Per quanto si evinca da quanto già detto vale la pena spendere due parole sull’aspetto tecnico del gioco. I passi in avanti rispetto al Gamebryo Engine che muoveva Oblivion sei anni fa ci sono e sono visibili, seppur non epocali, il che è del tutto normale considerato che gira sulle stesse consoles del predecessore. Il nuovo motore, il Creation Engine riesce tuttavia a regalarci dei panorami spettacolari, dei modelli dei personaggi davvero buoni e degli effetti di luce di tutto rispetto. Se ci soffermiamo a guardare le texture ci accorgeremo che la risoluzione è piuttosto bassa  che le foglie non sono ben definite, ma nel complesso il mondo di Skyrim non può che lasciare piacevolmente sorpresi per come è rappresentato. Sia dal punto di vista tecnico che artistico; la nebbia che scorre sulle cime delle montagne mentre l’aurora boreale tinge il cielo è una vista che non lascia indifferenti.
Il lavoro di ottimizzazione è stato notevole, ed il fatto di essere un gioco sviluppato principalmente per consoles, fa sì che l’hardware necessario ad avere una qualità visiva più che accettabile non sia esoso, e specialmente il divario tra il medio ed il massimo livello di dettaglio è minimo. Sia chiaro che ad alte risoluzioni e con i filtri al massimo la potenza richiesta è notevole, mentre su Xbox360 sono da segnalare alcuni problemi con le textures se se installa il gioco su hard disk, anche se la patch di prossima pubblicazione dovrebbe risolvere il bug.

La differenza tra il livello di dettaglio minimo e massimo è risibile.

Degno di nota il comparto sonoro e musicale, in particolare la colonna sonora di Jeremy Soule davvero suggestiva, epica e adatta ad ogni situazione, che riesce a sottolineare nel migliore dei modi qualsiasi momento di gioco. Anche i suoni ambientali sono particolarmente curati, potremo sentire il rombo delle cascate in lontanaza, ed il soffio del vento sulle cime delle montagne, il ronzio degli insetti e tutti quei dettagli che aiutano ad immedesimarsi nel mondo. Per questo la visuale in soggettiva è senz’altro la più appropriata, per quanto quella in terza sia stata migliorata insieme alle animazioni, usandola si ha un’inevitabile perdita di collegamento tra noi ed il nostro alter-ego.

Volendo essere cinici, potremmo dire che Skyrim è un Oblivion come avrebbe dovuto essere, inclusivo di tutti quei mod che servivano per renderlo perfetto, con un motore grafico potenziato e quests di buon livello. Va da sé che se non piace l’impostazione degli Elder Scrolls non può piacere Skyrim, ma anche coloro che erano rimasti delusi da Oblivion solo per alcuni difetti come la trama o le quests secondarie, potranno trovare in Skyrim un’esperienza che vale la pena di essere provata.
Inoltre tra un po’ uscirà il Construction Set, e allora sì che ne vedremo delle belle.

 



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