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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 05/03/2008, 14:13 
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Aaron

Finisco con calma la mia sigaretta ricaricando il revolver e rinfoderandolo. Tutto sembra più semplice e più chiaro ma una volta gettata la cicca, il mondo torna ad apparire per quel che è. Una strage e davanti ad un ospedale. Mi sembra già quasi di sentire le sirene che si avvicinano: il tempo è poco.
Infilo grandi occhiali da sole neri per coprire almeno in parte il viso e nascondo le armi...In scena!
Entrando nella struttura sento grandi parole venire pronunciate dal cecchino ma è chiaro che esse sono pronunciate solo per scacciare la crescente ansia e paura che si respirava nell'aria.
Al ha scritto:

>
>


Amico tse mi piacerebbe davvero fare un discorso "a quattr'occhi" con quel bastardo
I volti spaesati e intimoriti degli altri mi fanno capire che non saranno loro a fare la prima mossa e poichè il tempo è poco, è necessario agire in fretta.
Faccio un grande sforzo poichè da anni non ero abituato a relazionarmi con un gruppo con cui dover svolgere una missione ma la situazione lo richiedeva e le necessità oggettive dovevano imporsi su quelle soggettive.
>sussurro in modo che solo il gruppetto mi possa sentire >

Non vi è bisogno di aggiungere altro; mi avvicino a grandi passi al banco informazioni dove un'impaurita infermiera, scatta subito in piedi fissandomi con una supplica negli occhi. > affermo una volta avvicinatomi al bancone mostrandole il mio vecchio distintivo.

Le lascio appena il tempo di leggere la scritta CIA presente su di esso prima di rifoderarlo.
La donna torna a sedere e sembra rassicurata anche se la paura non sembra essere completamente scomparsa dal suo volto.
Mi avvicino di scatto al bancone arrivando a sussurrare all'orecchio dell'infermiera in modo che solo lei possa sentirmi: > faccio una breve pausa scrutandomi intorno come se temessi di essere inseguito; tornando su di lei il mio volto appare spaventato e inquieto.

> bisbiglio fra me e me facendo in modo che, tendendo le orecchie, anche la donna possa sentire.

Leggo di sfuggita il nome sul tesserino: Rosie
> affermo in chiusura con un tono più incisivo per instillare il timore nella donna.

Non era raro sentir parlare di possibili omicidi commessi da agenzie governative per occultare prove e testimoni ed ero sicuro che anche Rosie avrebbe riflettuto su di ciò.

Nel caso servissero, fai pure tutti i tiri che ritieni necessari

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Ultima modifica di Marcows su 07/03/2008, 16:15, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 05/03/2008, 22:43 
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Tutti

Surreale, decisamente surreale.

Questo e altri pensieri simili vi attraversano la mente mentre vi muovete tra i pochi infermieri presenti nella hall dell'ospedale.
Nessuno da segno di aver sentito nulla di quanto accaduto fuori, nessuno da segno di paura, ansia, preoccupazione, curiosità...
Le persone nella stanza continuano a fare quello che stanno facendo con disarmante naturalezza...

Anche Rosie, l'unica infermiera dietro il bancone dell'accettazione sembra essersi del tutto ripresa dal lieve spavento avuto nel vedersi rivolgere la parola, così velocemente e autorevolmente, dallo sconosciuto che agita il distintivo della CIA.
Deglutisce una o due volte, distoglie lo sguardo, si riavvia i capelli ramati e poi si rivolge all'uomo che le sta di fronte dicendo:

>

La lettera finale della frase sfuma lentamente, quando vede lo sconosciuto e i suoi misteriosi tre compagni imboccare a passo di carica il corridoio, verso l'ascensore. Tutti uomini dall'aspetto poco raccomandabile: un giovane con gli occhi sgranati e una barbetta ancora non del tutto sviluppata sulle guance, un altro uomo con lo sguardo duro, glaciale, con una benda insanguinata legata ad un braccio e infine un uomo, probabilmente più vecchio del ragazzo ma più giovane degli altri due, avvolto in un lungo impermeabile di pelle nero, tagliato in più punti, con uno strano bastone legato alla schiena...
Veloci, i quattro scompaiono dietro la porta tagliafuoco che separa il pianerottolo su cui si trova l'ascensore dalla hall.L'uomo che le ha parlato, mentre tiene aperta la porta ai compagni, continua a fissarla poi, con un ultimo sguardo, scompare.

1...2...3...4...5!

Lentamente, con circospezione, Rosie mette la mano in tasca, ne estrae un cellulare e premi il tasto di chiamata rapida.

>

Poi, con naturalezza, lascia il bancone e si avvicina all'infermiere vicino alla macchinetta delle bevande. L'uomo ha una bottiglietta d'acqua in mano.
>
E si allontana, mentre gli occhi socchiusi e sbarrati dell'immobile uomo rimangono fissi a osservare il vetro della macchinetta...

Aaron chiude la porta alle vostre spalle. Siete su un pianerottolo piuttosto largo. Una rampa di scale sale, una scende. Davanti a voi, le porte chiuse di un ascensore.
Vi guardate, indecisi sul mezzo da usare per scendere incontro al vostro destino...
N.B.: quantunque io l'abbia descritta, nessuno di voi ha visto o sentito la scena di Rosie al telefono, perchè è contemporanea alla discussione che intavolerete adesso per scegliere quale via usare per scendere. E' chiaro o devo spiegarlo meglio?

scusate l'attesa, ma ho davvero un sacco da fare in questo periodo. L'ordine di post è libero.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 05/03/2008, 23:24 
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Ewan

Decisamente un bel colpo, devo ammetterlo

Penso fra me e me, quando intravedo la scena del duro con l'infermiera. Davvero formidabile. Non devo sottovalutarlo affatto.
Farsi spacciare per un agente così, senza sbagliare un colpo e senza inflessioni nell'espressione ne nel tono di voce... davvero notevole. Si potrebbe pure pensare che SIA un agente.

Ma che vado a pensare... questo è un avanzo di galera, anche della peggior specie. Uno che si passa per i suoi carcerieri..

La situazione è chiara. O si scende, o si scende. Il problema è come

Ascensore, troppo ovvio. Scale, troppo lento.

Scambio qualche occhiata con il gruppo, per cercare di carpire le emozioni e le intenzioni (ormai sono un maestro..) . Il mio sguardo è però distratto dal pavimento lucido e dalla struttura delle scale, molto simmetriche, un po' sudice, dallo stile grezzo ma efficace. l'ascensore, dopo un attento esame, è abbastanza grande per portare 4 persone, anche se un po' sacrificate.

Il mio giudizio è : Scale. Più pratiche, più lente però si prestano bene ad entrate di soppiatto e danno poco nell'occhio. E dato che all'interno dell'ospedale non ci siamo ancora fatti riconoscere si può ancora sperare nell'effetto sorpresa.

"Prendiamo le scale e cogliamoli alla sprovvista. Con un po' di fortuna non sanno ancora che siamo arrivati."
Sentenzio così, sottovoce, il giudizio finale.
C'è però qualcosa che non riesco a cogliere appieno, una sensazione strana, come quando si dimentica di chiudere il gas quando si parte per un lungo viaggio, oppure si dimentica qualche oggetto importante...

Mi sforzo in silenzio, eliminando per un attimo i suoni di sottofondo e tutto ciò che mi circonda, ma non riesco a venire a capo della matassa. Decido di ignorare il tutto per il momento.

Sono solo un po' teso, non facciamone un dramma.

Del resto è vero... se fuori abbiamo rischiato la pellaccia, chissà all'interno che ci aspetta. Meglio non farsi cogliere dal panico e ricordarsi che devo ancora scegliere da che parte stare.

Nel frattempo scruto con aria interrogativa gli altri e sento le loro opinioni a riguardo, evitando cautamente di mostrare solchi o espressioni facciali che possano tradire le mie ultime elucubrazioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 06/03/2008, 1:20 
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Al

Sono stupito dalla rapidità con cui siamo arrivati fin qui, tutto troppo calmo e irreale, il che mi fa pensare che ci stiano aspettando, credo che anche gli altri la pensino come me o almeno l'ex sbirro, lo leggo nei suoi occhi fermi e decisi, devo dargli merito per aver liquidato in fretta la ragazza di prima.
Sento Ewan bofonchiare un abbozzo di strategia...
>.

Non ho paura di scoprire cosa ci stia aspettando, anzi questa squadra improvvisata mi fornisce uno stimolo in più, mi da coraggio come se fosse un branco, un branco di iene assetate di sangue...

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 07/03/2008, 10:34 
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Derek

Siamo dentro, gli occhi si stanno abituando alla luce. Un rapido sguardo d'insieme mi avverte che forse siamo un po' troppo evidenti... quattro uomini vestiti in modo poco raccomandabile, che entrano in un ospedale dopo che fuori si è consumato un massacro, riportando i segni della battaglia, e camminano come se niente fosse. Troppo strano...
...Eppure...
...Nessuno sembra essersi accorto di nulla. Gli infermieri continuano nelle loro occupazioni, per nulla preoccupati o intimoriti di ciò che è accaduto. Qualcuno ad una macchinetta, altri quasi imbabolati.
Infilo una mano in tasca, afferrando il coltello e stringendolo per raccogliere un po' di coraggio. I nostri passi echeggiano mentre Aaron si avvicina alla reception con passo spedito. Esibisce qualcosa, forse un distintivo.

C***o... uno sbirro... abbiamo un lupo tra di noi!

Il cuore prende a galoppare e palpitare. Mi sento soffocare, mi sento in trappola, come se anche l'ultima via di uscita fosse stata chiusa. Gli occhi si portano rapidi verso Al, mentre una tonalità e un'espressione di sfiducia in ciò che stiamo per fare si diffonde dagli occhi fin sul volto. Ma lo sguardo glaciale del mio compagno mi trafigge come una lancia. In un certo qual modo, mi fa vergognare di quello che sto provando. Abbiamo già combattuo poco fa, ha combattuto dalla nostra parte. Siamo stati compagni, adesso è uno di noi.
Sostenuto da quello sguardo, osservo il resto della scena, annotando mentalmente i particolari.
Aaron ha parlato con voce dura e decisa, si è imposto sulla volontà dell'infermiera, abbiamo ottenuto ciò che volevamo.
Con passo svelto, entriamo nel piccolo pianerottolo. Un bivio. Due alternative: Le scale o l'ascensore.
Lo spadaccino parla, esprime la sua opinione. E' convincente, molto convincente. Le scale.

Sì... le scale... sono la scelta migliore. Sembrano più lente dell'ascensore, ma sulle scale i tempi li facciamo noi. Sono più pratiche... hanno un vantaggio fondamentale: non dobbiamo attendere che si richiudano le porte per fuggire.

CLUNK

La porta tagliafuoco si richiude alle nostre spalle rumorosamente. Sobbazo nel sentire il suono inatteso. I nervi sono a fior di pelle, sono pronto a scattare per qualsiasi cosa.
In cosa ci siamo ficcati?
Sul via dato dalla porta, anche il mio capo prende a parlare.
Al ha scritto:
Dividiamoci: due in ascensore e due sulle scale


Grande... Vantaggio tattico... Ma...

Non riesco a trattenermi:
«Sì... certo... due e due è un grande vantaggio tattico... ma continuo a preferire l'idea di Ewan: meglio le scale.
Intanto ci forniscono iun minimo di protezione dietro alla porta, per evitare eventuali imboscate. E poi, ci offrono un'immediata via di fuga. Credo che le scale siano l'idea migliore.»
Osservo gli altri, con gli occhi ancora un po' lucidi per via della paura che iniziava a diffondersi, un senso di inquietudine che appesta l'animo e abbassa il morale. Adesso siamo nella tana del lupo.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 07/03/2008, 16:13 
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Aaron

Mentre gli altri discutono sul da farsi controllo la zona; mi è capitato più di una volta di finire in imboscate simili.
Basta una rapida occhiata, intuisco subito che il pistolero ha già capito: >
Poche parole sorde risuonano nella stanza...mi fermo prima di continuare osservando come gli altri smettano di parlare e mi fissino con un aria spaventata; il ragazzo infila nuovamente la mano in tasca cominciando a muoverla ripetutamente: è agitato.

>.

>

Un topo, un maledetto topo in un labirinto la cui unica uscita e la bocca del gatto.....odio questa sensazione.
Doveva essere un lavoretto facile, un maledettissimo lavoretto eppure...tradimento, sparatorie, novellini e ora questo; ho una pessima sensazione e non ho alcuna intenzione di essere una facile preda


> affermo dopo qualche minuto.
>

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 09/03/2008, 21:24 
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Al

> Faccio un cenno con il capo a Dereck per vedere se è d'accordo.

>ripeto nella mia testa



io proverei a fare un tiro di volontà per vedere se riesco a rimanere concentrato

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 10/03/2008, 9:28 
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Derek

Le parole del mio compagno mi confortano parecchio. Alla fine abbiamo scelto la via che sembrava più sicura, niente spazi chiusi e senza via d'uscita. Quella sensazione opprimente che montava nell'animo al solo guarare le porte dell'ascensore è svanita del tutto.
Annuisco con un cenno del capo al mio compagnio, infilando una mano nella fondina ed estraendo la piccola semiautomatica che è stata mia compagna nello scontro consumato precedentemente. La sollevo fin quasi sul volto, come per sentirne il freddo contatto, il gelido metallo che porta una po' di coraggio e di conforto.
Cerco di allontanare ogni pensiero, cerco di sgombrare la mia mente il più possibile. Adesso siamo nella tana del lupo, e data l'accoglienza riservataci, ogni istante è prezioso e ogni distrazione potrebbe essere fatale.
Muovo nuovamente la testa con un movimento i assenso, poi il mio sguardo si sposta sui miei compagni, indagando sul loro volto, alla tenue luce del neon sulle scale, se il piano esposto è stato approvato.
Il cuore prende a martellare violentemente nel petto, mentre il respiro rallenta fino a portarmi qusi all'apnea. Gradino dopo gradino, lo sguardo si deposita sulla porta che dovremo attraversare, in attesa.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 11/03/2008, 21:36 
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Tutti

Dopo la veloce discussione, i quattro uomini si apprestano a scendere le scale. A pistole spianate e divisi in due coppie, procedono scendendo lentamente sottoterra. Aaron ed Ewan, poi Al e Derek. Nonostante la sfiducia reciproca, ormai le loro vite sono indissolubilmente legate l''una all'altra, rendendo spiacevolmente consapevoli i membri del piccolo gruppo di quanto la propria vita dipenda dalla sopravvivenza degli altri.

Le luci al neon illuminano le pareti color crema dell'ospedale, mentre percorrete le scale.Dopo qualche istante di discesa, arrivate ad un pianerottolo.Sulla vostra destra, una porta tagliafuoco con un grosso "-1" dipinto sopra. A fianco di questa, un cartello indica ciò che si trova a questo livello, laboratori per la maggior parte.
Scendete ancora. Pochi secondi, e vi trovate di fronte ad una porta esattamente uguale a quella del piano di sopra, ma stavolta è un grosso "-2" campeggiare sullo sfondo grigio topo. Il cartello a fianco riporta una sola scritta: "Morgue". Obitorio.

Un brivido vi percorre la schiena. Lentamente, Aaron apre la porta. Ewan entra, poi si abbassa per coprire gli altri, mentre Al e Derek entrano. Infine, anche Aaron è dentro. L'interno è rischiarato da una luce soffusa. Luci e ombre creano strane forme sulle pareti. Vi rendete conto che è decisamente più piccolo dei piani soprastanti, forse contiene meno di cinque stanze. State per aprire bocca e discutere il da farsi quando, soffusa, vi giunge da lontano una folle risata...

Karsh, il tiro volontà ha avuto questi risultati:

Volontà= Fermezza(3) + Autocontrollo(3) = 6d10 = 5,8,9,4,3,3

due successi.Effettivamente, un po' pochini vista la situazione. Tecnicamente, il tiro l'hai superato. Vedi tu come interpretare il risultato. A mio parere, potresti essere un po' meno sicuro, ma sta a te scegliere.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 11/03/2008, 22:42 
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Al

La tensione è molto alta, il mio mantra non riesce perfettamente nell'intento di calmarmi, rimango un po' teso soprattutto quando arriviamo alla porta del seminterrato, un maledetto obitorio. Ewan e Aaron si piazzano in copertura, io e il mio compagno avanziamo nell'oscurità quando dal nulla sento ridere...ancora una risata in faccia. > sussurro agli altri. Come avevo intuito ci stanno aspettando. Cerco un interruttore per accendere la luce, ma le mie pistole puntano verso il corridoio come se dicessero a chi ci sta davanti "venite bastardi ce n'è per tutti"...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 15/03/2008, 11:24 
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Derek

Tutto tranquillo, per il momento

Siamo entrati senza particolari difficoltà. I nostri passi che risuonano nella scala silenziosa, la porta che si apre con un sinistro ciglolio.
Lo spadaccino avanza per primo, ad un cenno del mio compagno, deglutisco rumorosamente ed entro, la pistola alta davanti al corpo, mentre lo spadaccino si abbassa scostandosi di lato. Una rapida occhiata intorno, giusto per sentirmi raggelare il sangue leggendo la scritta 'Morgue'.

C***o, ma di tutti i posti proprio nell'obitorio dell'ospedale?

Il cuore prende a palpiatare furiosamente, mentre la mi drizzano i peli sulla pelle. Sento il corpo di Al scostarmi dal lato opposto di quello di Ewan, il suo sguardo è duro, mi sembra dire:
"Non c'è tempo da perdere!" abbasso lo sguardo.

Ha ragione, c***o, ha sempre ragione in questi casi...

Mi abbasso anche io tenendo lo sguardo vigile e la pistola alta davanti a me. Non sappiamo cosa ci aspetta qua dentro.
Infine anche l'ultimo entra nella stanza.
La porta si chiude rumorosamente...

...

...una gelida risata risuona nell'obitorio. Il sangue, che prima scorreva lentamente, sembra fermarsi del tutto. Il cuore batte all'impazzata, ma sembra perdere dei colpi. Volto lo sguardo verso i miei compagni, osservandoli con un'espressione interrogativa. Al sembra abbastanza sconvolto, ma ritrova il sangue freddo di sempre.

Al ha scritto:
>


Annuisco nella semioscurità dell'obitorio.
«Troveranno pane per i loro denti» sussurro, mentre stringo la pistola più duramente nelle mani, sento le nocche diventare bianche per la stretta.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 26/03/2008, 22:49 
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Ewan

Sembra che qualcuno qui si diverta alle spalle della gente. Voglio dire, quante altre persone rapirebbero per poi venire a nascondersi in un obitorio? Bah.

Sono cinico, ed è l'unico modo per cavarsela qui in mezzo. Stasera le ho sentite tutte. Sparatorie, avanzi di galera, obitori di notte e drogati come se piovesse. Maledette droghe, stanno rovinando una generazione.
Non tutti possono permettersi di studiare e di ricevere un adeguata istruzione e quindi si rifugiano in credenze popolari e scenette horror da strapazzo e in sostanze allucinogene.

Grazie alla mia innata superbia recupero prontamente la calma e la situazione mi riappare chiara e limpida.
"Sanno che siamo qua, e per qualche strano motivo si divertono a volerci mettere paura, " bisbiglio ai miei compagni.
"Non perdete la calma e non fatevi incantare da questi trucchetti da teatrino da quattro soldi." sentenzio, glaciale come un icerberg.

Detto ciò, mi preparo anche io, come vedo gli altri fare, a far saltare per aria tutto quello che si avvicinerà, pensando in che razza di mani è finita la mia povera Claire.

Forse non volevano nemmeno un riscatto, soltanto divertirsi un po' a terrorizzarla
Cerco di pensare in questa direzione, e sopprimo immediatamente l'idea che possa essere finita in pasto ad una setta satanica di merda.

Perchè non potrei sopportare che sia finita in questo modo e che questo tentativo di salvarla sia vano quanto quello di contare tutti i granelli del deserto del sahara.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 30/03/2008, 20:31 
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Tutti

L'improvvisato quartetto, immerso nella spettrale atmosfera del sotterraneo dell'ospedale, comincia timidamente ad avanzare. Pistole spianate, controllano ogni angolo prima di superarlo, avvicinandosi man mano alla fonte di quella misteriosa, ed ormai conclusa, risata che ancora echeggia nelle loro menti.

Porte scure si affacciano lungo i brevi corridoi, rivelando diverse camere mortuarie. Infine, girato l'ennesimo angolo, vi trovate davanti un cono di luce azzurrina che rischiara il pavimento pochi metri davanti a voi, filtrando da una porta chiusa.
Dall'interno, sentite provenire un brusio di fondo, ma non un rumore... piuttosto, una cantilena pronunciata sommessamente...

Un forte odore d'incenso permea l'aria in prossimità della porta, mischiato ad altre sostanze esotiche che i vostri nasi non riescono a discernere...

Vi ritraete dietro l'angolo, acquattandovi e parlando a bassa voce per decidere come agire...

ok ragazzi, scusate ma non potevo farvi aspettare ancora, sennò andiamo davvero troppo lentamente.vorrei che adesso inscenaste un "consiglio di guerra", cioè parlate fra di voi, interagite con gli altri personaggi del gruppo per creare una strategia. Quando avrete deciso, fatemelo sapere con un indizio on-GdR, tipo un

>, o un >... insomma, cose così, ok?Buon game!

@Marcows: scusami, ma non potevo davvero aspettare oltre. Puoi sempre fare un post diviso in due in cui ruoli il tuo PG prima e dopo questo mio post, se hai tempo.Se no, fa niente.

Ciao!

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 30/03/2008, 20:51 
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Aaron

"M-O-R-G-U-E"

Un obitorio.....m***a!

Un posto comodo per far sparire dei cadaveri di troppo...sotterraneo per giunta in modo che anche nel caso urlassimo o sparassimo i pochi suoni che giungerebbero al piano di sopra..beh non credo che in molti avrebbero il fegato di venire a controllare; non in tempo, almeno.

Mi fermo un attimo...i pensieri corrono velocemente nella mia mente: un misto di paura, ansia e rabbia si mescolano con una frenetica ricerca di punti di fuga e modi per potersi salvare nel caso la situazione precipitasse.

Una lugubre risata conferma ciò che temevo: è una trappola!

Ma chi potrebbe volermi morto ? Forse i miei vecchi colleghi mi hanno scoperto e vogliono vendicarsi....no questo non sarebbe nel loro stile. Forse qualche bastardo a cui avevo pestato i piedi quand'ero ancora un agente, dato che come tale mi hanno riconosciuto o forse..
I pensieri offuscano la mia mente distogliendomi completamente da ciò che sto facendo.

Al ha scritto:
>


Una frase finalmente spezza il silenzio; come sempre, ricaccio domande e paure in un lontano cassetto della mia mente per poterli analizzare più avanti e mi focalizzo nuovamente sulla situazione: non mi farò fottere di nuovo!

>
>
Interrompo il mio discorso per recuperare un paio di cose che mi ero portato dietro e in modo da lasciare ai miei compagni la possibilità di riflettere un momento su ciò che avevo appena asserito.

Alcool, un brandello di camicia...> un sorriso compare sul mio volto mentre mi accingo a preparare quella che tutti possono riconoscere come una molotov.

E ora, a noi.

Scusate ancora per il ritardo.
Olorin per la molotov fai, se necessario, tutti i tiri che ritieni necessari; nel caso servissero ho Manualità=0 e Prontezza=3
P.S. avevo già scritto una roba simile ma non avevo specificato nulla, era messa tra le righe ed era passata in sordina quindi ho fatto un piccolo edit; se comunque ritenete che non vada bene, il pezzo è salvato e riedito subito.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : Terrore e torpore nella Big Easy : .
MessaggioInviato: 31/03/2008, 2:56 
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Aaron è addirittura più impulsivo del sottoscritto, a quale squilibrato pieno di rabbia verrebbe in mente di tirar fuori una molotov...e se quelli sparano sulla bottiglia e il contenuto si riversa su di noi? No no è un'idea malsana!

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