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I Nostri Scritti

Discussione in 'Lo scannatoio' iniziata da Supernova, 5 Gennaio 2008.

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  1. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    e chi lo sa sono in crisi ormai
     
  2. RedDead

    RedDead Livello 1

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    spero ritroverai la vena creativa scrivi davvero bene ;)
     
  3. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    grazie red

    grazie
     
  4. NonTrovoUnNome22

    NonTrovoUnNome22 Il supervillain di RPG Italia (Platinum version) Ex staff

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    spero di non essere la causa della tua crisi :trollface:
     
  5. MAGE divinity

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    no no solo mancanza di voglia e ispirazione
     
  6. Maurras

    Maurras Wanna be Elf , but proud to be Hobbit ! ;)

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    Capita a tutti ;)

    Ma la cosa peggiore, secondo me, è quando l'ispirazione ci sarebbe...

    ...ma non hai tempo per scrivere nemmeno una righa ! O_O
     
  7. MAGE divinity

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    anche quella è una disgrazia

    vi piace questo prologo ?

    Rumori d’ambulanze,luci nei grandi grattacieli, strade buie dove si rischia la vita. Questa è la città di deviato. Situata nel continente Focus è la capitale delle zone del concilio, qui le grandi corporazioni industriali abbondano e la violenza gira per le strade. Le varie razze che popolano il nostro mondo girano per le enclavi, pochi di loro si vedono al di fuori di esse, solo gli umani hanno libertà di girare per le città. Gli umani, razza ingorda, bastarda nata da un semplice errore degli elfi di credere che la loro razza potesse fondersi con altre.

    Ma la tragedia più grande di tutte e quella che sta avvenendo ora. Anno 1790 del secondo ciclo infuria un violenta persecuzione contro i maghi.
     
  8. Maurras

    Maurras Wanna be Elf , but proud to be Hobbit ! ;)

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    Carino, ma un po "cortino" ^^

    Immagino ci starai ancora lavorando sopra... ;)

    Trovo interessante questo mix tra Fantascienza e Fantasy: Promette bene :D

    Intanto approfitto per mettervi il link dell'ultima storia a cui sto lavorando...

    Stavolta si tratta di una cosa un po 'particolare' :D

    Il tema, è un po quello classico sul "mondo spirituale- anime/angeli/demoni e Co." Più o meno...

    Gli argomenti trattati, non scenderanno mai in dettagli da bollino rosso (infatti il rating è giallo),

    per cui dovrebbe essere possibile leggerla, anche per chi non abbia un account su efp :)

    Spero vi piaccia ! Buona lettura XD

    http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1323626&i=1
     
  9. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    ecco la mia prima bozza di storia

    “Bastardi, ingordi ci vogliono rovinare. Aliza mi hanno sfasciato casa capisci. Sono entrati in casa mia e l’hanno distrutta” Corter urlava e beveva, mentre Aliza, la ragazza seduta al suo fianco, ascoltava pacatamente. Corter era un ragazzo sui venti cinque anni, alto di razza elfica, i suoi capelli erano corti e neri con qualche ciocca grigia nonostante la giovane età. Aliza invece era di razza Luhi , una razza simile a un incrocio tra elfi e creature di tipo saturino, aveva lunghi capelli rosso scuro, la pelle era squamata tipo quella si un pesce. Il suo naso leggermente schiacciato, mentre i suoi occhi sembravano quelli di un alligatore, gialli con una pupilla verticale e aveva le tipiche orecchi a punta che aveva anche Corter. Era molto carina nonostante tutto. Corter continuò il suo discorso “siamo maghi perché ci odiano? Perché siamo migliori? Fottuti umani ora considerano anche i loro fratelli meno di zero, e noi? che siamo sia di altre razze che incantatori? ci uccideranno a breve te lo dico io “ c’era amarezza nella voce di Corter. Da una settimana ormai veniva a bere in quel pub insieme ad Aliza, lamentandosi delle continue persecuzioni. “e che intendi fare ?” esordì quest’ultima “rimanere qui con il culo su uno sgabello e con in mano una birra?” il suo tono era pacato, ma le parole no. Corter rispose “ Ma questo è scotch” il ragazzo ridacchiò.

    Aliza si girò verso di lui e lo fulminò con uno sguardo e disse “non fa ridere” poi guardando la finestra continuò “sai potremmo cambiare le cose. C’è un gruppo la fuori che combatte contro il conciliò per ristabilire la normalità”

    “favole di uomini disperati che sperano la libertà, non esiste nessun gruppo del genere.”

    “e tu che ne sai?”

    “vedi io sono un realista non credo alle favole da un po’” Detto questo si alzò dallo sgabello e si diresse alla porta “ vado a farmi quattro passi vieni con me?”

    “no non voglio ritrovarmi in qualche ronda di fanatici, e tu dovresti fare lo stesso dopo quello che mi hai detto.”

    Tutto era scuro fuori dal pub, le poche luci nella notte nascevano dai lampioni disseminati per le strade. Corter si avvio sul marciapiede, in lontananza si sentivano le urla di persone rabbiose. –che città di merda,ma è la mia città- penso il mago mentre camminava –città poi che pensiero idiota, io non sono mai potuto uscire all’infuori del mercato centrale non ho visto nemmeno il resto della città, che vita di merda- Un rumore improvviso gli frantumo i pensieri, sembrava che qualcosa fosse andato a sbattere contro un pezzo di metallo. Si guardo attorno, nulla, il buio solo il buio, ad un ceto punto si ritrovo a camminare velocemente. Si sentiva addosso gli sguardi di persone invisibili, Corter e sempre stato paranoico ma questo era diverso, era qualcosa di reale, non paranoia insensata.

    Si ritrovo sotto un lampione la luce lo calmava.

    Qualcosa lo afferrò e poi venne scaraventato a terra, un uomo si trovava in piedi vicino a lui mentre un essere simile ad u orco lo teneva a terra mandandogli zaffate d’alito in faccia.

    “ hey guarda chi abbiamo qui un piccolo mago, vero?”

    “chi cazzo ti dice che sono un mago?” l’uomo lo guardo con aria accusatoria quasi avesse bestemmiato

    “Lio non ti avrebbe attaccato se non avessi avuto un po’ di fottuto potere arcano in quel tuo corpo” Quella specie di creatura grugni nel sentire il suo nome “vedi Lio e un incrocio tra elfi e alcuni tipi di mostri arcani che si trovano nelle foreste, huu ma cosa abbiamo qui?” si chino e gli volto il viso “orecchie a punta ma guarda, sei anche tu uno di quei piccoli pervertiti. Hey Lio saluta tuo cugino poi dopo uccidilo” Lio iniziò a ringhiare il suo muso era a un palmo dal viso, Corter non poteva muovere nessun arto quindi non poteva utilizzare incantesimi, quindi decise di tentare un gesto rischioso. All’ improvviso diede una testata a Lio, che uggiolò come un cane, poi lo lanciò da un lato. Si alzò di scatto, vide l’uomo sgranare gli occhi, poi entrambi estrassero le proprie armi: l’uomo estrasse una calibro 38 , mentre Corter mise in avanti le mani. “Avevi ragione Lio abbiamo a che fare con un lurido elfo malato e con orrendi poteri arcani, voi avete rovinato il nostro mondo sai ?” sorrideva mentre lo diceva

    “che abbiamo fatto noi sono stati i maghi statali a Mavalin a distruggere mezza focus, ma mi spieghi perché cazzo dobbiamo parlare di storia mentre ci stiamo per uccidere?”

    L’uomo rise in modo sfacciato e rispose “perché devi capire che voi siete il male!” e in quell’ istante sparò.

    allora ?

    nulla
     
  10. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    versione finale della mia storia

    Rumori d’ambulanze,luci nei grandi grattacieli, strade buie dove si rischia la vita. Questa è la città di deviato. Situata nel continente Focus è la capitale delle zone del concilio, qui le grandi corporazioni industriali abbondano e la violenza gira per le strade. Le varie razze che popolano il nostro mondo girano per le enclavi, pochi di loro si vedono al di fuori di esse, solo gli umani hanno libertà di girare per le città. Gli umani, razza ingorda, bastarda nata da un semplice errore degli elfi di credere che la loro razza potesse fondersi con altre.

    Ma la tragedia più grande di tutte e quella che sta avvenendo ora. Anno 1790 del secondo ciclo infuria un violenta persecuzione contro i maghi.

    “Bastardi, ingordi ci vogliono rovinare. Aliza mi hanno sfasciato casa capisci. Sono entrati in casa mia e l’hanno distrutta” Corter urlava e beveva, mentre Aliza, la ragazza seduta al suo fianco, ascoltava pacatamente. Corter era un ragazzo sui venti cinque anni, alto di razza elfica, i suoi capelli erano corti e neri con qualche ciocca grigia nonostante la giovane età. Aliza invece era di razza Luhi , una razza simile a un incrocio tra elfi e creature di tipo saturino, aveva lunghi capelli rosso scuro, la pelle era squamata tipo quella si un pesce. Il suo naso leggermente schiacciato, mentre i suoi occhi sembravano quelli di un alligatore, gialli con una pupilla verticale e aveva le tipiche orecchie a punta che aveva anche Corter. Era molto carina nonostante tutto. Corter continuò il suo discorso “siamo maghi perché ci odiano? Perché siamo migliori? Fottuti umani ora considerano anche i loro fratelli meno di zero, e noi? che siamo sia di altre razze che incantatori? ci uccideranno a breve te lo dico io “ c’era amarezza nella voce di Corter. Da una settimana ormai veniva a bere in quel pub insieme ad Aliza, lamentandosi delle continue persecuzioni. “e che intendi fare ?” esordì quest’ultima “rimanere qui con il culo su uno sgabello e con in mano una birra?” il suo tono era pacato, ma le parole no. Corter rispose “ Ma questo è scotch” il ragazzo ridacchiò.

    Aliza si girò verso di lui e lo fulminò con uno sguardo e disse “non fa ridere” poi guardando la finestra continuò “sai potremmo cambiare le cose. C’è un gruppo la fuori che combatte contro il concilio per ristabilire la normalità”

    “favole di uomini disperati, che sperano la libertà, non esiste nessun gruppo del genere.”

    “e tu che ne sai?”

    “vedi io sono un realista non credo alle favole da un po’” Detto questo si alzò dallo sgabello e si diresse alla porta “ vado a farmi quattro passi vieni con me?”

    “no non voglio ritrovarmi in qualche ronda di fanatici, e tu dovresti fare lo stesso dopo quello che mi hai detto.” Non l’ascoltò

    Tutto era scuro fuori dal pub, le poche luci nella notte nascevano dai lampioni disseminati per le strade. Corter si avvio sul marciapiede, in lontananza si sentivano le urla di persone rabbiose. –che città di merda,ma è la mia città- penso il mago mentre camminava –la mia città poi che pensiero idiota, io non sono mai potuto uscire all’infuori del mercato centrale non ho visto nemmeno il resto della città, che vita di merda- Un rumore improvviso gli frantumo i pensieri, sembrava che qualcosa fosse andato a sbattere contro un pezzo di metallo. Si guardo attorno, nulla, il buio solo il buio, ad un ceto punto si ritrovo a camminare velocemente. Si sentiva addosso gli sguardi di persone invisibili, Corter e sempre stato paranoico ma questo era diverso, era qualcosa di reale, non paranoia insensata.

    Si ritrovo sotto un lampione la luce lo calmava.

    Qualcosa lo afferrò e poi venne scaraventato a terra, un uomo si trovava in piedi vicino a lui mentre un essere simile ad u orco lo teneva a terra mandandogli zaffate d’alito in faccia.

    “ hey guarda chi abbiamo qui un piccolo mago, vero?”

    Corter era spaventato e stupito, ma riuscì a dare forma a una risposta “chi cazzo ti dice che sono un mago?” l’uomo lo guardo con aria accusatoria quasi avesse bestemmiato

    “Lio non ti avrebbe attaccato se non avessi avuto un po’ di fottuto potere arcano in quel tuo corpo” Quella specie di creatura grugni nel sentire il suo nome “vedi Lio e un incrocio tra elfi e alcuni tipi di mostri arcani che si trovano nelle foreste .…. huu ma cosa abbiamo qui?” si chino e gli volto il viso “orecchie a punta, ma guarda, sei anche tu uno di quei piccoli pervertiti. Hey Lio saluta tuo cugino, poi dopo uccidilo” Lio iniziò a ringhiare il suo muso era a un palmo dal viso, Corter non poteva muovere nessun arto quindi non poteva utilizzare incantesimi,ne manipolare oggetti poiché non c’en erano, quindi decise di tentare un gesto rischioso. All’ improvviso diede una testata a Lio, che uggiolò come un cane, poi lo lanciò da un lato. Si alzò di scatto, vide l’uomo sgranare gli occhi, poi entrambi estrassero le proprie armi: l’uomo estrasse una calibro 38 , mentre Corter mise in avanti le mani. “Avevi ragione Lio abbiamo a che fare con un lurido elfo malato e con orrendi poteri arcani, voi avete rovinato il nostro mondo sai ?” aveva una smorfia disgustata mentre parlava

    “che abbiamo fatto noi sono stati i maghi di Mavalin a distruggere mezza focus, ma mi spieghi perché cazzo dobbiamo parlare di storia mentre ci stiamo per uccidere?”

    L’uomo rise in modo sfacciato e rispose “perché? Perché prima di morire devi capire che voi siete il male!” e in quell’ istante sparò. A quanto pare mancò il colpo perché la spalla di Corter divenne un inferno di dolore, come risposta puntò la mano contro l’uomo e da essa ne nacque una lancia bianca, lucente e mortale. La lancia si scagliò contro l’uomo, l’incantesimo lo colpì in piena faccia, odore di carne bruciata si sentiva nell’aria. Quando l’incantesimo si dissolse Corter vide la faccia dell’uomo, era un orrenda maschera di carne ,nera e rossa, irriconoscibile. Le palpebre spalancate su delle orbite vuote, le labbra fuse contratte in una smorfia simile a un sorriso di un folle. Lio ringhiò nel buio arretrando, Corter fece un passo in avanti, Lio scappò.

    Corter non sapeva cosa fare , aveva ucciso un uomo, temeva per se le incursioni nelle enclavi erano sempre più frequenti, un umano morto avrebbe accesso altre violenze lo avrebbero trovato. –qualcuno ha visto?- pensò guardando le finestre dei palazzi, vide qualcosa muoversi da qualche parte, non sapeva dove però- Hanno visto!!- a quel pensiero scappò, tornò da dove era venuto. Entrò nel pub, aprendo la porta con violenza,ma non avrebbe dovuto.

    Si presento davanti a lui la raccapricciante vista di un massacro. Sangue tinteggiava le pareti prima verdi, corpi sanguinosi per terra perdevano fluidi, erano morti da pochi minuti. Era spaventato,cosa stava succedendo? Non capiva niente, nemmeno i fanatici si erano mai spinti a simili scenari. Riconobbe tra loro il barista gli altri erano tutti sconosciuti non cerano prima. Dove era Aliza?

    Corter setacciò, con cautela e terrore tutto il locale fino ad avere un ultima stanza da controllare il bagno. Spalanco la porta con cautela, anche li trovò sangue, ma anche Aliza. Corter scatto verso di lei abbracciandola notò che era sporca di sangue e gli abiti erano stracciati “cosa è successo ?” Chiese la ragazza non rispose. Alizà sembrava persa, lo sguardo vuoto “parla cosa e successo? Ti hanno fatto del male?” Alizà questa volta sembrò sentire e a quelle parole pianse, pianse forte,molto forte. Guardò il volto di Corter e spalancò gli occhi e si ritirò, quasi avesse paura di lui, Corter si avvicinò ma lei urlò “lasciami” tremava.

    “Aliza calmati sono io, cerca di dirmi quello che è successo” La ragazza sembrò calmarsi ma tremava e piangeva ancora

    “D- dei fanatici sono entrati nel bar, volevano sapere dove abbittavano i maghi della zona” singhiozzò “ho fatto finta di niente,ma il barista mi ha indicato, loro … poi … li ho uccisi … m-mi … “ non finì la frase, pianse più forte. Corter aveva capito e con sguardo truce, cercò di far alzare la luhi senza farla agitare più di quanto non fosse già.

    Penso di andare a casa sua, ma di sicuro sarebbero venuti di nuovo, optò per la casa di Aliza.”ti va bene se andiamo a casa tua?” Aliza annui. I due si avviarono e in pochi minuti si trovarono a casa della ragazza, furono “fortunati” a non trovare nessuno per la strada. Entrarono nell’condominio, presero l’ascensore, Aliza per tutto il tragitto ha sempre guardato giù come persa, quando il ragazzo la toccava lei sussultava di paura. Alla fine dell’ascesa entrarono nell’appartamento. Corter fece sedere la ragazza sul divano, poi accese la luce. Il salone dell’ appartamento era ampio, ben arredato con vari mobili e suppellettili che andavano dalla normale oggettistica agli oggetti occulti, le pareti tinteggiate di viola davano alla stanza un aria eterea. Corter si sedette su una sedia di fianco al divano, Il ragazzo elfico disse “Bastardi, non ci vogliono solo uccidere ci voglio far soffrire fino alla fine “ Non sopportava quella situazione, fino a poche ore fa non gli importava di stupidi discorsi idealistici e di ribellione, ma dopo quello che avevano fatto ad Aliza non poteva più accettare tutto questo. Era furente voleva uccidere di nuovo tutti quelli che avevano fatto male alla sua ragazza, ma si sentiva anche un verme per averla lasciata sola. “voglio fare qualcosa, ma cosa?” Piangeva mentre parlava, non piangeva da tempo.

    Aliza rimase nel vuoto, ma in quegli attimi dove l’unico rumore era la tristezza successe qualcosa. La porta dell’appartamento venne sfondata, Corter con le lacrime agli occhi balzò in piedi davanti ad Aliza per proteggerla. Gli uomini che entrarono non erano armati però e non avevano un aria minacciosa, ma Corter non lo notò “cosa volete? andate via” urlò. Dal gruppo emerse una ragazza, bassa, dai capelli color del rame. Aveva tratti elfici come le orecchie a punta, ma il viso era molto più arrotondato e dolce, gli occhi erano verde- azzurro con taglio a mandorla, una hefli. La ragazza bassa disse con voce pacata e armoniosa “ calmati non siamo qui per farvi male, tutt’altro vogliamo migliorare le vostre condizioni.” Corter inclinò la testa da un lato “ vedi noi ti abbiamo visto uccidere quel fanatico, e abbiamo assistito al massacro perpetrato dalla tua amica al bar” Corter si senti avvampare ti rabbia

    “Perchè non avete fatto niente per fermare quei cani prima che la violentassero bastarti ?”

    “ semplice ragazzo , io ho detto che “assistito visto” non che “ eravamo li fisicamente” non era nel nostro potere , ora ascolta senza interpormi. Il mio nome è Lis e sono a capo di un gruppo terroristico di maghi per distruggere il consiglio e far valere i diritti degli incantatori. Sono qui per prendervi come membri del nostro gruppo in quanto ne avete i criteri.”

    Corter digrignò i denti “quali sarebbero?”

    “Essere maghi, essere ricercati per un crimine, e aver il fegato di uccidere un fanatico. Abbiamo ristretto i criteri per mancanza di personale”

    Corter guardo Aliza , la ragazza stava fissando Lis con uno sguardo che andava dal curioso, all’felice, al terrorizzato, ma comunque si era ripresa dallo shock di prima. L’elfo si giro verso la luhi e le chiese “stai bene? Cosa ne pansi?”

    Aliza guardo in basso e poi rispose tranquillamente ,ma con una punta di entusiasmo “si per me va bene”

    Il ragazzo elfico si girò verso il la terrorista e annui per confermare l’adesione al gruppo.

    “Ottimo”rispose Lis “ allora venite con me”
     
  11. Supernova

    Supernova Ex staff Ex staff

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    Opterei per un "Aliza invece era di razza Luhi, un incrocio fra un elfo ed una creatura di tipo saturino; aveva lunghi capelli rosso scuro, pelle squamata come un pesce."

    Credo sia più fluido.

    *vedi Lio è (accento :p )

    Ora non posso finire di leggere, ma comunque è carina come intro. Un tema molto consistente, quello dell'odio dell'umano per ignoto (arcano+un'altra razza)
     
  12. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    grazie di aver risposto e anche delle correzioni
     
  13. KillingJoke91

    KillingJoke91 Il guerriero nero. Ex staff

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    Io attualmente sto scrivendo un mio racconto,più o meno si inquadra tra il fantasy,il noir e il post-apocalittico,se incuriosisce posto qualcosa
     
    A MAGE divinity piace questo elemento.
  14. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    non vedo l'ora di leggerlo
     
  15. KillingJoke91

    KillingJoke91 Il guerriero nero. Ex staff

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    :) Posto parte del prologo allora,il racconto si chiamerà "Wolfberry"

    1 – Prologo - Hellcome

    Il rumore dell’auto era fluido e potente, la polvere sollevata dalle ruote creava una scia sempre più lunga ad ogni chilometro, una scia che si colorava delle sfumature dell’alba, quasi a diventare il monito di un nuovo giorno.

    Già, un altro giorno era trascorso, e il respiro, forse più simile ad un rantolo, poteva farsi meno affannoso.

    La guardava.

    Povera piccola. Aveva avuto delle brutte mattinate negli ultimi tempi. Sarà che ultimamente non era mai riuscito a trovare un posto adatto abbastanza vicino da arrivare in pieno giorno: “può essere un problema trovare certi posti quando la civiltà è andata a farsi fottere, non è vero tesoro?”. Blyth lo sapeva bene. Lei quasi sempre rispondeva con tremori e urla quando era in queste condizioni. Ma per lui Sevi rimaneva sempre così bella. Non le parlava come si deve da così tanto tempo.

    Una volta non prestava attenzione alle parole. Più che “di poche parole” Blyth era il tipo “di nessuna parola”. Compensava con tutti quei pensieri e quelle piccole attenzioni. Quando spesso Sevi gli parlava lui, anche se mai in malafede, non la ascoltava nemmeno. Mai avrebbe pensato che la sua voce gli sarebbe mancata così tanto.

    Ogni volta che guardava il sole sorgere pensava allo scorrere del tempo nella natia Bryher. La fioritura dei narcisi, il vento tra i capelli e la carezza dell’erba sui promontori turbinanti di brezza marina. Cose che non avrebbe forse mai più rivisto. Ci pensava, e il sangue schiumante inondava la sua bocca come la rabbia che stava divorando la sua anima. Eppure non sarebbe strano dire che odiava questo ricordo almeno quanto avrebbe sperato di riviverlo; non era infatti un mistero che quella fosse la sua più grande speranza.

    Erano passati anni ormai, ma non avrebbe potuto dirlo con certezza: non ricordava di aver dormito da quando tutto era iniziato, quindi la sua memoria, il passato e il presente, cominciavano a fondersi in quella informe macchia di rosso e nero che era diventata la sua vita.

    Sevi era agitata. Non avrebbe potuto calmarla, così aveva imparato a sopportare. Le cicatrici su di lei erano i segni del passato, agli occhi di Blyth però erano l’immagine persistente di un dolore che non lo avrebbe mai lasciato, comunque fossero andate le cose. Era appena trascorsa una lunga notte e avevano rischiato la vita ancora una volta; la traversata della Turchia si era rivelata più difficile del previsto. Corsi d’acqua prosciugati e assenza di vegetazione avevano trasformato quella terra in un deserto. Non che la situazione fosse diversa nel resto d’Europa, e quasi certamente del mondo. La fine trascinò con se tutto ciò che contenesse una scintilla di vita, e alla fine non risparmiò nemmeno l’umanità. Tutto era iniziato in Galles solo come una strana coincidenza, ma l’uomo non era in grado di capire, e non volle fino al punto di non ritorno. Questo è il passato e il presente di Blyth.Il futuro non esiste più.

    Ho deciso di ingannare un po il lettore con questo inizio,ma le cose si scaldano presto subito dopo :)
     
  16. MAGE divinity

    MAGE divinity Livello 1

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    allora da dova inizio

    sei bravo questo non c'è che dire, ma non so sento qualcosa che manca

    i personaggi dovrebbero essere caratterizati (almeno un pochino e anche nel fisico e nel carattere) già dall'inizio

    e ultima cosa e questa volta la meno inportante scrivere di più

    queste sono critiche che voglio farti per solo perchè vedo che hai del potenziale anche se essendo un prologo foglio prima eseminare il seguito
     
  17. KillingJoke91

    KillingJoke91 Il guerriero nero. Ex staff

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    Intanto ti ringrazio per l'attenzione e per le critiche sempre ben accette :) per il resto: al momento ho voluto tenere da parte per il vero e proprio inizio la caratterizzazione dei personaggi,che come sostieni tu è effettivamente scarna.La mia intenzione è quella di incuriosire e di svelare poco per volta ogni piccolo dettaglio dei due protagonisti,dall'aspetto fisico,che comunque troverà spazio integralmente nel primo capitolo, a tutta la loro storia passata che sarà narrata da sequenze flashback che sto ancora progettando per non spezzare il ritmo bruscamente.Il prologo prosegue con una parte che ho denominato "Le cronache dello sterminio"(ancora in corso di scrittura)

    30 maggio 1991: tutto iniziò, e in senso più ampio ebbe fine.

    Nella regione meridionale del Galles iniziarono a verificarsi eventi allarmanti: il bestiame spariva o veniva ritrovato morto senza alcuna spiegazione, le colture smisero di germogliare, i fiori appassivano.

    Finche il fenomeno rimase isolato in piccoli villaggi nessuno si allarmò. Tra i villeggianti le cause erano le più disparate. Si iniziava con le classiche fosse riempite di rifiuti industriali, fino alle ben più fantasiose teorie di cospirazione, scie chimiche, UFO e addirittura folklore locale. Ma chi mai al giorno d’oggi poteva credere nei demoni? Perché si dovrebbe dare ascolto a scomode dottrine dimenticate, quando ci si può crogiolare nella calda luce della modernità e nel grigio velo dell’omologazione? L’uomo fu stolto, questo è certo, ma i suoi errori cominciarono molto prima. Nessuno si pose il problema quando si trattò di distruggere e dissacrare. Nessuno volle più ricordare alla prima possibilità di dimenticare la paura, il sacro terrore che ci protesse sin dalle nostre radici ancestrali. E nella foga di chiudere gli occhi e il cuore, come solo l’uomo “nuovo” sa fare, tutto fu talmente rapido da non lasciare spazio nemmeno al rimpianto.

    In pochi mesi l’intero Regno Unito accusò i sintomi invisibili del morbo che di li a poco ci avrebbe preso tutto. Inutilmente fattorie e allevamenti, persino vivai di piante, furono monitorati giorno e notte, ma ciò che appariva alle telecamere era solo l’evidenza di quello che effettivamente stava accadendo: interi file di centinaia di minuti che documentavano l’inspiegabile morte spontanea di ogni forma di vita animale e vegetale. Iniziò una lunga carestia, si pensò a un nuovo virus mai scoperto, ma le analisi furono inconcludenti. La fame e lo sconforto però non furono artefici della fine: semplicemente l’uomo iniziò a fare ciò che sapeva fare meglio.

    Guerra.

    Il fenomeno divenne di portata mondiale nel giro di 2 anni. Violente guerre civili, e azioni militari mirate al presidio delle ultime risorse disponibili trasformarono il mondo in un inferno. Quello che l’umanità non sapeva è che il flagello avrebbe continuato a proliferare in segreto e, ironia della sorte, la guerra lo avrebbe nascosto ancora meglio ai loro occhi.

    Il giorno della rivelazione fu l’ultimo giorno concesso all’umanità: era il 28 Agosto del 1995.Giorno 0.

    Alla conclusione della battaglia per la conquista del territorio una volta conosciuto come Mesopotamia, la culla dell’umanità, ultima fonte conosciuta di risorse adatte alla vita, sui resti delle martoriate fazioni, iniziò il più grande massacro che la storia umana ricorderà, se mai resterà qualcuno che possa ricordare.

    I nostri nemici si rivelarono. Il dominio dei Marw era iniziato.

    In realtà fummo noi a dar loro questo nome, quasi per autopunirci per la nostra cecità. Li chiamavano così in dialetto Cymraeg gli anziani villeggianti Gallesi che al primo manifestarsi della piaga riconobbero subito la verità. Marw, i Moribondi. In un certo senso nelle antiche credenze celtiche assimilabili ai vampiri, ma ora possiamo dire con certezza che sono esseri ben più pericolosi.

    Condividono con loro soltanto il timore della luce solare, ma forse sono solo animali notturni. Solo una breve descrizione è giunta da un superstite del “Giorno 0”, scritta in fretta poco prima di impazzire e morire. Forse è stato risparmiato dal destino solo per mostrare ciò a cui l’uomo sarebbe andato incontro, o forse col passare del tempo abbiamo attribuito loro più crudeltà e astuzia di quanta non ne abbiano in realtà..

    “Forse è la paura a guidare la mia mente, forse la stessa paura ha ingannato i miei occhi, ma cercherò di scrivere solo l’apparenza fisica di ciò che ho visto quella notte, ammesso che non sia stata un’allucinazione.

    Occhi di fuoco e zanne nere come il buio, le creature erano ricoperte da un’aura di oscurità insondabile che fluttuava intorno a loro. Non più grandi di un uomo, si spostavano sulle quattro zampe artigliate urlando mostruosamente con un sibilo che non dimenticherò mai, ma che non saprei descrivere. La pelle nera come il petrolio si intravedeva nella cortina oscura che le avvolgeva, abbastanza sottile da lasciare quasi le ossa scoperte, ma così resistente da non essere scalfita nemmeno dalle esplosioni. Su di essa erano visibili strani marchi che avevo visto solo sui libri di storia antica. So che non mi daranno pace. Stanno venendo a prendermi, a prenderci tutti…”

     
    Ultima modifica da parte di un moderatore: 1 Dicembre 2012
  18. MAGE divinity

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    quest ultimo scritto mi pare molto più intrigante
     
  19. MAGE divinity

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    questa è la revisione della mia storia e tra un pò inseriro il continuo

    Rumori d’ambulanze ,luci nei grandi grattacieli, strade buie dove si rischia la vita. Questa è la città di deviato. Situata nel continente Focus è la capitale delle zone del concilio, qui le grandi corporazioni industriali abbondano e la violenza gira per le strade. Le varie razze che popolano il nostro mondo girano per le enclavi, pochi di loro si vedono al di fuori di esse, solo gli umani hanno libertà di girare per le città. Gli umani, razza ingorda, bastarda nata da un semplice errore degli elfi di credere che la loro razza potesse fondersi con altre.
    Ma la tragedia più grande di tutte e quella che sta avvenendo ora. Anno 1790  del secondo ciclo infuria un violenta persecuzione contro i maghi.


    “Bastardi, ingordi ci vogliono rovinare. Aliza mi hanno sfasciato casa capisci. Sono entrati in casa mia e l’hanno distrutta” Corter urlava e beveva, mentre Aliza, la ragazza seduta al suo fianco, ascoltava pacatamente. Corter era un ragazzo sui venti cinque anni, alto di razza elfica pura, i suoi capelli erano corti e neri con qualche striatura d’argento nonostante la giovane età. Aliza invece era di razza Luhi ,  un incrocio tra elfi e creature di tipo saturino, aveva lunghi capelli rosso scuro, la pelle era squamata tipo quella si un pesce. Il suo naso leggermente schiacciato, mentre i suoi occhi sembravano quelli di un alligatore, gialli con una pupilla verticale e aveva le tipiche orecchie a punta che aveva anche Corter. Era molto carina nonostante tutto. Corter continuò il suo discorso  “siamo maghi perché ci odiano? Perché siamo migliori? Fottuti umani ora considerano anche i loro fratelli meno di zero, e noi? che siamo sia di altre razze che incantatori? ci uccideranno a breve te lo dico io “  c’era amarezza nella voce di Corter. Da una settimana ormai veniva a bere in quel pub insieme ad Aliza, lamentandosi delle continue persecuzioni. “e che intendi fare ?” esordì quest’ultima “rimanere qui con il culo su uno sgabello e con in mano una birra?” il suo tono era pacato, ma le parole no. Corter rispose “ Ma questo è scotch” il ragazzo ridacchiò.
    Aliza si girò verso di  lui e lo fulminò con uno sguardo e disse “non fa ridere” poi guardando la finestra continuò “sai potremmo cambiare le cose. C’è un gruppo la fuori che combatte contro il concilio per ristabilire la normalità”
    “favole di uomini disperati, che sperano la libertà, non esiste nessun gruppo del genere.”
    “e tu che ne sai?”
    “vedi io sono un realista non credo alle favole da un po’” Detto questo si alzò dallo sgabello e si diresse alla porta “ vado a farmi quattro passi vieni con me?”
    “no non voglio ritrovarmi in qualche ronda di fanatici, e tu dovresti fare lo stesso dopo quello che mi hai detto.” Non l’ascoltò
    Tutto era scuro fuori dal pub, le poche luci nella notte nascevano dai lampioni disseminati per le strade. Corter si avvio sul marciapiede, in lontananza si sentivano le urla di persone rabbiose. –che città di merda,ma è la mia città- penso il mago mentre camminava –la mia città poi che pensiero idiota, io non sono mai potuto uscire all’infuori del mercato centrale non ho visto nemmeno il resto della città, che vita di merda- Un rumore improvviso gli frantumo i pensieri, sembrava che qualcosa fosse andato a sbattere contro un pezzo di metallo. Si guardo attorno, nulla, il buio solo il buio, ad un ceto punto si ritrovo a camminare velocemente. Si sentiva addosso gli sguardi  di persone invisibili, Corter e sempre stato paranoico ma questo era diverso, era qualcosa di reale, non paranoia insensata.
    Si ritrovo sotto un lampione la luce lo calmava.
    Qualcosa lo afferrò e poi venne scaraventato a terra, un uomo si trovava in piedi vicino a lui mentre un essere simile ad u orco lo teneva a terra mandandogli zaffate d’alito in faccia.
    “ hey guarda chi abbiamo qui un piccolo mago, vero?”
    Corter era spaventato e stupito, ma riuscì a dare forma a una risposta “chi cazzo ti dice che sono un mago?” l’uomo lo guardo con aria accusatoria quasi avesse bestemmiato
    “Lio non ti avrebbe attaccato se non avessi avuto un po’ di fottuto potere arcano in quel tuo corpo” Quella specie di creatura grugni nel sentire il suo nome “vedi Lio è un incrocio tra elfi e alcuni tipi di mostri arcani che si trovano nelle foreste .….  huu ma cosa abbiamo qui?” si chino e gli volto il viso “orecchie a punta, ma guarda, sei anche tu uno di quei piccoli pervertiti. Hey Lio saluta tuo cugino, poi dopo uccidilo” Lio iniziò a ringhiare il suo muso era a un palmo dal viso, Corter non poteva muovere nessun arto quindi non poteva utilizzare incantesimi,ne manipolare oggetti poiché non c’en erano,  quindi decise di tentare un gesto rischioso. All’ improvviso diede una testata a Lio, che uggiolò come un  cane, poi lo lanciò da un lato. Si alzò di scatto, vide l’uomo sgranare gli occhi, poi entrambi estrassero le proprie armi:  l’uomo  estrasse una calibro 38 , mentre Corter mise in avanti le mani. “Avevi ragione Lio abbiamo a che fare con un lurido elfo malato e con orrendi poteri arcani, voi avete rovinato il nostro mondo sai ?” aveva una smorfia disgustata mentre parlava
    “che abbiamo fatto noi sono stati i maghi di Mavalin a distruggere mezza focus, ma mi spieghi perché cazzo dobbiamo parlare di storia mentre ci stiamo per uccidere?”
    L’uomo rise in modo sfacciato e rispose “perché? Perché prima di morire devi capire che voi siete il male!” e in quell’ istante sparò. A quanto pare il colpo alla spalla di Corter che divenne un inferno di dolore, come risposta puntò la mano contro l’uomo e da essa ne nacque una lancia bianca, lucente e mortale. La lancia si scagliò contro l’uomo, l’incantesimo lo colpì in piena faccia, odore di carne bruciata si sentiva nell’aria. Quando l’incantesimo si dissolse Corter vide  la faccia dell’uomo, era un orrenda maschera di carne ,nera e rossa, irriconoscibile. Le palpebre spalancate su delle orbite vuote, le labbra fuse contratte in una smorfia simile a un sorriso di un folle. Lio ringhiò nel buio arretrando, Corter fece un passo in avanti, Lio scappò.
    Corter non sapeva cosa fare , aveva ucciso un uomo, temeva per se le incursioni nelle enclavi erano sempre più frequenti, un umano morto avrebbe accesso altre violenze lo avrebbero trovato. –qualcuno ha visto?- pensò guardando le finestre dei palazzi, vide qualcosa muoversi da qualche parte, non sapeva dove però- Hanno visto!!- a quel pensiero scappò,cercò di ignorare il lancinante dolore alla spalla e il rivoletti di sangue che uscivano da essa e  tornò da dove era venuto. Entrò nel pub, aprendo la porta con violenza,ma non avrebbe dovuto.
    Si presento davanti a lui la raccapricciante vista di un massacro. Sangue tinteggiava le pareti prima verdi, corpi sanguinosi per terra perdevano fluidi, erano morti da pochi minuti. Era spaventato,e quasi a reagire la ferita si accese in una fiammata di dolore, cosa era successo? Non capiva niente, nemmeno i fanatici si erano mai spinti a simili scenari. Riconobbe tra loro il barista gli altri erano tutti sconosciuti non cerano prima. Dove era Aliza?
    Corter setacciò, con cautela e terrore tutto il locale fino ad avere un ultima stanza da controllare il bagno. Spalanco la porta con cautela, anche li trovò sangue, ma anche Aliza. Corter scattò verso di lei abbracciandola notò che era sporca di sangue e gli abiti erano stracciati “cosa è successo ?” Chiese, la ragazza non rispose. Alizà sembrava persa, lo sguardo vuoto “parla cosa e successo? Ti hanno fatto del male?” Alizà questa volta sembrò sentire e a quelle parole pianse, pianse forte,molto forte. Guardò il volto di Corter e spalancò gli occhi e si ritirò, quasi avesse paura di lui, Corter si avvicinò ma lei urlò “lasciami” tremava.
    “Aliza calmati sono io, cerca di dirmi quello che è successo” La ragazza sembrò calmarsi ma tremava e piangeva ancora
    “D- dei fanatici sono entrati nel bar, volevano sapere dove abbittavano i maghi della zona” singhiozzò “ho fatto finta di niente,ma il barista mi ha indicato, loro … poi … li ho uccisi …  m-mi … “ non finì la frase, pianse più forte. Corter aveva capito e con sguardo truce, cercò di far alzare la luhi senza farla agitare più di quanto non fosse già.
    Penso di andare a casa sua, ma di sicuro sarebbero venuti di nuovo, optò per la casa di Aliza.”ti va bene se andiamo a casa tua?”  Aliza annui. Corter prima di avviarsi si medicò la ferita con la cassetta di pronto soccorso che trovò nel bagno, poi i  due se ne andarono. In pochi minuti si trovarono a casa della ragazza, furono “fortunati” a non trovare nessuno per la strada. entrarono nell’condominio, presero l’ascensore, Aliza per tutto il tragitto ha sempre guardato giù come persa, quando il ragazzo la toccava lei sussultava di paura. Alla fine dell’ascesa entrarono nell’appartamento. Corter fece sedere la ragazza sul divano, poi accese la luce. Il salone dell’ appartamento era ampio, ben arredato con vari mobili e suppellettili che andavano dalla normale oggettistica agli oggetti occulti, le pareti tinteggiate di viola davano alla stanza un aria eterea. Corter si sedette su una sedia di fianco al divano, Il ragazzo elfico disse sommessamente “Bastardi, non ci vogliono solo uccidere ci voglio far soffrire fino alla fine “ Non sopportava quella situazione, fino a poche ore fa non gli importava di stupidi discorsi idealistici e di ribellione, ma dopo quello che avevano fatto ad Aliza non poteva più accettare tutto questo. Era furente voleva uccidere di nuovo tutti quelli che avevano fatto male alla sua ragazza, ma si sentiva anche un verme per averla lasciata sola. “voglio fare qualcosa, ma cosa?” Piangeva mentre parlava, non piangeva da tempo.
    Aliza rimase nel vuoto, ma in quegli attimi dove l’unico rumore era la tristezza successe qualcosa. La porta dell’appartamento venne sfondata, Corter con le lacrime agli occhi balzò in piedi davanti ad Aliza per proteggerla. Gli uomini che entrarono non erano armati però e non avevano un aria minacciosa, ma Corter non lo notò “cosa volete? andate via” urlò. Dal gruppo emerse una ragazza, bassa,  dai capelli color del rame. Aveva tratti elfici ,come le orecchie a punta, ma il viso era molto più arrotondato e dolce, gli occhi erano verde- azzurro con taglio a mandorla, una hefli. La ragazza bassa disse con voce pacata e armoniosa “ calmati non siamo qui per farvi male, tutt’altro vogliamo migliorare le vostre condizioni.” Corter inclinò la testa da un lato “ vedi noi ti abbiamo visto uccidere quel fanatico, e abbiamo assistito al massacro perpetrato dalla tua amica al bar” Corter si senti avvampare ti rabbia
    “Perchè non avete fatto niente per fermare quei cani prima che la violentassero bastardi ?”
    “ semplice ragazzo , io ho detto che “abbiamo assistito” non che   eravamo li fisicamente” non era nel nostro potere , ora ascolta senza interrompermi.  Il mio nome è Lis e sono a capo di un gruppo terroristico di maghi per distruggere il consiglio e far valere i diritti degli incantatori. Sono qui per prendervi come membri del nostro gruppo in quanto ne  avete i criteri.”
    Corter digrignò i denti  “Criteri quali sarebbero? Non abbiamo niente di speciale!”
    “Essere maghi, essere ricercati per un crimine, e aver il fegato di uccidere un fanatico. Abbiamo ristretto i criteri per mancanza di personale, ma c’è un'altra cosa. Vedi la ragazza ha del potere, un potere talmente grande da squartare una dozzina di persone e avere ancora la forza di camminare ”
    Corter guardo Aliza , la ragazza stava fissando Lis con uno sguardo che andava dal curioso, al felice, al terrorizzato, ma comunque si era ripresa dallo shock di prima. L’elfo si giro verso la luhi e le chiese “stai bene? Cosa ne pensi?”
    Aliza guardo in basso e poi rispose tranquillamente ,ma con una punta di entusiasmo “si, per me va bene”
    Il ragazzo elfico si girò verso il la terrorista e annui per confermare l’adesione al gruppo.
    “Ottimo”rispose Lis “ allora venite con me”
     
  20. MAGE divinity

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    ecco la seconda parte del mio racconto è finito (questo episodio almeno) ma ha ancora bisogno di correzioni
     

    Buio, nulla, vuoto, queste sensazioni si sentono quando ti trovi in un sogno, un oscuro sogno., Fatto di dolore e tristezza. Esso ti porta quasi a piangere, finche delle lacrime prodotte non rimane che cenere. Corri da un pericolo invisibile fino ad arrivare ad un muro, una parete screziata del sangue di estranei, senti il disperarsi di un essere vivente, una creatura femminile. Ti precipiti in una stanza inesistente, per soccorrere la ragazza, ma di lei non rimare che un guscio vuoto in competa balia del dolore. Sei in ginocchio una sensazione di rivalsa vi è nel tuo cuore mentre sei davanti a una piccola Hefli nata col colore del rame sui suoi capelli. “venite con me” con queste parole il sogno finisce



    Corter si svegliò, madido di sudore, il dolore alla spalla si accese per un istante, -cos’era quel sogno ?- pensò. Rimase a rimuginarci su per qualche secondo, ma poi rinunciandoci si alzò dal letto per andare verso il bagno. La stanza era buia quindi faticò per arrivare fino alla porta del bagnò, fece scorrere la pota da un lato ed accese la luce. Il bagno era piccolo, l’essenziale, esso conteneva: un lavabo, un Water e una doccia. Sopra il lavabo vi era uno specchio,Corter guardò il suo riflesso: era visibilmente stanco, con occhi mezzi chiusi che riusciva a stento a tenere aperti, capelli scompigliati e una fasciatura vistosa sulla spalla sinistra sembrava uno zombi. Corter smise di guardarsi allo specchio e si sciacquo il corpo per levarsi il sudore. Tornò in fine al letto solo per essere nuovamente svegliato dal bussare della porta, quindi si alzò di nuovo e andò ad aprire. Per un attimo venne accecato dalla luce del corridoio, poi si guardo attorno e non vide nessuno. “ qua giù spilungone elfico” abbasso lo sguardo e vide una bassa ragazza dai capelli colore del rame e penetranti occhi azzurro-verdi. Quest’ultima iniziò a fare una raffica di domande “allora come va la spalla ? ti trovi bene nell’nuovo appartamento ? e come va ….” Corter mezzo intontito la interruppe “cosa ? di che parli ? ferma, perché ti fiondi qui a quest’ora ?”
    La ragazza lo fissò per un istante “perché, che ora sarebbe? È un ora come un'altra, oppure succede qualcosa in quest’ora particolare? Posso passare tra un ora se vuoi”
    “mi prendi in giro o cosa ? sono le … “ Corter prese l’orologio sul comò e guardo il display “ sono le due del mattino!” la ragazza accese la luce della stanza, era una piccola stanza: con pareti tinteggiate di bianco, una scrivania,  due comò, un letto, e uno scaffale ricolmo di libri. La piccola donna si andò a sedere sulla sedia della scrivania, e fece cenno a Corter di fare lo stesso. L’elfo fece come richiesto e si sedette sul letto. “vedi mi è sembrato un buon momento per fare una chiacchierata, sai sei nuovo volevo farti sentire a tuo agio.”
    “alle due del mattino ? o dei lasciamo stare, cosa vuoi Lis ? “
    “quello che ti ho detto prima, come ti trovi ?”
    “la stanza è carina , la spalla continua a far male in alcuni casi” nella mente di Corter si accese una scintilla di ricordo “ Aspetta c’è una cosa che volevo chiederti …” Lis scosse la testa vistosamente “non la puoi vedere, Aliza è nei nostri laboratori per le ricerche sul suo potere, e no non puoi vederla”
    Corter stupito chiese “ come facevi a sapere che volevo chiederti di Aliza”
     “Sei legato a lei era ovvio che l’avresti chiesto”  Corter con aria afflitta annui “dimmi però di che potere stai parlando? io non ho ancora capito”
    “è un potere scoperto per la prima volta nella tua amica, può essere riprodotto da noi altri maghi come noi, ma dobbiamo capire come. Il potere sembra quello di potere controllare esseri viventi” Il modo in cui Lis disse “viventi” fece accapponare la pelle di Corter.
    “Io penso di capire, ma perché avete preso anche me ?  e oltre tutto visto che  sei qui dimmi quali sono i miei compiti“
    “ti abbiamo preso per  i criteri, punto non c’e altro. Per i tuoi doveri inizieremo dopo che ti sarai riposato al meglio e dopo la presentazione al gruppo nella sala principale. Ieri quando siamo arrivati non c’è stato tempo con  il casino tra la tua ferita e la ragazza che non ti voleva lasciare” Corter ricordava, Aliza strillava in continuazione mentre, appena usciti dal furgone , la presero per portarla nei laboratori. Corter venne portato invece in infermeria per una medicazione più accurata rispetto a quella veloce che fece nel bar. Dopo la medicazione lo portarono nelle sue nuove stanze. Lis si avvicinò a Corter “ riposa ora ci vediamo alle dieci nella sala comune” La ragazza gli diede una strana carezza e si congedo uscendo dalla stanza. L’elfo rimase solo con i suoi pensieri –che strano, prima ti trovi in un bar zuppo di sangue e subito dopo ti trovi in un gruppo terroristico, bah dormiamoci su- e cosi fece. Tornò a dormire in un sonno senza sogni sta volta.
     

    Intorpidito dal sonno Corter si alzò con un po’ di difficoltà, controllò l’ora, erano le nove. Il ragazzo si recò verso la doccia nel bagno, si tolse la fasciatura, dalla ferita proveniva un odore leggerissimo, quasi impercettibile, era l’odore del sangue, ma con qualcosa di strano. Sembrava essere più aspro. Non ci fece caso più di tanto e si fece la doccia. Dopo essersi asciugato e vestito si avvio verso la sala Principale. Attraverso il corridoio, ai lati di esso c’erano altre stanze numerate, le sorpasso e usci dal corridoio. Si ritrovo su un pianerottolo tipo quelli di un condominio, L’elfo iniziò a scendere le scale, dopo due piani si arrivo davanti all’ uscita. Dopo aver’attraversato la soglia si trovo all’interno di uno dei quartieri di cui era formata la base della cellula terroristica. All’interno di esso vi erano varie persone, alcune con armi e vestiti per la guerra, altri invece erano vestiti con camici bianchi, altri invece erano vestiti in modo casual. Il tutto in una stanza molto grande, colorata e vistosa, con piante e alcune locazioni dove connettersi a extranet. –e questa è una base terroristica a me sembra un parco, forse serve a tenere alto il morale ?- Corter  chiese informazioni sulla sala principale e si avviò. Arrivò con leggerò un anticipò, la sala era  grande, ma non al pari della stanza precedente. Al suo interno vi era un grande tavolo lungo con sopra delle carte di vario tipo, in oltre vi erano vari schemi di armi e mappe di palazzi appesi ai muri con note segnate ai bordi, la stanza era illuminata solo da luci poiché non vi erano le finestre. Nella sala c’erano alcune persone, una di esse si rivolse a lui, era un elfo  dai capelli d’argento e gli occhi scuri screziati d’azzurro, con lineamenti affilati e vistose orecchie a punta. “ho ecco il nuovo arrivato! “ disse mentre seduto su una sedia intagliava un legnetto, gli altri si girarono verso Corter. Avevano tutti un aria sorpresa di vederlo, qualcuno disse sommessamente “ho vinto”, ma il ragazzo non capì chi. La piccola folla di persone si divise quando passo Lis , che con un vistoso sorriso si avvicinò a Corter “ho eccoti qui sei in anticipo, meglio cosi e ora di presentarti al gruppo e di farti fare il giro della struttura. Iniziamo!” Lis gli presentò tutte le persone della sala erano per lo più truppe del intelligence o come disse Lis   “la spina dorsale della nostra organizzazione” di cui faceva parte anche il ragazzo seduto che lo aveva salutato prima, il suo nome era Urion. In seguito Lis gli fece visitare la struttura, e scopri che la prima stanza che aveva visto era una specie di sala relax. In più capì lo scema della base, essa era divisa in quattro aree disposte a formare un quadrato e al centro di quest’ultimo si trovava la sala principale, ogni area aveva poi delle zone supplementari tipo le abitazioni della sala relax. Le aree erano: La “sala relax”, i laboratori, la sala d’addestramento, e la mensa. Dopo il tour Lis e Corter si recarono di nuovo nella sala principale. La sala era completamente vuota sta volta. “Bene abbiamo finito con le formalità, odio fare questo, ma vedi avevo bisogno di attuarle. “  Andò verso una parete e staccò alcuni documenti e si andò a sedere, Corter fece lo stesso.  “ma passiamo alle cose importanti” continuò la Hefli “dobbiamo parlare di alcune cose prima fra tutte questa” lancio sul tavolo un documento “leggilo” Corter fece come richiesto. Parlava di un progetto chiamato Mordred , esso descriveva le modifiche a cui andava incontro il genoma di qualsiasi razza non animale se sottoposta a un determinato processo farmacologico: Miglioramento dei sensi, potenziamento arcano, modifiche del fisico e sporadiche mutazioni. “cosa centra con me? “ l’ insicurezza  si percepiva dalla sua voce, aveva paura della risposta. Lis tolse dal suo volto ogni traccia di felicità, il suo sorriso si trasformò in uno scuro cipiglio. “vedi ti abbiamo sottoposto al processo, dopo averti curato abbiamo pensato di sottoporti al trattamento, la storia dei criteri era solo per convincerti, avevamo bisogno di una cavia e tu ti sei trovato con Aliza nel posto giusto al momento giusto. Vi tenevamo d’occhio, solo la ragazza, ma io ho visto un potenziale candidato in te . Mi spiace non avertelo detto pri…” la frase fu interrotta quando vide Corter che si stava per fiondare su di lei, Il ragazzo fece un balzo, ma con uno scatto fulmineo Lis mise le mani davanti a lei e generò un onda d’urto cosi da spingere l’elfo indietro. “ Che cazzo fai ?!” urlò Lis
    “io ? che cazzo fai tu!” disse Corter alzandosi “mi hai usato come cavia, io ti uccido “
    “calmati, senti,  ho fatto questo anche per non farti separare da Aliza” stava mentendo, ma questo espediente funzionò per far calmare Corter. “Capisci abbiamo bisogno di entrambi, ora, grazie all’esperimento.” Corter era troppo cieco per vedere la verità e cosi credette a Lis. “capisco, mi calmo. Però ad essere sincero io non mi sento molto diverso”
     “Vedi” Lis si rimise sulla sedia, era leggermente scossa. “ tu non sei ancora maturato, i tuoi “nuovi” poteri saranno visibili nei prossimi giorni a quanto rivelano i test.”
    “e in questo tempo che dovrei fare?”
    “Beh inizierai Addestrandoti.”

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