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Oggi ho finito di giocare a... la mia piccola recensione

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da f5f9, 29 Giugno 2014.

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  1. alaris

    alaris Supporter

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    Concordo...
     
  2. f a b i o

    f a b i o Healer

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    probabilmente sarò l'ultimo qui dentro ad aver finito l'ultimo di noi..ops, The Last of Us part 1.
    A dire il vero è stata una full-immersion di pochi giorni, una run diretta e a perdifiato. E' stato senz'altro un gioco emozionante, a caldo non sentirei di elogiare più del dovuto, certo è che la storia m'ha preso e soprattutto l'atmosfera. Momenti vibranti con cui ho rispolverato la mia antica passione per la ''strizza'' e l'action, imparando persino ad amare lo stealth!! ..più qualcosa di un pò forzato messo lì.
    Onestamente l'idea che mi ero fatto del rapporto tra i personaggi era abbastanza diversa, in 10 anni che non mi ero mai spoilerato la trama.

    Da qualche ora sto a pesce sul secondo. Sul piano dell'azione è rutilante, rispetto al primo è un rullocompressore.
    Mi è stato definito complesso e sfaccettato da amici che rispetto e con cui condivido la passione per il gaming da decenni.
    Bene ci credo ma per adesso lo trovo anche tediosamente woke finendo a tratti per apparire poco credibile (più di quanto la vicenda di per sè induca a sospendere l'incredulità..).
    Insomma assai, ma tanto, figlio di questi tempi.

    Certo è che poter interpretare alter-ego virtuali calandoci in contesti cui ero abituato a essere spettatore, dai tempi di Survivors o Interceptor, è a tratti esaltante.
     
    A f5f9 e baarzo piace questo messaggio.
  3. baarzo

    baarzo Supporter

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    tranquillo lo finirai prima di me
     
  4. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    che a me era piaciuto molto, ma non c'avevo fatto le pazzie come quasi tutti perché mi sembrava che la trama fosse stata copiata (quasi) paro paro dal primo walking dead dei telltale...(che invece mi aveva sconvolto)
    già
    nel complesso l'avevo trovato infinitamente migliore del primo (strano eh! un seguito :emoji_thinking:), narrativamente eccelso, tecnicamente pure, recitazioni somme, fisica e AI forse ancora insuperate dopo tanti anni (hai già giocato a pallone col pastore tedesco?) bel combat, appassionante e con ritmi magistralmente regolati ecc., se non fosse stato così rovinato dall'ideologia più vieta lo considererei il secondo gioco più vicino alla perfezione di sempre (dopo SH2)
     
    Ultima modifica: 22 Agosto 2025
  5. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    E rieccomi col mattonone! :emoji_grin:
    Ho giocato a:
    , il più recente capitolo di una serie che qui non è amata.
    Il mio irrilevante giudizio è invece che che sia un gioco molto avvincente e di eccellente fattura e cercherò di elencarne le ragioni.
    L’ambientazione è il Giappone di quasi cinque secoli fa, dove una civiltà raffinata ma ingabbiata in rigide tradizioni e istanze ancora barbariche, si trovò improvvisamente a doversi confrontare con i primi arrivi dal lontano occidente. Il tutto in un periodo particolarmente turbolento, brutalmente insanguinato dalle guerre tra clan rivali per accaparrarsi lo shogunato.
    La serie degli Assassin’s Creed si è sempre distinta per l’accuratezza storica e anche in questo episodio questa tradizione fortunatamente non è smentita.
    Ma c’è anche una innovazione assai impattante: ossia l’adozione di due distinti protagonisti, spesso intercambiabili e con abilità e caratteri ben delineati e distinti.
    La scelta di elevare a protagonista maschile un samurai dalla pelle nera aveva, prima dell’uscita del gioco, comprensibilmente scatenato le ire dei giocatori giapponesi. In realtà si tratta di un personaggio storico ( https://it.wikipedia.org/wiki/Yasuke), uno tra i primi schiavi africani arrivati in quelle terre. la sua storia è di redenzione, abiura del proprio passato e adesione totale a tutto ciò che è il paese di arrivo, quindi la polemica preventiva era comprensibile ma giocando si rivela infondata.
    Yasuke è tutt’altro che il solito personaggio della Saga: è di corporatura massiccia, piuttosto lento e molto scarso nelle arrampicate e nella furtività. Esilarante è il suo “Salto della Fede”: quando precipita rovinosamente nei covoni si rialza dolorante massaggiandosi il fondoschiena e ogni volta si lamenta di non essere più “un ragazzino” o esprime il suo sollievo per non essere stato visto da nessuno.
    In compenso è una brutale forza della natura, aduso a mozzare teste e/o fare polpette degli avversari. Per espugnare i forti abbatte a mazzate i portoni laddove la coprotagonista Naoe si introdurrebbe acrobaticamente. Tutta questa potenza fisica e mentale non lo esime da diventare particolarmente tenero e sentimentale in determinate occasioni, riuscendo a rendersi decisamente più umano e simpatico.
    Naoe invece è una “Shinobi” (ossia una sorta di precorritrice dei Guerrieri Ninja) che presto si rivela la più agile e furtiva “Lama celata” della Saga. Riceve, inoltre un ulteriore aiuto dall’introduzione del rampino, che le consente di superare anche altezze ampiamente improbabili.
    La trama ci spiega presto le ottime ragioni per cui la graziosa fanciulla è lacerata dal rancore verso i Clan che hanno distrutto la sua famiglia e il suo mondo. È graziosa e agguerrita, prova istinti materni e parla continuamente di libertà e giustizia con un tono da maestrina ma, anche lei, non esita a trucidare chiunque incroci la sua strada.
    Naoe è naturalmente dotata dell’”Occhio dell’Aquila”, ma entrambi gli eroi dispongono anche di una particolare visione (premendo un grilletto del pad) che consente loro di vedere oggetti nascosti e può indicare addirittura la meta della missione.
    Tutto ciò, naturalmente, fluidifica la giocabilità ma riduce drasticamente la sfida.
    Dopo il primo capitolo potremo quasi sempre scegliere con quale dei due protagonisti affrontare le successive missioni, ma talvolta capiterà che uno sia più adeguato dell’altro o che la quest sia esclusiva di uno solo dei due.
    A “Normale" il combat, soprattutto con Naoe, è di una facilità quasi offensiva, visto che i dev hanno deciso di appioppare agli avversari medi una desolante ”Imbecillità Artificiale”. Presto risulta chiaro che questa scelta non è dettata da incapacità, ma fieramente voluta. in alcuni casi, infatti, la scelta dell’eroe è quasi obbligata, pena un innalzamento troppo brusco del quoziente intellettivo dei nemici e quindi anche della difficoltà. D’altra parte, in un gioco di tali dimensioni, la monotonia è sempre in agguato, quindi è probabile che abbiano giudicato preferibile che si “vada avanti” il più rapidamente possibile. Questa situazione è comunque modificabile in qualsiasi momento nel menù “accessibilità” del gioco, rendendo le cose selettivamente più amichevoli o più ostiche, come felicemente succede dal GOW del 2018 che fece da apripista nella personalizzazione della difficoltà.
    I boss, comunque, anche se non servono qualità sovrumane per abbatterli, richiedono sempre un minimo di strategia e di studio delle loro mosse, il ché li rende decisamente più interessanti anche perché lo scontro con loro è sempre preceduto da discussioni di stampo teatrale e tentativi di giustificazione del loro infame operato.
    Gli scontri, pur lontani dalle splendide coreografie di “Ghost of Tsushima”, è sempre fluido e spettacolare, sia se affrontati con la violenza più bruta che con approccio furtivo. Molto stratificato è anche l’albero delle abilità attive e passive, laddove si possono sbloccare nuove combo e/o specializzarsi in armi diverse (naturalmente katana e poi tanto, naginata, kanabo ecc.) anche a distanza (arco, archibugio, kunai, shuriken ecc.).
    Capita spesso che molte missioni, magari piuttosto interessanti, lunghe e articolate, siano scatenate da uno dei tanti incontri casuali che punteggiano l’enorme area di gioco e che è facile lasciarsi sfuggire. Questo, come nei TES, spinge compulsivamente a esplorare ogni angolo della mappa.
    Per sbloccare le capacità guerresche è necessario anche accumulare “Punti Conoscenza” tramite brevi sotto giochi che richiedono di trovare particolari oggetti, affrontare facilissime sezioni di QTE ecc..
    La cattiva notizia è che, a lungo andare, la ripetitività di queste attività può indurre alla noia. Quella buona è che, così facendo, non si rischia di dover sottostare all’orrido “pay to win” ormai così invasivo nelle produzioni più costose.
    Un altro fattore che ha infastidito non poco chi scrive è la rigidità del sistema di auto livellamento (che funzionava meglio nei precedenti capitoli). Qui il sistema è particolarmente rigido soprattutto per quanto riguarda il bottino, tanto da ricalcare quello sciaguratissimo del quarto TES. Infatti a ogni oggetto leggendario che riusciremo ad accaparrarci il gioco attribuirà automaticamente e sfrontatamente il livello raggiunto dal personaggio.
    A parte la consueta dicotomia tra grandi principi morali e sbudellamenti continui (ma il gioco ci ricorda sempre di essere tale), Assassin’s Creed Shadows risulta meno intriso di Cultura Woke di quanto facevano presagire le anteprime. Le romance fluide naturalmente non mancano, ma le relazioni binarie tradizionali finiscono per essere amabilmente delicate e meglio sviluppate.
    Controindicazioni: come ormai consueto in questa Saga, il copia/incolla regna sovrano. Sia per i sotto giochi che per i forti, i templi, i santuari che sono molto simili tra loro e ognuno richiede azioni fotocopiate per essere espugnati. In compenso il tentativo di differenziare uno dall’altro è notevole, soprattutto dai punti di vista distributivo e dimensionale, riuscendo a variare un po’ i tempi e i percorsi per compiere le imprese.
    Particolarmente intriganti e caratterizzati sono i “Tumuli”, ossia antiche tombe doverosamente corredate da tesori leggendari. In essi normalmente non si prevedono scontri, ma tutti presentano semplici enigmi ambientali spesso assai ingegnosi e sviluppi planimetrici decisamente contorti e piacevolmente disorientanti. Spesso questi luoghi sono resi accessibili solo a uno dei protagonisti: in questo caso il personaggio ci comunica platealmente che non dispone degli strumenti per accedevi (arrampicate o sfondamento di muri) e ci spiega che per proseguire dovremo sostituirlo immediatamente col collega.
    Ma anche un punto di vista narrativo il gioco è tanta roba (anche se un po’ meno del precedente “Valhalla”), sia perché le storie finiscono per guadagnarsi un respiro corale, che per l’intreccio in sé che implica continui cambi di prospettiva, trasformando amici in nemici e viceversa con adeguati colpi di scena. Le abituali missioni di killeraggio sono giustificate da un meticoloso racconto che inquadra il carattere e le azioni del malvagio di turno. Nel pacchetto sono quasi sempre comprese scene madri comprensive di rivelazioni che danno pepe al tutto e i confini tra buoni e cattivi sono sempre (e realisticamente) sfumati.
    Lo schema è ormai sempre quello: i nostri eroi dovranno bonificare aree da bande di cattivoni adusi ai crimini più disparati (da eccidi di massa a rapimento di bambini).
    Ma non tutte le sub richiedono spargimento di sangue, Naoe, per esempio, dovrò recuperare certi servizi da tè per un collezionista e Yasuke eseguire prodezze equestri.
    Per entrambi abbiamo anche missioni personali chiarificatrici del loro passato, svelato col sempre valido espediente del flashback.
    E molto altro.
    Chi scrive reputa non all’altezza la soluzione finale, ma probabilmente ciò è tristemente dovuto ai DLC di prossima e immancabile uscita.
    Tutti gli Assassin's Creed si sono sempre distinti per la qualità tecnico/grafica e anche questo non fa eccezione. In realtà mancano innovazioni vistose, ma direi che questa volta la resa del sistema meteorologico ha quasi raggiunto la perfezione. Non solo per quanto riguarda il normale ciclo giorno/notte, ma anche per la presenza delle stagioni che spesso variano profondamente anche la giocabilità e l’aspetto dei luoghi.
    D’inverno, per esempio, oltre alla (già vista) difficoltà nei movimenti in caso di neve alta, le pozze d’acqua ghiacciano. Così attraversare i fossati potrebbe sembrare più agevole ma, in realtà, è previsto che il ghiaccio renda la superficie scivolosa e/o cedevole, rendendo ancora più arduo l’attraversamento. Il tutto condito con animazioni veramente realistiche e talvolta spassose. È forse inutile sottolineare che le nebbie variano da leggere foschie, magari con vapori fluttuanti a livello del terreno, a barriere accecanti: comunque questa volta sono evidentemente realizzate per rendere più suggestivi i luoghi e non per salvaguardare le prestazioni della scheda video.
    Ma il massimo avviene nei mesi primaverili e durante le grandi cavalcate esplorative nei boschi. Può capitare che, improvvisamente, il cielo si scurisca e poi si alzi un vento sempre più forte che alza mulinelli di foglie. Infine esplode il nubifragio.
    Inciso: Fermandosi a guardare i dettagli, si nota che le foglie non sono semplici pixel che evaporano toccando il suolo, ma vere e proprie forme verdi/brune, magari piegate e appassite dal vento e dall’acqua, che si posano al suolo o sulle rocce e lì permangono fino al successivo passaggio.
    Poi la pioggia rallenta fino a cessare, le nuvole si strappano e il sole comincia a fare capolino. Una complessa e verosimigliante sequenza che lascia a bocca aperta. Anche perché la pioggia è talmente realistica da suggerirci di asciugare il monitor. Tornato il sereno e con una credibile animazione, Naoe scende da cavallo e scuote le ultime gocce dagli abiti.
    Altrettanto apprezzabili sono le animazioni nelle superfici scoscese, allorquando il personaggio deve trovare una via percorribile tra vegetazioni e pietraie. È una meccanica che era stata lanciata da RDR2 ma che qui troviamo molto evoluta.
    Il tutto è un ulteriore incitamento all’esplorazione per spingere alla quale, in verità, sarebbero potuti bastare la bellezza degli scenari naturali e il fascino delle costruzioni orientali, soprattutto quelle abbandonate e diroccate che appaiono ancor più suggestive.
    In definitiva: con lo sdoppiamento dei protagonisti ci troviamo contemporaneamente due giochi al prezzo di uno e piuttosto diversi. I costi di produzione devono essere stati enormi, anche perché la maggior parte dei luoghi doveva essere resa espugnabile in due modi distinti (scalando muri o abbattendo portoni di legno). Così come per i dialoghi, spesso a risposta multipla, che hanno svolgimenti diversi a seconda della personalità del protagonista scelto e delle parti filmate, anch’esse inevitabilmente doppie.
    Su tutto impressiona l’ottima qualità generale del doppiaggio italiano e brilla soprattutto quello di Francesco Rizzi per Yasuke. Ma anche le voci dell’enorme numero degli NPC è ben coperto da un cast questa volta singolarmente nutrito (https://www.antoniogenna.net/doppiaggio//vgames/assassinscreed-shadows.htm ).
    In definitiva, “Assassin's Creed Shadows” deve misurarsi con due pesi massimi di analoga ambientazione usciti abbastanza di recente. Non può competere dal punto di vista artistico col capolavoro di Sucker Punch o con la formidabile e sorprendente immersione nel Giappone più antico e suggestivo che il Team Ninja ci aveva regalato con “Rise of the Ronin”.
    Però narrativamente, visivamente e tecnicamente riesce a stupire lo stesso e, addirittura, ad avvincere dall’inizio alla fine, sempre che si riesca a resiste alle istanze di completismo saltando le più prevedibili situazioni ripetitive che diluiscono l’azione.
    Decisamente consigliato.
     
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  6. alaris

    alaris Supporter

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    Come sempre...ottima rece!
     
  7. Argenti

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    Si buona rece però resta il fatto che almeno io sto gioco non lo comprerò mai e forse manco regalato lo giocherò.
    Il punto è che Assassin's Creed è finito con Revelations.
    Gli altri sono eccellenti demo tecnico grafiche delle abilità di Ubisoft.
    Speravo tantissimo in un AC ambientato nel Giappone feudale ma non è minimamente come lo desideravo e immaginavo.
    Spero in una sorta di Tenchu 4.0
    La trama non mi ispira, i personaggi men che meno e il gameplay dai video che vedo lo trovo pallosissimo.
     
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  8. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Il 3 e Black Flag mi erano piaciuti molto
     
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  9. Argenti

    Argenti Supporter

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    Del3 mi piacque la prima fase quella con il templare con Haytham, ma sia Connor che Edward erano personaggi flosci.
    Ma poi il punto è che si sono persi con la trama, cioè l'inserimento dei Precursori pare ormai un orpello tipo un obbligo per cercare di giustificare il tutto.
     
  10. alaris

    alaris Supporter

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    Anche io non lo comprerò mai mi sono bastati origin e odissey...la rece però è molto esaustiva e interessante.
     
  11. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    dici?
    mah!
    la trama (IMHO) c'è e bella spessa, la galleria dei personaggi è enorme e ognuno ha la sua storia (più o meno interessante), l'ho trovato scritto molto meglio di quanto mi aspettassi (anche se gli altri vg con questa ambientazione che ho citato mi sono piaciuti molto di più)
    :emoji_fearful: è proprio vero che "non tutti i gusti sono alla menta"
    pensa che sono forse quelli che più mi avevano annoiato, il terzo, addirittura, è l'unico della serie che non ho mai finito, anche per colpa del gamepaly che, all'epoca, mi sembrava già troppo vecchio e rigido (e col Plus ho preso la remastered...)
     
  12. Maurilliano

    Maurilliano Sopravvissuto LiberaPay Supporter

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    BF buono per l'introduzione della nave, meh il resto, mentre il 3° era una rottura di p**le
    a quel punto molto meglio il 2° e brotherhood (che era il dlc del 2°)
    parere
     
  13. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    sono d'accordissimo, d'altra parte la trilogia di ezio resta il meglio (qualcuno ricorda come avevano reso bene caterina sforza?)
     
  14. Argenti

    Argenti Supporter

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    La tetralogia vorrai dire....
    AC 1, AC2, AC brotherhood, AC revelations.
     
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  15. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Oggi ho finito (finalmente!) di giocare a... Variable Barricade!

    Otome visual novel che avevo in saccoccia da parecchio, ma che ho completato solo oggi (episodi extra, route segreta, tutte le CG raccolte, bad endings e quant'altro) perché in effetti è una Visual Novel bella lunga, e una pausa era necessaria anche solo per cambiare un po' genere.
    Sempre della otomate, stesso filone parodistico/comico alla Cupid Parasite, ma con alcune differenze che rendono Variable Barricade una Visual Novel non per tutti i palati, ma non per questo meno di qualità, anche se di difetti ne ha. Eccome se ne ha.

    Cominciamo: la protagonista, l'ereditiera Hibari Tojo è la perfetta erede della prestigiosa famiglia Tojo. Hibari è giovane, ma elegante, fredda, calcolatrice (o almeno ci prova) e soprattutto: chiusa in sé stessa, diffidente, scorbutica come pochi, a tre millimetri dall'essere acida. E, udite, è doppiata. Sì, la nostra protagonista non è una self insert, parla (e sbraita) parecchio, è questo me l'ha resa ancora più accattivante, ma per altri potrebbe essere motivo di volerla strozzare.

    La vita seppur non semplice da ereditiera del clan scorre regolare per Hibari, fino a quando nonno, capo del clan, non la mette di fronte ad una scelta: dovrà andare a convivere con quattro spasimanti scelti da lui, e prendere uno di loro come fidanzato ufficiale da presentare in alta società. Altrimenti il resto del clan l'avrebbe già bella che sposata ad un ben noto e facoltoso affarista,senza darle scelta.

    La nostra bisbetica però non intende farsi domare, soprattutto perché i quattro spasimanti sulla carta sono dei disastri ambulanti: Nayuta Yagami, un Labrador versione umana con debiti sul collo, Shion Mayuzumi, bellissimo gigolò nullafacente, Taiga Isurughi, giocatore d'azzardo girovago (doppiato da Nubuhiko Okamoto. Se avessi un euro per ogni volta che Okamoto doppia un personaggio disegnato da Kagero Usuba coi capelli rosa... avrei due euro, che non è molto, ma è strano che sia successo due volte! cit.), e Ichiya Matsumori, accusato di frode matrimoniale. Tutti e quattro, per l'orrore di Hibari, che sente puzza di cacciatori di soldi, disoccupati.

    La convivenza non è di certo semplice, sia per i preconcetti di Hibari, che per i caratteri dei ragazzi, che condividono un neurone in quattro ed il più delle volte il neurone è in pausa sigaretta. Con ragione. Non mancano le situazioni semi assurde e comiche.

    Fortunatamente Hibari ha come ancora per la sua sanità mentale il fedele maggiordomo Kazuha, e le amiche Aoi e Tsumughi. Queste due sono la vera roccia di Hibari. La prima un genietto che appena esce da scuola mette trucco e parrucco e fila nei club, l'altra un'otaku che veste Gothic Lolita.

    Ovviamente non tutto è come appare: seppur stravaganti, infatti, tutti e quattro i ragazzuoli hanno i loro pregi, difetti e motivazioni per cercare di catturare l'attenzione di Hibari, e la descrizione iniziale fornita alla nostra ereditiera sarà ovviamente solo un lato della medaglia. Starà alle nostre scelte aiutare i ragazzi ad abbattere le barriere della nostra bisbetica. Perché per una volta, dovremo cercare di aiutare la protagonista a perdere, e non a vincere, perlomeno se vogliamo ottenere gli Happy ending.
    Il tutto contornato da adorabili scene in versione chibi che mi spiace non abbiano una loro gallery in gioco, mentre i messaggi WhatsApp (Whis) ce l'hanno. Così come gli episodi Rabi, piccole scene al di fuori della storia principale con sketch tra i vari personaggi catturati dal peluche con telecamera Che Aoi ha regalato ad Hibari.
    Se riusciremo nel nostro intento, scopriremo che
    I nostri ragazzi in effetti si riveleranno più che validi partner potenziali, e non interessati al patrimonio dei Tojo, come Hibari temeva.
    Nayuta non vuole la sua mano in matrimonio, ma di poter essere la sua bodiguard. Infatti il nostro labrador è sì un fedele cane, ma da guardia. Membro di una famiglia che da sempre protegge gente di spicco (tra cui nonno Tojo) e che vede in Hibari qualcuno a cui vuole offrire i suoi servigi. Che poi Hibari stessa voglia ben altro è un problema di Nayuta...ed i sui debiti sono solo cose che ha rotto con la sua forza eccessiva, e che sta ripagando regolarmente con vari lavori.
    Shion è un figlio d'arte e modello leggendario conosciuto come Amethyst, che semplicemente passa il tempo a fare da musa e aiutare amici artisti, dopo che suo padre non aveva più interesse per lui come modello per le sue foto artistiche. Non che gli manchi il lavoro, dato che sua madre è capo di una ditta che si occupa di pubblicità, è gli basta uno schiocco di dita per avere da fare. Ma dopo aver incontrato Hibari ad un party, Shion vuole aiutarla perché ne ha visto la profonda tristezza e solitudine, così accetta di diventare suo pretendente.
    Taiga è un orfano cresciuto nell'orfanotrofio aiutato da nonno Tojo, e viaggia per il mondo sovvenzionato da Tojo senior, che lo vuole a lavorare per lui. Come favore al vecchio, fa da supervisore a tutta la questione, è non è ufficialmente un pretendente. Almeno all'inizio.
    Ichiya è in realtà fratello gemello del pretendente scelto dal clan per il matrimonio combinato con Hibari. Dopo essere stato drogato e quasi forzato ad un matrimonio lampo da una pretendente del fratello, ha lasciato la famiglia e cambiato cognome per lavorare da dei parenti com ambizioni affaristiche minori, Ed in realtà sta solo aspettando che le questioni burocratiche si risolvano per andare al lavoro in azienda. Partecipa per impedire ad Hibari di finire col fratello, che è freddo e calcolatore, e con cui la nostra ragazza non avrebbe un matrimonio felice.

    La storia di per sé non ha grandi colpi di scena (tranne alcune delle rivelazioni personali sui personaggi, che gioca sul tema di Hibari a dover imparare a guardare oltre le prime impressioni su carta) e spesso mi è parso che gli scrittori si tirassero un po' troppo indietro su alcuni temi che potevano essere trattati meglio
    Taiga e le sue insicurezze da orfano, la pericolosità del lavoro di bodyguard di Nayuta, l'abbandono da parte del padre di Shion, Ichiya che è stato drogato e quasi violentato da una donna che pensava fosse suo fratello gemello etc.
    ma di per sé la storia vuole essere una commedia romantica e farci gustare l'arte di Kagero Usuba (che in questo capitolo creano gioie per gli occhi) ben doppiata e musicata, con grande cura per i fondali.
    Non una VN perfetta, a volte troppo lunga per il suo stesso bene, con tante, troppe, seppur adorabili, scene d'intermezzo, ed una protagonista molto divisiva, e con qualche rotella un po' allentata come tutti gli altri personaggi, ma ha saputo lasciarmi più volte a ridere come una cretina con la Switch in mano, e ad ammirare la bellezza dei disegni, quindi il suo lavoro l'ha fatto.
     
    Ultima modifica: 16 Settembre 2025
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  16. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Max Payne 2 - The Fall of Max Payne (Remedy, 2004)

    L'avevo finito già da ragazzino, credo siano passati 20 ormai. Alcune cose le ricordavo, altre le avevo rimosse.
    Un buon titolo, ma neanche lontanamente ai livelli del primo epocale capitolo della saga, che lo surclassa totalmente come longevità, potenza narrativa, arte e carisma. Nel 2 introdussero tuttavia l'havok, quindi abbiamo un gioco stavolta con un motore fisico che anima ogni oggetto di gioco, rendendo sparatorie ed esplosioni molto più divertenti. Il bullet time è molto più necessario qui. Praticamente obbligatorio per ogni singolo nemico, in quanto la precisione e la rapidità di fuoco dei nemici sono veramente soverchianti. Sembra di giocare in PVP. Tutto questo rende forse il gameplay più frenetico, spettacolare ed appagante.
    Il bullet time ora è diverso. Nel primo, tutto il mondo rallentava, compreso Max. Qui invece Max continua a muoversi normalmente, rallenta il resto. Devo dire che preferisco il primo, ma è soggettivo.
    In questo capitolo, Sam Lake adottò un approccio molto più "da videogame", nella scrittura. Nel primo Max Payne i toni erano tetri e molto più seriosi (cosa che preferisco). In questo capitolo invece ci sono anche, a fungere da decompressione emotiva, un sacco di siparietti ridicoli e tragicomici (come dimenticare Vinnie Gognitti nella tuta da Capitan Mazza da Baseball: chi sa, sa!), gag demenziali (potremo origliare conversazioni stupide tra vari NPC, o nelle trasmissioni dei televisori: che consiglio di non skippare ma da ascoltare integralmente) e c'è molto più materiale erotico (palesemente per maschietti adolescenti). Menzione d'onore per il personaggio di Mona (femme fatale seducente, intrigante, abile, spietata e avvincente).
    Nel complesso, un ottimo gioco, con qualche difettuccio; un buon sequel, ma il primo resta un gioco da 10, un titolo immortalato nell'olimpo dei videogame e che vola ben più in alto di questo.
    Il finale lascia una certa amarezza e un desiderio di sapere di più sul futuro del nostro tormentato Max.
    Per fortuna c'è ancora Max Payne 3 da giocare.
    Voto 8/10
     
    Ultima modifica: 19 Settembre 2025
    A f5f9, Shaun, Alice 0.8 e 3 altri utenti piace questo messaggio.
  17. Shaun

    Shaun Livello 1

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    Ho giocato solo il primo ma mi sa che è giunto il momento di colmare questa lacuna.
    Soprattutto in questo momento di stanca in attesa di cambiare pc.
     
    Ultima modifica: 20 Settembre 2025
  18. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    sei sicuro?
    a me era quasi piaciuto altrettanto, anche se con un "effetto WOW" ovviamente un po' ridotto, le chicche non mancavano di certo
     
  19. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Sì, sono convinto. Il primo è da 10. Il secondo da 8. E i miei numeri sono sempre oggettivi :p
     
  20. baarzo

    baarzo Supporter

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    Io ieri ho finito Disco Elysium.

    Bel gioco, mi ha ricordato a tratti Planescape:torment come dinamiche. Tantissima libertà d'azione e anche se il finale mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca (credo che alla fine sia sempre quello il colpevole da quel che ho capito).

    Se avessi tempo lo rigiocherei da alcolizzato, invece in questa run ho voluto fare il ragazzo sobrio, però alcune scene sono state comunque Disco!!!

    L'ho giocato con la traduzione dei TWR, funziona ma si vede che ha bisogno di tantissima revisione, in parte la revisione è stata fatta ma spesso si vede che è tradotto automaticamente e in alcune frasi ci sono parole senza un senso perchè tradotte male dall'inglese. Per i puristi meglio starne lontani, per chi dice piuttosto che niente meglio piuttosto va bene. Alla fine si capisce dove si sta andando a parare e poi il gioco è tantissimo testo quindi ho sai perfettamente l'ingleso o meglio l'italiano maccheronico.

    Belle le abilità, difficile da capire come sviluppare il personaggio all'inizio ma poi ci si prende la mano
     
    A alaris piace questo elemento.