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 Oggetto del messaggio: D&D - Il Viaggio [Avventura]
MessaggioInviato: 22/09/2007, 11:07 
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[center]....==] COSTA DEL DRAGO, ELVERSULT [==....[/center]
Elversult è una ricca comunità situata a sud del Dragomare, dove si incrociano parecchie vie carovaniere, tra cui il sentiero Altasteppa e la Strada del Mercante. Anche se Elversult in sé non è un porto, i suoi magazzini fungono da punto di smistamento per il commercio destinato a nord del Cormyr e ad ovest della Costa della Spada.
Elversult è la città più atipicadella Costa del Drago. La sua attuale governante, un'ex-avventuriera chiamata Yanseldara ha guidato un'accesa ribellione contro il precedente regime necromantico. Non si può porre rimedio a secoli di contrabbando e di intrighi in un decennio, ma coloro che vanno in cerca di affari sporchi ora ci penseranno su due volteprima di portare i loro traffici nella città di Yanseldara, specialmente quando la sorveglianza della città è assegnata alla sua amica e compagna di avventure, Vaerana Hawklyn.
Questo non significa che ad Elversult non vi siano assassini, schiavisti, seguaci di Bane e Cultisti, ma semplicemente che mascherano le loro azioni grazie alla magia o che agiscono solo con il favore delle tenebre. In special modo, il Culto del Drago rifiuta di abbandonare la città come appoggio per le sue operazoni nel Sud. Gli Arpisti e altri avventurieri spesso intervengono per sventare tentativi di omicidio, la diffusione delle droghe, e lo smercio di veleni.




Master

Il sole scendeva lentamente nel primo giorno di primavera. Le foglie stavano sbocciando e il loro verde brillante rifletteva i raggi del sole calante. L’atmosfera si tingeva di un rosso intenso, mentre Selune attendeva impaziente di librarsi nel cielo oscuro per combattere l’eterna lotta con la sorella Shar. Una leggera brezza accompagnava i viandanti che per i più vari motivi si stavano dirigendo verso la Costa del Drago: chi per vendetta, chi per una ricerca interiore, chi per semplice curiosità.
Una città aveva attirato l’attenzione popolare: Elversult. Pareva che fosse un rifugio in un luogo denso di pericoli, un posto dove viaggiatori solitari potessero riposare una notte con tranquillità.
L’ombra delle palizzate proiettava lunghe figure sul terreno.
I viaggiatori giunsero nei pressi delle mura quando la flebile luce scomparve, accompagnata da un senso di formicolio alla nuca, mentre il mondo davanti ai loro occhi si tingeva d’argento.
Le sensazioni che seguirono furono le più confuse, ma l’unica che rimase dopo l’accaduto era una sensazione di gelo pungente.

A poco a poco, anche questa sensazione parve scomparire, soppiantata da un leggero tepore. Una coperta di lino copre le loro membra quando si risvegliano, mentre la mente ancora confusa non riconosce il luogo che ora li custodisce. La stanza in cui si trovano è rettangolare, il pavimento e le pareti ricoperti in legno. Ciascuno nota altri tre letti occupati, oltre a due vuoti e ad un telo bianco che separa la stanza in due parti. Dietro ad esso, una sagoma femminile pare sollevare il capo dal cuscino a cui era appoggiato e osservarsi attorno.

I raggi del sole entrano prepotenti dalle finestre aperte, annoiando i loro occhi ancora storditi. Una rapida occhiata ai loro occhi rivela un ingente numero di bende pulite che ricoprono varie parti del corpo, ma la loro memoria li tradisce: ancora non ricordano cosa sia successo.

Ok… adesso si inizia. Ovvio che voi siete i viandanti. E no, non vi siete visti mentre siete arrivati. Non avete nulla addosso, se non un paio di braghe di tela. Non ricordate nulla di quanto sia accaduto la sera precedente. Un post a testa per descrivere cosa prova il personaggio e per descrivervi. Dopodiché si prosegue.


Ultima modifica di Kaladar su 28/10/2007, 20:47, modificato 1 volte in totale.

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MessaggioInviato: 24/09/2007, 21:19 
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Shay

Che posto è questo?
La domanda sorse spontanea nella mia mente non appena aprri gli occhi e vidi il soffitto invece del cielo stellato che mi aveva accompagnato nele ultime notti di viaggio prima di giungere a Elversult.
Sollevai il capo, prima, e la schiena, appoggiando i gomiti sul cuscino e usandoli come sostegno per il busto. L'elaborato e lungo tatuaggio di un dragone in volo adornava la parte destra del mio petto, fino a toccare l'anca, così come sulla schiena. Scosati le lenzuola di lino candido, e vidi che le mie gambe erano infilate in pantaloni del medesimo colore e tessuto. Una larga fasciatura copriva proprio gli addominali inferiore, avvolgendosi attorno a tutto il corpo, e un'altra mi copriva la spalla sinistra fino al gomito. Anche il polso destro era coperto di bende, ma in tutti e tre i casi non ricordavo di essermele applicate. Rimasi per un po' a fissarle incuriosito ma decisi di lasciarle stare lì dov'erano: dopotutto, non sentivo male alle parti fasciate, e c'erano domande più pressanti a cui cercare risposta.
La luce bianca che filtrava dalle tende delle finestre attirò il mio sguardo, e con esso l'attenzione di buona parte dei miei pensieri.
Quanto tempo ho dormito?, mi domandai mentre gli occhi si perdevano nella purezza della luce solare, Ricordo distintamente che stavo arrivando ad Elversult insieme agli ultmi raggi del Sole, eppure dalla luce che filtra dalle finestre, sembra che sia mattina inoltrata... Stavo sognando... Ero di nuovo al monastero, ai tempi in cui ancora la pace e la serenità regnavano sovrane nel mio animo... quanto tempo è passato...

Lasciai vagabondare lo sguardo nella stanza, mentre con la mano giocherellavo con la lunga treccia bianca composta dai miei capelli a cui, fortunatamente, non mancava nessuno dei che l'adornavano... e sono pure d'argento, farebbero gola a qualunque brigante...

Vidi altri cinque letti in totale, di cui tre pieni di inconsapevoli ospiti che, come me, si stavano risvegliando. Un grosso telo bianco tagliava in due la stanza, dividendo due aree di cui quella in cui mi trovavo era la più grossa. Dietro, intravededo un'altra sagoma, forse femminile, appoggiata su un letto.

Nonostante la calma che permeava la prigra aria mattutina, non potevo fare a meno di domandarmi chi e perchè ci avesse portati in quel luogo...

N. d. Olorin:
è una parola cinese, e significa "sigillo". Ho immaginato che ognuno degli oltre 20 che adornano la treccia di Shay stia ad indicare l'avanzamento o il superamento di qualche prova/esame quando ancora studiava nel monastero.


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MessaggioInviato: 24/09/2007, 22:19 
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Unuldur
Fui il primo ad essere svegliato dai raggi del Sole in quanto i miei occhi erano abituati ad un buio eterno,e per me la luce del Sole era il purgante peggiore che potesse mai esistere.
Socchiusi le palpebre per tentare di vedere meglio ma la luce era ancora troppo forte per me.

Non rammentavo nulla di cosa era successo e mi sentii a disagio nel vedermi rinchiuso in una stanza,al posto che nel bosco dove mi trovavo prima, per la strada di Elversult.
Solo allora mi accorsi che mi trovavo in un letto,non avevo nessuna delle mie due spade,né l’armatura,soltanto un paio di pantaloni e molte bende che coprivano le braccia,il torace e le gambe.
che cosa sono queste bende?Perché le ho indosso?Dov’è il mio equipaggiamento?
Mi guardai intorno alla ricerca del mio mantello ma invece vidi altre persone che si stavano alzando e una sagoma,forse femminile,dall'altra parte di un telo.
La più totale confusione albergava nella mia testa.
Chi sono costoro?Che cosa ci facciamo in questa stanza?

Mi appoggiai con i gomiti sul letto e studiai gli altri,soltanto una persona era,come me,sveglia. Un uomo con un lungo tatuaggio di un drago in parte coperto dalle bende.
Pensando che chiunque,nel trovarsi in una stanza,disarmato, con un drow,avrebbe attaccato all’istante,sfilai il lenzuolo del mio letto,mi alzai e me lo avvolsi intorno,in modo che non si potesse vedere la mia pelle color ebano.
Ma il pensiero che mi assillava di più era:
Chi mi ha portato qui?


Ultima modifica di Fallen Angel su 25/09/2007, 6:24, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: 25/09/2007, 0:24 
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kira
Apro gli occhi
aria, mi manca aria... sento il suon del mio respiro, ancora appannatio dallo stordimento. Aria...
spesse pareti intorno a me, mentre l'ultima cos ache ricordo sono le mura di Elversult.

Che ci faccio qui? Possibile che sia.....
istintivamnte port e mani alla schiena, dopo aver sollevato il busto.
ovvio, niente spada, niente armatura, niente di niente.
Il mio cavallo! ero in groppa quando sono svenuto.
Gemini! amico mio, dove sei?

mi guardo intorno. oltre a me c'è qualcun'altro!
due figure sono gia in piedi, ma, con la vista ancora appannata, non riesco a distiguere chi siano. Certo sembrano disorientati almeno quanto me. mi alzo dal mio giciaglio, deciso a parlare con loro, quando la figura di una donna oltre un telo che separa l'altra stanza attira la mia attenzione...
sulle prime, la prudenza mi dice di far attenzione.

Se mi avessero voluto morto, a quest'ora avrei già raggiunto la mia dea!

Quindi, mi avvicino alla tenda, con fare più icuriosito che spaventato.
Adesso riesco a vedere gli altri.. un mezz'elfo.. E un drow!
Sembrerebbero inoffensivi quanto me... mi guardano con aria straniata... e tutti guardiamo la figura incappucita...
cosa vorrà da noi?
per sicurezza, usa la mia capacità di individuazione del male per scandagliare i presenti. non mi fido del drow.


Ultima modifica di arcadio21 su 25/09/2007, 0:40, modificato 1 volte in totale.

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MessaggioInviato: 25/09/2007, 0:37 
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Helo Berato
La luce calda del sole insieme al tepore della coperta accompagnano il sonno di Helo: dorme tranquillo e beato come un bambino, si direbbe che stia sognando. Un raggio di sole colpisce le sue palpebre ben chiuse e la sua unica reazione è quella di fargli aprire un poco gli occhi per poi girarsi dalla parte opposta per proteggere la vista ancora sensibile alla luce e continuare la sua dolce dormita. Dopo alcuni secondi in cui resta in dormiveglia si rende conto della situazione e spalanca gli occhi vedendo di fronte a lui in piedi una figura completamente avvolta in un lenzuolo.
Che posto è mai questo? Che ci faccio qui? E soprattutto chi è questo così camuffato?
Nonostante il brusco risveglio i suoi pensieri sono veloci e reagisce alla bizzarra situazione tirandosi su nel letto. Alzando la testa dal cuscino sente un dolore alla nuca e ricorda la gelida sensazione che aveva provato mentre era di fronte alla palizzata di Elversult, il suo ultimo ricordo. Dopo un rapido movimento della testa a destra e a sinistra si rende conto di essere in questa stanza di legno a lui sconosciuta con persone a lui sconosciute: sempre che questo lenzuolo contenga una persona....
Balza giù dal letto e appena sceso si mette subito in cerca delle proprie cose e si rende conto al tempo stesso di essere coperto in varie parti del corpo da bende, due delle quali proprio sulle braccia. Dimenticandosi momentaneamente della ricerca del proprio equipaggiamento guarda le bende atterrito, si porta entrambe le mani sul volto e urla: "Che cosa sta succedendo?!". Si da due forti schiaffi in faccia, dritto e rovescio, che gli fanno chiudere gli occhi. Quando li riapre vede la solita scena e un'ombra femminile al di là del telo che divide la stanza.
Rimane immobilizzato dalla paura: vedendo che tutti si stanno svegliando, si ributta nel letto coprendosi completamente con il lenzuolo di lino. Solo dopo due mani pelose escono fuori e portano il lenzuolo sotto ai propri occhi atterriti. Resta in attesa che qualcosa accada, sdraiato.


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MessaggioInviato: 25/09/2007, 12:09 
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Master

Attimi di panico serpeggiano tra i viandanti che, per qualche motivo si sono ritrovati nella stessa stanza, nello stesso posto e svegli nello stesso istante. Per quanto strano questo possa sembrare è la realtà. Il caso sta giocando con loro, con le loro vite, chissà il futuro cosa riserva a questi giovani eroi...

Si osservano intorno, squadrandosi l'un o con l'altro, inconsapevoli se possano o meno nutrire fiducia nei loro sventurati compagni... La prudenza sembra essere la loro migliore compagna...
Un silenzio innaturale si crea fra di loro, interrotto solo dal frusciare di teli e di vestiti, mentre osservano la sagoma femminile indossare un abito che è lì di fianco. L'urlo del piccolo uomo sconvolge quella situazione di stallo. I volti ruotano, gli occhi saettano verso di lui, per capire cosa fosse successo. Forse uno spavento, o un eccessiva paura dell'ignoto.

La giovane donna si solleva dal letto e si avvicina verso il telo. Lo scosta leggermente di lato e sporge la testa. La sua carnagione è bronzea, estremamente abbronzata. I suoi capelli castani, schiariti dal sole, incorniciano i fini lineamenti della donna, gli occhi allungati, le sopracciglia curate e le sottili ma piene labbra rosee. Gli occhi, del colore dell'oro, scrutano i presenti, non nascondendo un aria interrogativa. I viandanti apprendono da quello sguardo che la ragazza si trova nella medesima condizione.

Nuovamente il silenzio piomba tra di loro. La tensione è sempre più alta, ciascuno a paura di muoversi. Gli occhi vispi del mezz'uomo percorrono la stanza, si sentono debli e insicuri. Ad un tratto, una voce maschile e calda viene dall'esterno dell'edificio in cui si trovano. Sta cantando, non sembra molto intonato, ma sta cantando. E' una canzone allegra, ma solenne, quasi una preghiera. Difficilmente le parole sono riconoscibili per i giovani bendati. I passi, pesanti, si avvicinano sempre di più, si fanno sempre più rumorosi e sempre più vicini.
Una maniglia ruota nella parte orientale della stanza, cigola leggermente, mentre i cinque presenti notano una porta che la confusione gli aveva celato.

Il terrore sale vertiginosamente, la tensione è al massimo, la porta non si apre ancora, ma la maniglia ha terminato la sua rotazione... Ecco... una lama di luce penetra nella stanza, colpendo gli occhi dei presenti.
Una figura si staglia sulla porta. Un uomo, sulla quarantina, calvo e decisamente in carne si para di fronte a voi. Il suo canto si interrompe e i suoi occhi di ghiaccio vi osservano uno per uno con sorpresa.
Infine, con tono gioioso vi apostrofa:
>

Si avvicina quindi alla tenda dove si trova la donna:
> spiega con tono dolce e gentile.
La ragazza annuisce silenziosamente, l'uomo scosta le tende e scompare dietro ad esse. L'apertura del telo mostra il corpo della giovane: esili gambe e fisico stretto, ma curve appropriate. Decisamente una bella ragazza. Tutti intuite che proviene dal sud. I suoi movimenti per lasciare passare l'uomo sono sinuosi e sicuri.

Nuovamente il silenzio cala tra di loro, mentre i loro occhi increduli si incontrano e le loro espressioni fanno comprendere il loro stato d'animo. Nel frattempo, si odoni i suoi degli scaffali delle dispense, un fuoco che prende a bruciare, il leggero canto dell'uomo.
Nuovamente questo si interrompe dopo pochi istanti:
>

Adesso iniziamo a ruolare un po' più liberamente... come avrete notato, sia la ragazza e il chierico sono PNG, quindi mi riservo di intervenire con loro quando è necessario.


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MessaggioInviato: 25/09/2007, 14:20 
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Helo Berato

Continuo a guardarmi intorno. Quando gli altri si voltano verso di me mi nascondo totalmente sotto al lenzuolo: come se potesse bastare a proteggermi!
Rimango così coperto fino a quando sento il canto di un uomo che si sta avvicinando. Allora la mia testa fa di nuovo capolino e si gira immediatamente nella direzione da cui proviene il canto e noto con terrore misto a curiosità che la voce potente si è fermata fuori da una porta: Chiunque sia sta entrando.
Quando la luce filtra dalla porta il mio cuore batte forte e grande è lo stupore vedendo l'uomo che entra sorridente: E adesso chi è mai questo grassone? Cosa vuole da me?
Mi guardo intorno cercando di decidere se posso fidarmi o no di tutti quelli che mi stanno intorno, compreso l'ultimo arrivato. Lo seguo poi con lo sguardo e mi rendo finalmente conto che quella che sembrava una figura femminile si è alzata e sta guardando al di là del telo che ci divideva. Nonostante la situazione mi scappa un apprezzamento sulla donna: Bella questa donna! Ma non è il mio tipo... Troppo alta e troppo magra! Non c'è sostanza...
Sentendo parlare di cibo un gorgoglio mi parte dallo stomaco; poi mi rendo conto che il grassone ha detto anche qualcos'altro: Ho passato due giorni in questo posto?!
Troppe domande senza risposta girano nel mio cervello. Così decido di uscire dal letto e di accettare l'invito del sacerdote: sono in mutande ma non mi importa un granché nonostante la presenza della donna del sud. Sguscio accanto alla donna e seguo la direzione dettata dai rumori che vengono dalla cucina. Quando sono quasi sulla porta mi volto e dico agli altri:
>


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MessaggioInviato: 25/09/2007, 15:12 
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Kira

All' aprirsi della porta, distolgo lo sguarda dalla donna, e mi volto lentamente verso di essa. Sebbene la tensione sia ancora palpabile, e ogni fibra del mio corpo è pronta a scattare in caso di necessità, ho ripreso il controllo di me stesso. L'uomo che è entrato si è presentato come un chierico.
è dunque lui che ci ha rapito? o ci ha trovato in questo stato?
un mezzz'uomo mi sgattaiola tra le gambe, e si dirige deciso verso la cucina. ascolto quel che ha da dire.

"Non mi sembra ci siano altre scelte." dico. " Il mio nome è Kira, paladino della dea Sune. Se sei quel che dici d'essere, la mia fame di risposte supera di gran lunga quella fisica. Non so chi siano gli altri o che facciano qui. Io sono svenuto lungo la strada per Elversult. ricordo chiaramente una sensazione di freddo. Dimmi dunque, mi hai raccolto per la via..."
lo sguardo si fa molto più gelido, la voce più dura
"oppure..."


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MessaggioInviato: 25/09/2007, 16:41 
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Unuldur
Vidi la donna soltanto di sfuggita perché la porta si aprì poco ma da quello che riuscii a vedere era una bella donna.
Mi girai di scatto,per controllare chi fosse il nuovo presente nella stanza.
Era un uomo abbondante e pelato.
lo stereotipo esatto di un prete pensai nel vederlo.
Che sia stato lui a portrci qui?A farci incontrare?
fu il pensiero subito seguente
Due giorni?Che razza ci ha fatto per farci dormire due interi giorni?
Scrutai con sospetto quell'uomo,troppo sospetto.
Disse che al di là della tenda avremmo avuto tutte le risposte che volevamo e io volevo le risposte.
Vedendo in faccia le altre persone mi apparsero come persone oneste,ma decisi di tenere il lenzuolo avvolto sul mio corpo.
Sentii le parole di colui che si era chiamato Kira e mi trovai d'accordo con lui.
Silenziosamente,e senza proferire parola,mi incamminai e mi diressi verso l'altra parte della stanza,quella dove si trovava la donna.
Avrei avuto tutte le risposte una volta dall'altra parte e avrei potuto sapere anche se quelle persone,come tutte quelle che avevo incontrato fin'ora,avevano pregiudizi sui drow.


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MessaggioInviato: 25/09/2007, 16:45 
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Shay

E così il nostro ospite è un chierico di Ilmater. Non dovrebbe essere pericoloso quindi...
L'uomo era già scomparso dentro la cucina, e i rumori di padelle e posate non asciavano dubbi su cosa stesse facendo. A quanto pareva, anche i miei compagi di stanza erano rimasti colpiti quando ci aveva rivelato che avevamo dormito per due interi giorni. L'Elfo che dormiva nel letto subito a fianco a quello più vicino al mio era decisamente imponente, ben più alto di ciascuno dei presenti e sicuramente più forte, viste le dimenzioni delle sue braccia e l'ampiezza delle sue spalle, ma non sembrava mal intenzionato. La figura che aveva dormito nel letto a fianco a me era ancora avvolta nelle lenzuola, ma il colore della pelle del viso, i lunghi capelli argentei e le orecchie appuntite non lasciavano alcun dubbio: era uno degli abitanti del sottosuolo, un Drow.
Chissa cosa lo ha portato ad allontanarsi dalla sua dimora ancestrale..., pensai, spinto da una curiosità che mi aveva colmato appena sveglio.
L'ultimo ospite della stanza era un halfling, piccolo ma agile e veloce, come ci dimostrò subito sgattaiolando dietro al padrone di casa.
E dire che con quell'urlo ci ha fatto sobbalzare tutti...sembrava così sconvolto...
Da ultimo, osservai la donna che aveva dormito dietro al telo, e non potei far a meno di notare che era decisamente attraente. I movimenti sinuosi con cui si fece da parte per far passare il corpulento chierico furono ulteriore prova della sua agilità e destrezza.
Sicuramente viene dal sud

Per qualche istante regnò il silenzio, poi decisi che era passato il tempo di osservare. Dopodichè, l'elfo parlò, presentandosi come Kira e, seguendo l'uomo in cucina, gli rivolse alcune domande. Il Drow, dopo averci scrutato a fondo, senza proferir parola si diresse anche lui verso la cucina, lasciando me e la ragazza soli nella stanza. Stavo per unirmi a lor, ma mi sembrava scortese passare davanti ad una donna, e senza nemmeno essermi presentato! Così, dissi:

>,dissi, rivolgendole un inchino,>

Detto ciò, indicando la via verso la cucina, aggiunsi:i:
>


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MessaggioInviato: 26/09/2007, 19:31 
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Master

La ragazza si interrogò quanto gli altri viandanti su come fosse possibile che avesse dormito per così tanto tempo. I suoi occhi si persero a scrutare ognuno dei nuovi incontrati, quando la voce del piccolo uomo interruppe nuovamente il fluire di quelle idee. Osservo con occhio curioso i suoi movimenti, mentre dalla cucina il rumore delle forchette risvegliava la fame nel suo bel corpo.
L'espressione si fece contrariata nel vedere gli altri due uomini passarle innanzi senza rivolgerle la parola o degnarla di uno sguardo, infine osservò il mezz'elfo che aveva innanzi. Costui le rivolse dolci parole alle quali rispose con voce calda e gentile:
> Sorrise al monaco > Si volta facendo muovere i voluminosi capelli e sollevando il braccio destro, lasciando la mano pendente in attesa che il monaco la prendesse. Ruotò il capo sorridendogli in tralice, gli occhi dorati rilucevano alla luce del sole con una bagliore accattivante. > incalzò gentilmente.

Tutti infine si avvicinarono al brillante fuoco acceso dal seguace del Piangente. Lo sguardo che si concentrava sulle spezie da utilizzare, gli strumenti con cui mettere a frutto la sua arte culinaria. Di tanto in tanto si soffermava a fissare i viandanti sovrappensiero.
L'attesa era qualcosa di irritante per loro, mentre infiniti dubbi si affacciavano alla loro mente. Quante domande riguardo quegli ultimi due giorni vissuti in un posto sconosciuto!
Ciascuno con le sue preocupazione: i propri averi, la curiosità di comprendere i fatti, l'impazienza di riprendere la propria ricerca.

Finalmente l'uomo osservò con soddisfazione la pentola ribollire. Con l'usuale tono allegro e gioioso esclamò:
>
Infine si voltò e osservò con altrettanta soddisfazione che tutti loro erano di fronte a lui, in piedi, in attesa.
>

Osservò con severità il paladino parlare. Dopo qualche istante sorrise:
>
Scosse il capo mentre gli occhi si velarono di malinconia. In un istante, però, si ritramutarono nuovamente, ritrovando la gioia e l'allegria di sempre:
> Si dirige verso un angolo della sala:
> disse alla giovane
> disse al prode e sospettoso paladino e al istorioso uomo che con il lenzuolo si è avvolto.
>

Con soddisfazione, gli oggetti tornarono in possesso dei rispettivi proprietari. Gli occhi della giovane si illuminarono grandemente, mente con avidità si impossessò del suo libro. Soppresse a stento una risata, quasi isterica, ma pur sempre accompagnata dalla sua dolvcezza nei movimenti. Portò il libro al petto e tirò un sospiro.

> esclamò nuovamente il sacerdote, mentre un aroma di spezie pervadeva la stanza.
l'uomo afferrò cinque ciotole e le dispose sul tavolo, poi prese a riempirle con abbondanti mestolate di zuppa che aveva preparato con tanto passione. La zuppa era conmposta da pomodori, patate, carne di lepre e numerose spezie. Decisamente gradevole al gusto.
> Ammiccò l'uomo.

Il cibo sembrava buono. L'odore certamente era invitante e il loro stomaco aveva preso a brontolare. La situazione era tanto strana quanto irreale...
...due giorni passati a dormire...
...dopo un ipotetico stordimento dovuto a non si sa bene chi...
...un uomo che li accoglie...
...che li cura...
...che li nutre...
...si fideranno di lui?


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MessaggioInviato: 26/09/2007, 22:47 
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Shay

Il braccio della ragazza, appoggiato sul mio, era leggero ma la presa forte. Avendone la possibilità, la osservai più da vicino: non era chiaramente estranea ai lunghi viaggi attraverso Faerun, a quanto dimostravano i forti muscoli che si intravedevano sotto la pelle morbida e abbronzata. Il viso, gli occhi e i suoi tratti somatici in generale erano una chiara insegna delle sua ascendenza meridionale, e la massa di capelli profumati indicava che di certo, nonostante fosse avvezza a viaggiare, non si dimenticava certo della cura del proprio corpo. RAggiungemmo gli altri in cucina, e osservammo il corpulento cuoco preparare uno stufato dal profumo molto invitante. Infine, colmo di giubilo come un bambino, ci annunciò che sarebbe stato pronto in poco tempo. Dopo dichè, rispose alla domanda che l'Elfo di nome Kira gli aveva rivolto, e riconsegnò alcuni oggetti sia a lui, sia al Drow, sia a Nadira.

La situazione che si era venuta a creare nella cucina, dopo le parole del chierico, era tanto strana quanto surreale. Certo, è una storia difficile da credersi... Però finora non ci ha dato alcun motivo di sospettarlo., e se fosse un complice dei nostri assalitori, perchè prendersi la briga di curarci e ospitarci, invece di fuggire con loro? Anche se avesse altre cattive intenzioni, ha avuto tutto il tempo per attuarle, o per prepararsi a attuarle.
Che sia sincero o meno, per noi è difficile scappare dalle sue tele, in ogni caso. E se capiterà che dovremo combattere, bèh, meglio farlo a stomaco pieno....


Schiarendomi la gola, mi rivolsi a tutti e a nessuno in particolare, dicendo:
>
Rivolsi a tutti loro un sorriso ammiccante.
>, mi voltai verso Nadira,>.

E rimasi in attesa di ciò che sarebbe venuto dopo.

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MessaggioInviato: 26/09/2007, 23:30 
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Unuldur
Passai con noncuranza davanti alla ragazza,senza fare gesto alcuno di saluto,indi andai dall'altra parte del telo.
Il mio olfatto percepì le dolci spezie usate per quel timballo, e tutte,mescolate insieme producevano un buonissimo aroma. In fatto che avevo fame mi faceva pensare con ancora più delizia al piatto che sarebbe giunto poco dopo.
Ci raccontò che eravamo stati assaliti dai briganti ma il fatto che nessuno si ricordasse nulla era alquanto sospetto.
Comunque sia,non credo sia in combutta con coloro,o colui che ci ha assalito,se abbiamo dormito per due giorni avrebbe avuto tutto il tempo per ucciderci nel sonno.A meno che...non gli serviamo per qualche losco scopo!
La mia faccia si incupì,pensando che se fosse stato così avrei avuto una prova aggiuntiva che gli umani non erano poi tanto diversi dai miei fratelli drow.
Mandai via quei pensieri scuotendo la testa.Poi il chierico mi consegnò il talismano della mia Dea che,a suo dire,mi era stato lasciato dai banditi.Lo baciai e me lo misi intorno al collo
Esortato dallo stesso Chierico mi tolsi quello stupido mantello improvvisato e rivelai a tutti la mia pelle ebano,i miei fluenti capelli albini e gli occhi rossi,come rubini.
Mi inchinai a tutti i presenti dopodiché rivolsi una parola a Shay.
>
Dopo un attimo di pausa mi rivolgo a Nadira
>
E con un gesto teatrale indico una sedia tra quelle che ci sono


Ultima modifica di Fallen Angel su 27/09/2007, 15:15, modificato 1 volte in totale.

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[Helo Berato]
L'odore del cibo mi fa venire l'acquolina in bocca e più mi avvicino alla cucina più sale il desiderio di mangiare qualcosa. Entro e vedo il sacerdote che cucina: chiudo gli occhi e mi lascio pervadere dal buon odore. Vedendo che consegna degli oggetti agli altri mi domando se ha qualcosa anche per me, magari il mio pugnale al quale sono tanto affezionato e glielo chiedo direttamente: >. Mi rendo conto che sto parlando troppo e decido di starmene zitto. Sentendo gli altri che si stavano presentando e, all'apparenza, sono nella mia stessa situazione decido di presentarmi anch'io e prendo la parola: > e scoppio a ridere. Non ho detto che vivo come un malvivente... ma non sarebbe saggio schiudermi così di fronte a tanti sconosciuti: in più c'è l'aggravante della situazione in cui mi trovo; no, non sarebbe davvero saggio. Aspetto che Nadira si sieda prima di sedermi di fronte al piatto caldo e fumante.
Poi mi viene un'idea: >, mi do un'occhiata e vedo solo le mutande di lino poi continuo: >, scoppio a ridere di nuovo guardandomi intorno in cerca di approvazione.


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MessaggioInviato: 27/09/2007, 13:18 
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Kira

quando me lo porge, prendo il simbolo sacro dalle mani del chierico, lo porto alle labbra e recito una breve invocazione. dopodichè me lo lego al braccio.

una semplice rapina quindi? si deve essere così. Dopotutto non sono un pericolo per loro.

Non ancora.

Questi pensieri, mi aiutabo a rilassarmi un pò. La tensione si allenta.
Guardo Nadira. E una donna davvero bella. La pelle ambrata come nonne avevo viste, e quei capelli, curati e profumati nonostante abbia avuto presumibilmente la nostra stessa sorte...
"Il sonno deve avermi fatto dimenticare le buone maniere. Mi perdoni madama." aspetto che si sieda, poi prendo il mio posto insieme agli altri.
La cosa più saggia da fare è stare a sentire cosa ha da dirci Luxor. Inoltre, l'odore di questa zuppa è davvero invitante.
Il mezzuomo tenta una battuta, e poi si guarda intorno in cerce d'approvazione
Certo da me non ne avrà.
"Non dovresti trattare così chi ha badato a te per due giorni. Se avessero voluto ucciderci, sarebbe stato più facile con un coltello, mentre eravamo svenuti, piuttosto che veleno nella zuppa, non credi?


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