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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 08/10/2008, 14:54 
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"Il vostro amico senza nome, nonostante i modi grezzi, ha sicuramente avuto una buona idea. Vi vedo piuttosto shockati, quindi permettetemi di offrirvi un po' del mio 'vino' ..."

Vidal si gira verso il tavolino e, in pochi istanti, versa in cinque bicchieri il contenuto della brocca. Poi, torna a guardarvi, porgendovi i bicchieri. Uno a uno, con diffidenza, afferrate il vostro, osservandolo con non poco sospetto.

"Tzé...-commenta l'autonominato principe guardando le vostre facce- non vi fidate. Eppure, vi ho detto che mi servite:anche voi dovreste capire che non avrei alcun giovamento dal farvi bere qualcosa di dannoso. In ogni caso, per fugare i vostri dubbi..."

Così dicendo, butta giù in un sol sorso il contenuto del suo bicchiere. Un brivido gli percorre la schiena, ma quando torna a guardarvi, il suo volto è illuminato da una leggera sfumatura estatica.

"Ah... che bontà!..."

Con diffidenza, avvicinate i bicchieri alle labbra e, chi prima chi dopo, bevete un piccolo sorso...

Tiro Nascosto Costituzione:
  • Al
    Costituzione(2) = 2d10 = 10, 8
  • Aaron
    Costituzione(2) = 2d10 = 6, 8
  • Ewan
    Costituzione(2) = 2d10 = 8, 1
  • Derek
    Costituzione(3) = 3d10 = 7, 6, 2
  • Rhea
    Costituzione(2) = 2d10 = 5, 7


Il liquido rosso scuro penetra nelle vostre bocche. Strane sensazioni vi colpiscono... è qualcosa di denso, al limite del pastoso... rende i vostri denti strani, quasi vi si appiccicasse... un sapore strano lo accompagna... sembra quasi... Metallo! Ferro!

In un istante, la consapevolezza di ciò che state bevendo si fa strada nei vostri cervelli. Al, veloce come sempre, è il primo a capirlo. Appena il liquido tocca la sua lingua, un sentore di disgusto si propaga in tutto il suo essere: come un fulmine, sputa quanto bevuto sul pavimento, tossendo leggermente.
Aaron, attento sia al bicchiere che all'ambiente circostante, si accorge di Al che tossisce e, messo in allarme da ciò, beve lentamente dal suo bicchiere. Anche lui, quasi all'istante, sputa il contenuto. Ewan lo segue a ruota: diffidente, aveva annusato lo strano liquido prima di berlo ma solo assaggiandolo si è reso conto di cos'è. Entrambi tossiscono forte. Derek e Rhea bevono dal bicchiere e, forse per la stanchezza o chissà per che altro, son gli ultimi a capire cosa sia il liquido che scende nelle loro gole. Con un movimento che ricorda molto il conato di vomito, entrambi rigurgitano quanto appena bevuto, accasciandosi in ginocchio sul terreno, mentre tosse e mancanza di aria impediscono loro di parlare.


Passano alcuni minuti di silenzio, prima che Vidal prenda di nuovo la parola, osservandovi leggermente divertito.
"Spero che la lezione ti sia bastata, 'uomo duro' -il suo sguardo è fisso su Aaron- Non provare, non pensare, non illuderti mai, e dico MAI, più di poter trattare me come un qualunque teppistello impressionabile di questa schifosa città. Intesi?"
Ti osserva con una sguardo glaciale e tremendo per qualche istante, prima di rivolgersi anche agli altri.

"Ringraziate il vostro compagno perchè, insieme alla vostra prima lezione su come realmente giri il mondo qui, avere anche ottenuto la prima prova che ciò di cui parlavamo prima è reale. Ciò che avete bevuto è, effettivamente, Sangue. Badate, non sangue qualunque, ma sangue di prima scelta, proveniente dalle banche criogeniche degli ospedali della città."

Fa una pausa, prendendo a passeggiare per la stanza.

"Le vostre piccole, fragili menti umane sono confuse? Non le biasimo: state incontrando pian piano verità talmente profonde, antiche e potenti che metterebbero a dura prova la sanità mentale di chiunque. Come è possibile che un essere umano beva sangue umano senza battere ciglio.E' questo che vi chiedete? -pausa, vi osserva, nei suoi occhi leggete il piacere che prova nell'avervi in pugno con le sue parole- Bene, lasciate che vi sveli l'arcano. Io, come tutti gli altri uomini e donne presenti in questo edificio, sono un Vampiro."

Così dicendo, si ferma, tornando a guardarvi dritto negli occhi. Il vostro sguardo vola da lui a Bel per tornare a lui ma, negli occhi di entrambi, leggete solo sadico divertimento e, forse, una punta di tristezza...l'origine di questa, però, vi sfugge...

eccomi qua, finalmente ce l'ho fatta.Diciamo che avete nuovamente un post a testa, poi si prosegue. Nel ruolare, tenete conto dell'incredibilità insita nelle parole del principe... se volete altre prove, non avete che da chiederle... ;) Buon roleplay...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 08/10/2008, 16:27 
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Al

"Puah" "Ma che diavolo? Questo è...sangue?" Questo qui non sta bene, mi fa bere sangue? Non capisco come abbia fatto a scolarselo tutto d'un fiato come se fosse acqua...Riprende a parlare divertito dopo questa scenetta, anche se alcuni di noi sono sul punto di vomitare. Dice che è sangue di prima scelta? Ma qualcuno glielo ha spiegato che non è vino? Ascolto le sue parole, sta dicendo che era di lezione per la nostra arroganza, o per lo meno per l'arroganza di Aaron, poteva farlo bere solo a lui quello schifo!
Ma il bello deve ancora venire e li tronfio che ci guarda dall'alto al basso e proclama di essere un vampiro, come tutti in quella stanza a parte noi! Ma forse ho capito male, il sangue deve essermi penetrato nelle orecchie. "Scusa puoi ripetere? Affermi che siete tutti dei vampiri, ma in che senso? E' il vostro nome da battaglia? Oppure siete tipo Dracula? -mi scappa un mezzo sorriso, è tutta la sera che vedo e ascolto assurdità- Scusami, allora dimostralo. O forse volevi dimostrarcelo bevendo del sangue? Beh non credo che tu ci sia riuscito. Qual'è lo scopo di tutto questo? intimorirci?" Magari riesce a fornirmi dei validi argomenti, magari gli do corda e al momento buono ce la filiamo.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 08/10/2008, 23:10 
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(Olorin, la pagherai questa... Tu sai perchè!)


Rhea
Perchè ha avuto la folle idea di volgere le proprie mire a quella maledetta brocca di vino?
Con l'animo inquieto, seguo i movimenti aggraziati e silenziosi di Vidal.
Ci porge dei bicchieri, colmi di quel liquido rosso e denso. Arriccio il naso, non mi piace l'alcol, non mi sembra la situazione adatta per farne uso, poi.
Vorrei declinare l'offerta, con tutto il cuore, ma sento di non potere, di non essere nella posizione per farlo. Impreco mentalmente contro quell'uomo, contro Bel e quella situazione. Osservo le reazioni perplesse degli altri.

Vidal ha scritto:
"Tzé...-commenta l'autonominato principe guardando le vostre facce- non vi fidate. Eppure, vi ho detto che mi servite:anche voi dovreste capire che non avrei alcun giovamento dal farvi bere qualcosa di dannoso. In ogni caso, per fugare i vostri dubbi..."


Dovrà ripeterlo a lungo, perchè non è affatto convincente. Quest'alone di calma, quest'atmosfera falsamente rilassata, cominciano a darmi alla testa.
Sono stanca, non fisicamente ma mentalmente. Sono stanca di dovermi mostrare impassibile, di dover dare retta alle scemenze di questi alcolisti, di assecondare le follie di uomini il cui destino, i cui interessi, sono totalmente dissonanti dai miei. Il mio posto non è qui.

La reazione dell'uomo, mentre il liquido vermiglio finisce nella sua gola, mi sorprende. Nascondo immediatamente lo stupore dei miei occhi, e cerco di analizzare con cognizione quanto successo.
È droga. O qualcosa di simile. È in estasi, bramava, mentre si versava da bere, che quel liquido finisse nella sua gola, che infiammasse il suo corpo. Come se fosse una sua ragione di vita, come se rappresentasse l'esaudirsi di un suo desiderio.

Mi trema leggermente la mano, ma è solo un attimo. Controllo, maledizione, controllo.
La mia presa torna salda, ma la mia volontà vacilla. La situazione non fa che peggiorare, siamo sospesi su di un ponte tremolante e rattoppato, e sotto, in fondo alla gola rocciosa, un fiume il cui letto roccioso rappresenta la nostra morte. Si tratta solo di attendere. Qualunque nostro passo ci avvicinerà alla fine, alla caduta. L'unica cosa che possiamo fare, è affrontare la situazione con coraggio. Senza mostrare paura. Senza che io mostri paura. Ormai sono qui, non posso fuggire, se non morendo. E, a quanto pare, quel liquido potrà farmi del male, drogarmi, ma non uccidermi. Altrimenti, non sarei qui, se servissi loro da morta.

Assieme agli altri, avvicino il bicchiere alla mia bocca. Dischiudo le labbra, lentamente. Un odore nauseante mi avvolge, ma non mi preoccupo. È semplicemente -penso schifata- alcol.
Lascio cadere una quantità di liquido irrisoria -semplice educazione, niente di più-.
Uno strano sapore metallico dilaga, infiammandomi. Non capisco cosa diamine sto bevendo.
Cosa diamine hanno messo dentro questa specie di vino??? Sapore metallico... cosa ha un sapore metallico, oltre all'acqua non potabile? Un sapore metallico così forte...
Sangue! Dannazione è sangue!

Risputo quella roba nel bicchiere, e lo lascio cadere a terra, mentre mi accascio a terra, china sulle mie ginocchia.
Questa gente è pazza. Quell'uomo prova piacere nel bere del sangue.
D'improvviso, la paura, l'inquietudine di prima, svaniscono. Mi sento come al centro di un ciclone, nel suo occhio, dove nulla ti tocca realmente.
Non so perchè, ma mi sento stanca. Stanca di quella giornata, stanca di quei giochetti infantili.

Il principe parla della provenienza di quel sangue. Come se potesse interessarmi. È sangue dannazione, non carne, non frutta, non pasta! Sangue!

Vidal ha scritto:
"Le vostre piccole, fragili menti umane sono confuse? Non le biasimo: state incontrando pian piano verità talmente profonde, antiche e potenti che metterebbero a dura prova la sanità mentale di chiunque. Come è possibile che un essere umano beva sangue umano senza battere ciglio.E' questo che vi chiedete? -pausa, vi osserva, nei suoi occhi leggete il piacere che prova nell'avervi in pugno con le sue parole- Bene, lasciate che vi sveli l'arcano. Io, come tutti gli altri uomini e donne presenti in questo edificio, sono un Vampiro."


Mi volto attorno, di scatto. Gli uomini e le donne (umani, fino a prova contraria) non si sono mossi. Evidentemente sono abituati alle follie del loro "principe".
Questo, il cervello se lo è bevuto, altro che sangue... è fuggito da un manicomio per pazzi criminali.
Non ha senso, tutto questo non ha senso. Vive in un luogo che per alcuni è sacro, vive nel buio, nelle ombre, nella criminalità, crede di essere un principe, beve sangue -provando piacere nel farlo- e si crede un vampiro.
Qui le cose sono due: o la pazza sono io, o lui. Spero vivamente sia la seconda.
Forse, vuole solo metterci paura, per averci in pugno. Per obbligarci a fare quel che vuole -qualunque cosa sia-.
Come se non bastasse minacciare la mia vita e quella delle persone a cui tengo...


Olorin, vorrei sapere qualcosa di più dell'aspetto fisico del nostro principe... qualunque cosa possa catturare l'attenzione del mio personaggio, differenze dalla conformazione fisica umana classica... mani affusolate, iridi particolari, colore della pelle, ecc ecc... Poi magari edito e scrivo qui le reazioni al suo aspetto...


Non riesco a formulare un pensiero razionale. Perchè non c'è assolutamente alcunché di razionale in tutto ciò che mi sta accadendo.
Che ci sta accadendo.

Al è il primo a reagire verbalmente.
Bravo ragazzo, non mostrare paura. Ha ragione, dannazione se ha ragione.
Non posso credere alle sue parole. Non ha dimostrato alcunché, se non la sua follia.


Improvvisamente, come se solo adesso la nausea avesse abbandonato il mio corpo, mi accorgo di essere ancora piegata.
Lentamente, riacquisto la posizione eretta. Mi liscio istintivamente le pieghe dei miei abiti, passo una mano fra i capelli.
Sicura di me, nuovamente. Convinta in ciò che credo da sempre, di certo non nei vampiri.
"Perdonate l'insolenza, ma credo che il mio amico abbia ragione, o almeno condivido i suoi pensieri.
Obbligarci a bere del sangue, o quel che pare essere sangue, non è una spiegazione logica che sostiene la vostra tesi.
Sempre che voi crediate di essere un vampiro nel senso classico del termine, Dracula, succhiasangue, paura del giorno e compagnia.
Se invece è un nome d'arte, complimenti per la vostra fantasia. In ogni caso, nel remoto caso in cui voi avreste ragione, a cosa vi serve risvegliare i morti? Siete dannati per l'eternità, no? Mi sfugge il vostro interesse per i fantomatici poteri di quel libricino"
Oramai, le carte sono state scoperte. Quasi tutte, almeno. Unisco le braccia al petto, cercando di apparire più sicura di quanto realmente sia.
Vediamo quanta verità c'è in quanto dice, e quanta follia.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 09/10/2008, 19:11 
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Derek

Porto il bicchiere di vetro alla bocca. Per un'istante, mentre il vetro sembra ruvido al mio tatto, mi chiedo il perchè di quella strana situazione.
Perchè dovrebbe offrirci il suo vino, che cosa vuole dimostrare?
Esito un istante prima di far scivolare quel liquido denso e cremisi sulle mie labbra. Mi guardo intorno, decisamente intimorito per la situazione. Osservo i miei compagni di disavventura di questa sfortunata sera e la ragazza che si è unita a noi, e, ancora una volta, mi chiedo il perchè della sua presenza in mezzo a noi.
Non è certo una della nostra risma. Sembra decisamente più raffinata e colta di noi, ad esclusione di Ewan. Cosa avrebbe combinato in una notte come quella che abbiamo vissuto noi? Cosa nasconde questa ragazza che interessa tanto i nostri aguzzini?
Domande, numerose domande cercano di separare le mie labbra da quel calice. Osservo gli altri, stanno portando alla bocca il liquidi. Li imito, perso nei miei pensieri. La soluzione densa scivola tra le mie labbra, oltrepassando i denti e, attraverso la lingua, scivola in gola. La lingua mi avverte che c'è qualcosa di strano. I colpi di tosse dei miei compagni mi allarmano, attirano la mia attenzione. Non ho ancora deglutito, posso sentire quel liquido muoversi in gola. Rimane lì per troppo tempo e nuovi pensieri si affacciano alla mia mente.
Non è vino, decisamente no... Non riesco a sentire il sapore acre dell'alcool... C'è un altro sapore che domina... sembra quasi ferro. Sembra lo stesso sapore di quando mio padre mi picchiava in viso quando era ubriaco e mi faceva sanguinare il labbro.. Sanguinare...
L'immagine striscia con chiarezza nella mia mente affacciandosi davanti ai miei occhi come una folle certezza, prima che le parole del principe possano confermare i miei sospetti.
Maledizione, è sangue!!!
Sputo sul pavimento tutto quanto ho bevuto. Il bicchiere si infrange in pezzi, troppo piccoli per qualsiasi scopo, sul pavimento. Anche il mio corpo, quasi come se fosse dominato da un'altra forza, perde ogni vigore e frana a terra. Ormai mi sento come un cane, una bestia malata e in procinto di morire. Sono in ginocchio, le mani puntate a terra che reggono il mio peso, la testa china tra le braccia e gli occhi chiuso per la disperazione. Sento una sensazione di nausea e vomito crescere dentro di me. Sopprimo a forza un paio di conati, tenendo dentro quello che ho mangiato la sera prima. In fondo, sono già passate parecchie ore. Non dovrebbe mancare poi molto all'alba.
Mentre mi sollevo, il mio pensiero si rivolge al mio Dio, e invoco il suo perdono e domandò il perchè del mio trovarmi in quella disperata situazione. Non ho condotto una vita da santo, questo è certo, ma non ho certo avuto il dono di poter crescere i una famiglia tranquilla e rispettabile come molte altre.

Le parole che il principe pronuncia pochi attimi dopo sono il colpo fatale di quella serata. Sono la sparata capace di sciogliere qualsiasi tensione, la sparata alla fine di quei classici film dell'orrore che sembra messa lì apposta per permetterti di tirare il fiato, di mandare a quel paese il regista per la c****a colossale che ha appena sparato.
Scoppio in una risata quasi isterica mentre la mia voce riesce quasi a sovrastare quella degli altri. Gli occhi sono spalancati, devo sembrare un'invasato. Porto le mani sulla pancia, gli addominali mi dolgono sia per la nausea che per il riso isterico, non è possibile, non ne posso più. Voglio andarmene da lì, fuggire lontano da questo posto dove sembra che l'inferno stia lentamente avanzando, voglio tornare a casa da mia sorella e voglio avere una vita normale.
Ti prego, fammi tornare a casa sano e salvo. Ti prego, fammi rivedere Lucy sana e salva. Ti prego, ti prometto che non colpirò più nessuno, che non ferirò più nessuno, che non ucciderò ne ruberò più nulla. Ti prometto che diventerò un ragazzo normale, con n lavoro pulito e normale. Fammi solo uscire da qui. Amen.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 10/10/2008, 17:40 
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Aaron

Vidal ha scritto:
"Il vostro amico senza nome, nonostante i modi grezzi, ha sicuramente avuto una buona idea. Vi vedo piuttosto shockati, quindi permettetemi di offrirvi un po' del mio 'vino' ..."

Niente, nessuna reazione...
Come mai è così servile ? Siamo davvero così tanto importanti per lui ? E dice di non conoscere i nostri nomi ?
Oppure il vino contiene qualche tipo di droga che voleva farci assumere fin dall'inizio ?

Esito, ho il bicchiere in mane e, solo per un attimo, esito...

La sua reazione è immediata:
Vidal ha scritto:
"Tzé...-commenta l'autonominato principe guardando le vostre facce- non vi fidate. Eppure, vi ho detto che mi servite:anche voi dovreste capire che non avrei alcun giovamento dal farvi bere qualcosa di dannoso. In ogni caso, per fugare i vostri dubbi..."

Beve e ci fissa dritto negli occhi; non ho mai smesso di fissarlo, non ho mai 'rotto' lo sguardo.
Non gli darò soddisfazioni, non tentennerò, non m'interessa se sto per bere un miscuglio di droghe o quant'altro; lui ha bevuto e io non sarò da meno!

Probabilmente gli anni passati a rapportarmi con la feccia nelle peggiori bettole di piccole cittadine avevano minato il mio addestramento e le mie capacità di valutare in maniera fredda e razionale la situazione.
Ormai abituato alle "leggi della strada" avvicino la vermiglia sostanza alle labbra senza alcun ripensamento, senza alcuna esitazione e senza mai distogliere il mio sguardo dal suo.

Il lecchino è ovviamente il primo a prendere il bicchiere ed anche il primo a fiutare che in quell'oscuro liquido vi è qualcosa di strano.
Appena lo strano vino tocca le mie labbra mi accorgo che ciò che sto bevendo non è affatto vino; vedo il cecchino sputare e di colpo mi blocco. Non deglutisco ma lascio ancora un attimo la sostanza sul mio palato; un solo attimo, per capire che ciò che ho in bocca non è altro che sangue.
Sputo nervosamente a terra e cerco, almeno mentalmente, di scacciare quell'amaro sapore dalla mia bocca mentre il ragazzino e la donna trangugiano la la sostanza e si accasciano per terra quasi in preda a conati di vomito appena si accorgono di ciò che hanno appena bevuto.

Vidal ha scritto:
"Le vostre piccole, fragili menti umane sono confuse? Non le biasimo: state incontrando pian piano verità talmente profonde, antiche e potenti che metterebbero a dura prova la sanità mentale di chiunque. Come è possibile che un essere umano beva sangue umano senza battere ciglio.E' questo che vi chiedete? -pausa, vi osserva, nei suoi occhi leggete il piacere che prova nell'avervi in pugno con le sue parole- Bene, lasciate che vi sveli l'arcano. Io, come tutti gli altri uomini e donne presenti in questo edificio, sono un Vampiro."

Io non sono calmo come lui nè così paziente ma se vuole giocare a fare il folle, allora ha trovato pane per i suoi denti.

Il mio atteggiamento strafottente era servito, almeno in parte, a sfogare le frustrazioni di quella serata ma ora, venendo preso in giro e sbeffeggiato, dopo tutto quel che mi è stato fatto subire, esse tornano a colpirmi come uno schiaffo in pieno viso.

Continuo a fissarlo negli occhi mentre i lamenti e le considerazioni dei presenti suonano alle mie orecchie come indistinti ronzii.
Ora mi hai fatto proprio incazzare

"Vampiro eh?.."

Estraggo il revolver e lo punto direttamente verso il volto del 'principe'
"Se sei un vampiro una pallottola non ti dovrebbe uccidere, giusto ?"

Il dito freme sul grilletto mentre l'altra mano, estratta la seconda pistola, resta vigile sotto il pesante cappotto pronta a reagire ad un'eventuale reazione degli sgherri dell'ispanico.
La fronte comincia a imperlarmisi di sudore e il sangue a pulsarmi violentemente nelle vene.

Riesco a sentire il battito del mio cuore: non veloce e impaurito, ma forte, molto forte.
Non devo agire avventatamente, se ora tirassi il grilletto firmerei sicuramente la mia condanna a morte...ma voglio vedere fin dove questo dannato bast***o ha intenzione di spingersi con questa buffonata!

"....PRincipe"
"Raise!" xD
P.S. il PR di principe è volutamente maiuscolo per far capire quali lettere enfatizzo maggiormente
P.P.S. anche se non credo si capisca facilmente visto il lungo intermezzo di pensato misto a descrizione, per un ascoltatore esterno la parola "PRincipe" dovrebbe giungere solo qualche attimo dopo aver pronunciato l'altra frase, come se fosse una cosa voluta

_________________
-Sostenitore della "Short arm philosofy"
-Presidente del comitato: Uniti per lo spam


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 11/10/2008, 11:38 
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Ewan

Vino? Ci offre del vino?

Perché no, tanto peggio di così....

Penso ciò, mentre guardo il calice diffidente. Non ho mai rifiutato un bicchiere di buon vino. Se volesse farci del male oppure stordirci penso che possa farlo anche senza ricorrere a questi biechi trucchi.

Nel frattempo lo osservo mentre lo beve. Non sembra esserci niente di anomalo..

Certo che chiedere un bicchiere di vino in questa situazione... Lo psicopatico è davvero degno di tale nome..

La mia naturale diffidenza è però difficile da superare. Annuso attentamente il vino per cercare di capire qualcosa, se non altro almeno il tipo o l'annata.

Dopo un esame veloce, deduco che stranamente non lo conosco, ed io sono un gran intenditore di vini.

Come minimo non è di queste parti.. Se è così si trattano proprio bene..

Lo stupore è massimo quando assaggio il contenuto e riconosco immediatamente il contenuto..

Sangue? Ma qui siamo impazziti... Cioè che razza di persona terrebbe del sangue in una brocca sopra la scrivania.. Va bene essere pazzi, ma qui messo del sangue umano in una brocca di sangue per fare i sofisticati malati di mente!

Sangue.. Sono troppo sconvolto per pensare.

Cita:
"Spero che la lezione ti sia bastata, 'uomo duro' -il suo sguardo è fisso su Aaron- Non provare, non pensare, non illuderti mai, e dico MAI, più di poter trattare me come un qualunque teppistello impressionabile di questa schifosa città. Intesi?"


Proprio come pensavo. Qui non abbiamo a che fare con il solito teppistello. Però la storia del sangue mi turba decisamente, e per il momento sto a guardare quello che vuole dimostrare il "principe".

Mentre mi chiedo che razza di persone farebbero una cosa del genere e giro la testa nella stanza per vedere la reazione dei miei compagni, che non è dissimile dalla mia, la risposta è presto rivelata.

Vampiri! ....Vampiri! ...Vampiri!

Il tono dei miei pensieri è incredulo, ed anzi mi scappa una risatina che però viene subito soffocata, perché dopo tutto quello che è successo stasera, e tutto ciò che ho visto, la mia fede nell'ordine e nella scienza viene meno.

Mah, starà scherzando.. Quando ero giovane leggevo libri e libri fantasy dove c'erano questi enormi mostri succhiasangue... figuriamoci...

Ad un tratto, come sempre, la mia mente ha un momento di debolezza e si lascia trasportare dalla disperazione.

"Ah, quindi tu saresti un vampiro? Devo dire che a me sembri più un fuggiasco di una casa di cura, però a questo punto la mia giornata è completa. Ho visto di tutto oggi: drogati, libri di necromanzia, sgherri dal grilletto facile e dal cervello difficile, e brocche di sangue su tavoli in una chiesa sconsacrata. "

"Devo dire che è uno scherzo è ben riuscito. Cioè davvero siete stati molto bravi tutti, soprattutto il tizio psicopatico mi ha fatto scassare" lo indico con una risatina. "Ed immagino che mia moglie sarà da qualche parte a guardare quello che faccio e si stia facendo una marea di risate.

Mi fermo un secondo e mi rendo conto che sto vaneggiando. Qui è tutto vero, altro che scherzo. Non riesco a concepire un pensiero che sia uno.

E' tutto troppo assurdo. Impossibile..

Ad un certo punto rinvengo ed ho un momento di lucidità. E' vero che gioco secondo le loro regole ormai, però voglio almeno capire quali sono.

"Beh, immagino che per noi a questo punto non ci sia speranza vero? Cioè, se siete veramente vampiri, non penso che raccontiate così ai primi 5 babbei di turno il vostro segreto senza averne la certezza matematica che non esca di qui. E anche se non lo foste, noi ormai sappiamo dove state e quindi in ogni caso avete ancora modo di ricattarci per non farci parlare."

Con questa frase mi rendo conto che mando in shock qualcuno degli sgherri, ma ormai è l'ultima delle mie preoccupazioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 11/10/2008, 16:21 
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La situazione è diventata improvvisamente tesa.
Al, Derek, Ewan e Rhea osservano impietriti Aaron con la pistola puntata al volto di Vidal. Quest'ultimo, dal canto suo, non da segno di voler fare alcunché per togliersi dalla traiettoria del proiettile. Lentamente, si avvicina a Aaron, fino ad appoggiare la fronte alla canna della pistola alzata.

"Avanti, grand'uomo. Fallo. Prova a spararmi. Credi davvero che riuscireste a uscire vivi da questa chiesa?"

Le parole sono pronunciate in tono calmo, né alto né basso, quasi stesse parlando con il giornalaio. L'unica cosa che tradisce la difficoltà della situazione è il contatto visivo, ininterrotto, tra gli occhi del principe e di Aaron.

"MA non vedo perché questa conversazione debba finire nel sangue... dopotutto, stiamo solo chiaccherando civilmente... e sei stato tu a chiedermi un po' del mio vino... Avanti, metti via la pistola."

Azione Contrastata
Augusto Vidal
Intelligenza+Intimidazione+Potere sconosciuto = 8d10 = 2,10,4,2,10,9,2,10
ritiro i tre(!) dieci, 9,3,1
cinque successi

Aaron
Fermezza(3) = 3d10 = 6,9,4
un successo

Quindi, Augusto Vidal(5) - Aaron(1) = Augusto Vidal(4)
...


Lentamente, Aaron muove il braccio, allontanando la pistola dal volto del principe, fino a che non è allineata con il suo fianco. Rimane inebetito di fronte all'ispanico, come se non fosse propriamente padrone delle sue azioni.
Vidal, invece, si gira di scatto, tornando a rivolgersi a tutti voi.

"Prove! Volete delle prove, dico bene? D'accordo, e prove avrete. Bel, lo specchio."

Bel, finora rimasto in disparte, si muove velocemente, prendendo il grosso specchio con entrambe le mani. Dopodichè, si avvicina al vostro interlocutore, ponendo lo specchio al suo fianco, orientato in modo che Vidal ci si rifletta.
"Prego, venite qui al mio fianco e osservate. Cosa vedete?"

Uno a uno, diffidenti e impauriti, cercando di immaginare quale nuova diavoleria vi aspetti, vi avvicinati a quello strano uomo e osservate lo specchio. Sulla superficie di vetro, la stanza in cui vi trovate appare identica alla realtà, nonostante sia capovolta. I vostri occhi, prima insicuri, cominciano man mano a acquisire coraggio mentre osservate che tutto è come dovrebbe essere: ogni cosa si riflette sul vetro.

"Osservate... tutto è come dovrebbe essere... o almeno così appare. Voi, io, tutto si riflette... Ma è proprio vero?Osservate meglio..."

Ormai fiduciosi di averlo smascherato, fate scorrere nuovamente lo sguardo sullo specchio. D'un tratto, iniziate a notare qualcosa di strano. Sembra quasi che qualcosa si stia posando sullo specchio, offuscando i contorni del principe. Pian piano, l'effetto si fa sempre più marcato fino a che di Vidal non rimane che una macchia delle giuste dimensioni, ma in cui non si riesce a distinguere nulla.
Muovete lo sguardo più volte, avanti e indietro, osservando il principe al vostro fianco e la sua immagine ormai non più riflessa nello specchio.
Sembra che qualcuno abbia alitato sullo specchio, ma nessuno potrebbe con un solo fiato appannare una superficie così grande, nè in modo così preciso: i contorni dei vostri riflessi sono perfetti, anche di coloro che sono più vicini a Vidal: solo il suo doppio è sfocato.

"Immagino che, nonostante la vostra ignoranza, qualcuno quando eravate piccoli vi abbia raccontato alcune delle leggende connesse con i Vampiri..." , la voce di Vidal è bassa, soffusa, quasi volesse farsi udire solo da voi, "bèh, oggi avete avuto la prova che alcune di quelle leggende sono vere. Noi Vampiri ci nutriamo di sangue umano... sempre, non esiste altro cibo che possa sostenerci... e collegata alla maledizione del vampirismo, è l'impossibilità di riflettersi un un qualunque specchio o mezzo fotografico."

Fa una pausa, quasi a pensare quello che vuole dirvi.

"Certo, volendo posso eliminarla momentaneamente", l'immagine torna istantaneamente nitida e perfetta nello specchio,"ma è qualcosa di temporaneo e molto spossante...", la macchia confusa torna a riflettersi al principe.

"Bene. Spero che come prova vi basti. Certo, potrei farvi vedere molte altre e più strabilianti cose, ma vorrei evitare di impressionarvi troppo, per questa prima notte... avrete tempo in seguito... molto tempo... a torniamo a parlare di affari."

Si allontana repentinamente dallo specchio, lasciandovi inebetiti a osservare la superficie lucida, quasi non riusciste a credere a quanto avete appena visto.

"Alcuni di voi mi hanno posto delle domande... Posso assicurarvi che quel libretto che mi avete riportato è effettivamente in grado di resuscitare i morti, se usato nel modo giusto. E, sì, questa che vedete, è una 'organizzazione segreta' -pronuncia le parole con un tono di scherno- ma non mi fraintendete. Questa non è una avventura alla Dan Brown. Non siamo una cosa così romantica e naiff come 'gli illuminati': qui si fa sul serio, molto sul serio."

Fa una pausa, lasciando che il peso delle parole che pronuncia aleggi nell'aria per un po'.

"Ognuno di voi è stato analizzato e pesato, prima di essere "contattato" per lavorare per me. Non avete neanche idea di quanti anni ciascuno di voi sia stato sotto osservazione da parte dei miei agenti, delle selezioni che abbiamo approntato per scremare i meno adatti, ovviamente nascondendole sotto il velo della 'normalità' del mondo... Siete stati messi insieme con un preciso criterio: c'è chi ha la forza bruta - guarda Aaron -, c'è chi ha l'addestramento e la precisione letali - osserva Al e Rhea, uno dopo l'altro -, chi ha il cervello e la capacità di mediazione - lo sguardo si posa su Ewan - e infine c'è chi ha la speranza e la volontà di salvarsi, indispensabili in questo oscuro mondo di ombre... - pianta i suoi occhi in quelli di Derek - Come vedete, ognuno di voi ha un ruolo, una parte da giocare: se non lavorerete insieme, non riuscirete a uscire vivi dall'incarico che vi voglio affidare."

Un'altra pausa. Mentre Vidal si versa nuovamente il liquido nella brocca nel bicchiere, vi osservate a vicenda, vedendo sotto nuova luce alle parole del principe.

"Infine, le risposte più importanti... Bambina", dice, rivolgendosi a Rhea, "finora vi ho solo detto che quel libro serve a resuscitare i morti, riportarli in vita. Non ho mai detto di volerlo fare. IN effetti, NON voglio farlo, né permetterò a qualcuno di farlo. La vita e la morte sono due grazie che il Signore Dio ha concesso all'Uomo, due doni che nessuno di voi riesce a comprendere quanto grandi siano.", una nota di rimpianto sembra oscurare i suoi occhi, "C'è un gruppo di persone, una setta di invasati... - il disprezzo è evidente nelle sue parole - queste anime perdute vogliono sfruttare gli antichi poteri delle pratiche vudù nascoste nelle paludi di New Orleans per creare un'armata di non morti... Strappando al riposo eterno migliaia di defunti, costringendoli a marciare ancora una volta sulla Terra per adempire ai loro loschi scopi. Io voglio fermarli."

"Questo - indica il libretto - è solo uno dei mezzi necessari ai loro piani. In effetti, era l'ultimo. Gli altri, sono già in loro possesso. Grazie a voi, li abbiamo rallentati, ma non fermati."

"Vi chiederete, immagino, perchè io debba ricorrere a voi. Dopotutto, vi ho appena dimostrato di essere un Vampiro, e vi posso assicurare che non sono l'unico in questo edificio. La risposta è semplice. Perchè voi siete degli sconosciuti."

"Ho provato più volte a mandare i miei Vampiri contro questi pazzi invasati, ma quasi tutti non hanno fatto ritorno e, quei pochi che vi sono riusciti, rimarranno per lunghi secoli immersi in un sonno profondo e rigeneratore. Mi serviva gente nuova, gente abile ma sconosciuta, nel mondo oltre il tramonto. In una parola, voi."

Cammina per la stanza, ora, misurandola a grandi passi, parlando a voce alta, chiara. Pronunciando l'ultima frase si ferma nuovamente di fronte a tutti voi, guardandovi greve e serio. Ancora una domanda aleggia nell'aria, quella avanzata da Ewan.

"Per quanto riguarda lo svelarvi il nostro piccolo segreto... bèh, quanti di voi avrebbero davvero il coraggio di uscire di qua a raccontare al mondo quanto vi ho detto?E anche se lo faceste, quanti vi crederebbero?"
La domanda, retorica, aleggia nell'aria.
"Sapete, si dice spesso che il più grande favore che il Mondo ha fatto al Diavolo sia stato autoconvincersi che non esiste. Noi vampiri esistiamo da millenni, ma l'uomo non ci ha mai scoperto, gli siamo stati sempre accanto, fin dalla cacciata dall'Eden, ma non si è mai dimostrato in grado di accorgersi della nostra esistenza.
Se voi svelaste quanto appreso qui, verreste rinchiusi e presto dimenticati: non per paura, non per ignoranza, non per malizia... ma perchè è così che gira il mondo..."
Fa una paura, mentre un sorrisetto si allarga sulla sua bocca, sardonico e divertito.

"Infine, non ho mai detto che sareste usciti da questa Chiesa uguali a come vi siete entrati... "

Il sorriso a trentadue denti, dove potete notare un paio di canini lievemente più sporgenti della media, è più eloquente di mille parole...

Eccomi qua! Scusate la lunghezza, sia fisica che temporale del post (quasi 2 ore e mezza per scriverlo), ma ci voleva proprio. Molto presto, se non già il mio prossimo post, sarà l'ultimo del Prologo. Preparatevi...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 12/10/2008, 20:52 
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Derek

Trattengo il fiato per un'istante che sembra non finire mai, per un secondo che sembra un anno, tanta è la tensione che pervade il mio corpo, tanto i miei muscoli sono tesi, mentre i miei occhi, ancora increduli, osservano la scena che mi si para davanti.
Quel folle di Aaron sta puntando una pistola in testa al principe. Non è possibile!
Continuo a fissare la scena, mi sembra di essere uno di quei vecchi film noir in cui lo scagnozzo fa il grosso contro l'eroe di turno. Il principe aspetta un istante, poi parla. All'inizio lo provoca, ma la sua voce cambia, muta. A dir la verità, mentre il principe fissa negli occhi Aaron e pronuncia le ultime parole, la sua voce non sembra più sua, ma assume una tonalità decisamente superiore al normale. Come ipnotizzato quel folle abbassa la pistola. E io continuo ad essere maledettamente paralizzato da questa strana e surreale situazione.
Oddio mio... Cosa ci succederà ora?

Come se qualcuno esaudisse la mia preghiera, il tono di voce del principe cambia immediatamente. In un sussulto mi riscuoto da quella paralisi psicofisica che mi ha preso nei momenti precedenti.
Uno specchio... cosa diavolo ci vuole fare con uno specchio?
La domanda ottiene presto una risposta. Incerto, avanzo fino a trovarmi al fianco di Al e con lui al fianco del principe. I miei occhi scrutano la liscia superficie riflettente di quello splendido specchio. Per un'istante mi soffermo sulla cornice. Certamente un oggetto pregiato, la cornice sembra dorata e decorata con motivi arborei. Un brivido percorre la spina dorsale e finalmente guardo dentro lo specchio.
Ci siamo noi, posso vedere grazie a quello strumento il volto di tutti i miei compagni. L'espressioni che si susseguono sono tutte più o meno simili: paura, incertezza, dubbi.
Poi osservo i particolari della stanza. Sembra tutto in ordine, tutto perfetto. Non ho ancora il coraggio di guardare l'immagine di Vidal, ma un qualcosa di sfocato deforma l'immagine dello specchio. Le parole che il principe pronuncia entrano ed escono dalle mie orecchie senza far presa su nulla, finchè, alla fine, non connetto tutto il senso del discorso. I vampiri non si riflettono negli specchi. E chiunque abbia visto anche un solo film di vampiri, anche quelli di serie B conosce questo particolare.
Santissima... Allora è tutto vero. Questi sono vampiri veri, e noi eravamo gli unici a non saperlo.

In trappola. Siamo prede. Siamo braccate. Terrore paura orrore. Muovo la testa in tutte le direzioni, quelle figure appoggiate ai muri mi sembrano torreggiare su di me. Mi sento come una volpe con una zampa nella tagliola del cacciatore. Vidal è il cacciatore. Bel e gli altri sono i suoi segugi.

Il principe riprende a parlare. Stavolta voglio ascoltarlo accuratamente per cercare di capire se c'è qualche via d'uscita, un modo per salvare la mia anima da questo turbinio di orrori e non morti.
Vidal termina il discorso e la storia sembra leggermente cambiare. Siamo stati scelti. Scelti per difendere qualcosa. Gli occhi mi si fanno un po' lucidi. Ormai, dopo quella serata, posso bermi qualsiasi cosa questi mi possano dire. Deglutisco rumorosamente, mentre Vidal prosegue il discorso. Per la prima volta, in quella notte, sento delle parole che mi confortano, che portano un po' di speranza nel mio cuore. Abbiamo rubato un libro proibito ad una setta di malati che evidentemente lo avevano già usato per riportare in vita qualcuno. E Vidal aveva ragione.
Lo abbiamo potato da lui e ci ha assicurato di volerci vivi. E, in effetti, non ci ha ancora uccisi, anche se lo avrebbe certamente potuto fare. Ha detto che non vuole usarlo, e, stranamente, mi sento di credergli. Forse è follia, pazzia... Ma nella vita ognuno ha bisogno di aggrapparsi ad una speranza, ad una via di fuga, che sia possibile o meno.
Vidal mi sta lanciando una corda e mi sento quasi di afferrarla.
Il principe parla di una setta che vuole sfruttare antiche e malvagie conoscenze voodoo per riportare in vita i morti. Non ho mai creduto a quelle cose, solo la fede in Nostro Signore è verità. E, per una volta, mi sento in accordo con quanto Vidal ha detto. Nessuno, se non Lui, ha i potere di vita e di morte. Nessun uomo e nemmeno dei Vampiri. La vita è un dono e in pochi lo riescono ad apprezzare. Sono stato in prigione e ne sono uscito... ho una seconda opportunità.
Il discorso di Vidal continua a riempirmi di nuova forza. Forse è meglio dargli retta. Forse, per una volta, è meglio aiutarlo.
Lucy... se quello che dice questo pazzo è vero, allora devo fare qualcosa. Non sopporterei l'idea che ti possa succedere qualcosa sapendo che avrei potuto fermarlo. Lucy, farò quanto mi chiedono, lo farò per te.

Vidal termina il discorso. Sorride, i suoi canini sporgono dalle labbra. Le sue ultime parole mi fanno rabbrividire nuovamente.
Un'oscura speranza si apre sulla strada della mia vita...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 13/10/2008, 12:06 
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Al

E' tutto vero, non scherzava affatto...queste persone sono davvero vampiri! L'ultima prova è stata quella di affrontare Aaron, anche perché lo scherzetto dello specchio non mi aveva impressionato un gran che. L'ha costretto ad abbassare la sua arma, e io so bene che quel dannato bastardo non si fa sottomettere tanto facilmente...questo è potere, sensazionale!
Non puoi confrontarti con tali esseri, ecco spiegate le strane sensazioni provate con Bel e i suoi scagnozzi...si nascondevano nelle ombre e con una forza mostruosa riuscivano a bloccarci. Voglio essere come loro, voglio i loro poteri non importa quale orrenda maledizione mi deve cogliere...troppo a lungo sono stato alla ricerca di qualcosa che cambiasse la mia inutile esistenza, beh forse la ricerca è finita stanotte. Sono vuoto e inutile senza un nemico senza uno scontro, la mia esistenza stessa si basa sulla violenza, come poteva uno come me invecchiare e riporre le armi.
E poi non ho mai affrontato nemici tanto potenti, se devo sterminare non morti sarà di sicuro più emozionante che uccidere semplici sgherri di periferia.


Ritorno alle ultime parole di Vidal, non uscirete di qui uguali a prima..."Spero che le tue non siano solo promesse, come ti ho detto voglio far parte integrante della vostra famiglia"

Sono pronto per una nuova avventura, e non importa se il mio cammino sarà un lungo viaggio attraverso l'oscurità, tanto io sono già dannato, e se devo scegliere se esserlo all'inferno o sulla terra, preferisco nel posto dove sono nato.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 13/10/2008, 15:32 
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Aaron

Vidal ha scritto:
Avanti, metti via la pistola

Alle parole dell'uomo improvvisamente il rancore che serbavo scompare assieme ad ogni altra mia emozione; per un attimo la situazione mi pare calda e accogliente e l'odio che provavo verso l'uomo che ora si trova dinanzi a me vien meno.

Abbasso l'arma e, per un breve lasso di tempo, rimango immobile senza alcun pensiero, senza alcuna emozione.
In breve però, all'allontanarsi del 'principe' il mondo comincia a tornare oscuro e violento come lo ricordavo.
Vidal ha scritto:
"Prego, venite qui al mio fianco e osservate. Cosa vedete?"
"Osservate... tutto è come dovrebbe essere... o almeno così appare. Voi, io, tutto si riflette... Ma è proprio vero?Osservate meglio..."

Seguo meccanicamente l'ispanico senza badare molto a ciò che sto facendo.
Non riesco ancora a formulare dei pensieri concreti poichè ciò che mi è appena accaduto non può essere accaduto davvero...o almeno così cerco di convincermi.

Ancora scioccato alzo lo sguardo e, senza prestargli molta attenzione, butto un occhio al grande specchio che ora mi si trova di fronte.
Ad una prima occhiata non noto nulla di particolare ma, ripensandoci, alzo nuovamente gli occhi accorgendomi che vi è decisamente qualcosa che non va.

Il sangue nei bicchieri, gli strani giochetti di Bel, il modo in cui è riuscito a bloccare ogni mia emozione, lo specchio...
Rimango fermo in uno stato catatonico e nemmeno le ultime parole del 'principe' e la successiva apparizione dei suoi prominenti canini riescono a risvegliarmi dal mio stato.

...forse il sangue era veramente drogato...eppure l'ho solo sfiorato. Magari è stato in macchina, con dei gas inodore e Bel non ha alcuna reazione perchè vi è abituato...no-no...f-forse e-è...
Nei recessi della mia mente si vengono a formare una moltitudine di pensieri, di plausibili spiegazioni per confutare una ineccepibile verità che il mio cervello, il mio raziocinio non riesce ad accettare..che non può accettare.

La ferita alla spalla causatami la sera prima dal cecchino torna improvvisamente a farsi sentire, la testa comincia a pulsare, la vista si annebbia e tutto il mondo comincia a girarmi vorticosamente intorno.
Punto saldamente i piedi al terreno e alzo entrambe le pistole sventolandole in segno di difesa mentre tento con tutte le mie forze di riprendere il controllo e levare dagli occhi quell'oscura nebbiolina che m'impedisce di vedere il mio fato compiersi.

Ho dato per scontato che dopo essere passato per qualcosa di simile a "dominazione" un essere umano sia mentalmente piùttosto provato e che l'ultima immagine vista sia quella di un brutto vampiro spagnolo che mi si avvicina con la bocca spalancata xD (nel caso non fosse così edito :p )
Olorin fai pure un tiro di fermezza+autocontrollo (vediamo se l'ho azzeccato xD ) per vedere se perdo i sensi o riesco a ripigliarmi ;)
P.S. lo sapevo riesci a vincere solo cittando [smilie=icon_lol1.gif] [smilie=icon_lol1.gif]

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-Presidente del comitato: Uniti per lo spam


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 13/10/2008, 23:49 
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Rhea

O è scemo, o è un genio.
Osservo immobile, le braccia distese inermi ai lati del mio corpo, Aaron, freddamente controllato e deliziosamente deciso e impassibile, dominato da una calma ammirevole, puntare la sua pistola alla testa del principe.
Vidal, tuttavia, non sembra turbato. Sembra persino più calmo e sicuro di sé dell'uomo al suo fianco. Follia o conoscenze immensamente superiori alle nostra della situazione?
Mi chiedo se, sempre supponendo che questa teoria del vampirismo sia vera, i normali proiettili sarebbero in grado di ferire mortalmente una simile creatura o se, come nelle leggende, serva l'argento. Rimpiango di non portare degli orecchini di tale fattura, una potenziale arma di difesa in meno.

In un sussurro, un basso mormorio, Vidal incatena a sé, con un lungo sguardo accompagnato da quella bassa litania volta a persuaderlo, il mio nuovo compagno di (dis)avventure. Ha una voce incredibilmente profonda, irraggia calma e sicurezza di sé e di ciò che dice.
Sembra convinto e sa convincere che ciò che sostiene sia la verità. Ha carisma, quell'essere -umano o meno-.

Con estenuante lentezza, l'uomo, totalmente soggiogato, cede alle lusinghe del principe. Lo sguardo di coloro che mi hanno accolto freddamente nell'abitacolo poche ore fa sorpreso. Evidentemente, solitamente tende a finire ciò che inizia -un brivido mi attraversa la schiena-.

Lo specchio. Ci invita a concentrare la nostra attenzione su quella liscia superficie in grado di riflettere ogni cosa.
Un vago ricordo mi colpisce, con colori sfocati e in parte persi. Un libro, una lettura fantastica, vampiri invisibili e dominatori della notte, senza ombra e senza... riflesso.
Mentre muovo pochi, lenti ma decisi passi verso quella nuova fonte di possibili informazioni, l'immagine rievocata spira fra le pieghe della mia memoria. Non è un buon momento, per i ricordi.
Sfiorando con le mie vesti gli altri, mi sporgo in avanti, analizzando quanto Vidal aveva intenzione di mostrarci.
Vedo me, il mio volto diafano per la tensione e la stanchezza, il mio sangue quasi fuggito dalle gote. Osservo l'uomo tanto audace o folle da aver sfidato il signore di questo posto, poi colui con cui condivido il colore dei capelli.
Al, accanto a me, la pelle chiara in perfetto abbinamento con il ghiaccio degli occhi, è quasi una presenza conosciuta, in quel luogo macabro e permeato dal mistero. Infine, Dereck, il più giovane, lo sguardo perso ed esaminatore al tempo stesso.
Seguo la linea delle colonne che sostengono il soffitto, per un attimo resto attratta dai sinuosi movimenti delle fiamme, fonte di luce e calore in un luogo da cui è stato cacciato in esilio il sole ed i raggi solari, tiepida consolazione il cui pensiero non può che sottrarmi ulteriore forza e calore.
Infine, accompagnata dalle parole del principe, certo di averci in pugno, convinto di esser riuscito a dimostrare che l'irrazionalità in quel luogo detta legge, vedo il suo riflesso. O, meglio, noto la sua sfocata presenza e, d'improvviso, ogni sua traccia svanisce.
Allibita, chiudo gli occhi, per poi riaprirli. Niente, non c'è.
Mi volto di scatto; lui non si è mosso di un passo.
Eppure, capo di nuovo volto alla liscia superficie ingannatrice, lì non c'è.

Riprende a parlare, snocciola didattiche nozioni sulla non capacità di un vampiro, maledetto anche in questo, di vedere il proprio riflesso.
La mia mente cavalca rapida, anche se senza una meta.
Non ho la più pallida idea di cosa io debba pensare.
Sono scioccata, un corpo freddo ed impassibile, vuoto.
Vampirismo? Com'è possibile? Come può davvero esistere un qualcosa di simile?
La mia razionalità si ribella, la sento ruggire in me. Mi dice di non credere a quanto sta accadendo, di convincermi che c'è qualcosa, un trucco, una sostanza chimica... un'innata rapidità nei movimenti, addestramento ai limiti delle capacità umane.. ma non oltre.
Però, il mio istinto, le sensazioni che provo, tutte le coincidenze che si sono susseguite quella sera, non sembrano essere dettate dal caso.
Il mio mondo è scosso. Le mie basi, ciò su cui si basa la mia vita, il mio modo di pensare, totalmente in frantumi.
Mi sento una poppante, un neonato in fasce che solo ora apre gli occhi, e si meraviglia del mondo.
La curiosità, prepotente costante della mia vita, sorge improvvisamente. Ho tante domande da fare, risposte con cui saziarla.
Mi chiedo quanto delle leggende diffuse presso noi umani siano vere, se possono entrare in contatto con l'acqua, se l'aglio li danneggia, se...

Vidal ha scritto:
"Infine, le risposte più importanti... Bambina", dice, rivolgendosi a Rhea, "finora vi ho solo detto che quel libro serve a resuscitare i morti, riportarli in vita. Non ho mai detto di volerlo fare. IN effetti, NON voglio farlo, né permetterò a qualcuno di farlo. La vita e la morte sono due grazie che il Signore Dio ha concesso all'Uomo, due doni che nessuno di voi riesce a comprendere quanto grandi siano.", una nota di rimpianto sembra oscurare i suoi occhi, "C'è un gruppo di persone, una setta di invasati... - il disprezzo è evidente nelle sue parole - queste anime perdute vogliono sfruttare gli antichi poteri delle pratiche vudù nascoste nelle paludi di New Orleans per creare un'armata di non morti... Strappando al riposo eterno migliaia di defunti, costringendoli a marciare ancora una volta sulla Terra per adempire ai loro loschi scopi. Io voglio fermarli."


Nuovamente sorpresa, per l'ennesima volta quella sera, fisso con evidente intensità il nostro interlocutore. Non pensando all'appellativo "bambina", mi concentro sul resto, decisamente più importante.
Sono buoni, quindi? È, questo principe, buono? O meglio, crede in una trasposizione dannata del concetto umano di buono?
Vi sono pazzi scatenati, ma anche vampiri il cui comportamento ancora dettato dalla saggezza, le tracce di umanità ancora forti in loro?
Siamo stati scelti, noi piccolo manipolo di umani, per aiutarlo...far si che il riposo dei morti non venga disturbato, che, almeno loro, si godano la pace eterna.
Penso a Tomas. Mi chiedo allora, improvvisamente conscia della mia totale ignoranza, se la sua anima è andata perduta davvero, se ora sta bene, se esiste ancora, o no.
Sono costretta ad accettare, tanto vale trovare un motivo per farlo... Potrei farlo per lui, per i miei genitori...


Vidal ha scritto:
"Infine, non ho mai detto che sareste usciti da questa Chiesa uguali a come vi siete entrati... "


Spalanco la bocca, ma un grido muore poco prima di abbandonare le mie corde vocali.
Mi guardo attorno, terrorizzata, cercando inutilmente di ignorare quei canini bianchi minacciosamente protratti verso di noi.
Diventerò un vampiro?
Morirò nel diventarlo?
Vita eterna, uccidere esseri umani solo per cibarmi.. Forse, strane abilità... Mai più il sole. Mai più un bagno al mare in pieno giorno, mai più il calore del sole sulla mia pelle, il formicolio dell'acqua che evapora, mai più scottature, occhiali da sole, passeggiate assieme a mio fratello...
Cosa mi succederà? Perderò me stessa? Il mio maestro, il mio addestramento non ultimato...
Una serie di pensieri sconnessi si susseguono all'immagine dei canini di Vidal, i suoi occhi profondi e così umani, la sua -me lo concedo- sensuale voce così calda ma al tempo stesso spassionata, l'espresione del volto a volte privata di ogni speranza...

Ho troppo domande, non può succede, non può farlo contro la mia volontà. Deve aspettare, per forza, ancora un po'. Un ultimo desiderio, almeno...


"Ehi, aspettate un attimo. Una sola richiesta... il sole. Che io lo possa vedere, ancora una volta " le parole escono frettolosamente, l'una dietro l'altra, mentre arretro frenetica fino a percepire il freddo di una colonna dietro di me...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 20/10/2008, 19:04 
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Ewan

Oh mio DIO!

Sono le uniche tre parole che la mia mente annaspante riesce a concepire. Assisto a tutta la scenetta a bocca spalancata mentre il mio mondo di convinzioni e di regole scientifiche va in frantumi, come uno specchio che cade dall'ottavo piano.

Io... non... posso... crederci...

Tutto è così assurdo... Uno sgherro dalla levatura morale di un pedofilo che si fa intimidire con la voce e mette giù di sua spontanea volontà l'arma.. E poi questo maledetto specchio. Mi riflette perfettamente, e anzi incredulo provo a muovermi un po', mentre come sembrava impossibile, solo i nostri riflessi sono visibili.

La mia espressione è davvero stranita, come quella di uno che si rende conto di colpo che non sta facendo un incubo. Devo però ritornare serio tutto d'un colpo, perché sento che sta rispondendo alle domande fatte in precedenza. Cerco di credere per un attimo che tutto questo sia vero senza pormi troppo il problema scientifico della questione. Spero ci sia tempo anche per quello.

Ascolto attentamente tutto quello che ha da dire, e un flusso di pensieri ininterrotti si scatena quando capisco la fine che faremo, e la mia espressione è molto confusa e terrorizz