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Recensione Regions of Ruin 2017-12-11T21:47:02+00:00
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    Regions of Ruin

    Recensione Regions of Ruin

Prefazione

Regions of Ruin è un videogioco ancora in accesso anticipato, per cui ogni singolo aspetto del gioco presente in questa recensione potrebbe subire variazioni in futuro (cosa alquanto probabile vista l’uscita di aggiornamenti a cadenza settimanale). Inoltre, il gioco al momento è fruibile solo in lingua inglese.

Trama

In Regions of Ruin il giocatore impersonerà un nano guerriero intenzionato a riportare all’antico splendore la sua civiltà, oramai deturpata dalla recente guerra. Infatti, nei primi minuti di gioco, si può assistere, attraverso la narrazione nel filmato introduttivo, a quella che può essere definita “una delle più grandi guerre”.

Protagonisti di questa vicenda sono gli Umani e i Centauri, due razze contrastanti che decidono di farsi guerra. A differenza delle altre due razze però, quella nanica decide di essere neutrale nel conflitto e pertanto sceglie di rifugiarsi nelle caverne, sperando di uscire illesa dalla guerra.

Regions of Ruin

Dopo aver trascorso molti anni in quelle grotte, i Nani decidono di tornare nel mondo esterno e, nel preciso istante in cui lo fanno, capiscono di ritrovarsi di fronte ad un mondo diverso, dove Umani e Centauri non esistono più, estinti a causa del conflitto.

Come se non bastasse inoltre, la maggior parte dei Nani che decisero di rimanere all’esterno anziché rifugiarsi sono stati catturati e imprigionati dai Goblin. L’unica speranza per far risorgere questa civiltà, e soprattutto di ricostruire quella che un tempo era una città gloriosa, è riposta nelle mani del giocatore…

Gameplay

In Regions of Ruin ci ritroveremo di fronte a due componenti fondamentali: l’avventura e la gestione dell’insediamento.

Nel nostro accampamento infatti, sarà possibile costruire numerosi edifici, dal semplice falò fino ad arrivare alla costruzione di taverne, biblioteche, magazzini e tanti altri edifici. Ogni edificio, per essere costruito, richiede una certa quantità di materiali da costruzione ed è per questo che nel gioco sono state introdotte le risorse.

Durante le nostre avventure sarà quindi possibile trovare legna, pietre, cibo, pellicce e molte altre risorse. Tuttavia, essendo quest’ultime limitate, è stato introdotto un sistema di estrazione delle materie prime: ogni luogo scoperto infatti, quando viene liberato dalla presenza dei nemici, ci fornirà un punto di estrazione per una determinata risorsa.

Se, quindi, ci troviamo in una caverna e ci sbarazziamo dei goblin presenti al suo interno, sarà possibile, attraverso l’uso della mappa, utilizzare quel luogo per estrarre della pietra. A questo punto sorge spontanea una domanda: “ma come si fa ad estrarre una determinata risorsa?”.

In nostra risposta giungono i lavoratori, persone che vengono normalmente tenute prigioniere in alcune gabbie metalliche, e che potremo, per nostra fortuna, liberare. La loro fuga ovviamente darà beneficio al nostro accampamento, dato che d’ora in avanti saranno al nostro servizio. Queste però, non sono le uniche figure importanti del nostro accampamento, difatti man mano che andremo avanti nel gioco avremo a disposizione anche un medico, che curerà le nostre ferite in cambio di oro, e un fabbro, che potrà riparare il nostro equipaggiamento in cambio di una modica somma d’oro.

Non è finita qui però, perché gli edifici che andremo a costruire possono anche essere migliorati. Ovviamente, come c’era da aspettarsi, ad ogni livello di potenziamento saranno richieste sempre più risorse. Oltretutto, in caso di carenza di materie prime, il gioco ci offre la possibilità di costruire una stazione commerciale nella quale potremo vendere e acquistare materie in cambio di oro (la valuta principale del gioco).

A questo punto, possiamo concentrarci sull’altro aspetto principale del gioco: l’avventura.

Durante le nostre avventure ci ritroveremo in diversi paesaggi, tutti ben realizzati, dove potremo fare nuove conoscenze, affrontare orchi feroci e incontrare nuovi avventurieri disposti ad unirsi a noi.

Le ambientazioni sono molto curate, difatti ogni luogo che esploreremo sarà caratterizzato da particolari oggetti e nemici. A tal proposito però, la varietà dei nemici e, in generale, dell’equipaggiamento presente è piuttosto scarsa.

Le armi principali del gioco possono essere classificate in spade, lance e asce, ma le uniche differenze sostanziali tra le tre sono la semplice portata d’attacco e la velocità della stessa. Nel gioco infatti, dal punto di vista grafico, i modelli delle armi risultano veramente pochi. Per nostra fortuna però, la componente GDR giunge a salvare questo aspetto del gioco, andando a stabilire le varie statistiche delle armi e, a volte, a renderle uniche attraverso il conferimento di determinate abilità passive, quali l’aumento della costituzione, della destrezza o della forza, o di incantamenti.

Tale sistema permette, inoltre, di stabilire la qualità generale dell’oggetto: ci sarà il colore grigio per gli oggetti comuni, il verde per quelli rari, il blu per quelli unici e l’arancione per quelli leggendari.

“Durante le nostre avventure ci ritroveremo in diversi paesaggi, tutti ben realizzati, dove potremo fare nuove conoscenze, affrontare orchi feroci e incontrare nuovi avventurieri disposti ad unirsi a noi.”

Inoltre, come ogni gioco di ruolo che si rispetti, c’è il livellamento del personaggio e un albero delle abilità piuttosto classico, composto sia da abilità attive che passive. Per ogni nemico ucciso e per ogni missione completata verremo infatti ricompensati con dei punti esperienza, oltre che ovviamente con dell’oro o delle risorse a seconda dei casi. Per poter quindi salire di livello, occorre raggiungere una determinata quantità di punti esperienza e, solo dopo averla raggiunta, ci potremo recare presso il falò del nostro insediamento per scegliere quale abilità migliorare.

L’albero delle abilità si sviluppa in 4 sezioni: attacco corpo a corpo, armi da lancio, difesa e attacchi speciali. Ad ogni livello raggiunto avremo a disposizione un solo punto abilità da distribuire (questa caratteristica può essere considerata sia un pregio che un difetto, ma personalmente la trovo una componente a vantaggio del titolo, dato che fornisce una sensazione di mera soddisfazione nel giocatore ad ogni raggiungimento di livello).

Regions of Ruin

Le abilità racchiuse nei riquadri piccoli rappresentano le abilità passive, ossia quelle che forniscono bonus passivi durante il combattimento, mentre quelle nei riquadri più grandi sono le abilità attive e cioè quelle che vengono attivate manualmente dal giocatore durante le battaglie.

Tra le tante sfaccettature del gameplay non si può non fare menzione dei compagni, ossia dei personaggi che possono essere assoldati in cambio di oro nella locanda, grazie ai quali anche gli scontri più difficili diventano magicamente semplici. Ogni compagno ha delle proprie abilità e in base a queste un prezzo differente. Una volta assoldato però, un compagno non rimarrà per sempre al nostro fianco, infatti nei contratti che firmeremo con loro è ben specificato che, salvo eventuali proroghe, rimarranno con noi per un solo giorno.

A proposito dei combattimenti, non passa inosservato il fatto che il punto cardine delle battaglie è il tempismo, infatti è possibile attaccare ripetutamente i nemici senza essere colpito solo grazie all’utilizzo di questa capacità. Ma non è tutto, perché ad arricchire il gameplay giunge anche la modalità furtiva, grazie alla quale potremo nasconderci dietro gli oggetti presenti negli scenari e strisciare alle spalle dei nemici per assestargli un colpo mortale. La maggior parte delle volte però, questo non sarà possibile a causa o della mancanza di oggetti dietro i quali nasconderci oppure per il semplice fatto che i nemici saranno rivolti verso di noi.

Una nota negativa su questo aspetto è che i comandi, alle volte, risultano piuttosto elaborati, soprattutto se si tenta di saltare da un punto all’altro delle mura, cose che ho trovato decisamente estenuante visto che i comandi non sempre funzionano come previsto, evidentemente afflitti da qualche bug.

Ma non è tutto, perché oltre che a questa peculiarità non proprio positiva sopraggiungono anche due tematiche importanti, una relativa al prezzo un po’ alto e l’altra a riguardo della ripetitività, infatti andando avanti nel gioco si può notare come in tutti i luoghi che visiteremo l’obiettivo diventerà praticamente uno e uno solo: uccidere tutti i nemici presenti.

Grafica e sonoro

A livello grafico, il gioco si presenta con un aspetto piuttosto semplice, ma tuttavia piacevole. La grafica non fa un videogioco e questo ne è un chiaro esempio. È ovviamente un aspetto soggettivo del giocatore, pertanto potrebbe essere gradita o meno a seconda dei casi, per cui non sento la necessità di aggiungere questo aspetto tra i pro o i contro del titolo.

I paesaggi sono ricchi di numerosi dettagli e gli ambienti sono ben realizzati tra strutture, caverne e un sistema di illuminazione piuttosto curato.

Dal punto di vista sonoro invece, le musiche sono una delle colonne portanti del gioco. Sin dal menu principale infatti, veniamo “rapiti” da una colonna sonora in grado di riportare alla nostra mente un’atmosfera degna del titolo. Durante le nostre avventure quindi, non mancheranno di certo delle musiche caratteristiche capaci di farci godere a pieno dell’ambientazione di gioco.

Conclusione e valutazione finale

Considerando i vari aspetti del gioco sopra analizzati si evidenzia pertanto una buona valutazione del gioco, nonostante ci siano degli elementi che influiscono negativamente sul titolo. Tra questi ricordiamo la mancata localizzazione in italiano e un prezzo decisamente oneroso rispetto ai contenuti offerti e alla loro qualità. Oltre che ad una serie di bug riscontrati e ad una inevitabile ripetitività.

Ciò nonostante, le musiche, i paesaggi e in generale le meccaniche di gioco, rendono Regions of Ruin un titolo degno di essere giocato. Peraltro, essendo in accesso anticipato, potrà godere, in un prossimo futuro, di numerosi aggiornamenti atti a migliorare i contenuti di gioco e la qualità generale del prodotto. Per cui, per i motivi appena elencati e in base all’esperienza che ho maturato durante le mie avventure, la mia valutazione del gioco è positiva e corrisponde ad un 7 pieno.

Altre immagini

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IL VERDETTO

7
A CHI POTREBBE PIACERE?
A chi cerca un'avventura 2D ed apprezza gli elementi GDR e gestionali. E a chi non bada molto alla grafica.
PRO
  • Musiche che rendono bene l'atmosfera
  • Un sistema gestionale della città molto curato
  • Ambientazioni ben realizzate
CONTRO
  • A lungo andare, diventa ripetitivo
  • Costo piuttosto oneroso comparato alla qualità del prodotto
  • Qualche bug, ma nulla di grave
  • Lingua italiana assente

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows, Linux, Mac OS

Sviluppatore: Vox

Distributore: Poysky Productions

Data di uscita: 05/10/2017

Sito Ufficiale

PEGI: ND

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La paura porta alla rabbia, la rabbia porta all'odio, l'odio porta alla sofferenza. La paura è la via per il Lato Oscuro... quello degli RPG. Da buon amante dei giochi di ruolo ricerco in essi una forma d'arte e, ovviamente, anche una forma d'intrattenimento. Passate al Lato Oscuro, abbiamo il Level Up!

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