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Derek, Al, Aaron

Effettuate tutti un tiro di Fermezza+Autocontrollo:
-Derek: 6d10=6,7,6,4,5,8: 1 successo, ok;
-Al: 6d10= 7,3,8,8,10,2,5: 3 successi, molto bene!
-Aaron: 5d10= 4,4,7,8,6: 1 successo, ok.


La situazione vi aveva preso di sprovvista, ma manteneste ugualmente il sangue freddo… in fondo, eravate tutti e tre abituati agli imprevisti, dato che ne avete vissuti diversi nel cammino tortuoso delle vostre vite… proprio per questo, probabilmente, nessuno di voi sottovalutò la situazione che si era creata. Eravate in netta minoranza, uno di voi era ferito e non eravate neanche un gruppo affiatato. Praticamente, tre quasi perfetti sconosciuti che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato…
Nel posto giusto al momento giusto…

L’uomo che rispondeva al nome di Bel, o quanto meno, quello che John aveva detto che si chiamava in quel modo, vi squadrò tutti e tre da capo a piedi, silenzioso… poi, prese la parola:

>

> sogghignò, l’uomo, prima di continuare:
> pronunciando i vostri nomi, posò lo sguardo prima su uno e poi sull’altro.
>
Posò lo sguardo su Derek e con un sorrisetto malizioso, disse:
>

Un ghigno si levò dai cinque figuri oscuri… mentre il silenzio calo su di voi…

> e volgendosi verso Al, disse: >

Attese un altro attimo prima di continuare: >
Rimase in attesa, aspettando una risposta da tutti voi…

……………..

Ewan

Tiro nascosto di Intelligenza(3) + Investigare (3)…
Lo sgabuzzino è largo 3 metri e profondo 5… non ci potrai fare un balletto dentro, ma ti ci puoi muovere agevolmente


Il condotto dell’aria era a circa due metri di altezza dal pavimento… lo raggiungesti agevolmente e togliesti la piccola grata che serviva ad evitare l’ingresso o l’uscita di animali come topi o altri.
Dando uno sguardo dentro, vedesti che era un semplicissimo condotto dell’aria in metallo… sicuramente, troppo piccolo per il passaggio di un essere umano…
E se si fosse chiusa volontariamente in quell’armadio?

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MessaggioInviato: 29/05/2007, 20:50 
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Derek

Ero spaventato e disorientato, ma non potevo lasciarmi andare, non potevo perdere la calma.
Presi un profondo respiro ed espirai lentamente per concentrarmi e scacciare, almeno per un po', l'impulso della fuga. Tenevo la pistola alta davanti a me, continuando a spostare la canna lungo le sei figure che si erano appena presentate.
Il cuore palpitava e un'ansia sempre crescente serpeggiava nel mio animo. Una voce continuava a suggerirmi la fuga, ma la presenza del mio compagno e la mia pistla mi infondevano il coraggio necessario a resistere.

Ma che cavolo vogliono da noi questi sei? Ma, soprattuto, non doveva essere un compito facile facile???

Poi, tutto d'un tratto, quello che era il nostro bersaglio prese a parlare. Rimasi in attento ascolto delle sue parole.

Cavolo... Conosce ciascuno di noi, anche i nostri nomi! No... Lasciala stare bast***o!

Lucy, l'unica persona che mi avessa mai voluto bene, mia sorella. Nessuno poteva permettersi di parlare male di lei. Il suo nome non doveva neanche essere pronunciato in queste situazioni.

Ti porterò via, in un modo o nell'altro!

I miei pensieri erano tutti rivolti a lei, quando una parola mi scosse e mi fece tornare alla realtà. Tradimento.

Maledizione, dovevamo capirlo che ci stava attirando in una trappola!

Traditi. Qualcuno ci aveva traditi. oppure... no... non era possibile... Forse che quest'individuo volesse che noi tradissimo il Boss?

Nessuno può tradire il Boss... O si ritroverebbe nell'altro mondo prima di poter dire >!!!

Un'interminabile istante di silenzio seguì le parle di Bel. La mia pistola era tutta dedicata a lui. La tenevo dritta davanti al mio corpo, il linea con il suo petto.
Spostai lo sguardo su Al, poi sull'uomo che ci stava inseguendo, Aaron, nuovamente su Al. Una luce che invocava una richiesta brillava nei miei occhi. Speravo di incrociare lo sguardo del mio accompagnatore, ma ciò non accadde.

Raccolsi le ultime gocce di coraggio e decisi di parlare:
> Sbraitai. Il tono e il volume della mia voce erano spropositati per la situazione. Avevo mantenuto il controllo di me, fino a quel momento, ma l'inquetudine che provavo era molto forte.

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MessaggioInviato: 29/05/2007, 23:42 
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Ewan

Quel pensiero mi attraversò la mente giusto epr un secondo. Ma perchè l'avrebbe fatto?Claire è una persona logica e razionale!Perchè chiudersi da sola in un armadio, una volta constatato che la camera era quella sbagliata? Per ripicca? E sarebe capace di aspettare un'ora lì dentro, di sua spontanea volontà? No, non può essere...

L'ispezione del condotto dell'aria non aveva portato nessun risultato. Era inutile continuare a star lì, crogiolandosi nel dolore davanti ad un armadio che non potevo aprire. Uscii, e mi richiusi la porta alle spalle. Feci scivolare il bigliettino nella tasca della giacca, e mi diressi a recuperare il cappotto. L'infermiera era sempre intenta nella sua oziosa lettura,e non alzò gli occhi nenache quando feci cadere il portacenere, urtandolo per sbaglio.

Usai di nuovo l'ascensore, e tornai nella ampia e luminosa hall, dove solo pochi minuti prima ero passato abbracciato alla mia bellissima moglie, tutto pieno di gioia e trepidazione per ciò che mi aspettava. Il ripensarci mi strappò un sorriso amaro.

Sul marciapiede, mi sporsi per richiamare un taxi.>, dissi al tassista. Fortunatamente, qeusti mi rispose con un normalissimo >, e partì.

Arrivato a casa, il silenzio e il senso di solitudine si fecero opprimenti. Chiusi la porta con tutte e tre le mandate, e tirai anche il catenaccio. Gironzolai un po' tra le stanze, accesi la tv, provai a esercitarmi nel Kung Fu e nella scherma, ma nulla. L'inquietudine per la sorte di Claire aumentava.
Provai chiamare i miei genitori, per confidarmi con loro, una cosa che avevo semrpe fatto nei momenti difficili, ma riagganciai non appena sentii la voce di mia madre al telefono. Decisi di farmi una doccia, magari l'acqua calda avebbe sciolto un po' la tensione che mi attanagliava...

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MessaggioInviato: 30/05/2007, 0:46 
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Aaron

La mozzarella che pareva rispondere al nome di Bel sembrava saperne molto su di noi e non mi pareva strano conoscesse i suoi due inseguitori ma...
Nessuno conosceva il mio passato; persino i miei ex capi pensavano che fossi morto nell'incendio di quella notte. Come diavolo fa costui a sapere chi ero quando persino io talvolta lo dimentico ?

Scacciai tutti i dubbi dalla mente poichè non era il momento di mostrarmi impressionato; abbassai con tranquillità il braccio in modo che l'arma, che tenevo ancora stretta in pugno, venisse in parte coperta dalle lunghe maniche della giacca e studiai coloro che sarebbero potuti diventare "alleati d'opportunità".
Una prima donna e un esperto cecchino....allora non era un colpo fortunato il suo; non c'è dubbio che questa sia una trappola escogitata per fotterci tutti e tre altrimenti non si spiegherebbero le informazioni che questo Bel ha su di me nè tantomeno la paura che leggo negli occhi di questo Derek. Posso solo sperare di non aver come nemici anche loro nel caso qualcosa vada storto.

> risposi ad Al, tenendo sempre sotto controllo i nuovi arrivati, rivolgendomi poi a Bel: >
>

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MessaggioInviato: 30/05/2007, 17:33 
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Al

con che macabro umorismo ha definito quel rozzo figlio di puttana di John "gustoso"...
Dereck sbraita contro di loro, esige delle risposte...io non sono preoccupato quanto lui, tutti in quel settore mi conoscevano ed era probabile che John gli avesse raccontato tutto su di me...penso che i due abbiano avuto un piccolo scontro...in ogni caso sono molto curioso, voglio capire dove vuole arrivare e quanto sa'...


>

Ci vuole sangue freddo...Bel non sà che davanti a lui c'é un uomo senza paura e che non ha niente da perdere...

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MessaggioInviato: 30/05/2007, 21:21 
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Derek, Al, Aaron

Bel ascoltò i tre, e un sorrisetto gli increspò le labbra quando udì l’appellativo con cui era stato chiamato. Fu l’unico a sorridere della battuta: i suoi cinque compari rimasero silenziosi e si avvicinarono ancora un po’ al centro della scena.

>

Attese un po’, prima di continuare a parlare. Sapeva stare sulla scena, ed adorava attirare l’attenzione su di se… e ci riusciva, sempre.

>
Altra pausa scenica…
>

Si rivolse verso Derek: > Altro attimo di silenzio, e aggiunse sottovoce: >

Questa volta si girò verso Aaron: >

Questa volta il silenzio si protrasse per quasi un minuto… nessuno di voi aveva molta voglia di parlare… era più la voglia di ascoltare quello che aveva ancora da dire. Foste esauditi…

>

Silenzio.

>

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MessaggioInviato: 30/05/2007, 23:37 
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Aaron

Riflettei su ciò che aveva detto e un disprezzante sorrisetto mi comparve sul volto.
Erano passati anni da quella notte e col tempo Aaron aveva cominciato a demolire quel muro che si era eretto intorno a sè.
Emarginarsi completamente è duro e l'uomo non è fatto per la solitudine; anche lui aveva bisogno di qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi, a cui rivolgersi in caso di bisogno.
Ironica la vita. Ho concesso fiducia ad una sola persona e ora costui mi ha tradito per del vile denaro. Non si è limitato a raccontare la mia storia ma si è pure divertito ad organizzarmi una trappola coi controcazzi.
.....mi sono fidato di una sola persona; ho commesso un errore.....un errore che non ricapiterà


>
>
>
>

Lo guardo dritto negli occhi; un macabro divertimento è dipinto sul suo volto e il suo sguardo metterebbe a dura prova i nervi di chiunque.
Mi fissa con quegli occhi...quegli occhi....sta cercando di capire se sto bluffando ? sta cercando..di intimorirmi ?
Ma con chi cazzo crede di parlare questo qui ? Forse non mi conosce così bene come dice se crede che basti così poco a spaventarmi


Direi che un tiro fermezza+autocontrollo è d'obbligo in questo caso xD (fermezza 2, autocontrollo 3)

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MessaggioInviato: 31/05/2007, 19:31 
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Ewan

La tensione pian piano si sciolse, sotto il fiotto di acqua calda e vapore che usciva dalla doccia. Con l'andarsene della tensione e dell'ansia, riuscii a ragionare meglio, con più sangue freddo. Ormai dovevano essere più o meno le tre e mezza del pomeriggio. Se mi sbrigavo, potevo ancora trovare qualcuno in ufficio, per farmi dare una mano.

Uscii dalla doccia, e mi rivestii. Niente vestiti, niente cravatte, solo un paio di vecchi jeans, una maglia e il lungo pastrano nero regalatomi da Claire per il mio compleanno. Era abbastanza ampio per nascondere la pistola, e inotlre inquietava le persone: ottimo epr le indagini sul campo. Presi la fondina ascellare, e controllai la carica della pistola, una 44 Magnum 629 Classic, e poi presi qualche "argomento" di scorta... avrei potuto dover affrontare discussioni animate, stasera...

Con reverenza, mi avvicinai alla teca in cristallo che campeggiava dietro al scrivania. All'interno, sopra un supporto in mogano scuro, riposava la Katana che aveva servito 15 generazioni di Daimyo, nelle terre ancestrali della famiglia di mia madre. Passava di padre in figlio fin dai tempi della fallita invasione mongola del 1281 dC. Era stata forgiata secondo le più segrete e complicate tecniche dei amestri forgiatori del castello dei miei antenati samurai, e non perdeva il filo neanche se schiantata contro una pietra. Aprii la teca. Presi la Katana in amno, e con attenzione la infilai nel suo fodero, dopodichè me la legai dietro alla schiena con i lunghi lacchi che avevo approntato a quello scopo.

Dopodichè, presi il bigliettino dalla tasca della giacca, lo infilai con cura in una delle buste in plastica trasparente usate per le prove, e me lo infilai nel taschino del pastrano. Presi il cellulare, i composi il numero dell'ufficio di Tom.

>


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irei che un tiro sui Contatti(Polizia) è d'obbligo: Ascendente 2 + Persuasione 2/Socializzare 2.

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MessaggioInviato: 31/05/2007, 20:42 
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Derek

Ascoltai con molta attenzione le parole dell'individuo... sembrava divertito da questa situazione, come se non avesse nulla da temere. Cercai di controllare il respiro, ma questo si faceva più affannoso ogni istante che passava.

Sembrava conoscesse ciascuno di noi, e sembrava che ci avesse assoldato per pochi soldi per un lavoro.

Meledetto... lascia stare Lucy... Non l'avrai, non mia sorella.

I primi pensieri a sentire nominare il suo nome. Volevo saltargli addosso e cavargli il cuore dal petto con le mie stesse mani. Nessuno può permettersi di pronunciare il suo nome con tale disprezzo. I muscoli si contrassero quasi automaticamente, ma riuscii a controllarmi a fatica. Non mi sembrava il momento più adatto, e forse c'era la possibilità di uscirne riportando a casa la pelle.

Ascoltai le ultime parole del tipo. Sembrava che ci stesse facendo una proposta. Sembrava buona.

Un lavoro per me... sono già stato venduto una volta... tanto vale tenermi ben salda la pellaccia, e poi io lucy potremo andarcene da qui. Che altro ho da perdere?

Abbassai la pistola. Stavo per parlare per accettare quando il nostro inseguitore mi anticipò: aveva esposto i suoi motivi. Personalmente non conoscevo la sua storia, e sinceramente non mi interessava.
Avanzai di un passo e dissi:
>

Aspettai qualche istante. Non avevo ancora accettato, ma almeno avrei avuto un po' di tempo per valutare le offerte che ci sarebbero state fatte. Prima che Bel potesse parlare nuovamente, dissi:
> Feci la voce grossa. Volevo intimorirlo. Dovevo intimorirlo. Se fosse successo qualcosa a mia sorella non melo sarei mai perdonato.

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MessaggioInviato: 01/06/2007, 13:14 
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Al

Non é il modo più pulito per entrare in affari ma questo tipo traspira potenza da tutti i pori...devo approfittare ora dell'opportunità concessami...posso dare un senso alla mia infame vita...non mi importa che i miei compagni siano tutti morti, insieme eravamo forti come un branco di lupi, tuttavia ognuno combatteva solo per se stesso ed é forse per questo che sono caduti, solo io sono stato capace di sopravvivere...l'idea che mi aspettano ancora tante battaglie mi emoziona, faro' ancora scorrere sangue a galloni... i tempi della violenza sono tornati...

>

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MessaggioInviato: 04/06/2007, 22:31 
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Ewan
Per ora non c’è bisogno di alcun tiro… hai il pregio adatto e il tizio lo conosci… qualche tiro lo faremo quando sarai da lui, a seconda delle domande che farai e del modo in cui le porrai… ;)


La voce asciutta ma amichevole di Tom riesce a concederti un momento di tranquillità… in fondo, gli amici servono anche a questo!
>
Ascoltando il tono secco di Ewan, le rapide domande e il modo “ermetico” di parlare, differentemente del solito, Tom sembra accorgersi della situazione non proprio “rilassata”…
>

……………………..

Derek, Al, Aaron

Un sorriso beffardo increspò le labbra di Bel al sentire quello che aveva detto Aaron… ascoltò anche gli altri due, molto più svegli e svelti nel capire da che parte schierarsi. Si rivolse prima a Derek ed Al, dicendo:
> e su queste parole si volse verso Aaron >
Lo squadrò un momento, prima di continuare:
>
Altro attimo di pausa teatrale, poi allargò le braccia e con un sorriso infernale lo apostrofò dicendogli:
>
Questa volta, rise. Una risata fredda, gelida, innaturale e con una vena di dolore percettibile solo dall’animo più sensibile, e che ne sarebbe rimasto straziato. Un ghigno si levò anche dai suoi uomini, distaccato ma beffeggiatore. Il momento di triste ilarità durò solo pochi attimi, poi, così come era iniziato, finì. Gli occhi nascosti dagli occhialini da sole di Bel si fermarono in quelli di Aaron, e gli disse:
>

Non è necessario, anche qui, nessun tiro… va ancora bene quello precedente. Per le risposte, aspetto solo quelle di Ewan/Olorin, che va ancora per la sua strada, e quello di Aaron/Marcows che mi deve dire, coerentemente con il suo pg, se spara o meno… calati nella situazione, pondera i pro e contro, esprimili e fammi sapere cosa fai. Poi, ariposto e si va avanti.

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MessaggioInviato: 05/06/2007, 14:34 
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Questo tipo ha qualcosa di inquietante che non mi piace.......al massimo, lo impallinerò più tardi, magari quando questi altri buffoni se ne andranno.
I pensieri corsero veloci nella mia mente ma decisi di non ascoltarli. Li avevo già irritati abbastanza e tergiversare ulteriormente potrebbe costarmi caro.

>.

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MessaggioInviato: 06/06/2007, 19:52 
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Derek, Al, Aaron

Un altro sorriso beffardo increspò le labbra di Bel, dopo aver ascoltato la risposta di Aaron. Abbassò le braccia, e gli si rivolse dicendogli:
>
Vi passò in rassegna tutti con lo sguardo, e continuò:
>
Attese un attimo, primo di proseguire:
>

Altro attimo di silenzio, e proseguì:
>

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Ewan

Il tono rilassato ma fermo di Tom mi calmo un po'. Gli spiegai a grandi linee la situazione, quel tanto che bastava per fargli capire l'urgenza e, alla sua risposta affermativa, dissi:

>

Rispose al saluto e riagganciai. Dopodichè, allacciai le Chuck Taylor nere e raccolsi chiavi e libretto della macchina dal cassetto in cui le tenevamo. Feci scivolare il cellulare in una tasca dei pantaloni insieme al portafogli. Mi fiondai fuori di casa, chiudendo con tutte e tre le mandate e mi infilai le chiavi in tasca. Due minuti dopo ero in strada, a bordo della mia Mustang grigia diretto, sfiorando il limite di velocità, verso la centrale.

***********

Il sole ondeggiava pigramente sull'orizzonte quando posteggiai davanti la centrale di polizia. Dopo aver chiuso la macchina, mi diressi verso l'ufficio di Tom, al terzo piano. Decisi di evitare gli ascensori: meglio vedere dove andavo, dopo i trascorsi...
Salii le scale a due gradini per volta, e finalmente arrivai davanti al porta di Tom.
Bussai, e rimasi in attesa di una risposta, che non si fece attendere.

>

La porta mi introdusse in un ufficio di medie dimensioni, con una scrivania e tre sedie, oltre che uno schedario, un appendiabiti e un tavolo-comdino. Scartoffie di ogni tipo si affastellavano sullascrivania, talmente tante da annegare il portapenne, il telefono, la tastiera e il mouse in un mare biancastro. Tom O'Sullivan era seduto sulla sua sedie, dietro lascrivania, intento a studiare un plico di carte, una mano le girava mentre l'altra reggeva una tazza di caffè fumante. La sua pipa, scarica e spenta, spuntava dal taschino, e la pistola 'ordinanza faceva capolino dalla fondina ascellare poco più a destra.

>, esordì quando mi vide, >

Non che ne avessi poi molta voglia, ma iniziai a raccontargli tutta la serie di strani avvenimenti che era accaduta quel giorno. Bèh, almeno non sono lìunico a sentir puzza di bruciato! Se aggrotta ancora un po' di più le sopracciglia, va a finire che gli si smollano!

>, furono le sue prime parole quando ebbi finito. >
Mi rabbuiai, sentendo di colpo tutta l'ansia e la preoccupazione tornare.

>, chiese.

>, tirai fuori la busta di nilon contente il pezzo di carta, >, conclusi, e rimasi in attesa della sua risposta.

se devi far dei tiri, i valori sono gli stessis critti nel post più sopra.

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Derek

Pensieri. Rapidi come un treno in corsa.

Tutto qui?/Ehi... ma per chi ci ha preso?/Cosa ci aspetta laggiù?/Fuori dalla sua zona?

Tante domande, poco tempo. Ero un po' perplesso per questo incarico. Banale... ecco... la definizione che mi sembrava calzasse meglio.

No... ci deve essere sotto qualcosa

Non ero convinto.. mi sfuggiva qualcosa...

Ma cosa se ne fa uno così di un libro???

Rimasi a fissare attonito il nostro interlocutore... Aveva chiesto se qualcuno aveva domande: era un tranello? Voleva assicurarsi che non ci interessassimo dei suoi affari?
Presi il coraggio a due mani:
"D'accordo. Andremo a recuperare quel dannato libro. Non mi interessa per cosa ti serva o cosa contenga, ma non voglio essere mandato allo sbaraglio e rischiare così la mia vita. Dicci: il tipo che ci aspetta è affidabile? Il libro è sorvegliato? Si tratta di allarmi elettronici o ci sono uomini di guardia?
Visto che conosci così bene il nostro passato, avrai certamente qualche informazione anche riguardo il nostro incarico. E magari potresti consigliarci come prepararci al meglio. In fondo a te interessa che noi torniamo indietro con il libro, giusto?"
Cercai di impostare la voce con un tono duro e un po' spavaldo. Avevo paura, ma non volevo che la percepisse.

Dai... aiutaci a uscire bene da questa situazione... e poi dirò addio a questa stramaledetta città!

Cerco una prova di persuasione per raccogliere informazioni riguardo la missione: ascendente (2) + persuasione (1) e spendo anche un punto volontà (+3). in fondo queste info ci servono per sopravvivere!

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