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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 16/09/2008, 11:27 
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Derek

"Do-dove sono?" Gli occhi mi si aprono a fatica. Mi sento tutto indolenzito, mentre il braccio pulsa in maniera dolorosa. Alcuni ricordi si affacciano alla mente: una sparatoria, un ospedale, un pazzo in un vicolo. Che strano sogno è il primo pensiero che mi viene in mente.
Uno sguardo all'ambiente circostante. Quattro uomini che mi guardano, di cui uno veramente pallido e dal volto incavato. L'interno di un grande SUV nero, tutto in pelle. Un silenzio innaturale.

OHHMMERDA! Non era un sogno!

Tutto mi torna in mente, ogni singolo istante di quella giornata, oh meglio, di quella nottata. Rapido, mi tiro su mettendomi seduto normalmente. La spalla pulsa di dolore e non solo quella.
B*****I! Non devono avermi appoggiato ai sedili con gran delicatezza. La pagheranno!
Lo svenimento, in ogni caso, ha portato qualche aspetto positivo. Mi sento un po' più in forze di prima e certamente meno agitato.
Al è molto silenzioso, e fissa in cagnesco Ewan e Bel, spostandosi dall'uno all'altro. La polizia e tutta questa storia non gli sono andati proprio giù, per nulla.

Ad un tratto, la macchina si ferma. Bel apre la portiera e sale una ragazza. Non la vedo bene dalla mia posizione e per via dell'oscurità che ci circonda. Sento i suoi occhi su di me, su di noi. Come, d'altra parte, noi stiamo osservando lei. Sarà stata costretta a venire con noi anche lei? il pensiero mi balena nella mente.
C'è un silenzio innaturale nella macchina, Bel ne sembra compiaciuto. Ad un tratto, la nuova arrivata domanda dove siamo andando e perchè. Un sorriso disperato affiora sulle mie labbra, a stento trattengo una risatina isterica. Poi, cercando di nascondere in parte il mio accento ispanico rispondo:
"Ah ah.. Bella domanda.. Piacerebbe saperlo anche a me!" una certa acidità traspare dalla mia voce. È stata una notte lunga e, a quanto pare, non è ancora finita...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 18/09/2008, 0:55 
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Aaron

Un enorme Suv, uomini pronti a prendere i nostri veicoli per formare un convoglio e il sottoposto di un potente che passa a prendere la sua tr*****a prima di tornare al suo maniero...tsk una cosa già vista.

Accettata la mia attuale condizione rilasso i muscoli del collo e mi lascio sprofondare sulla poltrona per raggiungere una posizione più comoda.
Eppure in questa storia, anche quando tutto sembra ricondurre a uno schema noto, vi è sempre qualcosa di fuori posto, qualcosa che non torna..
Sembrerebbe che vi siano delle divergenze tra i due eppure gli occhi con cui Bel la guarda sono gli stessi con cui guarda noi... che sia anche lei un'altra innocente inclusa nei piani di questo misterioso "padrone" ?
Bah..


Distolgo lo sguardo fissando, assorto nei miei pensieri, un punto indistinto nell'oscuro finestrino, come per fissare un lontano paesaggio ora celato dalle tenebre.
Rhea ha scritto:
<<Perdonate la curiosità, ma si potrebbe sapere dove stiamo andando? E perchè?"

Derek ha scritto:
"Ah ah.. Bella domanda.. Piacerebbe saperlo anche a me!" una certa acidità traspare dalla mia voce. È stata una notte lunga e, a quanto pare, non è ancora finita...

Ascolto con distacco i discorsi che vengono intavolati con la nuova arrivata e decido di non partecipare alla discussione

Non ho nulla da spartire e non voglio avere nulla a che fare con questa gente; una volta finita questa storia, metterò a tacere chi di dovere e me ne andrò così come sono arrivato..

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 26/09/2008, 17:06 
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Ewan

La notte si fa sempre più lunga. L'attesa è snervante nel suv. E come se non bastasse ho pure uno sgherro che mi fai gli occhi dolci.


Beh, deve avere dei problemi aperti con la giustizia, come la metà delle persone qui dentro, se va bene.


Commento fra me e me, pensando che in circostanze normali chiunque avrebbe fatto quello che ho fatto (salvo un massacro, forse).
Tiro qualche occhiata di sufficienza mista a disappunto allo sgherro perchè il mio piano non è andato a buon fine, come a significare che la galera è il posto che avrebbe meritato. Degli altri non mi curo, sono troppo occupato a pensare a cosa potrà succedere.


Se non altro incontrerò qualcuno che il cervello lo sa usare eccome. Non come questi avanzi di galera.


Mi sorprendo quando si unisce a noi una ragazza. Devo ammettere (con un po' di sano maschilismo) che non mi aspettavo questa sorpresa.


Questa poveretta è finita in mezzo come noi altri alla tela del ragno. Però cosa potrà volere il ragno da questa piccola mosca?


La squadro senza farmi troppo accorgere, cercando di cogliere qualche particolare di lei. Non è tanto per allentare la noia, è più per cercare di stemperare la tensione.
Nel frattempo non mi azzardo nel parlare. Conosco come ragiona questa gentaglia, so perfettamente che se parlerò di qualsiasi cazzata lo sgherro farà la voce grossa, da bravo cazzone rissoso quale è, e come minimo vorrà darmele di santa ragione.

Un utile diversivo. Meglio tenerlo in considerazione.

Olorin, cerco di capire qualcosa di più sulla ragazza. Non qualcosa di complicato, solo magari se c'è qualcosa che si può dedurre con un po' di ragionamento dalla sua statura o dal modo di comportarsi o di vestirsi, so che può portare ad un buco nell'acqua, però tentare non nuoce


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 28/09/2008, 21:20 
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Ewan

Tiro di Investigare(3) + Intelligenza(3) = 6d10= 3,10,3,9,2,1
ritiro il dieci, 2.

Osservi la nuova arrivata. Nonostante i vestiti scuri, riesci a notare la sua forma agile e scattante, forse si allena in qualche sport. Si vede anche che non è propriamente a suo agio, soprattutto nei confronti di Bel. Nient'altro.


Il suv nero continua la sua corsa per la città. Dopo lo scambio di battute iniziale dovuto all'arrivo della nuova compagna, un silenzio teso scende all'interno dell'auto. Vi guardate tutti di sfuggita, facendo finta di fissare il vuoto o fuori dai finestrini oscurati, epr non lasciar trasparire le vostre emozioni in subbuglio: rabbia, paura, insicurezza, determinazione...

Bel pare l'unico a proprio agio. Comodamente seduto al suo posto, con il libretto infilato in una tasca del suo vestito, sembra quasi sovrappensiero mentre sposta distrattamente lo sguardo dall'uno all'altro.



Infine, dopo circa un quarto d'ora di viaggio da quando Rhea si è unita a voi, sentite l'automezzo rallentare e poi fermarsi.

"Bene!Siamo arrivati! - vi comunica Bel - Scendiamo, e andiamo a conoscere il vostro nuovo datore di lavoro...", aggiunge, con il solito sorrisetto.
Apre la portiera e scende, seguito a ruota da tutti voi. La notte è buia, ma ormai anche la Luna è tramontata, segno che l'alba non è distante. Vi guardate intorno e il vostro stupore non potrebbe essere più grande quando scoprite di trovarvi di fronte all'entrata di una vecchia chiesa. Alcune finestre hanno i vetri rotti, mentre lungo i muri esterni crescono erbacce e sono ammonticchiati cumuli di rifiuti. Stranamente, il vecchio portone è ancora al suo posto, ben saldo sui cardini e chiuso. Dall'interno proviene la luce dorata e accogliente di candele, che devono essere accese in gran numero nell'edificio.
In ogni caso, non faticate a capire che questa chiesa ha da lungo tempo perso il suo ruolo sacro di recinto per il gregge del Signore.

Un rumore di sottofondo sfida i vostri sensi a percepirlo e, piano piano, riconoscete la risacca leggera del lago Pontchartrain. Bel vi ha portato dall'altra parte della città.

Egli si trova vicino alla porta, intento a confabulare con un altro uomo... un uomo che, fino a alcuni istanti prima, tutti potreste giurare non ci fosse...
Mentre osservate il vostro anfitrione, sentite arrivare anche le vostre macchine. In quella, Bel si gira e vi fa segno di girarsi seguirlo. Ora gli uomini vicino alla porta sono due, uno a destra e uno a sinistra. Completamente vestiti in nero, vi squadrano con indifferenza mentre attraversate l'arcata d'ingresso. Dentro, un lieve odore di incenso e la luce delle candele vi accolgono. Alcuni uomini e donne, vestiti di nero, cremisi, grigio con rare eccezioni di blu e verde, si aggirano per le ampie navate della chiesa, conversando e ridendo, mentre altri sono seduti su divani e poltrone, attorno a tavolini su cui sono poggiati brocche e bicchieri, carte, documenti ma anche libri, giornali e altre cose di cui non riuscite bene a intuire la forma.

Bel si fa strada a passo sicuro, dirigendosi in quella che una volta doveva essere la sagrestia. Una porta in mogano chiusa vi sbarra il passo. Bel bussa.

"Entra pure, Bel..."

Dice una voce dall'interno della stanza. La porta si apre e vi ritrovate in una camera piuttosto ampia, con le pareti foderate in pannelli di legno pregiato e decorato con incisioni di squisita fattura. I mobili, anch'essi di gusto molto raffinato, hanno aspetto antico, così come i bicchieri e la brocca poggiati sul tavolino al centro della sala. Su di un divano posto alla destra della porta, è seduto un uomo. E' alto, con capelli lisci e neri come la pece: li porta di lunghezza media, pettinati all'indietro in modo che non ricadano sull'ampia fronte. Il viso ha i caratteri tipici dell'etnia ispanica, incorniciato da un pizzetto nero come i capelli, a punta e molto curato. Gli occhi sono di un grigio profondo, che luccica dei riflessi delle molte candele accese. Non dimostra più di trent'anni, ed è vestito con comodi abiti dai colori caldi e dalle preziose decorazioni in oro.

Vi sta fissando intensamente, passando dall'uno all'altro con uno sguardo misto di soddisfazione e divertimento.

"Buonasera - dice, rivolto a tutti voi - vedo che il nostro Bel non ha perso il suo fiuto. Vi starete chiedendo chi io sia e cosa ci facciate voi qui."

Fa una pausa, come per pensare a una risposta.

"Bèh, la seconda domanda richiede una risposta molto complicata, che di sicuro possiamo rimandare a dopo le presentazioni."

Si alza in piedi, posa il bicchiere sul tavolino e si rivolge nuovamente verso di voi.

"Il mio nome è Augusto Vidal, e sono il Principe designato di New Orleans... e voi siete...?"

scusate l'attesa e la lunghezza del post, ma ho dovuto valutare bene come costruire questo importante incontro. Un post a testa e poi proseguiamo. Ah, ovviamente con "Principe", si intende il titolo che i Vampiri danno a colui che governa sulla società vampirica di una città... E' altrettanto ovvio che i vostri PG non sanno cosa significhi essere il "Principe di New Orleans"... Buon roleplay [smilie=icon_biggrin.gif]

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 29/09/2008, 10:42 
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Al

mmm...il principe? Questo deve essere il capo di Bel. Se si fa chiamare il "principe" evidentemente avrà buone attitudini al comando. Finalmente conosciamo un vero capo, credo che sarà lui a decidere se possiamo entrare o meno in quest'organizzazione. Sarà meglio essere cordiali e stare al gioco. Spesso chi governa una banda finge di avere modi gentili e poi in realtà è la persona più spietata del gruppo. Comunque ho confabulato anche troppo "Io sono Al Simmons, un mercenario al vostro servizio. Ho una buona esperienza con le armi da fuoco, ero un tiratore scelto e anche un Designed Marksman nell'esercito, dopo di che ho militato in varie bande della città. Ma da questa notte sono diventato un freelancer".

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 29/09/2008, 13:40 
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Rhea

La voce di Al mi riscuote dai pensieri.
Principe, principe... Perché principe? Designato, quindi c'è qualcuno superiore a lui, in questa associazione di criminali -una tensione dei muscoli facciali accompagna impercettibile l'andamento delle mie riflessioni-.
Dalle sue parole, sembra essere un'associazione rilevante, forse estesa in tutto il paese.
Però, le tuniche, la divisa di questa gente non mi piace... Che sia una setta religiosa?

Faccio un passo indietro, mi stringo nei miei vestiti e mi tranquillizzo percependo il freddo del metallo delle mie armi.
Non hanno controllato se fossimo armati... Ci sottovalutano, o sono a tal punto pieni di sé e delle loro capacità da non preoccuparsi di simili futilità? Forse il loro dio gli ha promesso l'invincibilità...
Mi guardo attorno, cercando di capire meglio dove mi trovo.
Tuttavia, lo sguardo del "principe" mi mette a disagio. Sembra in attesa, evidentemente della mia presentazione.
"Il mio nome è Rhea Krystin, in attesa di una agognata laurea."
Ho parlato guardandolo negli occhi, occhi di una bellezza seconda solamente alla strana luce di cui brillano. Malvagità, forse. O forse altro.
Luce di chi conosce.
Mentre io, noi, siamo dei topolini in una gabbia che profuma di incenso.

Olorin, devo fare (anzi devi fare tu) un tiro per scoprire qualcosa di più sull'ambiente che ci circonda, come per esempio eventuali nascondigli, porte, leggii, pentacoli, cadaveri, rivoli di sangue, oggetti sporgenti utilizzabili?

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Ultima modifica di Supernova su 29/09/2008, 15:53, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 29/09/2008, 13:48 
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Derek

Sbalzato in malo modo fuori dal grosso suv nero, l'espressione del giovane sembra quella tipica di un ragazzino che ha subito un torto: sguardo basso e cupo, braccia incrociate con la mano destra che si appoggia lentamente sulla ferita al braccio sinistro per constatarne le condizioni, mascelle e denti stretti. Non dice una parola mentre entra nella chiesa. Nonostante quest'edificio non sia più consacrato, Derek si inginocchia e si segna, come gli è sempre stato insegnato e come è abituato a fare. Ma quella sera il gesto non è dettato dalla semplice abitudine. In quel gesto gli occhi del giovane si riempiono di lacrime, come se qualcosa nella sua mente lo stia avvertendo che la sua esistenza, così come l'ha conosciuta sinora, è in pericolo.
Uno degli scagnozzi di Bel gli da uno spintone per farlo alzare e Derek sfrutta la spinta per allontanarsi di qualche passo.

Bel bussa alla porta della sagrestia. La voce calma che proviene dal portale smuove l'animo del ragazzo provocandogli un brivido lungo tutta la schiena.
Dopo qualche parola, l'uomo davanti al quale ci troviamo appoggia il bicchiere su un tavolo. Il liquido denso che esso contiene si muove a sugli ampi bordi del cristallo, ma trova rapidamente la pace e l'equilibrio.

Cosa starà bevendo? la domanda sorge spontanea nella mente del giovane che per allontanare la tensione del momento si concentra sul bicchiere

Vidal ha scritto:
"Il mio nome è Augusto Vidal, e sono il Principe designato di New Orleans... e voi siete...?"


Oh... ci mancava anche un pallone gonfiato! pensa mentre si volta sbuffando dall'altra parte.
Non riesce a terminare questo pensiero che le parole di Al si abbattono sul ragazzo come un martello.

Che diavolo gli salta in mente? Sembra che si stia consegnando a loro... peggio, che voglia diventare uno di loro!!!

Lo fisso con occhi spalancati ed increduli. Aveva sempre avuto delle ottime intuizione, da quando lo conosceva, ma questa era davvero assurda!
Derek non voleva avere niente a che fare con quelle persone, aveva paura, sentiva il freddo della paura penetrargli nelle ossa.

"Derek Sanchez" rispose secco alla domanda del principe "E non vedo l'ora che tutta questa storia sia finita!"

Maledetta linguaccia... pensa il giovane mentre si morde il labbro inferiore. La tensione cresce facendosi quasi palpabile nella piccola sagrestia lignea.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 30/09/2008, 21:50 
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Aaron

Dopo un'attesa che pare interminabile il suv finalmente si ferma; le porte vengono aperte ed è una chiesa sconsacrata ciò che ci si para dinanzi.

"Tsk Il tuo "padrone" ha un certo gusto per la teatralità" sbotto sottolineando la parola padrone, curioso di vedere le sue reazioni.
Non mi degna nemmeno di attenzione e ci conduce all'interno della chiesa.

A dispetto di ogni apparenza l'interno della chiesa risulta riccamente arredato
Che sia l'ingresso verso una base sottoterranea bah questa feccia ha imparato a convivere con la melma e i ratti per poter portare avanti i suoi sporchi affari..

Finalmente compare davanti a noi il "padrone" di Bel: pare molto sicuro di se, e molto a suo agio in questo posto.
Vidal ha scritto:
"Buonasera - dice, rivolto a tutti voi - vedo che il nostro Bel non ha perso il suo fiuto. Vi starete chiedendo chi io sia e cosa ci facciate voi qui."
"Bèh, la seconda domanda richiede una risposta molto complicata, che di sicuro possiamo rimandare a dopo le presentazioni."
"Il mio nome è Augusto Vidal, e sono il Principe designato di New Orleans... e voi siete...?"


Quindi quest'organizzazione è ramificata anche in altre città e a lui è stato assegnato il compito di dirigere i traffici in questa città
Mi guardo attentamente attorno e ciò che mi circonda pare confermare le mie ipotesi...
Un organizzazione appena formatasi non sprecherebbe certo denaro per adornare un rifugio in una chiesa sconsacrata

Perso nelle mie elucubrazioni mi appoggio con una spalla al muro usando una gamba come perno per sostenermi in tale posizione rilassando la seconda gamba
Al ha scritto:
"Io sono Al Simmons, un mercenario al vostro servizio. Ho una buona esperienza con le armi da fuoco, ero un tiratore scelto e anche un Designed Marksman nell'esercito, dopo di che ho militato in varie bande della città. Ma da questa notte sono diventato un freelancer".
la voce del cecchino mi risveglia dai miei pensieri e mi spinge a squadrare curiosamente le persone presenti nella stanza per studiare la loro reazione alle parole del 'principe'

Mmm interessante... il cecchino ha già cominciato a leccargli il c**o, probabilmente sperando in un qualche posto di un certo rilievo all'interno dell'organizzazione; la ragazza ha risposto cercando di alienarsi dalla situazione (come se fosse un ragazzo in un bar a farle le domande) e il ragazzetto, com'era prevedibile, non vede l'ora di fuggire di qui..

"Il tuo ufficio si trova in una chiesa sconsacrata, lo 'abbellisci' con mobili ricercati e ti fai chiamare principe....
Beh se mi hai fatto portare qui significa che sai già chi sono quindi smettiamola con questa farsa; non mi interessano i tuoi fottuti complessi da megalomane e non ho intenzione di partecipare a questa stupida farsa.
Dimmi semplicemente che diavolo vuoi da me e finiamola una volta per tutte!"

Riprendo fiato, mi tasto il giubbotto ed essendomi accorto di una grave mancanza mi rivolgo, con un tono più calmo, verso Bel
"Ehi mozzarellina non è che avresti una sigaretta?"

"Non ti dispiace vero?" chiedo quasi con aria di scherno al 'principe'.

Come scritto mi guardo attorno cercando qualche particolare non notato al primo sguardo

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 01/10/2008, 21:17 
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Ewan

Non appena scesi dal suv, mi riprometto di stare in silenzio e di analizzare ogni singolo dettaglio con una maniacale cura, per cercare di capire il più possibile.

Mhh. Una chiesa sconsacrata. Davvero particolare..

A mano a mano che entro e che il gruppo si addentra nella chiesa, rifletto sul da farsi.

Allora. Ragioniamo. Qui non si parla di uno sgherro qualsiasi, qui le cose sono molto diverse. Questa è chiaramente un'organizzazione segreta.

I dettagli e i ricami fini e di classe mi sorprendono, e mi tracciano un cammino mentale verso quella che è l'unica soluzione plausibile, evitando accuratamente di pensare a streghe fantasmi e scemenze simili.

Questa gente, e questo luogo di classe in un luogo insospettabile, dove nessuno metterebbe mai piede di sua spontanea volontà. Questa è chiaramente una loggia massonica.

Non posso che non pensare questo, ma non avendone mai visto ne sentito parlare, non ne sono completamente sicuro.

Nel frattempo si palesa a noi uno che dallo charme che emana è di sicuro il capo della baracca. E si da il titolo di principe, persino.

Rimango ancora un po' in silenzio, per godermi le reazioni di tutti, dal più lecchino al più sfacciato, e preparo bene il mio discorso.

"Bene, principe - detto con un chiaro tono sarcastico - , se ti devo dire come mi chiamo e cosa faccio nella vita partiamo con il piede sbagliato. Non insultare la mia intelligenza, perché se sono qui non è perché mi sono perso e sto cercando una cartina degli autobus per tornare a casa."

"Sai perfettamente chi sono e che lavoro faccio, e soprattutto sai bene che non mi piace mescolarmi con questa gentaglia qui."

Dicendo ciò indico gli avanzi di galera con un ampio gesto della mano. Soprattutto lo psicopatico che ha un debole per me.

"Questa organizzazione che tieni in piedi - indicando il luogo - mi è sconosciuta, e penso che sia sconosciuta alla maggior parte delle persone in città".

Questo, lo ammetto è un po' tirato ad indovinare. Però se non fosse così, avrei sicuramente sentito parlare di questo genere di cose con il lavoro che faccio.
Qui olorin se lo ritieni oppurtuno puoi tirare i dadi sulle mie conoscenze. io ho dato per scontato di non conoscere niente, però sono pronto ad editare


"Oppure è conosciuta solo dalle persone influenti. "

Evito intenzionalmente di chiedere come sta mia moglie e cose che potrebbero mostrarmi debole. Lo incalzo con un ultima domanda.


"Se è così, cosa ci fa uno come me qui insieme a questa feccia? Voglio dire, perché mettermi insieme alla bassa manovalanza?"


Eh si, proprio così. Se proprio voleva propormi qualcosa di interessante, non avrebbe dovuto confondermi con loro.

Non che avrei accettato comunque, ma è di certo una caduta di stile.

Spero che il mio amichetto psicopatico si sia scaldato un po' di più dopo questa caterva di insulti. Potrebbe essere utile.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 03/10/2008, 22:12 
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Tutti

Vidal, con uno sguardo serio, vi squadra uno a uno, tormentandosi il pizzetto a punta che orna la parte inferiore del suo viso.

"Ah... dove sono finite la buone maniere in questo secolo buio... Sapete, nella terra dove sono cresciuto, il non rispondere al saluto di un superiore mi avrebbe procurato dieci frustate... è un peccato che oggigiorno la società sia così smidollata su questo aspetto..."

Pare perdersi nei suoi pensieri per qualche istante.

"In ogni caso, benvenuti Al, Rhea e Derek. La vostra curiosità sarà presto saziata. - si rivolge verso a Ewan e Aaron - Quanto a voi, sappiate che non è mia abitudine interessarmi dei giocattoli con cui passa il suo tempo Bel, a meno che questi giocattoli non acquistino improvvisa importanza... Ero sincero, poco fa, nel chiedervi il nome. E sono sinceramente dispiaciuto che si debba iniziare il nostro rapporto in modo così freddo e teso... Ma tenetevi pure i vostri segreti, se sono così importanti... d'altronde, chi non ne ha?..."

Conclude con un sorrisetto malizioso. Mentre parlate, il vostro sguardo si aggira per la stanza, tornando però inevitabilmente verso il vostro interlocutore.

Aaron, puoi ruolare i risultati del tiro che abbiamo fatto su MSN. Per comodità, li riporto qui sotto.

Prova di Intelligenza(2) + Investigare(2) = 4d10 = 10,8,5,10
ritiro i due dieci, 3,8.
Ottimo tiro, direi. Noti alcune cose: uno specchio, in un angolo alle spalle del principe ma posizionato così che nessuno, per ora, vi si rispecchia; la brocca e il bicchiere pieni di vino molto denso sul tavolo e, vicino a questi, un libro foderato di nero, molto spesso, con una strana effige a forma di croce dipinta in argento sul frontespizio.


"Bèh, immagino vi starete chiedendo perchè siete qui. A beneficio di Rhea, ricapitolerò brevemente i fatti di questa serata. Al, Derek e i due uomini del misero -tono sarcastico piuttosto pesante - si sono incontrati qualche ora fa davanti all'Ospedale Tulane, così come da istruzioni fornitegli dal mio Bel. Il loro scopo era recuperare questo."

La mano si alza, reggendo il libretto foderato in cuoio nero che Bel fino a poco tempo prima teneva in tasca.

"Anche loro hanno avuto bisogno di una leggere "spintarella" per convincersi a fare ciò che gli veniva chiesto, ma alla fine sono stai piuttosto bravi a svolgere il lavoro. Non oso pensare a chi, domani mattina, dovrà pulire la carneficina che hanno lasciato nell'obitorio dell'ospedale... Poveretto, gli verranno gli incubi per svariate notti... "

"Tornando a noi, dopo averlo recuperato, i nostri quattro amici si sono incontrati con Bel e.. bèh, il resto è storia recente... Il motivo per cui tutti e cinque siete qui è che mi servite: dovete compiere un lavoro per me. Non è un lavoro urgente, ma è un lavoro importante. Da esso, forse, dipendono molte delle vite che si intrecciano in questa città. Ma procediamo con ordine... "

La mano con il libretto torna a portarsi davanti al suo viso, rivolgendo la copertina del libro verso di voi.

"Per caso qualcuno di voi... sa cosa è questo?"

Espressioni stupite, derisorie o sarcastiche si dipingono sui vostri volti.
Un quaderno di qualche tipo, è la risposta che si forma, in diverse varianti, nelle vostre menti ma a cui nessuno da voce. Forse è la tensione subitanea creatasi nella stanzetta, forse un sesto senso, forse lo sguardo inquisitorio negli occhi del Principe... nessuno pronuncia una parola.

"No?... Bene, ve lo dirò io."
Si schiarisce la gola, quasi dovesse fare un annuncio importante, una presentazione ufficiale.
"Signori miei, questo è un testo di Necromanzia. Sulle sue empie pagine è scritto e spiegato come riportare alla vita coloro che sono morti, privandoli del santo riposo eterno che il Creatore ha voluto concedergli."

Ok, un post a testa per ruolare le vostre reazioni al discorso del principe, quello che osservate mentre parla e le vostre reazioni alla rivelazione finale. Io domani alle 13 parto e torno Domenica sera. Se di domani mattina riuscite a postare, vi lascio un mio post per continuare, se no riprendiamo Lunedì. Questa è un'immagine di Augusto Vidal, tnato per darvi un aiuto visivo:
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Buon roleplay!

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 03/10/2008, 22:14 
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Al

Il tono della conversazione è acceso. Ascolto con attenzione le parole di ognuno. Devo ammettere che Aaron ha del fegato, speriamo che riesca a conservarlo dopo stasera. Non credo che sia gente da prendere alla leggera.
Lo spadaccino continua a buttare fiato dalla quella fogna che chiama bocca. Con lo sguardo di un lupo affamato e incazzato squadro il traditore. Ewan, abbiamo un conto da regolare io e te, non dimenticarlo. E se agli altri non va di prendere la situazione in pugno, lo farò io, letteralmente.
Il "principe" mi pare sempre più un altezzoso bastardo, ed un alone di rispetto e autorità traspira dalla sua figura, misura ogni sua parola, ed è sempre cordiale...non è certo un boss malavitoso. Ho la netta impressione che sia uno che conta, anche dai modi lo percepisco.
Prende il libro costatoci tanto sangue e sudore, e lo mostra chiedendoci cosa ne pensiamo...ma cosa vuoi che ne sappia di libri?
Con un fare serio e deciso ci dice che si tratta di uno strumento per rianimare i morti...se non avessi visto alcune cose stanotte penserei di essere vittima di uno scherzo idiota..."Non scherzi vero? Ci vuoi far credere che sia veramente un libro per rianimare i morti? Devo ammettere che dopo stanotte non mi stupisco di niente, verso quale verità ci stai spingendo? Sono curioso di saperlo."

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 03/10/2008, 23:41 
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Rhea

Nervosa, mi guardo attorno. Lo sguardo di quell'uomo ferisce, sono lame acuminate che ti trapassano da parte a parte, bramose di leggerti dentro.
Il ragazzo, il solo con cui avevo parlato fino a quel momento, è impulsivo. Credo che abbia paura, almeno quanto me.
No, non paura. Inquietudine. Totale ignoranza di cosa stia succedendo, mi correggo mentalmente.
Invece, il moro ha carattere. Anche troppo, finirà per farsi ammazzare.
Se solo l'aria fosse stata meno tesa, sarei scoppiata a ridere. O è incosciente, o ne sa più di me... Oppure, è certo del fatto che sono -siamo- troppo utili in vita.
L'ultimo a parlare, invece, ha indubbiamente una lingua sciolta. Mi chiedo come mai.
Per la prima volta, da quando Bel -disgustata cerco di non guardarlo- e gli altri sono venuti a prendermi mi chiedo chi sono, cosa fanno... Se hanno già ucciso in passato. Se sono corrotti, o se sono qui perchè ricattati.

Ewan ha scritto:
"Bene, principe - detto con un chiaro tono sarcastico - , se ti devo dire come mi chiamo e cosa faccio nella vita partiamo con il piede sbagliato. Non insultare la mia intelligenza, perché se sono qui non è perché mi sono perso e sto cercando una cartina degli autobus per tornare a casa."

"Sai perfettamente chi sono e che lavoro faccio, e soprattutto sai bene che non mi piace mescolarmi con questa gentaglia qui."

"Questa organizzazione che tieni in piedi - indicando il luogo - mi è sconosciuta, e penso che sia sconosciuta alla maggior parte delle persone in città".

"Oppure è conosciuta solo dalle persone influenti. "

"Se è così, cosa ci fa uno come me qui insieme a questa feccia? Voglio dire, perché mettermi insieme alla bassa manovalanza?"


La sfuriata dell'uomo instilla in me dei dubbi. Sicuramente sarà stato questo principe a cercare me, a volermi -un brivido mi attraversa la schiena-, per chissà quale motivo. Il minimo è che già sappia il mio nome. I nostri nomi.
Sai bene chi sono e che lavoro faccio. Interessante. Assassino, tagliagola, avvocato, giardiniere? Non credo proprio quest'ultima.
Sicario, probabilmente...
Spero solo non ci faccia ammazzare.


Dopo un breve silenzio, riempito dalla pesantezza dello sguardo di Vidal, la sua fredda voce torna a vibrare.
Ha uno strano modo di parlare. Le sue frasi contengono degli avvertimenti impliciti, eppure non ha reagito alle provocazioni degli altri. è nella posizione per farlo, eppure no. Calma, agghiacciante calma.
Sa quello che fa, e sa che gesti avventati, reazioni cruente, possono portare ad un qualcosa che lui non vuole.
E neanche io.

Il riferimento ai segreti raggiunge il cuore di ogni presente, ne posso esser certa. Sa, eccome. Saprà anche quante volte vado al bagno.

Accompagnato dalle sue parole, mostra un piccolo libricino nero, apparentemente datato. Mi chiedo perchè valga così tanto, cosa può esserci scritto di così importante.

Vidal ha scritto:
"Anche loro hanno avuto bisogno di una leggere "spintarella" per convincersi a fare ciò che gli veniva chiesto, ma alla fine sono stai piuttosto bravi a svolgere il lavoro. Non oso pensare a chi, domani mattina, dovrà pulire la carneficina che hanno lasciato nell'obitorio dell'ospedale... Poveretto, gli verranno gli incubi per svariate notti... "


COSA?!
Indietreggio, mi guardo attorno, cerco una fuga con gli occhi. Impossibile, non ce la farò mai. Sono in troppi, e sono veloci. Tempo che raggiungo le mie armi, e mi ritrovo con le spalle al muro, una pistola piantata nella gola. E quegli occhi incantenati ai miei.
E poi, cosa succederebbe? Morirei, e mio fratello subirebbe lo stesso destino. No, non posso. Non posso fuggire.

Socchiudo gli occhi, cerco di calmarmi.

Una domanda retorica -come se potessi sapere cosa diamine può interessare a questa banda di assassini-,
Ovviamente, poi seguita da una spiegazione, introdotta in maniera pomposa.
Non sono più così sicura di voler sapere per quale motivo è stato versato del sangue, in quell'ospedale.

Vidal ha scritto:
Signori miei, questo è un testo di Necromanzia. Sulle sue empie pagine è scritto e spiegato come riportare alla vita coloro che sono morti, privandoli del santo riposo eterno che il Creatore ha voluto concedergli."


...
Mi porto una mano davanti alla bocca. Sbianco, i miei occhi si dilatano, sorpresi.
Improvvisamente, le figure di quegli uomini e di quelle donne ammantati si fanno inquietanti, avvolte da un alone di mistero e follia.
Resuscitare i morti?! Necromanzia?! Questi sono tutti pazzi, non voglio aver niente a che fare con loro!
Non riesco a muovermi, non riesco a mettere a fuoco alcun oggetto. Una setta, un gruppo di folli.
Cosa diamine vogliono da me?
Il battito del mio cuore subisce un'impennata, i miei sensi sono tutti volti a percepire un qualunque sintomo di pericolo. Bisognosa di aria e di tranquillità, cerco di focalizzare la mia attenzione su qualcosa -qualunque cosa-.
La luce, i candelabri. I miei occhi, avidi di un qualcosa di conosciuto, corrono e si infrangono contro il calore di quelli lingue che scoppiettano.
Le mie pupille si ritraggono dolorosamente, il riflesso delle fiamme impresso nei miei occhi.
Questo fastidio mi aiuta a ritrovare il contatto con il mio corpo.
Calma, Rhea. Non puoi fare nulla, solo attendere. Ogni tipo di fuga è follia. Lo sai cosa si dice, delle sette. Follia, pazzia... Cecità di fronte alla realtà. Cerca di essere pronta a tutto, ma non agire. Forse, fatto il loro bel rituale, vedranno non funziona, entreranno nel panico, e potrai fuggire.

Al ha scritto:
."Non scherzi vero? Ci vuoi far credere che sia veramente un libro per rianimare i morti? Devo ammettere che dopo stanotte non mi stupisco di niente, verso quale verità ci stai spingendo? Sono curioso di saperlo."


Se prima avevo dei dubbi, ora sono totalmente spariti. Al -se ricordo bene, il mio cervello non è affidabile, in questo momento- è folle.
è totalmente, irrimediabilmente, andato di mente. Forse sta bluffando, però. Sì, sicuramente ha capito che è meglio assecondare questo principe.


Esitante, cerco con gli occhi Vidal. Una risata isterica esce spontanea dalla mia gola.
"Cosa? Resuscitare i morti? Necromanzia? Astruse verità?"
Non capisco, non so cosa pensare. Il volto di quell'uomo è soddisfatto, ci analizza come fossimo cavie da laboratorio...
è folle, soltanto che folle.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 04/10/2008, 1:54 
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Ewan

Strano, molto strano.

Avrei pensato di scatenare una qualche reazione, di qualsiasi genere. Ma niente.
Il principe continua imperterrito con una flemma invidiabile a decantare e a narrare i fatti che questa sera abbiamo compiuto.
Ciò mi lascia un po' perplesso, ma non mi arrendo.

Non mi piace per nulla la situazione. Sono davvero un topo in gabbia, e se provo a fare la voce da leone non ottengo risultati.

Non ho mai avuto di questi problemi. Di solito quando la situazione si fa calda in aula aggredisco nella mia arringa finale, e il risultato quasi sempre viene da se. Non è facile scoprire i punti deboli dei teste o degli imputati, però quando ci si riesce e gratificante.

Non vuole rispondere alle mie domande per adesso. Una cosa è certa, è pieno di se e sicuro che non costituiamo alcuna minaccia in questo momento.

L'unica arma da sfoggiare in questi casi è la retorica.

Lo ascolto attentamente, mentre racconta le nostre gesta, e non posso fare a meno di inorridire mentre mi sovviene alla mente il massacro dell'ospedale. Però mi faccio forza e cerco di annegare tutti i sentimenti che possono rendermi debole e poco lucido. Questa sera non è il caso di farsi prendere da crisi di panico. Ci sarà un tempo ed un luogo anche per questo.

E poi, quando alla fine ci dice di che cosa si tratta questo libro, la mia reazione è decisamente atipica.

Non posso fare a meno di farmi scappare un risolino.

Nah, è impossibile. Questo ha perso qualche rotella.

Finché si parla di soldati super-addestrati oppure di tecniche ipnotiche uno può ancora ipotizzarne l'esistenza. Magari non pubblica e non sbandierata ai quattro venti, però sono tecniche o trucchi plausibili. Ma cosi si scende nel ridicolo.

Qui la faccenda è seria: perché una persona come questo principe, che sembra completamente sana di mente, ricca e acculturata crede a simili scemenze?

La mia perplessità è così accentuata che si palesa in una smorfia incredula, molto sarcastica e sbigottita.

Non riesco proprio a trattenermi e dalla mia bocca escono le seguenti parole :

"Tu mi hai costretto - tenendo in ostaggio mia moglie - a darti una mano massacrando dei pazzoidi drogati per recuperare un libro che resuscita i morti?"

Rimango un po' a bocca aperta dopo aver pronunciato queste parole, come se io stesso non ci credessi.

"Ci sono 2 possibilità, chiari e lampanti. Perché uno come te ha l'aria di fare sul serio e di non perdere tempo e denaro."

"O sei un pazzo sclerato, uscito dal manicomio perché facente parte di una categoria di malati incurabili, instabili e schizofrenici ma piena di soldi e di amici della stessa risma (se non peggio) con niente di meglio da fare che tormentare la gente onesta e dedicarsi a riti esoterici che francamente sono alquanto demodè, oppure - e rabbrividisco al solo pensiero - quel libro resuscita davvero i morti. E quel punto sarei io a diventare un pazzo sclerato in attesa di cura".

Il tono di voce è un po' severo e totalmente sarcastico, finché alzando gli occhi e incrociando lo sguardo con il principe mi rendo conto che non ha l'aria del pazzo e non fa cenni di dissenso con il volto, come fanno i pazzi per discolparsi o giustificare. Il tono cambia gradualmente dopo l'incrocio, che avviene circa a "rabbrividisco", e finisce con un tono quasi impaurito con l'ultima parola.

A quel punto un brivido gelido mi percorre la schiena.

No, non voglio non posso e non devo credere a certe cose. E' vero che mio nonno mi ha sempre detto che lo spirito di una persona vive e continua a vivere dopo la sua morte, ma io l'avevo sempre interpretato in senso figurato, come spero che anche lui voleva che io l'intendessi.

La mia mente rimane solida, chiusa come una roccia e pragmatica, non accetta simili idiozie. Però inconsciamente mi piacerebbe vedere se quello che afferma è vero.

Potrebbe essere una scoperta a dir poco straordinaria.

Piano piano alla razionalità si affianca la curiosità.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 04/10/2008, 12:17 
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Aaron

Ascolto il discorso dell'uomo senza proferire parola.

Necromanzia? Non morti ? Quest'uomo è completamente folle; probabilmente appartiene a qualche strana setta di ricconi che buttano il loro denaro per ricerche insulse nelle quali coinvolgono molte, troppe persone.


La mia mente spazia per un attimo nella possibilità della veridicità delle sue parole (I fanatici all'ospedale, la donna dell'obitorio, le strane immagini contenute nel libro, Bel e i suoi scagnozzi...)
e un freddo brivido mi corre lungo la schiena.

No, no. Non sono uno stupido sgherro, non sono un sempliciotto.
Questo folle è talmente chiuso nel suo mondo che si è creato intorno a se che non può accettare alcunché non appartenga ad esso.
I pazzi però vanno trattati con i guanti...una parola in meno e resti rinchiuso nella loro rete, una in più e puoi scatenare tutta la loro follia.


"Bene allora ammettiamo che tu abbia solo commissionato al tuo cagnolino di fiducia di trovare degli uomini per compiere questo compito e che sia lui ad essersi innamorato di noi..."
Adoro giocare con gli sgherri....sa che non può toccarci e che può solo subire al momento; magari dopo la pagherò cara per queste parole, ma ne sarà sicuramente valsa la pena

"Dici che non sono cortese e gentile ? Beh sono stato ricattato, rapito, obbligato a uccidere degli sconosciuti per recuperare quel fottutissimo libretto e mi dici che IO non sono stato garbato nei modi ?"

"Io i bastardi li ammazzo per lavoro; se mi avessi detto che un gruppo di folli per colpa di quel libretto andavano facendo sacrifici umani in un obitorio, avrei accettato l'incarico senza pensarci su due volte...e avrei goduto nel compierlo."
"Invece, sempre che quel tipo - affermo indicando con un lieve cenno della testa lo spadaccino - non abbia ragione sulla tua follia, mi racconti delle storielle del c***o!"

La voce si fa più nervosa; forse quella sigaretta mi avrebbe davvero fatto comodo...

"Non so e non m'interessa se qualcuno in questa stanza sta credendo alle tue parole ma sappi che non mi convincerai a compiere questo 'importantissimo lavoro' -affermo con tono pesantemente sarcastico- con delle str****e come magia nera, santo Graal...necromanzia."

"La prossima volta addestra meglio il tuo cagnolino in modo che cerchi solo degli psicotici."

Dannazione ho bisogno di una fottutissima sigaretta!
L'astinenza è un brutta bestia e per un assuefatto come me lo è ancor più; i muscoli si tendono, il mio sguardo comincia a spaziare nella stanza soffermandosi per un attimo su qualcosa che potrebbe comunque aiutarmi a rilassarmi: una brocca di vino.

Mi rilasso un attimo notando la strana consistenza della bevanda Tsk tutti sti soldi e guarda cosa si beve.. penso con disprezzo.
Tuttavia decido che ogni cosa andrebbe bene in questo momento quindi mi discosto dal muro e mi avvicino lentamente alla brocca.

Vediamo fino a che punto ha bisogno di noi, vediamo quante "insolenze" è disposto a tollerare
Se c'era una cosa che avevo imparato durante il servizio è che le armi migliori sono quelle mentali; chiunque in un modo o nell'altro può essere distrutto da esse...bisogna solo trovare il punto di rottura della loro mente.

"Beh se vuoi iniziare con il piede giusto puoi iniziare a dirmi la verità su questo compito e dirmi cosa vuoi che faccia."
"Ah, dato che non hai sigarette..non ti dispiace se ti rubo un po' di vino vero?...ho la gola un po' secca.."

Ok come già detto mi accingo a prendere un sorso della densa bevanda; a te la palla Olorin xD

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-Sostenitore della "Short arm philosofy"
-Presidente del comitato: Uniti per lo spam


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 04/10/2008, 13:29 
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Derek

Brividi di freddo sudore percorrono la mia schiena al sentire le parole pronunciate dal principe, il resoconto di quello che abbiamo fatto questa sera, dei morti che abbiamo prodotto per arrivare a prendere un unico stupido libro. Mentre Vidal parla, sento che la mia attenzione si allontana da quella stanza. Le parole entrano nelle mie orecchie ma non fanno presa, come se stessi sentendo un discorso trito e ritrito, un discorso sentito una miriade di volte, che ormai non ha nessuna attrazione su di me. In effetti, sono eventi che conosco fin troppo bene. Eventi vissuti in prima persona che popoleranno i miei sogni, i miei incubi, per tutte le notti a venire. L'immagine della donna pallida e dalle vene violacee in evidenza si fa strada dentro di me, ma cerco di allontanarla con tutta la mia forza.

Il mio pensiero volge invece verso Lucy, la mia cara sorella. Lucy che adesso sarà a letto a riposare dopo un'onesta giornata di lavoro. O forse che sarà in piedi ad aspettarmi, in pensiero per la mia sorte. Lucy è sempre stata come una madre per me, mi ha sempre difeso e protetto.
non dimenticherò la promessa che ti ho fatto...

Vida