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 Oggetto del messaggio: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 21/05/2007, 22:42 
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IN CAMMINO FRA LE OMBRE


_________________PROLOGO_________________


Marcel


La cella è oscura, permeata da una puzza nauseante. Il buio ti si appiccica addosso come melassa, minacciando di assorbirti. Una parte della tua mente vorrebbe cedere a quel richiamo. Le voci sono sempre lì. Ti parlano, ti tormentano, ti ricordano cose a lungo sopite nei recessi del tuo cervello....
Lui vuole che tu viva.
, dice una, Cerca il Leib..., sussurra un'altra, soppiantata nel tono da una terza, che grida Sono su di me!vermi!Vermi!Mangiano i miei occhi!Ahaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!, una quarta subentra,avida, si, figlio mio, si, vieni dalla mamma....
Scuoti la testa, cercando di farle calmare.Non puoi zittirle.
>, ti dici, >
Tramite esse, Lui ti parla, ti rende noto il Suo volere...

Pian piano, i ricordi affiorano nella marea di urla e sussurri nebulosi che affollano il tuo cranio. Sei stato rinchiuso nel Dipartimento Psichiatrico della Questura di New Orleans per gli ultimi tre mesi.Poi, uno dei loro "medici", sciocchi!se solo sapessero!cercano di curarmi!bah!, non aveva scritto sul suo cencioso rapporto che eri di nuovo in grado di vivere insieme ad altri uomini.
Quindi, la polizia era arrivata, ti aveva prelevato come un sacco di aptate e ti aveva sbattuto in questa fetida cella.Due settimane fa.In attesa...Si, aspetta, aspetta..., dicevano sempre le voci, Lui ha detto che arriverà qualcuno...aspetta...

Giri lo sguardo, e solo ora ti accorgi del giovane uomo vicino a te.Ti tende la mano, sembra aspettare qualcosa...
Le voci ritornano piu forti di prima....


Alexander

L'uomo rannicchaito sul pavimento si è girato. Non si è ancora accorto di te. Ad un tratto, se ne esce con alcune frasi sconnesse. Riesci a cogliere un
>, e poco altro. Torna nella sua catalessi. Ad un certo punto, come se si fosse appena svegliato, si gira verso di te. Il suo viso dimostra poco meno di 30 anni, la barba e i capelli lunghi e sporchi ne aggiungono altri 5 buoni. Ti guarda a metà tra il sorpreso e l'atterrito. Gli occhi grigi sono il particolare più bello e inquitante di quel volto con la bava alla bocca: profondi, eppure fragili, velati, sembrano assumere mille tonalità diversi, nella fioca luce della cella.Sembrano possedere una luce propria, mentre ti fissa...

La tua mano è ancora tesa, ma inizi a chiederti se hai fatto la cosa giusta a rivolgergli la parola...

Bertold


La tua Rolls rallenta sotto il tocco magistrale di Albert, quando arriva davanti al grattacielo che ospita il tuo ufficio, e metà di quelli della tua compagnia.
Albert ti apre la portiera, e tu esci, dirigendoti a passo spedito verso l'atrio. L'ascensore, esterno al palazzo, ti porta al tuo ufficio all'ultimo piano, facendoti godere del magnifico panorama della tua città baciata dal sole e cullata dal Mississippi. Ormai sveglia, la Big Easy ha cominciato a carburare verso una nuova giornata di lavoro.Il porto, ben visibile sull'ansa del fiume, è già in fermento.

Arrivi in ufficio, e Dominique, la tua segretaria europea, ti aspetta con la corrispondenza, il giornale e il caffè mattutino. La ringrazi e la congedi, mentre ti siedi a leggere le tue lettere. Stai guardandole distrattamente, sorseggiando il caffè, quando dal mucchio ne sguscia fuori una particolare. Per poco non ti strozzi con il caffè. L'indirizzo è scritto esattamente con la stessa calligrafia del pacco che ti hanno consegnato stamattina...

Sam


La giornata alla “Detective Rowen&C. Inc.” inizia pigramente. Mr. Rowen è arrivato da poco, sta ancora sfogliando il giornale, mentre sorseggia il suo mocaccino di Starbucks. Sei nel tuo piccolo studio, giusto lo spazio per uno schedario, la scrivania e due sedie.Il cappotto lo hai lanciato, entrando, sulla sedia di fronte alla tua mentre, assorto, leggi il bollettino ufficialedella Questura.E così oggi McKenzie darà voce alla sua requisitoria finale...
Il giornale si dilunga nel raccontare la lunga caccia operata dal magistrato per smantellare il giro di droga giù al porto.
Quello di McKenzie era un nome che girava da un po' nelle strade, il più delle volte sussurrato con timore...
Più sotto, si parlava dell'ennesimo arresto per hackeraggio, stavolta un giovane tecnico informatico.Bah!Che gusto ci trovano non riesco a capirlo...

La porta a vetri sbattè.Mr. Rowen non accennava a muoversi, a giudicare dal silenzio proveniente dalla sua stanza, quindi ti affacciasti nell'anticamera.Un uomo stava lì.Era calvo, con un pizzetto a punta, nero corvino, ad incorniciargli il volto.UN lungo pastrano nero nascondeva le forme del corpo, ma si intuiva, dall'ampiezza delle spalle, che non era per nulla fuori esercizio, anzi!

>, ti si rivolge affabile, >,non era una domanda. Aveva un lieve accento ispanico.C'era qualcosa di sfuggente in questo tipo.Ti metteva a disagio....
Nondimeno, l'educazione di tuo padre ti imponeva di rispondergli...


Bene, ecco qua l'inizio della seconda cronaca.Scusate il ritardo, spero vi piaccia.Scusa se ho copiato qualche idea nell'impostaxzione della pagina, Segugio, ma non avevo tempo per inventarmela io stesso.Rimango a disposizione per domande e chiiarimenti.Ruolate pure liberamente per un po'.
Ciao! ;)

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MessaggioInviato: 21/05/2007, 22:51 
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Alexander
Forse era meglio che mi facessi i fatti miei. Non mi pare del tutto a posto, ma "Padrone" è una parola che mi fa pensare a troppe cose,DEVO andare a fondo in questa faccenda
Tiro via la mano.Quella bava alla bocca non mi fa pensare a niente di buono.
>
ripensai a quella parola che aveva pronunciato "non DEVO"
il mio sguardo si fece perplesso in cerca di capire che cosa non deve fare,avere,ecc.
>gli dico,con una voce sussurrata ma dolce,in modo da fargli capire che non voglio fargli del male...se non sarà lui a farmelo.

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MessaggioInviato: 21/05/2007, 23:24 
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Sam

Alla faccia della buona educazione... Segugio... ma tu guarda questo tipo! Vuole fare il simpatico...
Cercò di non far trasparire dal volto la sua "disapprovazione" per il termine con cui l'aveva appellato, e, sfoggiando il suo miglior sorriso prefabbricato, gli rivolse la mano, presentandosi:
>

Rimase così, attendendo la stretta di mano del cliente e la sua presentazione... Eppure, c'era qualcosa che non andava in quella situazione. Era una scena già vista moltissime volte in passato...
Il cliente che parla con MrRowen, le presentazioni, la spiegazione del caso, le indagini, la riscossione dell'importo pattuito... nonostante ciò, c'è qualcosa che non va... Mah, sarà solo una sensazione. L'importante è che paghi!

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MessaggioInviato: 22/05/2007, 0:56 
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Marcel

La vista con il pasare dei secondi si fa meno offuscata; intravedo una persona distinta, perbene cosa vuole da te, è cattivo ti farà male !!! .

Con imbarazzo toglie la mano che mi fu offerta.

> mi disse. ihihih ,tanto c'è Lui che mi protegge, non vorrebbe che mi facessi male!!!!

Le voci mi pervadono, il corpo è ancora in subbuglio, ma riesco a stento ad alzarmi.
Mi sento sporco, mi pulisco con il bavero della mia camicia putrida la bava che ormai copiosa,per l'astinenza dai farmaci, sgorga dalla mia bocca ...

> continuò l'uomo di bella presenza. COSA INSINUA, COSA VUOLE DA NOI ???

Un fremito mi pervase, ancora ero nel dormiveglia, stavo forse ancora sognando, ma di sicuro ero in pericolo, non potevo avere detto certe cose !!

Non mi trattenni > , sputai all'estraneo e corsi di nuovo nel mio angolo

> >


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MessaggioInviato: 22/05/2007, 7:08 
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Alexander
Uno sputo mi arrivò dritto in faccia.Passai la mano sul volto a palmo aperto e quando tolsi la saliva la scuotei.
Non è molto confidenziale,ammetto,ma non mi arrendo.Ogni volta tira fuori nuove parole: "Basta vermi"...che cosa vorrà dire?
Pensavo,ma no mi era facile in quell'ambiente lurido e sudicio.
Mi avvicinai un altra volta:
<Ri-porgo la mano per presentarmi

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MessaggioInviato: 22/05/2007, 9:07 
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Marcel

Appena scappato dal pericolo di svelare tutti i miei segreti, e rinchiusomi nell'angolo buoi o fetido, caddi in un profondo sonno, costellato di sogni che mii riportavano alla mia triste infanzia, alla fuga da casa, al Suo incontro.

> Che bello: risentii la voce del mio unico amico, la Sua voce.

Questo mi diede gran serenità e continuai a dormire serenamente.


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MessaggioInviato: 22/05/2007, 10:18 
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Sam

>, risponde l'uomo.Un lieve sorriso inarca le sue labbra.La mano che stringe la tua è come acciaio. Finite le presentazioni, rimanete un attimo in silenzio, a studiarvi.Vedi i suoi occhi che, palesemente, ti squadrano da cima a fondo, e ciò che leggi in fondo a quello sguardo non ti piace. Quando arriva a fissarti negli occhi, il suo sguardo ti cattura.Gli occhi grigi che penetrano nei tuoi sono talmente profondi che potresti annegarci dentro.Senti che quello sguardo nasconde cose innominabili, spaventose...e incredibilmente attraenti, quasi lusinghe di un piacere futuro...

Alla fine, lui rompe il ghiaccio, come se nulla fosse successo.>

Lo sguardo, che finora non ha mai abbandonato i tuoi occhi, si fa più profondo, e anche più pressante.Un senso di urgenza ti travolge...


scusatemi, devo scappare all'università!Con gli altri continuo dopo.Fallen, superpallino state andando alla grande! [smilie=icon_2thumbs.gif]Bertold-Albows, ma tu hai la scheda in formato .pdf?Ho provato a mandartela, ma mi dice che è impossibile recapitare la mail nel tempo indicato.Boh...

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Sam

Dire che l'investigatore si sentiva come un bambino perso in quello sguardo non era un eufemismo... una profonda voluttuosità prese possesso della sua anima, quasi come un desiderio inappagabile di qualcosa che non poteva essere raggiunto, eppure era lì, a portata di mano. Sia ben chiaro, non era attrazione fisica, ma qualcosa di più profondo, che toccava nell'animo... forse, qualcosa di perverso, anche; in fondo, il potere logora, e logora ancor di più l'attrattiva del potere. Ecco, era quello: Sam sapeva che quell'uomo poteva essere la chiave per schiudere la porta del potere...

Rispose alla stetta di mano il più calorosamente a lui possibile, come per dimostrare che anche lui aveva forza, e alla richiesta di "privacy" chiuse la porta, dicendo:
>

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Alexander
Vidi che il mio compagno di cella si addormentò, ma ora non pareva più un pazzo malato, pareva un uomo normale che dorme;la sua faccia era serena come se stesse sognando qualcosa di piacevole.Decisi di dormire anch'io.

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MessaggioInviato: 22/05/2007, 23:42 
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Marcel

Dormi tesoro mio, dormi...
La voce della mamma risuona serena e calda nella tua mente.Copre tutte le altre...
Per un attimo ti crogioli in quella sensazione di pace e serenità, arrivando addirittura a scivolare nel sonno.Sogni.
Lui è li, ti sta aspettando.I suoi occhi, rossi come il sangue, ti trapassano.

>, dice.La voce calda e vellutata ti culla nel sogno.>
Il Suo volto è fastidioso da guardare, è cangiante: un attimo è quello della mamma, poi di Mark, poi del secondino, ora è divenuto il dottore....
>, ti chiede con voce ora petulante, come se parlasse ad un bambino capriccioso.Prima che tu posso aprire bocca, ma potrei veramente?, Lui riprende a parlare..
>
Un sorriso obliquo inarca le labbra del Padrone.Quando parla, ora, il tono è più duro, simile al lamento di mille voci messe insieme.Le orecchie ti fanno male. Una lacrima scende sulla tua guancia.Il dolore è dolce... e terribile allo stesso tempo.
>
Ti guarda maligno, con un largo sorriso, e gli occhi stretti a fessura...


Alexander


Questo è totalemte matto.
Scocciato dal tuo tentativo fallito di far conoscenza, di allontani dall'uomo addormentato, e ti avvicini alle sbarre della cella.Il corridoio è scarsamente illuminato, e vuoto.Nulla...nessuno con cui far un poco di conversazione...
Dietro di te, l'uomo si agita nel sonno, boffonchiando parole incomprensibili.Sospiri.Sarà una lunga giornata in cella.
Ti stai quasi rassegnando alla noia, quando senti dei passi.Qualcuno sta percorrendo il corridoio.Ti stacchi dalle sbarre.Un secondino si avvicina alla tua cella.

>, dice, mentre comincia a girare la chiave nel chiavistello arrugginito.Senza tanti complimenti, sei tirato fuori dalla cella, ammanettato e sospinto nel corridoio.

Arrivate nel parlatoio.C'è un solo uomo, oltre alle guardie.Alto, pelato, con un pizzetto nero e a punta.Gli occhi, di un grigio opalino, ti squadrano da capo a piedi, e ti senti messo completamente a nudo.Con uncenno del capo, ti fa segno di sederti sulla sedia.Lui si accomoda di frotne a te, poi rivolge uno sguardo alle guardie.
>.
Con tuo sommo stupore, quelle escono dalla stanza, chiudendosi le porte alle spalle...

Sam

>.
Entra nel tuo studio e si accomoda sulla sedie di fronte alla scrivania. Vagamente irritato, lo segui e ti siedi al tuo posto, inziando a giocherellare con una penna per calmarti.
>, esordisci.
>, sorride lui soddisfatto.
>, dice, sogghignando,>

Ti guarda fisso negli occhi, i suoi non si sono mosso neanche una volta da che ti sei seduto, e aspetta una tua risposta.UN brivido corre lungo la tua schiena...

Berthold

Giri e rigiri quella lettera tra le mani.Il tempo scorre ma tu non te ne accorgi.L'indecisione attanaglia il tuo cervello.Aprirla?O, non aprirla?
Il caffè è ormai freddo sulla scrivania, dove l'hai appoggiato dopo aver visto la lettera.Tu sei ancora in piedi, con il resto della corrisondenza e il giornale sparso ai tuoi piedi.Ad un certo punto, il telefono sulla scrivania squilla vivace.
Premi meccanicamente il bottone della linea 1, quella di Dominique.
>, dice la voce della donna, che neanche il microfono riesce a rendere meno suadente.
L'avvertimento fa breccia nella nebbia che avvolge la tua mente, e velocemente torni alla realtà.La riunione del Consiglio!Cavolo, l'avevo dimenticata!
Recuperi in fretta la cartellina con i documenti dalla tua ventiquattrore, e fai per andare verso la porta...
La lettera è lì, appoggiata vicino al telefono.Ti blocchi un momento.Poi, velocemente, la fai scivolare dentro al cartellina, e ti avvii verso la sala riunioni...

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MessaggioInviato: 23/05/2007, 7:25 
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Alexander

In prigione non avevo niente da fare,nessuno con cui parlare,niente da leggere.
Quando mi vennero a prendere e mi dissero che c'era una visita pensai subito a Ashley. Quando vidi che era un uomo capii che non era lei. I casi sono due:o Ashley si è fatta trans oppure non è lei. Optai per la seconda ipotesi. Non c'è che dire,era proprio un uomo strano, e, per quanto potevano essere belli i suoi occhi, la sua testa pelata non era delle migliori. un tipo strano,non si finisce mai di incontrarli. Quando disse alle guardie di lasciarci soli e queste ubbidirono, rimasi di stucco.Ma chi è costui ora lo squadrai io ma non mi parve di notare niente di interessante.
> dissi dopo un'attimo di silenzio di entrambi.

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MessaggioInviato: 23/05/2007, 10:34 
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Marcel

I miei fratellini!!!!. Improvvisamente mi svegliai, come se mi avessero tirato addosso una secchiata d'acqua. Erano anni ormai che non sognavo i miei fratelli, non mi ricordavo nemmeno i loro volti.
E invece erano tutti lì in quei pochi secondi che mi ricordo. Quella così forte emozione riuscì addirittura a svegliarmi.

Nella cella non c'è nessuno, oltre alla mia carcassa malandata.

Un uomo verrà, lo accoglierò come il migliore dei miei amici, lui mi porterà ai miei fratellini

Questa era la Sua volontà, perchè non fare ciò che mi dice ? Mi ha sempre aiutato, sempre. Farò qualunque cosa per Lui.

Ok Marcel adesso devi collaborare, cercai di rendermi presentabile, provai a pettinarmi, mi feci una coda di cavallo con l'elastico ormai quasi tutto rotto.

Riassettai la brandina, mi ci sedetti sopra. Aspettai, non so quanto. Cosa aspettavo non lo so, ma sarebbe successo qualcosa a breve, Lui me lo ripeteva ogni notte .......

_________________
La gente stupida dice delle sciocchezze, la gente intelligente le fa.

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Sam

L'investigatore rimase un pò stupito da quella richiesta...
Un libretto rilegato in cuoio? Ma mi sta prendendo in giro! E dove lo vado a pescare un libretto in un quartiere? Dovrei ispezionare casa per casa, secondo lui?

Eppure, nella sua pur banale semplicità, era una richiesta che non poteva non essere accolta, benchè si trattasse di trovare il famoso "ago nel pagliaio"...

>
Attese un attimo, prima di porre le sue due ultime domande, quasi a ponderare l'effetto che avrebbero potuto avere sull'uomo:
>

Ho molti dubbi riguardo all'accoglimento della prima istanza perchè, se usano un mediatore, è difficile che vorranno mostrarsi in prima persona, ma conoscere gente nuova, e potente, è sempre un bene...

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MessaggioInviato: 23/05/2007, 12:59 
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Berthold


>

Avanti, andiamo a sentire quei vecchi barbagianni succhiasangue vomitare un po' di cifre. Odiosi finanzieri........non vedono altro che denaro! I miei genitori fondarono questa azienda in nome dell'Arte, non di una "s" con due paletti ficcati in mezzo! Mon dieu, il Rinascimento...... > -=sospiro=-

Bertold si ferma a osservare attraverso la parete-finestra l'operosa città, il porto, i carrettini gialli che scorrazzano laboriosi per i moli, portando merci nelle stive dei cargo come formiche portano briciole di pane nel formicaio. Come se il tempo non avesse più consistenza, ecco Berthold pensare al Rinascimento, ai grandi artisti del tempo, e alla grande produttività del mondo moderno.
Quando sceglierei di vivere, se potessi scegliere? I ritmi di un tempo........il saper apprezzare il bello..........il saper godere i singoli istanti......oggi si corre e basta. Però la società di oggi è così produttiva, così organizzata.........ci vogliono solo grandi uomini in grado di saperla guid-

Berthold viene sbattuto indietro nella realtà dal gracchiare dell'interfono sul suo tavolo: >

Berthold si avvia, senza rispondere all'interfono, verso la porta del suo ufficio, diretto alla sala riunioni al piano inferiore.

Pardieu! Dannate diavolerie elettroniche! Non cederò il privilegio di rivolgere la parola ad una ninfa ad un ammasso di fili elettrici.

Il giovane affarista si dirige con passo sicuro verso il piccolo ufficio di Dominique: Altro che RInascimento, le farei godere io i singoli istanti.... > Dominique resta di stucco, e prova a blabettare un > > > > Berthold si siede sul tavolo della ragazza e, fissandola dritto al centro delle pupille, le dice, sfoggiandole il suo sorriso "a mezzaluna" su una guancia soltanto: > > > >

> risponde il giovane don Giovanni allontanandosi.


Ma pensa che strano: ora quella barbosa riunione mi pare meno barbosa. E sia, andiamo a squaleggiare quei quattro bacucchi

> > > ...... >

Questa lettera tinge l'alone di mistero che circonda quel libro di incertezza e pericolo. Vista la lettera, il libro è veramente indirizzato a me, ma perché tutto questo mistero, tutta questa clandestinità?
............A meno che non sia tutta una burla.
Eppure qualcosa non mi torna. E quel nome........ma dove l'ho già sentito? Mah, ci penserò stasera davanti ad un buon brandy.





Berthold entra con fare deciso nella sala dove il consiglio è riunito: non tutti i consiglieri lo apprezzano, alcuni non vedono con piacere l'idea di dover sottostare ad un giovanotto che sta dove sta perché è figlio dei fondatori della società; una cosa è certa: tutti lo rispettano, se non per la sua abilità nel muoversi del mecenatismo rimediando ottimi affari, per il fatto che è socio di maggioranza.

Finanza......azionisti........capitale........mah. Mi paiono come l'andare alla toilette: una cosa disgustosa, ma necessaria. Chissà poi perché papà e mamma decisero di quotare la società........ Beh, in effetti, con l'ultima divisione degli utili mi sono costruito il poligono di tiro nel parco di casa....... Forse andare alla toilette non è così male



La riunione va come al solito: gli amministratori discutono, litigano..........Berthold in piedi alla finestra ascolta, pensa, vaga con la mente tra i suoi pensieri.... Difficilmente interviene durante la riunione, sa che gli amministratori eletti con la sua quota sono persone fidate e non andranno contro i suoi interessi né contro i princìpi che da due generazioni i Von Gabenard mettono davanti agli interessi economici.
Poi, quando i vecchi affaristi si sono "sfogati", Berthold si volta, inizia a passeggiare per la stanza e detta le linee guida nella conduzione della società: il giovane capitano d'impresa è abbastanza intelligente da ascoltare quel tanto che basta la discussione che precede per rendersi conto di quali sono gli argomenti sui quali è meglio non discutere con quanto deciso dagli amministratori; per quanto riguarda il resto, poi, non avranno il coraggio di andare contro quanto detto dal giovane presidente. Oggi, però, stando alla finestra Berthold non vedeva l'operosa città che tanto lo affascina, tutta la sua attenzione era concentrata su quel libro, su quella lettera e ciò fa sì che egli provi a spingersi oltre il limite che di solito non varca.

>


Berthold si rende conto di rischiare. Del volume non sa nulla. Non ha mentito, però: il suo fiuto gli dice che forse non sta rischiando poi così tanto.


Vedi tu, Olorin, se è il caso di fare un tiro di persuasione, oppure su qualche altra abilità sociale o su ciò che pensi sia più opportuno.

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"Homo sum. Nihil humani a me alieno puto"
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Ultima modifica di Albows su 06/06/2007, 21:26, modificato 2 volte in totale.

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Alexander

>, il tono vellutato della sua voce ti avvolge completamente.
>
Fa una pausa.Le sue parole aleggiano nella stanza fra voi due, come nebbia al sole mattutino.

>

Silenzio.In tutto questo discorso, i suoi occhi non hanno mai lasciato i tuoi, e tu hai "percepito" le sue parole, più che sentirle. Sei totalmente perso in quello sguardo, le cui sfumature cambiano ad ogni parola, tanto che per diversi istanti non ti rendi conto che l'uomo davanti a te non parla più. Senti che abissi interi di conoscenza e saggezza, ma anche oscurità e lussuria, albergano nel fondo di quegli occhi... e la cosa ti piace...

Il ronzio di una mosca contro la tua guancia ti riporta alla realtà...


Sam


>, il soorriso sul suo voto si fa inquietante.

>, ti rivolge un'occhiata sardonica e minacciosa allo stesso tempo.
>
Ti studia un'ultima volta, in attesa di una tua risposta, e annuisce fra sè e sè...

Marcel


Il tempo passa inesorabile, ma tu non ci fai caso.Lui ti ha detto che verrà, e Lui non sbaglia mai.Verso mezzogiorno, il secondino passa a lasciare il pranzo per due persone.La cosa ti lascia un po' interdetto: ci sei solo tu in questa cella, e fino a ieri, mangiavi in mensa come tutti... Comunque, scopri di avere fame, e quindi ti lanci con alacrità sul hamburger, che compone il piatto principale e tipico delle carceri dello stato.

Mentre mangi, la tua mente ritorna continuamente a ciò che Lui ti ha detto in sogno, e ai tuoi fratellini.

Finito di mangiare, fai per posare il vassoio vicino alle sbarre, ma ti blocchi: qualcosa è attaccato alla base del vassoio!
Lentamente ritrai la mano: è un piccolo foglio di carta ripiegato a metà.

Dentro, è scritta un'unica parola:

"Mezzanotte."

Berthold


Il Consiglio accoglie in silenzio la tua proposta. Gli sguardi, lentamente, lasciano la tua persona, per dirigersi all'uomo seduto al capo opposto del prezioso tavolo in cristallo fumé. George Maverick Charleston. L'amministratore delegato dell'azienda, e capo degli azionisti.Vecchio amico di tuo padre, ma meno interessato all'arte e alla cultura. Vi guardate negli occhi per qualche lungo istante.Il silenzio avvolge l'intera sala come una soffice coperta, ma sotto tutti sono consapevoli della tensione che si è creata, con quella proposta inaspettata.

In questi momenti, ripensi al tuo intervento da poco concluso. Bèh, sì, insomma. Non è stato un capolavoro dell'oratoria, ma non era neanche così malaccio. Potrei anche aver convinto il vecchio gufo.Alla sinistra di George, l'anziano Jacob Preston, che era già vecchio quando tuo padre ancora dirigeva la baracca, scuote decisamente il capo, boffonchiando qualcosa riguardo ai "giovani con troppi grilli per la testa"...
Comunque, i consiglieri eletti con la tua quota di amggioranza ti offrono un solido supporto, fatto di fugaci sorrisi mentre fanno vagare lo sguardo per la sala, in un inutile tentativo di sciogliere l'imbarazzo e l'attesa.

>, SI! Ce l'ho fatta!, per poco non ti lasci scappare un gesto poco "consono" all'ambiente.
>, il tuo entusiasmo si blocca, >, conclude George, appoggiandosi sul tavolo, con un lieve sorriso sardonico, guardandoti da sopra gli occhiali.

Ho eseguito per te una prova di Oratoria.Dettagli nel supporto.

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