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Recensione Fable III 2016-12-29T17:02:38+02:00
  • 20030

    Recensione Fable III

La terza incarnazione della visionaria saga action-rpg ideata dall’estro del grande Peter Molyneux, riceve una tiepida accoglienza da critica e pubblico. Scopriamo insieme in motivi per cui questa stella del firmamento videoludico non splende come dovrebbe.

Premessa

“Non tutto è come sembra”, credo sia la frase che al meglio descrive Fable III: lo descrive nella trama, lo descrive nel gameplay, lo descrive nelle dichiarazioni di Peter Molyneux, lo descrive nella stesura di questa recensione. Fable III è uno di quei titoli che un po’ spiazza, e non parlo solo della sua bizzarra ambientazione, ma del titolo in sé a 360°, ma procediamo con ordine.

Trama

Dopo la sconfitta della Malatorre (negli eventi narrati in Fable II, mai approdato su PC), Albion si trova nel pieno della rivoluzione industriale, dove fabbriche e inquinamento fanno tristemente da padroni. Ma non è solo l’inquinamento a funestare il regno: sul trono siede il maggiore dei due figli dell’Eroe che sconfisse la Malatorre, re Logan, che col pugno di ferro tiene soggiogata la popolazione e reprime qualsiasi forma di protesta. Quasi sull’orlo della rivoluzione inizia la storia del nostro eroe, il Principe, che opponendosi al fratello e con l’aiuto di vecchi e nuovi amici tenterà di iniziare una rivolta per destituire il malvagio fratello e liberare Albion, scoprendo tuttavia che non tutto è come sembra.

Fin qui quanto mi è dato di dire degli eventi che ci terranno compagnia durante lo svolgersi del gioco. Seppur la trama di per sè non sia troppo originale, l’idea di una rivoluzione è molto azzeccata, gli eventi del gioco ci spingono subito in quella strada sin dalle prime battute e i vari intermezzi narrativi riescono comunque a mantenere alto il livello di interesse, sebbene non raggiungano le vette di altri titoli.

Gameplay

Peter Molyneux è considerato da molti un visionario (non a torto) e anche la serie Fable come altri suoi titoli si discosta da giochi simili per ambientazione, grafica e meccaniche.

I giocatori più smaliziati troveranno lo stile e l’ambientazione di Fable III un po’ “fanciullesco”, sebbene il titolo tratti di temi maturi e spesso molto controversi.

Una scelta, per alcuni discutibile ma per altri azzeccata, è stata quella di dare al gioco uno stile “cartoonesco” e scherzoso, sicchè dialoghi, interazioni, personaggi, combattimento e persino i mostri manterranno questo stile giocoso, che tuttavia risulta piacevole se non si è dei maniaci dell’iper-realismo. Difatti per i puristi del genere molte cose possono far storcere il naso: il giocatore può accedere in ogni momento al Santuario, una sorta di stanza/menu in cui possiamo compiere azioni come cambiare abiti, armi, visualizzare obiettivi e ricompense, salvare o accedere alla mappa di gioco che ci permette di raggiungere qualsiasi locazione già scoperta attraverso un comodo viaggio rapido o di visualizzare le missioni disponibili presenti in una determinata area. E’ presente anche la “Strada per il Trono” che non è altro che la materializzazione degli avanzamenti di livello dove il nostro personaggio potrà acquisire nuove abilità e sbloccare nuove armi o magie, oltre che proseguire nell’avventura. Tutto molto “user friendly” quindi, indicato soprattutto per i neofiti del genere.

Anche la difficoltà di gioco è irrisoria, sia in combattimento sia in esplorazione (considerando l’espediente del cane trova-tesori che di fatto indica tutti i punti di interesse o la luce guida sul terreno che ti indica la destinazione della quest) e solo la modalità Sfida garantisce un discreto livello di..beh..sfida..sebbene anni luce dalle modalità incubo di Dragon Age 2. Spenderemo di più in pozioni, ma nulla di veramente impegnativo.

Le interazioni sociali, ossia il modo in cui ci approcceremo con i png di Fable III si riducono ad alcune scenette animate quali ruttare, fischiettare o baciare e serviranno a far propendere un personaggio verso amicizia o odio, che nella maggior parte dei casi serve soltanto a ottenere regali, sconti nei negozi, metter su famiglia o sbloccare miniquest.

Infine è presente un rudimentale sistema economico/gestionale che ci permetterà di acquistare case e negozi, tuttavia la maggior parte delle interazioni con le nostre proprietà sarà limitato all’aumento di affitti o prezzi (nel caso dei negozi) o nella ristrutturazione degli edifici, inclusi i mobili.

Quests

Il titolo, come ogni altro RPG, ha il proprio fulcro nelle quest che oltre ad essere un espediente per far proseguire la trama assumono anche il ruolo di mini-racconti che servono a spezzare la monotonia del titolo tra un passaggio di area e l’altro. Dalle prime battute di gioco infatti, le quest della trama verranno affiancate da svariate side-quest che non sono poi così secondarie. Infatti per proseguire nel racconto e raccogliere “seguaci”, oltre che per acquisire miglioramenti per il proprio personaggio, dovremo soddisfare alcuni requisiti indicati da dei “sigilli della gilda” che accumuleremo ad ogni risoluzione di quest o durante i combattimenti. Pertanto saremo spinti a svolgere il maggior numero di missioni, che si dimostreranno fortunatamente sempre divertenti. Per fare alcuni esempi di ciò che il giocatore affronterà come quest nel bizzarro mondo di Fable III potrà capitare di dover aiutare un contadino a raccogliere i suoi polli travestito da…Pollo! O partecipare a una sessione di D&D con tre maghi in qualità di pedina o ancora aiutare uno strano giardiniere a raccogliere i suoi “gnomi da giardino malvagi” in giro per Albion.

Sono molte le quest che strapperanno un sorriso al giocatore, anche se non tutto è oro quel che luccica. Le “missioni relazionali”, cioè quelle che riceveremo quando ci faremo degli amici tra la popolazione, sono piuttosto ripetitive (trova oggetto o trasporta oggetto) e ci spingeranno ad evitare le interazioni sociali per evitare queste noiose ricerche.

Il sistema di scelte è piuttosto lineare, due opzioni una “buona” l’altra “malvagia” (tra l’altro anche indicate da una luce bluastra quella buona e da fiamme infernali quella cattiva, giusto per non sbagliare) sebbene il sistema nella sua semplicità nasconda dei risvolti interessanti. Non sempre la linea di demarcazione tra bene e male sarà netta e spesso si dovrà scegliere il male minore (un esempio esplicativo è sicuramente la seconda parte di gioco, ossia nei panni del re quando dovremo prendere decisioni apparentemente malvagie per il bene del regno).

Soprattutto nella seconda parte di gioco le scelte saranno presenti in quasi tutte le quest e ci porteranno spesso a cambiare il nostro stile di gioco e renderlo meno lineare di ciò che a prima vista potesse sembrare. A proposito di stile di gioco è da segnalare che lo svolgersi delle quest, le scelte intraprese e persino i combattimenti influiranno anche sull’aspetto del proprio personaggio che muterà in base al nostro allineamento (variando dall’angelico all’infernale, sul vero senso della parola).

Combattimento

Sicuramente l’aspetto che maggiormente preme al 90% dei giocatori. Il sistema di combattimento di Fable III mantiene intatta la tradizione della saga: semplicità allo stato puro.

Abbiamo 3 stili di combattimento: corpo a corpo, distanza e magia.

Spade e Martelli fanno da padroni nel corpo a corpo, generalmente si tratterà principalmente di cliccare come forsennati sul tasto sinistro del mouse alternando fasi di blocco col tasto destro o schivate per i nemici più ostici, niente di particolarmente impegnativo tranne in caso di gruppi molto folti di nemici.

Per le armi a distanza sono presenti due tipi di armi da fuoco, pistole e fucili. Le prime adatte a scontri ravvicinati hanno dalla loro la velocità di attacco, mentre con i fucili avremo la massima potenza disponibile a distanza. Il sistema di puntamento è automatico, ci si gira verso il bersaglio è giù di click con il tasto sinistro, anche se è presente una modalità di mira (cliccando col tasto destro del mouse) che permette di eliminare i nemici più ostici con colpi alla testa o sparando a barili esplosivi nelle vicinanze dei nemici.

Infine la magia, presente nella forma di “manopole” del fuoco, dell’aria, del ghiaccio, del fulmine e della spinta, permette di scatenare gli elementi contro singoli nemici o ad verso l’area che circonda il proprio personaggio. Da menzionare un sistema avanzato di combinazione delle manopole che permette di miscelare gli effetti delle magie in modo da sfruttare al meglio ogni singola manopola (un esempio può essere una combinazione tra fuoco e aria che permette di creare autentici tornado di fuoco contro i nemici).

Per quanto riguarda l’IA dei nemici in campo è molto lineare e prevedibile. In generale i nemici cercheranno di sfruttare il numero e accerchiare il nostro PG ma non si spingeranno a tattiche più elaborate, anche nel caso di nemici magici che si limiteranno ad evocare altri mostri o lanciare qualche incantesimo di media potenza contro di noi.

Grafica & Audio

Ogni giocatore per PC credo che odi il cosidetto “porting” dei titoli console, sebbene il titolo si presenti graficamente ineccepibile dimostra pur sempre la sua provenienza da console di passata generazione non sfruttando a pieno i vari filtri grafici e Shader attualmente disponibili in molti titoli per Windows, sebbene rispetto alla sua versione xbox si possano notare ottimi miglioramenti nell’illuminazione in tempo reale, nella gestione delle ombre ed infine negli effetti grafici in generale (soprattuto i vari effetti di smoothing sono molto piacevoli). Tirando le somme una buona grafica ma pur sempre limitata dalla sua provenienza console. 
L’audio si dimostra piuttosto piatto, qualche buona base musicale soprattutto durante i combattimenti ma niente che lasci gridare al capolavoro, piacevole ma mi sarei aspettato qualcosa di più incisivo. 

Conclusioni

Analizzato quindi nei suoi vari aspetti possiamo dire che Fable III è un titolo dalle ottime potenzialità ma mal sfruttate. Peter Molyneux ha creato un aspettativa più alta di quella che in realtà il gioco avrebbe soddisfatto decantando caratteristiche che alla prova dei fatti si son dimostrati fin troppo semplici e poco incisive.

Il sistema sociale, in un gioco che fa della rivoluzione e della raccolta di seguaci il suo fulcro, è fin troppo banale: qualunque azione si compia o qualunque traguardo si raggiunga i png reagiscono in maniera apatica, limitandosi a qualche frase in riferimento al proprio aspetto o alle quest svolte.

Per fare un esempio a causa di una determinata quest, durante una mia partita, mi ritrovai con un intera cittadina che sulla carta mi “odiava” (ossia la barra sociale di tutti i png era su odio), ma che di fatto non reagiva in alcun modo nei miei confronti: i mercanti continuavano a vendermi le merci, la gente continuava a parlare con me e qualcuno mi faceva addirittura qualche regalo (la spiegazione che viene data in gioco è che ti temono a tal punto che per tenerti buono ti fanno dei regali, cosa che ovviamente è ridicola).

L’interazione col mondo di gioco è ridotta all’osso e sebbene sia presente la possibilità di comprare negozi e case, cosa che in teoria dovrebbe aggiungere un aspetto gestionale al titolo, si risolve in poche opzioni. Positivo è l’impatto di alcune decisioni sulle location (soprattutto nella seconda parte dell’avventura, ossia quando prenderemo il controllo del regno) in quanto mostreranno gli effetti delle nostre azioni, ma anche questo aspetto è stato trattato in maniera superficiale e in concreto si tramuterà solo in un cambio di scenografia.

Insomma Fable III non convince, sembra di avere di fronte un titolo a cui manca qualcosa. E’ piacevole e sicuramente regalerà qualche oretta di divertimento anche ai giocatori più smaliziati, tuttavia alcune scelte sbagliate, il mancato sviluppo di alcune buone idee solo accennate e in generale l’estrema semplicità del gioco, rendono Fable III solo un buon titolo e non una pietra miliare del genere, come giustamente ci si aspettava dalle varie dichiarazioni rilasciate dai membri di Lionhead Studios.

Concludendo quindi consiglio Fable III ai neofiti del genere e a chi cerca un gioco spensierato e visivamente accattivante per passare qualche ora di divertimento. Ma se aspettate qualcosa che faccia da palliativo fino all’uscita di TES: Skyrim, beh guardate altrove c’è sicuramente di meglio.