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  • Legend of Grimrock – Hands-on

Legend of Grimrock – Hands-on

Funpastimes ha avuto l’occasione di provare in anteprima Legend of Grimrock, promettente RPG per iPhone ed iPad di Almost Human. 
L’autore della preview è un ex collega di lavoro di due degli sviluppatori quindi premette che la preview non possa esser considerata del tutto imparziale. 

Il gioco sarà composto da 15 dungeons a cui il team sta ancora lavorando e avranno difficoltà crescente, garantendo quindi una curva di apprendimento graduale per il giocatore. Per avere un’idea di una possibile durata, i primi tre dungeon sono stati completati in poco più di un’ora dall’autore della preview. 

Gli amanti dei dungeon e in particolare i dungeon master saranno felici grazie a questo titolo: a quanto pare molti degli elementi tipici dei giochi di ruolo cartacei sono stati tenuti in considerazione e qui riproposti fedelmente. 

Un breve assaggio della trama: a capo di un gruppo di quattro avventurieri, ci ritroviamo in fuga dopo la cattura dalla prigioni situate sul monte Grimrock. L’unica via di fuga è attraverso la lunga rete di cunicoli e prigioni di cui la montagna e ricca. 
Si inizia non possedendo nulla se non una voglia matta di fuggire. L’autore sottolinea come ci sia da esultare dopo aver trovato delle pietre con cui difendersi. 
Proseguendo occorrerà superare mostri, puzzle e prestare sempre una grande attenzione all’ambiente per i pericoli e i segreti che nasconde. 

L’aspetto tecnico del titolo è un po’ old, la struttura in prima persona può ricordare ai più anziani titoli come Wolfestein 3D. Tuttavia si fa apprezzare grazie ad una pulizia grafica notevole ed animazioni decisamente più evolute rispetto a quelle di inizio anni ’90.

 

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2016-11-27T11:40:49+02:00

Autore:

Giocatore sin dai tempi in cui a stupire era la grafica di Alone in the Dark, tra un videogioco e l’altro si occupa delle recensioni su RPG Italia. Quando non gioca per piacere trova il modo di farlo per lavoro, insegnando storia del design con Assassin’s Creed II e cercando scuse accademiche per usare videogiochi un po’ ovunque, dagli ospedali alle università.