Master
La serata proseguì allegra e tranquilla nella locanda, mentre la cameriera portava a ripetizioni nuovi piatti per gli affamati avventori della taverna che continuava a moltiplicarsi. Finalmente anche Parsel raggiunse il gruppo, con somma gioia della cameriera, che a quel punto intensificò vistosamente le visite al tavolo della combriccola. Che la cameriera provasse attrazione per il ragazzo, era ormai assodato e ciascuno di loro se ne era ormai reso conto, tutti tranne l'ingenuo parsel, a quanto pare.
Il bardo proseguiva nel tenere alto il morale dei compagni, narrando le storie che aveva raccolto in giro per i suoi viaggi, e parlando dei suoi progetti, della voglia di diventare famoso e di poter narrare le loro gesta in futuro.
Ad un tratto, il padrone della taverna raggiunse il tavolo degli avventurieri, avendo riconosciuto il bardo che la sera prima aveva dato spettacolo e aveva riempito la taverna di clienti. Sognando la possibilità del ripetersi di una tale opportunità per il locale, la sua presenza equivaleva alla richiesta. Nym si voltò verso i compagni, strizzando in particolare l'occhio al ragazzo appena giunto, il quale aveva prontamente estratto i propri acquisti affidandoli ai legittimi proprietari: una spada e un pugnale per chi ne aveva fatto richiesta.
Con passo svelto per l'eccitazione, il bardo salì sul piccolo palchetto che si trovava alla sinistra dell'entrata, come aveva fatto poche ore addietro. Estrasse il proprio strumento: uno splendido flauto in legno, un thelarr, strumento conosciuto in tutto il continente per il suo suono dolce.
Nym si schiarì la gola per richiamare l'attenzione degli avventori. Subitò il silenzio calò nella sala, mentre le teste si voltavano nella sua direzione:
«Mi è stato chiesto di suonare per voi, stasera. Con molto piacere adempirò questa richiesta, ma mi premeva anche fare una dedicata. Un amico, che siede al tavolo con me, vorrebbe che dedicassi una canzone alla bella cameriera che ci sta deliziando, oltre che con i stupendi piatti della locanda, anche con la sua magnifica presenza.»
A queste parole, un applauso per la ragazza e per la cucina del locale si sollevò imperioso. Tutti contribuirono a rendere omaggio, tutti tranne due di essi, il cui volto divenne rosso per l'imbarazzo. Infine, il bardo portò il flauto alla bocca. A quel movimento, gli applausi cessarono, mentre una dolce melodia prese ad echeggiare per la locanda.
Gli avventori rimasero stupefatti e ammaliati dalla dolce melodia, mentre il tempo sembrava essersi fermato apposta, per concedere a ciascuno la possibilità di udire quella melodia intessuta apposta.
Non fu un'esecuzione particolarmente lunga, ma la gente che si trovava fuori dal locale, si stava affacciando alla finestra per poter sentire chi stesse suonando. Anche questa volta, il bardo aveva centrato l'obiettivo. Allo sfumare della musica, Nym tornò a sedere, mentre un applauso accompagnava la sua avanzata. Tutti si complimentarono con lui, mentre il padrone della taverna non ci mise più di due minuti a portare un boccale di birra a testa per il suo tavolo:
«Offre la casa!» disse, strizzando loro l'occhio. L'unico di loro a non parlare era Parsel. Il giovane non si era mai trovato in una situazione del genere. In cuor suo ringraziava il bardo per quel gesto, ma non sapeva come comportarsi, mentre la giovane cameriera continuava a farsi vedere al tavolo ma senza la solita parlantina.