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Recensione The Witcher 3: Wild Hunt 2016-11-27T11:24:18+00:00
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    The Witcher 3 Wild Hunt - logo (2)

    Recensione The Witcher 3: Wild Hunt

Siamo infine giunti al terzo capitolo di una serie che ci accompagna da ormai otto anni. Geralt è uno di casa, e sapere che CD Projekt RED ha deciso che questo sarà l’ultimo appuntamento con uno dei più riusciti paladini videoludici e letterari degli ultimi anni non può che riempire di tristezza i nostri cuori.

Ma non perdiamoci d’animo, la softco polacca non sarebbe la prima a smentire le sue stesse parole, magari in un prossimo futuro ci attende un The Witcher Online, chissà… ma speriamo di no. Dei bravi professionisti sanno quando è ora di smettere di giocare e forse (molto forse), gli sviluppatori di CD Projekt riusciranno a stupirci anche in questa dura decisione.

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Correva l’anno 2007…

Come si diceva pocanzi, è ormai passato quasi un decennio dalla prima apparizione dello Strigo, personaggio nato dalla mente del geniale Andrzej Sapkowski, scrittore polacco di rinomato successo al quale la stessa società di videogiochi deve parte della sua fortuna. Una decade che ha portato milioni di fan dalla parte di questo eroe di altri tempi, oscuro, carismatico e maledetto, legato ad una cerca dura che gli ha portato via coloro che poteva considerare la sua famiglia: la maga Yennefer e la figlioccia Cirilla.

Con The Witcher 3: Wild Hunt Geralt è tornato, e tutta la storia sarà incentrata sulla ricerca di queste persone a lui molto care, riprendendo così il filone narrativo dei romanzi, abbandonato fin dal primo videogioco, utilizzando la scusa dell’amnesia per avere mano più libera.

 

È un mondo oscuro, triste e noi siamo soli

The Witcher 3: Wild Hunt riprende la storia qualche mese dopo il finale di Assassins of Kings. Il nostro eroe è più cupo che mai, anche dopo aver recuperato completamente la sua memoria. I regni settentrionali sono in guerra contro l’impero di Nilfgaard e a rimetterci è come sempre il popolo, vittima di soprusi, sfruttamento e pura cattiveria. Uno scenario che ricorda da vicino quello che accadde durante la seconda guerra mondiale quando l’esercito nazista invase senza preavviso gli stati confinanti, proprio come la Polonia, la quale potremmo identificare in questo caso con il Regno di Temeria.

Geralt non può però lasciarsi distrarre, la Caccia Selvaggia è più vicina che mai al suo obiettivo e il tempo per intervenire è sempre più limitato.

Tre, il numero perfetto

Fin dal primo momento, The Witcher 3: Wild Hunt dimostra di essere un gioco ottimamente sviluppato anche se afflitto da diversi bug e un poco carente forse dal punto di vista grafico (lo standard attuale è un pochino al di sopra di questo gioco). Ciò non toglie che CD Projekt RED sia riuscita dove molti altri hanno fallito. Il prodotto è infatti compatibile e fruibile anche su macchine di qualche anno fa e chi vi parla lo sta facendo dall’alto della sua scheda grafica Radeon R7 260x, ben al di sotto dei requisiti minimi e del valore di poco più di 100 euro. Questa, affiancata da un processore i5-2500k, permette al gioco di girare tranquillamente con tutti i settaggi impostati su medio e un frame sempre oltre i 30 fps.

La mappa di gioco è tra le più grandi mai viste. Stiamo parlando di un terreno ben più grande di quello di Skyrim, dotato di isole visitabili, passi montani, paludi, foreste e molto altro ancora. Dalle montagne di Kaer Morhen, alle Isole Skellige, la nostra avventura ci condurrà attraverso un mondo ricco di vita, dove le culture sono ben impostate e diversificate.

Potremo visitare villaggi in rovina, dove gli abitanti sono ormai costretti a vivere di stenti, trafugando cibo e uccidendosi tra loro per sopravvivere, ma anche enormi città, come la lussureggiante Novigrad, città libera dove una volta entrati, difficilmente vorrete uscire prima di aver visitato ogni singolo vicolo ed essere entrati in tutte le dimore, alla ricerche di tesori, missioni nascoste e libri da leggere.

Dalle montagne di Kaer Morhen, alle Isole Skellige, la nostra avventura ci condurrà attraverso un mondo ricco di vita, dove le culture sono ben impostate e diversificate.

 

Un gioco per adulti

L’immersione, data dai discorsi degli NPC, la ramificazione della trama principale, i sotterfugi escogitati dai personaggi di rilievo e la brutalità di certe missioni, sarà totale. Il tutto sarà arricchito da piccoli dettagli che permetteranno al gioco di essere più realistico che mai, come la barba di Geralt (che cresce con il passare dei giorni) e il tempo atmosferico, sempre pronto a coglierci di sorpresa con piogge torrenziali, neve o temporali.

In più occasioni ci ritroveremo davanti a scelte che andranno a impattare bruscamente con le vite degli abitanti del luogo, rendendoci così, a volte, carnefici involontari. Preparatevi a essere tentati di abusare del tasto ‘carica salvataggio’ in quanto, molto spesso, anche dietro la quest più semplice, si nasconderà una terribile verità in questo The Witcher 3: Wild Hunt.

Argomento di discussione principale sarà ovviamente anche il razzismo, rivolto come sempre alle razze “non umane”, ma anche verso maghi e streghe, ormai visti non molto bene da Re Radovid dopo le trame ideate dalla Loggia delle Maghe nello scorso capitolo della saga.

Ma tranquilli, non mancheranno di certo le scene d’amore. Il caro Geralt sarà ancora una volta l’oggetto del desiderio di gran parte delle donne del mondo conosciuto… Prova tangibile che essere tenebrosi, sterili e burberi è ancora un approccio conveniente.

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Quante cose da fare!

Creazione dell’equipaggiamento, ricette da scoprire, corse di cavalli, risse, giochi di carte, cacce al tesoro, segreti, contratti da witcher, donne da riconquistare… tante, tantissime cose da fare in ogni angolo. The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco ricco di contenuti, i quali assicurano oltre 70 ore di un gameplay che difficilmente vi permetterà di tirare un sospiro di sollievo.

Preparatevi a perdere diverse ore alla ricerca del giusto componente per la creazione di un determinato pezzo di equipaggiamento e quindi del mostro che sia in grado di dropparlo. Ogni parte della nostra attrezzatura sarà infatti fondamentale da mantenere sempre aggiornata relativamente al nostro livello del personaggio. Arrivare, per fare un esempio, al decimo livello con ancora delle spade di livello tre non potrà far altro che condurci a una fine prematura della nostra avventura, questo perché siamo dinnanzi a un gioco complesso, ma allo stesso tempo NON complicato. Merce davvero rara di questi tempi, dove troppo spesso si incappa in titoli che mettono troppa carne al fuoco senza prima aver pensato al tempo giusto di cottura.

The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco ricco di contenuti, i quali assicurano oltre 70 ore di un gameplay che difficilmente vi permetterà di tirare un sospiro di sollievo

Anche se il sistema è stato semplificato e migliorato, ogni combattimento sarà una vera e propria sfida. Ogni nemico che incontreremo avrà le proprie forze e debolezze, le quali potremo verificare attraverso il pratico Bestiario, che potremo ampliare affrontando mostri e rinvenendo, o acquistando, libri.

Una premessa però: il gioco è da giocare al massimo livello di difficoltà, o magari a quello poco al di sotto. Solo in questo modo potrete sfruttare al massimo l’albero dei talenti (che tanto albero non è, in quanto composto da sottosezioni a cascata che potremo sviluppare e intrecciare a piacere) e godervi appieno un sistema di combattimento evoluto, dotato di tante sfaccettature e diversificazioni. Tra bombe, unguenti, pozioni, posture e altro ancora, difficilmente incontreremo uno scontro uguale al precedente.

Ah, dimenticavo che potremo esplorare il mondo anche via mare, guidando delle piccole imbarcazioni.

 

Elementare, mio caro Watson

Tra le novità più interessanti, oltre al gioco del Gwent del quale parlerò tra poco, troviamo la possibilità di sfruttare i tanto famigerati sensi da witcher. Visione potenziata, udito sopraffino e olfatto da cane da caccia, renderanno il nostro Geralt un vero e proprio investigatore.

L’utilizzo di questi sensi sovrasviluppati, potrà mostrarci tracce da seguire, odori e suoni, in grado di condurci alla nostra preda. Molte saranno infatti le missioni, sopratutto i Contratti, che sfrutteranno questa nuova meccanica, permettendoci così di suscitare l’invidia anche del caro Aragorn del Signore degli Anelli, che seguiva le tracce di orchi e hobbit passati per quelle vie giorni prima.

 

Rilassiamoci, giochiamo a Gwent

Niente gioco dei dadi. Questa volta gli sviluppatori di CD Projekt RED hanno deciso di ideare un vero e proprio gioco nel gioco.

A cavallo tra un partita di Magic e una partita a poker, il Gwent permetterà a ognuno di noi di dedicare innumerevoli ore a questo simpatico gioco di carte, sfidando tutti i personaggi che ci decideranno di accettare la nostra sfida, permettendoci così di completare la nostra collezione di carte.

Si tratta di qualcosa di più di un semplice minigame. In effetti, anche se molto semplice, il Gwent è già da ora diventato un vero e proprio tormentone per i fan di The Witcher, i quali si stanno chiedendo già da giorni se la softco è intenzionata a sviluppare ulteriormente questo passatempo introducendo nuove carte e meccaniche attraverso i DLC rimanenti (al momento solo uno di questi ha apportato delle modifiche, puramente grafiche, alle carte del gioco).

Preparatevi a creare quindi il vostro mazzo, a dedicare un poco di tempo allo studio delle varie meccaniche e partire alla ricerca delle carte più potenti… il Gwent vi ruberà l’anima, quasi come la trama principale.

Niente gioco dei dadi. Questa volta gli sviluppatori di CD Projekt RED hanno deciso di ideare un vero e proprio gioco nel gioco.

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Conclusioni

Che dire? Ho deciso di scrivere quella recensione solamente dopo aver completato il gioco, dopo aver appurato l’esistenza di vere scelte da fare che potessero influenzare il finale (oh, lo influenzano eccome, ve ne accorgerete e piangerete a dirotto a causa di una scelta azzardata), dopo aver visto che i bug ci sono, ma sono superabili, dopo aver capito di essere davanti a un gioco che andrà a scalare le classifiche e vincere tanti premi.

Posso solo dire una cosa, la quale riassume completamente il mio pensiero su questo The Witcher 3: si tratta di un piccolo capolavoro, anche dal punto di vista letterario. La trama è coinvolgente, il mondo è vivo e l’attenzione resta sempre accesa e focalizzata sullo scopo ultimo del nostro eroe, questo grazie al saggio intreccio tra le vicende del gioco e il comparto narrativo, tratto dai libri.

Un gioco da acquistare assolutamente, vera e propria manna dal cielo in un periodo storico-videoludico sommerso da picchiaduro a scorrimento travestiti da RPG. Una volta terminato The Witcher 3: Wild Hunt, posso assicurarvi che avrete voglia di giocarlo ancora, magari ad un livello di difficoltà superiore, decidendo di cambiare qualche scelta o anche solamente per vedere ancora l’amata Yenn…

IL VERDETTO

9
A CHI POTREBBE PIACERE?
Tutti i giocatori di ruolo appassionati dei precedenti capitoli, ma anche i newbie, non potranno far altro che amare questo ultimo episodio della saga.
PRO
  • Trama profonda, coinvolgente
  • Sistema di combattimento ottimo
  • Geralt è tornato
CONTRO
  • Qualche pecca tecnica
  • Forse troppe cose da fare
  • Pare che sia l'ultimo capitolo...

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows, PlayStation 4, Xbox One

Sviluppatore: CD Projekt RED

Distributore: Bandai Namco Entertainment

Data di uscita: 19/05/2015

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