Benvenuto!

Registrati per poter accedere a tutte le funzioni del forum. Una volta iscritto ed effettuato il login, potrai aprire nuove discussioni, rispondere a discussioni già create, inserire aggiornamenti di status, seguire amici, inviare messaggi privati e molto altro ancora.

Chiudi
RPG Italia è sbarcata su LiberaPay!

Ospite, se vuoi sostenerci donando anche 1€ al mese, questa è l'occasione giusta! RPG Italia non ha pubblicità e l'unica fonte di finanziamento deriva dalle donazioni.
Siate generosi!

Per aderire, diventa un donatore su LiberaPay! È una piattaforma italiana che consente grande flessibilità di pagamento!

I Nostri Scritti

Discussione in 'Lo scannatoio' iniziata da Supernova, 5 Gennaio 2008.

Condividi questa Pagina

  1. Varil

    Varil Galactic Guy

    Messaggi:
    5.287
    Mi piace:
    5.821
    E a proposito di buontemponi, il mio adorato fratello spirituale, Giacomo Leopardi, viene analizzato in maniera brillante, interessante e divertente su questo canale che straconsiglio.
    Se tutte le professoresse di lettere fossero come lei, avremmo molti più amanti delle buone letture in circolazione.
     
    A f5f9 e alaris piace questo messaggio.
  2. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

    Messaggi:
    20.283
    Mi piace:
    8.636
    :emoji_expressionless: in realtà ho scritto una scemata sesquipedale anche se a effetto
    la "felicità" in realtà esiste ma è puntiforme e molti sono così sfigati da non averla quasi mai provata
    io mi inquadro tra i "fortunati" ma so che troppo spesso si paga poi con sangue, sudore e lacrime
    e adesso, dopo queste mie sentenziose parole, per favore:
    nessuno si metta a meditare il suicidio! :emoji_rage:
     
    A alaris e Varil piace questo messaggio.
  3. Varil

    Varil Galactic Guy

    Messaggi:
    5.287
    Mi piace:
    5.821
    Poesiucola ispirata dai temi metafisici di Dark Souls.

    Don't you dare go hollow

    Anime oscure, un tempo piene, ora vacue
    Millantano sentimenti misconosciuti,
    Fioche fiammelle nel buio eterno
    Miraggi del cuore, illusioni d’amore

    Non restano che vascelli di carne, senza vita
    Crogioli di patemi, forge di dolore
    Scricchiolanti gioghi arrugginiti di apatia
    Vuotezza vorace di mondi interiori

    Silenzi assordanti, oscurità accecanti
    Pilastri crollati in un paesaggio di lungo rimpianto
    Senza senno tali spiriti vagano ormai,
    Alla ricerca del faro sommerso

    Matasse ormai impossibili da dipanare
    Sozzure impossibili da dilavare
    Impregnanti profondità ormai insondabili
    Reliquie di un passato ormai da abbandonare

    Ed erano solo illusioni, capricci sensoriali
    Ciò che si poteva scorgere in tali anime vuote
    Il fascino immaginario ha lasciato il posto
    Ad una concreta assenza di essenza

    È caduto il velo,
    La malia di sguardi sognanti
    È divenuta disillusione di immaginazione
    Non c’è più luce in certe iridi

    Non osare diventare vuoto anche tu, mio caro amico
    Non mutare la felicità in una debole speranza intermittente
    In attimi di dionisiaco calore
    Non c’è che fuoco nero sotto certe palpebre

    Non osare diventare vuota anche tu, mia cara amata
    Non c’è che non-luce attraverso certi specchi
    E oltre la soglia fantasma,
    Non indugiare incrinando la tua clessidra

    L’ebbro abbraccio dell’amarezza
    Non porta che frutti marci
    nella tua cesta di sentimenti
    L’effimero dev’essere abbandonato
    Il melancolico silenzio dell’animo va assassinato

    Non osate diventare vuote, mie splendenti lune
    Non vi è più luce in stelle morte
     
    Ultima modifica: 14 Dicembre 2023
    A f5f9 e alaris piace questo messaggio.
  4. Varil

    Varil Galactic Guy

    Messaggi:
    5.287
    Mi piace:
    5.821
    Elogio al Dolore

    Oh dolore, sacra energia dell'esistenza
    Sei tu l'araldo dei significati, vero?
    Sei tu, su tutti, foriero della pura Felicità
    Non quella effimera
    Ma quella profonda, nascosta
    Nelle crepe più recondite del nostro animo

    Dolore, eroico guerriero indomito
    Re degli stoici
    Imperatore degli invitti
    Ci solleciti con violenza
    Per ridestarci dal nostro torpore vitale

    Oh dolore, mio dolore
    Quanto a lungo ti ho rifuggito!
    Trasecolavo di fronte alle tue minacce
    Tu che sei sempre stato il mio più grande mentore
    Giacché chi ti odia, ti farà ridere
    Chi ti ama, ti farà piangere
    Oh veemente padre della mia anima
    Scambiai i tuoi colpi di ascia per tradimenti
    E non li vidi per la loro onesta verità

    La verità è violenta come un martello
    'Ché annichilisce le illusioni
    E percuote nella lancinante consapevolezza
    Che è nulla senza le lacrime
    Oh dolore, la tua sconfitta sarebbe disperazione
    Che è la morte del significato
    Possa tu regnare in eterno sui nostri fati

    Oh dolore, ora capisco, capisco
    Sei il cuore pulsante dell'esistenza stessa
    Le profondità più vere dell'essere
    Tu giaci nella più nascosta delle quieti
    Perché ti abbiamo rinnegato
    Indossando grottesche maschere e ipocrite rappresentazioni
    Balli in maschera di velata disperazione

    Ma tu sempre il benvenuto sarai, mio agrodolce compagno
    Nella mia dimora sventrata dai venti neri
    Tu sei stato il mio più grande amico
    Senza che io lo sapessi
    I tuoi schiaffi cercavano di svegliarmi
    I tuoi pugni tentavano di farmi apprezzare
    Il sapore e il valore del mio sangue
    I tuoi colpi d'ascia e martello e le tue pugnalate
    Erano auspicio di rinascita

    Ma ora so, ora so
    Tu sei la sostanza della vitale essenza
    Tu sei l'araldo dei significati
    Tu sei l'anticipazione della felicità
    Del tipo che trascende le illusioni...

    Tu, Dio delle creature coscienti,
    Nobiliti ed elevi ed unisci
    Le più profonde connessioni dell'anima
    Le più spettacolari esplosioni di amore
    Non sorgerebbero mai senza di te
    E nel vuoto buio dell'assenza
    Giacerebbero in eterno, incompiute
    Oh, sacro dolore,
    Sei tu la matrice
    Di tutto ciò che in questa Vita
    Ha veramente valore
     
    Ultima modifica: 25 Giugno 2024
    A Gorex, alaris e MOB2 piace questo messaggio.
  5. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

    Messaggi:
    135
    Mi piace:
    320
    Morselli ebbe a dire che la vita potrebbe essere definita la materia quando comincia a soffrire.
    Quindi più che cogito mi verrebbe da dire Patior ergo sum.
     
    A Varil piace questo elemento.
  6. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

    Messaggi:
    20.283
    Mi piace:
    8.636
    upload_2024-5-26_9-38-23.jpeg
    huei! ragassuoli! occhio all'autocompiacimento che non porta a niente :emoji_rolling_eyes:
     
    A Maurras, Alice 0.8, alaris e 1 altro utente piace questo messaggio.
  7. Varil

    Varil Galactic Guy

    Messaggi:
    5.287
    Mi piace:
    5.821
    Neanche l'autocommiserazione se è per questo.
     
    A Alice 0.8 e alaris piace questo messaggio.
  8. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

    Messaggi:
    135
    Mi piace:
    320
    Okay, provo a partecipare al topic con del mio materiale. :emoji_writing_hand:
    Anzitutto alcune premesse: mi piacciono le poesie ma non sono granché a scriverle. Varil e altri utenti qui sono più bravi.
    Mi sono sempre dedicata quasi unicamente alla narrativa però assai di recente ho provato a realizzare testi di canzoni perché volevo testare Suno, un Ai di musica generativa, per vedere come se la cavava a cantare della roba mia. Ho dovuto sperimentare vari generi perché con l'italiano il programma sforna perlopiù robaccia; alla fine l'ho impostato sulla musica lirica e in qualche modo ha funzionato.
    Ecco la prima canzone tra il serio e il faceto, poi in caso ne posterò altre. Chiedo scusa a Tolkien per il refrain anche se in fondo anch'io stavo parlando dell'Unico Anello quindi non volevo essere irrispettosa.

    La profezia del grande Blututto

    [Intro]

    (Piano solo)

    [Verse]
    È scritto che il Blututto
    sarà padrone del tempo,
    cullandoci sospesi
    in un limbo senza memoria.
    Dimenticate ogni festa
    dimenticate ogni danza
    a cancellare i nostri dei sarà
    la sua perfetta ridondanza.

    [Chorus]
    Il blututto per domarli
    Il blututto per trovarli
    Il blututto per ghermirli
    nella luce degli schermi.

    [Verse 2]
    È scritto che il blututto
    sarà nelle vostre case,
    cubicoli silenti
    di tediose morti lente.
    Accogliete la solitudine
    mantenete la distanza
    a cancellare i nostri dei sarà
    la sua perfetta ridondanza.

    [Verse 3]
    È scritto che il blututto
    fonderà un nuovo culto,
    una nuova religione
    a una sola dimensione.
    Scordate l'empatia
    anelate l'indifferenza
    Orsù aprite il cuore
    allo zero incantatore.

    [Chorus]
    Il blututto per guidarli
    Il blututto per domarli
    Il blututto per ghermirli
    nella luce degli schermi...
    nella luce degli schermi...
    nella luce degli schermi...

    [outro]

    (piano solo)

     
    A f5f9, alaris e Varil piace questo messaggio.
  9. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

    Messaggi:
    135
    Mi piace:
    320
    Un ultima canzone e al prossimo giro posto l'inizio di qualche mio racconto (che se riscuote interesse lo proporrò a puntate).

    Di Zingara avevo scritto le liriche in italiano ma con Suno non c'è stato verso di generare risultati soddisfacenti e, non volendo schifare il testo riscrivendolo in inglese, ho pensato di farglielo cantare in latino così nessuno ci capisce un cavolo ed è perfetto. Per la traduzione mi sono avvalsa di un dizionario e dell'aiuto di Google Gemini in certi passaggi. Il risultato è...un latino molto moderno che se l'avesse letto il mio professore di liceo mi avrebbe giustamente bastonato a sangue ma c'è da dire che ho saputo, nei limiti del possibile, conservare le caratteristiche della metrica che in una canzone è fondamentale.
    Per i fanatici il testo originale in italiano:

    [Verse]
    Penso sempre a te
    al calare d'ogni sera.
    Aleggi nella mia mente
    ma non so più che aspetto hai
    Sei come la porta chiusa
    di un vecchio sogno sbiadito
    a cui cerco di tornare
    per qualcosa che ho smarrito

    [Chorus]
    Prigioniero dei tuoi occhi,
    della tua sfera di cristallo,
    Zingara senza nome
    che sapevi il mio futuro.
    Così lontana, così vicina
    come un fantasma che mi tormenta.

    [Verse]
    Mi chiedo dove sei
    in quale terra lontana.
    Ripenso alla tua tenda
    immersa in luce fioca
    con quell'odore acre
    che richiama al sognatore
    i seducenti fumi d'oppio
    per scordarsi del dolore.

    [Chorus]
    Prigioniero dei tuoi occhi,
    della tua sfera di cristallo,
    Zingara senza nome
    che sapevi il mio futuro.
    Così lontana, così vicina
    come un fantasma che mi tormenta.
     
    A f5f9 e MOB2 piace questo messaggio.
  10. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

    Messaggi:
    1.107
    Mi piace:
    1.753
    Veramente niente male, grazie.

    Non è il latino di Tacito, diciamo che potrebbe essere un latino parlato nel quarto secolo da un viaggiatore del tempo che proviene dalla nostra epoca sciagurata e trova così tante somiglianze da pensare di non aver viaggiato affatto.

    Mi interessa molto questo Suno, c'è qualcosa da installare?
     
    A f5f9 e Alice 0.8 piace questo messaggio.
  11. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

    Messaggi:
    135
    Mi piace:
    320
    Ciao MOB! A me Suno ha stupito parecchio perché non credevo che la musica generativa avesse fatto tutti questi progressi. Si possono fare tracce sia strumentali che cantate. Quasi tutti gli utenti gli fanno generare anche le lyrics automaticamente ma il bello è proprio avere uno strumento che ti consente di poter mettere in musica ciò che vuoi esprimere tu, anche perché il programma regola mood ed espressione in base al contenuto del testo e se gli dai in pasto una canzone scritta in modo significativo lavora meglio.
    No, non c'è niente da installare: funziona online come un Midjourney qualsiasi. Basta registrarsi sul sito: https://suno.com/
    Col piano free (quello che uso io) hai 50 crediti al giorno ma genera solo i primi due minuti di un brano che in seguito puoi estendere dicendogli di crearti la seconda parte per poi unirle assieme e ottenere una full song. In questi giorni mi sono divertita molto a inventare canzoni.
     
    A Maurras e MOB2 piace questo messaggio.
  12. Maurras

    Maurras Wanna be Elf , but proud to be Hobbit ! ;)

    Messaggi:
    2.608
    Mi piace:
    952
    Ehylà...
    Ero molto indecisa se postare o meno la mia ultima Fanfiction (poche pagine A4) ma dato che sono
    masochista (so bene che non è granché), ve la presento lo stesso. :emoji_joy:
    (La si può trovare anche in un sito apposito dedicato alle FF)

    Ho scritto questa roba, quasi di getto, poco dopo aver finito Baldur's Gate 3. :emoji_kissing_heart:

    Parlo brevemente di come mi sono immaginata il mio personaggio (Un elfo stregone) e di ciò che avrebbe voluto fare
    dopo il finale del gioco con uno dei personaggi chiave della Main Mission.
    Finale che non mi aveva del tutto soddisfatto e mi ha portato a scrivere questa storiella.
    Per "Ovvi motivi", come diceva sempre un mio prof, sarà tutto spoiler. :p

    Rileggendola dopo tempo ho notato di aver usato toni più malinconici che sarcastici (come intendevo inizialmente),
    ma lascio a voi decidere cosa vi sembra. ;)

    A tutti grazie in anticipo e buona lettura. :emoji_innocent:

    p.s. Avvertimento.
    Non c'è nulla di esplicito (in effetti nessuna scena, ma solo ricordi appena accennati)
    ma potrebbero esserci contenuti poco adatti (tra cui qualche parolaccia!) a un pubblico "sensibile" . :emoji_kissing_smiling_eyes:

    Looking for the Emperor.

    I

    Prologo: strada notturna.

    L’ora di cena era passata da un pezzo e buona parte della città, almeno quella considerata rispettabile o che doveva semplicemente alzarsi all’alba per lavorare, era impegnata coi rituali quotidiani del sonno.

    Era già trascorso un anno dagli avvenimenti terribili che avevano sconvolto la città di Baldur’s Gate fino quasi a raderla al suolo e tante persone erano ancora tormentate dagli incubi, soprattutto coloro che avevano perso molto in termini di affetti; tuttavia Elrick D. Riverdrake, anche grazie al suo ruolo centrale nella riconquista della pace, non si riconosceva tra loro, dopotutto in mezzo a quell’inferno riteneva di aver avuto una buona dose di fortuna.

    Se c’era una cosa che apprezzava delle camminate solitarie nel silenzio della notte era la possibilità di ripensare con calma alla propria vita, l’analisi fredda e ragionata del passato, remoto o recente che fosse, contemporanea all'esplorazione delle possibilità future. Era esattamente questo quel che ora faceva nella propria mente: ricordava e rifletteva.


    Quando era iniziata la sua avventura non aveva più da tempo una famiglia che potesse perdere, anche se gli era bruciato parecchio ritrovarsi di punto in bianco senza gli amici, la casetta in affitto dove abitava e un lavoro soddisfacente.

    La sua gioventù era stata marchiata in modo indelebile dal sangue e dalla vendetta, portata a compimento soltanto per poi assaporare il senso di vuoto (Dolce e amaro) di qualcosa così inutile e meschino, e a fare da ciliegina sulla torta dell’ironia della vita ci aveva pensato la ricompensa datagli dalle autorità per aver macellato una banda di otto criminali. Criminali vero, ma anche persone, vite che chissà per quali motivi avevano imboccato la famosa ‘Strada sbagliata’ e di certo alla fine non si era sentito migliore di loro. Gli anni spesi ad allenarsi e la sete di sangue alimentata ogni sera prima di addormentarsi non avevano riportato indietro la sua famiglia, e gli ci volle quasi altrettanto tempo prima di riuscire a far pace con se stesso (‘Perdonare’ era una parola grossa), per poi costruirsi in città una nuova vita “normale e socialmente accettabile”.

    Accennò un sorriso ironico nel pensare che quel periodo di serenità era durato quasi dieci anni: un battito di ciglia nell'esistenza di un elfo appena quarantenne che da un momento all'altro si era ritrovato a bordo di una nave volante aliena, fino a quel momento sentita nominare soltanto nelle vecchie storie, di quelle che si raccontano ai bambini per tenerli buoni quando fanno troppi capricci.

    Un incubo del passato trasformato in realtà dentro una capsula di carne e metallo, dove un essere ancestrale dalla statura impressionante e capace di levitare, intento a studiare alcuni altri ‘passeggeri’, lo aveva infettato con un parassita dall'aspetto ripugnante.

    Quando si era risvegliato coi lunghi capelli scuri madidi di sudore, sangue e sporcizia, non sapeva quanto tempo fosse trascorso, se ore o giorni, ma da li in poi aveva dovuto ricominciare a lottare per riprendersi la libertà e la sua stessa vita.

    Mesi in cui si era visto obbligato ad affrontare ogni genere di situazione, alcune familiari altre completamente nuove, mesi in cui tuttavia aveva anche trovato una nuova famiglia nella banda di amici che aveva radunato attorno a se. Molti di loro condividevano il suo stesso destino e si erano alleati per cercare una cura contro l’abominio che si portavano dentro, mentre altri si erano uniti a lui spinti dal desiderio di rendere il mondo un posto migliore o dominarlo nel peggiore dei casi.

    Tuttavia non era a loro che pensava mentre ora coi piedi tastava lentamente ogni singolo ciottolo della strada buia e silenziosa che percorreva. In quello stesso periodo qualcun altro si era aperto un varco, prima nella sua mente in un mondo fatto di sogni e speranze, poi nella sua stessa anima, fino a conquistare ciò che i più romantici definivano come il proprio cuore. A distanza di un anno ancora non riusciva a stabilire con certezza quanto fosse stato manipolato ( ‘sedotto?’) e quanto invece ciò che provava fossero i suoi veri sentimenti, ma una cosa la sapeva fin troppo bene: questo “Qualcuno” gli doveva delle risposte e quella notte, anche a costo di doverlo sfidare, le avrebbe avute.



    II

    L’imperatore



    Aveva camminato più di un’ora quando raggiunse un edificio nei pressi del porto che aveva l’aspetto anonimo di un magazzino merci. Le ampie vesti che aveva indossato, utili a camuffare le proprie fattezze, ora lo stavano facendo sudare ma avrebbe dovuto pazientare ancora un po’ prima di poter togliere almeno il cappuccio che teneva ben in ombra il volto. Seguendo le istruzioni ricevute in precedenza, fece il giro del caseggiato fino ad arrivare a un ingresso sul retro sorvegliato da due mercenari.

    Si avvicinò in silenzio e mostrò loro la lettera d’invito senza la quale avrebbe dovuto usare metodi decisamente meno civili per accedere all’interno.

    “Sir Loran suppongo ?” Chiese uno dei due.

    “In persona.” Risposte Elrick simulando una voce leggermente rauca.

    “Normalmente le avremmo chiesto di mostrarsi, ma siamo stati informati del suo problema e non intendiamo metterla a disagio.” Disse il più giovane dei due.

    “Grazie per la cortesia.”



    Se li lasciò indietro ringraziando col pensiero Jaheira e Miss Nove dita per averlo aiutato a costruire una falsa identità perfettamente plausibile. In pochi mesi era riuscito a far circolare la voce che un ricco mercante, molto riservato, di Neverwinter sarebbe stato in visita non ufficiale a Baldur’s Gate per estendere la propria rete di commerci legali e non, e che ci sarebbe stata una buona opportunità di guadagno per tutti gli interessati. Ovviamente tutto stava nel far trovare alle persone giuste, in questo caso gli uomini al servizio dell’imperatore, le prove giuste. La cosa più complicata era stata costruire un sistema di controllo anonimo di tipo piramidale, in modo che i nomi delle sue due complici non saltassero mai sotto agli occhi di quella vecchia volpe che ci avrebbe messo meno di due secondi a fare “2 + 2”…

    ...ad ogni modo riteneva fossero stati i soldi meglio spesi della sua vita.



    “Siete stato coraggioso a presentarvi da solo, pochi lo avrebbero fatto.” Gli fece i complimenti una cameriera mentre lo accompagnava ad una parete dove si nascondeva un ingresso segreto.

    “La mia gente sa perfettamente dove mi trovo e se non dovessi tornare da questo incontro, voi tutti dovete aspettarvi un brutto quarto d’ora.” Commentò con freddezza. Non era la prima volta che bluffava e per quanto fosse divertente recitare la parte del ricco criminale, in realtà questa volta si riteneva tutto sommato al sicuro.

    La parte difficile da quando aveva varcato la soglia del magazzino era stata più che altro quella di dover concentrare la propria mente sulla falsa identità, per ingannare la sonda mentale che potevano esercitare i mindflayer quando le distanze si riducevano, ci teneva a non rovinare l’effetto sorpresa soprattutto perché aveva bisogno di una reazione il più spontanea possibile.

    Quando prese a scendere la scalinata ben illuminata, si rese conto di faticare non poco a mantenere la calma, i suoi veri ricordi spingevano per stare in prima linea, il respiro si spezzava nello sforzo e anche gli occhi si fecero fastidiosamente umidi, attimi che sembravano durare un’eternità e quando riuscì a riprendere il controllo di se fu soltanto grazie alla rabbia, covata in tutto quel tempo, che si era messa a ringhiare in tutte le sue sinapsi.


    Come si aspettava, la saletta dall'arredamento semplice dove arrivò non era molto illuminata e l’imperatore sedeva composto dietro una grande scrivania di legno scuro sulla quale erano poggiati libri e registri. Era davvero lui.

    “Vi ringrazio moltissimo di aver accolto il mio invito Sir Loran…”

    “E io ti ringrazio moltissimo per esserci cascato.” Lo schernì Elrick abbassando il proprio copricapo.

    “Non è possibile.” Il suo vecchio compagno d'avventura scattò in piedi per lo stupore. “Come stai?” Aggiunse poi con un tono di scuse.

    “Davvero ti interessa? Cazzo…” Imprecò lui a fil di voce.

    “Elrick… posso soltanto immaginare quanto tu sia arrabbiato.”

    “Sei sparito per un anno intero razza di stronzo. E adesso che ti ho finalmente davanti non so se abbracciarti o scagliarti contro una palla di fuoco, dannazione!”

    Il cuore gli martellava tanto forte nel petto che dovette cercare una poltrona per sedersi e riprendere fiato. Apprezzò il silenzio con cui Roy, così come lo aveva soprannominato in passato, rispettava i suoi tempi. Lo osservò andare a prendere una caraffa da una mensola e riempire un grosso calice d’acqua che gli offri gentilmente.

    “Grazie.” Accettò abbassando lo sguardo.

    Nonostante l’abbigliamento, del tutto simile al suo, con cui anche l’imperatore celava il proprio aspetto, nella propria mente lo vedeva esattamente come quella volta in cui nel reame astrale si erano concessi l’uno all'altro e usò la propria magia per farglielo sapere attraverso un’immagine telepatica.

    “Dimmi soltanto perché…”

    “Cosa sarebbe più facile per te?” Domandò assecondando il suo desiderio e sfilando la propria tonaca, rimanendo con addosso soltanto i pantaloni e il suo corpo da mindflayer in bella mostra, i lunghi tentacoli e tutto il resto.

    Elrick alzò lo sguardo, un brivido gli correva lungo la schiena a partire dalla nuca, le emozioni di quei momenti bruciavano ancora sotto la sua pelle, ma preferì rimanere dove stava.

    “Non mi è mai importato del tuo aspetto e questo lo hai sempre saputo. Avevo detto che volevo stare con te dopo la battaglia contro quella... Cosa… desideravo davvero conoscerti, in una situazione di vita più normale.” Sospirò.

    “Cambierebbe qualcosa se dicessi che l’ho fatto per la tua stessa sicurezza?”

    “Fanculo! Non ho mai avuto bisogno di una balia, sapevi benissimo anche questo.”

    “Non capisci: sono io, il pericolo per te.”

    “Tu? Mi hai salvato la vita senza nemmeno conoscermi! Vero che avevi bisogno di aiuto, ma avresti potuto rivolgerti a chiunque altro o usare ben altri metodi… e …è una storia troppo lunga per rivangarla e non è questo il momento. Come credi mi sia sentito quando dopo avermi scritto quella lettera, ben sei mesi fa, dove dicevi che mi avresti ricontattato, poi non hai mosso un dito per trovarmi? Anzi ! Non avevi alcun bisogno di cercarmi: sapevi benissimo dov’ero e non sei mai tornato… mai! Cazzo!”

    “E se ti dicessi che sarebbe stato più semplice, un futuro per noi, se avessi scelto di diventare anche tu un Illithid?”

    “Non ho mai visto l'appartenere a due specie diverse come un ostacolo, anche questo te l’avevo detto. A questo punto mi chiedo se mi hai mai ascoltato qualche volta.”

    “Il problema è mio Elrick, non hai idea di cosa mi tormenti ogni volta che sto accanto a esseri senzienti dalla mente meravigliosa, come la tua.”

    “Stai dicendo che devi sforzarti di non divorarmi, è questo il punto?”

    “Anche adesso è così. Mentre stiamo parliamo e sono davvero felice che tu mi abbia trovato… questa è un’altra dimostrazione delle tue abilità straordinarie.”

    “Hai sempre usato la logica per risolvere le questioni, sai bene che se cedessi al tuo istinto non ci sarebbe più un noi. Questo non basta al tuo autocontrollo?”

    “Se mi ritrovassi in una qualsiasi condizione in cui non possa avere il controllo di me stesso non oso immaginare cosa potrebbe succederti.”

    “Dici che ho grandi abilità ma mi sottovaluti sempre. Sono nato stregone e me la cavo bene anche con la spada. Credi davvero che mi lascerei mangiare senza obbiettare? Perché non riesci mai a fidarti, merda.” Sapeva che non lo faceva con cattiveria, e probabilmente era proprio un modo di ragionare freddo e tipico della sua specie, ma aveva sempre odiato la difficoltà che l’imperatore dimostrava a fidarsi di qualcuno che non fosse se stesso, tuttavia riprese il discorso senza perdere la calma. “Quando ho scoperto dove avevi la tua nuova base, avevo due modi per raggiungerti. Uno, quello che ho scelto, era attraverso l’inganno e la diplomazia, il che mi è costato parecchio tempo e denaro; ma l’altro sarebbe sarebbe stato quello molto più semplice di sbaragliare con la forza i tuoi servitori e metterti con le spalle al muro a suon di calci. Chissà? Magari sarebbe stato decisamente più appagante di questo imbarazzante teatrino pietoso.”

    “Apprezzo molto che tu abbia scelto questo metodo, inoltre non posso garantire come avrei reagito a un attacco.”

    “Lo so io perfettamente: sarebbe finita a merda per tutti. Quindi ora che si fa?” Lo sfidò con ironia.

    “Se ti conosco hai già in mente qualcosa. Come diresti tu: sputa il rospo.” Commentò rimettendosi la veste, ma tenendone abbassato il cappuccio.

    “Possibile che devi sempre stare appresso a qualcosa? Prenditi una dannata vacanza una buona volta! Ci sarà pure qualcuno a cui potrai affidare ’sta baracca per un po’, no?!”

    “Potrei assentarmi per un mese, poco più.”

    A quelle parole Elrick distese la propria espressione in un sorriso, guardandolo dritto negli occhi, quella luce viola che aveva sempre trovato tanto intrigante.

    “Sul serio? Potremmo anche scoprire che nella famosa vita normale non andiamo poi così d’accordo.”

    “Dopo quanto ti sei impegnato per arrivare fin qui, non posso e non voglio allontanarti di nuovo. Mi sei mancato, mia piccola canaglia.”

    Si sentì un leggero bussare alla porta e una voce maschile, di uno dei vari mercenari presenti nello stabile, che chiedeva se fosse tutto a posto.

    “Solitamente il primo incontro con un nuovo cliente dura molto meno…” Dichiarò distaccato il mindflayer facendo un gesto della mano in direzione della porta, meno di un attimo dopo si sentirono dei passi che si allontanavano.

    “Usi sempre i tuoi poteri su di loro?”

    “Mai più del necessario.” Ammise, come sempre, senza alcuna difficoltà “Se ti può consolare con te non ha mai funzionato: hai sempre avuto una mente troppo forte per le mie capacità, anche se in passato penso di averti fatto credere il contrario.”

    Un altro sorriso, stavolta di sollievo, si dipinse nel volto dell’elfo. “Felice di sentirlo e non è una battuta, dico sul serio, saperlo mi rende tutto più chiaro, più semplice.”

    “Credevo lo avessi capito tempo fa.” Si sorprese l’altro.

    “Mi sa che non abbiamo mai avuto troppo tempo per parlarne, in effetti non abbiamo mai avuto troppo tempo per alcun ché, a parte salvarci la pellaccia.”

    “Bene, e adesso cosa proponi?”

    “Ho procurato una piccola imbarcazione, di quelle che si possono governare anche in due. Nei primi giorni assieme vorrei visitare le isole Moonshae, mentre al ritorno potremmo annoiarci crogiolandoci nella banale quotidianità offerta dalla nostra bella città.”

    “Come desideri.”

    “Sul serio? Quanto tempo ti serve per organizzarti?”

    “Due, tre giorni al massimo.”

    “D’accordo allora. Ti aspetterò alla banchina numero quattro del vecchio porto tra tre giorni, dopo il tramonto, e non sognarti nemmeno di non presentarti.”

    “Mi hai già trovato una volta, non intendo sfidarti a cercarmi nuovamente. Hai diritto a questa piccola vittoria e io ho bisogno di esplorare un nuovo modo di stare con qualcuno, che non sia un mio simile. Credo che ci meritiamo entrambi questa possibilità.”




     
    A MOB2, f5f9, Alice 0.8 e 2 altri utenti piace questo messaggio.
  13. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

    Messaggi:
    135
    Mi piace:
    320
    Come racconto fantasy spensierato l'ho trovato carino. Io magari avrei alternato maggiormente dialoghi e sequenze descrittive nella seconda parte ma si sa che sono di gusti difficili.
     
    A Maurras piace questo elemento.
  14. Maurras

    Maurras Wanna be Elf , but proud to be Hobbit ! ;)

    Messaggi:
    2.608
    Mi piace:
    952
    Gentilissima. :)
    In realtà di questa mia OS (one-shot) la parte che è "nata prima" era proprio la seconda e molto probabilmente
    è quella che risente di più del fatto che appunto è una storia scritta di getto (come dicevo sopra). ;)
    La prima parte l'ho poi aggiunta per dare un'idea, seppur vaga, di chi fosse il mio personaggio* e il suo passato.
    Ad ogni modo, ti ringrazio moltissimo per avermi dedicato un pensiero. :emoji_blush:

    *p.s. come background nel gioco avevo scelto "Artigiano di gilda" :emoji_smirk:
     
    A Alice 0.8 piace questo elemento.