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Enderal. Emozioni, impressioni, pensieri, riflessioni.

Discussione in 'Skyrim: Mod & Tweaks' iniziata da MOB2, 28 Marzo 2018.

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  1. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    La Profetessa mi ha appena fatto conoscere un gruppo e due video, e mi è venuto un desiderio fortissimo di dedicarli a Rineo, e a tutte le persone che come lui soffrono pesantemente per la solitudine e l'indifferenza che li circonda.

    Buon Natale, Rineo, mio piccolo tesoro.




     
    Ultima modifica: 25 Dicembre 2018
  2. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Riprendo questa discussione dopo parecchio tempo, aggiungendo alcune riflessioni da me fatte su Reddit dopo la pubblicazione di "Forgotten Stories" che vanno necessariamente ad integrare quelle precedenti, cercando di mettere in luce aspetti (e soprattutto personaggi) che precedentemente non sembravano troppo sviluppati (o erano del tutto inesistenti, come il Padre per esempio).

    La Donna Velata

    Cominciando con la Donna Velata, la prima volta l'ho incontrata sulla nave proveniente da Nehrim, ma devo ammettere che è stato quando ho visto il video della "quasi morte" che mi sono innamorato di lei.

    Avevo scaricato Enderal al "day-one", quando era solo in tedesco, giocandoci più o meno per un mese, finché uscì la versione in inglese. E' stata un'esperienza molto dura, considerato che conosco molto poco il tedesco, e mi sono sentito veramente un alieno, estraniato da tutto il mondo che mi circondava (una sensazione che immagino un immigrato possa provare spesso), ma ritengo che questa esperienza sia stata per me molto importante, fornendomi l'opportunità di avere un'immersione totale in un mondo alieno (chiunque abbia giocato a Morrowind potrebbe forse comprendere meglio).

    Una delle poche cose che compresi, no, meglio, che sentii in profondità, fu proprio questo video di "quasi morte", con le parole (in tedesco) che la Donna Velata mi disse mentre mi "resuscitava". Il video iniziava con la sua parola: Atme (Respira), e terminava con: Alles beginnt mit den Träumen (Tutto ha inizio con i Sogni). Penso di dover fornire il link alla versione tedesca del video, per cercare di farvi provare la stessa (o una simile) sensazione che ho provato (timing 0.13 - 0.50). Le sue parole finali, in tedesco, mi colpirono profondamente, e divennero poi il mio primo e principale "Enderal topic" anche nella mia vita reale (a questo proposito, sono stato parecchio deluso guardando la versione in inglese, che non ha queste parole finali; questo spiega perché come traduttore ho chiesto e ottenuto dal buon @Chantalion di poter usare per la traduzione italiana la versione in tedesco con i sottotitoli, che potete rivedere se andate alla cartella "\Steam\steamapps\common\Enderal\Data\Video" e visualizzate il file "MQP03NearDeathExperience.bik" con un player tipo VLC o Smplayer).

    Ho riflettuto a lungo sul significato di queste parole, considerando le visioni da incubo presenti nel video, ma penso che sia molto importante il fatto che lei usò il termine "sogni", non "incubi" (ritengo che fosse perfettamente in grado di scegliere le parole giuste), e quindi alla fine ho concluso che il "sogno" avrebbe potuto portare comunque alla speranza. Perciò la mia prima impressione su di lei fu veramente molto forte.

    Poi arrivò la lettura del "Macellaio di Ark", e vorrei analizzare le sue parole, se non vi dispiace.
    • "Tu stai morendo, Jaél". Le sue prime parole a Jaél (e a me, come giocatore) erano in qualche modo impregnate di compassione, o almeno io così le ho sentite, considerando il testo seguente: "La sua voce era aspra e dolce allo stesso tempo, piena di contrasti. Lei parlava senza derisione, pietà o crudeltà."

    • "Tu sostieni di essere in buona salute", parafrasò le mie parole con un'intonazione particolare. "Ma tu non riesci a percepire la struttura di questo mondo in tutta la sua complessità." Qui stava suggerendo di avere una comprensione della realtà del mondo molto più profonda di quanto io potessi immaginare.

    • "Vai, Jaél", mi disse. "Vai, e scopri la verità." Invece di tacitarmi col suo potere, mi invitò a sperimentare da me stesso ciò di cui stava parlando, cioè il fatto che io stavo "morendo".

    • "Che cosa sei, tu?", risposi io con una debole voce. "Che cosa sei, in nome del Guardiano Nero? Un demone? Un angelo della morte?" Ciò sembrava patetico, come il lamento di un bambino disperato." Certo, era patetico, ma era molto umano, come reazione alla "visione" che Jaél (ed io) stavamo avendo. Qui mi viene in mente una frase di T.S. Eliot che mi sembra in qualche modo adatta: "Il genere umano non può sopportare troppa realtà".

    • "Tu mi chiedi chi sono", mi rispose ancora, come un eco alle mie pietose parole. "E immagini che io sia un angelo nero del tuo dio, venuto a punirti. Ma" — un tocco di tenerezza materna accompagnava la sua voce aspra — "tu fai la domanda sbagliata, Jaél. Perché chi sono io non ha importanza." La domanda sbagliata. Forse noi tutti facciamo sempre la domanda sbagliata, cercando di darle un nome, illudendoci di poter "gestire" in qualche modo la nostra relazione con lei.

    • "E quale… qual'è la domanda giusta"? Umiltà, finalmente. La vera semplice umiltà che ci permette di percepire la verità, lasciandola risuonare dentro noi stessi.

    • "Per un breve momento vidi quello che sembrava un triste sorriso accarezzare le sue labbra rosse. "Tu mi chiedi qualcosa a cui solo tu puoi dare una risposta", disse lei cominciando a camminare verso l'arco di pietra. "Ed io voglio darti un consiglio." Si fermò, apparendo come una forma irreale nella notte argentea. "Un consiglio su come puoi evitare la morte della tua anima." Qui colsi quasi un accento materno nelle sue parole, la sentivo sinceramente preoccupata per il mio destino.

    • "Ci fu un attimo di silenzio. "Lascia la tua vita falsa. E segui il fuoco."
    Proseguendo nel gioco e compiendo le missioni delle "Pietre Nere", la vediamo ancora "in azione", un'azione verso i nostri compagni, in fondo molto simile all'inizio della nostra storia (almeno in apparenza).

    Ancora, quando riusciamo a raggiungere il "Guardiano Nero", la vediamo letteralmente resuscitarci, per permetterci di compiere la nostra "missione" (o forse la sua missione ?)

    E alla fine, il suo dialogo con Tara, quando le dice che la nostra vita umana è senza senso, a meno che non troviamo uno scopo, un modo per dare, per offrire la nostra vita per qualcosa che "abbia importanza". Se abbiamo fatto la quest del "Kor", potremmo apparentemente trovare delle somiglianze tra le due missioni, vedendo agire entrambi i gruppi di persone in modo irrazionale e autodistruttivo, come delle sette, come affermato da Esme, ovviamente dal suo personale punto di vista. Ma io penso che le due storie siano molto diverse, e la Storia di Kadath potrebbe spiegare molto circa la motivazione della Donna Velata.

    Ed ora, la mia "ipotesi" :)

    Quando ho terminato la missione di Tara, ho avuto come un flash nella mia mente; e poi, un nome.

    "Il nostro Segno in questo mondo", come "il nostro Segno che abbia importanza", qualcosa che possa cambiare il mondo, rimuovendo la "stagnazione" che ci fa morire tutti, a cominciare dalle nostre anime. Il Ciclo non è stagnazione, ma un allarme molto forte, un incentivo formidabile e terribile per crescere, per imparare, per combattere l'oscurità di una vita senza significato, per andare in profondità dall'esterno del problema (i Supremi, le guerre, le ideologie che spingono gli uomini a combattersi a vicenda) fino all'interno di esso (il nostro "lato oscuro").

    Il nome? Ah, sì, il suo nome. Durga, o perfino meglio, Adi Parashakti

    "Il creatore originale, l'osservatore e il distruttore dell'intero universo", "Adi Parashakti significa "Para (Primo) Potere-Supremo"", "l'energia attiva che può creare e distruggere l'intero universo", "l'Energia Zero che esiste perfino dopo la distruzione dell'universo e prima della sua creazione", "lo spirito veramente supremo senza alcuna forma", "Lei è la Grande Dea, e tutte le altre dee e tutti gli dèi sono solo delle sue forme distinte", incarnate nelle molteplici e varie forme come Durga, Parvati, Kali, e così via.

    E' solo un'ipotesi, ovviamente, ma personalmente la trovo particolarmente adatta.

    Termino questo lunghissimo post (nel mio stile) con un'ultimo riferimento specificamente al Ciclo.
    Senza il Ciclo lei è convinta che non c'è alcuna speranza, ma solo vuoto, stagnazione, una vita senza significato.

    Il Ciclo è forse come un "pungiglione", una spinta terribile, e il suo scopo potrebbe essere quello di "potenziare" le nostre qualità umane e capacità di cambiare noi stessi, di crescere, di raggiungere il vero nocciolo del problema, che non è trovare un numinos per spazzare via i Supremi, ma far fiorire le nostre qualità positive (come ammesso anche dal Guardiano Nero), non dovendo necessariamente iniziare da una nuova generazione umana (che non imparerebbe nulla dai cicli precedenti), ma lavorando duramente sulla nostra natura umana "qui ed ora". Da qui la "speranza": la speranza di diventare un'umanità migliore, passando attraverso prove ed errori.

    Forse non dobbiamo realmente combattere il Ciclo, come fa Tealor, e neppure adorarlo, come pensa Coarek, come se questo ci facesse automaticamente diventare dèi. Forse dobbiamo solo vivere con esso (ma senza "abituarci" ad esso), imparando da esso, cercando ogni volta e ovunque di raggiungere il suo vero scopo, che è il vero valore delle nostre vite, compiendo e vivendo qualcosa "che abbia importanza", e sviluppando le nostre qualità migliori."

    Concludendo, penso che la Donna Velata (lasciando al buon cuore di Nicolas la possibilità di spiegare il suo significato a un "meta livello") ha forse lo scopo di mettere in movimento le cose dentro di noi, come ha fatto con Jaél Tannerson, sempre però rispettando la nostra libertà di scelta (non credo che volesse realmente spingere Jaél a diventare un serial killer: "seguire il fuoco" può avere molti diversi significati). Quindi, non deve essere intesa come un "deus ex machina", e non credo che ella non abbia dei sentimenti verso il genere umano; i suoi sentimenti sono solamente a un livello molto diverso, molto più alto rispetto ai nostri, poiché ella vede l'intera realtà umana dall'alto, mentre noi vediamo solo pochi fili di una trama senza fine.


     
    Ultima modifica: 27 Luglio 2022
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  3. Chantalion

    Chantalion Cavaliere Nero - Traduttore

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    Bel post. Mi è sembrato di rivivere lo spirito epico col quale abbiamo tradotto questa intensa e bellissima avventura.
     
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  4. alaris

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    Sempre tutto molto interessante...
     
  5. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Il mondo di Enderal

    Una breve riflessione sul mondo di Enderal, collegandomi ancora all'apparente similitudine tra la storia di Tara e la quest del "Kor".

    Certo, anche io ho notato delle somiglianze apparenti con la missione della Donna Velata, ma anche se si può discutere circa le motivazioni e la moralità di essa, penso non ci siano dubbi sul fatto che il Kor sia effettivamente un'entità totalmente malvagia, che può penetrare sia nella mente delle persone che nell'aria.

    Parlando in generale, nel mio terzo playthrough, ho messo maggiormente a fuoco quanto sia miserevole la situazione dell'intero continente di Enderal. Ark è praticamente l'unica città vivibile, e girovagando intorno, con l'eccezione di Riverville, della caverna di Duneville e della Costa dei Contadini, si trovano solamente rovine, Lost Ones, mostri, Follia Rossa, animali selvaggi, banditi, putrefazione ovunque.

    Ogni rovina, ogni villaggio, fortezza, palazzo, ogni punto della mappa ha la sua propria storia, come si può dedurre dai libri, dai diari e dalle note che si trovano in giro: un tempo erano tutti brulicanti di vita, talvolta anche fiorenti e prosperi (perfino Fogville, al tempo di Jaél Tannerson, ha avuto i suoi momenti positivi), ma tutti i luoghi sono alla fine piombati nell'oscurità, uno ad uno, e la parte restante dell'umanità è ormai sotto assedio ad opera di forze ben più pericolose di Coarek e dell'esercito di Nehrim.

    Dove sono le guardie? Dove sono i Custodi? Le guardie sono al sicuro dentro o vicino alle mura della città, e i Custodi sono al sicuro dentro il Tempio. In passato i Custodi non avevano così paura di andare fuori, come sappiamo dalla storia di ciò che è accaduto nella Vallata Oscura.

    La paura è ovunque. E dopo la paura, arriva la disperazione, e allora la Follia Rossa ha vinto.

    Eventi come la storia del Kor si sono diffusi ovunque, ma io ritengo che questi siano solo la punta dell'iceberg. Se si gira per i quartieri di Ark, si finisce per trovare tutte le qualità negative che il Guardiano Nero ritiene siano la vera origine del potere dei Supremi e la vera causa della Purificazione, come l'orgoglio, l'invidia, l'avidità, l'odio, e così via.

    Se le persone divenissero consapevoli di questa situazione, e l'accettassero come un problema la cui soluzione è in loro stessi, cambiando il loro modo di pensare e le loro priorità, iniziando a (pre)occuparsi gli uni degli altri, potrebbero prendere il controllo della situazione, e invece di costruire Fari e cercare pietre, potrebbero agire meglio e rapidamente, per esempio riconquistando l'intera Enderal.

    Ma i demoni interiori hanno già preso il pieno controllo su tutti. Il nostro vero nemico è dentro di noi, ed ha il controllo totale. La Follia Rossa è solo la sua superficie, la sua manifestazione esterna, la punta dell'iceberg, se vogliamo.

    Come ha detto una volta Nicolas, il "padre" e il "creatore" di Enderal, giocando a questo gioco noi dovremmo focalizzarci principalmente sui demoni interiori dell'umanità, piuttosto che sui nemici esteriori e visibili.

    Perciò, se così posso dire, "Winter is coming" in Enderal.

    Mi scuso per questa triste riflessione, ma talvolta non riesco proprio ad abituarmi all'oscurità, anche se mi capita di trovare alcuni piccoli punti di luce anche nella notte più oscura, e per essere onesti, in fondo Enderal ha un sacco di punti di luce nell'oscurità.
     
    Ultima modifica: 27 Luglio 2022
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  6. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Seduta come uno Jarl di Skyrim ("usa Trono")

    La Profetessa era ansiosa di esplorare nuovi posti, provando anche alcuni compagni creati col Phasmalism e roba del genere. Raggiungemmo una fortezza enorme, con degli avversari davvero tosti, perfino muniti di costrutti magici. Alla fine riuscimmo ad entrare nella fortezza, nascondendoci e combattendo ininterrottamente, senza sosta (rabbrividisco all'idea di farlo al livello Iron Path...).

    La fortezza era davvero immensa, sia all'esterno che all'interno; dopo aver girovagato per ore alla fine arrivammo a questa caverna a cielo aperto, mentre il vento ululava da fuori

    upload_2022-7-29_18-25-11.jpeg

    Nella caverna c'era un tizio dannatamente forte, e la lotta fu durissima, sì, maledettamente dura, ma la ricompensa si rivelò essere oltre ogni immaginazione.

    Sì, ragazzi, un'armatura magica Skaragg (dello Skaragg set...), che la precedente incarnazione della Profetessa aveva indossato fino alla fine nel Ciclo precedente...

    Nella caverna, ella trovò anche uno strano Trono, e non poté resistere alla tentazione di andare a sedercisi sopra. Ed ecco che accadde qualcosa di magicamente meraviglioso, e una strana animazione prese il controllo del suo corpo, dandole l'aspetto di un boss, di un grande boss, di un Grande Boss Annoiato completamente di un altro mondo...

    upload_2022-7-29_18-2-7.jpeg

    Dopo qualche minuto, si alzò, parecchio confusa, e scambiò alcuni pensieri con me.
    • "Hey... ma che cavolo era quel Trono...?"
    • "Non lo so, davvero."
    • "Mi sentivo come se fossi in un altro mondo..."
    • "Un altro mondo...? Che genere di mondo?"
    • "Apparentemente un mondo molto tranquillo e pacifico, piuttosto noioso rispetto a questo. Ma dopo un po' mi è sembrato di sentire delle voci... delle parole molto strane..."
    • "Parole strane? Quali parole?"
    • "Qualcosa del genere: Hic sunt Dracones..."
    • "Qui ci sono i draghi... draghi? Pensi davvero di scambiare i Lost Ones con i draghi?"
    • "Veramente, non me ne frega niente dei Lost Ones, e anche dei draghi."
    • "Bene, ma allora perché pensi che questo mondo sia meglio di un mondo pacifico?"
    • "Non fraintendermi, mi piacerebbe un mondo veramente pacifico, ma non è questo il punto.
    • "E allora, che cosa?"
    • "Vedi, ho conosciuto molte persone in questo mondo... non posso davvero fare a meno di pensare a loro, di preoccuparmi per loro, e di prendermi cura un sacco di loro. Ho già pianto molto, lo sai."
    • "Lo so, e il peggio deve ancora venire..."
    • "Sì, il peggio deve ancora venire, ma come ho sognato una notte, penso che seguirò il mio fuoco, a qualunque costo."
    • "Ancora il "Macellaio"..."
    • "Sì, ma principalmente Lei... Forse Lei aveva ragione parlando di un sacrificio che abbia importanza..."
    • "Ma tu hai pianto moltissimo..."
    • "Non posso davvero smettere di piangere, vedendo quanto dolore e sofferenza c'è intorno a me. Devo fare qualcosa... devo provare qualcosa di nuovo, per fare in qualche modo la differenza. Penso che sia ora che le persone comincino a preoccuparsi gli uni degli altri, prima che sia troppo tardi."
    • "Sì... prima che sia troppo tardi."
     
    Ultima modifica: 29 Luglio 2022
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  7. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Uno degli aspetti che mi ha sempre affascinato in Enderal è la capacità di costruire delle storie con ramificazioni varie al punto che per conoscere la profondità di certe missioni, o sei un traduttore e le esamini e traduci tutte ;), oppure devi giocare diverse volte e compiere scelte differenti.

    Ho già parlato in passato dell'estrema ramificazione e varietà di scelte in relazione ai compagni principali, ma, pur avendo collaborato in parte alla traduzione, mi ci sono volute diverse volte per scoprire alcuni dettagli che rivelano, anche in missioni "secondarie", la profondità di alcuni aspetti dei personaggi, e possono portare in alcuni casi a degli esiti finali non scontati.

    Prendiamo una missione ad esempio, una delle ultime che ho fatto in questo mio quarto playthrough. La missione si chiama "Un Tocco d'Artista" (tecnicamente è la NQ17) ed è quella in cui Erica Braveblood ci manda a scoprire cosa è accaduto a sua madre Andrasta, che vive isolata nella Vallata Oscura e non da' più notizie di sé da tempo. Tralascio quasi tutta la storia, dando per scontato che chi legge l'abbia compiuta interamente, e arrivo solo al finale di essa, cioè al confronto con Andrasta in relazione alla "tecnica peculiare" con cui esegue i suoi dipinti, veramente "vivi".

    Non so voi, ma personalmente sono sempre partito dall'idea che Andrasta fosse semplicemente una strega selvaggia e la storia si è sempre conclusa col solito combattimento, ma questa volta ho deciso di attraversare il dialogo in un altro modo, per cercare di scoprire qualcosa di diverso, e come sempre i ragazzi di SureAI mi hanno accontentato.

    Riporto la parte di dialogo con Andrasta che mi sembra importante (essere stato un po' traduttore ha i suoi vantaggi, e i suoi strumenti...). Le risposte precedute dal segno >> sono quelle che portano avanti la missione, e talvolta possono esserci diverse alternative. Ho tralasciato le risposte che portano al combattimento, in quanto in genere tagliano una gran parte del discorso. Ho messo in rosso le frasi dell'arazealeano nel dipinto.
    • Ma tu guarda se non è il mio nuovo amico. Hai trovato qualcosa?
    • >> Ho trovato il tuo dipinto, sì. E ho anche scoperto che usi questa tua "arte" per uccidere le persone.
    • Wow... che affermazioni estreme. E chi te l'avrà mai detto, mi chiedo? Il sovrano scomparso del leggendario impero dell'Antica Aranath? O ti sei scolato una bottiglia di rum di troppo? D'accordo, allora... non c'è motivo di girarci ulteriormente attorno, immagino. Allora... da dove inizio? Ah sì, l'amico arazealeano nel dipinto ha ragione, ho quei nobili sulla mia coscienza, un bel po' di loro. E sai cosa? Non provo alcun rimorso. Ognuno di quei dannati bastardi meritava di morire.
    • Finiscila in fretta, capito? Proverà in qualunque modo a manipolarti... la conosco.
    • >> Perché?
    • Credi che abbia scelto per coincidenza questo posto come mio laboratorio? Questa foresta, è la prova materiale di quanto sia realmente corrotto questo paese. Migliaia di uomini e donne, massacrati per aver seguito una donna che osava dire che questa così sacra "società" non fosse altro che una menzogna. La Via, i Sacri Versi... non sono altro che delle catene mentali create e perpetuate perché i poveri restino poveri e i ricchi restino ricchi. Chi siamo noi per dubitare quale fato la Via abbia scelto per noi? Malphas solo conosce la nostra sorte. Noti qualcosa? Sono solo chiacchiere per dire "Mangia merda o muori."
    • Bal'Rak, che stai facendo? Uccidila, dannazione! Hai la minima idea di quante persone abbia ammazzato, questa puttana?!
    • Così disse il "cacciatore di streghe" proveniente da Arazeal. Dimmi, eri presente anche tu alla "Purificazione"? 8212. Quanti ragazzi e ragazze del Popolo Libero con il dono della magia hai ucciso, solo perché hanno osato venerare gli dèi dei loro antenati, anziché i tuoi "civilizzati" NovaLuce? Spero che i tuoi capi ti abbiano ricompensato a dovere.
    • Uccidila e basta, che cazzo! Uccidila...
    • Odio quando la gente grida a casa mia. So che qualche nobile in meno non cambierà nulla. Ma almeno offro un minimo di giustizia per tutti quei poveracci che, nella Città Sotterranea, pagano quotidianamente il prezzo di questa decadenza.
    • Hai menzionato una sorta di "Epurazione" degli Arazalean. Cosa intendevi?
    • Vuoi davvero che entri nei dettagli? Questo "cacciatore di streghe", così come si definisce, non è altro che un assassino. Lui e il suo ordine hanno preso parte a un massacro che farebbe impallidire ciò che l'Ordine ha inflitto ai Ribelli della Luna di Sangue. Ma ovviamente, lui ti racconterà una storia diversa. Tutti loro lo fanno.
    • Andiamo dritti al punto: uccidi i nobili usando le tue arti psioniche, attraverso questi dipinti?
    • Esatto. Nudo e crudo, e nessuno avrebbe mai sospettato niente. Beh, almeno è quel che pensavo. Devo essere stata incauta.
    • Quindi uccidi i nobili intrappolando la loro anima in questi dipinti? È così?
    • Esattamente.
    • >> E adesso?
    • Beh, per come la vedo, ci sono due modi di finirla. Numero uno: tu mi dai il dipinto, io mi occupo del nostro amico chiacchierone e viviamo per sempre felici e contenti. Numero due: scegli di fare una cazzata.
    • "Prendertene cura" probabilmente vuol dire che finirai di compiere la tua "opera"?
    • Esatto.
    • E immagino che nel tuo caso "vivere per sempre felici e contenti" significhi continuare ad assassinare nobili.
    • Forse. Ma vedremo... sono vecchia... e a dire il vero, non è più così tanto stimolante.
    • >> Va bene, prendi il dipinto. Immagino sia la cosa migliore.
    • Lo è... credimi.
    • Allora... è così.
    • Bene... immagino di doverti ringraziare. Per un momento ho davvero pensato che avresti dato retta a quell'ammazza-bambini. A parte questo... phh. Come ho detto, immagino che la cosa più intelligente da fare per entrambi sarebbe continuare come prima. Torna ad Ark, dai a Erica un po' di denaro e dille che ero malata e che avrà presto nuovi dipinti. Cosa te ne pare? Abbiamo un accordo o no? Cosa vuoi ora?
    • >> Sì, risparmiami la parte dei dipinti. Smetterai di uccidere le persone.
    • Ooh, è forse un ordine? Che paura. Ma d'accordo, onestamente tutto questo è diventato seccante. E non sono nemmeno più sicura che questi bastardi profumati valgano le mie tele. In altre parole, la smetterò. O meglio, ci penserò su. Ecco, prendi. È per Erica. Dovrebbe essere abbastanza per mantenere la galleria, almeno per le prossime lune. Ed ecco, questo è per te. Adesso non prendertela sul personale, ma ho bisogno di un po' di tempo per me. Fai attenzione... e non farti uccidere.
    • Perché non torni semplicemente ad Ark? Manchi a tua figlia.
    • Sai... mi piace il silenzio di questo posto. E sono fin troppo vecchia per il trambusto delle grandi città. Comunque sia, qual è la tua risposta? Abbiamo un accordo o no?
    • >>Lo abbiamo.
    • Mi fa piacere.
    Alla fine che riflessioni mi ha stimolato questo dialogo?

    Che Andrasta non mi sembra per nulla in preda alla Follia Rossa, se non altro perché è da anni che svolge questa sua particolare attività, e le sue motivazioni sono parecchio solide. Abbiamo di fronte una persona che non accetta la narrazione ufficiale del potere, e cerca di contrastarlo con i suoi mezzi, certamente discutibili, ma comunque efficaci almeno nel generare un po' di ansia nell'animo della nobiltà di Ark, che se frega altamente della situazione delle persone comuni, per non parlare di quelle che "vivono" nella Città Sotterranea.

    In fondo, alla fine del dialogo, si rende conto lei stessa dell'inutilità delle sue azioni, e posso perfino convincerla a smettere.

    Non è questo l'unico caso in cui una storia di Enderal contiene anche riflessioni sociali sulla reale situazione delle persone. Perfino nel "Macellaio di Ark" ho trovato riflessioni analoghe, ma come anche nel caso di Andrasta l'atteggiamento "da giustiziere" di Jael arriva, in particolare nell'ultimo volume, ad una conclusione differente e non scontata. La sua ultima vittima è un nobile scapestrato e corrotto, ma dopo averlo ucciso Jael trova il suo diario, in cui legge che si era pentito e voleva riparare al male fatto e cambiare vita.

    ("La mia decisione è presa: voglio cambiare" "Ce l'ho dentro di me […]. Lo credo dal profondo del mio cuore." "Stordito, guardai il libro aperto davanti a me. Voleva cambiare.").

    E' proprio questo evento che spingerà Jael ad abbandonare la Bilancia Nera e a smettere di uccidere.

    Quando parlo di piccoli punti di luce nell'oscurità, penso a queste cose, giusto per rispondere ad una cara amica che mi aveva un tempo sfidato a trovare qualcosa di positivo nel "Macellaio di Ark".

    Come ho scritto a chiusura di un altro mio post di qualche tempo fa:

    Non è solo un gioco. Non è solo Vyn.

    È la vita. La nostra vita. Il nostro mondo.


    Possiamo cambiare. Tutti.
     
    Ultima modifica: 1 Agosto 2022
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  8. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Il post che segue, scritto in inglese su Reddit il 19.11.2016, lo ritengo almeno in parte superato, essenzialmente perché il buon Nicolas si è degnato di fornirci una "spiegazione non ufficiale" su cosa intendeva quando ha creato i Supremi, e penso che quella potrebbe essere la parola definitiva.

    Ma siccome a Nicolas è sempre piaciuto vedere noi "poveri giocatori" arrabattarci per cercare di capire qualcosa dei vari misteri di Enderal (e devo dire che per i primi anni Reddit è stata una vera fucina di pensiero, una specie di Accademia di Winterhold - o dei Bardi, a chi piace la musica ;) -, dove ipotesi, contro-ipotesi, confutazioni, discussioni serratissime, filosofiche e non, cadevano a pioggia), allora credo che questo mio post non sia del tutto superato e possa dare una visuale più dall'alto dell'incontro con il Guardiano Nero, rispetto a quella che abbiamo nel gioco, specialmente se è la prima volta che lo incontriamo.

    Aggiungo un dettaglio che mi sembra importante. Fino all'uscita del DLC "Forgotten Stories" ero assolutamente convinto che il Guardiano Nero fosse il principale "villain" del gioco, anche perché è in fondo l'ultimo personaggio che incontriamo prima del finale e il combattimento con lui ha certamente qualcosa di epocale, oltre al fatto che le scelte che ci pone davanti sono fondamentali per la conclusione del gioco.

    Dopo il DLC non sono più così sicuro del suo primato negativo. Se e quando parlerò della Ralatha, e in particolare del Padre, cercherò di essere più specifico, ma anche se la Ralatha non fa parte della missione principale (anche se a mio parere è a un livello abissale), sono giunto alla convinzione che il Padre sia effettivamente il maggiore (e peggiore) villain del gioco, l'entità più pesantemente negativa e letale, non tanto dal punto di vista fisico, quanto da quello emotivo, psicologico, e spirituale.

    Ma ora concentriamoci sul Guardiano Nero.

    I Supremi secondo il Guardiano Nero

    Prima di iniziare, penso che sia necessaria una premessa importante. Il fatto che io consideri il Guardiano Nero un cattivo, e il più grande cattivo nel gioco (beh... il più grande visibile), non mi impedisce di essere convinto che egli abbia una profonda intuizione, una grande conoscenza riguardo a tutta la faccenda dei Supremi. Con il Guardiano Nero penso che i SureAI abbiano raggiunto il culmine della scrittura: abbiamo allo stesso tempo il più grande cattivo ma anche una chiave essenziale per risolvere l'intero mistero sui Supremi e sulla Purificazione.

    Ciò detto, iniziamo questo viaggio attraverso l'oscurità, come mi piace definirlo. Prima di parlare di ciò che fornisce potere ai Supremi e di cosa potrebbe renderli impotenti, chiediamoci: chi (o che cosa) sono i Supremi? Ho letto un sacco di teorie, sia nel gioco che fuori, ma ora credo che sia il momento di lasciar parlare il Guardiano Nero, benché quelle che seguono siano solo delle mie considerazioni parziali e incomplete.
    • "Forse i Supremi sono semplicemente una legge di natura, un concetto"
    Una legge di natura.

    Un concetto.
    • "forse non hanno neppure una una volontà loro propria, ma sono come una forza della natura."
    Natura, ancora. E l'assenza di una loro volontà propria.
    • "e noi li facciamo nascere credendo che ci sia qualcosa di simile ad un massimo, estremo nemico esteriore in primo luogo."
    Quindi, noi li personifichiamo ("li facciamo nascere"), cioè, trasformiamo una legge, una forza della natura, un concetto, in una persona (fisica o no, non importa), con cui crediamo di poter interagire in molti modi: adorandola, come fa Coarek, ignorandola, come fa la maggior parte della gente, o combattendola, come fa Tealor ("simile ad un massimo, estremo nemico esteriore"). Quindi, un oggetto (una legge, una forza della natura, un concetto) è divenuto un soggetto (una persona), grazie alla nostra volontà di personificare qualcosa, credendo forse di renderla più manipolabile da noi.

    Ed ora, come fa questo "oggetto", che grazie a noi è divenuto un "soggetto" (o più "soggetti"), ad ottenere il potere?
    • "È l'umanità che dà loro il potere."
    • "I Supremi non hanno alcun potere. Tutto quello che fanno è nutrirsi delle nostre debolezze."
    • "I Supremi si nutrono di ciò che l'umanità possiede in maggior parte, del loro ego. Avidità. Orgoglio. Paura."
    • "E l'eterna ricerca di un nemico che sia responsabile di tutta la loro infelicità."
    • "Siamo noi che forgiamo la spada che ci uccide."
    • "È il nostro ego, quella voce oscura dentro di noi, che dà loro il potere."
    • "Sono le nostre debolezze che rendono forti i Supremi, la nostra continua fragilità."
    Perciò, secondo il Guardiano Nero, siamo noi che diamo potere a questo "concetto". Più precisamente, è il nostro lato oscuro interiore.

    Ma come reagisce a questo l'umanità?
    • "Se potessimo solo vederli come realmente sono"
    • "ciò che nessuno comprende è semplicemente questo"
    • "solo perché rifiutiamo di vedere la verità."
    • "chi vuole sentire ciò"
    • "Pensi che qualcuno vorrebbe ascoltare? Se dovessi dire loro che è la stessa umanità da biasimare?"
    Quindi, l'umanità rifiuta di vedere la vera essenza dei Supremi, e così facendo, permette che il lato oscuro dentro di sé fornisca loro il potere. E se l'umanità non rifiutasse di vedere? Che cosa riguardo al suo lato oscuro?
    • "Queste caratteristiche sono ciò che ci rende umani, e di per se stesse sono innocue."
    • "Solo quando le nascondiamo, quando le neghiamo, giocano allora nelle mani dei Supremi."
    • "Che il nemico finale non esiste neppure?"
    • "un'umanità libera dall' ego e dalle debolezze"
    • "Altruismo invece di avidità, senso di responsabilità invece della continua ricerca di un nemico, consapevolezza invece di cecità"
    Quindi, il nostro lato oscuro è innocuo di per se stesso, in quanto caratteristica naturale di un essere umano, ma diventa pericoloso se cerchiamo di nasconderlo o negarlo. Tuttavia, a parte l'accettazione del nostro lato oscuro, ciò che rende impotenti i Supremi, è lo sviluppo di alcune qualità positive come l'altruismo, il senso di responsabilità, e la consapevolezza.

    Qui potrebbe forse sembrare di esserci un po' di confusione, perché da un lato conoscere e accettare il nostro lato oscuro è una cosa buona, dall'altro dobbiamo rinforzare alcune qualità positive. Vanno d'accordo le due cose? Forse, se consideriamo l'accettazione del nostro lato oscuro come una delle qualità positive che dobbiamo sviluppare.

    Ok, penso che sia abbastanza. Per ora. :)


    Concluderò con due mie considerazioni ("i miei 2 cents...").
    1. Non potrebbe forse essere quella legge, quella forza della natura, un modo naturale, inconscio di interagire con questo nostro lato oscuro, rivolgendolo contro di noi solo se lo neghiamo, se rifiutiamo di accettarlo, se non vogliamo diventarne consapevoli, se continuiamo a combattere dei nemici immaginari che abbiamo creato per nascondere il vero nemico dentro di noi (un nemico che diventa impotente solo se noi siamo consapevoli della sua presenza)?

    2. Per quale motivo una nuova umanità, rinata dalle sue ceneri, non dovrebbe avere le stesse caratteristiche che la rendono umana, come la precedente, incluso il suo naturale lato oscuro? E allora, non dovrebbe essere invece possibile lavorare su questa attuale umanità (o la parte che ne è sopravvissuta) per ottenere qui e ora le meravigliose caratteristiche (altruismo, senso di responsabilità, consapevolezza) che il Guardiano Nero proietta in un futuro totalmente ipotetico (e forse illusorio)?
    A tutti i lettori che hanno resistito seguendomi fino alla fine, un enorme ringraziamento :)

    P.S. : se volete, potete leggere da voi stessi qui (file pdf in inglese - ho in cantiere una traduzione, ma non so quando sarà ultimata) tutto il dialogo del Guardiano Nero (e i dialoghi finali con i compagni) che ho trascritto qualche tempo fa.


    - Due miei ulteriori commenti nel thread

    Ammetto che il Guardiano Nero sia in qualche modo onesto, ma non in tutto quello che dice. Penso che avesse un suo proprio piano che è fallito molto tempo fa, ma ora vede una possibilità di realizzarlo, perciò, con la sua sorprendente sottigliezza cerca di portare il giocatore dove vuole che arrivi.

    La parte difficile è, secondo me, discernere ciò che è vero da ciò che è solo un tentativo quasi impercettibile di manipolazione. Certo, in passato ha fallito, ma non si è arreso, ed ora il suo orgoglio sta rinascendo: si può vedere come parla, come un uomo molto saggio, come un maestro che guarda al suo allievo attuale con speranza e soddisfazione.

    Io penso che sia un personaggio gigantesco, che in una sola scena di circa 10 minuti di dialogo, in qualche modo domina l'intero gioco, a partire dall'inizio (scarnificato), fino alla fine (il Faro e la Purificazione).

    Tuttavia, ritengo che sia destinato a fallire comunque, e l'Antico è la prova di ciò. Non l'ho studiato abbastanza da vedere qualcosa di speciale in lui, ma tutto sommato mi sembra che l'Antico sia ciò che diventerebbe il Guardiano Nero al suo ultimo stadio senza fine: un uomo che è morto dentro, rinunciando a tutte le speranze ipotetiche e ai piani che aveva. Un uomo fallito, che non cerca più neppure di destare nell'umanità un momento iniziale di consapevolezza.

    Trovo molto interessante l'ipotesi che entrambe le scelte potrebbero portare a rompere il ciclo, ma per la scelta della fuga, dopo aver letto anche numerosi thread molto densi e interessanti (e alcuni commenti meravigliosi), penso che il rischio di finire come l'Antico sia davvero troppo alto, implicando l'orgoglio di essere così superiore all'umanità, possedendo l'intera verità, che invece di aiutare le persone a lavorare dentro se stesse, svegliando le loro qualità positive e facendole crescere in meglio, può finire a sentirsi totalmente separato dall'umanità, essendo diventato un inutile relitto. Sarebbe un'altra vittoria per i Supremi.

    Personalmente ho scelto il sacrificio, pur avendo provato l'altro finale (diversamente da quanto ho fatto in Mass Effect, dove ho scelto la distruzione senza esitazioni), vedendo alla fine confermato tutto ciò che pensavo di entrambi i finali.

    ---

    Ho trovato molto interessante l'affermazione circa il passaggio del Guardiano Nero dall'aspetto di "Eroe Tragico" a quello di "Villain". Penso che ciò aggiunga ancora più profondità al personaggio (e più difficoltà per il giocatore nel discernere nelle sue parole ciò che è vero da ciò che è un tentativo manipolatorio).

    Penso che potrebbe essere vero; ricordo più di una volta nella sua voce (una recitazione vocale fantastica, a proposito) uno spirito molto triste, stanco, disilluso, come se fosse realmente convinto di fare la cosa migliore per l'umanità. Mi ricorda un commento in cui Nicolas ha detto che spesso un cattivo è sinceramente convinto e pensa davvero di fare la cosa giusta. Quando trovo un cattivo simile, quasi mi innamoro di lui, perché amo moltissimo i retroscena e le profonde motivazioni, specialmente quelle dei cattivi (non ho mai sopportato la visuale in "bianco e nero" del mondo).

    Tra l'altro, credo per esempio che un personaggio come Yuslan meriti un'analisi più in profondità (mi sembra che il DLC abbia lavorato in tal senso); non penso che sia semplicemente un assassino e un traditore a due dimensioni, e non escludo la possibilità di studiarlo più estensivamente in un ipotetico futuro.

    Un'altra cosa che mi ha colpito riguarda la mancanza del contesto nella conoscenza del Guardiano Nero. Ciò è molto importante, penso, e forse è una delle ragioni più critiche per cui non dovremmo gettarci felicemente (tanto per dire) e affannosamente nel suo sentiero, almeno senza una riflessione molto seria.

    E' stata citata EDI in Mass Effect (un personaggio che ho amato, indipendentemente dal suo aspetto fisico), ed io potrei ricordare anche Data in Star Trek. Due personaggi che non danno nulla per scontato, prima di aver esaminato il contesto in profondità. Penso che in Enderal possiamo giocare in molti modi, ma se vogliamo vivere l'esperienza più profonda (la migliore, immagino), abbiamo bisogno di prestare molta attenzione al contesto in ogni situazione in cui ci troviamo, e con ogni personaggio, perché ognuno può avere una storia che merita di essere raccontata (escludendo forse la tizia del pane, ovviamente, ma non la venditrice di pozioni al mercato; ricordo di essermi fermato molto, ascoltando la storia della sua vita).

    Un altro spunto che mi ha fatto pensare è stata la considerazione circa la disperazione. Credo che ciò necessiti una maggiore riflessione e un dibattito più lungo di poche righe, quindi lo lascerò per un tempo più appropriato.

    Paura -> disperazione.

    Disperazione <-> speranza.

    Sì, immagino che dovrò pensarci parecchio.
     
    Ultima modifica: 3 Agosto 2022
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    Ho visto per caso questa immagine su Twitter, e non so come ma ho pensato a Nicolas... :)

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