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Recensione The Hand of Glory – Prima Parte 2020-06-29T10:18:40+02:00
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    The Hand of Glory

    Recensione The Hand of Glory – Prima Parte

Iniziamo con una premessa: The Hand of Glory è un’avventura grafica che non ha nulla a che vedere con gli RPG che solitamente trattiamo, tuttavia, vista la presenza di sviluppatori italiani (sì, avete capito bene, si tratta di un gioco made in Italy!), non possiamo fare a meno di dedicare uno spazio a questo titolo.

La seguente recensione coprirà solamente la prima parte del gioco, ossia l’unica parte disponibile e giocabile ad oggi, e sarà totalmente priva di spoiler sulla trama.

IL RITORNO DELLE AVVENTURE GRAFICHE

Le avventure grafiche 2D punta e clicca erano un genere popolare negli anni ’90, che dopo essere praticamente sparite dal mercato con l’avvento della grafica 3D, hanno visto un ritorno soprattutto nel panorama indie negli ultimi anni. Serie come quella di BlackwellDeponia Samorost hanno riscosso notevole successo. Anche le grandi serie del passato hanno visto un parziale ritorno, soprattutto grazie a Telltale, con giochi come Tales of Monkey Island Sam & Max. Un’altra saga che ha visto nuovi episodi in tempi relativamente recenti è quella di Broken Sword, di cui il quinto capitolo risale al 2014, il quale è stato oggetto di ispirazione per The Hand of Glory.

Il punta e clicca realizzato da Madit Entertainment e Daring Touch non solo è considerabile come un erede spirituale della saga di Broken Sword, ma anche come una rinascita per tale genere. Il gioco si presenta con un gameplay classico che contraddistingue ogni avventura grafica, infatti abbiamo un inventario di oggetti che potremo usare per interagire con gli ambienti di gioco o combinarli tra loro per creare qualcosa di utile al nostro scopo. Insomma, niente che non si sia già visto. Tuttavia, questa formula risulta vincente in quanto semplice, consentendo anche a chi non ha mai giocato ad un’avventura grafica di affacciarsi in questo mondo. Non mancano inoltre, riferimenti al cinema o ad altri videogiochi: il caso più lampante è una citazione de “La Pallottola Spuntata”, ma non vogliamo dirvi di più per non rovinarvi la sorpresa!

UN DETECTIVE DAI MODI BIZZARRI

The Hand of Glory

L’appartamento di Lars.

Quando si parla di The Hand of Glory non si può fare a meno di parlare di Lazarus Bundy, per gli amici “Lars”, detective dell’HPD (acronimo di cui nemmeno Lars conosce il significato) protagonista dell’intera storia.

Il suo umorismo ci accompagnerà durante le nostre vicende, rendendo i dialoghi a tratti esilaranti. Ci saranno frequenti scambi di battute e, perché no, anche qualche freddura. A rendere il tutto ancora più piacevole, vi è una caratterizzazione dei personaggi sublime, capace di donare ad ogni personaggio una sua personalità, rendendo di fatti ogni persona “unica”.

Ma non è tutto, perché Lars non sarà da solo nelle sue avventure, ma bensì in compagnia di una co-protagonista: Alice Lars, stagista presso l’HPD. E, seppur di caratteri e talenti differenti, i due si aiuteranno l’un l’altro nel corso del gioco.

IL CASO MULZBERG

Come ogni investigazione che si rispetti, tutto gira attorno ad un caso di rapimento: quello di Kathrin Mulzberg, figlia di una delle famiglie più ricche della città di Miami. Ad indagare sul caso saranno, ovviamente, il detective Lars e la sua amica stagista Alice.

Arrivati a questo punto però, la trama è tutt’altro che scontata:

I colpi di scena e le rivelazioni saranno all’ordine del giorno.

Riferendoci al finale di gioco (senza svelare alcun particolare), possiamo solamente affermare una cosa: “bucatini smanicati!” (come direbbe Lars in queste occasioni). Il finale, infatti, ci sorprenderà in tal modo che neanche i più arguti potranno lontanamente indovinare ciò che realmente accadrà.

La difficoltà di investigazione sarà man mano crescente, raggiungendo un picco a metà gioco con alcuni rompicapo piuttosto complessi e ben congegnati, per poi decrescere sempre più all’avvicinarsi del finale.

Personalmente avremmo preferito una curva di difficoltà sempre crescente, ma la scelta di dare maggiore spazio e scorrevolezza alla trama nelle ultime fasi di gioco è qualcosa che abbiamo apprezzato.

Da notare, inoltre, che con il procedere delle investigazioni anche l’arco della giornata prosegue, ci troveremo infatti di fronte ad un ciclo giorno/notte che rende l’intero gioco molto realistico. Un’aggiunta che peraltro non si trova spesso in giochi di questo genere.

IL COMPARTO TECNICO

Quello di The Hand of Glory non è certamente un comparto tecnico eccelso, tuttavia, vista la sua origine, quello che ci troviamo davanti è decisamente di ottima fattura.

Le scene di gioco sono state interamente realizzate a mano, per poi essere digitalizzate e rese “animabili”. Certo, sono presenti alcuni errori di disegno, ma nel complesso la grafica è davvero piacevole. Lo stesso, purtroppo, non possiamo dire delle animazioni: quest’ultime infatti risultano piuttosto scarne e limitate, andando ad inficiare sulla qualità generale del gioco.

The Hand of Glory

Una grafica semplice, ma piacevole.

Per quanto riguarda il doppiaggio, invece, dobbiamo doverosamente soffermarci su una questione: è solamente in inglese. Per quanto questo possa dispiacerci però, la qualità di tale doppiaggio è decisamente buona e risulta molto gradevole (soprattutto durante le gesta di presentazione del grande Lazarus Bundy!).

A far da contorno all’intera esperienza di gioco, vi è un comparto sonoro impressionante, capace di regalarci momenti di suspense favolosi. Anche la colonna sonora fa la sua parte, rendendosi piacevole all’ascolto e immergendoci maggiormente nel gioco.

Parlando del lato tecnico, inoltre, dobbiamo congratularci con gli sviluppatori per l’aggiunta della modalità Lettura Relax: una funzione che consente di proseguire nei dialoghi solamente tramite clic.

Tale funzionalità può sembrare banale ed inutile, ma in un contesto come quello di The Hand of Glory, dove il doppiaggio è appunto in inglese e il testo in italiano risulta decisamente prolisso rispetto alla lingua inglese, è una chiave fondamentale per godersi il gioco.

Ultimo, ma non per importanza, parliamo della presenza dei bug nel gioco. Nella nostra esperienza non abbiamo trovato neanche un bug che potesse rovinarci l’esperienza di gioco (a parte uno, legato alla modalità Lettura Relax, che è stato sistemato in tempi record dagli sviluppatori). Un aspetto, questo, da non sottovalutare: sempre più spesso infatti ci troviamo davanti a prodotti colmi di bug che rendono la nostra esperienza frustrante. Il lavoro di Madit Entertainment e Daring Touch è perciò decisamente lodevole sotto questo aspetto.

CONCLUSIONI

Quella di The Hand of Glory è un’esperienza unica, che tutti nel corso della propria vita dovrebbero godersi almeno una volta. La qualità della trama, soprattutto, e più in generale, del gioco, è tale da rendere il titolo piacevole alla vista e “al tatto” di qualunque giocatore.

Un’avventura grafica di tale calibro rappresenta senza ombra di dubbio un must per gli amanti del genere. Avremmo apprezzato una quantità maggiore di rompicapo ed una difficoltà superiore, ma l’eccelsa trama ci consente di chiudere un occhio.

Vedremo cosa ci riserverà la seconda parte del gioco, ma noi di RPG Italia siamo più che certi che ci sorprenderà: soprattutto pensando all’idea che questa seconda parte sarà ambientata nella nostra cara Italia.

IL VERDETTO

8
A CHI POTREBBE PIACERE?
Ai fan delle avventure grafiche, specialmente per chi ha adorato la saga di Broken Sword, e a chi ama indagare facendosi strada tra vari intrighi e misteri.
PRO
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Grafica realizzata a mano
  • Storia avvincente
  • Sonoro impressionante
  • Modalità lettura relax
CONTRO
  • Mancanza di doppiaggio in italiano
  • Animazioni migliorabili

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows

Sviluppatore: Madit Entertainment, Daring Touch

Distributore: Madit Entertainment, Daring Touch

Data di uscita: 09/06/2020

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ho sviluppato un interesse particolare per gli RPG. Sono sempre alla ricerca di nuove avventure da vivere e di enormi boss da affrontare. Adoro tantissimo esplorare i mondi di gioco, in particolar modo ho avuto la premura di esplorare a fondo ogni angolo sperduto di Skyrim (capolavoro a mio avviso) che è solo uno dei tanti giochi che compongono una serie stupenda, la serie The Elder Scrolls!