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I Nostri Scritti

Discussione in 'Lo scannatoio' iniziata da Supernova, 5 Gennaio 2008.

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  1. alaris

    alaris Supporter

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    amen...come direbbe il nostro amico effe...
     
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  2. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Comunque rileggendo io stesso i miei scritti, convengo che i racconti siano nettamente più piacevoli da leggere. Più delle poesie, più dei flussi di coscienza.
    Sono quelli che io stesso rileggo più volentieri.
    Purtroppo sono anche quelli più impegnativi da realizzare e io slanci di ispirazione ne ho solo di rado
     
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  3. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    e al cimitero ha una compagnia fin troppo numerosa
     
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  4. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Stavo come al solito passeggiando immerso nei miei pensieri che mi avvolgevano come una coltre calda, in cerca di stimoli profondi.
    Sapevo che ero recentemente ripiombato nella melancolia eterna (a volte si nasconde per un po' ma poi torna sempre a farmi visita).
    Dovevo in qualche modo ridestarmi da questo dolciastro e stomachevole torpore. Stavo cedendo all'entropia e all'assurdismo, ancora una volta. Sono recidivo.
    Mentre la calda estate incombeva, il mondo stava tornando ad apparirmi distante e freddo. E così decisi di andare a fare due chiacchiere con un vecchio amico, che è solito farsi trovare all'ombra di un'antica siepe.
    Giunto lì, cominciai a stuzzicarlo, invitandolo a palesarsi.
    "Babbeo, fatti vedere, su, su!", dissi.
    "Piantala di fare il cazzone e lasciami fare la mia soave pennichella pomeridiana" rispose lo Gnomo Olistico.
    Era il solito vecchio tappetto burbero. Certamente una presenza capace di ravvivare ogni Sala nella Noia.
    "Dai, facciamo due passi, vecchio bisbetico. Sono l'unico che ancora viene a trovarti. Meriterò un minimo di accoglienza, no?" gli risposi con sorriso beffardo.
    "Heh. D'accordo. Facciamo due passi sotto i salici lungo la riva del ruscello".
    Ci mettemmo a camminare come lui desiderava, all'ombra dei salici e lungo il bordo del corso d'acqua.
    "Cosa vuoi, vecchio ragazzo?" mi chiese l'Olistico.
    "Sono ancora impantanato nella melma del non-senso e continuo a ingiuriare la sfortuna" risposi stanco.
    "Buon Dio! Sei veramente uno che ama girare in tondo nella propria esistenza, ah?"
    "L'evoluzione non esiste. La vita avanza in un moto immobile. Il punto di inizio e quello della fine coincidono. L'avanzata è illusione, come quella di Sisifo".
    Lo Gnomo sembrò pensare ad altro e non curarsi della nostra conversazione. Rivolse lo sguardo altrove, oltre il ruscello, strizzò gli occhi e aggrottò la fronte, con l'espressione di uno che non ha più voglia di stare a perdere tempo nella propria vita con questioni frivole.
    Poi disse:
    "Hai perso di vista un punto cruciale: che, come scrisse Camus, Sisifo è in realtà felice. Il fine è illusione. Ma il moto, l'attività in sé reca già tutti gli strumenti necessari per l'appagamento".
    Fu il mio momento di contemplare le parole udite.
    Lo Gnomo continuò:
    "Non perdere di vista la bellezza".
    Sorrisi amaramente e sarcasticamente.
    "I quadretti di gradevole stimolazione sensoriale, naturalistica, fenomenica, restano ancorati al mio intimo e personale reame immaginifico. Ma non discendono mai in questa triste realtà, restano appesi su quel soffitto lontano e trascendente. Oh, quanto amo il dolce sognare! Ma mai una volta che codesti sogni si manifestino ai miei sensi concreti. La bellezza dell'essere non esiste, mi sono stufato di cercarla" risposi.
    Ma lui mi imbeccò:
    "Se tu dai, ricevi qualcosa di significativo. Se ti prodighi, pensi al dare anziché al ricevere, è allora che arrivano i doni dell'universo. Non è vero che la bellezza non esiste, sei tu incapace di generarla! La bellezza dell'essere, mio caro, non è un'entità passiva in attesa di essere disvelata, ma richiede che il soggetto agente la co-crei!".
    Queste parole mi fulminarono, come un lampo a ciel sereno che si triforca a mo' di tridente di un Dio del mare in un afoso, bollente e terso pomeriggio d'agosto.
    Poi continuò, imperterrito, probabilmente ferito nel profondo, filosoficamente e spiritualmente:
    "Hai perso di vista il potere divino del soggetto. È una compartecipazione attiva, creatrice e fenomenica; non un mero esperire passivamente il pre-esistente".
    "Che mi dici della condanna del pre-determinato?" lo imbeccai a mia volta.
    "Una tale concezione... indimostrata e indimostrabile. Non rassegnarti ad essa. Neanche di fronte alla più nera disperazione. <<Infuria, infuria, contro il morire della luce>>". Rispose.
    "Anche la tua visione è indimostrabile" gli dissi.
    "Ma almeno non mi mette i bastoni tra le ruote" concluse lo Gnomo.

    Avevo ottenuto ciò per cui ero venuto. Per cui decisi di ringraziarlo, salutarlo e tornarmene sui miei passi.
    Possibile che avesse ragione lui?
    Che non è vero che la bellezza non esiste, ma che sono io incapace di generarla? Come rimediare allora?
    Mentre mi arrovellavo e mi allontanavo, l'Olistico si voltò di nuovo verso me e mi urlò:
    "Sei leopardiano, no?"
    "Sì" gli urlai di rimando.
    "Allora ho dimenticato di dirti un'altra cosa".
    "Cosa?" gli chiesi.
    "Non arrenderti nel ricercare un'oasi felice nell'arido vero" rispose il vecchio Gnomo, e poi tornò ad appisolarsi con godimento sulla sua amata amaca all'ombra della siepe.
     
    Ultima modifica: 24 Giugno 2025
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  5. alaris

    alaris Supporter

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    Complimenti!
     
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  6. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Dare I say...
     
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  7. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Che lo Gnomo è un vero chad?
     
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  8. alaris

    alaris Supporter

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    Uno scrive in inglese l'altro risponde chad...usare linguaggio comprensibile anche da noi vecchietti no eh?
    ;)
     
  9. Varil

    Varil Galactic Guy

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  10. f5f9

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    pensavi a me o a Alaris?
     
  11. Varil

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    Nessuno dei due
     
  12. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    non ci consideri sufficientemente olistici? :emoji_tired_face:
     
  13. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Sufficientemente gnomi
     
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  14. Varil

    Varil Galactic Guy

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    È anche la mia poesia preferita di Leopardi
     
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  15. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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  16. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Stavo passeggiando sulla spiaggia durante il crepuscolo di un giorno di mezza estate.
    Sapevo che l'avrei trovata lì, vicino alle acque, giacché dalle acque originò sua madre, la Vita.
    La brezza di salsedine e iodio riempì le mie narici, mentre osservavo il dorato rifrangersi del sole sul placido mare.
    Fu allora che la scorsi, nella sua austera solennità, avvolta da una luminescenza blu pallido, e fluttuante a pochi centimetri dalle deboli onde sulla riva, vicina agli scogli.
    Si voltò verso di me e sorrise amabilmente.
    Mi sedetti di fianco a lei, in silenzio, fissando l'orizzonte e scagliando sassi piatti sulle creste spumose.
    "Taciturno come sempre" disse la Fanciulla della Felicità.
    Mi voltai verso di lei con sguardo dolceamaro e la fissai negli occhi. Aveva uno sguardo sognante e mistico, come si addice ad una simile entità.
    "Non è facile trovare l'ispirazione adatta" dissi.
    "A volte basta iniziare. Semplicemente" rispose lei, sorridendo. E si sedette di fianco a me. Il suo bagliore azzurrino mi fece girare la testa. Non seppi se fu piacevolmente o l'esatto opposto, come sensazione.
    Guardai la bellissima entità di fianco a me cercando di penetrare quel suo sguardo capzioso e scorgere una qualche triste consapevolezza nel profondo della sua anima insondabile. Al che dissi, semplicemente:
    "Io... credo di aver finito per detestarti con tutto il mio cuore".
    Lei fu colta da un'espressione di scandalo e sconcerto:
    "E perché mai?".
    "Perché sei la più grande menzognera di questo cosmo, signorina. Sei beffarda e falsa e mistificatrice e manipolatrice e in realtà fredda e distante e totalmente intangibile" sentenziai, e "pizzicai" il vuoto occupato dal suo braccio destro a dimostrazione del fatto che ella fosse, effettivamente, completamente incorporea e quindi non toccabile. Neanche sfiorabile.
    "Il tuo stesso corpo, Fanciulla della Felicità, è un abisso di vuotezza, un'assenza di concretezza, una mera immagine a baluardo estetico di una finzione. Non sei più reale del vuoto, tesoro" aggiunsi.
    La Fanciulla si alzò, sempre fluttuando, si avvicinò al mare sfiorando la superficie della spuma e singhiozzò. Si voltò verso di me, col volto colmo di grosse lacrime e mi urlò:
    "Io sono la materia dei sogni dei viventi! Come puoi rinnegarmi così? Io che sono il barlume di speranza financo dei disperati e abbandonati e reietti, la consolatrice finale di ogni perduto uomo, il faro sommerso nell'oceano nero del caos dell'esistenza!!!".
    Poi continuò:
    "Io sono..." e qui vidi il suo petto gonfiarsi di orgoglio, mentre si strusciava via le lacrime dal viso, e vidi il suo animo riempirsi di vanità, "Io sono la più bella delle umane emozioni. Senza di me, agli esseri coscienti l'esistenza apparirebbe intollerabile".
    Io sorrisi sarcasticamente e le dissi:
    "Peccato che, mia cara, agli esseri più in alto nella gerarchia della consapevolezza, perfino con la tua ipocrita presenza, l'esistenza appare comunque intollerabile".
    "Perché mai?" chiese lei.
    "Perché tu, menzoniera e fasulla, sei un cammeo mal riuscito, la regina dell'impermanenza, l'invereconda zingara dei sentimenti. Disegni ammalianti quadretti e poi ti nascondi nell'ombra. Sei fugace, più caduca della vita stessa. Sei un mito luminoso raccontato in notti di tenebre per non spaventare gli uomini-bambini e spingerli a perseverare. Non hai essenza, sei inconsistente. Sei l'ectoplasma della psiche già trapassata. Perché, mia vecchia amata, non sei capace di reggere un solo cerino al Dolore, quel leviatano di concretezza e tangibilità. Tu, invece, sei tenue illusione".
    La Felicità rimase frastornata dalla mia accorata invettiva. Sembrò adombrarsi e invecchiare improvvisamente di millenni. Poi sorrise malignamente e mi sussurrò all'orecchio:
    "Miliardi di esseri nell'infinità dello spazio e del tempo mi hanno sempre adorato e venerato. Io sono la sola salvezza delle creature condannate al finito. Chi credi di essere tu, piccolo bambino querulo, che giungi a rinnegarmi e osi così follemente ingiuriarmi?".
    "Tu sei la somma illusione. Tu inganni e poi scappi, senza voltarti indietro. Non sei reale. E come potresti esserlo? Non duri mai troppo a lungo; e una volta cessata, disveli la finzione sottostante. Nella storia dell'umanità ci sono stati olocausti, genocidi, totalitarismi, malvagità di ogni sorta - in breve, l'inferno assoluto sulla terra. Gli uomini si son prodigati (interi popoli, bada!) nel far soffrire e massacrare financo milioni di povere anime, tutte nello stesso tempo. Quando mai abbiamo visto il contrario e quando mai potrebbe accadere? Quando, mia finzione, il genere umano si è mai invece prodigato nel donare felicità e amore a milioni di persone nello stesso momento? Quando gli uomini hanno mai manifestato altrettanta solerzia, altrettanto zelo, speso altrettante energie, risorse e tempo nel cercare invece di rendere la terra un paradiso, anche se solo per poco? Quando mai una tale social catena si è palesata e quando mai si paleserebbe, su questo globo terracqueo fecondo di demoni sin dall'alba dei tempi? No, il dolore è reale, concreto, tangibilissimo, duro come il diamante, capace di lacerare ogni cuore e perforare ogni coscienza. Tu, d'altro canto, sei totalmente evanescente, non posso neppure sfiorarti. Tu, mia cara, sei patetica e non esisti".
    Attraverso queste mie parole, la Fanciulla fu ferita a morte. In silenzio assoluto, con volto funereo, semplicemente si levò, fluttuò e si diresse verso la bruma all'orizzonte, sopra le acque, allo scopo di ricongiungersi con sua madre, la Vita, che da quelle stesse acque, eoni fa, era stata generata.
    E capii in quel momento, guardandola allontanarsi di spalle, che mi sarebbero mancate terribilmente, lei e quelle sue meravigliose illusioni. E piansi anch'io, osservando il sole ormai tramontato.
     
    Ultima modifica: 4 Luglio 2025
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  17. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    ecco! mi hai fatto venire in mente questa:
    upload_2025-7-8_23-24-13.jpeg
    che (segue fatto personale che frega a nessuno :emoji_flushed::
    mio padre era pieno di complessi reputando di non aver avuto un percorso accademico adeguato, quindi riempiva la casa di libri, soprattutto di storia dell'arte
    e questa meraviglia mi scioccò, forse è stato il mio primo vero impatto col fascino femminile :emoji_yum:
    peccato che, come dice @Varil, bastava chiudere il libro e l'incanto svaniva :emoji_expressionless:
    .
    però fino alla riapertura in un momento in cui i genitori erano altrove :emoji_baby: :emoji_smiling_imp:
     
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  18. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Diciamo che la mia Fanciulla della Felicità però l'ho immaginata vestita (anche se nel racconto non è specificato, ma neanche che sia ignuda) :emoji_grin:
    Diciamo che l'immagine più simile esteticamente che ti posso citare potrebbe essere la fatua madre di Skyrim:
    IMG_20250709_093624.jpg

    Anche se la mia fanciulla è più bellina, più giovane, più buona, più aggraziata e di certo non attacca a vista :p
     
    Ultima modifica: 9 Luglio 2025
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  19. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Crepuscolo degli esistenti

    Uccelli raggomitolati fluttuanti
    Sollevatisi dal tiepido cemento
    Volan verso lui
    Il dorato titano del tramonto
    Che abbatte la sua colossale falce
    Lunga mille miglia
    Su quest'adombrato panorama urbano

    Notte. Notte. Notte, genti!
    Posate invano
    Sui fiori marcescenti e cadenti
    Del tempo eterno
     
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  20. Varil

    Varil Galactic Guy

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    90 minuti di applausi.
     
    Ultima modifica: 27 Luglio 2025
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