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Recensione Commandos: Origins

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da Darth Vader, 8 Maggio 2025.

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  1. Darth Vader

    Darth Vader Colui che tutto vede Amministratore

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    RECENSIONE COMMANDOS: ORIGINS

    Il ritorno di una saga storica nel panorama videoludico è sempre un evento carico di aspettative, soprattutto se si parla di una delle serie strategiche più amate dai fan del genere stealth-tattico in tempo reale: Commandos. Dopo un silenzio durato anni, Commandos: Origins arriva con l’ambizioso intento di raccontare la nascita della storica squadra, portandoci nelle prime missioni che hanno cementato il loro legame durante la Seconda Guerra Mondiale.

    Ma dietro l’apparenza nostalgica e le buone intenzioni, questo nuovo capitolo si rivela un prodotto altalenante, diviso tra idee promettenti ed una realizzazione che fatica a reggere sia dal punto di vista tecnico che ludico.

    Un ritorno tattico… solo in parte

    La campagna di Commandos: Origins è organizzata in missioni dalla complessità crescente. Le prime fungono da introduzione per i nuovi giocatori, mentre le successive iniziano a mostrare un level design più articolato. Il ritmo si mantiene solido fino alla fine e la longevità complessiva è buona, anche grazie alla presenza di obiettivi secondari. Tuttavia, questi obiettivi risultano del tutto scollegati dalla trama, riducendosi a sfide opzionali che servono solo ad allungare la durata della missione. Il loro completamento non ha alcun impatto né sugli eventi né sullo sviluppo dei personaggi, ad eccezione di qualcuno.

    Anche il design delle missioni, purtroppo, soffre di una certa rigidità. Sebbene si tratti di mappe visivamente ampie e teoricamente ricche di alternative, nella pratica le possibilità per procedere sono quasi sempre limitate a una o due opzioni. Questo va a minare profondamente uno degli aspetti più affascinanti della serie originale: la libertà tattica. Dove prima era possibile affrontare una situazione in modi radicalmente diversi, sfruttando l’ambiente, travestimenti o approcci non convenzionali, ora ci si trova spesso costretti a seguire un’unica via “giusta”, quasi guidata.

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    Una narrazione funzionale ma non memorabile

    L’aspetto narrativo di Commandos: Origins riesce, almeno in parte, a salvare la faccia. Senza strafare o ambire a grandi svolte drammatiche, il gioco costruisce una struttura narrativa solida, con dialoghi in missione ben scritti che permettono di percepire l’evoluzione dei rapporti tra i membri della squadra. Questa componente, pur nella sua semplicità, funziona: ci si sente effettivamente parte di una formazione che sta nascendo e crescendo, e si intravedono i legami che porteranno poi agli eventi dei capitoli classici.

    Un motore tecnico instabile

    Dal punto di vista tecnico, Commandos: Origins si dimostra purtroppo instabile e poco ottimizzato. Nei livelli più grandi si registrano frequenti cali di framerate, anche su configurazioni di fascia alta, e scatti fastidiosi che rendono difficoltosa anche l’esecuzione delle azioni più basilari. La situazione peggiora con i crash: troppo frequenti e spesso imprevedibili, obbligano il giocatore a riavviare il gioco e compromettono seriamente la continuità dell’esperienza.

    A rendere la situazione ancora più frustrante c’è un'IA poco interattiva. Il cono visivo dei nemici cambia quando si carica una partita, generando confusione e rendendo inutili strategie basate su precedenti osservazioni. Inoltre, i coni visivi spesso non riflettono la realtà, portando i nemici a notare movimenti che sulla carta non dovrebbero vedere, o al contrario ad ignorare evidenti minacce.

    Commandos-Origins-Screenshot-7n9ksxV6REkYin-min-320x202.png Commandos-Origins-Screenshot-5eE0EABJRDEBBA-min-320x202.png Commandos-Origins-Screenshot-1N8dMoHqGCWiCl-min-320x202.png

    Gameplay semplificato: accessibile ma privo di spessore

    Una delle critiche più pesanti mosse al gioco riguarda la semplificazione del gameplay rispetto ai suoi predecessori. Non è più presente un sistema di inventario: i commando non raccolgono oggetti, non si possono depredare i nemici, né esplorare gli ambienti in cerca di attrezzature, chiavi o risorse utili. Gli armadietti, le casse e i mobili interattivi sono scomparsi, così come elementi strategici fondamentali come i campi minati o la possibilità di utilizzare l'esplorazione subacquea.

    Questa scelta rende il gioco più accessibile, ma elimina gran parte della profondità tattica che aveva reso iconica la serie. La varietà e l’imprevedibilità delle missioni si riducono, lasciando spazio ad un’esperienza più lineare, meno flessibile e, in ultima analisi, meno coinvolgente.

    Una base narrativa c’è, ma il gameplay non regge

    In definitiva, Commandos: Origins mostra di avere buone intenzioni e qualche spunto riuscito, soprattutto a livello narrativo. La caratterizzazione del team, la buona progressione delle missioni e la possibilità di rivedere i protagonisti classici in una nuova luce rappresentano i punti di forza del gioco.

    Tuttavia, tutti questi aspetti positivi vengono soffocati da una realizzazione tecnica deludente e da un gameplay privo di ambizione, che rinuncia a quella complessità che aveva definito il cuore della serie. A ciò si aggiunge un level design rigido, in cui la mancanza di libertà decisionale riduce il coinvolgimento del giocatore a mero esecutore di una sequenza predefinita.

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    Conclusione
    Commandos: Origins aveva tutte le carte in regola per rilanciare un brand amato e farlo conoscere anche alle nuove generazioni. Purtroppo, il prodotto finale è un compromesso debole, che sceglie la strada della semplificazione e della prudenza anziché osare. La narrativa è funzionale e alcune missioni riescono a regalare brividi tattici, ma il peso delle mancanze, tecniche e ludiche, è troppo grande per essere ignorato.

    Il risultato è un gioco che potrebbe attrarre i fan per pura nostalgia, ma che rischia di deluderli profondamente. E per i neofiti, rappresenta un’introduzione poco brillante ad un universo che un tempo brillava per originalità e profondità strategica.
     
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  2. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Il migliore resta il 2 (nella sua versione originale)
     
  3. Crotalus

    Crotalus Livello 1

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    Darth, guarda che il primo Commandos, e relativa espansione, aveva le risorse dei personaggi limitate. Eri tu che dovevi ingegnarti sul come trovare il modo di finire la missione. Era più tattica e cervellotica, ed a mio parere, soddisfacente. Con Commandos 2, hanno introdotto la possibilità di trovare più risorse negli armadietti come dici tu, ed a parer mio, c'era anche fin troppa roba, che semplificava assai il gameplay. Con Commandos 3 l'apoteosi, munizioni come se piovesse, ed ammetto di aver rushate le missioni, non aveva più niente di tattico quel gioco, una porcheria totale. Qui mi sembra siano tornati ai fasti del primo, cervellotico quanto vuoi, ma più incline ai miei gusti ed a quello di molti giocatori della prima ora. Mai al mondo vorrei rivedere una gestione delle risorse oscena come il terzo episodio ed in parte il secondo, imho.
     
  4. Darth Vader

    Darth Vader Colui che tutto vede Amministratore

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    Il punto non è la quantità di risorse trovate, lì sono d'accordo con te. La questione è l'esplorazione del livello in sé, che senso ha girare per la mappa se non c'è niente di interessante? C'è giusto qualche cassa qua e là, ma non ha completamente senso. Preferisco di gran lunga il gameplay di Commandos 2.
     
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  5. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    :emoji_angry: alle solite! doppiato in sei lingue ma non in ita
    per me: scaffale :emoji_cry:
     
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