Deus Ex Human Revolution: Panchaea 2016-11-27T11:24:00+00:00
  • Deus Ex Human Revolution

    Deus Ex Human Revolution: Panchaea

Punto cruciale

Diversi giorni dopo essersi nascosto su una nave della Belltower, Jensen è arrivato a un complesso di laboratori a Singapore. Lì ha trovato gli scienziati delle industrie Sarif, costretti a lavorare su un nuovo biochip, pensato per impedire l’utilizzo degli innesti a tutti i potenziati. Hugh Darrow, proprietario del complesso e coinvolto nel piano degli illuminati, ha però un altro progetto: certo che i potenziamenti porteranno alla rovina dell’umanità, Darrow ha modificato il chip per far impazzire i potenziati, scatenando una devastante tragedia, alla quale solo Jensen può porre rimedio…

Disattivare il segnale di Darrow

Atterremo a Panchaea. Pritchard ci metterà subito al corrente che il segnale trasmesso da Darrow va disattivato se vogliamo poter accedere alle sezioni della struttura, e per farlo dovremo recarci al punto più alto, nella torre.
Da dove ci troviamo non c’è nulla da vedere, l’ingresso per entrare nel primo livello lo troviamo a destra e in fondo, più o meno vicino all’ingresso vero e proprio se non che questo è bloccato. Un’apertura con scaletta nella pavimentazione ci porterà all’interno, qui avremo già una mezza idea del gran caos che troveremo. Questo livello è allagato e elettrificato, dovremo avvalerci di casse e tubi per transitare, le casse di legno si spaccheranno a contatto con l’elettricità. Saliamo dunque nel primo tubo che troviamo alla nostra destra, e attenzione alle due mine che vi troveremo, una, in fondo, è ben visibile e udibile, l’altra, a metà corridoio, è invece apparentemente spenta ma è attiva. Disattiviamole entrambe e saliamo sui ripiani che ci troveremo alla fine del corridoio.  Dovremo proseguire dritti a noi, prendendo stavolta il tubo che troviamo a sinistra, per arrivarci utilizziamo l’unica cassa grande li presente. Posizionata adeguatamente saltiamo sull’altro tubo, prendiamo la stessa cassa e portiamocela dietro fino a dietro l’angolo, dove vediamo altre casse di legno situate dall’altro lato rispetto a noi, e sopra a queste un condotto e una mina attiva. Buttiamo la cassa in acqua per poter arrivare dall’altra parte, se la cassa sbatterà sul tubo la mina esploderà, se non esplode fatela esplodere voi sparandole così che lo scoppio vi libererà delle inutili casse di legno li presenti. Saltiamo ora dall’altra parte e infiliamoci nel condotto, dove, verso il fondo, c’è un’ulteriore mina. Ci ritroveremo dentro il primo ufficio dove la leva dei fusibili è ben visibile, e potremo togliere la corrente, ora possiamo esplorare anche il secondo ufficio prima di salire su per la scaletta li persente che ci condurrà all’interno della piazzola d’atterraggio. Proseguiamo lungo il percorso predeterminato fino ad arrivare ad una porta con su scritto exit, dall’altra parte, in fondo, intravediamo già l’ascensore, ed è il nostro punto obiettivo, ma a fianco a noi vediamo anche delle scale che scendono.
Il consiglio è di esplorare tutto prima di prendere l’ascensore, più che altro per avere consapevolezza di dove ci troviamo, delle possibili vie e uscite che ci sono, nonché cercare armi, munizioni, e terminali.
In linea generale tutti i terminali che ci sono, anche quelli ancora bloccati, avranno già le telecamere spente e i robot disattivati, fatto salvo per un paio che non sono però in questa zona. Il luogo è deserto e possiamo quindi esplorare tranquillamente, intorno a noi solo cadaveri. Il luogo è comunque disseminato di condotti vari, usiamoli quindi per capire dove conducono. Una volta finito di esplorare, e trovata anche la porta tagliafuoco, dove Pritchard ci dirà che fintanto che non abbiamo disattivato il segnale questa non si aprirà, possiamo prendere l’ascensore. Nel piano dove sbucheremo ancora morti e stanze da esplorare, se ci recheremo nella stanza li presente, la mensa, vedremo comparire anche un triangolino grigio, e dall’interno della mensa riusciamo anche a percepire una voce: è un operaio impazzito, possiamo raggiungerlo da una stanza li vicino e da un condotto. All’interno alcune munizioni utili. Esploriamo tutto, vi troveremo barattoli energetici, munizioni prime e granate a gas. Qualora il nostro scopo sia quello di non uccidere nessuno qui troveremo i mezzi necessari per non dover ricorrere alle maniere forti, se mai ce ne fosse bisogno. Quindi continuiamo a salire fino al centro di comando, saliamo le scale e oltre il corridoio vediamo la forma di una torretta attiva sulla minimappa, ma fortunatamente il terminale per disattivarla è proprio accanto a noi. Oltre la torretta l’ufficio grande, accessibile sono introducendoci all’interno dal vetro rotto. Dopo pochi passi partirà il filmato in cui Darrow ci metterà a conoscenza di ciò che ha fatto, e del suo perché. Finito il filmato avremo l’occasione per fargli capire i suoi errori. Anche in questo caso, come per tutti gli altri, le modalità sono diverse per arrivare al punto, in questo caso io ho usato: Estrapola, per tutta la durata del dialogo arrivando allo scopo, farmi consegnare i codici di sicurezza di Panchaea. Il blocco ora è stato rimosso ma Pritchard continua a non rivelare segnali, sembra che siamo soli, in realtà Darrow ci ha avvisati, appena il blocco sarebbe stato tolto la miriade di gente potenziata impazzita si sarebbe risvegliata e avrebbero invaso la stazione. Da qui, a discendere fino alla porta tagliafuoco che abbiamo visto all’inizio, in effetti troveremo svariati gruppi, anche parecchio numerosi, di civili impazziti, che se ci vedono però ci daranno del filo da torcere con i loro arti modificati, il modo migliore sarebbe eluderli completamente o, in alternativa, utilizzare le granate a gas, sperando ne abbiate in abbondanza.
Oltrepassiamo ora la porta tagliafuoco e ci ritroveremo in una zona con 6 livelli, di cui due solo di scale. Tutti questi livelli sono disseminati di gruppi impazziti come quelli già incontrati, per di più, in questa nuova zona, ci sarebbero altri posti da esplorare per racimolare armi, munizioni, e granate a gas. Quindi armiamoci di pazienza e procediamo. Nel livello in cui sbarchiamo troveremo anche una clinica LIMB, nascosta da un distributore automatico che ostruisce l’ingresso. Altri praxis più barattoli energetici e barre salute. E’ ancora in questo livello che ad un certo punto udiremo da altoparlanti la voce di Taggard che chiede aiuto, dicendoci più o meno dove si trova. La mappa non ci segnalerà questo luogo, ma solo il punto della stazione dove dobbiamo andare. In pratica dovremo oltrepassare questo punto e andare oltre, fino a quelle due stanze grandio che vediamo nella mappa. Questo punto ha attive svariate telecamere, che potremo però disattivare recandoci nella prima stanza facendo attenzione al gruppo li presente. Dal terminale disattiviamo le tre telecamere e andiamo a parlare con Taggard, il quale ci dirà, secondo lui, come è meglio procedere per limitare i danni.
Torniamo ora indietro verso il nostro obiettivo, ma proprio in prossimità di questo la voce di sarif, proveniente ancora uan volta da un altoparlante, ci dirà dove si trova. Da questo piano dovremo recarci all’ultimo, aggirare preferibilmente tutti gli operai, e arrivare, camminando, verso l’ingresso che cin condurrà nell’ultima stanza dell’ultimo livello in quanto vi troveremo due o tre mine, una inevitabilmente esploderà poiché dovremo saltare dall’altra parte, allertando il gruppo li vicino ma noi ora siamo in zona sicura. Parliamo con Sarif, il quale anche lui ha dei suggerimenti per noi su come dover procedere, ma noi ci riprometteremo di pensarci meglio. Ora andiamo verso il punto obiettivo, infine ci troveremo su una grande piattaforma con un pulsante ascensore, premuto il quale non potremo più fare ritorno.

Salviamo

E siamo giunti alla fine del gioco, ci manca ancora l’ultimo tassello e, le conseguenze da affrontare

Sconfiggere il progetto Hyron

Ma che cazzo…?
Oh mio Dio…
Zhao… che stai facendo?

Mi collego al progetto Hyron di Panchaea, Jensen, il computer quantico più avanzato del mondo, al completo servizio della mente umana.

É possibile che il nostro arrivo qui ci troverà spiazzati, non sapendo bene che cosa dobbiamo fare né dove ci troviamo. Almeno questo è ciò che è accaduto a me, e ho potuto capire ciò che andava fatto solo dopo averlo fatto, quindi non vi starò ad illustrare nel dettaglio “la” mossa vincente, in quanto parte del divertimento verrebbe azzerato. Vi dirò invece che cosa troverete, a voi poi decidere come muovervi.

Il nostro ingresso prevede un filmato, ancora una volta Zhao ci sorprende, intenzionata ad assumere il controllo di Hyron si riparerà da uno spesso vetro che non potremo raggiungere, per di più, tre torrette circolari posizionate in alto, con un moto circolare e uno snodo di quasi 360° per lo spazio che hanno a disposizione, quindi alto o basso che sia o di fronte, non avranno problemi a raggiungerlo. Poi vediamo, in base a che piano ci mettiamo, se sopra le scale o sotto, dei triangoli grigi, che di fatto però non vediamo in tutta la stanza. Sopra le scale tre computer, dietro a dei vetri, nel blocco centrale oltre alle torrette tre ragazze imprigionate che chiedono aiuto, in un ulteriore lato di questo blocco, proprio di fronte a Zhao, il terminale con il codice che ci ha dato Darrow (2012).
A voi la scelta e il modo per procedere, non è complicato e non occorrono armi particolari, altrimenti lo avrei messo dettagliatamente, l’unica accortezza, se non volete soffrire inutilmente, sarebbe quella di avere il potenziamento contro l’elettricità, e, possibilmente, hacker a 4. Ma suppongo che alcuni praxis vi siano anche avanzati a questo punto.

Oltre questo punto c’è il punto che rivelerà tutti i possibili finali, salvate prima di accedervi per vederli tutti, poiché, questo achievement che ne ricaverete, non è dettato solo per avere un “trofeo” in più, ma ha ragioni ben precise che capirete solo dopo averli visionati tutti.
Buon divertimento! Da parte mia continuerò questa guida per la parte dedicata al dlc aggiuntivo.

Finale e Considerazioni

Quanti di noi si sono presi del tempo, del vero tempo, per riflettere realmente prima di prendere la decisione finale?
Quante volte abbiamo ricaricato il salvataggio manuale per riascoltare le parole di Eliza, non sapendo se alla pressione di uno qualunque dei pulsanti si sarebbe compiuta una scelta definitiva? E quante volte, dopo aver scoperto che premendoli si potevano ancora avere delle informazioni riassuntive per ciò che ci apprestavamo a compiere, abbiamo indugiato e riflettuto?
Nel finale di gioco ci troveremo di fronte ad una scelta. Non a caso gli sviluppatori hanno messo un achievement in questo punto, dando la possibilità di ottenerlo solo se si affrontano tutte e quattro le possibilità di scelta cui saremo sottoposti, dandoci così modo di capire.
Durante tutto il corso del gioco Jensen è intervenuto in molte questioni, in diversi dialoghi, alcuni dei quali guidati da noi per ottenere lo scopo, altri già predeterminati, e non a caso c’è un achievement se si finisce il gioco senza uccidere nessuno, fatta eccezione per i boss per i quali diversamente non si poteva fare, a sottolineare il tipo di personalità per il quale Jensen è stato ideato, con una sua morale ed etica, la quale non prevede spargimenti di sangue inutili e, laddove possibile, pensando prima di tutto agli altri e solo dopo a se stesso. Vi propongo di seguito le quattro possibili scelte e ciò che determineranno, alla fine, sarà facile avere il quadro della situazione.

Pulsante Sarif

Eliza:
In questo modo, l’opinione pubblica concentrerà il suo odio sui responsabili della guerriglia biologica, lasciando le corporazioni libere di sperimentare l’evoluzione umana. Sei sicuro della tua scelta?

Sarif aveva ragione su una cosa. Il desiderio di superare i limiti è nella natura umana. E’ così.
Avevamo freddo, abbiamo creato il fuoco. Eravamo deboli, abbiamo creato gli utensili.
Ogni volta che un ostacolo ci si è parato dinanzi, abbiamo usato creatività e ingegno per superarlo.
Questo ciclo è inevitabile… Ma i risultati saranno sempre positivi?
Immagino dipenda dal come lo si affronta.
In questi mesi sono stato messo alla prova più volte: ho cercato di lasciarmi guidare dalla morale, consapevole del fatto che le mie azioni non dovevano arrecare danno agli altri.
Non ho forse resistito, più volte, all’impulso di abusare del mio potere per raggiungere più rapidamente i miei obiettivi?
In passato abbiamo dovuto correggere le nostre debolezze, con soluzioni che andavano a beneficio di pochi.
Ma… se non dovessimo più sentirci deboli, o vittime di conflitti morali?
Se la via che Sarif vuole tracciare consentisse di perseguire valori elevati e stabili?
Una cosa è evidente: per la prima volta nella storia, abbiamo la possibilità di rubare davvero il fuoco agli dei.
Volgere la testa ora, abbandonare il sogno di un futuro dove tecnologia e biologia si uniscono, portando alla promessa di un’unità, significherebbe negare la nostra essenza più profonda.
La strada da percorrere sarà ardua, molte persone soffriranno.
Ma non ne vale la pena per raggiungere il sogno?
Possiamo diventare quegli dei che abbiamo sempre sognato.
E potrebbe riuscirci bene.

Pulsante Darrow

Eliza:
In questo modo, la verità nuda e cruda della confessione di Darrow potrebbe convincere l’umanità a mettere da parte scienza e tecnologia, per fare in modo che le generazioni future crescano libere e integre. Sei sicuro della tua scelta?

Albert Einstein ha detto: “Il progresso tecnologico è come un’ascia nelle mani di un pazzo criminale”.
Ci ho messo un po’, ma ora capisco tutto.
Quante volte abbiamo inseguito il sogno del progresso, solo per vederlo naufragare?
Quante volte le macchine che abbiamo creato per migliorare le nostre vite, ne hanno spente milioni…
E ora vogliamo rivolgere quel sogno verso di noi, per migliorare radicalmente ciò che siamo.
L’esperienza insegna quanto può essere pericoloso.
Quante volte, mentre svolgevo il mio dovere, sono stato a un passo dal ricorrere a qualche scorciatoia, abusando del mio potere?
Ho resistito, a volte a stento, solo per rispetto della vita umana e delle mie convinzioni.
Ma posso disprezzare coloro che non ce l’hanno fatta?
La tecnologia ci offre la forza, la forza consente il dominio e il dominio spalanca le porte dell’abuso.
Darrow lo aveva capito. Sapeva che ricorrere alla tecnologia per diventare più di quello che siamo avrebbe potuto renderci incapaci di amare, di avere aspirazioni e fare scelte morali. Di tutto ciò che ci rende davvero umani.
Inoltre avrebbe potuto dare ad alcuni uomini il potere di guidare le scelte degli altri, prescindendo dalla dignità umana.
Le sofferenze causate da Darrow non sono la fine del mondo: sono il seme del cambiamento.
E il cambiamento non viene mai senza dolore.

Pulsante Taggart

Eliza:
In questo modo, i danni su larga scala provocati dalla negligenza delle corporazioni spingeranno la razza umana ad attuare severe limitazioni alle ricerche sul potenziamento umano. Sei sicuro della tua scelta?

Libertà… Per coloro che ne sono privi, è più preziosa dell’oro.
Ma quali devono essere i suoi limiti?
Noi umani pensiamo spesso di avere il diritto di espanderci, assorbire, convertire e possedere tutto ciò che serve per realizzare i nostri sogni.
Quante volte però questo ha portato al conflitto con altri individui convinti della stessa cosa?
Guardo le sfide che ho affrontato, il modo in cui le ho superate, e capisco che la morale può essere la nostra salvezza.
Non ho agito confrontandomi sempre con i miei valori, pensando alle conseguenze sugli altri?
Molte volte ho resistito alla tentazione di abusare del mio potere per arrivare prima ai miei obiettivi.
Sono rimasto fedele alla mia umanità, ma la tentazione di ignorarla era sempre con me.
E’ questa tentazione a spaventare Taggart.
Lui non teme la libertà, ma il caos che si scatena quando gli individui hanno come unico limite la loro morale.
Lui vuole regolare le tecnologie di potenziamento umano perché teme un potere senza alcun limite, senza alcuna guida che impedisca il nascere dell’abuso.
La libertà totale non è migliore del caos.
La società ha bisogno di leggi e di regole che la proteggano, Se gli uomini e le donne di Taggart sono costretti a oprerare nell’ombra, affinché procediamo nella giusta direzione, è forse sbagliato sostenerli?
Se sono saggi come afferma Taggart, come possono fallire?
Spero siano all’altezza del compito.

Pulsante di autodistruzione

Eliza:
In questo modo il mondo, dovrà confrontarsi con delle domande, a cui forse, non darà mai delle risposte. Sei sicuro della tua scelta?

Credo davvero che l’umanità possa salvarsi? Ecco cosa mi ha chiesto Eliza.
In verità non lo so.
Dopo tutto ciò che ho visto, il caos e i combattimenti attorno a me, l’unica cosa in cui voglio credere è che alla fine, gli esseri umani ce la faranno.
Negli ultimi mesi ho affrontato molte situazioni pericolose.
Potevo arrendermi più volte, ma il desiderio di scoprire la verità, di svelare segreti nascosti da altri, e sopravvivere mi hanno spinto a non cedere.
Il più delle volte ho agito secondo i miei valori, pensando alle conseguenze delle mie azioni.
Mi sono aggrappato alla mia umanità, resistendo all’impulso di abusare di potere e risorse per raggiungere i miei obiettivi.
E, alla fine, ho fatto ciò che dovevo.
Ma questo significa che ho il diritto di scegliere per tutti?
No. Perché non spetta a me. E non spetta neppure a Darrow, a Sarif o a Taggart.
Saranno gli uomini e le donne comuni a decidere insieme che strada dovrà prendere l’umanità.
Tutte quelle persone che, infinite volte, hanno scelto e realizzato il futuro nel cambiamento. Rinunciandovi quando era negativo… abbracciandolo se positivo.
Sapranno rifarlo? Non lo so.
Quello che so, è che non permetterò a chi si trova in questa stazione, me compreso, di ostacolarli.

Considerazioni finali

Manca il pulsante Jensen
Andarsene e aggregarsi a Zelazny ne “il giustiziere” o continuare ad avvalersi di tutti i benefici, amico e nemico di tutti per riportare di volta in volta un po’ di equilibrio.
Avete presente quando, utilizzando o meno l’Amplificatore Sociale, fallivate in un prova e, invece del oratore eccellente, o quel che era, compariva la scritta lezioni di vita?
In definitiva questo sono, le quattro scelte, senza alcuna eccezione. Un totale fallimento dell’umanità.

Gioco splendido
Consigliatissimo
Approccio stealth consigliatissimo e possibilmente senza darsela a gambe nelle difficoltà, ovvero affrontare tutti i nemici senza che ci vedano e senza ammazzarli.
Un gioco ibrido anche non è male, alcuni cattivi meritano proprio di fare quella finaccia che vorrebbero farci fare. Loro del resto non usano mai fucili tranquillanti.

Autore:

Videogiocatrice cronica, completista ossessivo-compulsiva, full-immersion-addict. Nel tempo libero mi diletto a scrivere di soluzioni sui videogames che mi sono piaciuti e tra una pausa e l'altra mi piace giocare con Photoshop. Mi piacciono le serie tv, che guardo molto; prese soprattutto in singole dosi: nel primo mattino come caffè e in tarda sera come camomilla.