IN CAMMINO FRA LE OMBRE_________________
PROLOGO_________________
MarcelLa cella è oscura, permeata da una puzza nauseante. Il buio ti si appiccica addosso come melassa, minacciando di assorbirti. Una parte della tua mente vorrebbe cedere a quel richiamo. Le voci sono sempre lì. Ti parlano, ti tormentano, ti ricordano cose a lungo sopite nei recessi del tuo cervello....
Lui vuole che tu viva., dice una,
Cerca il Leib..., sussurra un'altra, soppiantata nel tono da una terza, che grida
Sono su di me!vermi!Vermi!Mangiano i miei occhi!Ahaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!, una quarta subentra,avida,
si, figlio mio, si, vieni dalla mamma....Scuoti la testa, cercando di farle calmare.Non puoi zittirle.
>, ti dici, >
Tramite esse, Lui ti parla, ti rende noto il Suo volere...
Pian piano, i ricordi affiorano nella marea di urla e sussurri nebulosi che affollano il tuo cranio. Sei stato rinchiuso nel Dipartimento Psichiatrico della Questura di New Orleans per gli ultimi tre mesi.Poi, uno dei loro "medici",
sciocchi!se solo sapessero!cercano di curarmi!bah!, non aveva scritto sul suo cencioso rapporto che eri di nuovo in grado di vivere insieme ad altri uomini.
Quindi, la polizia era arrivata, ti aveva prelevato come un sacco di aptate e ti aveva sbattuto in questa fetida cella.Due settimane fa.In attesa...
Si, aspetta, aspetta..., dicevano sempre le voci,
Lui ha detto che arriverà qualcuno...aspetta...Giri lo sguardo, e solo ora ti accorgi del giovane uomo vicino a te.Ti tende la mano, sembra aspettare qualcosa...
Le voci ritornano piu forti di prima....
AlexanderL'uomo rannicchaito sul pavimento si è girato. Non si è ancora accorto di te. Ad un tratto, se ne esce con alcune frasi sconnesse. Riesci a cogliere un
>, e poco altro. Torna nella sua catalessi. Ad un certo punto, come se si fosse appena svegliato, si gira verso di te. Il suo viso dimostra poco meno di 30 anni, la barba e i capelli lunghi e sporchi ne aggiungono altri 5 buoni. Ti guarda a metà tra il sorpreso e l'atterrito. Gli occhi grigi sono il particolare più bello e inquitante di quel volto con la bava alla bocca: profondi, eppure fragili, velati, sembrano assumere mille tonalità diversi, nella fioca luce della cella.Sembrano possedere una luce propria, mentre ti fissa...
La tua mano è ancora tesa, ma inizi a chiederti se hai fatto la cosa giusta a rivolgergli la parola...
BertoldLa tua Rolls rallenta sotto il tocco magistrale di Albert, quando arriva davanti al grattacielo che ospita il tuo ufficio, e metà di quelli della tua compagnia.
Albert ti apre la portiera, e tu esci, dirigendoti a passo spedito verso l'atrio. L'ascensore, esterno al palazzo, ti porta al tuo ufficio all'ultimo piano, facendoti godere del magnifico panorama della tua città baciata dal sole e cullata dal Mississippi. Ormai sveglia, la Big Easy ha cominciato a carburare verso una nuova giornata di lavoro.Il porto, ben visibile sull'ansa del fiume, è già in fermento.
Arrivi in ufficio, e Dominique, la tua segretaria europea, ti aspetta con la corrispondenza, il giornale e il caffè mattutino. La ringrazi e la congedi, mentre ti siedi a leggere le tue lettere. Stai guardandole distrattamente, sorseggiando il caffè, quando dal mucchio ne sguscia fuori una particolare. Per poco non ti strozzi con il caffè. L'indirizzo è scritto esattamente con la stessa calligrafia del pacco che ti hanno consegnato stamattina...
SamLa giornata alla “Detective Rowen&C. Inc.” inizia pigramente. Mr. Rowen è arrivato da poco, sta ancora sfogliando il giornale, mentre sorseggia il suo mocaccino di Starbucks. Sei nel tuo piccolo studio, giusto lo spazio per uno schedario, la scrivania e due sedie.Il cappotto lo hai lanciato, entrando, sulla sedia di fronte alla tua mentre, assorto, leggi il bollettino ufficialedella Questura.
E così oggi McKenzie darà voce alla sua requisitoria finale...
Il giornale si dilunga nel raccontare la lunga caccia operata dal magistrato per smantellare il giro di droga giù al porto.
Quello di McKenzie era un nome che girava da un po' nelle strade, il più delle volte sussurrato con timore...
Più sotto, si parlava dell'ennesimo arresto per hackeraggio, stavolta un giovane tecnico informatico.
Bah!Che gusto ci trovano non riesco a capirlo...La porta a vetri sbattè.Mr. Rowen non accennava a muoversi, a giudicare dal silenzio proveniente dalla sua stanza, quindi ti affacciasti nell'anticamera.Un uomo stava lì.Era calvo, con un pizzetto a punta, nero corvino, ad incorniciargli il volto.UN lungo pastrano nero nascondeva le forme del corpo, ma si intuiva, dall'ampiezza delle spalle, che non era per nulla fuori esercizio, anzi!
>, ti si rivolge affabile, >,non era una domanda. Aveva un lieve accento ispanico.C'era qualcosa di sfuggente in questo tipo.Ti metteva a disagio....
Nondimeno, l'educazione di tuo padre ti imponeva di rispondergli...