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Recensione The Witcher 2017-04-26T22:59:05+00:00
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    Recensione The Witcher

Le origini

Nel 1990, lo scrittore polacco Andrzej Sapkowski pubblicò una raccolta di cinque racconti fantasy che presentavano al mondo, per la prima volta, le imprese di un cacciatore di mostri mutante. Il libro si intitolava “Wiedźmin” e fu il primo della saga conosciuta in Europa e nel resto del mondo con il nome “The Witcher”.

The Witcher

Nel 2002 la software house polacca CD Projekt creò una società satellite, la CD Projekt Red Studio, specializzata nella produzione di videogiochi. Cinque ani più tardi, la prima creatura nata dalle menti di questa società fu proprio “The Witcher”, un GDR che utilizzava come motore grafico una versione pesantemente rimaneggiata dell’ormai obsoleto Aurora Engine della Bioware (utilizzato per Neverwinter Nights).

A lezione di storia

The WitcherI witcher sono persone che, sottoposte in tenera età a un pericolosissimo processo di mutazione, posseggono capacità fisiche superiori a quelle dei comuni esseri umani; capacità che utilizzano per dare la caccia, su commissione, ai mostri che infestano il regno di Temeria. A causa delle mutazioni, i witcher vengono temuti e disprezzati dagli uomini, condannandoli quindi a una vita ai margini della società. Vagano in cerca di qualcuno disposto a pagare per i loro “servigi” e mai si lasciano coinvolgere nelle vicende degli umani, preferendo quasi sempre mantenersi neutrali alle vicende politiche.

Geralt di Rivia è un witcher dall’oscuro passato, che viene ritrovato in fin di vita e soccorso dai suoi colleghi nelle vicinanze di Kaer Moren, il rifugio isolato tra le montagne di Temeria in cui i witcher vengono a passare gli inverni e una delle antiche fortezze in cui in passato venivano creati i cacciatori di mostri ma che ormai è in rovina da quando sono andati perduti i segreti della mutazione.
Non sappiamo quali siano gli eventi che hanno portato Geralt a Kaer Moren, sappiamo solo che era stato dato per morto durante una attacco degli uomini contro i non umani a Rivia, eventi di cui il protagonista non serba alcuna memoria.
Durante la breve degenza, Geralt rincontra vecchi amici di cui però ha perso il ricordo, tra cui Vesemir, il più anziano tra i witcher di Kaer Moren e maestro di molti di essi e Triss Merigold, una maga che in passato ebbe una relazione con Geralt e che è accorsa alla fortezza per curarlo. The Witcher
La pace delle montagne viene però ben presto violata dall’attacco di un’organizzazione criminale chiamata “Salamandra” e guidata da Azar Javed, un potente mago che ruba le sostanze mutagene dei witcher e ne uccide il più giovane apprendista.
In cerca di vendetta Geralt viaggerà fino a Vizima, la capitale del regno. Qui dovrà fare i conti con la malvagità degli umani, gli intrighi politici, vecchi amici e una sanguinosa guerra civile a cui sarà sempre più difficile rimanere neutrali. I non-umani (elfi e nani) da sempre emarginati e trattati con diffidenza e disprezzo, vivono ai margini della società, confinati in ghetti dalle spaventose condizioni igieniche o organizzati in bande che compiono atti criminali contro gli uomini in tutto il regno e conosciuti come Scoia’tael (o scoiattoli). A Vizima, in particolare, il diffondersi di un’epidemia nel quartiere dei non-umani è la scintilla che scatena una rivolta contro le guardie cittadine e contro l’Ordine della Rosa Fiammeggiante, una sorta di ordine cavalleresco di paladini al servizio del re e della popolazione.

Analizziamo il gioco

A causa delle molteplici definizioni di GDR in circolazione tra gli appassionati del genere, le prime cose da chiarire quando si parla, appunto, di un GDR sono gli elementi che “dovrebbero esserci”, “non dovrebbero” e che “sarebbe lecito aspettarsi”.
Innanzitutto, niente libera esplorazione alla “Oblivion”. Ogni capitolo verterà su alcune zone in cui potremo muoverci liberamente, in alcune aree potremo ritornare più avanti nel gioco, ma non avremo tutto il mondo di gioco a disposizione sempre.

Lo svolgimento della trama è piuttosto lineare; avremo libertà di scegliere se schierarci a favore degli Scoia’tael, dell’Ordine della Rosa Fiammeggiante oppure se rimanere neutrali, ma qualunque scelta ci condurrà per capitoli prefissati e ad un unico finale comune. Gli amanti della massima libertà resteranno quindi con l’amaro in bocca.

Al calar del sole le ombre si allungano

Al calar del sole le ombre si allungano nella città di Vizima.

Le ambientazioni grigie non fanno perdere fascino al gioco.

Le ambientazioni grigie non fanno perdere fascino al gioco.

Il protagonista, Geralt, non è personalizzabile, tuttavia ad ogni passaggio di livello potremo apprendere o potenziare diverse skills come le diverse tecniche di combattimento, l’effetto dei “segni” (particolari incantesimi a disposizione dei witcher), e la capacità di creare pozioni, unguenti e bombe. L’alchimia è infatti un aspetto molto importante in The Witcher, infatti, soprattutto nei livelli di difficoltà superiori, l’uso delle pozioni farà una grande differenza durante i combattimenti.

The Witcher è considerato un “action RPG” e, secondo chi scrive, è uno di quei titoli che fomenta la diatriba sulle definizioni di RPG e action RPG: puoi condurre direttamente il combattimento, ma non hai il controllo dei colpi, solo dei tempi in cui sferrare gli attacchi e lo stile di combattimento da utilizzare. In pratica, per attaccare un nemico basta cliccare col mouse su di esso dopo aver estratto la spada: inizierà una sequenza di colpi di durata variabile a seconda del livello e delle skills del protagonista, dopo un tot di secondi il cursore del mouse cambia colore per qualche istante, cliccando nuovamente si potrà continuare l’attacco con una nuova serie di colpi più efficaci. Un metodo insolito e per alcuni versi innovativo ma che ha fatto storcere il naso a molti giocatori.

Il bosco dei Druidi: una oasi di pace nella pericolosa palude.

Il bosco dei Druidi: una oasi di pace nella pericolosa palude.

 

Come detto in precedenza, il gioco utilizza il vecchio motore grafico Aurora Engine della Bioware e questo suscitò alcune perplessità, prima dell’uscita del gioco, nella comunità di appassionati di RPG, abituati in quegli anni a giochi del calibro di “TES IV: Oblivion”, “Gothic 3” e “Neverwinter Nights 2” che sfoggiavano grafiche da sogno. Una volta pesantemente rimaneggiato dai ragazzi della CD Projekt Red il risultato fu sorprendente e, sotto alcuni aspetti, la grafica di The Witcher non ha nulla da invidiare a quella di Neverwinter Night 2, anche se il gioco soffre di caricamenti piuttosto lunghi (soprattutto nel Quartiere dei Mercanti di Vizima) e di una certa pesantezza del motore grafico. Altra pecca è la ripetitività dei modelli dei PNG (personaggi non giocanti), solo parzialmente risolta dalla corposa patch della Enhanced Edition. Per contro, è notevole il livello di realismo dei comportamenti: in caso di pioggia, ad esempio, vedremo i PNG correre a cercare un riparo.

Come esperienza di gioco The Witcher è senza ombra di dubbio uno dei migliori titoli tra i GDR degli ultimi anni. La trama affronta tematiche importanti e lo fa spesso in modo molto diretto ed esplicito: razzismo, la crudeltà degli uomini (che non ha nulla da invidiare a quella dei mostri), il “prezzo della neutralità” (che è anche il titolo di una mini avventura pubblicata con l’ultima versione del gioco) e delle proprie scelte.

E' possibile scegliere tra una visuale dietro le spalle...

E’ possibile scegliere tra una visuale dietro le spalle…

Il protagonista è ben caratterizzato e rappresenta bene il personaggio creato da Sapkowski: piuttosto rude, carismatico, sincero e attratto dal gentil sesso.

A riguardo è degno di nota un aspetto del gioco secondario ma che ha avuto particolare successo tra i fan: durante il gioco avremo l’opportunità di conoscere diverse donne, molte delle quali potrebbero essere disposte “concedersi” a Geralt.

... oppure la classica visuale isometrica dall'alto e le distanze intermedie tra le due opzioni.

… oppure la classica visuale isometrica dall’alto e le distanze intermedie tra le due opzioni.

Una volta andati a segno con una donna otterremo una piccante cartolina che la raffigura (una curiosità: in America le cartoline sono state censurate), come una sorta di achievement osè.
Altri minigiochi secondari sono le gare di bevuta, i combattimenti a mani nude nelle locande e le sfide a dadi (nelle prime versioni del gioco non realizzate al meglio).
Le ambientazioni sono tra gli aspetti migliori del gioco e risentono molto dell’origine polacca degli autori. Dagli assolati campi di grano alla cupa e piovosa palude il senso di immersione nell’ambiente circostante è notevole; ma a riguardo è meglio lasciar parlare gli screenshot.

IL VERDETTO

8
A CHI POTREBBE PIACERE?
Piacerà a chi ama le storie mature e il fantasy europeo.
PRO
  • Scelta e conseguenza
  • Ambientazioni d
  • Gameplay originale (...per alcuni)
  • Tematiche mature
  • Musiche
CONTRO
  • Gameplay fastidioso (...per altri)
  • Motore di gioco pesante
  • Pochi modelli per i png

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows

Sviluppatore: CD Projekt RED

Distributore: Atari

Data di uscita: 26/10/2007

Sito Ufficiale

Spazio dedicato nel forum

PEGI: 18+

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