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MessaggioInviato: 18/06/2007, 23:55 
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Alexander
> urlai a Marcel,dopo che mi aveva colpito, avevo voglia di ricambiare lo schiaffo ma repressi il pensiero perché il dolore causatomi dallo shiaffo non era molto forte e non era il caso di mettersi ad azzuffarrsi. Passai una mano tra i capelli e dissi con un tono vocale normale >detto questo presi i soldi e dissi
>
poi misi la busta in tasca e non guardando Marcel continuai
>
attesi una risposta da Marcel
Un piccolo indizio...il "Maestro" e il padrone citato da Marcel nel suo delirio in cella porebbero essere la stessa persona

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MessaggioInviato: 01/07/2007, 22:03 
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Marcel

Prendo i soldi, ad occhio e croce 500 $ e li avvolgo su loro stessi; con cura li posiziono in tasca.


Mi guardo circospetto per vedere se qualche povera creatura non avesse assistito all'increscioso avvenimento appena avvenuto.

Mi avvicino a lui

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MessaggioInviato: 10/09/2007, 10:21 
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Alexander
Guardai Marcel pensoso, cercando di ricordare se avessi già sentito il nome dell'albergo in cui bisognava recarci.Dopo un attimo di riflessione dissi:
>
>disi dopo un attimo di riflessione >
Marcel pare avere completa fiducia in me,chissà quando scoprirà che Jonhatan non è il mio vero nome come reagirà. è un tipo completamente imprevedibile.

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MessaggioInviato: 10/09/2007, 17:54 
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Marcel

Ma questo come ragiona ? Siamo appena usciti di galera, potremmo essere accusati di omicidio e Jonathan vuole prendere un taxi ? Se qualcuno ci vede qui , oltretutto conciati come siamo, sicuramente sospetterebbe qualcosa e potrebbe riferire alla polizia la nostra posizione.

Negozi neanche a parlarne, siamo dopo mezzanotte. Il telefono è da evitare perchè, anche se pubblico, si può risalire a chi ha ricevuto la telefonata.


.

Inizio a camminare in direzione opposta alla stazione di polizia, con andatura normale, senza dare nell'occhio. Guardo Jonathan:

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MessaggioInviato: 10/09/2007, 19:49 
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Alexander


> dissi a Marcel dopo un momento di riflessione.

>

Non so se a New Orleans ci sono gli elenchi telefonici nelle cabine ma nel caso che non ci siano il mio post è un semplice "ARRIVO!"

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MessaggioInviato: 10/09/2007, 22:41 
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Dato che in ogni film americano che si rispetti le cabine telefoniche hanno gli elenchi attaccati, direi di assumere come dato di fatto che ci sono.Continuate pure. Albows, se vuoi porre qualche domanda al poliziotto mentre ti accompagna dal commissario, puoi farlo.Sennó, ruola liberamente il tragitto fino alla stanza in cui si trova il commissario (é nel tuo studio, al secondo piano della tua magione, la quale che riporta evidenti segni di la qualeffrazione e di irruzione).

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MessaggioInviato: 14/09/2007, 17:16 
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Marcel

Edit:

Si può fare ... Però non qui.



Mi giro di nuovo e proseguo la camminata.

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MessaggioInviato: 18/09/2007, 1:43 
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**************Intermezzo**************

Oscurità.
La stanza è illuminata da una fioca luce di candele, che sgocciolano cera sul pavimento piastrellato. Un uomo è seduto, su una sedia dall'alto schienale, ad un capo di un lungo tavolo in legno scuro, con intarsi in avorio e argento. La linea bianca e quella argenteo si intersecano a formare intricate volute sui bordi del tavolo, disegnando un roseto pieno di fiori, boccioli e spine.
L'uomo è solo. Il volto è in ombra, ma alla fioca luce, si evince che è vestito di un morbido completo gessato, probabilmente frutto dell'attento lavoro di qualche famoso stilista italiano. Davanti a lui, appoggiato sul tavolo, c'è un computer portatile, da cui si spande una fioca luce lattiginosa. Un uomo è ritrato sullo schermo, sta parlando rivolto a una webcam, il volto incorniciato da un pizzetto nero e a punta, e il cranio completamente rasato..
>

Un lieve sorriso increspa le labbra dell'uomo, rivelando per un attimo un minuscolo scorcio del mento e della bocca.
>

>

>
>>Sì, mio Signore.>>

Lo schermo si spegne, e la figura, ammantata di ombre, si appoggia all'alto schienale della sedia...


Sam

Evidentemente l'incontro che hai appena avuto ti ha disturbato più del previsto, perchè il foglio bianco di fronte a te è ancora lindo come quando lhai preso dalla risma della stampante. Giri e rigiri la penna fra le dita, ma le idee continuano a sfuggirti. Distrattamente, guardi l'orologio. Sono le sei meno cinque. Pigramente, riponi il foglio in cima alla risma, ti metti la penna nel taschino della giacca, recuperi pistola e soldi e ti alzi per prendere il soprabito.Tasti un ultima volta la tasca dei pantaloni in cui ai riposto il foglietto di papiro con scritta la parola d'ordine. Poi apri la porta del tuo ufficio, e poi ti sporgi in quello del Sig. Rowen.
>

Rowen alza la testa da un fascicolo che sta leggendo, inforca gli occhiali a mezzaluna, guarda l'orologio, e poi:
>, aggiunge, con un sorriso affettuoso sulle labbra.

Esci dall'ufficio,e ti avvii verso casa. Le strade scarsamente illuminate del Quartiere Francese profumano di fogna, alcol e cibo a basso costo cucinato agli angoli delle strade e non sono pochi i barboni che ti osservano mentre cammini verso casa. Mentre cammini, un pensiero ti passa per la testa. Il RED ROSE è qui dietro l'angolo, e se non sbaglio è il luogo preferito del Cajun. Potrei farci un salto per vedere se ha sentito qualche "sussurro" su questa storia...
Nella tua mente, la prospettiva di una cena calda, del divano e della partita dei Bulls lotta per alcuni secondi contro la tua innata curiosità....

Alexander, Marcel


Cominciate a camminare senza guardarvi intorno, ma con le orecchie ben tese per captare qualunque rumore ricollegabile a un allarme d'evasione. Barboni e diseredati sono vista comune nel Quartiere Francese, e l'Esplanade Avenue non fa eccezione. Fortunatamente, sembra tutto filare liscio. Dopo alcune centinaia di emtri, trovate una cabina telefonica. L'elenco, appeso con una catenella, è decisamente rovinato, e si adatta bene hai vetri incrinati, alle scritte e alla puzze di piscio che adornano la cabina.
Rapidamente, Alexander scorre le pagine.
>, esclama, dopo alcuni secondi. Marcel, curioso, si sporge da sopra la sua spalla.
>
Si trova proprio di fronte al fiume, a circa un paio di kilometri da voi...

Berthold

Mentre segui il poliziotto, noti che i danni alla casa sono evidenti, am non ingenti: una finestre con le sbarre segate via e i vetri rotti, un vaso con dei fiori rovesciato, ma poco altro. L'agente ti guida attraverso le stanze che consci tanto bene, am che ora ti sembrano così estranee...La casa dei tuoi genitori, della tua infanzia, ti era sempre sembata così forte, così sicura...e adesso....
Le parole dette al telefono dal commissario continuano a rimbalzarti nella testa: irruzione, vittima, vittima irruzione, ...

Finalmente, arrivate nel salone. La stanza è piena di agenti in divisa e uomini della scientifica impegnati a fare i primi rilevamenti. In un angolo, Kynaston, un uomo dalle spalle ampie, non molto alto ma ben modellato, più vicino ai 60 che ai 50, sta discutendo con un altro uomo in borghese, probabilmente il suo secondo. Alza lo sguardo e, vedendoti, fa un cenno all'altro uomo e ti viene incontro.

>, il suo sguardo vaga fino ad un lenzuolo bianco steso sopra una massa stessa sul pavimento, di forma chiaramente umana.

>

Signore e signori, si riparte! Spero vi piaccia questo post di ripresa.Ancora una volta, vi esorto a ruolare liberamente per interpretare al meglio il vostro, PG, che poi è lo scopo di questo GdR PbF. Sempre a vostra disposizione per dubbi/domande/chiarimenti. Unica richiesta: cerchiamo di impegnarci a tenere un ritmo di post regolare, diciamo almeno uno la settimana, ok?Sennò non ce la caviamo più.
Grazie infinite per la pazienza dimostrata nell'aspettarmi, spero che non deludervi e di ripagarvi degnamente. CIao!
[s]

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MessaggioInviato: 18/09/2007, 15:00 
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Alexander
Che schifo di cabina!
Fu il mio primo pensiero appena vidi quella sottospecie di tugurio che doveva essere la cabina telefonica
Speriamo che tutti questi barboni non abbiano usato le pagine dell'elenco come carta igenica,però
>
Entrai dentro la cabina trattenendo il fiato per non vomitare con quell'odore acre che permeava l'interno della cabina.
Presi l'elenco e dopo delle rapide sfogliate di pagine trovai l'indirizzo dell'hotel
>
dissi a bassa voce per non farmi sentire da troppo lontano.
>

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MessaggioInviato: 19/09/2007, 10:31 
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Marcel

Bene bene... abbiamo l'indirizzo ! Non ci resta che seguire il resto delle indicazioni fornite dal nostro liberatore... e poi potrò rivederLo ...

Spiando dalle spalle di Jonathan la guida telefonica, noto la costituzione del mio compagno: è smilzo ma abbastanza robusto.
mi dice. Un respiro forte, finalmente avrò una casa !!, accompagna questa lieta notizia; una goccia disperata fa capolino dal mio occhio. Vorrebbe poter sgorgare in pace ma riesco a trattenerla, bollandola come inutile.

. Così dicendo mi avvicino ancora un poco a lui e lo abbraccio da dietro, con stretta decisa.
Finalmente un posto dove riposare, essere finalmente felici, una casa MIA!!

Questo pensiero rimbalza nella mia mente, come un grillo chiuso in scatola. La chiave! La chiave! Jonathan ha la chiave! Non capisce quanto è importante per me.... e chiedergliela non servirebbe a molto, non potrebbe capire...
La mia mano, mentre lo abbraccio forte, cerca di scivolare nella sua tasca per prendere l'oggetto che solo potrebbe darmi felicità ...
Vai olorin !!!!! :p

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MessaggioInviato: 02/10/2007, 16:54 
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Alexander, Marcel
Allora, borseggiare qualcuno è un'azione contrastata, quindi eseguo un tiro di Destrezza+Criminalità per Marcel contro uno di Prontezza+Autocontrollo per Alexander.Vediamo.

Marcel: 3 Destrezza + 1 Criminalità = 4d10 = 9,5,2,1
Alexander: 2 Prontezza + 3 Criminalità = 5d10 = 9,8,5,3,1

Alexander vince l'azione, accorgendosi del tentativo di Marcel di fregargli la chiave del motel.A voi.


Berthold

Quando vedi la forma umana coperta dal lenzuolo, il cuore ti salta in gola, e inizi a capire poco o niente di quello che dice Kynaston. Distogli velocemente lo sguardo e lo lasci vagare per la stanza. Non vuoi che il commissario veda lo sgomento e la paura nel tuo sguardo. Sta ancora parlando degli indizzi che hanno trovato. Pian piano, inizi a far più attenzione ad alcuni piccoli particolari che rendono la stanza diversa da quando l'hai lasciata quella mattina: alcuni schizzi di sangue sulla parete alle spalle della salma coperta dal lenzuolo, un soprammobile di ceramica cinese dell'epoca Qing distrutto in terra, le tende strappate, vicino al lenzuolo, sembra che qualcuno abbia pulito in fretta e furia qualcosa di rosso e denso che macchiava il pavimento...
E' evidente che c'è stata una collutazione.
>, ti giri verso il commissario. La tu aespressione dice chiaramente che hai eprso sostanziali parti del suo discorso.
>, ti scruta con occhio preoccupato.>

Ovvio che no!Che domande!!
Il pensiero sale nella tua mente prima che tu possa bloccarlo, ma tanti anni alla guida del gruppo ti hanno permesso di interporre un filtro tra cervello e bocca, così tutto quello che esce è:
>
>
Vi avvicnate alla salma coperta dal lenzuolo e, ad un gesto del commissario, un agente solleva il elnzuolo quel tanto che basta per rivelare una la faccia...

O meglio, quello che ne resta. Ai tuoi occhi si pone uno spettacolo orrorifico. Il volto del morto quasi non mantiene segni del viso della persona che era in vita: tre lunghi e profondi tagli lo attraversano scendendo fino all'angolo destra in basso della mandibola. Qualche anima pia ha cercato di ripulire il volto, ma purtroppo, è servito a poco o niente. Il cranio è tagliato in numerosi punti, e manca completamente il cuoio capelluto, come se fosse stato strappato di netto. E' uno spettacolo raccapricciante, e senti il tuo stomaco ribollire, mentre la gola ti si chiude.
>
Guardi ancora qualche istante quel volto martoriato,e capisci che anche ciò che è rimasto occultato non è in condizioni migliori. Tagli più o meno profondi ricoprono anche il collo, e proseguono verso il basso. Lo scruti, vincendo per qualche momento il ribrezzo, per cercare un indizio che ti dica chi è...

E alla fine, lo vedi. Appena sopra l'orecchio, un ciuffo di capelli candidi come la neve imbrattati di sangue.

Senza riuscire più a trattenere le lacrime, sussurri:
>, e cadi in ginocchio, scosso da infiniti gemiti e singolti...

Sam

Stanchezza e curiosità combattono per quelli che sembrano minuti interi nella mente di Sam. Poi, infine, decidi. Prima il dovere e poi il piacere, dice sempre il vecchio Rowen.
Così, risoluto, ti avvii per i vicoli del Quartiere Francese, un insieme eterogeneo di case e negozietti fatiscenti, con mille e una pozzanghere di quella che forse una volta era acqua a far da ostacolo ai piedi dei passanti. Cani, gatti e topi si rincorrono sopra e sotto terra, e non sempre il vincitore è scontato.
Decine di poveri disgraziati, scappati di casa, disoccupati, divorziati, addobbano i marciapiedi, dove ci sono, o l'acciottolato su cui cammini. Quasi altrettante battone, giovani e vecchie, stazionano alla luce dei lampioni, facendo a gara a chi mostra più mercanzia. Marinai, scaricatori di porto e operai si aggirano senza meta, più o meno ubriachi, ignare vittime degli abili borseggiatori e dei pusher che aspettano all'ombra dei balconi o delle porte.

Infine, dopo una camminata di una decina di minuti in mezzo all'inferno, Sam si ritrova davanti all'entrata del Red Roses. La grossa insegna luminosa, rossa e dorata, rappresenta un enorme bocciolo di rosa, su cui è seduta una ragazza decisamente svestita.Sotto el sue gambe, si legge il nome del locale.
Il buttafuori, sì c'è pure il buttafuori, è un nero enorme. Alto,poco oltre i due metri, ha spalle enormi, su cui si riflette la luce die neon, disegnando il contorno di ogni muscolo. E' in cannottiera, nonostante faccia piuttosto freddo, e si appoggia alla parete con la schiena, dando quasi l'impressione di tenere su il locale da solo. Ormai ti conosce, ma ogni volta è la stessa storia. Ti avvicini, e lui si piazza davanti alla porta.
>, dici, >
Lui ti squadra un attimo, e poi, forse ti ha riconosciuto o forse non gli sembri pericoloso, si fa da parte, permettendoti di raggiungere la porta.
Mentre passi, lasci "scivolare" un ventone nella sua mano leggermente aperta, che subito si richiede a scatto...

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MessaggioInviato: 02/10/2007, 17:42 
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Alexander
Quando Marcel mi abbracciò,sentii un movimento sospetto nella mia tasca,mossi repentinamente la mano verso la tasca e scoprii Marcel che tentava di rubarmi la chiave dell'albergo dalla tasca.
Subito mi allontanai da lui e cercai di dargli uno schiaffo come monito a non farlo più

Olorin,oggi lavori con i dadi! :p

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MessaggioInviato: 02/10/2007, 18:32 
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Allora:

Alexander : Forza (2) + Lotta (0) = 2

Marcel : Difesa (3) = 3

La difesa di Marcel riduce a 0 il numero di dadi che Alexander può tirare. In questi casi, se si vuole comunque compiere l'azione di combattimento, si può effettuare un tiro d'opportunità. In pratica, si tira un singolo dado, e si ha successo solo se si ottiene un 10. (che, ovviamente, in questo caso non consente di ritirare il dado)

Io lo tiro comunque, poi decidi tu, Fallen, se usarlo o no.

Alexander = 1d10 = 5

Alexander non riesce a colpire con lo schiaffo Marcel: forse non ha giudicato bene le distanze, o forse Marcel si è abbassato, o forse... ruolate pure.

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MessaggioInviato: 03/10/2007, 0:12 
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Marcel

La folata di aria mossa dalla mano del mio compagno mi accarezza il viso, lembisce la mia pelle; così come il pescatore scrutando l'orizzonte, nelle interminabili nottate di pesca, viene sferzato dalla pungente brezza marina, così mi trovavo io in quella notte. Aver davanti il mare, la vita reale e le sue difficoltà, e alle spalle la terra, una casa e una famiglia.
Ma ormai da troppo tempo non mi volto per vedere la MIA terra... e se lo facessi non troverei più nulla... ooohhh, fratellini miei dove siete ?!?!

Devo assolutamente prendere quelle chiavi... Le voglio le voglio !!!

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MessaggioInviato: 05/10/2007, 20:10 
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Alexander
Ero spaventato da quella reazione improvvisa di marcel,ma mantenni comunque i nervi saldi.
>
con un gesto della mano lo esortai a seguire la strada che ci avrebbe condotto al luogo prefissato per l'incontro

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