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MessaggioInviato: 03/10/2007, 18:50 
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Parsel

Osservò il nano con aria soddisfatta >; prese le 48 monete e glie le porse al nano.
Per prima prese la spada con i tre spazi vuoti e se la legò al fianco al posto della sua vecchia spada, e poi caricò la roba restante nello zaino.
Salutò il nano e si avvio verso l'uscita, si accorse che si stava facendo tardi, doveva sbrigarsi se non voleva fare tardi.

Scusate per il ritardo nel postare, ma purtroppo sono stato per parecchi giorni fuori città e mi è stato impossibile accedere a internet, scusate per non avervi avvertito, non si ripeterà, xdono [smilie=icon_gott.gif]

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I NEEEED GUIDAR HERO III !!!!!!!!!!!!!!!!!!!


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MessaggioInviato: 04/10/2007, 18:19 
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Master

Eruner
Un riso poderoso salì dallo stomaco. Il corpò si chinò in avanti. Pochi momenti per cercare di ributtarlo indietro. Un fallimento.
Lo gnomo scoppiò a ridere a mezz'aria, le gambe si sollevarono mentre le braccia cinsero la pancia che iniziò a generare dolore nel piccolo corpo. Le lacrime scendevano dagli occhi mentre lo gnomo proseguiva nel suo schizzo di riso.
> Fece appello al suo autocontrollo per tornare in assetto di volo. La pancia inizio a fargli meno male e si potè permettere di pulirsi le lacrime con la mano sinistra.
> Le mani andarono a cingere i fianchi per poter respirare con maggiore facilità.
> La voce manteneva la tonalità acuta, ma l'intento era severo, nonostante fosse ancora parzialmente minato dalla risata precedente. > Scosse il capo e si riportò dietro al bancone.
Osservò l'elfo con sguardo interrogativo:
>

Per gli altri
Dopo un po' di attesa vi ritrovate di fronte all'insegna del Mirto dorato Mancano ancora un paio di persone all'appuntamento, ma c'è ancora tempo. Il sole sta calando e i suoi raggi titnteggiano il cielo di fuoco, mentre all'orizzonte è già possibile notare l'astro prediletto da Selune che inizia la sua ascesa e la si appresta alla lotta con la sorella e rivale Shar.

Allora... facciamo finire la giocata a Olorin, poi proseguiamo tutti insieme. Nel frattempo potete giocare un po' di ruolo senza interruzioni davati alla locanda! ^_^

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MessaggioInviato: 04/10/2007, 18:41 
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Eruner

La risa dello gnomo confermarono le mie peggiori previsioni.
Accidenti!
>
Mentre attendevo che lo gnomo recuperasse gli articoli, tirai fuori il sacchetto di pelle, slacciai i cordini che lo chiudevano, e tiari fuori una manciata di monete, mettendomi a contarle.

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Ultima modifica di Olorin su 05/10/2007, 0:10, modificato 1 volte in totale.

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MessaggioInviato: 04/10/2007, 21:21 
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Kelltron
Il mago insegnò a Kelltron come utilizzare le due pergmene che gli aveva donato. Alla fine Kelltron seppe a che cosa servivano.ringraziò il mago che riportò Kelltron all'atrio d'ingresso; Kelltron rimase stupito nel constatare che fuori era oramai il crepuscolo.
Non credevo di aver passato così tanto tempo con Trimestes
Si ricordò solo ora che doveva riunirsi al resto delle altre persone che aveva conosciuto alla locanda.
Si affrettò per tornare alla locanda prima di buio.

Le strade non erano più gremite di gente e venditori ma di bambini che venivano esortati a tornare nelle loro case dai loro genitori.

arrivò in fretta alla locanda e rivide molta della gente che aveva conosciuta. li salutò con un cenno della mano.

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MessaggioInviato: 05/10/2007, 21:09 
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Calindil

Si mise ad aspettare i compagni davanti alla locanda,
> Non gli piaceva discutere lì, erano finiti in mezzo ad una cosa grossa e ci poteva essere qualcuno interessato alla loro missione.
Si guardò intorno un pò nervosamente, per vedere se qualcuno stava seguendo i loro movimenti.

prova di osservare ---> saggezza 4

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MessaggioInviato: 13/10/2007, 13:57 
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Eltharion

- Le cose sono andate bene per me, ho trovato gli abiti che cercavamo. -, disse Eltharion mentre tentava di trovare un luogo sopraelevato per posare gli abiti che ancora teneva in braccio. Dopo un attimo li lasciò cadere su di un muricciolo li vicino. - Questo dovrebbe essere il tuo Calindil -, disse rivolto al compagno, porgendogli un abito di pelliccia - vedi un po' se ti va mentre aspettiamo gli altri. -


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MessaggioInviato: 16/10/2007, 13:20 
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Kelltron
>
disse salutando i pochi presenti. Poi vedendo le pellicce che Eltharion aveva posato sul muretto aggiunse.
>
Sarebbe passato molto tempo prima che Kelltron si fosse abituato alla compagnia della razza che odiava di più: gli elfi.

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MessaggioInviato: 28/10/2007, 18:35 
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Master

Eruner
Lo gnomo scosse il capo in segno di forte disapprovazione. Dopodichè schizzò a tutta velocità verso le scansie recuperando i vari oggetti richiesti. Due pozioni e due pergamene. Distribuì la mercanzia sul tavolo e la osservò per alcuni minuti, poi sollevò il naso di colpo e i suoi ochi incrociarono i tuoi. La voce stridula strillò e ti sembrò stranamente insofferente, complice il fatto di voler chiudere l'affare il prima possibile:
"Sono 150 monete d'oro!" E porse la mano in attesa del denaro sonante che avrebbe incassato.


La sera ormai sta scendendo sopra gli avventurieri. Le luci del Mirto Dorato si accendono, mentre il profumo di patate e arrosto si diffonde nell'aria. Manca ancora un ragazzo all'appello, mentre il Nym il bardo si avvicina al gruppetto.
"Saluti a voi, amici miei!" Esegue un mezzo inchino in segno di saluto e nel sollevarsi constata l'assenza dell'altro.
"Ehi... pare che ancora qualcuno non abbia finito le sue trattative... eppure i negozi stanno chiudendo! Magari non ricorda più la strada!" sorride con fare bonario.
Nonostante la città di Heliogabalus fosse una metropoli, non avevano visitato luoghi della città sconosciuti o particolarmente sinistri. Nessuno avrebbe corso il rischio di samrrire la via nella porzione della città vissuta in quel giorno.
Con l'usuale parlantina, aiutato dalla voce suadente, il mezz'elfo prosegue nel discorrere:
"Allora? che ne dite di entrare in taverna? Sono certo che Parcel ci raggiungerà dentro, non trovandoci fuori, ma almeno non correremo il rischio di non trovare posto a sedere, dal momento che la locanda si sta riempiendo..." Una nota di preoccupazione tinge la voce del giovane che con rapida mossa volge il busto a tre quarti verso gli altri mentre si dirige verso l'ingresso della taverna.

Come al solito, ci sono alcuni tavoli già occupati, mentre numerosi altri sono liberi. Vi corre rapidamente incontro la ragazza dai fluenti capelli castani, che dopo avervi riconosciuto come i ragazzi che erano in taverna a colazione quella mattina vi saluta calorosamente.
"Bentornati vossignori!!! Avete quindi deciso di cenare presso la nostra locanda! Prego, seguitemi vi conduco a un tavolo." La ragazza si solleva in punta di piedi per scorgere la figura di Parsel, ma l'unica cosa che il suo sguardo incontra sono i bicromi occhi dello stregone. A metà tra l'ammalio per la stranezza e il timore, distoglie lo sguardo e vi conduce a un tavolo appartato e poco visibile dall'ingresso: in questo modo, parsel avrebbe dovuto chiedere a uno dei camerieri per farsi condurre da loro, e lei lo avrebbe saputo!

Il tavolo, un classico tavolo in legno d'abete, è rettangolare, liscio e pulito, con una disponibilità di sei posti, cinque dei quali vengono prontamente occupati dai compagni il cui stomaco prende a brontolare per la fame.
"Datemi due minuti che vengo a prendere le ordinazioni!" Annuisce sorridente, i grandi occhi verdi quasi lucidi. Con un gesto rapido si volta, facendo volare i capelli raccolti e si allontana trottando.

Bene... vediamo se riusciamo ad andare avanti... questa è una buona occasione per un po' di sano gioco di ruolo. Io interverrò nei panni di Nym fino a quendo si dovrà andare avanti. Se la situazione ristagna eccessivamente, vedrò di incalzare il ritmo.

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MessaggioInviato: 29/10/2007, 0:14 
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Eruner

Contai le monete, e feci scivolare il consistente gruzzolo nella mano tesa dello gnomo. Poi, presi dal bancone i miei acquisti e li riposi con cura nello zaino. Infine, ringrazia educatamente lo gnomo, augurandogli una buona serata, ed uscii dal negozio nella sera inoltrata che ammantava la città.
Le strade erano già meno piene di gente di quando ero entrato nel negozio, e le torce attaccate ai muri già bruciavano allegramente. Mi rimisi lo zaino in spalla e mi avviai di buon passo verso al locanda che mi avevano indicato i miei compagni.

Dopo qualche minuto, giunsi in vista del portone d'entrata alla locanda, davanti il quale però non c'era nessuno. Consapevole d'aver fatto tardi, m'affacciai il vetro di una delle finestre e vidi la cameriera indicare un tavolo a quelli che sembravano i miei compagni.
Velocemente, spinsi la porta d'ingresso ed entrai nella locanda. Il caldo e accogliente locale mi lasciò un attimo disorientato, mentre il profumo delle cibarie che venivano cotte nelle cucine mi solleticava il naso.

Scorsi, affaccendata tra i tavoli, al cameriera che avevo visto dalla finestra, e mi affretai a raggiungerla, per chiederle dove fossero seduti i miei compagni.

>

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MessaggioInviato: 30/10/2007, 22:32 
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Calindil

> disse rivolgendosi all'elfo. Prese la pelliccia bianca e se la provò. >
Proprio mentre provava l'indumento arrivò l'elfo dalla parlantina facile, che invitò tutti nella locanda. >

Prese posto a sedere e rivolgendosi a Kelltron chiese: >

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MessaggioInviato: 31/10/2007, 0:23 
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Kelltron
Kelltron prese posto vicino a Calindil,visto che gli aveva rivolto la parola e gli disse:
>
Cominciò ad annusare gli odori presenti nella locanda,il buon profumino delle spezie,il chiasso delgli avventori...
tutto come una classica bettola che si rispetti

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MessaggioInviato: 31/10/2007, 12:54 
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Eltharion

Alla risposta di Keltron, Eltharion alzò gli occhi al cielo. Ecco esemplificato uno dei motivi per cui difficilmente sopportava i maghi: tutti spocchiosi e boriosi. Ad ogni modo tese a Keltron la sua pelliccia, senza proferire parola alcuna e con lo sguardo sondòo la locanda in cerca della cameriera; o del loro amico che ancora doveva arrivare.

prova di osservare +3


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MessaggioInviato: 14/11/2007, 1:43 
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Eruner


La giovane cameriera, piuttosto indaffarata, mi indicò un tavolo appartato, lontano dagli altri e vagamente in ombra. La ringraziai educatamente, ma lei si era già allontanata per ricevere l'ordinazione di un altro cliente.
Mi avvicinai velocemente al tavolo in cui i miei compagni erano già seduti, salutandoli con un sorriso e un:
>
Dopodichè, mi sedetti, appoggiando lo zaino sulle ginocchia e tirando fuori le cose che avevo comprato quel pomeriggio, maneggiando accuratamente il tutto epr evitare di danneggiarlo, o peggio, romperlo: due pozioni di Arma Magica, che misi da un lato, una pergamena di Protezione dal Male e una di Allarme, che appoggia vicino alle boccette delle pozioni.
>
scusa se ho preso il controllo della cameriera, ma mi spiaceva lasciar languire ancora questo PbF.Se non va bene, edito.

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MessaggioInviato: 14/11/2007, 16:55 
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Kelltron
>
poi Kelltron guardò con curiosità cosa stava tirando fuori l'elfo Eruner,poi chiese a quest'ultimo indicando le pozioni e le pergamene:
>

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MessaggioInviato: 24/11/2007, 15:17 
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La serata proseguì allegra e tranquilla nella locanda, mentre la cameriera portava a ripetizioni nuovi piatti per gli affamati avventori della taverna che continuava a moltiplicarsi. Finalmente anche Parsel raggiunse il gruppo, con somma gioia della cameriera, che a quel punto intensificò vistosamente le visite al tavolo della combriccola. Che la cameriera provasse attrazione per il ragazzo, era ormai assodato e ciascuno di loro se ne era ormai reso conto, tutti tranne l'ingenuo parsel, a quanto pare.
Il bardo proseguiva nel tenere alto il morale dei compagni, narrando le storie che aveva raccolto in giro per i suoi viaggi, e parlando dei suoi progetti, della voglia di diventare famoso e di poter narrare le loro gesta in futuro.
Ad un tratto, il padrone della taverna raggiunse il tavolo degli avventurieri, avendo riconosciuto il bardo che la sera prima aveva dato spettacolo e aveva riempito la taverna di clienti. Sognando la possibilità del ripetersi di una tale opportunità per il locale, la sua presenza equivaleva alla richiesta. Nym si voltò verso i compagni, strizzando in particolare l'occhio al ragazzo appena giunto, il quale aveva prontamente estratto i propri acquisti affidandoli ai legittimi proprietari: una spada e un pugnale per chi ne aveva fatto richiesta.
Con passo svelto per l'eccitazione, il bardo salì sul piccolo palchetto che si trovava alla sinistra dell'entrata, come aveva fatto poche ore addietro. Estrasse il proprio strumento: uno splendido flauto in legno, un thelarr, strumento conosciuto in tutto il continente per il suo suono dolce.
Nym si schiarì la gola per richiamare l'attenzione degli avventori. Subitò il silenzio calò nella sala, mentre le teste si voltavano nella sua direzione:
«Mi è stato chiesto di suonare per voi, stasera. Con molto piacere adempirò questa richiesta, ma mi premeva anche fare una dedicata. Un amico, che siede al tavolo con me, vorrebbe che dedicassi una canzone alla bella cameriera che ci sta deliziando, oltre che con i stupendi piatti della locanda, anche con la sua magnifica presenza.»
A queste parole, un applauso per la ragazza e per la cucina del locale si sollevò imperioso. Tutti contribuirono a rendere omaggio, tutti tranne due di essi, il cui volto divenne rosso per l'imbarazzo. Infine, il bardo portò il flauto alla bocca. A quel movimento, gli applausi cessarono, mentre una dolce melodia prese ad echeggiare per la locanda.
Gli avventori rimasero stupefatti e ammaliati dalla dolce melodia, mentre il tempo sembrava essersi fermato apposta, per concedere a ciascuno la possibilità di udire quella melodia intessuta apposta.
Non fu un'esecuzione particolarmente lunga, ma la gente che si trovava fuori dal locale, si stava affacciando alla finestra per poter sentire chi stesse suonando. Anche questa volta, il bardo aveva centrato l'obiettivo. Allo sfumare della musica, Nym tornò a sedere, mentre un applauso accompagnava la sua avanzata. Tutti si complimentarono con lui, mentre il padrone della taverna non ci mise più di due minuti a portare un boccale di birra a testa per il suo tavolo:
«Offre la casa!» disse, strizzando loro l'occhio. L'unico di loro a non parlare era Parsel. Il giovane non si era mai trovato in una situazione del genere. In cuor suo ringraziava il bardo per quel gesto, ma non sapeva come comportarsi, mentre la giovane cameriera continuava a farsi vedere al tavolo ma senza la solita parlantina.

Come nell'altra avventura, mi scuso per l'assenteismo, dovuto a degli esami universitari. Ora non dovrei avere più problemi a proseguire la giocata con regolarità. Ruolate liberamente ancora per un po' e poi andremo avanti. Ancora un mio post e poi si parte all'avventura!

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