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Alice's indie Magazine

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da Alice 0.8, 19 Aprile 2023.

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  1. alaris

    alaris Supporter

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    Non provarci neanche per scherzo:p...la capolista se ne va...
     
    A baarzo, Maurilliano e Vitbull88 piace questo messaggio.
  2. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    Si, ricordo un episodio di Gatto Silvestro che era così. Ti dirò che prima di scrivere la rece avevo pensato a un analogia col Dio Atum-Ra il quale secondo il mito poteva assumere le sembianze di un gatto quando viaggiava negli inferi ma mi pareva un paragone troppo ambiguo e quindi ho lasciato perdere.
    Ho già spiegato che a mio avviso la cosa si poteva gestire diversamente senza venir meno al concept come dici tu. Faccio un piccolo spoiler per chiarire e poi basta però.
    All'inizio la cosa è perfetta in quanto Susan, la protagonista, prendendo tutti quei sonniferi è morta solo in apparenza perché è stata ritrovata incosciente nel suo appartamento e portata all'ospedale dove l'hanno salvata. Le altre morti avrebbero potuto seguire analoghi schemi: apparire tali ma con la protagonista sempre sul punto di salvarsi in extremis in modo provvidenziale. Sarebbe stato immensamente più elegante del respawn neanche fossimo a Unreal Tournament.
    Ora qualche reminiscenza personale: ho avuto a che fare per molti anni coi gatti e ti posso assicurare che hanno una vita sola come qualsiasi altro animale. Ogni giorno quando vado a fare la spesa ne trovo di falciati dalle ruote delle auto stecchiti a ridosso dei marciapiedi e senza alcuna possibilità di fare il respawn. Quando vivevo in campagna ad annullare tutte e 9 le vite di un gatto bastavano i denti di Ryu, il mio dogo argentino, che chiamai così in onore dell'omonimo personaggio di Street Fighter. Mi faceva trovare sempre gatti morti a cui spezzava il collo con un colpo solo e malgrado lo rimproverassi e cercassi in tutti i modi di educarlo a non fare stragi aveva questo istinto killer da cacciatore innato. Non immagini quanti poveri felini assassinati prematuramente ho dovuto spalare: mi metteva una gran tristezza e riflettevo sulla caducità dell'esistenza. Quando infine non ebbi più cani assassini mi rimase solo Nicia, la gatta vedova, che malgrado avesse assistito allo sterminio di ogni sua prole non aveva acquisito certo un indole rancorosa e vendicativa ma la sua serenità e affettuosità si erano accresciute con la vecchiaia e faceva le fusa anche a quello stronzo di mio nonno che molti anni prima gli aveva affogato i micetti in un secchio.
     
    Ultima modifica: 15 Febbraio 2024
  3. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    ossimoro?
    :emoji_laughing: fantastico! (ne ho sentito parlare ma non ho mai letto niente di quello che hanno scritto!)
    :emoji_thinking: dici?
    ecco! questo è un punto su cui sogno di litigare con te! :emoji_grin:
    già, con 'ste cose è tutto lì
    :emoji_scream: sei piena di sorprese! (mai avrei pensato che fossi rimasta coinvolta in un gioco così :emoji_thinking:)
     
  4. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    Oggi shooter e picchiaduro non li voglio sentire neanche nominare ma 20 anni fa ero diversa: vestivo da metallara, ascoltavo Emperor e Dimmu Borgir e mi piacevano le cose violente. Dopo tanti casini e traumi in parte ho cambiato gusti.
     
    Ultima modifica: 15 Febbraio 2024
  5. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    In questi mesi ho provato poca roba perché troppo impegnata a tirare avanti. Comunque qualcosa per riprendere in mano la rubrichetta ce l'ho. Anche perché mi secco a parlare di politica. Quando penso alla politica avverto solo un senso di frustrazione e impotenza accompagnato dal desiderio di uscire di notte per strada con una mazza e spaccare i finestrini del SUV più costoso che vedo parcheggiato in giro.
    Ciancio alle bande iniziamo la rassegna partendo da Universe For Sale:
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    Siamo in una stazione spaziale annidata tra le nubi di Giove: in un bizzarro bazar si incontrano Lila, una giovane donna inquieta che crea universi nel palmo della mano, e un misterioso adepto noto come il Maestro, che ha strappato la carne dalle proprie ossa per raggiungere l'illuminazione.
    C'è chi mi accusa di giocare sempre ad Avventure Grafiche ma non è vero, infatti questa è una Visual Novel!
    Realizzato da fumettisti italiani (quindi sì, è localizzato nella nostra lingua) Universe for Sale salta subito all'occhio per i suoi bei disegni dallo stile originale. La storia è alquanto stramba a partire dall'ambientazione: una colonia su Giove martellata dalle scroscianti e corrosive piogge acide dove Lila e il Maestro vivranno avventure ed esperienze strane uniti da un destino che si dipanerà lentamente nel corso del racconto il quale procederà per salti temporali e spetterà al lettore/giocatore alla fine rimettere in ordine gli accadimenti.
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    Agli autori va riconosciuta una notevole immaginazione nelle invenzioni folkloristiche e in quelle legate alla religione o alla caratterizzazione dei personaggi e pur contemplando filosoficamente la classica ricerca di se stessi non vi è alcunché di fastidiosamente moraleggiante. Pure i minigiochi sono abbastanza fantasiosi ma tutti molto semplici e che non spezzano mai il ritmo della storia. Il più comune è quello della bottega di Lila dove i clienti vi commissioneranno universi in miniatura e voi dovrete miscelare i giusti ingredienti per accontentarli. E' un racconto breve ma immersivo e dalla piacevole atmosfera; sostanzialmente una poetica parabola su come affrontare il dolore per ciò che abbiamo perduto e accettare il passato. Lo ricordo con piacere.

    Rimaniamo sempre nella fantascienza ma stavolta in tema post apocalittico puro e duro con Rauniot, un avventura in isometrica sviluppata da un piccolo team finlandese.
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    Probabilmente il filone dei post apocalittici è abbastanza inflazionato da titoli che ripropongono sempre gli stessi contesti e cliché. Rauniot a prima vista pare una via di mezzo tra Fallout e il primo Mad Max ma ambientato in una Finlandia del nord particolarmente desolante.
    Ciò che lo contraddistingue è il realismo cinico, crudo e violento con cui viene rappresentato un mondo post nucleare nel quale l'umanità è stata fagocitata e non è rimasta traccia di umanesimo, gentilezza o compassione... i personaggi che incontrerete sono vivi fuori ma morti dentro e non ricordo in ambito ludico alcun autore che abbia avuto il coraggio di presentare questo tipo di scenario in modo così tetro e disincantato.
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    Buoni gli enigmi, tutti a base tecnologica ma che si sforzano di presentare l'interazione con dispositivi o la riparazione di macchinari in maniera abbastanza verosimile.
    Non ho gradito particolarmente il sistema di conversazione dove per andare avanti bisogna cliccare a ogni frase proferita, il che rende i dialoghi un tantino affettati. Il doppiaggio è solo in finnico ma questo mi è piaciuto perché è una lingua curiosa e affascinante.
    Grande tallone d'Achille è la longevità veramente bassissima: si vede che era un progetto più lungo drasticamente accorciato per mancanza di budget. Una ragione per sconsigliarlo è proprio che dura troppo poco ma per il resto non è male.
    Ha i sottotitoli in italiano.

    E chiudiamo con un rpg correndo il rischio che potrebbe interessare a qualcuno. Ticket to Earth
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    In un remoto pianeta, nella povera cittadina di Land's End, dal carcere di massima sicurezza locale avviene un'evasione di massa. Un prigioniero noto come Zero guida la rivolta che chiama Zero Day. Una hacker sua complice nota come Malady dirotta tutti i robot della zona e li ritorce contro i cittadini. Rose, una giardiniera idroponica, si ritroverà a lottare per sopravvivere e sventare un terribile complotto.
    Al livello di storia non si capisce a quale pubblico volessero rivolgersi. Inizia che sembra un fumetto Sci-Fi per ragazzini ma abbastanza divertente. Proseguendo diventa sorprendentemente tetro e inquietante con l'aggiunta di sfumature che fanno pensare al desiderio di coinvolgere un pubblico adulto ma poi si appiattisce nell'ultima parte dove buoni e cattivi vengono separati con l'accetta e il tutto comincia ad annoiare.
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    Andiamo al gameplay che ha ricevuto tanti elogi. Essendo un porting da dispositivo mobile le azioni richiedono un sacco di trascinamento del mouse che per PC non sarebbe necessario.
    Ticket to Earth è un rpg tattico a turni basato sull'abbinamento delle tessere; cioè i propri eroi si muovono su una griglia e devono attraversare le caselle del pavimento di un determinato colore (4 in totale che simboleggiano mano, occhio, cuore, mente) per spostarsi e caricare i poteri da combattimento. Semplice, immediato e divertente ma... ridondante a lungo andare e risente troppo del fattore fortuna essendo la generazione delle case random.
    La longevità è abbastanza buona ma se fosse stato meno prolisso condensando meglio la storia ed evitando che il gameplay diventasse monotono sarebbe stato anche meglio. Comunque resta un rpg tattico ibrido leggero e carino che merita una chance. Purtroppo tra le lingue c'è solo l'inglese.
     
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