RheaNervosa, mi guardo attorno. Lo sguardo di quell'uomo ferisce, sono lame acuminate che ti trapassano da parte a parte, bramose di leggerti dentro.
Il ragazzo, il solo con cui avevo parlato fino a quel momento, è impulsivo. Credo che abbia paura, almeno quanto me.
No, non paura. Inquietudine. Totale ignoranza di cosa stia succedendo, mi correggo mentalmente.
Invece, il moro ha carattere.
Anche troppo, finirà per farsi ammazzare.
Se solo l'aria fosse stata meno tesa, sarei scoppiata a ridere.
O è incosciente, o ne sa più di me... Oppure, è certo del fatto che sono -siamo- troppo utili in vita.L'ultimo a parlare, invece, ha indubbiamente una lingua sciolta. Mi chiedo come mai.
Per la prima volta, da quando Bel -disgustata cerco di non guardarlo- e gli altri sono venuti a prendermi mi chiedo chi sono, cosa fanno... Se hanno già ucciso in passato. Se sono corrotti, o se sono qui perchè ricattati.
Ewan ha scritto:
"Bene, principe - detto con un chiaro tono sarcastico - , se ti devo dire come mi chiamo e cosa faccio nella vita partiamo con il piede sbagliato. Non insultare la mia intelligenza, perché se sono qui non è perché mi sono perso e sto cercando una cartina degli autobus per tornare a casa."
"Sai perfettamente chi sono e che lavoro faccio, e soprattutto sai bene che non mi piace mescolarmi con questa gentaglia qui."
"Questa organizzazione che tieni in piedi - indicando il luogo - mi è sconosciuta, e penso che sia sconosciuta alla maggior parte delle persone in città".
"Oppure è conosciuta solo dalle persone influenti. "
"Se è così, cosa ci fa uno come me qui insieme a questa feccia? Voglio dire, perché mettermi insieme alla bassa manovalanza?"
La sfuriata dell'uomo instilla in me dei dubbi. Sicuramente sarà stato questo principe a cercare me, a volermi -un brivido mi attraversa la schiena-, per chissà quale motivo. Il minimo è che già sappia il mio nome. I nostri nomi.
Sai bene chi sono e che lavoro faccio. Interessante. Assassino, tagliagola, avvocato, giardiniere? Non credo proprio quest'ultima.
Sicario, probabilmente...
Spero solo non ci faccia ammazzare. Dopo un breve silenzio, riempito dalla pesantezza dello sguardo di Vidal, la sua fredda voce torna a vibrare.
Ha uno strano modo di parlare. Le sue frasi contengono degli avvertimenti impliciti, eppure non ha reagito alle provocazioni degli altri. è nella posizione per farlo, eppure no. Calma, agghiacciante calma.
Sa quello che fa, e sa che gesti avventati, reazioni cruente, possono portare ad un qualcosa che lui non vuole.
E neanche io.Il riferimento ai segreti raggiunge il cuore di ogni presente, ne posso esser certa. Sa, eccome. Saprà anche quante volte vado al bagno.
Accompagnato dalle sue parole, mostra un piccolo libricino nero, apparentemente datato. Mi chiedo perchè valga così tanto, cosa può esserci scritto di così importante.
Vidal ha scritto:
"Anche loro hanno avuto bisogno di una leggere "spintarella" per convincersi a fare ciò che gli veniva chiesto, ma alla fine sono stai piuttosto bravi a svolgere il lavoro. Non oso pensare a chi, domani mattina, dovrà pulire la carneficina che hanno lasciato nell'obitorio dell'ospedale... Poveretto, gli verranno gli incubi per svariate notti... "
COSA?!Indietreggio, mi guardo attorno, cerco una fuga con gli occhi.
Impossibile, non ce la farò mai. Sono in troppi, e sono veloci. Tempo che raggiungo le mie armi, e mi ritrovo con le spalle al muro, una pistola piantata nella gola. E quegli occhi incantenati ai miei.
E poi, cosa succederebbe? Morirei, e mio fratello subirebbe lo stesso destino. No, non posso. Non posso fuggire.Socchiudo gli occhi, cerco di calmarmi.
Una domanda retorica
-come se potessi sapere cosa diamine può interessare a questa banda di assassini-,
Ovviamente, poi seguita da una spiegazione, introdotta in maniera pomposa.
Non sono più così sicura di voler sapere per quale motivo è stato versato del sangue, in quell'ospedale.
Vidal ha scritto:
Signori miei, questo è un testo di Necromanzia. Sulle sue empie pagine è scritto e spiegato come riportare alla vita coloro che sono morti, privandoli del santo riposo eterno che il Creatore ha voluto concedergli."
...
Mi porto una mano davanti alla bocca. Sbianco, i miei occhi si dilatano, sorpresi.
Improvvisamente, le figure di quegli uomini e di quelle donne ammantati si fanno inquietanti, avvolte da un alone di mistero e follia.
Resuscitare i morti?! Necromanzia?! Questi sono tutti pazzi, non voglio aver niente a che fare con loro!Non riesco a muovermi, non riesco a mettere a fuoco alcun oggetto. Una setta, un gruppo di folli.
Cosa diamine vogliono da me?Il battito del mio cuore subisce un'impennata, i miei sensi sono tutti volti a percepire un qualunque sintomo di pericolo. Bisognosa di aria e di tranquillità, cerco di focalizzare la mia attenzione su qualcosa -qualunque cosa-.
La luce, i candelabri. I miei occhi, avidi di un qualcosa di conosciuto, corrono e si infrangono contro il calore di quelli lingue che scoppiettano.
Le mie pupille si ritraggono dolorosamente, il riflesso delle fiamme impresso nei miei occhi.
Questo fastidio mi aiuta a ritrovare il contatto con il mio corpo.
Calma, Rhea. Non puoi fare nulla, solo attendere. Ogni tipo di fuga è follia. Lo sai cosa si dice, delle sette. Follia, pazzia... Cecità di fronte alla realtà. Cerca di essere pronta a tutto, ma non agire. Forse, fatto il loro bel rituale, vedranno non funziona, entreranno nel panico, e potrai fuggire.Al ha scritto:
."Non scherzi vero? Ci vuoi far credere che sia veramente un libro per rianimare i morti? Devo ammettere che dopo stanotte non mi stupisco di niente, verso quale verità ci stai spingendo? Sono curioso di saperlo."
Se prima avevo dei dubbi, ora sono totalmente spariti. Al -se ricordo bene, il mio cervello non è affidabile, in questo momento- è folle.
è totalmente, irrimediabilmente, andato di mente. Forse sta bluffando, però. Sì, sicuramente ha capito che è meglio assecondare questo principe. Esitante, cerco con gli occhi Vidal. Una risata isterica esce spontanea dalla mia gola.
"Cosa? Resuscitare i morti? Necromanzia? Astruse verità?"
Non capisco, non so cosa pensare. Il volto di quell'uomo è soddisfatto, ci analizza come fossimo cavie da laboratorio...
è folle, soltanto che folle.