado la maledizione di Azura che li ha imbruttiti, hanno conservato tutta l’alterigia dei loro progenitori. Ovviamente gli Imperiali si fanno forti del loro dominio su tutta Tamriel. I Nords si sono sempre sentiti autorizzati, per la loro costituzione forte e resistente, a invadere le altre terre che, secondo loro, sono tutte abitate da popolazioni molli e decadenti. Analogo atteggiamento è quello dei Redguards che si considerano i migliori strateghi e i più abili guerrieri del continente…e così via.

 

Razze “bestiali”… o quasi

Poi ci sono le razze “miste” che possiedono contemporaneamente caratteri umanoidi e animaleschi e per questo sono diventate le vittime di elezione del razzismo, fino alla riduzione in schiavitù. Argoniani e Khajiits, in particolare, sono popoli tradizionalmente oppressi e talvolta usati come schiavi dalle ricche famiglie di Morrowind.

Un khajiit in TES V: Skyrim

Un altro popolo spesso ingiustamente discriminato e talvolta schiavizzato è quello degli Orsimers, meglio noti come Orchi. Forse non tutti sanno che anch’essi sono di origine elfica (come denuncia la desinenza “mer”) e assunsero l’attuale, ruvido aspetto quando Boethia divorò (o semplicemente: sconfisse a seconda delle versioni) la loro divinità Trinimac reo di aver contrastato il Profeta Veloth e i suoi seguaci Altmers. In quell’occasione questi ultimi vennero premiati e rinominati Chimers, gli Orsimers si ritrovarono con fisico e lineamenti sgraziati e la tipica colorazione verde-marrone (nota: pare che Trinimac sia diventato Malacath).

Ma agli Orchi è stata riservata una sorte meno umiliante di quella subita dalle razze semi animalesche: essi, infatti, si sono guadagnati una certa dignità come mercenari  e le loro straordinarie capacità artigianali sono universalmente riconosciute. Ricordiamo che le armature orchesche sono tra le più squisite e funzionali di tutta Tamriel.

Un Orco in TES V: Skyrim

Gli Orchi vengono spesso apostrofati come “bestie”, gli Argoniani come “sporche lucertole” e i Khajiits come “ladri” (in quest’ultimo caso anche con qualche ragione, stante la loro eccellenza in questa attività).

 

Un po’ di storia (morrowindiana)

Anche se la schiavitù, dopo l’arrivo dell’Impero, è divenuta illegale in Morrowind, la Casata Dres continua a praticarla impunemente. Si tratta di latifondisti che posseggono un vasto territorio a sud di quella Provincia, al confine con le paludi di Black Marsh. Nelle loro piantagioni di “saltrice” (un alimento molto nutriente e utile per la preparazione di pozioni in virtù delle sue proprietà magiche) sono duramente sfruttati migliaia di Argoniani. La Casata Dres ha osteggiato a lungo l’Impero che vietava le loro pratiche schiaviste ma, con un certo acume politico, ha rinunciato alla tratta degli schiavi con le altre Casate a patto che il nuovo governo “chiudesse un occhio” sulla loro manovalanza agricola.

La “saltrice”

La “saltrice”

Ma anche qui le cose non sono sempre filate lisce: nell’anno 396 della Terza Era scoppiò una rivolta degli schiavi. Si dice che alcuni ribelli Argoniani avessero brutalmente torturato e ucciso un commerciante Dunmer di nome Roris che aveva rifiutato di abiurare alla sua fede.

Un Argoniano in TES V: Skyrim

Non è detto che questa versione dei fatti sia assolutamente veritiera: in generale gli Argoniani non sono dei semplici bruti come li ritengono gli abitanti di Morrowind per convenienza. La notizia, comunque, si diffuse rapidamente scatenando l’orrore dei  Bosmers. La successiva, sanguinosa e inevitabile guerra etnica tra Morrowind e Black Marsh (la patria degli Argoniani di cui vi abbiamo parlato in questo articolo) detta “Guerra Arnesiana” si risolse con la prevedibile vittoria dei primi. Roris fu poi canonizzato come santo martire dal Tribunale.

Per supportare gli schiavi che riescono a fuggire è stata costruita una società segreta, la “Twin Lamps” che si incarica di farli espatriare. Hanno base nell’ambasciata Argoniana a Ebonheart e la mente dell’associazione è una certa Dunmer di nome Ilmeni Dren, giovane nobile imparentata con la Casata Hlaalu, che contrasta le attività di suo zio Orvas Dren proprietario di piantagioni che usano regolarmente schiavi.

                                               

Ilmeni e Orvas Dren

Malgrado il divieto, anche altri fanno ancora largo uso della schiavitù. La nobile Casata Hlaalu li sfrutta come manodopera agricola. La Casata Redoran li usa soprattutto come gladiatori (come nell’antica Roma): gli pittura il corpo e li butta in un’arena a lottare tra loro come animali o contro Daedra.

Schiavi nell’arena

Casa Telvanni usa gli schiavi per i lavori domestici e come manodopera nelle miniere.

Uno schiavo Khajiit dei Telvanni

In città come Molag Mar, Suran, Tel Aruhn e altre troviamo mercati degli schiavi neanche troppo clandestini.

Il mercato degli schiavi a Sadrith Mora

In TES V: Skyrim abbiamo potuto osservare come Ulfric Manto della Tempesta abbia effettivamente instaurato un governo razzista nella sua Windhelm: ve ne parliamo qui.

 

Sdrammatizziamo!

Dopo aver affrontato temi così severi, concludiamo con qualche divertente notazione di costume:

Bethesda stessa è stata accusata di incitare al razzismo (?), di discriminare gli omosessuali (?), i mancini (?), le donne (?) e i possessori di PS3 (?). Di aver usato la parola “nigger”. Di trattare con troppa sufficienza i poveri tossicodipendenti (probabilmente per la storia dello “Zucchero di Luna”). C’è stato anche il solito gruppo di sciovinisti francesi che si è sentito offeso perché sostengono che nei TES la razza Bretone gioca un ruolo troppo marginale (ovviamente volevano più “grandeur”).

 

Autore:

Dopo la metà del cammin di sua vita si è reso conto di avere più passato che futuro, per cui si è messo a videogiocare come se non ci fosse un domani. Fan sfegatato di Black Isle e Bethesda, adora gli RPG di ogni tempo e tipo, le Avventure Grafiche e indulge anche in qualche Action e/o Survival. Ha studiato forsennatamente il Lore dei TES fino ad autoconvincersi, da perfetto incosciente, di saperne qualcosa. Detesta i chackponts, i giochi in prima persona e i simulatori di ogni tipo.