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Oggi ho finito di giocare a... la mia piccola recensione

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da f5f9, 29 Giugno 2014.

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  1. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Ho visto che la Director's Cut dovrebbe essere uscita l'altro giorno.
     
  2. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    e hai ragione!
     
  3. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    Oggi ho finito: Sanitarium
    https://www.gog.com/game/sanitarium
    che resta una pietra miliare nella storia delle Avventure grafiche.
    Questa volta, sono riuscito a completarlo anche grazie all’impeccabile edizione GOG e all’ottima traduzione amatoriale reperibile nel benemerito sito Old Games Italia:
    https://www.oldgamesitalia.net/traduzioni/sanitarium
    1998, quante ere geologiche sono passate?
    Mettiamo le cose in chiaro: il vecchio Sanitarium sotto vari punti di vista rivela brutalmente la sua età, ma resta una somma espressione dell’ingegno.
    Quando uscì, nella sua sfolgorante “alta” definizione (640 x 480) e con i suoi filmatini a righe sembrava visivamente miracoloso. E, a parte la definizione, rimane ancora tale per l’eccezionale direzione artistica.
    L’incipit è folgorante: dopo un incidente stradale, il risveglio del povero Max dovrebbe avvenire in un ospedale. Invece si trova, privo di memoria, in un reparto psichiatrico inquietantemente simile a un girone infernale.
    ss_796bb9a170fae4506611693f0da1cacd786fa4551920x1080_jpg_1400x0_q85.jpg
    L’ambiente suscita ricordi danteschi ed è vistosamente ispirato alle folli fantasie di Escher, come testimoniano anche le bende che coprono la testa di Max e di altri internati.
    96891-Escher.jpg

    La visuale è isometrica e il gioco è realizzato in un astuto 2D che spesso ci fa credere anche a una terza dimensione.
    Lo scenario iniziale è quello che forse colpisce più duramente, ma tutto il gioco ondeggia in una dimensione onirica dove realtà e incubi si mescolano senza soluzione di continuità, un po’ come nei migliori Silent Hill e con certi scenari che ricordano stranamente Fellini e Hitchcock.
    Adesso che, dopo vari tentativi falliti, sono riuscito a finirlo, posso testimoniare che la trama c’è, è interessante, ben studiata e ricca di sorprese (ivi compresi intrighi, smanie di gloria, traumi del passato ecc.).
    Soprattutto mette progressivamente ordine tra le tante tessere del mosaico sparse tra i sogni.
    Insomma: una meraviglia assoluta...ma con qualche controindicazione che lo rende un gioco certamente non per tutti.
    Innanzitutto, come si usava all’epoca, indizi e oggetti sono sparsi tra gli scenari senza alcuna facilitazione per il loro reperimento. Il terribile pixel hunting, fortunatamente ormai quasi scomparso, è stato forse la principale causa del declino delle Avventure Grafiche tradizionali. Qui il tutto è aggravato da un’estrema imprecisione e goffezza dei comandi che spesso inganna, facendoci credere di non poter eseguire determinate azioni indispensabili per proseguire.
    La difficoltà degli enigmi è variabile, alcuni sono molto complessi ma geniali, altri sono risolvibili solo per tentativi e finiscono per risultare un po’ tediosi.
    Nel complesso posso comunque testimoniare che la fama di Sanitarium non è affatto usurpata, l’originalità e la follia delle invenzioni lascia spesso a bocca aperta, sia per le idee che per la realizzazione artistica, a livelli talmente alti da far dimenticare le inevitabili magagne della vetustà.
    Altamente consigliabile a chi si vuole misurare con un grande e difficilissimo classico (e non si vergogna troppo nel ricorrere ai walkthrough in rete).
    P.S. bizzarro: nell’edizione GOG Sanitarium pesa più di 2 GB, dimensioni incredibili per un gioco uscito quando gli HD potevano contare solo di una manciata di MB! Ovviamente il tutto avrà subito una dilatazione per adattarlo agli HW attuali (SCUMM & co.).
     
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  4. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Il problema è sempre quello, mi tocca iniziare il gioco già con la guida praticamente. Ma se la storia è interessante ne vale la pena. Ora finisco Prey poi ci do un'occhiata.
    Macché, Sanitarium era già su 3 CD. A 650-700MB per disco fanno proprio 2GB, è che di solito non si installava tutto.
     
  5. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    sì, ci siamo imbolsiti, nel 2022 credo sia impensabile cercare di farlo senza guide :emoji_expressionless:
    e poi c'è il problema dei comandi farlocchi: in un paio di casi ero abbastanza sicuro di quello che dovevo fare ma non posizionavo il personaggio nel punto esattissimo, quindi restavo bloccato
    inoltre non ce la faccio più a pennellare tutto lo schermo alla ricerca di quell'unico pixel interattivo, dopo due minuti sfascio il monitor tirandogli contro il mouse
    però resta lo stesso un'AG bellerrima :emoji_grin:
     
  6. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    finito:
    Sherlock Holmes Crimes and Punishments
    Bel gioco, superiore alle mie aspettative.
    Da quando Frogwares aveva smesso di doppiare i suoi vg in italiano avevo smesso di frequentarla, ma questo mi è stato gentilmente offerto da Epic e così ho voluto, fortunatamente, provarlo.
    La prima sorpresa è che un giocone, si articola su cinque casi diversi e tutti articolati e interessanti.
    Un’altra caratteristica è che, tra quelli che ho fatto, è il primo loro Sherlock Holmes notevolmente facilitato. Tutto ciò che è enigma, QTE ecc. può essere sportivamente skippato premendo un tasto.
    Nel complesso richiede comunque un po’ di uso delle “scelluline grisce”, ci si deve impegnare soprattutto nelle fasi di analisi degli indizi. Si arriva comunque alla soluzione ma c’è il rischio di ottenere un finale non soddisfacente e certamente non interessante come quello “migliore”. Nell’ultimo caso, per esempio, dopo cinque minuti potevo chiudere il caso con l’unico imputato che finiva per risultare colpevole. Ingegnadomi un po’ mi sono messo a ricontrollare tutti gli ambienti, scegliere ipotesi diverse e l’avventura è ripartita rivelandosi ben più lunga e complessa del previsto.
    Tecnicamente fa la sua porca figura anche se non fa certo gridare al miracolo, i personaggi sono assai ben caratterizzati, alcuni ambienti sono veramente suggestivi (i Kew gardens, certi sotterranei un po’ esoterici ecc.), il gameplay si sforza di essere molto variato anche tramite simpatici sottogiochini.
    Devo però segnalare un fastidiosissimo bug che mi provocava spesso un CTD durante la fase di analisi degli indizi (chissà perché?).
    Comunque: consigliatissimo a chi ama ragionare invece di sparareatuttoquellochesimuove. Tra l’altro, se avete perso il giveaway di Epic, lo trovate a pochissimo (e IMHO vale veramente la pena).
     
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  7. baarzo

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    si gli sherlock sono fatti bene e non scontati
     
  8. Maurilliano

    Maurilliano Sopravvissuto al mare LiberaPay Supporter

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    verissimissimo :emoji_thumbsup:
    eppoi, Watson è un assistente onnipresente
    .... :emoji_disappointed_relieved: ci puoi sempre contare

     
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  9. baarzo

    baarzo Supporter

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    :emoji_stuck_out_tongue_closed_eyes::emoji_stuck_out_tongue_closed_eyes::emoji_stuck_out_tongue_closed_eyes: questo non lo ho giocato
     
  10. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    E così mi sono fatto anche lanuova espansionona di Ouriders, questa:
    dire? Certamente è un prodotto leggerino, piacione e spudoratamente confezionato per vendere molto.
    Come mio solito l’ho affrontata in gloriosa solitudine, quindi l’exp mi è durata un po’ poco per quello che l’ho pagata, ma dopo la fine della trama principale si aprono ancora molte nuove sfide e altri scenari da giocare sia in singolo che in multi. Prima di disinstallare il tutto vedrò se mi verrà ancora voglia di esplorare altri luoghi triturando ondate di bizzarre mostruosità e stupidi guerrieri con vocazioni suicide.
    Pro (secondo me):
    - Ritmi ben calcolati tra le fasi esplorative e quelle combattive.
    - Scenari estremamente variati e spesso veramente grandiosi anche se non indimenticabili.
    - Il combat è certamente il punto forte del gioco, sempre molto dinamico conta su un’ottima gestione dei ripari, di una grande varietà di armi, di abilità e di gadget. Molto simpatiche le “torrette” che possono essere lanciate per avvelenare o congelare gli avversari uccidendoli direttamente o rendendoli facili bersagli.
    Il gioco è pieno di varianti ludiche non originalissime ma sempre assai vivaci. Si è indotti a impegnarsi continuamente e rapidamente in strategie per salvarsi la pelle dalle orde (e dai mini boss) ostili su campi di battaglia non enormi ma sempre molto ben concepiti.
    - Gran massa di armi, armature ecc. sempre potenziabili, anche quando le differenze sono solo cosmetiche.
    - La difficoltà è ampiamente selezionabile. Il gameplay coincide con la “sfida”, quindi ho cercato di giocarlo per lo più a “livello Apocalisse 8” dei dodici disponibili. Ma, da “non giocatore” dei Soul, confesso di aver spesso abbassato il livello per frustrazione.
    Comunque ho molto apprezzato il fatto che la build del PG deve essere studiata con estrema cura. A volte basta usare abilità diverse o adottare altre armi e altri pezzi di armatura per guadagnare opportunità che consentono di superare scontri che prima sembravano impossibili.
    - Niente male il lore, piuttosto ampio anche se (anche lui) non originalissimo. Buona la quantità di NPC amici e nemici, tutti con una loro storia che si può conoscere e approfondire attraverso una gran mole di documenti sparsi dovunque.
    - Main ben concepita anche se alla fine si conclude un po’ frettolosamente. Qualche sub è piuttosto interessante e non del tutto banale.
    - Motore grafico che induce a gridare al miracolo. Col mio sistema (non nuovissimo) è sempre rimasto inchiodato a 59 fps senza balbettamenti anche nelle scene più ampie, dettagliate e affollate.
    - Doppiaggio in italiano praticamente ineccepibile anche se senza eccellenze.
    Contro (secondo me):
    - L’always online. Troppo spesso mi è capitato, anche se ho giocato in singolo, che il gioco mi sbattesse fuori perché improvvisamente cadeva il collegamento coi server. Queste cose mi rendono furibondo.
    - Malgrado gli sforzi il gioco non mi ha mai trasmesso una sensazione di vera epicità. Scenari grandiosi, personaggi tormentati, rischio di precipitare nel “lato oscuro”, salvatori e distruttori di mondi, cataclismi, resti titanici di antiche civiltà, orde di cattivoni con boss giganteschi ecc. ecc..
    Eppure il coinvolgimento emotivo ha latitato in quasi tutta la mia partita.
    - Il gioco trabocca di sub ma cerca sempre di indurre a continuare la main. Non è previsto un sistema in cui si possa agilmente selezionare una missione secondaria, anche per colpa di un diario primitivo e di mappe “penose” con indicazioni tragicamente carenti.
    In definitiva:
    un gioco assai buono ma evidentemente studiato a tavolino con l'intento di piacere a tutti, comunque perfetto per passare ore piacevoli e spensierate…salvo per chi opterà per i gradi più alti di difficoltà che faranno certamente sudare sangue anche ai più incalliti fan di FromSoftware.
     
  11. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    Intanto ho finito un altro giochillo, questo:

    Visto che in tanti ne parlavano bene, avevo preso il gioco per pochi spiccioli ma languiva da tempo nella mia libreria. Fortunatamente ho deciso di provarlo, anche per vedere di cosa è capace una giovane ma ambiziosa SH italiana (One o One Games) che è riuscita ad agganciare un colosso come Daedalic.
    The Suicide of Rachel Foster è un po’ difficile da incasellare. Ondeggia tra l’Avventura Grafica (ma senza veri enigmi) e il Walking Simulator (ma spesso capita di rimanere frastornati e non riuscire a proseguire). Formalmente potrebbe anche essere definito un horror, ma non c’è neanche un jumpscare né una goccia di sangue.
    L’assunto è quanto di più duro e spiazzante: alla base c’è quello che è forse il crimine più raccapricciante, ossia una vicenda di pedofilia che ha portato alla prematura fine di una giovane vita.
    La protagonista è Nicole, amica e coetanea della vittima e figlia dell’autore del misfatto. Naturalmente quegli eventi l’hanno profondamente segnata e le hanno precluso qualsiasi possibilità di una vita normale. Quando, dieci anni dopo, deve tornare sulla scena del crimine per questioni ereditarie, la sua unica intenzione è ripartire al più presto. Ma le cose andranno diversamente, scoprirà a sue spese che il passato ritorna implacabile, soprattutto quando la verità dei fatti forse non è esattamente quella che si credeva.
    Narrativamente il gioco mi è parso eccelso, la storia assume forma compiuta man mano che vengono raccolte le tessere del mosaico, con una raccolta di indizi che rendono l’atmosfera sempre più sottilmente inquietante. Complice anche una sceneggiatura che scava molto a fondo nella psicologia della protagonista, nelle sue memorie rimosse e negli eventi passati che le hanno costruito una maschera dura e cinica. Sotto la quale però emergeranno lentamente paure infantili tutt’altro che superate.
    La visuale è in prima persona e si sviluppa in alcuni giorni, al termine di ognuno dei quali scatterà un salvataggio automatico. In realtà questa scansione del tempo è artificiosa visto che i vari capitoli durano quasi sempre una manciata di minuti.
    La fattura del gioco è splendida, sia graficamente che come sonoro. Gli ambienti sono realizzati con notevole capacità scenografica ed estrema cura del dettaglio. Il doppiaggio (in inglese) delle pochissime voci si vale di un altissimo livello di recitazione, spiace solo che un’altra SH italiana abbia rinunciato a una versione completa nella nostra lingua.
    Ma anche le pecche non mancano. Troppo spesso si finisce di girare a vuoto finché non si raggiunge un determinato punto della struttura, le mappe aiutano (volutamente) molto poco e gli indizi latitano. Può capitare di svoltare a destra invece che a sinistra e vagare a lungo senza meta. In questo caso, malgrado un assunto così avvincente, noia e scoramento sono in agguato. D’altra parte il gioco non prevede enigmi che inducano a cercare una guida.
    Un altro episodio che non funziona bene è quando Nicole riesce a dotarsi di un microfono che dovrebbe aiutarla a trovare la fonte di un inspiegabile tintinnio. L’idea è ottima e intrigante, ma la traccia sonora fa le bizze e capita di perderla anche in prossimità della meta o di essere indotti a direzioni sbagliate.
    Tutto ciò rischia di dilatare un gioco nativamente brevissimo con un tedioso e inutile backtracking.
    Curiosità: tra i DEV deve essere presente un cinefilo raffinato, duro&puro. Le citazioni di Shining (il film di Kubrick, non il romanzo di King) abbondano, sia in uno dei filmati iniziali che nell’intero ambiente teatro della vicenda e perfino in molto particolari d’arredo. All’inizio viene chiaramente citata l’iconica scena dei parapioggia neri del “Prigioniero di Amsterdam”, il misconosciuto capolavoro di Hitchcock del 1940 recentemente citato anche da Mikami in GhostWire: Tokyo.
    È addirittura citata la famosa scena dei manichini di Operazione terrore” (Experiment in Terror – 1962), una delle più “copiate” nella storia dei triller cinematografici.
    In conclusione: malgrado le sue pecche reputo questo "The Suicide of Rachel Foster un’esperienza imperdibile per un suo sorprendente crescendo drammatico che diventa quasi ipnotico. Caldamente consigliato.
     
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  12. f a b i o

    f a b i o Livello 1

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  13. Teschioste77

    Teschioste77 Livello 1

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    Guardiani della galassia.

    Mi é piaciuto molto più di quello che avrei preventivato..
    Divertente, ironico, doppiato bene e colonne sonore/canzoni irripetibili.
    Dura il giusto per non "stancarsi" del gioco.

    Purtroppo ho dovuto giocare a difficoltà narrazione... Questi tipi di gioco ora son troppo veloci per me che non ho pazienza nel rifare troppe volte... Mi son goduto la storia, é andata bene cosi

    Opinione personale
     
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  14. f5f9

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    no, IMHO oggettiva, è un piccolo grande gioco che qui hanno schifato tutti (chissà perché? :emoji_thinking:)
    comunque anche a "normale" è affrontabilissimo, ce l'ho fatta perfino io!
     
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  15. Teschioste77

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    As dusk falls

    Buona avventura narrativa a bivi
    Niente male se ti piace il genere.

    Il finale lascia chiaramente intendere un qualche proseguo..

    Volendo ha una buona rigiocabilità.
    Io passo, le scelte che ho fatto sono quelle "vere", rigiocandolo diventerebbero "forzate".
    Sono a posto così.

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  16. f5f9

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    grazie per le info
    e, da un punto di vista tecnico, è ancora pieno di bug o l'hanno sistemato? (ho letto cose tremende per cui sto aspettando prima di giocarlo)
     
  17. Teschioste77

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    Premesso che ho giocato su Xbox e che non sono la persona più adatta a parlare del lato "tecnico", io personalmente non ho trovato bugs.
    Era tranquillamente giocabile
     
  18. f5f9

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    grazie, già ce l'ho in libreria e presto lo comincerò anch'io
     
  19. f5f9

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    Ed eccomi qua con il mio solito pippone su:

    che ho appena finito
    È un gioco accompagnato da giudizi “Estremamente positivi” su Steam e definito univocamente “un gioiello” nelle recensioni.
    Troppa grazia, così anche se l’ho acquistato all’uscita, nutrivo una certa diffidenza, temevo fosse una roba troppo smielata e coccolosa.
    Come ho potuto verificare, mi sbagliavo, hanno ragione loro.
    In sintesi Stray è un gioco piuttosto breve, moderatamente impegnativo, di un genere, direi, “misto”: molti lo definiscono un platform (genere che personalmente non amo) ma i salti acrobatici del pelosetto sono sempre molto guidati, infatti dove può andare appare l’indicazione del tasto da premere ed è praticamente impossibile sbagliare.
    Alcune sequenze potremmo definirle “action”: il nostro mini eroe, salvo che in una breve sessione, non possiede armi offensive, quindi può fare solo ricorso alla sua velocità per fuggire e a qualche astuto espediente per seminare o liberarsi degli avversari.
    In realtà le basi del gioco sono la narrazione e l’esplorazione.
    L’assunto è piuttosto semplice: si racconta di un “viaggio” per tornare a casa che progressivamente si trasforma in una missione per il più nobile degli scopi (che non riveleremo, naturalmente). Esplorando, il nostro gattone si farà tanti nuovi amici, alcuni dei quali lo accompagneranno per più o meno lunghi tratti del suo cammino.
    Salta subito all’occhio che queste città sotterranee sono esclusivamente abitate da robot antropomorfi che si comportano in tutto per tutto come gli umani (nel più puro stile cyberpunk). Come si è formato un mondo così bizzarro? Andando avanti le tessere del mosaico andranno tutte a posto seguendo un’accettabile logica interna.
    Ma come ha fatto un giochino così indie a diventare di culto appena uscito? Le ragioni (IMHO) sono molteplici.
    In primo luogo la direzione artistica è semplicemente eccezionale. Gli ambienti, più o meno fatiscenti, sono i più vari pur mantenendo una rigorosa coerenza stilistica. La storia è portata avanti con grande maestria e riesce sempre, quando vuole, a divertire o a commuovere con precisione chirurgica.
    E poi c’è lui.
    Finalmente un gatto vero, per niente antropomorfizzato o caricaturato. Le sue adorabili leziosità sono quelle dei veri felini senza accentuazioni ridicole o abilità incongrue. Un esempio: alcune situazioni si risolvono ricorrendo alla tipica mania dei gatti di affilarsi le unghie.
    Poi, a dire il vero, è piuttosto obbediente, esprime gratitudine e non anela all’indipendenza, non esercita mai l’egoismo e l’arroganza che sono i tratti distintivi più divertenti della sua razza. Quindi caratterialmente sembra più un cane che un gatto, ma la sua travolgente simpatia non risulta intaccata. Il nostro è anche dotato di un’intelligenza sovrugatta: capisce immediatamente il compagno che gli chiede di “trovare il modo di entrare in un determinato locale e azionare una determinata leva”. Ovviamente il racconto e il gameplay conducono le danze e l’istruzione è data non al PG ma al giocatore.
    Nella nostra avventura dovremo accontentarci dei (pochi) mezzi di cui può disporre un quadrupede. Così la necessaria sospensione di incredulità si riduce a una quantità accettabile.
    Gli enigmi, se così li vogliamo definire, sono molto basici. Qualche difficoltà può insorgere nelle prime fasi di gioco nella ricerca di oggetti e documenti nascosti in un quartiere piuttosto grande e con una morfologia contorta, soprattutto in verticale. Ovviamente non si può ricorrere a neanche uno straccio di mappa.
    Le uniche polemiche che leggo sono sul finale che a me, invece, è piaciuto moltissimo e che mi è sembrato il più “giusto” possibile.
    In definitiva: Stray mi ha intrattenuto per oltre dieci ore, anche se si potrebbe completare in metà di questo tempo, ma è riuscito a scatenarmi la voglia di trovare i collezionabili per meglio capire come mai quel mondo è ridotto così.
    Mi ha fatto ridere, piangere, palpitare per la sorte del “gatto senza nome” e dei suoi bislacchi amici. In definitiva anch’io mi accodo alla folla osannante.
    Bel gioco, proprio bello, consigliatissimo.
     
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  20. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Bene, volevo sentire il parere di qualche non gattaro. L'ambientazione cyberpunk mi piace sempre, se poi è anche breve allora lo giocherò sicuramente.
     
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