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La navigazione in Morrowind

Discussione in 'Morrowind' iniziata da MOB2, 1 Novembre 2018.

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  1. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Inizio questo nuovo argomento in un modo insolito. Lo so, ormai ci si aspetterebbe che parlassi delle mod, dell'installazione, delle configurazioni, dei bug, delle patch, di come "NOMificarle", ecc. Invece mi è capitato di vivere un'esperienza intensa, che mi è sembrata significativa, e quasi di getto mi è venuta fuori una storia. Ho pensato allora di usarla come introduzione all'argomento, fornendovi allo stesso tempo un esempio di come talvolta mi capita di vivere un gioco "ruolisticamente" ed "emotivamente", magari espandendo un po' i contenuti (specie dove non sono ancora sviluppati).

    Mi scuso per l'eccesso di immagini postate, ma volevo aggiungere anche un elemento visivo alla storia.

    DA SEYDA NEEN A PORT TELVANNIS

    Era quasi l'ora del tramonto, quando arrivammo a Suran. Il cielo era splendido, all'orizzonte, mentre si tingeva tutto di rosso, e quasi non mi accorsi delle luci che si stavano accendendo per tutta la cittadina. Notai che in un angolo della città, all'incrocio tra due case, la luce era decisamente rossa anch'essa, e al momento pensai che in fondo si intonava col tramonto.

    Ma presto la poesia dei colori svanì: ricordavo perfettamente perché quelle luci erano rosse. Quasi casualmente eravamo giunti nel posto più conosciuto e frequentato di Vvanderfell, a parte naturalmente Vivec e Ghostgate (beh, in effetti Ghostgate non è molto frequentato...). In passato mi era capitato di passare da Suran, e avevo dato anch'io un'occhiata al posto, ma francamente non mi aveva particolarmente esaltata; ora, poi, ero molto più attratta dalla compagnia e dalla personalità di Belial, e la sfida più grande per me era cercare di comprenderne i pensieri e di farle sperimentare almeno un po' di serenità, se non proprio di gioia.

    Passeggiando per le strade di Suran, incontrammo uno strano individuo, che se ne stava apparentemente da solo, isolato in un angolo. Cercai di parlargli, ma inizialmente mi ignorò. Insistetti, e alla fine scoprii che era il capitano di un veliero, un vero e proprio galeone, ormai stanco di navigare. Ci fermammo a discorrere un po', e presto si parlò del mare, della sua nave, delle avventure che aveva vissuto. Ma non aveva molta voglia di parlare, e finì per fare delle battute, giungendo al punto di sfidarmi a qualche gioco di dubbio gusto, promettendo che se l'avessi "meritato", mi avrebbe ceduto la sua nave. Semplicemente.

    Stetti per un po' al gioco, che peraltro si faceva sempre più pesante; ormai volevo vedere fin dove pensava di arrivare. Ovviamente, Belial era sconcertata di tutta quella "futilità", ma era abituata da secoli a sopportare la vanità dei mortali, e quindi taceva. Alla fine comunque, prima che si arrivasse a qualcosa di inaccettabile per me, il marinaio si stancò del gioco, e mi disse che potevo prendermi la nave, non senza consigliarmi prima di esercitare una diversa professione, molto in voga a Suran.

    Non gli risposi; ormai pensavo solo a trovare la nave. Si trovava ormeggiata nella baia di Seyda Neen; in effetti, si trattava di un galeone enorme, che occupava da solo metà della baia. A Seyda Neen ci raggiunse Jasmine, un'amica di Elone che curiosando un po' troppo nelle caverne della zona era finita prigioniera degli schiavisti; liberarla era stata una delle mie prime missioni a Morrowind e da allora eravamo rimaste in contatto. Dopo l'arrivo di Belial non l'avevo più vista, ma ora che l'avventura si prospettava assai interessante avevo pensato di passare a salutarla e chiederle se pensava di unirsi a noi. Aveva accettato senza alcuna esitazione, nonostante i commenti di Belial che continuava a non comprendere questo entusiasmo per delle cose così futili e vane...

    Una volta a bordo, per prima cosa visitammo interamente la nave, compresi i tre livelli interni, decisamente superiori ad ogni aspettativa in fatto di comodità e servizi. Uscire dalla baia fu tutto un altro discorso, vista la grandezza abnorme della nave, decisamente maggiore di qualunque altro veliero che fosse mai giunto a Seyda Neen. La manovrabilità in sè non era un problema, ma la nave accelerava velocemente fino ad arrivare al punto in cui anche solo svoltare richiedeva molto spazio; per due volte urtammo degli scogli e dovetti scendere nella stiva a riparare lo scafo. Per fortuna sulla nave c'erano dei marinai, e uno in particolare possedeva tutti gli strumenti per le riparazioni.

    Finalmente riuscimmo ad uscire dalla baia, e allora si trattò di decidere in quale direzione andare. Inizialmente, pensavo di fare un breve viaggio fino a Ebonheart, giusto per provare la nave, ma poi mi ricordai che Maestro Aryon a Tel Vos, dopo che ero stata nominata sua Bocca Telvanni, mi aveva chiesto di fare rapporto al Consiglio di Port Telvannis, passando prima da Baan Malur per vedere il contatto dei Telvanni presso la sede della Casata Redoran.

    Il viaggio si prospettava abbastanza lungo e pieno di insidie: il Mare Interno intorno a Vvanderfell è costellato di rocce e scogli, per lo più affioranti in superficie, ma alcuni anche sotto, che rendono la navigazione delle grosse navi un'impresa da piloti esperti conoscitori dei fondali, e noi ovviamente, "esperte" non lo eravamo per nulla.

    Ero ancora incerta sul da farsi, quando Belial se ne uscì con una delle sue tipiche frasi: "Qualunque cosa tu stia cercando di fare, credo che dovresti farla in fretta. Quasi certamente sarai morta tra un millennio o due; molto prima, probabilmente. Il tuo tempo sta scadendo."

    "Ma è sempre così 'ottimista'?" mi chiese sconcertata Jasmine.

    "No, qualche rara volta si lascia prendere dallo sconforto, ma di solito la sua visuale del mondo è quasi rosea..." le risposi, sperando che Belial riuscisse almeno a comprendere il lato umoristico della vita, un aspetto che in passato mi aveva spesso salvata dalla disperazione.

    Incredibilmente, il viaggio fino a Baan Malur fu molto tranquillo, rilassante e senza incidenti, a parte qualche dreugh che gironzolava intorno alla nave, innervosendo parecchio sia Jasmine che Belial: dovetti faticare parecchio per impedire loro di gettarsi in acqua a combattere...

    MGE Screenshot 2018-10-24 00.02.27.529.jpg

    Il tempo era sereno e la visuale ottima, e la Costa Amara vista dal mare sembrava bellissima e lussureggiante, come se i poveri villaggi di catapecchie e le paludi malsane non esistessero; il che mi fece fare delle riflessioni stranamente simili a quelle di Belial, sull'estrema differenza tra una visuale a distanza, complessiva, in fondo a volte superficiale, e un'analisi da vicino, nei dettagli, in profondità. Rimanevo comunque convinta che proprio nei dettagli si trovassero, oltre agli aspetti negativi, anche moltissimi elementi positivi che una visione obiettiva avrebbe dovuto porre in evidenza e risalto. In fondo, discutendo con Belial, il problema era essenzialmente quello di dialogare con una mentalità "aliena", cercando di comprenderne i meccanismi e sforzandomi nel contempo di sottolineare l'importanza di una visuale "aperta", non confinata pregiudizialmente in una concezione "statica", ottimista o pessimista che fosse.

    Per Jasmine tutti questi discorsi erano solo inutilmente complicati, in quanto lei era convinta che la semplicità e la spontaneità fossero in fondo il modo migliore di affrontare la vita; certo, anche lei aveva sofferto, ma non rinunciava alla speranza di poter costruire e vivere un futuro migliore, nonostante tutti gli aspetti negativi della vita.

    Io, che in fondo mi sentivo un po' a metà strada tra loro due, trovavo estremamente interessanti i nostri discorsi.

    Baan Malur_01.jpg

    Alla fine, dopo una sosta a Gnaar Mok per fare rifornimento, arrivammo davanti alla caverna a cielo aperto in cui si trova Baan Malur. Non volli rischiare un approdo con la nave, e poiché in dotazione c'era pure una piccola barca, la usammo per entrare in porto. Non parlerò troppo a lungo di Baan Malur, ma basti dire che per me è una città meravigliosa, con una sua specifica bellezza, che pure nella sua diversità a mio parere sta alla pari con Almalexia e Port Telvannis.

    Lasciai Belial e Jasmine a gironzolare per la città, e mi recai al Consiglio Redoran per incontrare il contatto Telvanni. Fu un incontro breve e in fondo cordiale, in base allo stile dei Telvanni, che non sono certo cerimoniosi e amichevoli come gli Hlaalu, ma neppure rigidi e ossessionati dall'onore come i Redoran. Mi dispiaceva lasciare la città così presto, ma ricordavo che Maestro Aryon, che pure è uno dei Telvanni più bonari e pazienti, aveva bisogno che io giungessi in fretta a Port Telvannis. Si era perfino offerto di teletrasportarmi direttamente nella sala del Consiglio, ma gli avevo chiesto di permettermi di andare con i miei mezzi.

    Così, fatti i rifornimenti, ripartimmo il giorno successivo. La navigazione procedeva tranquillamente, e al calare della notte scorgemmo Solstheim sul lato sinistro della nave. Il paesaggio era completamente diverso rispetto a Vvanderfell, ma anche rispetto alla costa vicino a Baan Malur. Il freddo era ormai pungente, e nell'oscurità si udivano i lupi ululare selvaggiamente. Quando raggiungemmo l'isola di Lokken, a nord-est di Solstheim, tutta imbiancata dalla neve, ci rendemmo conto che era iniziata la parte più dura del nostro viaggio.

    Lokken_01.jpg

    Presto la nebbia iniziò a calare, e la navigazione in mare aperto divenne assai più difficile, richiedendo un continuo e costante controllo della mappa e uno sforzo di individuare nella nebbia le sagome affioranti degli scogli e delle rocce, che per fortuna erano molto meno frequenti rispetto al Mare Interno.

    Quando raggiungemmo le Isole Telvanni, la nebbia si infittì ulteriormente, ma almeno il freddo era diminuito; sapevo che per entrare nel porto della città avrei dovuto praticamente circumnavigare l'isola principale per evitare gli scogli sul lato orientale dell'insenatura, e così ci volle un altro giorno per arrivare. Mancò poco che accadesse una tragedia, poiché la nebbia, che non ci aveva mai abbandonato, si diradò proprio davanti alla città, e riuscimmo a fermare la nave e gettare l'ancora appena in tempo, prima di finire contro le strutture del porto.

    Port Telvannis_01.jpg

    Lasciai Belial e Jasmin in cabina, e scesi con la scialuppa, toccando finalmente terra sul suolo dei Telvanni. Ero finalmente giunta nella gigantesca Città dei Funghi, che faceva sembrare Sadrith Mora un piccolo borgo. Superai la Taverna del Viale, che funge da punto di arrivo per i visitatori, e mi diressi verso la sede del Consiglio Telvanni.

    C'erano importanti decisioni da prendere. Ero attesa, là.

    _Seyda Neen - Baan Malur 2.jpg

    _Baan Malur - Port Telvannis 3.jpg
     
    Ultima modifica: 4 Novembre 2018
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  2. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    altro bel post
    e sai cosa mi fa scendere di più la lacrimuccia?
    sarà paradossale ma è la mappa ancora "marrone" e con un numero limitato di posti già visitati
    quando lo giocavo mi ero fissato di svelarla tutta e c'ero praticamente riuscito
    sì, lo so, è maniacale [​IMG]
     
  3. agg4361

    agg4361 Sacerdote di Lord Vivec Redattore

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    Come sempre scrivi storie magnifiche @MOB2 , mi fai sempre venire nostalgia, maledizione a te. :emoji_joy:
     
  4. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    @f5f9 e @agg4361 , come sempre vi ringrazio, considerato che queste storie mi escono in modo imprevedibile, improvviso, inatteso e in genere le scrivo di getto, quasi senza pensare (come mi è successo per Enderal e Beyond Skyrim: Bruma).

    In effetti, avevo da tempo l'intenzione di scrivere sulla navigazione in Morrowind, un argomento che ho vissuto come una sfida personale, dopo aver scoperto una splendida mod per Oblivion di cui, prima o poi, sento che dovrò parlare diffusamente. Mi sono chiesto all'epoca se esistesse qualcosa di simile per Morrowind, e nonostante non avessi particolari aspettative, ho trovato alcune mod molto interessanti, di cui parlerò prossimamente.

    Quanto al "riempimento" della mappa, considerate che non è certamente la prima volta che inizio un gioco a Morrowind, anche se ammetto di non essere mai riuscito a completarla del tutto. Inoltre, considerando che Tamriel Rebuilt ha aggiunto un territorio visitabile grande almeno il triplo (escludendo la parte meridionale non ancora modellata), la sfida esplorativa diventa ancora più impegnativa, anche se avvincente. Sto pazientemente aspettando che i ragazzi di TR implementino le fazioni della Società Imperiale di Archeologia e della Flotta Imperiale (entrambe con sede a Old Ebonheart), che promettono di avere delle missioni interessantissime, presumibilmente culminanti con l'integrale esplorazione di Kemel-Ze (che qualcuno ha definito la "Dagoth Ur Quest" per quanto riguarda l'esplorazione; un altro argomento nella mia "to do list" in questo forum).

    Spero comunque che queste mie storie, oltre a stimolare la nostra nostalgia, possano incuriosire almeno un po' qualche "giovane esploratore", spingendolo ad avvicinarsi a questo gioco meraviglioso, che nonostante l'età continua a promettere e garantire un'intensissima esperienza a molteplici livelli :)
     
    Ultima modifica: 3 Novembre 2018
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  5. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    this, sotto questo punto di vista è imbattuto (e forse imbattibile)
     
  6. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    In principio, c'era il viaggio a piedi.
    Con la tipica, estenuante lentezza della velocità al livello 1, dove correre significava raggiungere una velocità un po' meno di quella di una normale camminata, e dopo circa un minuto dovevi fermarti, perché la stamina era scesa a zero.

    La prima felice scoperta è stata quella dei Silt Strider, quegli insettoni giganti quasi immobili ("quasi": osservate le loro gambe per conferma), vicino ai quali un tizio o una tizia (quasi sempre dunmer) ti dicevano la loro gettonatissima frase: "Perché camminare, se puoi cavalcare?" e ancora: "Abbiamo un viaggio speciale per te, a bassissimo prezzo". Ti sembrava allora di avere raggiunto una svolta epocale nel gioco, anzi nella storia di Morrowind, perchè scoprivi che gli insettoni in questione ti portavano in un istante in varie località, anche se in realtà non era un vero e proprio istante, perché il tempo nel gioco passava, e se partivi di giorno arrivavi di notte, se partivi col sole arrivavi con la pioggia, o peggio ancora finivi per trovarti in una tempesta di vento e sabbia di un colore rosso, e non vedevi più nulla, letteralmente.

    La seconda gioiosa scoperta è stata che la Gilda dei Maghi aveva un sistema interno di teletrasporto in varie città, e quella sì che era istantanea, anche se i maghi erano spesso un po' sprezzanti nei tuoi confronti, novellino ("Interessante. Un turista.").

    La terza scoperta è stata che nelle città sul mare c'era quasi sempre una barca con un altro tizio disposto a portarti da qualche parte, con lo stesso problema dei Silt Strider: una schermata nera, e un dolce risveglio su un altro molo di un'altra città, in un'ora diversa, con un tempo diverso.

    Ecco, questa era la situazione iniziale dei trasporti nel mondo "vanilla" di Morrowind, escludendo ovviamente anelli di teletrasporto, comandi di console, mod varie ed eventuali.

    Poi, un giorno è accaduto qualcosa: abot, un modder che personalmente apprezzo moltissimo (è lui che mi ha insegnato a "NOMificare" le mod), ha creato, oltre ad altri progetti a mio parere molto interessanti, due mod specificamente dedicate all'immersione nel mondo di gioco, relative ai trasporti: "Silt Striders", dove è diventato possibile viaggiare in tempo reale a bordo di un insettone, gustandosi il paesaggio, e "Boats", con la quale il viaggio per mare in tempo reale è diventato una realtà.

    Entrambe le mod sono configurabili tramite un'opzione di dialogo che presenta un menu, in cui si possono modificare molti aspetti, come la velocità di spostamento, la possibilità o meno di essere attaccati da animali o nemici, la possibilità di scendere in qualunque punto del viaggio.

    Entrambe le mod sono attualmente compatibili con Tamriel Rebuilt (aggiornate all'ultima versione), e nonostante qualche bug e la scritta a caratteri cubitali sulle pagine di Nexus, sostanzialmente compatibili anche con OpenMW.

    Ovviamente, non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione, e ho subito testato la doppia compatibilità, e devo dire che, a parte un problema di vele in posizione rovesciata su una specifica nave, non ho riscontrato particolari problemi. Certo, le svolte sono a scatti, ma questo evita il problema di cui parlerò prossimamente, quando affronterò un altro tipo di navigazione: quella a guida manuale.

    Concludo lasciandovi con il solito video creato alla buona, giusto per dare l'idea.

     
  7. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    urca!
    ai miei tempi c'era solo una mod di un grande modder (tra l'altro italiano ma desso non ricordo il nome) per i viaggi in barca....ma non era certo così evoluta!
    di quella dei silt invece avevo già visto un trailer
     
  8. Darth Vader

    Darth Vader Il Visionario Amministratore

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    La domanda che mi frulla in testa è sempre la stessa: ma perché Bethesda non è in grado di fare queste cose?
     
  9. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    @f5f9 , credo proprio che sia lui, abot (se guardi in alto a destra c'è la bandierina italiana). Tanto per aggiornarti, è tutt'altro che in pensione: sta lavorando ad un immenso progetto che tra l'altro sto testando parzialmente pure io: Solstheim Overhaul Pack Project, con decine di mod (tra cui Lokken) rese compatibili tra loro e tutte compatibili con NOM

    @Darth Vader , stiamo cercando una risposta qui; personalmente sono convinto che Bethesda sia perfettamente in grado di fare cose simili, visto che perfino il motore di Morrowind le permette...