Tornai fino alla bettola in cui mi ero sistemato, cercai di curare la ferita con quel che trovai in casa e poi caddi nel sonno più profondo.
Quanto tempo sarà passato ? Maledizione il sole è già alto; avrò dormito per ore!! Beh in fin dei conti mi serviva proprio dopo le notti insonni passate per arrivare in questo buco il più in fretta possibile. Il più in fretta possibile per cadere in una trappola..... Mi alzo a fatica dal letto e mi dirigo in bagno per darmi una risciaquata ma passando davanti allo specchio mi rendo conto di quanto sono stato stupido.
Guarda come sei conciato; guarda in che guai ti sei cacciato. Credevo si trattasse solo di spaventare qualche ragazzino e malmenarne un paio o più; mai mi sarei aspettato una trappola...mai mi sarei aspettato di essere fregato proprio da Alejandro.
I minuti scorrono e alla fine decido, come al solito, di accettare le cose per come sono agendo di conseguenza > Torno in camera e punto diritto verso lo zainetto da moto da cui ne estraggo il mio logoro sacco a pelo, lo srotolo e ne esamino il contenuto: dollari, proiettili, altre cose poco utili e un po' d'artiglieria. Passo qualche ora a lucidare con cura i miei gingilli ma mentre il mio fedele spas12 è in perfette condizioni, la vecchia beretta è ormai fuori uso; decido comunque di lucidarla nella speranza di riuscire a ricavarci comunque qualcosa. Finite queste operazioni esco dall'albergo, assicuro lo zainetto alla moto e parto "a fare compere". Mi servirà una nuova pistola, delle cinghie nuove poichè le mie sono ormai logore, qualche "protezione" e qualche altro gingillo.
Prima di cominciare le spese vere e proprie decido con amarezza di vendere non solo la beretta malfunzionante ma anche il fucile poichè essendo troppo ingombrante non potrei portarmelo dietro e per l'equipaggiamento che ho in mente necessito di molti "liquidi". Non mi farò più cogliere impreparato continuo a ripetermi. Mi procuro quindi in armeria nuove cinghie (un sistema ascellare con doppia fondina con fermo alla cintura e una fondina "alla caviglia"), una coppia di revolver 500 con relativi proiettili, un coltello combat con fondina da cintura, qualche lama da lancio e un giubbotto antiproiettile. Infine mi dirigo in una farmacia dove acquisto un kit di pronto soccorso e dell'alcohol questo mi potrebbe essere utile per più motivi penso. Tornando verso l'albergo faccio il pieno alla moto e mi procuro qualche medicinale olistico. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Sono le ormai le 9.30pm e mi ritrovo sdraiato sul letto, a fianco a me l'attrezzatura giace sul pavimento tutta controllata, lucidata e preparata a dovere. Come scorre lento il tempo quando non si ha più nulla da fare; quanti ricordi affollano la mia mente. Mi sembra di essere ritornato ai tempi delle azioni nella CIA; nonostante gli anni però le sensazioni sono sempre le stesse. La quiete prima della tempesta si dice; dovrei essere abituato a tutto questo eppure provo ancora questa irrequietezza, questa insicurezza...... quegli uomini....avevano qualcosa di strano, qualcosa di inquietante. Quello sguardo, come se fossero vuoti dentro...e Un pensiero mi balena nel cervello e istintivamente prendo il telefono e compongo il numero di Alejandro.........nulla .. E se nn fossi stato tradito ? E se fosse veramente stato minaciato ? e se lui e tutta la sua famiglia avessero sofferto e forse addirittura fossero morti per difendere fino all'ultimo il mio segreto ? Sento la rabbia avvolgermi e decido di passare gli ultimi momenti prima di dover partire ad allenare la mia mente e il mio corpo con una serie alternata di meditazione e allenamento fisico.
Mi sono preso un po' di libertà poetica; al limite segugio dimmelo che edito. Il modello di revolver che intendo sopra sarebbe [url=http://www.smith-wesson.com/webapp/wcs/stores/servlet/ProductDisplay?storeId=10001&catalogId=11101&langId=-1&productId=12761&tabselected=over&isFirearm=Y&parent_category_rn=15707]questo[/url] mentre quando parlo di kit di pronto soccorso mi rifaccio a qualcosa simile a [url=http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.hyperreview.com/Militari/file/Varie/Kit%2520di%2520pronto%2520soccorso/IMG_1639.JPG&imgrefurl=http://www.hyperreview.com/Militari/Kit%2520di%2520prontosoccorso.htm&h=383&w=555&sz=82&hl=it&start=9&um=1&tbnid=8GCrNQsKEoRB2M:&tbnh=92&tbnw=133&prev=/images%3Fq%3Dkit%2Bdi%2Bpronto%2Bintervento%26svnum%3D10%26um%3D1%26hl%3Dit%26rls%3DGGIC,GGIC:1970--2,GGIC:it%26sa%3DN]questo[/url]. Ho indicato medicinali olistici perchè sinceramente non ho la più palida idea di cosa siano nè di dove si possano trovare; sono comunque pronto ad editare e scusate la mia ignoranza.
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Ultima modifica di Marcows su 29/12/2007, 19:37, modificato 1 volte in totale.
Al La tavola calda è esattamente come la ricordavi: non un ristorante francese a cinque stelle, ma neanche l'ultima betola del Quartiere Francese. Paul, il propietario, è uno con la testa a posto, che cerca di svolgere il suo lavoro nel miglior modo possibile. Quando entri, sta passando uno strofinaccio sul bancone, nel tipico atteggiamento d'attesa dei ristoratori. Il campanello che sta sopra la porta tintinna mentre entri, inducendo Paul ad alzare gli occhi.
>, ti rivolge un sorriso e mette da parte lo strofinaccio.
>, urla alla moglie nella cucina. Poi, con fare esperto, ti indica un tavolo con un cenno del viso, mentre inizia a spillarti un boccale della bionda danese che ti paice tanto.
Il tavolo è apparecchiato per due, con una semplice tovaglia di panno bianco. Le posate ed il tovagliole sono pulite, cosa che non si trova in tutti i fast food a New Orleans.I sedili, imbottiti e foderati in finta pelle, sono quelli classici dei ristoranti americani anni 70: hanno posto epr due persone affiancate, ed hanno lo schienale in comune, così che ogni "postazione" è formata da un tavolino e quattro posti a sedere. Un vantaggio indubbio di questa organizzazione è che è difficile vedere le facce dei clienti. Forse è questo, oltre alle bistecche, che ti fa apprezzare tanto questo locale.
Ti siedi, pensando alla strada da fare per raggiungere il luogo indicato da Bel, agli acquisti che hi fatto, al quella sensazione di gelo mortale...
ruola liberamente, puoi controllare i PNG di Paul e Hanna, se ti servono.come limite, diciamo che puoi arrivare fino al luogo del sopralluogo.Se vuoi, puoi fare dei tiri Investigare o Ricerca(se hai Accademiche) per ottenere info.Mandami un MP se vuoi farli.I risultati li incorporerò direttamente nel mio prossimo post.Hai tutto quello che hai detto di aver comprato nel post precedente.
Derek
>
Lucy è evidentemente preoccupata.
Continua a guardare di sottecchi la ferita che ti ha appena medicato, come se si aspettasse che la benda si coprisse di sangue da un momento all'altro.
Finisci di bere il latte in un solo fiato. Le immagini della notte ti ripassano velocemente nella mente, rabbrividisci al pensiero di quel gelo mortale che aleggiava nel vicolo. Un pensiero tira l'altro, e ti ritrovi a pensare a cosa potresti comprare per prepararti al meglio per stasera.
>, la voce di Lucy ti richiama bruscamente nel tuo appartamento, dove stai fronteggiando gli occhi di tua sorella, in cui la preoccupazione ha lasciato il posto alla fiammella di rabbia di prima. E' chiaro che non se ne andrà prima di aver ricevuto una risposta soddisfacente: l'orologio segna già le 7:55 e Lucy odia arrivare in ritardo al lavoro...
anche tu, ruola liberamente.Puoi usare il PNG di Lucy.Sei "libero" fino a che non arriverà derek a prenderti.Usa bene il tempo a tua disposizione!
Aaron
Sono le 10:30pm quando senti di esserti riscaldato abbastanza. E' quasi ora di andare, ma il dubbio ti attanaglia ancora. Il cellulare, abbandonato sul sacco a pelo srotolato, è una forte tentazione. Il sudore che luccica sulla tua pelle ti fa rabbrividire quando, inaspettatamente, un soffio d'aria gelida entra da uno dei numerosi spifferi della finestra. Mentre ti asciughi e ti rivesti, il tarlo del dubbio rosicchia i laceri brandelli della tua speranza che Alejandro stia bene.
Provi ancora a chiamarlo. Ancora nessuna risposta.
Fortunatmente, mentre guardi inebetito il cellulare, questo comincia a vibrarti tra le mani, mentre sullo schermo si forma il testo:
"Ore 23:30 - Lavoro Bel"
Il tuo vecchio addestramento prende il sopravvento. Sono le 10:40. Il luogo in cui devi andare e dall'altra parte della città, sarà meglio sbrigarsi. Le armi che hai comprato sono poggiate per terra davanti al sacco a pelo, ancora lustre e linde come quando le hai comprate dal rivenditore. Diligentemente, inizi a infilare i colpi nei caricatori, mentre la fredda determinazione che conosci tanto bene si fa strada nel tuo animo...
ruola anche tu liberamente.il limite è l'arrivo all'ospedale per te, visto che sei leggermente più avanti degli altri.Ti ho concesso tutte le armi e gli equipaggiamenti che avevi pensato.
la solita accoglienza...è bello sapere che ci sono persone che non ti dimenticano facilmente, anche se non sempre ciò è un bene, con il lavoro che faccio!
"Avevi forse paura di non rivedere la mia brutta faccia?" dissi rivolgendomi a Paul "allora vecchio come te la passi?"
Paul è ormai vecchio e stanco ma nonostante ciò si spacca la schiena tutti i giorni dividendo tutto con la sua buona moglie "Non mollo, per ora" ripsonde
"Allora figlio di buona donna che si dice nel circolo dei dannati?" mi bofonchia mentre porta al mio solito tavolo una pinta di buona birra
"ah purtroppo gli affari nel mio settore non sono sicuri e buoni quanto i tuoi" gli rispondo come al solito mentre lui si siede al tavolo...dalla cucina nel frattempo si leva un profumino invitante e Hanna dopo un pò esce con il mio piatto, bistecca e una montagna di patatine.
"Ecco Al spero ti piaccia, ultimamente stò perdendo colpi" le rispondo dopo aver preso un succulento boccone di bistecca al sangue e patate "per me sarai sempre la cuoca dei miei sogni"...
è buffo queste persone mi ricordano il candore vissuto in famiglia: mio padre da ex-militare mi educava con una ferrea disciplina, ma allo stesso tempo era capace di grandi gesti di affetto, e mia madre invece mi rincuorava sempre quando ero in difficoltà, e l'essere un'ottima cuoca l'aiutava in questo compito.
"ti vedo un pò stanco Al, non avrai mica delle grane?" riesce sempre a capire il mio umore "diciamo che ho fatto cattive conoscenze, comunque non ti preoccupare sistemerò come al mio solito" evito di dire altro, non è mai prudente dire troppo, non che non mi fidi ma eviterei di mettere nei pasticci queste brave persone. Anche se vorrei confessare le mie paure a riguardo di quell'uomo, non ho mai avuto una sensazione cosi forte di peicolo, in ogni caso ho recuperato due buoni gingilli da usare in caso di emergenza (le mie pistole) .
Paul dal canto suo non fa altre domande a riguardo, sa essere discreto.
Finisco di mangiare e rimango a chiacchierare con i miei amici, poi guardo l'orologio e sono le nove: mi sono rilassato a sufficienza.
Pago il conto lasciando i soldi vicino alla cassa, saluto Paul che stà sbaraccando il mio tavolo e Hanna che è in cucina a preparare la cena per altri clienti.
Uscendo penso alla strada da fare fino al punto di incontro...non dista tanto da qui ma devo sbrigarmi ho dato appuntamento a Dereck alle undici.
Annuii silenziosamente al discorso di Lucy. Sapevo che faceva così per il mio bene. L'unica cosa che ha sempre desiderato per noi... Una cosa in cui si è sempre impegnata tanto. La sua vita è stata dedicata a noi, e così continua a fare....
Un velo di freddo coprì il braccio leggermente ferito, mentre le bande si colorivano lentamente di rosso, fino a raggiungere una dimensione di poco superiore al graffio. Appoggiai il bicchiere nel lavandino, aprendo l'acqua per ripulirlo e riposi il latte avanzato nel frigorifero.
Quando mi voltai, Lucy era nuovamente sotto di me. I suoi occhi fissi nei miei, mentre riconoscevo nuovamente la scintilla di rabbia di poco fa. Deglutii, mentre le sue domande si facevano sempre più incalzanti.
Accidenti... sembra uscita da uno di quei film polizieschi
Le sorrisi, per cercare di nascondere il leggero timore che mi stava incutendo, la trassi a me e la abbracciai.
"Ti prometto che stasera ceneremo insieme. Tu non preoccuparti di nulla, ci penso io" ammiccai, era un magro tentativo per imbonirla e per sviare il discorso. Parve funzionare, il suo viso si rasserenò, e mi diede un bacio sulla guancia.
"Stasera dormi a casa!" la sua non era una affermazione: era un ordine!!!
Deglutii rumorosamente. La mente cercava una soluzione, un modo per risolvere la situazione...
"Ahem...Lucy..." abbassai lo sguardo "Ho un appuntamento con un amico stasera... niente di che... una birra e due chiacchere..."
Pensapensapensapensapensa "...ma... sai com'è... si esce, si beve un po' e si fa serata..." Sollevai lo sguardo e sorrisi. "prometti di non aspettarmi in piedi?"
Attimi di silenzio tra le parti, mentre la speranza di poter fare ciò che dovevo senza imporre sofferenze a mia sorella lentamente svaniva. I suoi occhi andarono a fissarsi sul pavimento, mentre pensava, rifletteva sulle mie parole. Sbuffò. Infine rassegnata, portò le mani ai fianchi e con sguardo a metà tra il materno e l'arrabbiato:
"D'accordo, ma non fare cazzate! Oh mio Dio... è tardissimo!!!!" aveva visto l'orologio. Erano già le 8, e lei doveva essere in ufficio. Schizzò a tutta velocità fuori dalla porta di casa, salutandomi al volo mentre si chiudeva la porta alle spalle.
Finalmente solo!!!
Respirai a fondo, mentre cercavo di rimettere a posto le idee. Dovevo pensare a recuperare un po' di roba per il lavoro della sera, poi dovevo pensare alla cena... le cose da fare non mancavano di certo, ma adesso avevo una cosa più importante da fare: un bagno e un po' di riposo.
Dormii fin verso le 2 di pomeriggio, dopo di chè presi su un po' di soldi e uscii. Un panino preso in un fast food per pranzo e poi via ad una cabina telefonica. Grazie ad un paio di telefonate riuscii a recuperare un altro paio di caricatori per la mia pistola semiautomatica e un giubbotto in un materiale pesante, non so a cosa sarebbe servito, ma il socio che me lo ha venduto sembrava fiducioso.
Mentre tornavo a casa da queste "piccole commissioni" mi fermai dal macellaio a prendere un paio di bistecche e un po' di salsa piccante. L'odore di carne inebriò le narici, mettendomi un certo appetito... Per sicurezza presi anche un paio di birre e una bottiglia d'acqua: non ricordavo alla perezione il contenuto del frigo di Lucy...
Le 7... presi a cucinare le due bistecche alla texana, un piatto piuttosto semplice da preparare, ma che veniva sempre apprezzato. Lucy rincasò per le 7.30:
"Mmm.... che buon profumo!" Si avvicinò per guardare e nei suoi occhi riconobbi un certo orgoglio. Naturale, dal momento che era stata lei a insegnarmi a cucinare un pochino!!! Parlammo del più e del meno, mentre consumavamo la cena. Giunsero in fretta le 10.30. Dopo aver lavato i piatti e sistemato tutto, presi su il giubbotto di pelle, entro al quale avevo sistemato i due caricatori.
"Bello... è nuovo?" la domanda ingenua della sorellina
"Sì... lo ho trovato mentre facevo la spesa oggi..." altre bugie e mezze verità... odiavo comportarmi così, ma lo facevo per lei... "...Dato che il mio è rotto, ho pensato che fosse meglio procurarsene un'altro... era in offerta speciale!"
Mi avvicinai, salutandola con un bacio in fronte come al solito:
"Ricordati di non aspettarmi in piedi!"
E mi chiusi la porta dietro.
Scesi le scale velocemente, uscendo dal retro del palazzo, dove avrei dovuto incontrare Al.
Spero che vada bene... in termini di gioco, oltre alla spesa, ho preso i due caricatori e un giubbotto in Kevlar... se è fuori dalle mie finanze consideralo come un semplice giubbo in pelle
10:30, tre ore all'appuntamento.
>
Mi alzo facendomi condurre dalla routine che per anni ero stato abituato a compiere: mi medico il braccio come riesco utilizzando alcuni dei medicinali acquistati e lo fascio quindi inizio a vestirmi.
Sono passati tanti anni eppure tutto mi sembra ancora così familiare...manca solo la rauca voce del maggiore che ci illustra per l'ennesima volta il piano dell'operazione".
Canotta, giubbotto antiproiettile, camicia, fondina con pistola, smoking......no, qualcos'altro è cambiato. Mi ritrovo a fissare l'immagine riflessa nello specchio: una stanza squallida, abiti laceri....ancora una volta ritorno a pensare se la mia scelta sia stata quella giusta e ancora una volta, dopo pochi momenti di muta riflessione, mi ritrovo ad appoggiare con maggior vigore quella scelta.
Finisco di vestirmi e, dopo aver nascosto i coltelli da lancio sotto la gamba del pantalone, indosso la solita logora e pesante giacca, raccolgo le mie cose e lascio i 20 dollari alla reception prima di salire sulla mia moto e sfrecciare verso l'ospedale.
L'ospedale si trova dall'altra parte della città e mi ritrovo ad avere il tempo di mangiare qualche barretta energetica e a pensare....pensare a quella sensazione di freddo e di completo disprezzo per la vita che quell'uomo emanava; una sensazione terribile che tuttavia mi ritrovai a ricordare di avere già provato in passato, causata da un maniaco omicida che rinchiudemmo in qualcosa di simile ad un ospedale psichiatrico. Mi ricordo ancora quando lo prendemmo...i suoi occhi vitrei per la sorpresa, la faccia ricoperta di sangue, e dopo un breve istante..quella risata e quell'espressione sul suo volto simile a una sfida. Non mosse un dito nemmeno quando lo strattonai contro la parete e gli bloccai i polsi con le manette; semplicemente, continuò a fissarmi con quel freddo ghigno sul volto, un volto vuoto. Ancor oggi mi chiedo come mai sia stato chiesto l'intervento della C.I.A. per quel caso..non era certo materia che ci riguardava ma il maggiore liquidò ogni nostra perplessità dicendoci che la richiesta veniva "dall'alto" e che non eravamo gli unici a cercarlo.
La stessa profonda sensazione di morte e desolazione....
23:20
Parcheggiai la moto vicino all'entrata e mi accostai alla porta, mi accesi una sigaretta e aspettai; volevo scambiare due parole con i miei nuovi "compagni" prima di scendere nel seminterrato.
Prova di medicina olistica per curare la ferita (medicina olistica: 3). P.S. olorin ti ho lasciato un pm ;)
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La sera è fresca, l'aria umida. Una tipica serata di mezz'autunno. In cielo, le luci arancioni e bianche della città colorano di sfumature innaturali le nuvole che coprono la città, mischiandosi con il nero pece della notte. La luna perlacea, avvolta da un fascio di nuvole, è visibile solo per un quarto, e la sua luce è fioca, comparata a quella dei lampioni e dei neon che illuminano le strade dell Big Easy.
Derek esce dalla porta di casa, stringendosi nella sua giacca nuova e camminando svelto verso il luogo dell'incontro. Sullo sfondo della sua camminata, la vita notturna di New Orleans si desta, nella forma dei barboni ubriachi, delle prostitute in attesa agli angoli delle strade o sotto i lampioni, degli spacciatori, immobili negli angoli più oscuri, e di altre cose che amano muoversi tra le ombre e i vicoli della Mezzaluna.
Dopo poche centinaia di metri, Derek raggiunge il luogo dell'incontro. Il negozio di frutta ora era chiuso, ma i segni della giornata di duro e onesto alvoro insozzavano il marciapiede: mele, arance, e altri prodotti della terra giacevano spappolati sul selciato, rendendolo viscido e colorato. I primi approfittatori erano già all'opera: Derek vide distintamente due grossi topi sgattaiolare impauriti nell'ombra al suo avvicinarsi, lasciandosi dietro alcuni pezzi di emla mordicchiati.
Pochi minuti di attesa, e i fari familiari di una macchina girarono l'angolo. Alcuni istanti più tardi, Al fermò la macchina proprio davanti a Derek, facendogli cenno di salire. Una volta che questi fu a bordo, ripartì a razzo, dirigendosi verso il Tulane.
scusate l'attesa. bene, allora, potete ruolare liberamente durante il viaggio in macchina verso l'ospedale. Una volta che avrete finito, posterò un breve post di intermezzo in cui vi farò incontrare con Aaron, poi sarete di nuovo liberi di ruolare, fino a che non verrà il momento di inoltrarsi nell'ospedale.. @Derek: il giubbotto in kevlar te l'ho concesso.E' un po' tirata come cosa, ma è possibile che con i ganci giusti tu sia riuscito a procurartelo... @Al: analizzare la zona dell'ospedale comporta una prova di Prontezza + Investigare, quindi 3d10. I risultati sono: 9,6,2. Un successo. Riesci ad accorgerti di alcuni particolari, come il fatto che non sono presenti guardie o scagnozzi(almeno all'esterno) ma solo il normale personale, che intravedi nella reception/accettazione guardando tra le porte a vetri dell'entrata principale, non sembra neanche che ci siano trappole in vista. Per il resto, tutto ti appare normale e tranquillo. Inserisci pure questi risultati nel prossimo post, magari come flashback(così m'aiuti a nascondere il mio errore [smilie=icon_lol1.gif])
Aaron
Prova di Medicina Olistica: 3d10. Si considera che tu abbia passato almeno un'ora a cercare di curarti.(l'hai fatto in camera). I risultati sono: 5, 1, 9. Rimani con la tua ferita, anche se leggermente migliorata.Con un successo, il meglio che puoi fare è ridurla a contundente.(sempre emglio che letale) POtrai riprovarci domani(intendo nel gioco).
La sigaretta aiuta. Aiuta sempre. A scacciare i ricordi, a ricoprirli con la dolce nebbia dell'oblio, e a ritrovare la calma e la freddezza necessarie al compito che ti aspetta. Non ti piace far le cose di fretta, quindi te la godi fino in fondo, fino all'ultima nota. Poi getti il mozzicone a terra, schiacciandolo con la scarpa. L'aria si fa più fresca, il cielo, già coperto di nuovle, inizai a assumere quel classico aspetto di immobilità che preannuncia l'arrivo di un acquazzone autunnale. Ti stringi nella giacca, e aspetti, appoggiato al muro. Mentalmente, fai l'inventario di quanto hai preso con te. UNa volta in più non guasta mai: essere troppo sicuri di sè è il primo passo per la fossa.
Mentre pensi alle armi, ti torna in mente il tuo vecchio Spas12, il fedele fucile che ti ha accompagnato per tanti anni. L'hai venduto con rammarico, ma comunque non è quello il modo di trattare un vecchio amico. Era il tuo preferito, non andavi mai in missione senza lui. Quante volte, anche a cartucce esaurite, ti aveva aiutato ad uscire dalle situazioni più impensate e pericolose... come quella volta in Nicaragua, o quell'altra in Sudan....
sei perso nel fiume dei ricordi, belli e piacevoli questa volta, quando il tuo istinto sente qualcosa. Anni e anni di addestramento non si dimenticano in un giorno. Non riesci a vederlo, non riesci a sentirlo, ma percepisci che c'è qualcuno che si aggira fra le ombre attorno a te...
Hai appena finito questo pensiero, che senti un freddo pezzo di metallo appoggiarsi alla tua nuca. Una voce, dalle tue spalle, sussurra:
>
Ewan
Salii in macchina, una Mustang piuttosto recente, e mi diressi a tutta velocità verso il Tulane. L'orologio della macchina segnava le 10.05 pm, quindi non badai molto ai limiti di velocità cittadini.
Devo in fretta!
Continuavo a ripetermi. La pistola, alloggiata nella fondina ascellare, premeva contro il mio cuore, più pesante di qualunque altra volta l'avessi indossata. La Katana della mia famiglia, appoggiata sul sedile del apsseggero, scivolava avanti e indietro ad ogni curva presa troppo velocemente.
Claire... dove sei?... Perchè ti han fatto questo?Chi ti ha rapita? Bastardi! Vi ucciderò dal primo all'ultimo, schifosi vigliacchi! O Dio, fa che non le abbiano fatto del male... Il bambino!OmioDio... Devo salvarli... Si, ce la farò... A qualunque costo li salverò, non m'importa di nulla se non di loro...
Pensieri di questo tenore mi affollarono la mente per tutto il viaggio, rendendo quella folle corsa per le vie della città quasi un'esperienza extracorporea: avevo la netta sensazione di potermi vedere in terza persona mentre guidavo al limiti della legalità verso qeull'ospedale.
Infine, arrivai davanti all'Ospedale verso le 11. Il luogo era deserto. Lampioni dal design moderno illuminanavano le strade intorno all'ospedale, lasciando comunque ampie zone d'ombra. Feci il giro dell'isolato a bassa velocità una, due volte. Poi, parcheggiai di fronte all'entrata principale.
Una volta sceso, iniziai una più aprofondita analisi del luogo da terra. avevo appena girato l'angolo, che il rombo di una moto infranse il silenzio. Mi bloccai immobile. Lentamente, alzai il braccio sinistro, scoprendo l'orologio da polso. Le 11 e 20. Silenziosamente, mi sporsi dall'angolo.
Un uomo, avvolto in una logora giacca, aveva parcheggiato una moto davanti all'entrata dell'ospedale. ora era appoggiato sul muro lì vicino, fumando una sigaretta.
Facendo appello a tutta l'agilità e la furtività che mio zio aveva cercato d'insegnarmi grazie al kung fu, mi avvicinai a lui. Lo vidi, dopo qualche minuto, buttare la sigaretta e spegnerla con il piede. Colsi l'attimo. Estrassi la pistola e, fulmineo, mi portai alle sue spalle, puntandogliela alla nuca.
Puntuale come un orologio svizzero Pensai tra me mentre la macchina nera di Al si fermava di fronte a me. Sentivo un po' di paura, mentre la mano si allungava verso la maniglia della portiera. Potevo vedere il mio riflesso che si deformava nei vetri della macchina scura del mio compagno.
Esitai... scossi il capo... infine mi decisi ad aprire quella portiera. Salii in macchina in silenzio, allacciai la cintura e richiusi la portiera. Forse un po' più forte del normale, a causa dell'eccitazione per ciò che stava per accadere.
La macchina sgommò per condurci fino all'ospedale, dove avremmo incontrato l'altro tipo che ci stava aspettando. Guardai il mio compagno, mentre era intento nella guida. Potevo quasi sentire la sua concentrazione. L'effetto, però, non fu quello di trasmettermi quella sensazione, bensì di agitarmi ancora di più.
Per cercare di scacciare un po' la tensione, decisi di iniziare a parlare:
«Ciao Al... Ho preso un po' di roba per stasera... spero che possano essere utili, se dovessero servire...»
dissi aprendo il giubbotto preso in giornata e mostrando i caricatori che avevo acquistato. Dopodichè estrassi il coltello a serramanico che portavo con me e iniziai ad aprirlo e chiuderlo. Un tic nervoso che mi accompagnava nei momenti di ansia ed eccitazione che mi tiro a dietro da quando ero in prigione. Lì non bisognava distrarsi un attimo.
Un brivido freddo mi percorse la schiena, mentre la mente cercava di scacciare quei brutti ricordi.
Volsi nuovamente lo sguardo verso Al:
«Tu ti sei procurato ell'altro materiale?» Fare conversazione era una delle poche cose veramente efficienti per abbassare la tensione...
Arrivai all'appuntamento e Dereck era già li, questo ragazzo impara in fretta il mestiere perchè essere puntuali e precisi ti permette di eliminare piccoli errori che sommati possono essere fatali.
Sono concentrato sul da farsi e sfreccio con l'auto per tenere l'adrenalina mia e del mio compagno un pò su. Lui mi pare abbastanza teso ma è normale dopotutto il suo tic vistoso è sintomo di nervosismo allora apre una conversazione. Lascio un pò di tempo prima di rispondere in modo da tenerlo sulle spine, deve avere i nervi saldi stasera "Ho trovato una beretta ma quella avrei dovuto usarla io, poi ho preso pinze e tenaglie per rompere le maglie dei cancelli e spaccare eventuali lucchetti, corda lunga nel caso la fuga o l'accesso ad aree sorvegliate lo necessiti e infine abbiamo un piede di porco e un'accetta".
Con fare sarcastico e un pò crudele continuo dicendo "se non ti basta la tua pistola potresti usare l'accetta, del resto il mio primo lavoro l'ho fatto con un coltello" senza lasciare spazio a repliche continuo "Comunque a parte questi piccoli dettagli, devo raccontarti cosa ho visto stasera nella zone dell'ospedale...c'è solo il personale e niente guardie di sicurezza all'esterno, il posto è tranquillo e non dovrebbero esserci trappole".
Che cosa ci attenda stasera o nei prossimi giorni non lo so ma sono pronto a esplorare nuove situazioni e sentire nuove emozioni, la vita schifosa che ho fatto finora mi ha dato solo sofferenza e dispiaceri...
Impallidii all'udire la quantita di roba procurata dal mio compagno. La cosa mi mise subito a tacere, mentre proseguivo nel gingillarmi con il coltello a serramanico, fedele compagno di risse e ultima difesa.
Ho ancora molto da imparare in questo mestiere...
Un altro brivido freddo mi percorse, mentre vedevo le luci dei quartieri della Big Easy rischiarare la notte. Il brivido e l'agitazione provocata si placarono, quando riconobbi la fortuna di avere al fianco un elemento valido ed esperto in questo genere di "attività".
Meglio stargli dietro e cercare di non fare cazzate...
Intanto, la macchina scura proseguiva la sua folle corsa verso l'ospedale, verso un'impresa della quale sapevamo poco e della quale non sapevamo che effetti avrebbe avuto...
>
Sentivo il freddo metallo sulla nuca, potevo intuire che quell'uomo non aveva nulla a che fare con i due che sarebbero dovuti arivare, dal tono della voce si capiva che non si sarebbe fatto troppi problemi a premere il grilletto inoltre, nonostante fossi distratto, riuscire a cogliermi in quel modo alle spalle non era un'impresa da poco. Ma ben poche cose potevano turbarmi durante la mia "pausa sigaretta".
>
Presi un'ampia boccata di fumo per vedere come reagiva all'attesa, poi continuai:
>
Scusate ancora per l'attesa ma fino ad oggi no ho praticamente potuto mettere mano al pc.
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>, disse l'uomo alle spalle di Aaron.
>, chiese con fare sospettoso, >
La pressione del metallo sulla nuca si fece maggiore. Aaron si maledisse per essere stato così sicuro di sè da permettersi una distrazioen del genere, ma recuperò in fretta le sue facoltà, per pensare a cosa rispondere.
Se solo quei due arrivassero, potremmo capovolgere la situazione...
Quasi nello stesso momento, nella mente di Ewan balenò il ricordo del biglietto trovato nello sgabuzzino dell'ospedale...
...non sarai solo....
Derek, Al
La notte di New Orleans sfrecciava veloce fuori della macchina. Al guidava sicuro, ricordandosi man mano la strada fatta qualche ora prima. Derek, dal canto suo, osservava ogni dettaglio della città che passava sui lati della maccina, come se fosse l'ultima volta che li vedeva. Il coltello, nella mano, era però fermo ora.
Ci misero una decina di minuti a raggiungere l'ospedale. La luce dei lampioni gettava pozza di alone giallo-arancione sui marciapiedi davanti all'entrata, lasciando ampie zone in ombra.
Al parcheggiò dietro una Mustang, spense i fari e, mentre Derek usciva, gettò un'occhiata fuori. Davanti all'ospedale stazionava una moto. Pochi passi più in là, nell'ombra a lato dell'entrata principale, si notava un'ombra di forma vagamente umana, che pareva essere appoggiata al muro...
ruolate liberamente considerate Ewan come un PG: ogni ciclo di risposte dovrà quindi essere composto dei post di Derek, Al, Aaron e Ewan, che dovrebbero interagire per risolvere la situazione che si è venuta a creare. ;) . Sentitevi liberi di postare anche più di una volta: la situazione è difficile, quindi potrebbe essere necessario più tempo per risolverla. Quando verrà il momento opportuno, vi posterò il prosieguo in cui finalmente ci avventureremo nell'ospedale.
Prima di uscire dalla macchina, ripongo accuratamente il coltello in tasca, dopo averlo chiuso. Sento l'eccitazione e un po' la paura per quello che stiamo per fare. Uscendo dalla macchina, chiuda la portiera con decisione, ma cercando di stare attento a non farla sbattere. Mi guardo intorno per qualche istante, finchè gli occhi si abituano completamente alla semioscurità.
Noto un paio di figure in ombra, adiacenti ad un muro. Mi avvicino di qualche passo, per cercare di vederci un po' meglio.
Cazzo no... speriamo che se ne vadano in fretta... altrimenti il lavoro potrebbe non riuscire in maniera piuttosto "pulita"
Mi giro per vedere cosa ha intenzione di fare il mio compagno. Con un gesto del braccio cerco di richiamare l'attenzione del compagno:
«Ehi, Al» sussurro cercando di farmi sentire, poi indico i due con la testa, per fargli notare la situazione. «Che facciamo?»
Lo guardo con far interrogativo, mentre una mano scorre sui jeans fino a portarsi ad altezza della tasca dove si trova il coltello.
Scendo dall'auto dopo averla parcheggiata non distante dall'entrata. Per un attimo mi soffermo ad ammirare la bellezza della notte con quel suo stato di calma apparente che cela segreti e misfatti. Il mio collega richiama subito la mia attenzione e mi indica due figure in ombra vicino l'entrata principale.
"Noi dobbiamo comunque incontrarci con il pistolero dell'altra sera, e a meno che non sia in ritardo dovrebbe essere lui quella figura, per quanto riguarda l'altra persona non saprei cosa dirti"
Mi prendo del tempo per pensare e per la testa mi passa l'unica idea plausibile:
"Faremo in questo modo, ci avvicineremo con aria indifferente senza prestare attenzione a loro, arrivati nelle loro vicinanze mi accenderò una sigaretta e cercherò di scorgere i loro volti, tu mi segui e fai finta di nulla" aggiungo per essere chiari " basta restare calmi perché se quelli sono guardiani o sbirri e si accorgono che siamo interessati ai fatti loro potrebbero insospettirsi, dunque calma e sangue freddo".
Detto ciò mi assicuro che l'auto sia chiusa e infodero le due berette nella fondina ascellare, il mio coltello a serramanico è dietro la schiena ben riposto, lo uso sempre come arma di back-up, gli altri arnesi li prenderò dopo. Fatto ciò prendo dalla giacca il mio zippo e una sigaretta e con un cenno della testa cerco conferme in Dereck.
«Ehi, ehi calmo amico non sono un vigilantes e non ho idea di chi tu stia parlando!»
Ci mancava solo uno schizzato che viene a rompermi le palle negli unici cinque minuti di relax che posso concedermi
La pressione della pistola frenò completamente l'istinto di voltarmi per prenderlo a calci e mi riportò alla lucidità; ero stato addestrato a fare affidamento solo su me stesso in simili situazioni ma certo non mi avrebbe fatto male una mano da "quei due".
Spero solo che non si espongano entrambi subito...
Non sapevo chi avevo di fronte ma chiaramente era fuori di se quindi l'ultima cosa da fare sarebbe stata raccontargli la verità (non volevo dargli modo di collegarmi a ciò di cui mi stava accusando). In fin dei conti, ero stato abituato a queste situazioni...
Cercai di sfruttare le poche cose che mi aveva detto per utilizzare lo stratagemma della "stessa barca":
«Senti amico io non so chi tu sia o cosa ti abbiano chiesto; io sono qui perché un figlio di puttana ha preso qualcosa che mi è molto caro e sono qui per "saldare il debito"»
Seduto col giaccone indosso e per giunta di notte era praticamente impossibile notare la mia "attrezzatura" e mi sarebbe bastato un solo attimo di distrazione per renderlo inoffensivo.
Un solo attimo di distrazione..
Ho considerato che Al e Derek non fossero ancora percepibili o che comunque abbia finito di parlare un secondo prima che si potesse sentire un qualsiasi rumore (motore auto, portiere ecc..)
_________________ -Sostenitore della "Short arm philosofy" -Presidente del comitato: Uniti per lo spam
Le parole sussurrate da Aaron aleggiarono nella fredda aria notturna per qualche istante. Poi, senti la pressione dell'acciaio sulla nuca diminuire.
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Sussurrò Ewan. Così dicendo, si portò al fianco di Aaron, inducendo questi a girarsi per frotneggiarlo, e gli offrì la mano.
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In quel momento, sentirono il rumore soffuso, quasi come di un gatto che fa le fusa, di una macchina avvicinarsi. Videro i fari gettare luce sull'oscuro viale davanti l'ospedale, poi una vettura si fermò proprio di fronte alla moto di Aaron. Da essa scesero due figuri.
Al e Derek si guardarono intorno una volta scesi, e notarono la coppia di ombre vicino alla finestra. derek, con i nervi a firo di pelle, ricominciò a giocherellare con il coltello, mentre Al, più calmo grazie all'esperienza, decise la linea d'azione.
Lentamente, con fare disinvolto, i due cominciarono ad avvicinarsi all'ospedale, cercando di scorgere qualche fattezza delle due ombre, prima che queste si rivelassero essere guardie o peggio.
Man mano che i metri che li separavano diminuivano, la tensione tra le due copie cresceva...
Infine, la corporatura di una delle due ombre fece balenare un'idea nella mente di Al:
Poteva trattarsi del pistolero della sera prima?O era solo uno scherzo delle luci gialle soffuse dai pochi lampioni?
Usando ancora più prudenza, i due compagni continuarono ad avanzare, mentre le due ombre, aarone Ewan, aspettavano cercavano di capire chi fossero i due nuovi arrivati, entrambi pronti al peggio nel caso a tanto si fosse arrivati...
ok, postate liberamente per l'incontro tra le due coppie.mi aspetto dei bei post, carichi di emozioni: tensione, apura, sospetto, diffidenza, ecc sono tutti bene accetti. Sarebbe carino che il tutto non si esaurisse con un solo post a testa. Infine, cominceremo l'esplorazione dell'ospedale...