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Recensione Dragon Age II: Legacy 2017-04-29T00:41:53+00:00
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    Recensione Dragon Age II: Legacy

«Parla di un abisso nelle Montagne Vinmark e di un segreto che pareva custodire.» La voce di Cassandra è profonda e calma, come al solito, bramosa di sapere, di conoscere, di scoprire ancora qualche dettaglio dell’avventura di Garrett Hawke a Kirkwall. All’altro lato della stanza il nano sorride, dice che Cassandra non gli crederà mai e inizia ancora una volta a raccontare.

Le loro menti viaggiano, volano verso le montagne: «Non ha senso… Hanno attaccato te, hanno attaccato me… Che cosa vogliono?» Le lamentele di Carver non hanno importanza per Cassandra; gli dice di proseguire, di continuare a raccontare. «Tutto è iniziato con lui e finirà con te! Sangue chiama sangue, proprio come ci è stato detto! In nome del nostro maestro, Corypheus. Che possa rivedere la luce del sole…» Ecco, questa è la parte che Cassandra preferisce. Fa segno a Varric di fermarsi e di ricominciare dal loro arrivo alle Montagne Vinmark, entrando più nel dettaglio.

Cassandra ama le storie, ma non può mettersi comoda in poltrona ed ascoltare il suo cantastorie preferito… Poco male, pensa, dimenticando il suo ruolo di inquisitrice, lasciandosi cullare dalle parole del nano e stando attenta che il nano non calchi un po’ troppo su alcuni particolari…

L’ultimo piano della Prigione dei Custodi, dove finalmente incontreremo Corypheus.

 

Tutta un’altra storia…

Il 26 luglio 2011 ha fatto il suo ingresso nella scena videoludica il secondo DLC per Dragon Age 2. Dopo il rilascio contemporaneo al secondo capitolo della saga di Dragon Age del primo DLC “Il Principe Esiliato”, che offriva un nuovo personaggio reclutabile dotato di quest personali, buona caratterizzazione e la possibilità di una romance e dopo qualche pacchetto di armature e di armi, BioWare ha finalmente deciso di rilasciare un DLC vero e proprio, una nuova avventura appagante e più vicina ai canoni di Origins di quanto non lo fosse DA2.

La storia parte da un monumento che potremo trovare in casa nostra, quale che sia: infatti sarà accessibile sia nella baracca di nostro zio Gamlen, sia nella lussuosa tenuta degli Hawke nella Città Superiore. È quello il nostro punto d’accesso per Legacy, l’inizio della vostra avventura. Dopo un filmato in cui troveremo Varric e Cassandra fronteggiarsi ancora una volta, in cui capiremo solo qualcosa di quello che ci attende e del perchè stiamo andando verso le Montagne Vinmark e dopo aver scelto i compagni che ci accompagneranno nel nostro breve viaggio, verremo catapultati in quello che più che un paesaggio montano assomiglia ad un deserto.

Qui inizia la nostra avventura in Legacy: scopriremo ben presto che un gruppo di nani del karta ha tentato di attaccarci a Kirkwall e che questi nani seguono gli ordini di un certo Corypheus, un Prole Oscura senziente e parlante. Dovremo quindi farci largo tra le Montagne Vinmark e tra il covo del karta, per poi entrare nella Prigione dei Custodi a cui nostro padre è in qualche modo legato, fino alle Vie Profonde, completamente diverse da come le ricordavo!

Le Montagne Vinmark in tutto il loro splendore!

Anche se la trama è ben caratterizzata e incontreremo altri personaggi oltre Corypheus degni di un pensiero o comunque di nota, potrebbe sembrare ad un giocatore superficiale solo un pretesto per farci gustare una nuova avventura abbastanza complessa: la trama potrebbe, infatti, non prendere da subito e personalmente sono stato invogliato a proseguire in fretta e furia il DLC non tanto dai dialoghi e da quello che scoprivo tramite loro ma, dalle voci del Codex che trovavo e che subito leggevo. Consiglio quindi, a chi volesse gustarsi tutti i retroscena della trama e non fermarsi ai combattimenti o ai dialoghi che più di tanto non spiegano, di leggere ogni singola voce del Codex che viene sbloccata.

Per uscire dalla Prigione l’unico modo è scendere, sempre più giù, come ci verrà spiegato dopo un’ora di gioco da un ex Custode Grigio. Nel covo del karta troveremo la Chiave, indispensabile per liberare/uccidere Corypheus e per proseguire nella nostra gita nella Prigione: in ogni livello della Prigione sarà presente un Sigillo; dovremo distruggerli di volta in volta con la Chiave per poter avanzare e ogni volta apparirà un Guardiano da eliminare. A lavoro compiuto, ci verrà chiesto di scegliere uno dei quattro potenziamenti da applicare alla Chiave – che in realtà è un’arma molto potente – per distruggere completamente il Sigillo di quel livello e proseguire, in basso, sempre più in basso, verso Corypheus…

Un’espansione ricca, difficile, intrigante!

Trattandosi di un DLC, come era successo in passato per DA:O, anche Legacy si basa su un sistema già consolidato per i giocatori di Dragon Age 2. Tuttavia è da notare il fatto che il DLC funziona solo se l’ultima corposa patch 1.03 è stata installata: quest’ultima è una miglioria che ha portato Dragon Age 2 più vicino ai canoni di Origins, oltre a rimediare una serie di fastidiosissimi bug, con modifiche notevoli al bilanciamento e alla difficoltà del gioco.

Il team di sviluppo di DA2 che ha lavorato a questa nuova avventura ha preso atto di tutti i problemi che i fan della saga avevano riscontrato in Rise to Power, eliminando apparentemente le ondate di nemici e organizzando una serie di combattimenti in modo impeccabile, sfruttando al contempo punti di forza dei singoli nemici e la struttura dell’ambiente di gioco. Non sarà raro imbattersi in qualche Bronto, bestioni abbastanza resistenti, ma grazie a tutte le trappole piazzate in giro dai nani del karta che potremo utilizzare contro di loro, ogni battaglia non risulterà mai frustrante o simile alle altre.

Anzi, è decisamente divertente! La difficoltà del titolo, anche se giocato a livello normale, è eccezionale e le Montagne Vinmark si rivelano un buon punto per far progredire il proprio personaggio, oltre a una buona meta in cui arricchire la propria esperienza a Dragon Age 2, in tutti i sensi!

Tuttavia, nonostante gli sforzi di BioWare per riavvicinarsi ad Origins con correzioni suggerite direttamente dai fan della saga, è comunque presente qualche errore endemico di DA2, primo fra tutti il fatto che se in un primo momento le ondate di nemici parevano essere state eliminate, entrando nella Prigione di Corypheus si ha la sensazione opposta, prevalentemente con i Prole Oscura. Questo fatto può essere visto come negativo, ma lasciando da parte la buona volontà del team di sviluppo, le ondate, essendo rade e meglio strutturate, sono meno fastidiose di quelle di Origins, più verosimili (in effetti le ondate di Ombre sono più probabili delle ondate di Ladri) e condiscono di tanto in tanto il gioco con battaglie tutt’altro che semplici.

Il nostro beniamino ha trovato la Chiave, arma unica in grado di rompere i Sigilli della Prigione.

 

1. La Prole Oscura torna al centro dell’attenzione.

Il nemico principale di questo DLC, oltre ai nani del karta che ci occuperanno la prima mezz’ora di gioco e, ovviamente, allo stesso Corypheus, è la Prole Oscura. Di scarso rilievo in DA2, ora la Prigione dei Custodi è infestata da questi mostri infernali, alcuni dei quali si sono potenziati per l’occasione. Faremo così la conoscenza di due nuovi terribili ossi duri: i Capibranco Hurlock e Genlock. Inoltre, sembra anche che la Prole Oscura si sia trasformata nel frattempo… Ricordate i “simpatici” Genlock a cui eravamo abituati avendo giocando a DA:O, Awakening e Rise to Power? Ebbene, sono spariti e il loro nome è stato adottato per una sorta di cani-scimmia. Che sia un errore di traduzione?

2. La Prigione tra le Montagne…

La Prigione di Corypheus è ben architettata e costruita e la sua esplorazione completa richiede circa cinque ore di gioco aggiuntivo. I paesaggi e i dungeon sono tutti inediti, ben strutturati e ben caratterizzati. Dal punto di vista grafico l’unica pecca la si riscontra nel paesaggio circostante all’area di gioco, quello in pratica che non possiamo raggiungere, il quale è mal definito e spesse volte assomiglia di più ad una nera massa informe rispetto che a quello che dovrebbe essere.

3. Longevità? Più che buona.

Trattandosi di un DLC e abituati a giocare quelli di Origins, la longevità di questo titolo è più che buona, dato che oltre alla trama principale (più o meno quattro ore), Legacy offre anche, tra Prigione e Vie Profonde, tre quest secondarie niente male, una delle quali garantisce anche un piccolo doppio finale. Le scelte del titolo non sono elevate; a questo però subentra anche la presenza di qualche “enigma” che metterà alla prova anche i giocatori più astuti.

Il DLC, come già detto, offre un’arma unica potenziabile una volta per ogni Sigillo con caratteristiche tra cui scegliere e una serie notevole di cianfrusaglie e di oggetti potenti, che spaziano da amuleti, ad anelli, ad armi, ad equipaggiamento.

E se Corypheus…

«Ho trovato alcuni registri risalenti al 1004 del calendario del Tevinter, l’anno del primo Flagello. I primi Custodi scoprirono alcuni Prole Oscura in grado di pensare, parlare e comandare parte dell’orda anche dopo la morte dell’Arcidemone. Fu proprio qui, tra le Montagne Vinmark, che il Custode Sashamiri costruì una trappola per catturare e studiare la più potente di queste creature, che chiamarono…» l’Artefice?! No, questa descrizione riguarda il nemico principale di Legacy, il Prole Oscura per il quale la Prigione è stata costruita: Corypheus.

Chi ha giocato anche DA:O Awakening non può però non aver notato la somiglianza tra l’Artefice e Corypheus. Anche se peggio caratterizzato, Corypheus è un Prole Oscura parlante e senziente, come già detto, sulla cui origine ci aspetteranno tante sorprese. A parte l’aspetto fisico che è veramente identico, i due Prole Oscura hanno anche altre caratteristiche in comune, pur essendo diversi per ideologia.

Viene ora da chiedersi se anche l’Artefice faceva parte di quella spedizione e se in futuro BioWare avrà intenzione di tornare a parlare di lui… O se non di lui, chi ha detto che non possa tornare a parlare di Corypheus stesso? A missione terminata, si legge questa frase nel diario tra le missioni completate: “Gli attacchi del karta sono cessati e Corypheus è sconfitto… Per ora.”

E questo è Corypheus. Brutto, intelligente, astuto; simile all’Artefice, no?

 

La profezia di Fernando Melo…

Ero il primo ad aver espresso un parere negativo riguardo alle parole di Fernando Melo, che in un’anteprima rilasciata poco tempo fa a RockPaperShotgun, aveva affermato: «Chi ha apprezzato DA2 si innamorerà del nuovo DLC. Gli amanti dell’impostazione originaria della saga lo apprezzeranno sicuramente. Chi aveva un atteggiamento diffidente ma ha una mentalità aperta e ci vuole dare un’altra possibilità rimarrà piacevolmente sorpreso. È quanto speriamo. Certamente coloro che vorrebbero DA2 trasformato in modo da diventare uguale ad Origins rimarranno delusi.» Pensavo fossero parole vuote, senza un effettivo riscontro nel gioco, un ultimo tentativo da parte del team di sviluppo di DA2 per far tornare a giocare la saga di Dragon Age a quei fan che si erano fermati alla demo di Rise to Power, disgustati dai cambiamenti di alcune caratteristiche del titolo (l’introduzione di nemici a ondate; la mancanza di una visuale tattica; l’impossibilità di equipaggiare a proprio piacimento ogni personaggio del party; le animazioni e il riciclo degli ambienti, per esempio).

Giocando a Legacy, però, mi sono ricreduto. Il DLC ovviamente non è impeccabile, ma più che buono per trama, per ambientazione, per cura nei dettagli; non presenta grossi bug ed è divertente da giocare. Con Legacy si è voluto sperimentare qualcosa di innovativo che personalmente spero sia il punto di partenza per lo sviluppo di Dragon Age 3: l’unione tra l’action di DA2 e gli elementi più “strategici” che appartenevano ad Origins ha dato vita ad un’esperienza gratificante, in generale la più divertente di tutte le avventure fin’ora giocate nel mondo del Thedas. Che dire, se non che la profezia di Fernando Melo, Senior Producer del gioco, nel mio caso, si è avverata?

Il miglior DLC della saga!

Legacy si propone al pubblico come un DLC veramente ottimo, sopra la media di tutti gli altri DLC fin’ora rilasciati per la saga di Dragon Age. Il prezzo, 800 BioWare points, circa 7 euro, vale veramente il titolo. Battaglie sensazionali – soprattutto quella finale, può durare anche mezz’ora!; armi uniche; retroscena sulla storia personale di Hawke e sull’inizio dei Flagelli; nuovi nemici; nuovi scenari; quest secondarie: questi sono solo alcuni dei punti di forza del DLC. BioWare ha finalmente capito cosa richiede il pubblico e ha corretto molti difetti in un DLC che prende le distanze da Rise to Power e da Origins contemporaneamente. Non ci resta che sperare che tutti i prossimi siano pari a questo!

N.d.R.: Per gustarsi maggiormente l’avventura, consiglio di giocare il DLC con in squadra Carver/Bethany e Varric, dato che sono i personaggi più centrali nella vicenda. Anche Anders non è male…

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows, Mac OS, PlayStation 3, Xbox 360

Sviluppatore: Bioware

Distributore: Electronics Arts

Data di uscita: 26/07/2011

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PEGI: 18+

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