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  • The Witcher 3: Wild Hunt - Ciri

    L’autrice della serie TV di The Witcher abbandona Twitter

L’autrice della serie TV di The Witcher abbandona Twitter

Lauren S. Hissrich, l’autrice della serie Netflix tratta dalla saga videoludica di The Witcher, ha, almeno momentaneamente, abbandonato Twitter con l’intenzione di dedicarsi più intensamente al completamento della sceneggiatura.

Una decisione che giunge tuttavia proprio a seguito del caos mediatico scatenatosi sul web a causa di una notizia trapelata secondo la quale Netflix, attraverso un annuncio di lavoro confidenziale del National Youth Theatre starebbe cercando come interprete del personaggio di Cirilla Fiona Elen Riannon, conosciuta semplicemente come Ciri, una ragazza BAME (acronimo per Nero, Asiatico ed appartenente ad una Minoranza Etnica) di 16 o 15 anni che possa interpretare una ragazzina di 13/14 anni.


La fan-base inferocita, aborrendo un’alterazione tanto marcata di uno delle protagonisti più importanti e apprezzati della saga, caratterizzata da carnagione chiara, capelli bianchi e lineamenti fortemente caucasici, si è riversata in massa sui social, cosa ultimamente abbastanza comune, ricoprendo di insulti la showrunner. Non sembrano dunque casuali, nel tweet d’addio postato dalla stessa Hissrich qui sotto riportato, l’utilizzo delle espressioni “leggere di meno” e “siate gentili con gli altri”.

Non è la prima volta che personaggi noti del mondo dell’intrattenimento decidono di abbandonare le piattaforme social in seguito a manifestazioni di odio virtuale e molto più concrete minacce di morte (Ed Sheeran, Justin Bieber).

Per quanto infatti la scelta stilistica possa essere criticabile o meno, e nonostante si adegui alla tendenza contemporanea del “politicamente e socialmente corretto” (il fenomeno in questione è definito “Blackwashing“, ovvero la scelta di un attore nero per l’interpretazione di un personaggio che canonicamente non lo è) l’offesa e il vilipendio (i cui artefici rimangono vigliaccamente tutelati dall’anonimato) non sono mai giustificabili, soprattutto in questo caso, dato che non si è avuta alcuna conferma che la scelta di far interpretare Ciri ad un’attrice non-bianca sia stata presa dalla Hissrich, cosa probabilmente non vera dato che questo tipo di decisioni spettano solitamente alla produzione.

the witcher ciri 3

Ricordiamo che la serie di The Witcher ispirata ai romanzi di Andrzej Sapkowski, prodotta da Netflix, sarà disponibile probabilmente nel 2020.

2018-09-13T23:57:47+00:00

8 Commenti

  1. Lupercalex 13 settembre 2018, 18:36
    Frank Jaeger
    [​IMG]

    Lauren S. Hissrich, l'autrice della serie Netflix tratta dalla saga videoludica di The Witcher, ha, almeno momentaneamente, abbandonato Twitter con l'intenzione di dedicarsi più intensamente al completamento della sceneggiatura.

    Una decisione che giunge tuttavia proprio a seguito del caos mediatico scatenatosi sul web a causa di una notizia trapelata secondo la quale Netflix, attraverso un annuncio di lavoro confidenziale del National Youth Theatre starebbe cercando come interprete del personaggio di Cirilla Fiona Elen Riannon, conosciuta semplicemente come Ciri, una ragazza BAME (acronimo per Nero, Asiatico ed appartenente ad una Minoranza Etnica) di 16 o 15 anni che possa interpretare una ragazzina di 13/14 anni.

    [​IMG]
    La fan-base inferocita, aborrendo un'alterazione tanto marcata di uno delle protagonisti più importanti e apprezzati della saga, caratterizzata da carnagione chiara, capelli bianchi e lineamenti fortemente caucasici, si è riversata in massa sui social, cosa ultimamente abbastanza comune, ricoprendo di insulti la showrunner. Non sembrano dunque casuali, nel tweet d'addio postato dalla stessa Hissrich qui sotto riportato, l'utilizzo delle espressioni "leggere di meno" e "siate gentili con gli altri".

    Non è la prima volta che personaggi noti del mondo dell'intrattenimento decidono di abbandonare le piattaforme social in seguito a manifestazioni di odio virtuale e molto più concrete minacce di morte (Ed Sheeran, Justin Bieber).

    Per quanto infatti la scelta stilistica possa essere criticabile o meno, e nonostante si adegui alla tendenza contemporanea del "politicamente e socialmente corretto" (il fenomeno in questione è definito "Blackwashing", ovvero la scelta di un attore nero per l'interpretazione di un personaggio che canonicamente non lo è) l'offesa e il vilipendio (i cui artefici rimangono vigliaccamente tutelati dall'anonimato) non sono mai giustificabili, soprattutto in questo caso, dato che non si è avuta alcuna conferma che la scelta di far interpretare Ciri ad un'attrice non-bianca sia stata presa dalla Hissrich, cosa probabilmente non vera dato che questo tipo di decisioni spettano solitamente alla produzione.

    [​IMG]

    Ricordiamo che la serie di The Witcher ispirata ai romanzi di Andrzej Sapkowski, prodotta da Netflix, sarà disponibile probabilmente nel 2020.

    Dopo aver visto Roland de La Torre Nera interpretato da un attore di colore, più nulla mi sorprende.

  2. Shaun 13 settembre 2018, 21:17
    Lupercalex

    Dopo aver visto Roland de La Torre Nera interpretato da un attore di colore, più nulla mi sorprende, perbenismo bigotto dei miei stivali.

    C'è già un precedente peraltro: l'Achille di Troy fall of a city, sempre prodotta da Netflix.
    D'altronde non è la HBO

  3. Norimberto 14 settembre 2018, 9:26
    Shaun

    Ci sarebbe già un precedente peraltro: l'Achille di Troy fall of a city, sempre prodotta da Netflix.

    Esempio calzante, purtroppo……..

  4. The Void 14 settembre 2018, 13:01

    Frega nulla. Finchè pretendono di fare CIri Cinese e magari Geralt in futuro ti vengono a dire che è nero oppure indiano, in nome del politicamente corretto, che andassero al diavolo.

    Se è vero Poche gliene hanno dette.

  5. baarzo 14 settembre 2018, 14:49

    Il politically correct è una nuova forma di dittatura culturale, appiattimento della cultura, uguale al ribasso per tutti e annullamento dell'unicità dell'individuo. A me fa paura

  6. f5f9 15 settembre 2018, 13:33

    nel mondo dello spettacolo americano stanno diventando tutti ancor più) scemi, per fortuna cominciano a scontare certe pazzie con fiaschi colossali

  7. baarzo 16 settembre 2018, 12:07

    tipo ghostbuster…:emoji_confounded:

  8. Maurilliano 16 settembre 2018, 16:26

    non penso sia solo una questione di 'politically correct',
    credo sia più che altro una scelta narrativa, rappresentare TW in una chiave differente dai libri e vg, più fedele alla nostra società attuale (che è varia e multiculturale)
    cosa che io mi sento di approvare….altrimenti sarebbe un 'more of the same', non ci sarebbe proprio l'esigenza di farne una serie tv
    parere

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