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Recensione Haven 2020-12-15T20:23:20+02:00

The Game Bakers, gli sviluppatori di Furi, gioco d’azione che più d’azione non si può, hanno deciso di prendersi una pausa da tanto movimento e di fare un RPG calmo, Haven. La definizione di “RPG romantico”, così da loro stessi definito, non potrebbe essere più azzeccata, nonché più francese di così. Ci troviamo infatti di fronte ad un misto tra una visual novel ed un RPG, con un preambolo decisamente inedito per quest’ultimi: impersoneremo una coppia di innamorati in fuga da un regime totalitario ed approdati su un pianeta semisconosciuto dove sono completamente soli.

Haven parte abbastanza lentamente, com’è logico aspettarsi dall’ambientazione, i due novelli Romeo e Giulietta sono in un ambiente sconosciuto, pertanto all’inizio non avremo una mappa, ed obiettivi ben poco definiti. Questa impostazione è stata una scelta da parte degli sviluppatori, stanchi di giochi con centinaia di quest, sottoquest, obiettivi, segnalini ecc. Va da sé che chi ama RPG con centinaia di personaggi, storie, e migliaia di pezzi di equipaggiamento possibili, può stare alla larga da Haven. Qui al massimo si potenziano un paio di aggeggi giusto due volte nel corso del gioco, e non ci sono punti esperienza da distribuire. Questo non vuol dire che non ci sia una crescita dei personaggi, attraverso dialoghi, combattimenti ed esplorazione aumentiamo il legame tra i due, il che eventualmente porta ad un brindisi (letteralmente) che ci avanza di livello, con conseguente aumento di statistiche come la potenza degli attacchi e punti vita.

La parte preponderante del gioco è l’esplorazione. L’obiettivo generale diventa ben presto quello di trovare i pezzi per riparare l’astronave, il che ci costringe ad esplorare la varie isolette fluttuanti, e soprattutto capire come andare da una all’altra. I controlli sono ben fatti, e muovere i personaggi è un piacere, ma c’è da dire che le isole, salvo qualcuna verso la fine, sono praticamente tutte uguali, ed il senso di meraviglia svanisce ben presto. A fare da contraltare c’è una direzione artistica di prim’ordine, e gli scenari sono sempre molto belli, tanto quanto i nostri due protagonisti.

Riguardo quest’ultimi, sono decisamente amabili, vanno (quasi) sempre d’accordo  e la storia non forza nessun dramma tra i due. Alcuni senz’altro troveranno questo simulatore di vita di coppia idilliaca noioso, ed è vero che la storia in sé può essere riassunta in dieci righe, ma i dialoghi sono ben scritti ed il doppiaggio è eccellente. Si tratta senz’altro di una questione di gusti, ma ho personalmente trascorso una decina di piacevoli ore in loro compagnia, che tuttavia potrebbero diventare stucchevoli se raddoppiate. The Game Baker ha fatto a mio parere una scelta saggia nel limitare la durata del gioco a dieci, quindici ore. La storia è pressoché lineare, anche se alcuni dettagli cambieranno in base alle nostre scelte, e ci sono due (o tre, a seconda di come si voglia contare) finali disponibili. La storia nel senso dell’intreccio non è il punto forte di Haven, ma i personaggi sono ben scritti, tanto che solo in due riescono a mandare avanti la narrazione in maniera interessante. Sembra più di essere di fronte ad uno spettacolo teatrale piuttosto che un film.

L’altra parte dove si svolge buona parte del gioco è all’interno dell’astronave, il Nido, dove potremo cucinare, creare oggetti, dormire, fare la doccia, conversare ed altre piccole attività che si sbloccano con il procedere del gioco e che ci premiano con scenette e dialoghi aggiuntivi.

C’è anche tutto un aspetto legato alla sopravvivenza, che va tanto di moda adesso, e la nostra coppia dovrà dormire, cucinare e nutrirsi regolarmente, previo raccoglimento dei necessari ingredienti. Una trovata interessante è quella di non avere una barra della fame o indicatori simili, ma semplicemente uno dei due commenterà durante il gioco che è affamato/a e che sarebbe il caso di fare una pausa.

Il combattimento è praticamente evitabile per quasi tutto il gioco, ma è ben fatto, specialmente se giocato in cooperativa. Usiamo entrambi i personaggi allo stesso tempo, e possiamo dare ordini in contemporanea usando i tasti direzionali o i pulsanti del pad (dispositivo consigliato per giocare). Caricando lo stesso attacco  contemporaneamente, ne avremo una versione più potente, inoltre possiamo usare tattiche come avere un personaggio dedito alla difesa e l’altro all’attacco, ed il tutto richiede una discreta coordinazione. Le opzione alla fine non sono molte, abbiamo solo due attacchi e la difesa, oltre ad una manciata di oggetti, ma questo è in linea con il resto del gioco e l’idea di un RPG semplificato.

In conclusione, Haven è un’esperienza abbastanza singolare. Non è certamente il nostro tipico RPG con abilità, livelli, esperienze, equipaggiamento e quant’altro. È probabilmente meno RPG degli ultimi Assassin’s Creed, ma, volutamente, è un gioco rilassante, sia sotto il profilo della giocabilità, che di storia e personaggi. Se volete passare una dozzina di ore volando tra bei panorami, baci, abbracci e cuoricini, Haven è il gioco giusto, e non ne troverete altri simili.

IL VERDETTO

8
A CHI POTREBBE PIACERE?
A chi cerca qualcosa di rilassante, semplice e differente dai soliti RPG.
PRO
  • Semplicità
  • Direzione artistica
  • Doppiaggio
  • Personaggi
CONTRO
  • Semplicità
  • Ambientazioni simili
  • Può essere ripetitivo

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows, PlayStation 4, Nintendo Switch

Sviluppatore: The Game Bakers

Distributore: The Game Bakers

Data di uscita: 03/12/2020

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PEGI: ND

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Gabriele Aroni
Giocatore sin dai tempi in cui a stupire era la grafica di Alone in the Dark, tra un videogioco e l’altro si occupa delle recensioni su RPG Italia. Quando non gioca per piacere trova il modo di farlo per lavoro, insegnando storia del design con Assassin’s Creed II e cercando scuse accademiche per usare videogiochi un po’ ovunque, dagli ospedali alle università.