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Oggi ho finito di giocare a... la mia piccola recensione

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da f5f9, 29 Giugno 2014.

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  1. Vitbull88

    Vitbull88 Scienziato pazzo

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    1997: esce GTA, gioco in cui sei un delinquente. Puoi premere un tasto per fare rutti e scoregge
    2022: esce Stray, gioco in cui sei un gattino. Puoi premere un tasto per miagolare

    Dove siamo finiti?

    :emoji_grin:

    Scherzi a parte, magari questo lo recupero. Non e' il mio genere, ma mi intriga l'ambientazione, magari poche ore posso spendercele
     
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  2. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    1) attenzione: non sono gattaro ma sono canaro all'ultimo stadio
    2) attenzione: questo gioco rischia di allevare molte nuove generazioni di gattari!
    sì, ma c'è anche un tasto per rovinare tappeti e divani con le unghiette! :emoji_smiling_imp:
     
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  3. Duodeno

    Duodeno Livello 1

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    Anche perché più di poche ore non dura. Serve solo per cavalcare l'onda dell'apprezzamento dei gatti
     
  4. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    ribadisco che steam è da sempre pieno di giochini con animalini carini e dudù dadadà, mimì e cocò, baubau miciomicio
    anche questo purtroppo ha le sue leziosità ma è un'altra cosa e, al contrario, è lui che sta rilanciando la passione per i gatti
     
  5. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Adoro :emoji_heart_eyes_cat:
     
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  6. WillowG

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    Oggi ho finito di giocare a... Cupid Parasite!
    Ottenuto ogni CG e ogni bad ending. Ho spolpato questa visual novel da cima a fondo, ed è stata un'esperienza strana e divertentissima. Una rocambolesca corsa a metà tra miti greci travisati, piccanti momenti romantici, puro nonsense, classici clichè da commedia romantica all'americana, colori pastello a profusione e una colonna sonora che ci metterò giorni a togliermela dalla testa. In primis l'opening che ha preso posto fisso nel mio decrepito lettore mp3.



    Lynette Mirror, aka Cupido, va nel mondo umano a lavorare per un'agenzia matrimoniale per sfida al padre Mars, e dimostrare di poter accoppiare gli umani senza usare arco e frecce mitologiche.
    Qui incontra però cinque casi umani talmente disperati che l'agenzia li ha soprannominati i Parasite 5, e se Lynette vuole la promozione che le darebbe la vittoria contro il padre, deve trovare il modo di avviare all'altare questi cinque...oh, pardon. Sei. Perchè arrivare a vedere tutti gli happy endings con i cari parassiti sbloccherà un sesto parassita da romanzare. Ognuno di loro rappresenta una tipologia romantica: Pragma, Ludus, Mania, Agape, Eros e Storge.
    Per dare una chance a questi personaggi di raccogliere qualche consenso femminile, Lynette li fa partecipare ad un vero e proprio reality show dove possono mostrare le proprie qualità (ed in teoria provare ad incantare cinque fanciulle, ma queste lasciano il programma prima che inizi-andiamo bene!). Ma questi non sono i soli problemi di Lynette: qualcuno vuole mettere le mani sul suo arco sacro, Juno, dea del matrimonio, è scomparsa... e di chi parla la mitologia, dato che la nostra Cupido ha solo quattrocento anni?

    Finito il programma, la storia si divide per concentrarsi sul ragazzo che abbiamo scelto sia passando tempo con lui, che dal risultato del test che Lynette compila per vedere che tipo di innamorata sia: attenzione, però: alcune combinazioni anche se portano al ragazzo desiderato non portano all'happy ending, dato che si può capitare in un profilo non compatibile! (e farsi tutta la storia solo per finire in un bad ending è una fonte di maledizioni) viste le mie esperienze col genere ho seguito una guida. Lo ammetto, è un po' come se avessi barato, ma la VN è già lunghissima di suo, e per quanto divertente, non avrei resistito a più riletture del necessario. L'unica eccezzione è il sesto candidato, che ha una storia completamente a sè, senza scelte, una vera e propria storia in più, che va a risolvere punti della trama rimasti in sospeso.

    Più o meno ho apprezzato tutte le route e i ragazzi, non posso dire di averli amati alla follia, ma spero seriamente che il sequel/fan disc venga localizzato presto, e che ci sia più cura nella traduzione, dato che gli errori di battitura sono tanti e stonano molto, soprattuto nell'ultima storia.
     
    Ultima modifica: 20 Agosto 2022
  7. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    vedo che è solo per Nintendo
    vero? :emoji_disappointed:
     
  8. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Purtroppo sì. Otomate (la SH) tende a restare sul mercato delle console portatili, anche se ha rilasciato alcuni titoli su steam (in inglese), come: 7s scarlet, Amnesia: memories, Hakuoki Kyoto Winds e Edo Blossoms, Psichedelica of the black Butterfly, e Psichedelica of the Ashen Hawke (quest'ultima una signora visual novel con trama drammatica).
    Mai dire mai, quindi, ma è difficile fare un pronostico :(
     
  9. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Tutto quello che è Switch gira bene anche su PC con l'emulatore.
     
  10. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    ah!
    (magari poi ne parliamo...c'è una certa Zelda che mi intriga assai...;))
     
  11. Duodeno

    Duodeno Livello 1

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    spiace dirti che non è lei la protagonista dell'iconica serie ahahahahah
     
  12. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    :emoji_grin:ma mica mi facevo pensierini impuri sulla suddetta signorina! :emoji_laughing:
    è il genere che mi interessa!
    --- MODIFICA ---
    Finito:

    Gioco stupendo ma, PER ME, eccessivamente arduo.
    Pro:
    - Estremamente spettacolare e con scenari che tolgono il fiato. Colpiscono, soprattutto, certi enormi saloni in stile neo gotico/vittoriano arricchiti da elementi mossi da energie magico/steampunk probabilmente ispirati dalla Saga Devil may cry. Ma anche gli ambienti urbani devastati, le aree desertiche, certi dungeon anche loro un po’ steampunk ecc. sono molto ispirati.
    - Il combat è frenetico e assolutamente esagerato (belloh!), c’è una notevole varietà di armi e gadget che consentono performance assolutamente fuori di testa. Buona la varietà di nemici e boss e piuttosto varie le strategie per abbatterli. Respawn non eccessivamente invadente.
    - È necessario misurarsi continuamente anche con enigmi ambientali, spesso ingegnosi e che richiedono una buona dose di ragionamento senza essere mai troppo ostici. Alcuni, però, richiedono anche un notevole tempismo per essere superati.
    - Il lore è letteralmente strepitoso. Gioca sulla narrazione biblica piegandone impudentemente le caratteristiche alla trama del gioco. Il protagonista è “Guerra”, uno dei cavalieri dell’Apocalisse, costantemente impegnato ad asfaltare indifferentemente Angeli&Demoni.
    A chi scrive sono particolarmente piaciute le animazioni delle ali degli angeli, che un importante personaggio si divertirà ad affettare definendoli “piccioni” (!). Narrativamente non è male anche se il plot è stato vistosamente concepito come supporto degli “effettoni WOW” e del combat. Sceneggiatura non brillantissima ma funzionale.
    Il gioco riesce comunque a tenere sempre desta l’attenzione, non perde mai dinamismo e l’esplorazione è sempre stimolante. Più che sufficiente il doppiaggio italiano.
    - La Warmastered Edition rinfresca la veste grafica adeguandola più che bene agli standard attuali. IL motore di gioco resta sorprendentemente leggero e fluido malgrado l’enorme quantità di elementi ed effettoni che deve muovere a video.
    Contro (PER ME):
    - Talvolta l’ho trovato veramente frustrante (probabilmente per limiti miei), non certo nei normali scontri contro nemici correnti, ma con alcuni boss e con certi enigmi a tempo richiedono un tempismo più che perfetto. Potrebbe essere un pregio ma dopo aver faticato per capire le meccaniche, se il numero di tentativi superava un certo limite, rischiavo di rimanere travolto dalla noia.
    Per esempio col boss finale che, in realtà, è asfaltabile abbastanza rapidamente. Peccato che si è costretti a pigiare il tasto “X” del pad piuttosto a lungo e a velocità sovrumana. Così ho adottato un losco trucco:
    ho recuperato un’antica matita col gommino, martellando con quest’ultimo il tasto incriminato sono riuscito a risolvere.
    Dopo le prime ore, che sono di una facilità imbarazzante, improvvisamente la difficoltà si impenna verticalmente, rischiando di indurre costernazione a chi temesse di non poter più andare avanti.
    Il peggio arriva quando il gioco richiede di premere forsennatamente un tasto per completare un determinato evento (come avevo accennato). Si tratta di un’infame pratica un tempo molto popolare nelle esclusive per console ma che oggi, fortunatamente, sta scomparendo (o è presente un’opzione nei menù per modificarla).
    Purtroppo, su PC, il tempismo perfetto non è detto sia sufficiente dal momento che la riuscita può essere inficiata dalla frequenza di aggiornamento dell’immagine.
    - Purtroppo è anche presente un bug, noto e molto frequente, che corrompe i salvataggi. Fortunatamente è possibile superarlo con una nuova installazione del gioco dopo averne rimosso qualsiasi traccia dagli HD. Stranamente i precedenti salvataggi non vengono perduti anche se si giocava offline :emoji_thinking:.
    In definitiva:
    Il gioco è piuttosto lungo per il suo genere: formalmente è completabile in 15/20 ore ma si devono aggiungere i tempi dei tentativi falliti (che non sono certo pochi).
    A chi scrive Darksiders Warmastered Edition, al netto delle frustrazioni, è piaciuto moltissimo. Mi sento di consigliarlo senza remore, soprattutto a chi non teme di affrontare una sfida corposa ma foriera di grandi soddisfazioni.
     
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  13. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    come precedentemente, minacciato e adesso vi racconto i miei pensierini anche su:

    As Dusk Falls è un altro interactive drama triller/noir, formalmente più indie di quelli delle citate SH, ma assolutamente in grado di competere dal punto di vista qualitativo e della scrittura.
    Tuttavia il primo impatto è un po’ spiazzante: i personaggi non sono animati, ma davanti ai nostri occhi scorrono delle slide che sfumano una nell’altra per simulare i movimenti di macchina e degli attori. In pratica si tratta di un graphic novel animato. Ma posso garantire che bastano pochi minuti per abituarsi e, anzi, apprezzare questa impostazione: dal momento che le espressioni dei personaggi sono rese in maniera mirabile, diventa ancor più immediato decifrare il rapporto tra le parole che pronunciano e i loro sentimenti.
    Naturalmente i giochi di questo tipo hanno un senso solo se le vicende narrate e i dialoghi riescono a colpire duro e a prevenire cali di interesse.
    Da questo punto di vista il gioco vince a man bassa. In realtà le stesse vicende rappresentate in un film non risulterebbero certo così appassionanti. Ma qui il giocatore è artefice del destino di (quasi) tutti i personaggi, quindi ogni scelta va attentamente ponderata.
    Il respiro di As Dusk Falls è ampio e corale, primario pregio del gioco è proprio nella definizione dei caratteri, tutti scavati con notevole profondità. L’ottimo e puntuale doppiaggio in italiano esalta l’immedesimazione.
    Chi scrive si è letteralmente infatuato di Sharon, una milfona apparentemente indurita e incattivita da una vita difficile e piena di sbagli, ma da cui trapela una femminilità infuocata e un istinto materno da leonessa.
    Sharon Holt.jpg
    L’attrice che ne ha prestato le fattezze si chiama Jane Perry (già interprete di “Returnal”, l’esclusiva PS5) ed è a me del tutto sconosciuta, ma mi sembra un mix tra Charlotte Rampling e Lauren Bacall, ambigua e sfrontata come quelle due divine. D’altra parte ho sempre subito il fascino torbido delle dark lady nei romanzi e nei film hard boiled.
    Ma tutti i personaggi (proprio tutti) hanno facce e recitazioni perfettamente in linea col personaggio cui danno vita e recitano benissimo.
    La trama ha inizio nel 1998 ma poi si snoda nell’arco di quattordici anni. Per la maggior parte è ambientata nell’America più profonda, nei calcinati deserti dell’Arizona solcati dagli interminabili nastri grigi delle route/numero/qualcosa.
    Naturalmente in quel lungo e tedioso viaggio nel nulla qualcosa va storto.
    Naturalmente nelle vicinanze c’è l’immancabile motel/distributore che sembra la salvezza, ma, sempre naturalmente, il destino ha deciso altrimenti.
    Da lì inizia una sarabanda di crimini, disperazioni, problemi psicologici, inganni, conflitti familiari, rancori, traumi non superabili, incomprensioni, angosce ecc. ecc., perfino una sinistra attrazione per il suicidio.
    Malgrado le numerose ramificazioni, il racconto fila liscio con una sua certa logica interna. Lo sforzo per non lasciare al giocatore neanche un attimo di tregua è evidente e in alcuni casi (fortunatamente pochi) dà la sensazione di essere un po’ forzato. Ma in definitiva la vicenda fila via liscia saltando abilmente da un personaggio all’altro e lasciando sempre il giocatore col fiato sospeso.
    La rigiocabilità, tipica di questo genere, è ampiamente prevista, ma questa volta i DEV concedono, già nel menù, notevoli semplificazioni.
    I tempi per i famigerati QTE possono essere dilatati fino a venti secondi, dandoci così la possibilità di risolvere con calma le situazioni più concitate e di effettuare scelte più ragionate.
    Questo ha fatto sì che la mia partita finisse nel modo più soddisfacente, col salvataggio di tutti i personaggi cui tenevo e la giusta punizione per gli altri.
    Ambiguità: la storia si risolve per tutti i personaggi, ma un sorprendente evento che esplode proprio prima dei titoli di coda riapre un po’ i giochi e fa pensare a un seguito o, almeno, a un dlc.
    As Dusk Falls è caldamente raccomandabile a chi ama questo genere e, ovviamente, assai meno a chi vuole solo sparare su tutto ciò che si muove. Certamente è un altro duro colpo al modo tradizionale di fare i triller al cinema visto che li rende improvvisamente obsoleti.
     
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  14. f a b i o

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    Concluso Legend of Ahssûn, total-conversion impressionante di Gothic II devo dire che mi ha colpito molto e mi ha legato per settimane allo schermo.
    Parte un po' a scoppio ritardato poi è un continuo, emozionante crescendo.
    All’inizio è il mondo di gioco a colpire (inutile ribadire che si tratta di una cosa amatoriale e non appare tale); poi scelta la gilda la storia si schiude e si impossessa del giocatore come nella migliore tradizione ‘’Gothic’’..

    Bellissimo, sterminato e coinvolgente. In pratica un altro Gothic in tutto e per tutto, non qualcosa di minore a mio parere. Stesse ore di gameplay (ho sfiorato le 80 accannando diverse side quests, roba di altre 15 ore almeno), stessa qualità, open world estremamente curato, vario ma coerente; medesime le regole di ruolo di Gothic II, ottimi dialoghi e storia che lievita in ambizione nell’epilogo.

    Insomma per me siamo in Serie A, molto meglio di un gioco normale se si chiude un occhio sulla grafica ovviamente.
    Se venisse mai considerata la traduzione i fan italiani della serie di Piranha sappiano che li aspetta un autentico tesoro.


    [​IMG]
     
    Ultima modifica: 31 Agosto 2022
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  15. alym

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    Ho sempre guardato con curiosità a questa serie, ma per un motivo o per un altro è sempre rimasta da parte
    Appena becco una promozione (se Switch probabilmente) gli si da un occasione
     
  16. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    guarda che lo hanno già regalato anche con le patatine! ce l'ho su steam, epic e prime
    e mi pare anche su ps plus...:emoji_thinking:...(o forse lì ho solo il terzo...)
     
  17. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    Ho completato:
    Mass Effect Legendary Edition

    Come dicevo, quando uscì il primo episodio mi entusiasmai, anche se trattava di un universo che mi sembrava una copia sbiadita di quello di Star Wars.
    Però avevano costruito un lore enorme minuziosamente spiegato con un Codex ricchissimo di invenzioni e di dettagli. La trama era formidabile, molti ambienti estremamente spettacolari e ispirati. La galleria dei personaggi era una delle meglio concepite di sempre con personalità molto ben definite nella loro biodiversità.
    Le note dolenti erano solo nella ripetitività dei luoghi sede delle missioni secondarie, nel combat un po’ grezzo e pasticciato in cui la componente action prendeva malamente il sopravvento su quella ruolistica.
    Un’altra cosa per cui in molti storcemmo il naso era il sistema di dialogo: per la prima volta appariva la famigerata “ruota” tramite la quale potevamo effettuare scelte nelle risposte. Le conversazioni risultavano molto più spedite di quelle degli RPG tradizionali ma spesso la frase sintetica non corrispondeva affatto a quello che il nostro eroe avrebbe poi detto.
    Come sappiamo in seguito questo sistema è stato perfezionato anche in altri giochi ed è diventato uno standard.
    Comunque, nel complesso, il risultato era sfolgorante e avvincente, tanto che tutti aspettavamo con ansia l’immancabile seguito.
    Mass effect 2 migliorò enormemente il combat e ridusse, in parte, il copia/incolla anche se era inevitabile la terribile “scansione dei pianeti”. Ma, rispetto al predecessore, l’impianto della main era impoverito e prendeva quota solo nella parte finale. In compenso alcuni episodi erano veramente clamorosi, a cominciare dalla famosa “cantata di del serissimo scienziato Mordin:

    L’espressione del Comandante Shepard vale da sola l’acquisto del gioco.
    Nel terzo e ultimo episodio il gameplay migliorò ulteriormente e la componente narrativa riprese quota ma, all’uscita, il frettoloso “gran” finale scateno una delle più violente shit storm nella storia dei vg, tanto che Bioware fu costretta a produrre precipitosamente una corposissima patch per dargli uno spessore e ridurne la fumosità.
    Stiamo parlando di giochi usciti rispettivamente nel 2007, 2010 e 2012. In seguito EA si macchiò di orrendi crimini contro i videogiochi cercando di trasformare Bioware in una fabbrica di multi e game for service.
    Con incredibile miopia dimenticarono che i videogiochi sono anche un’”espressione artistica e dell’ingegno” e non delle componenti meccaniche da fabbricare in serie. Così ci fu l’esodo di tutte le migliori menti creative, da Ray Muzyka a Casey Hudson a Charles Boyd, e i successivi giochi risultarono mediocri, come ME Andromeda e DA Inquisition, o veri e propri flop come Anthem.
    Così, nel 2021, EA decise di raschiare il fondo del barile tirando fuori questa “Mass Effect Legendary Edition” comprensiva dei tre episodi originali e di tutti i DLC. In più è stato fatto un ottimo restyling tecnico e grafico che adegua il tutto agli standards attuali.

    In questa edizione “aumentata” la Saga esplode in tutta la sua epica grandezza, la presenza delle espansioni, spesso di ottima qualità, innalza ulteriormente l’asticella ampliando e approfondendo un universo di dimensioni titaniche.
    Ora più che allora i rapporti tra i tanti personaggi colpisce per la profondità degli scavi psicologici e dei rapporti: dopo ogni avanzamento, anche minimo, della trama, scatteranno nuovi dialoghi o nuove missioni con tutti i seguaci e, una volta tanto, le romance acquistano interesse e spessore come se si trattasse di persone “vere”, con risvolti a volte sorprendenti anche se quasi sempre dipendenti dalle scelte del giocatore.
    Le sequenze grandiose ed emozionanti non si contano, l’equilibrio tra le fasi di combattimento e quelle narrative ed esplorative è quasi sempre assai ben calibrato.
    Un altro aspetto per me entusiasmante è che, giocando gli episodi in sequenza, le scelte si ripercuotono nel gioco successivo. Alla fine del secondo, per esempio, ero riuscito a salvare tutti i membri del party nell’epico scontro finale. Ritrovarli nel terzo è stato veramente gratificante. Come d’altra parte, è sempre stato piacevole e sorprendente incontrare di nuovo certi personaggi che, apparentemente, sembravano aver definitivamente completato il loro ruolo nella storia.
    Nei Mass effect si finisce per affezionarsi anche a certi "cattivi".
    Avvertenza: il gioco, a “normale”, è piuttosto facile ma l’integrazione delle espansioni può creare situazioni un po’ incresciose. Complice un diario troppo sommario, nel terzo capita di affrontare certe nuove avventure con uno Shepard non abbastanza cresciuto, col rischio di finire in un vicolo cieco. Fortunatamente, prima di lanciarsi in nuove imprese, è possibile (e altamente raccomandabile) effettuare un salvataggio fisso per evitare sorprese spiacevoli.
    Fortunatamente il gioco dispone di un gran numero di slot per i salvataggi fissi e anche una funzione di salvataggio rapido.
    Il doppiaggio italiano merita un encomio anche perché, per una volta e come desumibile dai credits finali, il numero dei doppiatori è assai nutrito. Ma tutto l’audio (suoni ambientali, effetti sonori, musiche ecc.) è curatissimo e di livello altissimo.
    In definitiva: questa edizione è caldissimamente consigliabile sia a chi già ha giocato gli originali che, a maggior ragione, a chi ancora non ha conosciuto questa straordinaria esperienza.
     
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  18. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Altro che Starfield *coff coff*
     
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  19. f5f9

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    ovviamente! :emoji_sunglasses:
     
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  20. alaris

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    Questa volta il "mi piace" non te lo metto:p, per il vecchietto ogni commento è inutile...
     
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