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MessaggioInviato: 30/04/2007, 10:58 
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bello!
Sicuramente molto intrigante! ;) l'idea degli scacchi è molto carina, ma mi risulta un po' difficile da capire per due motivi:
1 (aggirabile) se qualche personaggio non avesse conosciuto il gioco? (immagino però che lo conosciate tutti e 4... altrimenti sarebbe stato molto duro risolvere l'enigma!)
2 come si sono comportati in gioco i pg? cioè: discutevano per decidere la mossa interpretando i pg o avete fatto del metagaming, risolvendo la situazione su una scacchiera normale e poi facendo lfare le mosse ai giocatori?

ciao!

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MessaggioInviato: 30/04/2007, 11:03 
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1- Sì, ero certo che conoscessero il gioco.
2- Gli ho dato una scacchiera a disposizione. A parte questo dettaglio, tutti e tre hanno agito con molto buonsenso. Il giocatore che interpretava il bariaur (che è un semiprofessionista agli scacchi), per esempio, quando sceglieva una direzione diceva frasi tipo: "il mio istinto mi dice che è meglio andare da questa parte".


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MessaggioInviato: 31/10/2007, 14:43 
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Et voilà... rinnoviamo un po' questo Thread che a mio parere sarebbe molto bello se fosse più sfruttato: oltre a leggere un po' di racconti che danno sempre una certa atmosfera, spesso questi stessi racconti fanno venire in mente delle buone idee...
Vi propongo un breve racconto di tipo "vampiresco". Non è il BG di un personaggio, sono solo alcune considerazione che si possono fare sullo stato del vampiro...
Non chiedetemi perchè l'ho scritto... non saprei rispondere... ho avuto l'ispirazione, qualcuno ha sussurrato qualcosa al mio orecchio e questo è il risultato. Buona lettura, spero che vi piaccia! ^_^

A Tale of Blood And Death


Notte d’autunno, nuvole leggere scivolano nel firmamento, debolmente illuminato dalla luce tremolante delle stelle e dalla pallida luna. Una brezza leggera, fredda e pungente smuove gli alti alberi e le loro foglie frusciano, strisciano tra loro, smosse al contatto dal sottile soffio di Eolo.
Una figura nel castello si muove. La sua ombra viene proiettata fuori dalla finestra della torre a causa di una candela, una flebile fonte di luce, la cui vita è destinata a spegnersi.
…Vita…
Cos’è la vita? La capacità di muoversi, di agire e di influire sulle azioni degli altri, di entrare nella vita degli altri…
Ancora: cos’è la vita? Un processo chimico, una serie di reazioni chimiche che hanno luogo all’interno del cervello, organo preposto a gestire l’interazione con l’ambiente e che termina quando quest’organo grigio è diventato vecchio e stanco di gestire il funzionamento di un intero corpo…
Di nuovo: vita? Ricordi…
La figura sa che non sono le prime due a determinare la sua vita… no… quelle definizioni di vita sono cessate per lui tempo addietro, moltissimo tempo addietro, quasi che non ne conserva nemmeno il ricordo… O forse sì… ecco, ciò che ancora o tiene legato a questo mondo, ecco per lui quella che la vita, la possibilità di perdurare in questo stato, a che fine, se non quello di mantenere vivo un ricordo?
Vita… Ricordi… Sempre più confusi in questo nuovo stato, questo nuovo stato che gli ha imposto di tagliare i legami che ancora li univano al mondo terreno, per potersi unire al quello ultraterreno.

La figura si agita nello studio, è impaziente, agitata atterrita. Si tiene ben lontano da quella piccola fiammella che troneggia sulla candela di cera. Anch’essa sta lentamente consumando la propria esistenza. L’accensione di quella candela, quella nascita, altro non è che una condanna: una condanna alla fine. La fiamma consuma la cera, essa si scioglie così come il tempo consuma il corpo e il cervello, portando l’uomo a niente meno che l’eterno riposo, la pace della Morte. Già… la natura ha predisposto il suo ciclo, un ordine naturale delle cose che la vita dovrebbe seguire… MA…
Non per lui. Qualcosa della sua vita ha alterato questo circolo. È passato tanto tempo da allora, la sagoma si agita perché fatica a ricordare. Si muove incessantemente su di un tappeto, un bel tappeto rosso cremisi, probabilmente intessuto a mano da qualche maestro d’Arabia, passa più volte di fronte ad uno specchio. Per un istante si ferma. Si sofferma a osservare, o meglio non osservare, la sua immagine. Un’ombra distorta, un’ombra dell’Uomo che era che gli mostra ciò che è diventato. Distoglie lo sguardo. Come è successo? Come?
Il ricordo pare non venire, mentre la candela prosegue a estinguersi, mentre qualcosa dentro di lui sale. La sente, una sensazione bruciante che lo consuma dall’interno. Una necessità, un bisogno che va soddisfatto, che DEVE essere soddisfatto. Questa sensazione, comune a un mortale che ha affaticato il suo corpo per un lungo periodo di tempo, che ha imperlato la propria fronte del suo sudore, per raggiungere lo scopo di una giornata, lo scopo di una vita, forse. Deve reintegrare i propri liquidi, la gola è secca ed ecco quale è la sensazione, sete la definisce l’Uomo. La Sete per lui, una cosa che deve soddisfare di sua iniziativa se non vuole che l’istinto prenda il sopravvento e gli faccia compiere atti di cui poi dovrà pentirsi.
Si blocca, nuovamente, adesso è fermo. Lo sguardo fisso fuori dalla finestra… ecco, sì!
Un ricordo

La prima volta. Era notte, anche quella volta. Era assetato. Molto assetato e gli riusciva difficile ricorrere alla ragione. Ragione sulla quale aveva basato la sua Vita, ma che adesso gli risultava d’ostacolo per comprendere la sua nuova condizione. Vagava barcollando per i quartieri poveri della città. La sua città, la città che aveva contribuito a costruire, a difendere secondo l’esempio del suo avo. Spietato in guerra, adorato dal volgo. Quella era la sua vita i suoi ricordi prima di quel giorno già passato. Barcollava, accecato dalla sete e dall’ira. Camminava per non ragionare e aspettava. Sarebbe bastato chiunque in quel momento. Camminava per cercare, ma l’oggetto della sua ricerca era indefinito, indistinto. Ad un tratto accadde: una ragazza uscì di corsa di casa, singhiozzava, poteva udirla. Qualcosa in lui scattò misteriosamente. Come una belva prese a correre verso di lei. In breve la raggiunse e la atterrò con un balzo ferino. La ragazza giaceva a terra, immobile, mentre lacrime gli rigavano il volto. A quel tempo, la giovane figura non capiva, non sapeva cosa stava per accadere, cosa avrebbe fatto. Presa dall’impeto, voltò la fanciulla con lieve sforzo del braccio. Il buio velò i loro occhi, come se un’ombra volesse nascondere quanto stava accadendo. Una grossa nube incrociò il cammino della pallida luna che parve distogliere lo sguardo da quell’evento. Una fitta ma leggera pioggia prese a scendere, mentre la sagoma, accovacciata sul corpo di lei sentiva quel bruciore lenirsi lentamente. Un nuovo sapore in bocca, e il nettare vitale scendeva per la gola conferendo una sensazione di tepore al corpo quasi esangue.
La ragione… Altro elemento di vita… la ragione tornò nell’Uomo che riprese il controllo sull’istinto. Per un istante, un lungo e interminabile istante, chiuse gli occhi. Non voleva vedere, aveva paura. Quando li riaprì, notò le sue mani, belle e giovani mani intrise di liquido cremisi, ancora caldo, mentre l’ultimo soffio di vita veniva esalato dal pallido corpo della giovane. Un rivolo di sangue scese da due fori nel collo di lei, fino ad irrigare la terra.
Via… correre…
Nelle ombre della notte, mentre la pioggia lentamente cessava di cadere. Un rifugio, una casa era l’unico desiderio di quell’assassino, costretto a quell’atrocità dalla sua natura. Una natura che non aveva chiesto lui. Un dono oscuro che gli era stato imposto, benché non lo avesse mai desiderato.
Era di nuovo al sicuro, all’interno delle ampie sale della sua magione.

La luce della candela si era finalmente spenta. La figura trasse, si obbligò a trarre, un sospiro di sollievo. La rossa minaccia che bruciava non c’era più. La vita della candela era terminata, così come la sua. Provò una vampata d’invidia mista ad ira nel constatare l’ultima condizione di quell’oggetto: per esso non c’erano più speranze di ricominciare, nessuno avrebbe imposto il volere che quella debole e minacciosa luce continuasse a bruciare per l’eternità. Finalmente la via per la finestra era libera. La fiamma che terrorizzava la figura e che era posta in prossimità della sua via d’uscita più non c’era. Un sorriso arcigno si dipinse sulla figura, mentre sentiva la Bestia prendere il sopravvento. Qualcosa di malvagio di accese, come aveva provato ira nel constatare la Vera Morte della candela, adesso pregustava il sapore del nettare sulle sue labbra, la vista di una vita che si sarebbe sacrificata, volente o nolente, per permettere la sua esistenza, per permettere il perdurare del suo corpo in quello stato. Con un leggero balzo salì sullo stipite dell’ampia finestra e si lasciò cadere, giù per la grande altezza della torre…

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MessaggioInviato: 15/11/2007, 20:30 
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Per rinnovare questo thread metto il BG del mio personaggio che sto usando nella nuova cronaca condotta da Kaladar.
Ringrazio Kaladar per avermi corretto alcuni errori che avevo fatto lungo il percorso








Unuldur Xiran


Sono Unuldur Xiran, della Casata Xiran di Menzoberranzan,la capitale degli elfi oscuri,i drow. Fin da piccolo sono stato istigato all’odio e alla violenza dalla mia famiglia. Vivevo di stenti e l’unico modo per sopravvivere era rubare ai miei conoscenti,ma in caso che questi ultimi si trovassero nelle mie stesse condizioni gli lasciavo qualcosa per sopravvivere. In fondo questi amici sarebbero potuti tornarmi utili in seguito,mi avrebbero potuto aiutare in qualcosa ma non fu così perché vennero uccisi appena venne scoperto che gli si era stato rubato. Mi dispiaceva ma non potevo farci nulla: io dovevo sopravvivere. Ho cominciato i miei allenamenti con il maestro d’arme di casa Xiran,e con lui ho imparato l’arte di maneggiare le spade. Dopo anni di allenamento privato,venni mandato a Melee Magthere dove mi dissero che le creature di superficie erano malvagie,e mi spiegarono il motivo per cui la mia razza si rifugiò nei meandri oscuri della Terra. Cominciai l’addestramento per diventare un killer spietato privo di sentimenti e i miei insegnanti scoprirono in me un guerriero potente,agile nei movimenti ed estremamente pericoloso. Ero l’orgoglio della Regina Madre in quanto poteva vantarsi di avere un ottimo guerriero nelle sue file. Un giorno però i maestri della scuola organizzarono un incontro contro un'altra recluta per mettere alla prova la mia bravura.
Il mio avversario sembrava sicuro di se, ci venne data la possibilità di scegliere l’arma che più ci aggradava; lui scelse una spada lunga e uno scudo.
Io due spade lunghe finemente affilate,come tutte le armi drow.
Il duello fu estenuante,il mio avversario colpiva con micidiale precisione e rapidità,e mirava ai miei organi vitali,io limitavo a parare i suoi colpi per studiarlo e trovare i suoi punti deboli e ne trovai uno. Era oramai sicuro che io non potessi reagire ai suoi attacchi,ma solo limitarmi a pararli, perché secondo lui era più abile di me. Ma,quando tentò di colpirmi con un affondo, io non parai e con rapidità feci una giravolta e gli scivolai dietro la schiena e gli misi il filo di una delle mie spade sul suo collo nudo.
I mentori,felici di quella dimostrazione di abilità mi ordinarono di uccidere il mio avversario,in quanto non era stato all’altezza di sconfiggermi. Io però non volevo infierire su un nemico oramai sconfitto e rifiutai. Subito dopo parti una frustata che mi procurò una lunga cicatrice per tutta la lunghezza della schiena,ma non sentii dolore. Così mi voltai e me ne andai con dietro le voci dei mentori che mi ordinavano di uccidere l’altro drow minacciandomi di altre frustate. Io feci finta di non ascoltarle e me ne andai via. Dopo anni di vagabondaggio nel Buio Profondo riuscii a trovare un’uscita che conduceva nel mondo della superficie.
Era notte e la volta stellata si stanziava su di me come un enorme velo blu con migliaia di luci lontane. Rimasi per diversi minuti ad osservare questo mondo così sconosciuto per me. Trovai una piccola grotta dove poter dormire per la notte,mi preparai un giaciglio con delle foglie e mi misi a dormire. Il giorno dopo,quando mi svegliai venni accecato da una luce accecante che non avevo mai visto,la luce del Sole,un purgante per i miei occhi abituati all’oscurità assoluta.
Uscii dalla grotta e sentii delle voci di bambini provenire da sotto la collina su cui mi trovavo. La notte precedente infatti,ero rimasto talmente stupito da non accorgermene.
Mi misi il cappuccio del mio mantello ormai logoro sulla testa in modo da impedire al Sole di sbattere i suoi raggi sui miei sensibili occhi rossi. Riuscii a vedere dei bambini che giocavano allegri su un lussureggiante prato verde con i genitori accanto che li guardavano. Li ammiravo e li invidiavo perché io non provai mai l’affetto familiare. Immerso come ero nei miei pensieri non notai delle strane creature (scoprii dopo che erano orchi)con le spade in pugno che indicavano il gruppo di ragazzini e i genitori. Vidi sotto i miei occhi uccidere quegli innocenti bambini,se fossero stai drow non ne sarei stato stupito,gli omicidi erano all’ordine del giorno a Menzoberranzan ma loro erano bambini. Con la loro felicità mi avevano fatto capire che nel mondo non esiste solo l’odio e la violenza nel mondo,ma anche amore e felicità. Gli orchi felici della razzia,non notarono un ombra scura che scendeva rapida dalla collina e l’ultima cosa che videro furono il baluginare di due lame che li trucidavano come loro avevano trucidato dei bambini indifesi.
Seppellii la famiglia e cominciai a vagare per i boschi.
Dopo molti mesi incontrai un gruppetto di Drow che vagava per la foresta. Mi nascosi per studiarli meglio ma non mi parvero armati di cattive intenzioni. Decisi di avvicinarmi a loro, ci parlai e scoprii che erano chierici del culto di Eilistraee, la Dea dei Drow sfuggiti al loro malvagio destino. Imparai molte cose con loro nei diversi anni che passai assieme a loro: Nuovi linguaggi,le razze che popolano la superficie,le regioni. Decisi di affidare la mia fede a Eilistraee, visto che avevo capito che Lolth non era una dea giusta ma che anzi incitava alla violenza,al caos e alla distruzione.
Una persona mi aiutò molto; si chiamava Aimir e fu il mio più caro amico durante il periodo che passai con loro. Ridevamo,scherzavamo e non ci annoiavamo mai,per tenerci in allenamento facevamo qualche duello amichevole e,anche se era un bravo spadaccino, riuscivo sempre a batterlo. Non la prendeva però un offesa,come tutti gli altri drow che avevo conosciuto fin’ora,anzi, ci rideva sopra e mi ripeteva sempre >.
Un giorno i miei amici si avvicinarono a me,capivano che avevo sete di avventura e per questo decisero di permettermi di lasciarmi uscire dal bosco di Neverwinter per esplorare un mondo così nuovo dal mio punto di vista; mi regalarono due spade per difendermi,una cotta di maglia,un mantello da viaggio e un bellissimo esemplare di cavallo,con un manto così lucido e nero da riuscire a confondersi nella notte. Salii in groppa all’animale con naturalezza,visto che in quei sette mesi passati con loro avevo fatto pratica nel cavalcare questi insoliti animali. Poco prima che cominciassi ad andare mi si avvicinò Aimir e con voce sprezzante mi disse: >
Con un sorriso spronai il cavallo e partii verso nuove nuovi lidi e pensavo: tornerò mai al bosco di neverwinter?

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Prendi la vita come un viaggio ma non dire mai "Sono Arrivato"

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 Oggetto del messaggio: Re: Siamo (più che) interessati ai vostri racconti e avventure!!
MessaggioInviato: 18/07/2008, 23:16 
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questo è un racconto che ho scritto tempo fa, approfitto di bravi lettori come voi gh [smilie=icon_rolleyes.gif]

Ne avevamo sentito parlare, tempo prima...
Eravamo noi tre, io e i miei due compagni di avventura, seduti in taverna. Nonostante dopo la scoperta del tesoro della Cittadella senza sole fossimo diventati abbastanza ricchi eravamo per un motivo o per l'altro sempre in cerca di avventure e ultimamente queste scarseggiavano.
C'era un vecchio da una parte, tutto infervorato nel parlare a un gruppetto di persone intorno a lui. Indossava vestiti rovinati e con se aveva solo un lungo bastone a cui si appoggiava per camminare. Interessati ci avvicinammo ad ascoltare.
“...zanne e unghie!!” tuonava in quel momento il vecchio “era fortissimo, e le nostre armi non servirono a niente. Usava la magia, e si nascondeva prima che potessimo colpirlo. State lontani da quel posto, e non provate ad andare a rubare il suo tesoro, perchè mangerà anche voi come i miei poveri amici.” sospirò e guardò noi tre, che dopo un pò eravam rimasti gli unici della piccola folla radunatasi intorno a lui all'inizio. Tsu, l'elfo mio compagno, lo riscosse dai pensieri in cui sembrava essere caduto e parlò sorridendo per tutti e tre “Vecchio, dove si trova questo mostro? Siamo un gruppo di avventurieri, i draghi non ci mettono paura e un tesoro ci fa gola,”. Al che il vecchio scosse il capo e riprese a parlare, a voce bassa questa volta “anche io come voi ero tranquillo al momento della partenza, avevo sentito parlare del mostro da un tale che l'aveva affrontata tempo prima e partii subito con i miei compagni ma vi dico di non andare in quel posto, poichè quella bestia è troppo pericolosa per chiunque. Non lo affrontate, buttereste solo la vostra vita...
noi tre ci guardammo, sorridendo della paura del vecchio. Dopo aver sentito del tesoro nascosto, saremmo partiti la tana del mostro anche se il vecchio ci avesse trattenuto per delle ore. Questi forse lo capì, perchè sospirò e disse “lasciate almeno che vi dia qualche consiglio. Vi dirò dove si trova la caverna tanto trovereste comunque informazioni nella biblioteca. Cercate all'emporio delle fiaccole, la bestia è spaventata dal fuoco anche se il dolore la rende furiosa.” detto questo, andammo al nostro tavolo dove tracciò per noi uno piccola mappa e ci diede qualche altro consiglio contro gli orchi che popolavano il percorso. lo ringraziammo e decidemmo di partire l'indomani stesso, ansiosi di mettere le mani sul tesoro.
Viaggiammo a cavallo per due giorni, attaccati solo tre volte da piccoli gruppi di orchi che mettemmo in fuga facilmente. Finalmente, il pomeriggio del terzo giorno, arrivammo in vista del grande albero che indicava la mappa, vicino al quale c'era la misteriosa grotta. Lasciammo i cavalli e ci preparammo alla battaglia armandoci per bene. Decidemmo che ognuno di noi averbbe portato una torcia per illuminare il cammino e in difesa contro il mostro.
l'ingresso della grotta era ingombro di grossi macigni e per scavalcarli i miei compagni furono costretti a lasciare le torce. Andammo avanti per un corriodio alto come un uomo e sbucammo dopo un minuto in una grossa caverna.
Appena il tempo di guardarsi intorno, e un lampo accecante riempì l'area. Appena un istante dopo, vici con la coda dell'occhio il mio compagno cadere faccia in avanti, inerme. Mi girai veloce per affrontare il nemico ma la sua presenza terrificante inibì ogni mia capacità, il gigantesco rettile scaglià un globo infuocato su di noi, e io corsi verso l'uscita più velocemente possibile. Usai una delle mie pergamene per trasportarmi magicamente via dalla tana del drago.
Passai diversi giorni camminando in preda al delirio, inseguito dai fantasmi dei miei compagni e dalla paura che la bestia potesse raggiungermi. Dei mercanti mi portarono con loro alla città sul fiume dove vivo tutt'ora.
Sospirai, ancora perso nei ricordi, e guardai i quattro giovani guerrieri davanti a me.
“ci ha detto l'oste che conoscete la tana di un mostro, e del suo tesoro...”
impallidii. Dopo averlo visto di persona non avevo mai pensato che qualcuno potesse andare in quel posto volontariamente. “no.nono non ci andate! Quel posto è maledetto, e il suo padrone ancora di più! È troppo forte per chiunque, usa la magia e nessuna arma può ferirlo...”
mi accorsi che stavo parlando con le stesse parole del vecchio di quel giorno, in taverna. Scossi la testa mentre i quattro avventurieri sorridevano perchè non capivano la ragione del mio silenzio improvviso. Sbuffai e, sospirando ricominciai a parlare “anche io come voi ero tranquillo al momento della partenza, avevo sentito parlare del mostro da un tale che l'aveva affrontata tempo prima....”


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 Oggetto del messaggio: Re: Siamo (più che) interessati ai vostri racconti e avventure!!
MessaggioInviato: 23/07/2008, 12:08 
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Carina l'idea del racconto ciclico... molto interessante e anche sviluppabile! ^^
Si poteva arricchire il tutto un pochino, qualche descrizione aggiuntiva di qua, caratterizzare un po' i compagni (anche se hanno avuto vita breve! [smilie=icon_lol1.gif] ) però bene!

Piaciuto abbastanza...

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