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Recensione Baldur’s Gate: Enhanced Edition 2016-11-27T11:24:41+00:00
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    Recensione Baldur’s Gate: Enhanced Edition

Baldur’s Gate è un RPG rilasciato nel 1998 da BioWare (la software house canadese che ci ha regalato molti capolavori, come i recenti Dragon Age e Mass Effect) con la collaborazione della defunta Black Isle Studios, una divisione di Interplay dedicata unicamente alla produzione di RPG.

In questa recensione tratteremo della versione Windows di Baldur’s Gate: Enhanced Edition uscita su PC il 28 Novembre 2012, un’edizione “potenziata” sotto l’aspetto grafico e dei contenuti nonché dei numerosi bug risolti sia con la versione 1.00 che con le successive patch rilasciate con regolarità come promesso. Dovrebbe essere una cosa nota ma è sempre meglio ripetere l’ovvio piuttosto che lasciare il lettore nell’ignoranza: ormai tutte le versioni in commercio di questo titolo (Enhanced Edition inclusa) contengono anche l’espansione Tales of the Sword Coast. Tale espansione non modifica nulla di già esistente ma aggiunge tre quest molto polpose con relative nuove aree da esplorare liberamente. Oltre a ciò, questa versione “potenziata”  offre alcuni contenuti inediti che riguardano tre compagni di viaggio (di cui parleremo in seguito) e “The Black Pits”, una sorta di arena (o mega-dungeon se preferite) che si focalizza moltissimo su di un’esperienza prettamente combattiva.

Questo gioco ci catapulta nell’universo di Dungeons&Dragons, il gioco di ruolo cartaceo che ha inventato il genere (nel senso moderno del termine) e che vanta innumerevoli imitazioni. Vivremo le nostre avventure nel mondo di Faerun, in quelle terre che prendono il nome di Costa della Spada. Potremo apprendere qualche informazione su questa regione leggendo il manuale di Baldur’s Gate, per di più scritto da Volothamp Geddarm, un eccentrico scrittore che incontreremo sia in questo capitolo che nel suo seguito… Ma anche in Storm of Zehir, un RPG del 2009 ambientato anch’esso in questa regione. Questo non è un semplice RPG ispirato a D&D, ne rappresenta altresì una vera e propria immersione nel vastissimo e ineguagliabile lore che ha da offrire, tralasciando tutti gli ovvi vincoli che vengono posti dal supporto di un computer.

La nostra avventura comincerà a Candlekeep, un’appartata fortezza-monastero molto chiusa agli stranieri e popolata da alcuni monaci che hanno deciso di dedicare la loro vita allo studio e alla preservazione della Conoscenza. Per farvi capire quale sia il suo grado di reclusione, sappiate che ogni visitatore non potrà soggiornarvi per più di dieci giorni e potrà chiedere una nuova ammissione solo dopo che sia trascorso almeno un mese di tempo, sempre che abbia con sé un tomo di grandissimo pregio e valore da offrire ai monaci. Insomma, Candlekeep si avvicina a qualcosa di molto simile al monastero di Monte Athos. L’eroe principale di questa storia (voi) inizia la sua avventura in questa piccola isola di tranquillità e solitudine spersa nel mare di pericoli che popolano la Costa della Spada, il cui nome già dovrebbe suggerirvi qualcosa in merito alla sua fama di luogo non proprio adatto per la villeggiatura. Leggendo il prologo e la vostra biografia (che potrete comunque cambiare a vostro piacimento) apprenderete che siete un orfano fin dalla nascita e che la vostra famiglia è composta unicamente dal vostro padre adottivo Gorion, un mago che dimora a Candlekeep.

 

Il prologo che precede l'inizio della nostra avventura. Sullo sfondo, la fortezza-monastero di Candlekeep.

Il prologo che precede l’inizio della nostra avventura. Sullo sfondo, la fortezza-monastero di Candlekeep.

 

All’inizio dell’avventura muoverete i vostri primi passi nel cortile di questo tranquillissimo eremo: potrete familiarizzare con il combat system, con il sistema dei dialoghi e su come risolvere qualche semplice quest. Ben presto però dovrete abbandonare quella che per ben vent’anni è stata la vostra casa (o prigione dorata, dipende dai gusti) e affrontare da soli il mondo esterno, una compagine di terre selvagge irte di pericoli e a cui, inizialmente, sarete completamente impreparati. Come affrontare in maniera adeguata tutto ciò? Prima di tutto dovrete decidere chi sarete, ovvero, dovrete creare il vostro personaggio.

 

Ben presto scopriremo che il mondo là fuori è molto pericoloso.

Ben presto scopriremo che il mondo là fuori è molto pericoloso.

 

CREAZIONE DEL PERSONAGGIO… COME D&D COMANDA

Il sistema su cui si basa il ruleset di Baldur’s Gate è quello della seconda edizione di AD&D (Advanced Dungeon&Dragons).

In ordine sequenziale potremo scegliere sesso, razza, classe, allineamento, caratteristiche, abilità, ritratto e il nostro nome. Rispetto alla versione base del 1998, l’Enhanced Edition aggiunge la descrizione per i malus e i bonus di ciascuna razza e classe, comprese le varie sottoclassi. La scelta delle caratteristiche merita una piccola menzione a parte: ad ogni attributo verrà assegnato un certo valore numerico. Avremo a disposizione un tasto “Ritira”: cliccandoci sopra il computer genererà un lancio casuale per ogni attributo. Il tasto “Ritira” potrà essere cliccato infinite volte (almeno fintanto che il vostro dito non verrà colpito da dolorosi crampi) e tenete conto che potrete comunque, in ogni momento, decidere come distribuire al meglio il vostro punteggio tra i vari attributi. I valori numerici saranno sommati in un “punteggio totale” attraverso il quale potrete prendere nota all’istante di quanto sia stato fortunato un particolare tiro. Una nota molto importante è rappresentata dal fatto che potrete memorizzare un tiro particolarmente fortunato così, quando sarete stanchi dalle infinite prove, lo potrete richiamare immediatamente per poi iniziare subito la partita. Per quanto riguarda le abilità, sappiate che BG: EE fa uso del sistema di Baldur’s Gate II, di conseguenza potrete specializzarvi in particolari stili di combattimento. Allo stesso modo, tutte le classi e sottoclassi che a suo tempo furono introdotte solo con il secondo capitolo sono già disponibili direttamente nella Enhanced Edition.

Questo breve sunto è più che sufficiente per presentarvi l’intero processo, infatti durante la creazione del vostro personaggio avrete a disposizione moltissime e accurate descrizioni a proposito di qualsiasi particolare, il tutto mantenuto nella più fedele tradizione di D&D. La cosa di cui presto vi accorgerete è la quantità di tempo speso per leggere: non è un caso che questa caratteristica si riscontri fin dai primi momenti del gioco perché vi accompagnerà fino al termine delle vostre avventure. Non rimanete impauriti dalla grande quantità di testo, questo gioco ne fa un uso spropositato ed eccezionale proprio per aumentare la profondità dell’esperienza videoludica che vuole offrire. Una piccola nota per i neofiti: nella vostra scheda del personaggio noterete una caratteristica denominata THAC0 (To Hit Armor Class Zero). Sappiate che quanto più questo valore è basso, quanto più è probabile che colpirete un vostro avversario, quindi non vi allarmate se vedrete diminuirlo salendo di livello. Andando nei dettagli tecnici, dovete sottrarre al valore THAC0 quello della Classe Armatura del vostro nemico: otterrete così il valore che dovete superare con il tiro di un dado virtuale numerato da 1 a 20 (controllato dal computer) affinché il colpo possa andare a segno infliggendo danni.

 

I VIAGGI SI FANNO MEGLIO IN COMPAGNIA

La classificazione di Baldur’s Gate prevede di definirlo come un RPG isometrico 2D story-driven, party-based, con combattimenti in tempo reale aventi la possibilità di mettere il gioco in pausa. Tutta questa classificazione può essere sintetizzata nella semplice dizione “RPG Old School” o in quella più “integralista” di IE game (Infinity Engine game, dal nome del motore grafico), qualcosa che ormai pare essersi dissolto tra le fauci del mercato mainstream in cui si prediligono molto di più l’azione e l’immediatezza a discapito di un utilizzo massiccio di linee di testo e di combattimenti strategici. Il mondo di Baldur’s Gate è vivo, ricco di PNG unici e creature ostili, molto dettagliato anche nei più piccoli particolari. Potremo esplorare questo mondo primariamente attraverso una mappa che ci condurrà nei luoghi di maggiore interesse (per esempio, le miniere di ferro di Nashkel) e secondariamente potremo esplorare il mondo di gioco ad un livello locale, con possibilità di vagare personalmente in ogni angolo di tutta la superficie calpestabile.

 

Il primo dei nostri compagni che si unirà a noi.

Il primo dei nostri compagni che si unirà a noi.

 

 E’ chiaro che diventa un’impresa molto ardua affrontare tutte le peripezie e risolvere le nostre problematiche rimanendo soli, ma per fortuna avremo fin da subito la possibilità di reclutare alcuni compagni di viaggio. Come potremo trovarli? Domanda a cui si risponde molto facilmente affermando che nella stragrande maggioranza dei casi saranno loro a trovare noi. Essi, nel loro insieme, rappresentano un coacervo di una grande fetta di popolazione presente nella Costa della Spada: potremo avere in gran parte umani ma anche gnomi, halfling, elfi, mezzelfi e nani. Ognuno di questi personaggi apparterrà ad una determinata classe o multiclasse e cosa più importante avrà un proprio allineamento, quindi una propria precisa propensione nei riguardi del male o del bene. Infine ognuno di essi disporrà di una piccola storia personale. Sebbene i loro comportamenti siano leggermente stereotipati e le loro storie non molto approfondite, saranno disponibili in tutto il gioco ben 28 compagni reclutabili incluso l’indimenticabile Minsc: ai 25 personaggi della vecchia versione base si aggiungono la maga selvaggia Neera, la guardia nera Dorn Il-Khan e il monaco Rasaad yn Bashir, ciascuno dei quali offre una questline di ben quattro ore. Tutti questi personaggi si uniranno a noi primariamente  per poter ricevere un aiuto nel risolvere i loro problemi e solo in rarissimi casi saranno mossi dai vincoli dettati da antichi legami e amicizie. La prima saggia distinzione che dovremo attuare tra i nostri compagni sarà quella di differenziare i buoni dai cattivi.

 

Uno dei vostri compagni malvagi, votato alla vendetta.

Uno dei vostri compagni malvagi, votato alla vendetta.

 

Infatti per ogni azione che compiremo vedremo variare il punteggio della nostra Reputazione; ad azioni buone corrisponderanno valori positivi mentre ad azioni malvagie valori negativi. Se diventeremo “troppo” buoni o “troppo” malvagi alcuni nostri compagni potrebbero decidere di non seguire più il nostro comando e di abbandonarci definitivamente, quindi è molto probabile che in un modo o nell’altro potreste essere costretti ad attuare un filtro tra i vostri seguaci e di sottoporli ad una certa scrematura, tenendo conto che se farete troppo i cattivoni potreste ritrovarvi nella lista delle persone ricercate, e non sorprendetevi se all’entrata di una città le guardie tenteranno di arrestarvi a vista. Oltre a questo “piccolo” effetto collaterale noterete che più la vostra reputazione sarà bassa e quanto più alti saranno i prezzi dei vari mercanti.

Nonostante questo sappiate che fare il cattivo ha comunque i suoi vantaggi, diciamo che un personaggio malvagio “gode” di maggiori libertà personali. Le meccaniche che regolano la gestione dei vostri compagni di viaggio sono molo semplici. Tenete conto che il vostro party non potrà mai superare i sei elementi totali e ci sono alcuni compagni “appaiati”: se volete nel vostro party almeno uno fra di essi sarete obbligati ad inglobare anche la sua controparte. Se mai uno dei vostri personaggi perirà in combattimento, potrete riportarlo in vita visitando il tempio più vicino e pagando una cospicua somma di denaro.

 

GIUDIZI E PREGIUDIZI

Al giorno d’oggi un gioco come Baldur’s Gate risulterà un po’ ostico per coloro che negli ultimi anni si sono assuefatti sempre di più a quei giochi che offrono un ritmo molto incalzante, quelli che pongono una grande enfasi sulla componente action, quei giochi che hanno portato una grande semplificazione nel gameplay e si soffermano grandemente sulla spettacolarità di una scena costruita grazie alle grandi potenzialità di un motore grafico.

Baldur’s Gate è un capolavoro che va gustato con queste premesse: offre qualcosa a cui ormai siamo poco abituati, ogni descrizione si sviluppa in maniera molto accurata e con un utilizzo massivo di innumerevoli linee di testo, perfino entrati in una taverna scopriremo che ogni avventore avrà da dirci qualcosa di suo, una frase che proferirà solo quel particolare PNG e nessun altro, potremmo ottenere un generico commento che fa riferimento alle vicende più importanti che stanno colpendo la regione oppure a qualcosa che riguarda vicende prettamente personali e legate al normale vivere quotidiano. I testi di Baldur’s Gate, oltre che gestire l’epicità della storia, fornire accurate descrizioni di oggetti e incantesimi, dare una piccola frase e personalità ai vari PNG, introducono molto spesso delle situazioni comiche che porteranno al giocatore piacevoli momenti di ilarità, un ruolo non indifferente nell’intrattenimento che vuole offrire questo titolo.  Baldur’s Gate è un gioco coinvolgente ma bisogna adeguarsi ai suoi ritmi, sono più lenti rispetto a quelli dei titoli moderni (basti pensare al fatto che i membri del nostro party non potranno correre ma solo camminare) ma al contempo molto più sostanziosi e densi. Stessa cosa per quanto riguarda il combattimento: la componente action è completamente assente a favore di un meccanismo che predilige un’interpretazione strategica e riflessiva, sia prima di entrare in battaglia che durante, specialmente nei primi momenti di gioco e soprattutto se vi piace usare la magia. D’altra parte non sarebbe potuto essere altrimenti per un videogioco che si ispira a D&D. Un consiglio: esiste il tasto pausa, usatelo spesso!

Una notevole parte dell’intrattenimento deriva anche dalla trama principale: quando giungerete al suo compimento finale capirete che tutto sommato non rappresenta qualcosa di eccezionale, però durante tutto il corso della main quest questo dubbio non vi si presenterà mai, infatti la narrazione è stata molto abile nel nascondere una trama semplice in un dipanarsi della storia molto articolato, condito di particolari coloriti e che si rivela pienamente solo nelle parti finali del gioco.

 

QUANTO CONVIENE?

Non c’è dubbio che con l’uscita dell’Enhanced Edition siano sorte anche alcune polemiche riguardanti il rapporto tra il prezzo richiesto e ciò che questo titolo ha da offrire. Quasi sempre si fa il confronto tra la versione reperibile su gog.com ($9.99) e quella venduta da Overhaul Games ($19.99). Si preavvisa al lettore che la seguente digressione è valida solo per la versione Windows PC, chi volesse giocare a Baldur’s Gate su Mac OS X o su iPad dovrà necessariamente acquistare l’Enhanced Edition. Non voglio in questa recensione darvi un consiglio definitivo su di un possibile acquisto di questa edizione “potenziata”, ma piuttosto darvi quante più informazioni possibili grazie alle quali voi, e soltanto voi, possiate farvi idée più chiare per poi poter decider successivamente con maggiore facilità.

Innanzitutto per noi italiani il problema dell’acquisto di Baldur’s Gate: Enhanced Edition può vertere sul fatto che la versione originale godeva sicuramente di una traduzione italiana ma pur altrettanto certamente possiamo affermare che tale traduzione, nel corso degli anni, non ha fatto altro che muovere grande pietà nei cuori di moltissimi giocatori (una perifrasi molto eufemistica per dire che in realtà la localizzazione italiana nel lontano 1998 faceva abbastanza schifo).

Se non ve la cavate bene con la lingua inglese e non la comprendete in maniera sicura, desidererete certamente una versione in italiano… Possibilmente un buon italiano che sia soprattutto fedele alla versione originale. Grazie al lavoro certosino, gratuito e completamente volontario di pochi appassionati, oggi è possibile gustarsi questo gioco in tutto il suo splendore in una traduzione riveduta e aggiornata che, senza alcuna remora, io definisco come eccellente e che è possibile reperire solo attraverso l’Enhanced Edition.

 

Grazie alla nuova traduzione, è possibile gustarsi anche i dialoghi più complessi e divertenti.

Grazie alla nuova traduzione, è possibile gustarsi anche i dialoghi più complessi e divertenti.

 

Il gioco base aveva numerosi bug e oltretutto una risoluzione abbastanza bassa (d’altra parte uscì nel 1998). I bug erano risolvibili attraverso appositi mod, mentre la risoluzione era configurabile attraverso il Widescreen mod con varie opzioni a seconda dello schermo. In Baldur’s Gate: Enhanced Edition il numero di bug risolti e di miglioramenti nel sistema di gioco è pari a 800 (al momento), includendo trigger e opcode precedentemente non funzionanti che sono stati “aggiustati” e sono ora a disposizione degli sviluppatori e dei modder. Ovviamente, tenuto conto di questo, si palesa molto bene di come non sia necessaria l’installazione di alcun fixpack. Tuttavia nel corso di questo processo sono stati introdotti nuovi bug che hanno richiesto lo sviluppo di apposite patch per poter essere corretti. La risoluzione invece può assumere un unico valore, pari a quello della  risoluzione nativa dello schermo, fino ad un valore massimo di 2880×1880. Non è stata concessa alcuna possibilità di personalizzazione perché la risoluzione nativa è quella che garantisce il risultato graficamente migliore. Si ricorda che l’Enahnced Edition nasceva, originariamente, con l’obiettivo di creare un Baldur’s Gate in alta definzione. Purtroppo gli asset grafici originali sono andati perduti e quindi non è stato possibile realizzare una versione HD. Per ovviare a questo è stato applicato l’algoritmo di upscaling più potente ad oggi disponibile, il Cut-Mull Rom Bicubic Filtering, che consente al gioco di mantenere un aspetto godibile anche zoommando a risoluzioni più elevate (fermi restando i limiti degli asset con cui gli sviluppatori hanno dovuto lavorare).  C’è da dire, comunque, che esiste un  banco di prova in cui Beamdog non ha soddisfatto le aspettative: trattasi della modalità multigiocatore. Benché presenti miglioramenti significativi rispetto alla versione del 1998, al momento dell’uscita del gioco presentava seri problemi di stabilità. Ancora oggi non mancano le critiche di quanti sostengono che Beamdog non abbia dato la giusta attenzione su questa modalità di gioco.

Oltre a questo sappiate che, nel corso degli anni, i contenuti di Baldur’s Gate sono stati ampliati notevolmente grazie ai mod creati da parte di innumerevoli fan. Questi mod sono ovviamente compatibili con la versione base ma, per l’Enhanced Edition,  hanno bisogno di attraversare un processo di ottimizzazione. Questo lavoro viene portato avanti sia dagli sviluppatori di Beamdog (tra cui figurano anche alcuni degli stessi modder) sia dagli altri autori che si sono ridestati in questa occasione proprio per rendere le loro creazioni compatibili anche con l’Enhanced Edition. Al momento presente non tutti i mod sono immediatamente disponibili ma, con il passare del tempo, lo saranno e anche in grande numero. Tenete presente inoltre che  solo l’Enhanced Edition rende disponibili alcuni contenuti inediti: oltre alla già menzionata “The Black Pits” (definibile come un’arena da combattimento), avremo tre nuovi compagni di viaggio (Rasaad yn Bashir, Dorn Il-Khan, Neera) che aggiungeranno ciascuno quattro ore aggiuntive di gameplay arricchendo l’esperienza di gioco tramite romance, missioni personali e dialoghi con il protagonista.

 

Neera, una maga selvaggia molto briosa.

Neera, una maga selvaggia molto briosa.

 

Concludiamo questa breve sequela di considerazioni con una affermazione basata sulla semplice onestà di un videogiocatore come tanti altri. Una qualità sopra ogni altra rimane ineluttabile: Baldur’s Gate è un RPG che ha segnato la storia videoludica e che ai suoi tempi fu capace di confermare in maniera assoluta la rinascita dei videogiochi di ruolo. Tra l’altro ancora oggi rappresenta una pietra miliare in grado di esemplificare molto bene cosa rende vivo il “giocare di ruolo”. Sia che giochiate a Baldur’s Gate nella Enhanced Edition o nella sua versione base, rimarrà comunque una bella esperienza: così lo è stata per me e spero che lo stesso possa valere per voi.

IL VERDETTO

8
A CHI POTREBBE PIACERE?
A chi è un appassionato del mondo di D&D e vuole immergersi in un RPG vasto e pervaso da una densa atmosfera letteraria.
PRO
  • Una nuova, ottima traduzione italiana
  • Ha segnato la storia degli RPG
  • Una mole di contenuti mastodontica
  • Aggiunta delle funzionalità di BG2
CONTRO
  • Modalità multiplayer non soddisfacente
  • Avremmo voluto più contenuti inediti
  • Il prezzo ha generato molte critiche

DATI DEL GIOCO

Piattaforme: Windows, Linux, Mac OS, Tablet

Sviluppatore: Overhaul Games

Distributore: Beamdog

Data di uscita: 28/11/2012

Sito Ufficiale

Spazio dedicato nel forum

PEGI: 16+

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