. : Terrore e torpore nella Big Easy : .

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Messaggiodi SegugioD'Ombra il 16/05/2007, 12:31

TERRORE E TORPORE NELLA BIG EASY


_________________PROLOGO_________________


Derek, Al Simmons

23:05
Il silenzio della notte era interrotto dal ticchettio della pioggia sul parabrezza della vecchia Ford. I due scagnozzi di Boss avevano ricevuto un incarico, in apparenza, molto semplice: far “chinare la testa” ad un nuovo spacciatore che aveva iniziato a lavorare nel Quartiere Francese senza il benestare del capo.

Era la prima volta che i due lavoravano insieme: dopo la rissa contro quelli del Quartiere dei Magazzini, solo Al era ancora in grado di essere “utile” alla banda, ed aveva ricevuto il compito di formare una nuova squadriglia addestrando le nuove reclute.
Ma tu vedi se mi tocca fare questo lavoretto da ragazzino con sto tipo… se avessi ancora i miei vecchi compagni con me sarebbe diverso, ed avrei un incarico più “decente”… e remunerativo. Odio ricominciare daccapo!
Avevi visto la “vittima” la sera prima, con un altro capo squadriglia, e sai che, verso le 23,30, sarebbe uscito da quello squallido (ma molto frequentato…) locale notturno sulla Governor Nicholls St., all’angolo con Burgundy St.

Per Derek, questo era il suo secondo “lavoretto”. Il primo era stato proprio da ragazzino, distruggere una bella chevrolet come avvertimento per quel negoziante che aveva deciso di pagare “con calma” la “quota di solidarietà” imposta dalla banda. Tutto filato liscio, e il giorno dopo era stata versata la somma mensile, senza storie e senza intralci della polizia
Sarà stato anche grazie a quella lettera “con confetto” lasciata nella casella della posta del tizio… mah!
Ora un altro incarico semplice, questa volta con un compagno: pestare uno che disturbava troppo. Semplice, ma necessario per scalare un altro piccolo gradino della scala del rispetto nella banda. Certo che le storie che si raccontavano su questo Al erano strane: veterano di guerra (benché ancora abbastanza giovane), cecchino infallibile, unico sopravvissuto della sua squadriglia nell’ultimo scontro con una banda rivale… questa cosa non era piaciuta a molti, anzi, si spifferavano voci che lo volevano venduto ai rivali… ma erano solo voci. Ora stava reclutando nuovi membri per tirare su un’altra squadriglia, e lui era un candidato.
Speriamo bene…

23.15
Un altro quarto d’ora, mezz’ora al massimo, e sarà tutto finito.
Iniziate a ruolare un po’ tra voi: un paio di battute, giusto per saggiare l’interpretazione, e poi vado avanti. Se avete domande su particolari dei BG, non esitate a farmele; meglio ancora, se volete aggiungere voi qualche “chicca” del passato dei vostri PG, non mi fate che contento!!! ;)


…………………….

Aaron

L’ex agente era arrivato nella Big Easy al calar della notte. Mancava una settimana al Mardi Gras, ed era sua abitudine sondare il terreno prima di iniziare qualsiasi lavoro… e quella ricorrenza poteva portare molto lavoro. Si sa, la gente perde il controllo in certe occasioni, e può essere capace anche di mettere in atto anche le azioni più efferate quando non ha piena padronanza delle proprie capacità psico-fisiche (alterate da alcool o altro…). E questa festa è nota per l’elevatissima quantità di sostanze legali o meno che gira tra i giovani e gli scapestrati.
Ghiotta opportunità per fare in modo che almeno qualche ingiustizia non venga compiuta.
Se, poi, vorranno “retribuirmi” per qualche lavoretto, non sarà male: in fondo, i proiettili costano!
Comunque, Aaron non dovrà aspettare un’intera settimana prima di lavorare: gli era stato detto da una sua vecchia “conoscenza” che, forse, ci sarebbe stato del lavoro da compiere verso le 23.30. Era stato alquanto ermetico, quella volta: gli aveva detto solo di trovarsi davanti al Night Club “The Crow” a quell’ora, ma non gli era stato riferito chi era da proteggere.

23.20
Passeggi lungo Burgundy St., dopo aver lasciato la moto in un parcheggio vicino al Parco L. Amstrong. Hai trovato un affittacamere lungo una traversa della Ursulines Avenue ad “appena” 20 dollari a notte, dove hai lasciato la tua roba e ti sei rinfrescato dal viaggio. Ti sei rivestito, hai preso la tua pistola e sei sceso in strada.
Manca un kilometro al locale e sei certo di arrivare in tempo…

Come sopra. Appena mi mandi le specializzazioni, ti rimando la scheda con le armi che hai ed eventuale equipaggiamento. Fammi vedere un po’ il lato “nascosto” di Aaron… ;)
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Messaggiodi Marcows il 16/05/2007, 13:37

Aaron
23.30, nient'altro.
Non mi sorprende che non sia stato molto loquace; d'altronde, chi altro lo è con me?.
Sarà la solita scazzottata fra bande rivali o qualche sporco mafiosetto che cerca di estorcere del danaro da chi ha meno potere di loro e stasera ho proprio bisogno di divertirmi un po'.
Tuttavia....è solito darmi un'indizio sul lavoro che devo svolgere; sà che non mi piace lavorare "alla cieca".

Ormai sono quasi arrivato al "The Crow"; mi accendo una sigaretta <> e decido di scacciare ogni dubbio dalla mia testa.
D'altronde, non ho mai avuto di che lamentarmi nè del pagamento, nè del tipo di lavori che mi ha fornito; perchè dovrei preoccuparmi proprio ora?
Nonostante ciò, qualcosa in questa storia gli puzzava e istintivamente portò la mano attorno alla sua fidata pistola.
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Messaggiodi Karsh il 16/05/2007, 14:07

Al
23:20

<>

Parlo con il nuovo aspirante ma sono rivolto con il viso verso la porta del locale, un occhio alla porta e uno all'orologio, non faccio mai tardi ad un appuntamento del genere
Ultima modifica di Karsh su 17/05/2007, 11:09, modificato 4 volte in totale.
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Messaggiodi Kaladar il 16/05/2007, 14:10

Derek

L'attesa era estenuante. Alla radio non davano nulla di decente e il mio compagno sembrava non aver voglia di chiaccherare. Ero inquieto, non riuscivo a trovare una posizione comoda per aspettare.
Sentivo l'adrenalina salire nel mio corpo. Estrassi il coltello e iniziani ad aprirlo e chiuderlo nervosamente. L'occhio cadeva con intervalli più o meno regolari sull'orologio, ma il display digitale non sembrava avere alcuna intenzione di cambiare orario.
Attesi qualche altro istante e poi mi feci coraggio. Sapevo poco della nostra missione, quindi era giunto il momento di capirne qualcosa.
<> fissai il mio compagno con un po' di timore, in attesa di una risposta. Avevo paura che rispondesse male, o che non rispondesse affatto, ma non potevo permettermi di mostrarla!
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Messaggiodi Karsh il 16/05/2007, 14:14

Al

nervoso il tipetto, sta giocando con quel fottuto coltello come un pazzo schizzato...mha
<>
Ultima modifica di Karsh su 17/05/2007, 11:11, modificato 4 volte in totale.
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Messaggiodi SegugioD'Ombra il 16/05/2007, 15:32

Alexander

È stato solo un incubo… è stato solo un brutto sogno… ora mi sveglierò, mi volterò e starò a letto con Ashley, come sempre… è stato solo un incubo…

Il mantra non funziona, e ti risvegli nello stesso luogo in cui ti sei addormentato.
Ancora non riesci a crederci: un bug nel programma, la scritta sul monitor “Alert!” che lampeggia, tu che spegni tutto e, dopo pochi minuti, due brutti ceffi bussano a casa e ti mettono le manette.
Bè, per loro, il brutto ceffo ero io. Loro erano solo poliziotti…

La grigia cella della prigione di stato è appena illuminata da una fioca luce che penetra tra le sbarre della finestra. Saranno circa le 10 di mattina… hai dormito solo poche ore, e male.
Bè, prendere sonno con quel pazzo che parlava da solo col suo “padrone”, dopo tutto quello che avevi passato, non era stato facile. Volevi ritrovarti nell’oblio del sonno e sperare che tutto era solo un sogno, ma non era così… questa era la realtà…

………………….

Ewan

<>
Un sorriso ti illuminava il volto. Sarà stata la decima volta che sentivi quella frase dalla mattina, ma riascoltarla non faceva altro che riempirti di soddisfazione.
Scendi quasi di corsa le scale del tribunale e, varcando il portone d’ingresso, ti tuffi nel sole di quella bella mattina.
Oggi è veramente una bella giornata! E riesco anche a stare a casa per le 11, così posso accompagnare Claire a fare la “strutturale”: finalmente potrò sapere se avremo un figlio o una figlia! Che bello!

Fermi il primo taxi, gli dai l’indirizzo di casa e, in cinque minuti, sei nel tuo appartamento nuovo…

Ah, mi ha visto dalla finestra, e mi ha già aperto la porta. Si starà sicuramente preparando in bagno, altrimenti mi avrebbe aspettato qui, sulla soglia…

Entri in casa, dai il tipico “grido” del marito che torna da lavoro:
<>

…………………….

Bertold

”Ti faccio omaggio di questo libello. Leggendolo, molte vite verranno salvate. Abbandonandolo su uno scaffale della tua libreria e trascurandolo, perderai il tuo senno. Non temere se non tutto ti sembrerà chiaro. L’importante è che tu lo legga da capo a fine. A tempo debito, saprai come mutare il corso della storia.

Questa era la lettera che accompagnava il libricino che hai trovato in una busta gialla, stamattina, nella tua cassetta della posta. Il titolo: “Leibal”.
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Messaggiodi Fallen Angel il 16/05/2007, 16:33

Alexander
maledizione,mi hanno beccato.Ho soltanto provato ad accedere nel conto in banca del sindaco,non ho fatto qualcosa di realmente grave.Vabbè,non importa.Sono gli incerti del mestiere;soltanto:ora come lo spiego a lavoro?chiamo e dico <>No,verrebbe a pagare la cauzione giusto per "ammazzarmi".Dovrò passare del tempo qui dentro a quanto pare.Ieri ero troppo stanco per farci caso però...mi rivolsi al mio compagno di cella
<>
gli porsi la mano
<Posso porti una semplice domanda?Se non ti dispiace potrei sapere qualcosa di più sul tuo "padrone" di cui parlavi ieri notte?>>
Questo tipo non me la conta giusta,ha qualcosa di strano.Meglio non rivelare il mio vero nome,per ora.Non si può mai sapere...
provo a socializzare con lui (1)
Prendi la vita come un viaggio ma non dire mai "Sono Arrivato"


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Messaggiodi Olorin il 16/05/2007, 16:45

Ewan

Entrai in casa allegro e leggero. Appesi l'Impermeabile all'attaccapanni in entrata, e vicino posai la ventiquattrore.Chiusi la porta a chiave, non si è mai troppo prudenti, e mi avviai alla ricerca di mia moglie.

La trovai in camera, dove si stava vestendo. Quando mi vide mi venne incontro, e ci salutammi con un bacio "alla francese", come lo chiamano qui a NO.
Dopodichè, mi persi per qualche minuto ad accarezzare la pancia di mia moglie, ormai evidente anche sotto la camicia e il maglioncino, e in un attimo fui trasportato nel futuro: mi vidi coccolare il abmbino, giocare con lui, cambiargli i pannolini...

"Cos'hai da sorridere, mascherina?", mi chiese Claire.
"Nulla, pensavo solo a quant'è bella questa giornata!"

Mi staccai da lei, e mi diressi in bagno epr rinfrescarmi un attimo prima di prendere il taxi verso l'ospedale. Passai dallo studio, dove si consumava la battaglia quotidiana tra ordine e caos: la mia scrivania era, da settimane, ridotta ad un cumulo di carte, post-it, codici, tomi rilegati, appunti volanti..Tutto questo era servito a mettere insieme la requisitoria finale che avevo pronunciato quella mattina. Due mesi di lavoro, per due ore scarse di intervento.
Ma ne è valsa la pena!, mi dissi.
Notai che Claire aveva appoggiato alcune buste, la posta del amttino senza dubbio, in cima alla pila di scartoffie.Distrattamente cominciai a sfoglairle.Bollette, pubblicità, una raccomandata, pubblicità,...Aspetta!Una raccomandata?.
Osservai la busta sgualcita.sembrava aver fatto un lungo viaggio. Era piuttosto panciuta, come lettera. L'indirizzo era scritto con una grafia accurata, tutta svolazzi, eseguita con una penna stilografica, sicuramente. La girai. Lunga il lato superiore della busta era scritto il mittente, nella stessa grafia ordinata e svolazzante.

"Nicholàs de Suarégny, 55, Chartres St., New Orleans"

Non conoscevo nessuno a Chartres Street...

"Tesoro, andiamo?",la voce di mia moglie mi strappo dalle mie elucubrazioni."Sì, arrivo!". Riposi la lettera sulla scrivania, e mi ripromisi di controllarla più tardi. Nel breve tragitto dallo studio all'entrata, me ne ero già scordato, tutta la mia attenzione catalizzata dalla splendida visione di Claire, vestita con un giacca sportiva color crema sopra il maglioncino azzurro pastello e di una gonna al ginocchio, il colletto bianco della camicia faceva capolino pochi centrimetri sotto la cascata di capelli biondi, raccolti a coda bassa. Presi il mio impermeabile e le aprri la porta, chiudendola a chiave dopo esserne a mia volta uscito.

Scesi in strada, fermai un taxi."All'Ospedale Tulane, grazie.Velocemente, per favore."
Persi nella nostra gioia, ci avviammo verso l'Ospedale...
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Messaggiodi Albows il 17/05/2007, 12:17

Bertold
11:20


<> Mi sveglio nel mio letto a due piazze e mezzo. Adoro le giornate come questa, quando un raggio di sole ti buca le palpebre come per volerti dire "Ehi, signorino, tutto gli altri sono stati buttati giù dal letto tre ore fa dal bip di una sveglia. Sei veramente così migliore di loro da poterti permettere di crogiolarti nei tuoi sogni tutto il dì?". No, non lo sono. Non se non mi alzo e faccio qualcosa di utile per questo pazzo mondo.

Mi godo ancora qualche minuto la luce del sole che accarezza il mio corpo nudo. La mia mente lentamente si libera dal torpore.........mi tornano alla mente la cena di ieri sera, la chiacchierata davanti al caminetto. La notte.

Sheela è una ragazza veramente stimolante. La sua mente mi eccita quasi quanto il suo corpo. Ma non riesce a stancarmi altrettanto.

Quest'ultimo pensiero, oltre che far nascere sul mio volto un mezzo sorrisetto da tipico "maschio-medio soddisfatto della sua virilità", mi riporta alla realtà: alzarmi è veramente uno sforzo questa mattina; anche Sheela deve essersene accorta, dal momento che è stata così gentile da lasciarmi godere il mio riposo stamattina, quando se ne è andata.

Il mio accappatoio tiepido mi attende appeso al termosifone a muro nel bagno annesso alla camera; lo indosso e mi dirigo verso la cucina. Stranamente, attraversando la stanza, non ritrovo i vestiti che indossavo ieri sera; la cosa mi lascia stupito...........l'ultima immagine di loro che ho è sparsi in giro, mischiati a quelli si Sheela; eppure sono da sempre considerato una persona con un'ottima memoria. Sacré-Dieu! Quella donna mi ha piegato i vestiti sulla sedia! Anche questa qualità.......devo stare attento, potrebbe farmi passare per la mente il pensiero di pensionare il fido Gasparre. Chissà se mai una donna ci riuscirà. Cara Sheela, se questo è il tuo intento, spero tu sia più abile delle molte che ti hanno preceduto.


Mi concedo una pausa di qualche minuto perso in questi pensieri prima che il mio senso del dovere mi ricordi che i miei affari non saranno certo mandato avanti filosofeggiando; in cucina il buon Gasparre ha già sistemato la corrispondenza perchè la possa leggere mentre mi gusto un bicchiere del latte delle mie vacche. Gasparre............in trentaquattro anni non si è scordato una mattina di farcene trovare una caraffa appena munta nel frigorifero

Raccatto la corrispondenza alla svelta mentre sorseggio la mia coppa di latte e menta; mi spiace per Gasparre, ma leggerò in ufficio tutte queste lettere. Un momento! Qualcosa attira la mia attenzione: non è la solita corrispondenza internazionale, una delle solite buste prestampate, con quei loghi di società così freddi, razionali, vistosi......invasivi, a volte. E' un pacchetto, sicuramente fatto a mano, con della carta da pacchi acquistata certamente non in tempi recenti. E' stato chiuso con dello spago! Non vi è riportato l'indirizzo del mittente. Nemmeno il suo nome.
Nemmeno il mio. Solo l'indirizzo.

Le scritte sono sbiadite, ma si riconosce una calligrafia precisa, artistica, di quella che insegnavano alle elementari ai tempi dei nostri nonni.

Chi più creerebbe un oggetto di tale bellezza intrinseca nella sua semplicità? Chi oggidì resisterebbe alla tentazione diabolica di stampanti e correttori automatici? Forse il pacco non è destinato a me. Forse è stato spedito molto tempo fa......questo giustificherebbe l'inchiostro sbiadito e la carta ingiallita. Da dove proverrà? Da quando proverrà? Quale sarà stato il suo iter fino a me? E perchè il Fato ha voluto che il suo errare terminasse tra le mie mani?

Questi pensieri catalizzano completamente la mia attenzione e mi elettrizzano al punto da farmi perdere la concezione della realtà. Non so se è giusto che lo faccia, ma decido di aprire il pacco.


”Ti faccio omaggio di questo libello. Leggendolo, molte vite verranno salvate. Abbandonandolo su uno scaffale della tua libreria e trascurandolo, perderai il tuo senno. Non temere se non tutto ti sembrerà chiaro. L’importante è che tu lo legga da capo a fine. A tempo debito, saprai come mutare il corso della storia."


__ _ ___ _ __ _______ sono senza parole __ _ _ ___ __


Il titolo è “Leibal". Scandaglio la mia mente in cerca di questa parola. Nulla. Quasi nulla. So di aver già letto questa parola, ma dove?? Aver studiato qualcosa e non ricordarmene mi ha sempre irritato e ora sono irritato.

In realtà non sono sicuro di aver incontrato questa parola durante le mie lunghe letture, potrebbe essere un ricordo derivante dall'esperienza. O no? Qualcosa mi dice che potrebbe avere a che fare con l'occulto.

Sono confuso.

La mia mente è pervasa da un vortice di pensieri ed emozioni: il fatto che qualcuno mi incarichi di questa responsabilità mi lusinga e mi irrita al tempo stesso; la lettera, però, potrebbe essere indirizzata a qualcun altro......potrei essere venuto a conoscenza di eventi che non mi riguardano. Potrebbe essere importante. Potrebbe essere una presa in giro. ................ Leibal. Cos'è?

Troppi pensieri, troppe emozioni. E' tardi, gli affari mi aspettano. La lettera dice che il libro va letto da capo a fine. Ora non sono nelle condizioni ideali, devo fare ordine nella mia mente.



Poso il libro sullo scaffale di una delle mie librerie, proprio come la lettera diceva di non fare. Però non lo sto trascurando.

Dico a Gasparre di far arrivare la mia macchina e vado in ufficio. Durante il tragitto una sola parola dimora la mia mente: Leibal.

Spero di riuscire ad occuparmi anche dei miei affari oggi. Spero che dalla mia mente salti fuori qualcosa a proposito di Leibal.
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Messaggiodi SegugioD'Ombra il 19/05/2007, 19:42

Derek, Al Simmons

23:30

Puntuale come la morte, ecco uscire dal "The Crow" una figura allampanata, rinchiusa in un cappotto lungo di pelle.
Al lo riconosce appena lo vede: capelli lunghi neri raccolti in una coda all'altezza della nuca, fronte alta ed un paio di occhialini da sole neri e rotondi. Viso pulito, senza l'ombra di un pelo di barba. Alto circa un metro e ottantacinque, non poteva pesare più di 60 kilogrammi. Ricorda il nome con cui John, l'altro caposquadriglia, l'aveva chiamato: Bel.
<> esclama.

Una cosa colpisce il giovane Derek, in particolare: il colorito pallido.
L'uomo è l'esempio perfetto dello spacciatore che prova sempre la roba prima di venderla: il tipico spacciatore/consumatore con più di una dipendenza...


Aaron

Aaron giunse di fronte al locale notturno dall'altro lato della strada. Il suo occhio esperto nota subito una vecchia auto parcheggiata a pochi metri sullo stesso lato della strada su cui affaccia il locale. Non c'è molto viavai di gente... Attendi solo pochi secondi, quando vedi un uomo uscire dal Crow, e i due che scendono dalla macchina.


Ewan

<>
Il taxi non era dei più nuovi, e si notava... anche l'odore acre di tanti sigari fumati lì dentro non passava inosservato, e gli occhi spalancati di Claire ne erano la prova.
Ma non volevi che quella bella giornata si rovinasse per una lite con il taxista, neanche quando ti accorgi che sta allungando di parecchio il percorso per gingere all'ospedale...
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Messaggiodi Kaladar il 20/05/2007, 11:40

Derek

Un individuo dai capelli neri e dalla pelle pallida esce dal night. L'esclamazione del mio compagno mi fa sussultare sul sedile della macchina.
<> esclamo evitando per un pelo di tagliarmi con il coltellino.
"Ecco... il tipico esempio di consumatore spacciaore!"

Aspetto qualche istante per vedere la reazione del mio compagno e per cercare di capire le sue intenzioni.
<> il tono di voce non riesce a nascondere una certa impazienza.
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Messaggiodi Karsh il 20/05/2007, 17:09

Al

Vedo sbucare dalla porta il nostro uomo...maledetto drogato, ne ho visti tanti conciati come lui. Pero' il suo viso non mi é nuovo...Bel, si questo tipo si faceva chiamare cosi', per lo meno é cosi' che lo chiamava John, devo assolutamente fargli sputare qualcosa su cio' che é accaduto quella notte.
Dereck mi guarda e impaziente mi chiede di partire <>
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Messaggiodi Marcows il 20/05/2007, 17:57

Aaron

Non c'è che dire....questa volta è stato veramente preciso sull'orario.
Bene, non mi piace aspettare...
due porci e un drogato....mah, mi aspettavo di meglio.

Nonostante tutto un campanello d'allarme continua a martellarmi incessantemente in testa e una sensazione di disagio placa un po' il sague che mi ribolle nele vene.

C'è qualcosa di familiare in questa scena; qualcosa che avevo rimosso ma che sembra stare gridando a tutta forza nella mia testa.
Devo rimuovere queti pensieri, anche se solo porci potrebbero comunque essere armati e nel mio lavoro una distrazione può essere fatale.


..."lavoro"............

<<............."lavoro"..>>
Una serie di immagini scorrono rapide nella mia testa e sento il sangue ribollirmi nuovamente nelle vene.
Spengo la sigaretta con un piede e scaccio definitavemente ogni pesiero; si pentiranno di essere nati!

Mi avvicino rinvigorito alla scena cercando di non dare nell'occhio studiando nel frattempo la zona alla ricerca di posizioni vantaggiose nel caso di uno scontro a fuoco.


Potresti farmi una descrizione della scena per il motivo citato sopra xD ?
P.S. ricordati poi di mandarmi l'equipaggiamento ;)
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Messaggiodi Olorin il 21/05/2007, 23:02

Ewan

Il tanfo del taxi raggiunse le nostre narici prima ancora di salire.L'espressione di disgusto di Claire fu più che eplicativa, e mi spinse a mettere un certo tono di urgenza nel comunicare la destinazione.Fortunatamente, i finestri posteriori non erano bloccati: nonostante il freddo, feci stare Claire il più vicino possibile al fiotto d'aria fresca e inodore che proveniva della esterno.

<>, disse il guidatore, e subito non mi accorsi di nulla.Poi, un campanello suonò nella mia testa. Come diavolo sa il mio nome?Io non l'ho detto!L'uomo, un indiano sui 40, era abbastanza grosso, e guardava fin troppo spesso nel retrovisore, come se controllasse due prigionieri.

Quando girò in Ursuline Avenue, mi resi conto che stava allungando il tragitto, e di molto.Inziai a pensare a cosa poteva accaderci.La pistola era nella fondina...appesa all'attaccapanni, nel mio studio, a casa.Non sarebbe stato un problema, se fossi stato da solo. Con Claire accanto, cambiava tutto. Alzai gli occhi e li piantai in quelli del guidatore. Se anche si era accorto del mio sguardo, non lo diede a vedere.Erano azzurri, come ghiaccio, e freddi allo stesso modo.
Claire ruppe il silenzio, iniziando a parlare del più e del meno, e pian piano allentai un poco il mio stato di allerta...
Guardai fuori dal finestrino. Stranamente, eravamo a meno di 100 metri dall'ospedale.Il mio stupore aumentò, quando l'uomo ci lasciò esattamente davanti all'entrata principale. Scendemmo. Pagai al tassista la corsa, e aggiunsi anche una mancia decente, sempre guardandolo negli occhi.Che diavolo voleva dire, facendo il mio nome?

Io e Claire entrammo nell'ospedale, e ci dirigemmo verso l'ascensore, per raggiungere il 4° piano, dove Claire aveva l'appuntamento per la strutturale.
Non riuscivo a togliermi quegli occhi e quella voce dalla testa. Qualcuno voleva dirmi qualcosa.Ma cosa? E, soprattutto, chi?
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Messaggiodi SegugioD'Ombra il 21/05/2007, 23:54

Derek, Al Simmons

Le due portiere sbattono simultaneamente… i due sgherri non si erano minimamente preoccupati di passare inosservati. In fondo, questa era una delle prime regole di chi vuole imporsi sulla strada: dare sempre ed in ogni momento dimostrazione della propria presenza.
La pioggerellina si era fermata, lasciando una sorta di foschia che formava un alone di luce-non luce intorno ai lampioni al neon dell’insegna del locale, stessa sorte che toccava anche ai lampioni per strada. Bè, quello all’angolo tra le due strade era proprio fulminato, ma non era una novità una certa trascuratezza da parte della municipalità per i problemi della città…
Almeno, si limitassero solo alla illuminazione pubblica! No, quelli proprio se ne fregavano della comunità, e ancora di più di quelli che vivevano in zone non propriamente ricche… a volte, c’era disparità di trattamento tra un angolo ed un altro della stessa strada, figurarsi a un kilometro dalla piazza del quartiere!
L’uomo che risponde al nome di Bel sembra essersi, effettivamente, accorto della presenza di qualcuno alle proprie spalle: si gira, sembra che vi squadri da capo a piedi e, poi, come se non foste nient’altro che degli insetti fastidiosi, vi volta le spalle e prosegue la sua strada, girando a destra su Burgundy St.


Aaron

Senti chiaramente il rumore delle portiere dell’auto che sbattono e vedi i due che scendono dalla macchina. L’uomo col codino si gira un attimo a guardarli, e poi procede per la sua strada.
È stato solo un attimo, ma hai avuto la chiara e distinta sensazione che ti stesse squadrando, eppure…
Non ha soffermato il suo sguardo su di me neanche per un attimo!
Ti dai uno sguardo intorno cercando qualche punto sicuro dove poter avere una copertura sia visiva che per qualche attacco a distanza.
Deformazione professionale… è così che la chiamano?
Escluso un minimo di occultamento dato dalla foschia che si era alzata negli ultimi minuti, un paio di lampioni della luce con delle striscioline pubblicitarie incollate su (“Madì Gras al The Crow! Prenotazione obbligatoria”, “Studentessa offre propri servigi… scolastici: ripetizioni e ripassi” con un numero telefonico, “Ascolta Radio Olreans One!”), non trovi nessun altro appiglio tattico…


Ewan

Giunti al 4° piano, Ewan e Claire si trovano di fronte al bancone dell’accettazione. L’infermiera grassona dietro il banco stava leggendo un giornale mangiando un hot-dog che sbrodolava gocce di ketchup. Non dava sicuramente una bella impressione di tutto il reparto (che aveva bisogno anche di una bella ristrutturazione…), e Claire te lo fece notare non troppo dolcemente:
<>
Incrociò le braccia e si avviò a passi lunghi verso l’azzannatrice di panini. Un veloce battibecco, botta e risposta, e Claire torna da te, dicendoti:
<>
E, senza neanche darti un bacio, si avvia a passi lunghi verso la porta che ti aveva indicato…
"Live another day,
climb a little higher,
find another reason to stay..."

Dream Theater - "Another Day"
  SegugioD'Ombra
 
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