Il 2014 sarà l’anno degli RPG 2016-11-27T11:24:35+00:00
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UN ANNO D’ORO?

Il 2014, con nostra grandissima soddisfazione ed esultanza, sarà all’insegna dei Giochi di Ruolo. Il 2012 fu salvato in exstremis da Mass Effect 3, mentre il 2013 è stato foriero di una noia asfissiante (salvo un paio di rare eccezioni).
Ma eccoci infine giunti all’anno che ci garantirà la rivinicita e ci vedrà impegnati nell’indossare i panni di un cacciatore di mostri, almeno fino a quando il braccio non ci duolerà a causa dei troppi fendenti distribuiti senza parsimonia a chi più se li meritava. Stanchi per via degli estenuanti inseguimenti in oscure e antiche foreste, potremo decidere di sviare per le wasteland armati di distintivo e di pistola dal grilletto facile. Dopo che avremo assorbito così tante radiazioni che saremo dotati di luce propria e sembreremo delle lanterne ambulanti, potremo fuggire da questo mondo catapultandoci nella realtà virtuale di Matrix per poi (chi sa come e chi sa quando) ritrovarci insigniti del titolo di Inquisitore, pronti a far schizzare palle di fuoco e scariche di elettricità a destra a sinistra. E, incredibile a dirsi, molto altro ancora.
Ringraziamo quindi BioWare, CD Projekt, Ubisoft ma anche quelle tante piccole software quali Larian, inXile, Obsidian e Harebrained che hanno deciso con coraggio di imbarcarsi nell’avventura di Kickstarter, uscendono vittoriose loro ma ancor di più noi. Il titolo di ciascun gioco è un link che rimanda al corrispettivo trailer su YouTube.

MIGHT & MAGIC X – LEGACY

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Sviluppatore: Limbic Entertainment
Distributore: Ubisoft
Data di uscita: 23 gennaio 2014
Piattaforme: PC

Carmelo “Morte” Baldino

Chi l’avrebbe mai detto? In un solo colpo il mercato dei GDR occidentali si è ritrovato con due sorprese. La prima: il ritorno di una saga storica come Might & Magic che, salvo gli spin-off tattici e Dark Messiah, non veniva sfruttata da almeno 10 anni. La seconda: a fare un’operazione del genere è stato un publisher del mercato mainstream che, stando a quanto si credeva fino a poco tempo fa, mai avrebbe puntato su un Old School RPG simil-dungeon crawler anni ’90. Sto parlando di Ubisoft. Ed ecco che un bel giorno ci siamo ritrovati con Might and Magic X Legacy, dopo 9 capitoli sviluppati sotto l’ala del mitico Jon Van Caneghem e dopo aver perso qualsiasi speranza di veder rinascere la saga.
L’eredità ora è passata nelle mani di Limbic Entertainment e come inizio non si sono comportati per niente male. Lo spirito delle saga sembra esser stato preservato con cura e rispetto, infatti sono presenti quasi tutti gli aspetti principali dei nove capitoli precedenti, fatta eccezione per alcune scelte che han destato qualche polemica tra i ranghi della “vecchia guardia”. Di base avremo davanti una sorta di Dungeon Crawler alla Legend of Grimrock (con ritorno al vecchio movimento a caselle), con una gestione del party di 4 personaggi in stile “blobber” (si muovono come se fossero un unico essere) e combattimenti a turni tattici. Il mondo di Ashan (nato dopo gli eventi di Heroes of M&M V) sarà liberamente esplorabile, ma si è un po’ persa la sensazione di Open World e free roaming, come avveniva per esempio nei capitoli dal VI al IX. La caccia al loot ci farà perennemente compagnia, come da prassi, e ci saranno anche diverse boss fight alla fine di ogni dungeon, alcune delle quali davvero toste. Durante i combattimenti potremo sfruttare diverse skill attive e passive tramite una comoda quickbar e ci sarà una chicca rimasta intatta rispetto ai capitoli precedenti: il cambio di espressione dei portrait dei nostri eroi in base al danno subito o lo status inflitto. Nei centri abitati avremo le classiche schermate statiche in cui poter acquistare equip, raccogliere informazioni, quest, scoprire i segreti del lore o allenarci presso i Trainer per salire di livello o sbloccare una classe di prestigio. Insomma, mancano davvero poche cose ma per essere la prima esperienza di Limbic con un M&M non ci possiamo certo lamentare più di tanto (in verità il primissimo approccio con il mondo di Ashan l’hanno avuto sviluppando le espansioni dello spin-off tattico Heroes VI M&M, sempre sotto Ubisoft).

Come è possibile che un publisher come Ubisoft ora si metta a finanziare Old School RPG riesumando una saga ormai abbandonata da 10 anni?

Ora però fermiamoci un secondo per porci una domanda: come è possibile che un publisher come Ubisoft, per anni concentrato a finanziare quasi solo blockbuster dalle vendite assicurate (vedesi per esempio Assassin’s Creed), ora si metta a finanziare Old School RPG riesumando una saga ormai abbandonata da 10 anni? Ci sarebbero diversi motivi plausibili, ma uno su tutti è probabilmente il successo del crowdfunding di Kickstarter ed il ritorno alla ribalta di un tipo di RPG che ormai ha dimostrato di avere ancora un target a cui rivolgersi a livello di vendite. Ecco quindi come progetti apparentemente “non convenienti” ora sembrino esser diventati una miniera d’oro dal capitale di investimento molto ridotto (se confrontato a quanto si spende per progetti tripla A). Ed ecco spiegate anche le mosse di Ubisoft, che magari dopo un buon successo di M&M X potrebbe tornare a finanziare con maggior frequenza questo tipo di progetti. Per chi volesse provarlo attualmente c’è la possibilità di acquistarlo tramite Early Access su Steam, con accesso al primo Atto del gioco. L’uscita della release completa è fissata per il 23 di gennaio 2014.
A suo tempo abbiamo pubblicato due anteprime per questo titolo: #1 e #2.

SHADOWRUN RETURNS – DRAGONFALL

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Sviluppatore: Harebrained Schemes
Distributore: Harebrained Schemes
Data di uscita: 24 Gennaio 2014
Piattaforme: PC, Mac OSX, Linux, Android, Tablet

Giovanni “bruco” Manca

In questo caso non si parla di uscita inedita vera e propria, ma piuttosto dell’espansione di Shadowrun Returns, un RPG strategico a visuale isometrica uscito dalle fornaci di Kickstarter durante la scorsa estate. Mentre la campagna ufficiale di Dead Man’s Switch era ambientata a Seattle, in Dragonfall vagheremo per le strade di Berlino.
Il mondo di Shadowrun è palesemente cyberpunk (famose sono le origini nei romanzi di William Gibson), condito da razze ed elementi mitologici quali Elfi, Orchi, Draghi e, ovviamente, la Magia. Il gioco base si è contraddistinto per la sua particolare abilità nel rendere l’atmosfera chiara e vivida, sia graficamente ma soprattutto grazie ai coloriti ed innumerevoli dialoghi che arricchiscono grandemente il senso di immedesimazione.
Tramite questa espansione avremo a disposizione nuove armi, armature, nemici da affrontare e, soprattutto, viene promessa una ramificazione maggiore nelle linee risolutive delle quest e quindi una divertente non-linearità. Non mancheranno stat-check, varie razze e classi tra cui scegliere e la gestione di un party composto non più da quattro elementi. Lo consigliamo, oltre a chi ovviamente ha giocato al gioco base, anche agli appassionati di RPG narrativi, dove la qualità e la profondità della storia principale giocano un ruolo fondamentale.
Vi ricordiamo che le campagne di Dead Man’s Switch e Dragonfall avranno ciascuna una longevità di dodici ore … Ma acquistando il gioco avrete a disposizione centinaia di mod creati dagli utenti che potranno intrattenervi a tempo indefinito. Potete ricevere una breve introduzione al mondo di Shadowrun leggendovi questo articolo.

 

DIVINITY – ORIGINAL SIN

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Sviluppatore: Larian Studios
Distributore: Larian Studios
Data di uscita: 20 Giugno 2014
Piattaforma: PC

Giovanni “bruco” Manca

Ecco un altro RPG che è nato grazie a Kickstarter e che promette di riportare in auge non solo modalità di gioco Old School, ma anche gli elementi fondamentali che caratterizzano le meccaniche dei più nobili giochi di ruolo, come l’esaltazione del fulcro che soggiace tra scelte e conseguenze, la storia del mondo di gioco e i rapporti fra i compagni di squadra, primariamente composta da due “personaggi principali”. In effetti, è proprio su quest’ultima caratteristica che il prodotto dei Larian si promette di essere rivoluzionario: i dialoghi saranno gestiti in modalità cooperativa, soprattutto se stiamo giocando in modalità multiplayer. Questo comparto del gioco trova ancora maggior forza di intrattenimento nel fatto che il rapporto tra i due compagni principali può maturare nel corso della storia variando tra l’odio profondo, un idilliaco amore o una fraterna amicizia.
Ma la questione non si ferma qui. Infatti potremo coltivare un rapporto diretto anche con in nostri “semplici” seguaci, che potremo arruolare tra i nostri ranghi e controllare direttamente solo durante le fasi combattive. Se li trattiamo male potrebbero abbandonarci, se invece li trattiamo bene potremmo ricavarne inaspettati benefici. Il combattimento in Divinity: Original Sin sarà molto strategico, (la fisica del mondo di gioco è molto ben caratterizzata e potremo sfruttarla a nostro vantaggio) e sarà gestito da una visuale isometrica. I nostri compagni non saranno soldati reclutati a caso, ma avventurieri dotati di particolari abilità, punti di forza e di debolezza. Utilizzarli in modo accorto durante le nostre battaglie sarà di fondamentale importanza.
N.B.: In questa sede, vi abbiamo esposto la questione dei compagni in maniera semplificata. Per maggiori informazioni, vi sollecitiamo a guardare questo video, in cui il leader di Larian Studion (Swen Vincke) ci espone tutta la questione. Va da sé che la lavagna, piena zeppa della contorta scrittura di Swen, esemplifica a vista d’occhio la piacevole complessità di questa parte di gameplay. Sempre a proposito di Swen, abbiamo pubblicato la traduzione di un interessante articolo pubblicato da lui sul suo blog personale. Potete leggerlo visitando questa pagina.
Divinity Original Sin rappresenta uno di quei rari RPG in cui le missioni possono essere risolte in molteplici modi, ciascuno garante risultati differenti. Il gioco sarà permeato da una piacevole vena di comicità (menzioniamo la possibilità di usare secchi a mo’ di elmi e la presenza di pecore mannare) e disporrà di un ben accetto toolset tramite il quale i giocatori potranno creare e far circolare in rete le loro avventure personalizzate.
Per avere prova delle ottime capacità dei Larian, potete giocare a Divinity: The Dragon Knight Saga, un piacevolissimo action-RPG in grafica 3D uscito nel 2009.

 

SOUTH PARK – THE STICK OF TRUTH

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Sviluppatore: Obsidian Entertainment
Distributore: Ubisoft
Data di uscita: 4 Marzo 2014
Piattaforme: PC, PS3, Xbox 360

Carmelo “Morte” Baldino

Obsidian non è una di quelle software house da ritenersi “nate con la camicia”. Da quando è stata fondata sulle ceneri di Black Isle ha avuto sempre qualche problema con i progetti su cui ha lavorato, non ultimi i problemi legati a South Park The Stick of Truth. Il progetto era nato sotto THQ e come ormai sappiamo dopo il suo fallimento è stata Ubisoft a farsi avanti. Il passaggio non è certo stato indolore, soprattutto per la timeline che si è prolungata di parecchio. Nonostante tutto, Avellone e soci sognavano da anni di sviluppare un RPG basato sul mondo inventato da Trey Parker e Matt Stone, un qualcosa che desse la sensazione ai giocatori di sentirsi davvero in un episodio televisivo.
Dai primi video di gameplay questa sensazione sembra davvero essere trasmessa e ci sposteremo tra un’area e l’altra proprio come se i personaggi del cartone fossero pilotati da noi giocatori. Altra sensazione che sicuramente viene trasmessa è la fedeltà non solo “grafica” ma soprattutto “spirituale”: il tono, i temi, i dialoghi e le scene mostrate sono tutte pungenti, ironiche, sarcastiche, umoristiche, spesso “trollose” ed in piena sintonia con lo stile che da sempre contraddistingue il pluri-discusso cartone animato americano. C’è talmente tanta fedeltà che, come prevedibile, è scattata anche la censura in Australia un mese fa, costringendo Obsidian a dover tagliare alcuni mini-giochi e scene molto forti. Come dicevo, non sono certo fortunati.
Saremo sicuramente più fortunati noi giocatori una volta che potremo mettere le mani su questo RPG, perché da quello che è stato mostrato finora sembra promettere davvero bene, soprattutto sul lato del puro divertimento (gli autori del cartone hanno collaborato per tutto il processo di sviluppo con Obsidian).

Avellone e soci sognavano da anni di sviluppare un RPG basato sul mondo inventato da Trey Parker e Matt Stone.

Il ruolo del giocatore sarà quello di un neo arrivato in città, che ben presto si troverà nel bel mezzo di una serie di eventi e dovrà collaborare con i protagonisti del cartone: Cartman, Stan, Kyle ed il mitico Kenny (che probabilmente vedremo morire parecchie volte).
Tra una battuta e l’altra dovremo affrontare fasi di esplorazione tipiche di un adventure e fasi di combattimento molto simili ad un JRPG a turni. Proprio nelle fasi di combattimento l’ironia, il sarcasmo e lo humour daranno il loro meglio, tra mega peti di fuoco, penetrazioni anali, citazioni sarcastiche agli shouts di Skyrim, evocazioni in stile Final Fantasy, fazioni in guerra e tanto altro. In pratica è come se avessero preso tutti i clichè tipici del Fantasy e dei GDR e li avessero mescolati col mondo di South Park, per poi prenderli in giro con lo stile tipico della serie. Insomma, il divertimento e le risate probabilmente non mancheranno.
La data d’uscita è fissata al 4 Marzo 2014 e salvo ulteriori imprevisti dovrebbe essere la volta buona. A noi non resta che sperare in una fase finale dello sviluppo senza ulteriori intoppi, perché i presupposti per qualcosa di davvero divertente sembrano esserci tutti. Magari come RPG “duro e puro” si discosterà parecchio dai classici standard di Obsidian, ma ci hanno da sempre abituati alle sperimentazioni ed in un periodo storico in cui l’Open World e l’Action sembrano farla da padrone nel mercato mainstream degli RPG, non fa certo male offrire agli acquirenti un qualcosa di diverso.

DARK SOULS II

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Sviluppatore: From Software
Distributore: Namco Bandai
Data di uscita: 14 Marzo 2014
Piattaforme: PlayStation 3, Xbox 360, PC

Giovanni “bruco” Manca

Ritorna il seguito di quell’action-RPG che ha voluto mettere i giocatori alla prova con un gameplay ostico e punitivo, tornando ai bei vecchi tempi dove ogni boss veniva ucciso più a suon di bestemmie che a colpi di spada.
Oltre ad un rinnovato motore grafico, Dark Souls II offre un teletrasporto tra i vari safe-point, un aumento del numero degli incantesimi e nuove possibilità per il combattimento ad armi bianche. Non mancheranno inoltre nuove tipologie di nemici, e rimarrete stupiti nello scoprire modi di morire che non avreste mai potuto immaginare.

PILLARS OF ETERNITY

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Sviluppatore: Obsidian Entertainment
Distributore: Paradox Interactive
Data di uscita: Inverno 2014
Piattaforma: PC

Carmelo “Morte” Baldino

Nato sotto il nome in codice “Project Eternity”, presentiamo un altro indie RPG nato grazie a Kickstarter. L’intento principale di questo gioco è quello di riunire in sé tutte le buone caratteristiche inventate a suo tempo dai giochi basati sull’Infinity Engine come Baldur’s Gate, Planescape: Torment e Icewind Dale, non mancando di donargli una ventata di freschezza con innovazioni varie ed eventuali, come ad esempio un sistema di reputazione presso le varie fazioni presenti nel gioco. Possiamo dire che questo è il titolo maggiormente Old School che compare all’orizzonte, e possiamo ammettere serenamente che ricorderà molto la serie Neverwinter Nights 2, espansioni incluse.
La creazione di questo gioco viene condotto dalle mente più poderose di Obsidian, tra i quali figurano Chris Avellone e Josh Sawyer (entrambi hanno lavorato a Fallout: New Vegas, solo per citare il loro ultimo impegno nell’industria videoludica di grande successo).
Questo gioco è un RPG dichiaratamente dai gusti molto classici, sebbene nulla sia stato detto sulla storia in cui sarà ambientato, e sappiamo bene di quanto Obsidian possa sorprenderci con le sue abilità narrative mai stereotipate e sempre pronte a guidarci nell’esplorazione di ambientazioni eversive e non canoniche.
Il lore presenterà un’importanza fondamentale. Infatti Obsidian, privata della possibilità di ambientare i suoi giochi nell’universo di D&D, sta creando dal nulla un mondo tutto nuovo in cui creare le sue avventure. Figurano quindi terre divise in reami indipendenti, ciascuno composto da una o più razze, caratterizzate da uno sviluppo tecnologico differente. Si varia da popolazioni ferme all’Età del Bronzo ad altre che sono attive nell’esplorazione trans-oceanica, armate di fucili e cannoni. Non mancheranno comunque maghi e “telepati”, ma aspettatevi una magia leggermente differente dal solito. Potete approfondire entrambe le questioni leggendovi questo articolo.
Per creare il nostro personaggio potremo scegliere tra diverse classi e razze, e ovviamente saranno disponibili diversi compagni che potremo arruolare per formare la nostra squadra. Obsidian ambisce a creare una nuova intera serie a partire da questo titolo, ed è già prevista in produzione un’espansione che dovrebbe uscire durante il 2015.
Così come tutti gli altri suoi colleghi Kicstarter, anche questo gioco comprenderà un editor utilizzabile dagli utenti per creare avventure e aumentare la longevità del gioco.

THE WITCHER 3 – WILD HUNT

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Sviluppatore: CD Projekt
Distributore: Namco Bandai
Data di uscita: Febbraio 2015
Piattaforme: PC, PS4, Xbox One

Giovanni “bruco” Manca

CD Projekt rilancia la serie che vede come protagonista Geralt di Rivia con questo ultimo capitolo forte di 100 ore di gioco, 30.000 linee di dialogo, 3 finali differenti e 36 situazioni diverse in cui il mondo potrà evolversi ad avventura finita, per non dimenticare da ultimo un vasto open-world di dimensioni maggiori di quello in cui sono ambientate le vicende di Skyrim.
Il sistema di crescita del personaggio, basato su abilità combattive, alchemiche e magiche, rende accattivante la creazione di un cacciatore di mostri efficiente e agguerrito (sarà possibile raggiungere il livello 60). Inoltre dilemmi morali che non distingueranno mai il Bene dal Male in maniera netta, ma che varieranno in un’ampia tonalità di grigi, doneranno al giocatore un notevole impatto emotivo e un degno grado di ruolismo, condito da dialoghi decisamente maturi.
Le vicende di questo terzo capitolo prenderanno luogo circa otto messi dopo dalla fine di The Witcher 2 – Assassins of Kings. L’Impero di Nilfgaard ha dichiarato guerra ai Reami del Nord, e il conflitto che ne è nato ha stravolto le vecchie nozioni di legge e di ordine. La devastazione creata dagli eserciti ha risvegliato diversi mostri, e i potenti che un tempo cercarono di sfruttare Geralt per i loro fini ormai sono scomparsi. I generali di entrambi gli eserciti sono del tutto ignari che oltre alla guerra che stanno combattendo, un’altra minaccia incombe su di loro. E non è di natura umana.
Sviluppato con il rombante RED Engine 3, motore grafico nuovo di zecca, The Witcher 3 – Wild Hunt rappresenta il titolo che più fra tutti promette di sorprenderci. Sebbene non sarà strettamente necessario aver giocato ai due capitoli precedenti per capire la trama di The Witcher 3, noi vi consigliamo caldamente di farlo. The Witcher 1 e The Witcher 2 – Assasin of Kings sono due RPG eccezionali, dotati di intricati intrecci narrativi portati avanti a suon di sotterfugi, intrighi politici e giochi di potere. Verrete catapultati in un mondo fantasy non canonico e non molto dissimile da un nostro Medioevo in cui i mostri sono usciti dalle leggende per diventare realtà, e piacevolmente “bastardo” senza mai essere volgare o uscire fuori di misura. A buon intenditore, poche parole.

 

DRAGON AGE – INQUISITION

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Sviluppatore: BioWare
Distributore: Electronic Arts
Data di uscita: 9 Ottobre 2014
Piattaforme: PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One

Giovanni “bruco” Manca

È uno dei giochi più attesi da molto tempo, non solo per il successo che hanno avuto i suoi predecessori, ma anche perché rappresenta un banco di prova in cui BioWare dovrà dimostrare di essere capace di soddisfare le aspettative dei suoi innumerevoli fan, in parte delusi da Dragon Age II. Da notare che il titolo di questo gioco non è Dragon Age III, e tenete a mente che la software house di Edmonton ha apertamente dichiarato che Dragon Age – Inquisition rappresenta il primo passo verso “la prossima generazione dei giochi di ruolo BioWare”.
La nostra avventura si colloca pochissimo tempo dopo gli eventi di Dragon Age II e vestiremo i panni di un Inquisitore, impegnati nel tentativo di portare un po’ di ordine all’interno di un mondo devastato da guerre umane e demoniache. La carica di Inquisitore ci eleva molto al di sopra del rango occupato dai comuni cittadini e disporremo di vari privilegi che ci verranno assicurati dalla nostra fazione di appartenenza. La storia si aprirà con un cliché del genere fantasy: qualche misterioso colpevole ha distrutto le barriere magiche che dividevano il Thedas da un altro mondo, aprendo così un portale che che vomiterà tonnelate di demoni e di creature mostruose, strumenti del Caos intenzionati a portare avanti una vera e propria invasione. Nonostante la premessa non risulti una delle più originali, sappiamo bene che BioWare offre maestria da vendere nel creare storie affascinanti.
La grafica sarà dichiaratamente next-gen, elaborata con il Frostbite 3, e anche in questo gioco avremo a disposizione un intero open-world da esplorare. BioWare intende riunire assieme alcuni elementi di Dragon Age – Origins e altri di Dragon Age II, in particolare con l’intento di tornare a combattimenti di stampo strategico reitntroducendo la tactical-view già presente nel primo capitolo. Un elemento innovativo è rappresentato da varie fortezze sparse per il mondo di gioco che avremo l’opportunità di assaltare e conquistare. Una volta acquisitone il possesso, potremo personalizzarle e sfruttarle per portare a termine qualche quest e per aumentare le nostre risorse.
Il nostro eroe potrà reclutare nove compagni che lo seguiranno nelle sue avventure, e non mancheranno facce già note. Le relazioni che potremo intrecciare con loro, storie d’amore incluse, saranno d’importanza fondamentale, come d’altronde è di prassi nei giochi targati BioWare. A detta degli sviluppatori, la grafica sarà eccezionalmente migliore se paragonata ai due capitoli precedenti e saranno corretti molti degli errori nati in Dragon Age II. Sarà inoltre possibile importare salvataggi dai capitoli precedenti.

 

WASTELAND 2

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Sviluppatore: inXile Entertainment
Distributore: Deep Silver
Data di uscita: entro il 2014
Piattaforme: PC, Mac OSX, Linux

Giovanni “bruco” Manca

Questo è un gioco che per alcuni versi si accosta molto a Divinity: Original Sin. Infatti la peculiarità principale di questo titolo è rappresentata dall’intricata intelaiatura di missioni a risoluzione multipla, in pieno stile “scelte e conseguenze”. Riassunto in un’unica frase e stando alle promesse degli sviluppatori, Wasteland 2 vuol dire: “non c’è un solo modo per farlo e comunque tu decida di farlo, ci sarà almeno una conseguenza”. Il piatto principale viene condito da una profonda interazione con il mondo di gioco mediata dalle nostre abilità, e i risultati delle nostre azioni confluiranno in un sistema di reputazione che ci renderà amiche alcune fazioni mentre altre diventeranno nostre nemiche.
Come è lecito aspettarsi, Wasteland 2 riprende il lore e il mondo di gioco creati per Wasteland (un RPG uscito nel lontanissimo 1988) mentre, per quanto riguarda le meccaniche di gameplay, esso si basa sulla stessa filosofia di design sulla quale sono stati edificati Fallout e Fallout 2, visuale isometrica e combattimento a turni compresi. Per quanto riguarda gli incontri ostili, avremo una forte componente strategica: la varietà delle armi non è immensa ma ognuna presenta alcuni punti di forza che le rendono particolarmente specializzate (ed estremamente utili) nell’affrontare determinate tipologie di nemici, caratterisitca che si ripercuote anche nei diversi tipi di proiettili che potremo utilizzare. Inoltre, i nostri avversari potranno sfruttare abilità speciali, potremo affrontare gruppi composti da varie tipologie di nemici e le coperture (alcune potranno anche essere distrutte) rivestiranno un’importanza primaria nel posizionamento dei nostri Ranger. Si specifica che il gioco si trova in closed beta, al momento sono numerosi i feedback ricevuti da inXile e molte cose possono variare/migliorare nel corso di questo processo.
Non saremo protagonisti di una storia principale dai connotati epici, piuttosto formeremo (insieme ad altri tre personaggi completamente controllabili) una squadra degli Arizona Desert Rangers, una fazione paramilitare che si impegna a portare un po’ di ordine in un mondo devastato dalla guerra nucleare. Sebbene la storia sia funzionale al gameplay, avremo 20 ore di missioni principale a cui se ne aggiungono altrettante per le varie missioni secondarie. Oltretutto, la vastità dei testi appare sorprendente, infatti sono state aggiunte qualcosa come 400mila parole tra dialoghi e descrizioni varie per gli oggetti che compongono l’ambiente circostante.
Il punto di forza è rappresentato dalla rigiocabilità, almeno così viene promesso: gli esiti possibili saranno così diversi gli uni dagli altri che il giocatore sarà fortemente invogliato dal ripetere una seconda partita per vedere cosa sarebbe successo se avesse optato per strade differenti.
Anche per questo titolo sarà pubblicato un editor, tramite il qualche potranno essere messe in rete mod create dagli utenti. Se si ripete il successo che ha baciato Shadowrun Returns, avremo così tanto materiale che potremo stare incollati allo schermo per ore e ore.

 

THE AGE OF DECADENCE

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Sviluppatore: Iron Tower Studio
Distributore: Iron Tower Studio
Data di uscita: da definire
Piattaforme: PC

Carmelo “Morte” Baldino

Vince Weller è un game designer famoso per esser stato un faro guida per uno dei forum più severi che ci siano nell’ambito dei siti che trattano il mondo dei GDR occidentali: RPG Codex. Chi conosce quel sito saprà anche il tipo di target a cui si rivolge ed i tipi di RPG che vengono visti di buon occhio (o che vengono massacrati con critiche al vetriolo). Un tipo di RPG che raccoglie pareri positivi è il vecchio modello “Visuale Isometrica + Combattimenti a Turni”, modello per anni quasi del tutto scomparso e praticamente dichiarato “morto” dai grossi publisher. Tra i pochi baluardi a difesa di questa tipologia di RPG, oltre a pochi altri esempi come Spiderweb o Basilisk, c’è stato proprio Weller, impegnandosi a mantenere vive le speranze del Codex attraverso un progetto molto ambizioso: Age of Decadence.
Con questo progetto Iron Tower Studio (fondata proprio da Weller) prende a piene mani dalla vecchia filosofia Old School e cerca in qualche modo di rivalutarla sotto alcuni aspetti quali l’uso molto più avanzato e complesso delle stat check nei dialoghi e nell’interazione col mondo di gioco. Per riuscirci viene messo a disposizione un ruleset, una serie di eventi non lineari, dei combattimenti tattici ed un sistema di dialogo basato su check, che davvero c’è da restare stupiti sul numero di variabili ed approcci sfruttabili. Con un sistema simile ci ritroveremo di fronte ad un qualcosa che si avvicinerà in maniera davvero impressionante ai fasti dei vecchi Fallout, di Torment o di Arcanum, per certi versi, e la sensazione trasmessa sarà proprio quella di riuscire a sfruttare pienamente ogni skill ed attributo del nostro PG. Ci renderemo conto di ciò già dalla schermata di creazione, piena di numeretti apparentemente inutili, ma che si dimostreranno il core di tutto il gioco quando ci troveremo a dover risolvere quest e dialoghi in 4-5 modi diversi, con altrettante conseguenze imprevedibili.
Volete interpretare il mercante che risolve tutto in modo diplomatico e sfruttando doti da abile venditore? Potrete farlo. Volete invece interpretare il ladro doppiogiochista che approfitta di ogni situazione e quando può evita di buttarsi in situazioni pericolose? Potrete farlo, ma se vi va male una check preparatevi al peggio perché i combattimenti di Age of Decadence gli han già fatto guadagnare la fama di “hardcore RPG” proprio a causa del livello di difficoltà. A tal proposito Weller si è addirittura divertito a trollare BioWare, inserendo all’inizio di ogni partita due opzioni: lo svolgimento normale del gioco (livello di difficoltà abbastanza alto) ed il livello “Awesome” (quello facilissimo, per richiamare il famoso “push a button and something AWESOME happens”, in riferimento all’opinabile concept da cui poi è nato il combat system di Dragon Age 2). Anche da queste piccole chicche provocatorie si nota lo spirito critico di Weller verso il mercato mainstream.

Con un sistema simile ci ritroveremo di fronte ad un qualcosa che si avvicinerà in maniera davvero impressionante ai fasti dei vecchi Fallout, di Torment o di Arcanum.

L’unico vero problema di Age of Decadence, oltre ad una grafica datata e davvero poco attraente (il progetto purtroppo è nato parecchi anni fa ed il peso di questi anni ormai è palese), è l’istigazione all’abuso di metagaming nelle fasi di dialogo o risoluzione di una quest tramite check. Purtroppo non ci verrà mai impedito di conservare i punti abilità guadagnati dopo aver risolto una quest e sarà possibile distribuirli non solo in funzione del ruolo scelto, ma anche in funzione del classico “save & reload” (per vedere quale valore serva ad una skill per superare una check chiave). Non è certo il massimo per un RPG, ma per come è stato impostato tutto il gioco ormai c’è poco da fare se non affidarsi alla buona fede dei giocatori. Per il resto c’è davvero una grossa aspettativa dietro al progetto, soprattutto perché si erge a baluardo di una fetta di mercato del tutto abbandonata dai publisher.
Chi è interessato può provare l’Early Access su Steam. Purtroppo non c’è ancora una data d’uscita definitiva ma il suo esser sbarcato su Steam fa ben sperare, anche se Weller è un po’ maniaco dei dettagli e della perfezione e probabilmente non lo rilascerà finché non si sarà convinto che la perfezione non esiste.