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Libri 2016-11-27T11:23:59+00:00

In questo libro vengono narrate le vicende accadute con The Elder Scrolls IV Oblivion.

Molti giocando a Skyrim hanno avuto, e hanno, nostalgia di Oblivion, questo libro ci farà accorciare un poco le distanze risvegliando in modo semplice ed efficace i nostri ricordi. E per tutti coloro che invece non hanno giocato al capitolo precedente, avranno invece un’idea di che cosa sia accaduto.
Quindi, buona lettura.

La crisi dell’Oblivion

Di: Praxis Sarcorum
storico imperiale

Al volgere della Quarta Era, nell’anno 3E 433, l’Imperatore Uriel Septim VII fu assassinato e l’Amuleto dei Re distrutto. Questi avvenimenti misero in moto una catena di eventi che avrebbe abbattuto un impero e cambiato per sempre il rapporto tra l’uomo e gli dei.

Inizialmente, gli assassini attaccarono l’imperatore nella Torre di Oro Bianco. Mentre le Blade li tenevano a bada, l’imperatore si fece strada nelle segrete, verso una via di fuga segreta costruita in una delle celle della prigione. Per ragioni solo a lui note, l’imperatore concesse la grazia al fortunato prigioniero in quella cella. Alcuni dicono che il prigioniero gli ricordava un amico d’infanzia. Altri dicono che era stato profetizzato. In ogni caso, il prigioniero assunse un ruolo fondamentale nella storia dell’impero e di Tamriel: senza dubbio un segno degli dei.

Gli assassini alle calcagna uccisero le guardie del corpo, le Blade, con una serie di attacchi furtivi e inesorabili. Alla fine, uccisero l’imperatore in persona. Prima di morire, Uriel Septim VII cosegnò l’Amuleto dei Re al prigioniero, che in qualche modo raggiunse l’uscita attraverso le cloache imperiali.

Ora come ora, l’assassinio è noto per essere stato compiuto da un gruppo di cultisti daedrici conosciuto come la Mitica Alba. Coloro che sospettano ancora la Confraternita Oscura dovrebbero prendere in considerazione due fatti; uno, la confraternita si sarebbe servita solo di un assassino e non di un piccolo esercito; due, non sarebbe mai stata così folle da dichiarare apertamente guerra all’impero scavandosi la propria tomba. Come poi è successo alla Mitica Alba.

L’Amuleto dei Re riemerse in seguito al priorato di Weynon, nei pressi di Chorrol, e Jauffre, gran maestro delle Blade e capo del priorato, lo prese in consegna. Il messaggero fu inviato a Kvatch per trovare un umile prete di nome Martin. A sua completa insaputa, Martin era il figlio bastardo di Uriel Septim VII e l’ultimo erede al Trono di Rubino. Solo lui poteva usare l’Amuleto dei Re per accendere i Fuochi di Drago che proteggevano la barriera tra Tamriel e l’Oblivion, e salvare il mondo dal complotto della Mitica Alba.

Il prigioniero arrivò a Kvatch per trovarla infestata dai daedra che si erano riversati da un Cancello per l’Oblivion appena aperto: l’inizio della devastazione dell’impero e della crisi dell’Oblivion. Come fece il prigioniero a chiudere il cancello è un’incognita, ma una volta chiuso, Martin e le guardie di Kvatch sopravvissute respinsero i daedra.

Oggi noto come l’Eroe di Kvatch, il prigioniero e Martin ritornarono al priorato di Weynon, solo per scoprire che era stato saccheggiato e l’amuleto trafugato. Tuttavia, Jauffre sopravvisse all’attacco e i tre si recarono al tempio del Signore delle Nuvole, il bastione delle Blade. In questa fortezza segreta nelle montagne fuori da Bruma, Martin fu tenuto al sicuro all’interno mentre l’Eroe di Kvatch andò in cerca dell’amulero perduto.

Al corrente soltanto che dietro all’assassinio e al furto dell’amuleto c’era un gruppo misterioso chiamato la Mitica Alba, l’Eroe di Kvatch fu incaricato di individuare il culto. Con l’aiuto di Baurus, una Blade al servizio dell’imperatore, usò i Commenti sul Mysterium Xarxes, tesori esoterici scritti dal folle Mankar Camoran, per scovare il nascondiglio della Mitica Alba. Gli studiosi dei commenti dichiarano che il luogo non è indicato direttamente nei testi. La loro scoperta rimane un mistero.

Non esistono rapporti ufficiali su come l’Eroe di Kvatch sia penetrato nel nascondiglio della Mitica Alba nei pressi del lago Arrius. Esiste il racconto di un bardo che afferma che l’eroe usò l’inganno e il travestimento, ma è solo un’ipotesi. Ciò che è noto, è che Mankar Camoran era dietro la Mitica Alba e che il gruppo venerava il Principe Daedrico Mehrunes Dagon. Mankar si credeva un discendente diretto di Camoran l’Usurpatore, il famigerato pretendente al trono di Valenwood.

L’eroe scappò in qualche modo con il Mysterium Xarxes, il sacro libro della Mitica Alba. Mankar Camoran fuggì nell’Oblivion con L’Amuleto dei re. Con qualche sforzo e un rischio enorme per la sua sanità mentale, Martin decifrò il Mysterium Xarxes e lo utilizzò per aprire un cancello verso Mankar Camoran al fine di recuperare l’Amuleto dei re.

Prima che Martin potesse compiere il rituale per aprire il cancello, Mehrunes Dagon ne aprì un altro fuori da Bruma. L’Eroe di Kvatch salvò Martin e la città oltrepassando il cancello e chiudendolo, prima che un assedio daedrico distruggesse Bruma e il Tempio del Signore delle Nuvole. Riguardo questa battaglia sono presenti numerose storie e cantate che non starò a ripetere. A quel punto, l’Eroe di Kvatch divenne anche il Salvatore di Bruma.

Con la città e il Tempio del Signore delle Nuvole al sicuro, Martin aprì il portale per il “Paradiso” di Mankar Camoran. I dettagli di quello che accadde lì sono ignoti. Tutto ciò che sappiamo è che il Salvatore di Bruma raggiunse questo luogo, uccise Mankar Camoran e tornò con l’Amuleto dei Re.

Con l’amuleto nelle sue mani, Martin Septim si presentò di persona al Consiglio degli anziani per essere incoronato imperatore di tutta Tamriel. Una volta incoronato cercò di riaccendere i Fuochi di Drago per difendere Tamriel dall’Oblivion. Nell’estremo tentativo di fermarlo, Mehrunes Dagon lanciò un assalto alla città imperiale aprendo diversi Cancelli per l’Oblivion dentro la capitale stessa. Senza corona, Martin si unì alla battaglia per le vie della città.

Lo stesso Mehrunes Dagon lasciò l’Oblivion ed entrò a Tamriel, rompendo il patto. Soltanto i Fuochi di Drago spenti lo resero possibile. Con la barriera ormai spezzata, era troppo tardi per riaccendere i fuochi. Martin Septim scelse di fare l’ultimo sacrificio: frantumò l’Amuleto dei re per diventare l’incarnazione del dio Akatosh e affrontare Mehrunes Dagon.

La documentazione su questa battaglia è molto eterogenea. Quello che sappiamo è che Mehrunes Dagon fu sconfitto e rimandato nell’Oblivion. L’incarnazione di Akatosh si tramutò in pietra ed è oggi visibile nel tempio dell’Unico nella Città Imperiale. Con l’amuleto scomparso, i Fuochi di Drago spenti e l’ultimo imperatore Sangue di Drago defunto, la barriera per l’Oblivion è sigillata per sempre.

La dicotomia Alduin/Akatosh

Libro settimo del 2920
Ultimo anno della Prima Era

di Alexandre Simon
Sommo sacerdote della
Cappella di Akatosh
Wayrest

 

Come sommo sacerdote della Cappella di Akatosh, ho dedicato la mia vita al servizio del Grande Drago. Colui che all’inizio fu il primo. Colui che è il più grande e potente di tutti i Divini. Colui che è l’incarnazione stessa dell’infinito.

Ovviamente, sono un uomo dalla fede profonda e incrollabile, ma sicuramente non cieca, dato che sono anche un uomo dall’approccio accademico e ho sempre apprezzato l’istruzione e la ricerca della verità in tutte le sue forme. E così, ho avuto l’onore e il privilegio di rendere la ricerca della verità su Akatosh e su tutte le incarnazioni del nostro amato Divino, il lavoro della mia vita.

Il Grande Drago è venerato in tutto il mondo civilizzato (e non mi riferisco solo all’Impero, ma a ogni nazione del grande Nirn che ha abbracciato e appreso la virtù delle lettere). Solitamente, il più grande dei Divini è indicato come Akatosh. Ma quello di cui non tutti potrebbero essere al corrente è che saltuariamente viene chiamato con altri due nomi.

Gli aldmeri fanno riferimento ad Akatosh come Auri-El. I nord lo chiamano Alduin. Questi nomi emergono ripetutamente in alcuni testi antichi e in ognuno di questi è chiaro che la divinità in questione non è altri che colui che chiamiamo Akatosh.

Eppure c’è chi crede, persino in questa epoca illuminata, che non sia così. Che le interpretazioni regionali di Akatosh non siano affatto interpretazioni. Piuttosto, sono riferimenti a divinità completamente diverse, divinità che possono o non possono condividere gli stessi aspetti del Grande Drago.

Molti altmer dell’isola di Summerset venerano Auri-El, che è l’anima di Anui-El, che a sua volta è l’anima di Anu l’Onnipresente. Ma se chiedete direttamente agli elfi alti (come ho fatto io, quando mi sono recato all’isola di Summerset per continuare la mia ricerca), la maggioranza ammetterà che Auri-El non è altri che Akatosh con un nome diverso modificato in base alle proprie credenze culturali.

Dunque forse, non è una sorpresa che il vero dissenso teologico risieda in Skyrim, tra la gente nord, tanto rinomata per la loro testardaggine quanto per la loro robustezza e valore sui campi di battaglia. Quando ho raggiunto la bianca e aspra provincia, rimasi sorpreso nel trovare un popolo con opinioni su Akatosh diametralmente opposte agli altmer. La maggior parte dei nord sembra credere che il loro Alduin citato nelle leggende, non sia Akatosh, ma una divinità completamente differente. Un grande drago, sì, ma non il Grande Drago.

Determinato ad approfondire l’argomento, mi sono consultato con diversi nord, primo fra tutti un anziano e rispettato capo clan di nome Bjorn Gran Sanguinario. E quello che mi ha sorpreso di più rispetto dei miei interlocutori, non è che credevano in Alduin invece che in Akatosh, ma che riconoscevano Alduin in aggiunta ad Akatosh. In realtà, la maggior parte dei figli di Skyrim sembra concepire Akatosh nel mio stesso modo: egli è, di fatto, il Grande Drago, primo tra i Divini, perseveranza personificata e una forza del bene supremo nel mondo.

Alduin, affermano, è qualcosa di completamente diverso.

Che sia o meno una vera divinità rimane un interrogativo, ma l’Alduin del folclore nord è di fatto un drago, così antico e così potente, che fu ribattezzato “Divoratore del Mondo”, e alcuni resoconti lo descrivono persino come colui che divora le anime dei morti per mantenere il suo potere. Altre storie gravitano attorno ad Alduin e lo dipingono come una specie di re drago, che riunì i draghi in una guerra contro il genere umano, finché non fu sconfitto per mano di uno o più eroi coraggiosi.

E’ difficile affermare che tali leggende non siano avvincenti. Ma come sommo sacerdote e come studioso, sono costretto a pormi la più importante delle domande: dove sono le prove?

I nord di Skyrim danno grande valore alla loro tardizione orale, ma tale è il motivo della loro inaffidabilità. Una dicera trasmessa nella piazza del mercato di Wayrest può cambiare così drasticamente nel corso di poche ore, che entro la fine della giornata qualcuno potrebbe credere che metà dei residenti della villa siano coinvolti in una serie di attività scandalose. Come può, dunque, una persona educata e illuminata credere a una leggenda che è stata tramandata solo a voce, per centinaia o persino migliaia di anni?

La risposta a tale domanda è semplice: non può.

E quindi, la mia conclusione è che Alduin delle leggende nord sia di fatto Akatosh, la cui storia è cresciuta contorta e deformata attraverso secoli di abbellimenti. Sebbene non per colpa loro, i popoli primitivi di Skyrim non compresero la bontà e la grandezza del Grande Drago e fu questa mancanza di comprensione che gettò le basi per quello che divenne, per ironia della sorte, il loro più incredibile prodotto creativo: Alduin il Divoratore del Mondo, spauracchio per le storie della buonanotte e giustificazione per le azioni eroiche degli antichi.

Sangue di Drago

Skyrim: Sangue di Drago

Quando il malgoverno si insedia agli otto angoli del mondo
Quando la Torre d’Ottone cammina e il Tempo viene rimodellato
Quando il tre volte benedetto fallisce e la Torre Rossa trema
Quando il sovrano Sangue di Drago perde il suo trono e la Torre Bianca crolla
Quando la Torre Innevata giace separata, senza re e sanguinante

 

Il libro del Sangue di Drago
Di: Priore Emelene Madrine
Ordine di Talos
Priorato di Weynon

Anno 360 della Terza Era
Ventunesimo del regno di
Sua Maestà Pelagius IV

Sono in molti ad avere udito il termine “Sangue di Drago”, visto che siamo governati dagli “Imperatori Sangue di Drago”, ma il vero significato rimane spesso incompreso. Per quelli come noi che fanno parte dell’Ordine di Talos, si tratta di un argomento vicino e caro ai nostri cuori e in questo libro cercherò di far luce sulla storia e il significato dei Sangue di Drago comparsi nei secoli.

La maggior parte degli studiosi concorda che il termine fu inizialmente utilizzato in occasione del patto di Akatosh, quando la benedetta San’Alessia ricevette l’Amuleto dei re e i Fuochi di Drago nel Tempio dell’Unico furono accesi per la prima volta. “Akatosh, guardando con pietà alla condizione degli uomoni, versò del sangue prezioso dal suo stesso cuore e con esso benedì SantAlessia. Dopodiché, strinse un patto: finché i futuri discendenti di Alessia sarebbero rimasti fedeli al sangue del drago, Akatosh si sarebbe impegnato a sigillare i Cancelli dell’Oblivion, impedendo alle armate di daedra e non-morti di entrare in contatto con i loro nemici, gli ayleid adoratori di daedra”. Coloro che furono benedetti da Akatosh con il “sangue del drago” divennero conosciuti come Sangue di Drago.

Il collegamento con i regnanti dell’Impero era presente fin dall’inizio: solo i Sangue di Drago erano in grado di indossare l’Amuleto dei Re e appiccare i Fuochi di Drago. Tutti i regnanti legittimi dell’Impero sono stati Sangue di Drago: gli imperatori e le imperatrici del primo Impero cyrodilico fondato da Alessia, reman Cyrodiil e i suoi eredi, e ovviamente Tiber Septim e relativi discendenti, fino ad arrivare all’imperatore corrente, sua maestà Pelagius Septim IV.

Tuttavia, a causa di questi collegamenti con gli imperatori, l’altro significato di Sangue di Drago è stato oscurato e largamente dimenticato da tutti, salvo dagli studiosi e da quelli che come noi sono al servizio del sacro Talos, al tempo Tiber Sptim. In pochi si rendono conto che essere Sangue di Drago non è una semplice questione ereditaria: essendo una benedizione dello stesso Akatosh, come e perché venga concessa esula dalla nostra comprensione. Chi diventa imperatore e accende i Fuochi di Drago è sicuramente un Sangue di Drago: le prove incontestabili sono indossare l’amuleto e appiccare i fuochi. Ma in merito agli imperatori ci si chiede: erano già dei Sangue di Drago con queste abilità o è stata la benedizione di Akatosh a discendere su di loro? Tutto quello che possiamo dire è che sono entrambe le cose, o nessuna: un mistero divino.

Ovviamente, la discendenza dei Septim stata tutta composta di Sangue di Drago ed è uno dei motivi per cui l’ereditarietà è data per scontata. Ma sappiamo per certo che i primi governanti cyrodilici non erano imparentati. Inoltre, non esistono prove che Reman Cyrodiil fosse un discendente di Alessia, nonostante le molte leggende a favore della tesi, la maggior parte delle quali risalgono al tempo di Reman e probabilmente tentano di legittimare il governo. Sappiamo che le Blade, generalmente intese come le guardie del corpo dell’imperatore, ebbero origine dai crociati akaviri che invasero il Tamriel alla fine della Prima Era. A quanto pare, erano alla ricerca di un Sangue di Drago (gli eventi del Passo del Pale lo confermano) e gli akaviri furono i primi a proclamare Reman Cyrodiil come tale. Infatti, furono gli akaviri a fare gli sforzi maggiori per promuovere la sua posizione di imperatore (anche se Reman stesso non assunse mai quel titolo in vita sua) e sicuramente non è noto alcun collegamento ereditario tra Tiber Septim e i precedenti Sangue di Drago del Tamriel.

La possibile esistenza di più Sangue di Drago contemporaneamente, è un altro mistero. Gli imperatori hanno fatto del loro meglio per seppellire questo dilemma, ma ovviamente la successione imperiale giustifica la presenza di almeno due o più potenziali Sangue di Drago allo stesso momento: il regnante e l’erede. Anche la storia delle Blade accenna a questo fatto: sebbene si conosca poco della loro attività durante l’interregno tra l’impero di Reman e l’ascesa di Tiber Septim, molti credono che durante questo periodo le Blade continuarono a cercare e proteggere coloro che ritenevano essere Sangue di Drago, potenziali o meno.

Per concludere, giungiamo alla domanda: cosa significa veramente essere un Sangue di Drago? Il collegamento con i draghi è talmente ovvio da essere quasi dimenticato: in questi in cui i draghi sono un ricordo lontano, dimentichiamo che nei tempi antichi essere Sangue di Drago significava possedere fisicamente “il sangue di drago”. Alcuni studiosi credono che fosse da intendersi quasi letteralmente, anche se il vero significato ci sfugge. I nord raccontano di eroi Sangue di Drago come dei grandi ammazzadraghi, in grado di assorbire il potere delle bestie uccise. Infatti, è risaputo che, durante la loro invasione, gli akaviri diedero la caccia a molti draghi e li sterminarono e secondo alcune prove questa pratica continuò anche dopo essere diventati la Guardia del Drago di Reman Cyrodiil (un altro collegamento con i draghi): i diretti predecessori delle moderne Blade.

Vi lascio con quella che è conosciuta come la profezia del Sangue di Drago. Si dice spesso che abbia origine da un’Antica pergamena, nonostante a volte sia anche attribuita agli antichi akaviri.
In molti hanno tentato di decifrarla e in tanti hanno anche creduto che i suoi presagi si fossero avverati e che l’avvento dell’ultimo Sangue di Drago fosse prossimo. Non intendo speculare a riguardo, ma a mio avviso suggerisce che il vero significato del dono di Akatosh al genere umano debba essere ancora pienamente compreso.

Quando il malgoverno si insedia agli otto angoli del mondo.
(presumibilmente riferito agli eventi di The Elder Scrolls I Arena)

Quando la Torre d’Ottone cammina e il Tempo viene rimodellato
(The Elder Scrolls II Daggerfall)

Quando il tre volte benedetto fallisce e la Torre Rossa trema
(The Elder Scrolls III Morrowind)

Quando il sovrano Sangue di Drago perde il suo trono e la Torre Bianca crolla
(The Elder Scrolls IV Oblivion)

Quando la Torre Innevata giace separata, senza re e sanguinante
(The Elder Scrolls V Skyrim)

Il Divoratore del Mondo si risveglierà e la Ruota poggerà sull’ultimo Sangue di Drago

La guerra dei Draghi

Nell’era Meretica, quando Ysgramor mise piede per la prima volta a Tamriel, il suo popolo venerava un culto che prevedeva l’adorazione degli dei animali. Certi studiosi ritengono che questa popolazione primitiva adorasse i divini come li conosciamo noi, ma sotto forma di questi animali totem. Essi veneravano il falco, il lupo, il serpente, la falena, il gufo, la balena, l’orso, la volpe e il drago.

Nell’era Meretica, quando Ysgramor mise piede per la prima volta a Tamriel, il suo popolo venerava un culto che prevedeva l’adorazione degli dei animali. Certi studiosi ritengono che questa popolazione primitiva adorasse i divini come li conosciamo noi, ma sotto forma di questi animali totem. Essi veneravano il falco, il lupo, il serpente, la falena, il gufo, la balena, l’orso, la volpe e il drago. Di tanto in tanto è possibile imbattersi in dei totem di pietra diroccati negli angoli più remoti di Skyrim.

Il primo tra tutti gli animali era il drago, o dragh-gkon nell’antica lingua nord. A volte usato il termine dov-rha, ma non si conosce né la lingua di appartenenza, né la sua derivazione. L’utilizzo di questi era vietato a tutti, tranne ai sacerdoti del Drago. Furono costruiti grandi templi per onorare i draghi e conquistarsi il loro favore. Molti di essi resistono ancora oggi, sotto forma di antiche rovine infestate da draugr e sacerdoti del Drago non-morti.

I draghi, in quanto tali, accettarono il loro ruolo di re-dei sugli uomini. Dopotutto, non erano forse stati creati a immagine di Akatosh? Non erano superiori sotto ogni aspetto alle orde di piccole, tenere creature che li adoravano? Per i draghi, il potere equivale alla verità. Essi avevano il potere, di conseguenza erano depositari della verità. Concessero piccole quantità di potere ai sacerdoti del Drago in cambio di assoluta obbedienza. A loro volta, i sacerdoti regnavano sugli uomini alla stregua di re. Ovviamente i draghi non potevano essere disturbati con un compito così noioso come governare.

Ad Atmora, da dove provenivano Ysgramor e la sua gente, i sacerdoti del Drago imposero un tributo e stabilirono leggi e codici di condotta che garantirono la pace tra i draghi e gli uomini. A Tamriel, essi non erano affatto così benevoli. Non è chiaro se questo fosse dovuto a un sacerdote del Drago ambizioso, o a un drago in particolare, o a una serie di re deboli. Qualunque fosse la causa, i sacerdoti del Drago cominciarono a governare con il pugno di ferro, rendendo quasi schiava il resto della popolazione.

Quando la popolazione si ribellò, i sacerdoti del Drago passarono al contrattacco. Di fronte all’impossibilità di riscuotere il tributo o di controllare le masse, la risposta dei draghi fu immediata e brutale. Ebbe così inizio la Guerra dei Draghi.

In principio, gli uomini morirono a migliaia. Gli antichi testi narrano che un manipolo di draghi si schierarono dalla loro parte, anche se non ne spiegano il motivo. Secondo i sacerdoti dei Nove Divini, fu lo stesso Akatosh in persona a intervenire. Essi insegnarono agli uomini la magia da usare contro gli altri draghi. Le sorti della battaglia cominciarono a cambiare e anche i draghi iniziarono a morire.

La guerra fu lunga e sanguinosa. I sacerdoti del Drago vennero rovesciati e i draghi massacrati in gran numero. Quelli superstiti si sparpagliarono, preferendo vivere in luoghi remoti, lontano dagli uomini. Lo stesso culto del drago si adattò e resistette. Furono costruiti i tumuli dei draghi, dove seppellire i resti di quelli caduti durante la guerra. Credevano che un giorno i draghi sarebbero risorti e avrebbero premiato i fedeli.

Le Origini del Tamriel

In principio c’erano due fratelli: Anu e Padomay.
Furono originati dal Vuoto e il Tempo ebbe inizio.

Mentre Anu e Padomay vagavano nel Vuoto, il vicendevole gioco tra luce e oscurità diede origine a Nir. Sia Anu sia Padomay furono sorpresi e deliziati dalla sua comparsa, ma lei amava Anu e Padomay si allontanò con amarezza. Nir rimase incinta, ma prima di dare alla luce la sua creatura, Padomay ritornò e le confessò il suo amore. Quando rispose che il suo cuore era soltanto per Anu, Padomay la colpì con furore. Anu ritornò e si batté furiosamente con Padomay, scagliandolo fuori dai confini del tempo. Nir diede origine alla Creazione, ma poco dopo perì per le sue ferite. Anu, terribilmente addolorato, si nascose nella luce del sole e si addormentò.

Nel frattempo, la vita nacque e fiorì prosperosa nei dodici mondi della Creazione, Padomay riuscì a ritornare dai confini del Tempo. Vide la Creazione e la odiò. Brandì la spada con furia, colpendo e devastando i dodici mondi nel loro allineamento. Anu si destò e combatté con Padomay ancora una volta. La lunga e furiosa battaglia si concluse con la vittoria di Anu che scagliò lontano il corpo di suo fratello, credendolo ormai morto. Poi tentò di salvare la Creazione fondendo ciò che restava dei dodici mondi in uno solo: il Nirn, il mondo di Tamriel. Mentre stava compiendo la sua opera, Padomay lo trafisse al torace con un ultimo fendente. Anu si afferrò al fratello trascinando entrambi fuori dai confini del Tempo per sempre.

Il sangue di Padomay diede origine ai daedra. Il sangue di Anu formò le stelle. Il sangue unito di entrambi diede origine agli aedra: da cui deriva la loro capacità di agire nel bene e nel male e la loro maggiore affinità con gli affari terreni rispetto ai daedra, privi di legame con la Creazione. Nel mondo di Nirn tutto era caos. I soli sopravvissuti dei dodici mondi della Creazione erano gli antenati dei mer e degli uomini. Gli hist erano gli alberi di Argonia. In principio il Nirn era costituito da terre sconfinate, con piccoli mari qua e là, ma senza nessun oceano.

Un grande frammento del mondo degli ehlnofey era caduto sul Nirn relativamente intatto. Gli ehlnofey che vivevano in quel mondo erano gli antenati dei mer. Questi ehlnofey fortificarono i loro confini dal caos esterno, celarono le loro oasi di pura quiete e provarono a vivere come un tempo. Altri ehlnofey giunti sul Nirn si dispersero nel cuore del caos dei mondi ridotti in pezzi, vagando e incontrandosi con altri nel corso del tempo. Infine, gli ehlnofey trovarono la terra nascosta degli antichi e furono meravigliati e deliziati nel vedere la loro stirpe vivere in mezzo agli splendori delle ere passate. Gli ehlnofey erranti si aspettavano di essere accolti in quel pacifico regno, ma gli antichi li guardarono come degenerati, ormai decaduti dalla loro gloria primordiale. Per cause ignote, una guerra esplose e infuriò attraverso tutto il Nirn. Gli antichi conservavano il loro ancestrale potere e sapienza, ma gli erranti ehlnofey erano assai più numerosi e induriti dalla lunga lotta per la sopravvivenza sul Nirn. Quella guerra ridisegnò l’aspetto del Nirn, facendo sprofondare gran parte della terra sul fondo dei nuovi oceani e lasciando le terre emerse come le conosciamo ora (Tamriel, Akavir, Atmora e Yokuda). Il regno degli antichi, sebbene devastato, divenne Tamriel. I sopravvissuti degli ehlnofey erranti si divisero sugli altri tre continenti.

Nel corso delle ere, gli ehlnofey di Tamriel divennero
i mer (elfi)
i dwemer (i Profondi, talvolta chiamati anche nani)
i chimer (i Mutati, che in seguito divennero i dunmer)
i dunmer (gli Oscuri o Maledetti, gli elfi scuri)
i bosmer (i Verdi o gli Abitanti della Foresta, gli elfi dei boschi)
gli altmer (gli Antichi o Alti, gli elfi alti)

Sugli altri continenti, gli ehlnofey erranti divennero gli uomini: i nord di Atmora, i guardiarossa di Yokuda e gli tsaesci di Akavir.

Gli hist furono solo spettatori della guerra degli ehlnofey, ma gran parte del loro regno fu devastato dall’infuriare degli scontri ai confini. Un piccolo frammento di quel mondo sopravvisse per divenire la regione di Black Marsh nella terra di Tamriel, ma la maggior parte sprofondò sul fondo del mare.

Infine gli uomini fecero ritorno sulle terre del Tamriel. I nord furono i primi e colonizzarono la costa settentrionale di Tamriel al seguito del leggendario Ysgramor prima dell’inizio delle trascrizioni storiche. Il suo tredicesimo discendente, Re Harald, fu il primo sovrano a comparire in una trascrizione storica. Con ciò ebbe termine l’Era Mitica.

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