Piattaforma: PC
Sviluppatore: Almost Human Ltd
Distributore: Almost Human Ltd
Data uscita: 11 Aprile 2012
Sito ufficiale
PEGI: 16+
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C’era una volta…
Immaginatevi questa scena: in un mercato ormai sempre più votato al marketing, un piccolissimo gruppo di giovani dichiara pubblicamente di voler riproporre, nel 2012, un genere ormai quasi morto per il target del grande mercato.
Quanti di voi avrebbero scommesso anche solo un centesimo sull’impresa? E quanti di voi avrebbero creduto seriamente alla possibilità di trovare ancora spazio per un gioco ispirato al padre (Dungeon Master) di questo genere? Eppure non stiamo parlando di una realtà parallela e non vi sto prendendo in giro.
Stiamo parlando di quella sensazione che alla fine degli anni 80 accompagnava i giocatori di vecchia data alle prese con carta e penna, labirinti pieni di insidie, enigmi, trappole e nemici mortali, dove il premio più ambito era sconfiggere il boss finale e rivedere la luce del sole.
Stiamo parlando della favola di quattro giovani finlandesi che in poco più di un anno sono stati in grado di fondare una nuova software house indipendente, sviluppare un gioco e presentarlo al grande pubblico come erede spirituale di quel Dungeon Master che ha fatto storia. Una storia oggi confinata solo nel piccolo mercato indipendente o nel mercato di nicchia di alcune delle console portatili.
Stiamo parlando di Almost Human Ltd e del loro primo dungeon crawler: Legend of Grimrock.
Descrivere l’essenza di Legend of Grimrock alla fine degli ‘80 sarebbe stato molto facile. Farlo oggi è molto più complicato e soggetto a fraintendimenti. È per questo motivo che ci tengo a chiarire subito, e con poche parole, il significato intrinseco di “Dungeon Crawler”: si viene scaraventati in un sotterraneo buio, pieno di mostri, trappole, passaggi segreti, enigmi, oggetti da raccogliere e sfruttare, e bisogna trovare la via d’uscita senza farsi ammazzare e contando solo sulle abilità dei componenti del party. Legend of Grimrock non si distacca da questa formula, resta fedele e lo fa con stile ed eleganza. Eppure non sopravvive solo aggrappandosi al fattore nostalgia ed ai ricordi dei giocatori con più anni sul groppone, ma va oltre: riesuma il passato, lo ammira, lo rispetta e lo rielabora in chiave moderna, senza intaccarne l’essenza primaria ed esaltandone le caratteristiche più famose.
Probabilmente qualcuno di voi sarà scettico a riguardo, ma se avrete la pazienza di continuare a leggere questa recensione, cercherò di spiegare come gli sviluppatori ci siano in parte riusciti ed il motivo per cui ritengo che simili imprese debbano essere incoraggiate nell’attuale mercato degli RPG, forse troppo concentrato solo su alcune tipologie e troppo spesso poco rispettoso nei confronti del quoziente intellettivo degli acquirenti.
La giustizia è uguale per tutti a Grimrock!
Il gioco comincerà con un breve filmato introduttivo (composto da artwork di ottima fattura) in cui ci verrà esposta la particolare visione ed applicazione della giustizia nel mondo di Grimrock: siamo stati accusati di reato contro il Re e dovremo scontare la nostra condanna nelle viscere di una prigione mortale sita in cima al Monte Grimrock (la cui uscita si trova alla base). Nessuno è mai uscito vivo da questo posto, ma semmai qualcuno ci riuscisse, vedrebbe cancellato ogni suo reato all’istante. Toccherà a noi giocatori fare in modo che i prigionieri riescano nella titanica impresa e riconquistino la libertà perduta. Ma dovremo farlo affidandoci solo alle nostre forze, perché saremo soli, nudi, e continuamente in pericolo.
Non aspettatevi una trama epica, cinematografica, con dialoghi e cutscenes, e non chiedetevi nemmeno il motivo della loro condanna, perché quel poco che ci occorre sapere verrà narrato solo attraverso note sparse da precedenti prigionieri (vittime del dungeon mortale) e la misteriosa presenza di un’entità che verrà a contatto con noi nei momenti di riposo (attraverso i sogni). Questa particolare narrazione ci riserverà anche un piccola sorpresa finale (che non vi spoilero, tranquilli).
È di vitale importanza, quindi, capire sin da subito che il focus di questo gioco sarà incentrato principalmente su determinati aspetti: crescita e gestione del party, esplorazione, risoluzione di enigmi basati sull’intelletto ed i riflessi, e combattimenti mortali. Potrà sembrare una formula obsoleta ed antiquata per il 2012, ma non fatevi trarre in inganno dalle apparenze, perché gli aspetti chiave sono tutti ben curati e soggetti ad un continuo scambio di feedback tra il livello di sfida proposto e le capacità di risoluzione del giocatore.

