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Marcel




Altro mistero: dovrebbe conoscere il Padrone, sarebbe dovuto essere stato Lui ad averlo chiamato, portato a se, sedotto....
Che la ricerca del mio padrone interessi più persone ? Che il mio compagno sia soltanto una pedina in questo gioco? Che sia invece opera sua tutto questo ? Una pura e semplice cospirazione ?

Troppi dubbi, non su di Lui, beninteso, ma sui dettagli che mi circondano...

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La gente stupida dice delle sciocchezze, la gente intelligente le fa.

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MessaggioInviato: 01/06/2007, 20:12 
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Alexander
Sognando?non ci credo molto,comunque...
Ascoltai le parole di MArcel,poi dissi...
>
Detto ciò spostai il piatto di maccheroni dal mio letto,lo misi a terra, dopodiché mi sdraiai sul letto e misi le mani dietro la nuca e cominciai a guardare il soffitto spoglio

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MessaggioInviato: 01/06/2007, 23:23 
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Marcel



Mi sdraio sulla mia branda e chiudo gli occhi; cado subito in un sonno profondo.

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MessaggioInviato: 05/06/2007, 23:11 
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Sam
In mp il contenuto del biglietto.ruola pure liberamente per un po', se vuoi...finchè puoi... [smilie=icon_2thumbs.gif]

[smilie=icon_2thumbs.gif] [smilie=icon_2thumbs.gif]


Alexander, Marcel


Il secondino, un tipo grassoccio, con una rada peluria bionda in faccia si avvicina pigramente alla cella. Ti lancia un'occhiata divertita, mentre fa girare le chiavi nella toppa.

>, ha un fare indisponente. Lentamente, recupera il tuo pasto dal terreno. Lancia un'occhiata a Marcel, steso sereno, con un gran sorriso sulle labbra e gli occhi chiusi, e se ne esce borbottando qualcosa come >. Sentite i suoi passi allontanarsi lungo il corridoio.

E' ancora presto, a quanto apre avete ancora qualche ora da far passare, prima che l'escamotage promesso dall'uomo che si fa chiamare Joaquin si metta in atto...

Bene, molto bello lo scambio di battute tra Alexander e Marcel.Ben fatto! [smilie=icon_2thumbs.gif] Aspetto Albows e poi continuo anche la parte di Berthold. Segugio, Alexander e Marcel, ditemi se volete ruolare liberamente ancora un po', o se preferite che vada avanti di brutto con la storia.

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MessaggioInviato: 06/06/2007, 19:30 
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Sam[

Accompagnato l'uomo alla porta, tornò nell'ufficio, aprì la busta e diede un'occhiata al contenuto...
Una bella sommetta, non c'è che dire! Considerando che questo è solo l'anticipo, tra l'altro non richiesto, il restante deve essere molto più cospicuo. Anche se, anche una bella somma può avere i suoi contro: la ricerca del maltolto sarà sicuramente molto meno semplice di quanto prevedibile...

Perso ancora nei suoi pensieri, aprì distrattamente la seconda busta di papiro (almeno, quello che sembrava essere tale) e ne lesse il contenuto....
Bella scrittura, quasi d'altri tempi... così come la "parola d'ordine": latino!

Passeggiò ancora un pò per lo studio, poi si sedette, estrasse la pistola ed iniziò a manutenzionarla. Lo faceva sempre rilassare e concentrare allo stesso tempo...

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"Live another day,
climb a little higher,
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Dream Theater - "Another Day"


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MessaggioInviato: 08/06/2007, 6:55 
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Berthold


>

>

>


Lunghi istanti di silenzio passano. Berthold resta come pietrificato di fronte alle parole "irruzione" e "vittima". La sua testa è pervasa da talmente tanti pensieri e tante emozioni, che non riesce a coglierne nemmeno uno. Stordito come se si fosse svegliato all'interno di una campana in un giorno di nozze, il giovane uomo non si rende probabilmente nemmeno conto di cosa sta capitando.

Solo dopo lunghe decine di secondi viene riportato nel suo ufficio dalla voce del commissario: > Berthold balbetta qualcosa...... .... ..... poi > >

>


Berthold vaga come drogato fino all'altro capo della stanza, dove si butta seduto sul divano di pelle beige. Lentamente la mente torna lucida e le parole del commissario iniziano a prendere forma. E' vero che il giovane affarista è un abile tiratore e pratica con regolarità il tiro con armi da fuoco, di cui è appassionato; è vero che nella palestra all'interno della sua villa egli si è esercitato, tra l'altro, nelle arti marziali e nella scherma, ma Berthold aborra nel modo più convinto l'uso della violenza e la prepotenza; egli, sì, ha sempre seguito la filosofia riassunta dalla massima "Non colpire affatto, se ciò è dignitosamente evitabile. Ma se colpisci, colpisci sempre duro", ma ha sempre pensato che questa idea andasse tenuta il più distante possibile da quella di violenza. A tutti i costi. Al punto di arrivare ad avere discussioni e screzi con persone a lui care.

Irruzione? Ma chi mai potrebbe fare una cosa simile? In pieno giorno?

..... .... . . .... ....

In cinquanta anni che i Von Gabenard sono a New Orleans mai nulla del genere era capitato. Questa città ci è sempre stata riconoscente per la nostra generosità. Ma chi..... Sacré Dieu.

>

Berthold apre meccanicamente le ante del mobile in legno chiaro che custodisce i liquori che suole offrire ai suoi interlocutori, fa girare il piano sul quale sono riposti i vari tipi di whisky e riempe per una buona metà uno dei bicchieri in vetro opaco che si trovano nella vetrinetta sottostante.
La foschia dello sconcerto, intanto, viene rapidamente portata via, nella mente di Berthold, da un caldo vento di passione. Il whisky non fa che incendiare questo vento.
Berthold, infatti, solo pochi secondi dopo essersi nuovamente seduto concentrato sul divanetto, schizza in piedi per iniziare una personale maratona tra le mura del suo ufficio.

Chi? CHI??? No, non sono ladri! Non in questa città! > Questa città ci è sempre stata grata. Noi rispettiamo te, tu rispetti noi. Nessuno a New Orleans penserebbe mai di........New Orleans......I Von Gabenard a a New Orleans hanno sempr > >

> Calmo, Berthold, è troppo comodo fare discorsi profondi su quanto è sbagliato e da villani il desiderio di vendetta, quando non si è toccati dai fatti e poi......

Non colpire affatto, se ciò è dignitosamente evitabile. Ma se colpisci, colpisci sempre duro.

> >

> Stupido perdigiorno che non sei altro, Berthold! Dove hai la testa? Non ti sie fatto dire niente dal commissario. Il vecchio Kynaston non ti avrebbe certo negato qualsiasi informazione gli avessi chies......Non importa. Meglio così. Parlargli di persona sarà ancora più efficace. Ora corro a parl..

Una parola che il proprio cervello aveva censurato fino a quel momento, tutto d'un tratto rimbomba nel cranio di Berthold. VITTIMA

>


No! A cosa si stava riferendo? Forse uno dei villani......no, Berthold, no! Impossibile! Qualcuno dei collaboratori casalinghi.... >


A cosa si sarà riferito? Ma chi? Come starà Gasparre? Il vecchio Gasparre......no, non si meriterebbe questo! .... ... .... Kynaston lo conosce bene, me l'avrebbe detto. O forse potrebbe aver preferito dirmelo di persona.......con tutti i finanziamenti che la mia famiglia ha sempre dato al Comune, potrebbe temere di.........No, Berthold! Basta pensare al peggio! Corri là!

Oddio! Consuelo! Che sia lei?? No, non consuelo! Nemmeno lei se lo meriterebbe.

No, non è possibile. Non sarebbe giusto. La mia adorata badante!



.......beh, dai, qualcosa di più di una badante. Una maestra di
> Come puoi pensare a certe cose in un momento come questo! Come puoi! Se sei così lucido corri alla residenza!


Berthold raccatta frettolosamente il proprio impermeabile e la propria ventiquattr'ore e si dirige a piè veloce verso l'uscita e gli ascensori. L'idea che qualcuno possa aver compiuto un atto così grave nei confronti della sua famiglia o, addirittura, di persone a lui così vicine come Gasparre o Consuelo, gli procura continue scariche di adrenalina e un crescente desiderio di agire, di dare il proprio contributo per eliminare la violenza, almeno, dalla propria città.

Valantine aveva ragione. Sono uno stolto idealista.

>

Non possiamo restare impassibili. Non noi che abbiamo i mezzi per agire. Valantine aveva ragione. Questa città non è più quella di una volta. Non è più quel fazzoletto di Europa nel nuovo mondo. La New Orleans del jazz, dell'architettura raffinata, della cultura.......sta morendo......sta morendo.

> >

Potrebbe aver costituito la squadriglia da solo. Potrebbero essere andati avanti senza di me >


Berthold schizza fuori dall'ufficio, diretto agli ascensori. Nella fretta non si accorge di aver dimenticato "la lettera" sul tavolo.
Scorta Dominique con la coda nell'occhio, arresta la corsa e, sovrappensiero, le dice: >

Berthold è ormai già quasi agli ascensori quando finisce la frase, mentre Dominique lo rincorre a fatica nella sua gonna fasciante per afferrare le ultime parole. >


Ormai le porte dell'ascensore si sono già chiuse, e quelle della sua attenzione nei tuoi confronti lo erano già da chissà quante ore, Dominique. Cosa pensavi, che uno come il signor Von Gabenard potesse veramente notare una come te? Pensavi che avrebbe ricordato il tuo nome anche quando fosse stato troppo di fretta per leggerlo dalla targhetta sulla tua scrivania? Sei una stupida, Dominique. Una stupida oca. Ha potere, ha pure il castello.....sarà il principe azzurro? Stupida!! E' UN UOMO, DOMINIQUE!! Ed è un americano. Sono ancora peggio degli uomini che ti hanno fatto male in Europa, questi hanno il cervello solo negli affari. Tutt'al più si ricordano, qualche volta, di metterlo per un po' nei calzoni. Ci sono anche qui, Dominique. Non hai lasciato gli uomini in Europa, ci sono anche qui.


Dominique resta qualche attimo ferma, lì dove si è fermata. E' seria, ma non sembra eccessivamente dispiaciuta, non pare una donna i cui sogni sono stati infranti. Poi si volta e cammina lentamente verso il suo posto di lavoro, mentre Berthold scende celere concentrato nei suoi pensieri.

...... . . ......... .....x°à§x....+x&...@§+xx--....un momento! Come hai trattato quella donna, Berthold? Nella mente di Berthold diventa nitida l'immagine dell'espressione di Dominique, che aveva colto solo con la coda dell'occhio, entrando nell'ascensore. Maledetta la tua testa persa tra le nuvole, Berthold. Avevi invitato quella donna a desinare con te e ora nemmeno ti sei ricordato il suo nome. __ ___ _ _ ___ Non sia mai che io faccia soffrire una donna! Non così, almeno.

Con un mezzo sorriso sulle labbra, Berthold preme il pulsante di arresto d'emergenza e rimanda su l'ascensore. Solo il fatto che il pulsante premuto è quello del piano più alto frena le persone nell'ascensore dal compiere azioni "sgarbate".

Arrivato al proprio piano, Berthold esce dall'ascensore, con una mezza piroetta si volta verso l'ascensore, porge ai suoi "compagni di viaggio" un accenno di inchino accompagnato da una parola di scuse e con un'altra mezza piroetta è lanciato deciso verso la scrivania di Dominique.
Berthold punta la ragazza con fare sicuro, mai distogliendo lo sguardo dai suoi occhi, prima e dopo che questi vadano ad incrociare quelli del giovane affarista.

> Dominique resta pietrificata. L'unica attività all'interno del suo corpo e quella dei pochi neuroni che si domandano se la sua mandibola non abbia già toccato terra e i suoi occhi non siano usciti dalle orbite per il troppo averli dilatati.
Berthold siede, come solito fare, sulla scrivania e prende una mano della donna tra le sue >.


Dominque annuisce debolmente col capo. I suoi occhi sono catturati dallo sguardo di Berthold e i suoi tentativi di vincere la paralisi delle corde vocali hanno come effetto solamente sibili a metà tra uno "oui" ed un "sì".


Soddisfatto del risultato del suo "attacco", Berthold saluta la ragazza e si dirige nuovamente verso gli ascensori sfoggiando il suo caratteristico sorrisetto da un lato solo del viso.

Allontanatosi di soli pochi passi da Dominique si arresta ruota il capo e, guardandola solo con la coda dell'occhio dice >

_________________
"Invece che per una causa mi piacerebbe battermi per un effetto"
"Homo sum. Nihil humani a me alieno puto"
"Quod nullum est, nullum producit effectum"


Ultima modifica di Albows su 11/09/2007, 13:43, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: 10/06/2007, 21:53 
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Alexander, Marcel

Lo ore in cella passano pigramente. Non c'è molto da fare, nè molto di cui parlare. Marcel continua a sonnecchiare sula branda, mentre Alexander per un po' rimane anch'egli fermo sul "letto", ma poi inizia a gironzolare nel'angusto spazio della cella. Ogni tanto, passa una guardia di ronda, e vi rivolge il classico sorrisetto di scherno che gli uomini "onesti" riservano ai "criminali".

Alexander, al contrario di Marcel, è nervoso, continua a rimugginare sulla parole che gli ha rivolto Joaquin, e sulla promessa di farli uscire.Man mano che i minuti passano, l'ansia aumenta. La paura di aver sbagliato a fidarsi cresce. Ad un certo punto, un rintocco lontano attraversa le pareti della cella. Un campanile sta battendo l'ora. Alexander rimane imbambolato, con lo sguardo verso i rintocchi, contandoli. Anche marcel, risvegliatosi già da un po', si tira su e inizia a contare attentamente, fissando il vuoto.

...10, 11, 12! Mezzanotte! E' l'ora!

Gli echi dell'ultimo rintocco si perdono nella notte. Vi girate simultaneamente l'uno verso l'altro. Gli occhi di entrambi luccicano della speranza data dalla consapevolezza.
Alexander si gira verso la porta della cella... E per poco non lancia un urlo di paura. Davanti a voi, la porta cigola aperta sui cardini, e un uomo vi guarda dall'altro lato. Veste la divisa di guardia carceraria, ma entrambi sentite di non averlo mai visto prima d'ora.

>, sibila lo sconosciuto.

Sam

Riponi con cura la pistola nella fondina, e l'occorrente per la manutenzione nella scatola apposita. Poi, inizi a pensare con cura a come muoverti in questa indagine. Stai già elencando mentalmente i nomi degli informatori giù al porto, per esser certo di non mancare di visitarne qualcuno, quando senti dei rumori provenire dallo studio di Mr. Rowen. Dopo pochi istanti, la porta del tuo studio si apre e Mr. Rowen entra nel tuo ufficio. Istintivamente, ti muovi per coprire con un braccio la busta che ti ha lasciato August. Mr. Rowen si siede comodamente laddove era seduto l'hispanico, e ti studia per un lungo istante.Poi, parla.

>, non aspetta neanche la tua risposta per continuare, >

Berthold

Esci dal grattacielo e trovi la tua Rolls già pronta ad aspettarti. Albert richiude la portiera, poi prende posto nell'abitacolo del guidatore.

>
>

Con grazia, la Rolls si immette nel traffico cittadino di mezzodì, e si avvia verso la campagna circostante New Orleans. Dopo circa una ventina di minuti state entrando nel cortila, con il cancello di ferro battuto che si richiude alle vostre spalle. Macchine della Polizia e della divisione scientifica affollano il parcheggio esterno, e alcuni uomini in divisa o in borghese piantonano l'ingresso. Quando scendi, uno di loro ti si avvicina con piglio autoritario.

>

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MessaggioInviato: 10/06/2007, 23:52 
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Alexander
Il tempo sembrava non passare mai...gironzolavo per i pochi metri quadri che la cella lasciava liberi in ansia;in ansia che joaquim non avrebbe rispettato il patto.

Quando la pendola(o qualsiasi altro oggetto ebbe suonato i 12 rintocchi) suonò la mezzanotte sussurrai,più a me che a Marcel>.

Quando vidi l'omone che aprì la grata della cella mi spaventai Come puntualità potrebbero far impallidire un orlogio svizzero pensai divertito.

ripresomi dallo spavento momentaneo passai una mano tra i capelli e dissi a marcel con un sibilo>
Detto questo seguii la guardia


Albows,complimenti per il superpost [smilie=icon_2thumbs.gif]

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MessaggioInviato: 11/06/2007, 10:45 
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Marcel

11 ..... 12 !!!!! Ecco il momento che aspettavamo. Forse questo momento lo aspettavo da una vita intera; la possibilità di redenzione e il ritorno al passato. è il mio momento. Fisso Jonathan dall'altra parte della stanza, è agitato. Senza aver tempo di pensare oltre, il cigolìo della porta. Era lì. Lo sapevo, lo sapevo! Lui non mi ha mai tradito e mai lo farà. Gli offro la miavita...

Senza indugiare il mio redentore sibila . Jonathan si alza bofonchiando e si avvicina all'uomo.

Il cuore mi stava scoppiando in petto, un leggero giramento di testa accompagnava quella forte emozione. Sono quasi paralizzato, sulla fetida brandina. Gli occhi si riempiono di lacrime.

Mi alzo, e inizio a camminare verso il nostro salvatore. Sguardo fisso nei suoi occhi.

Arrivato al suo cospetto, allungo le mani... e mi attacco al suo collo in un abbraccio profondo e sentito. Dopo un paio di singhiozzi qualche lacrima bagna la sua divisa al'altezza della spalla.

il mio è un abbraccio infinito. Passano per la testa ricordi dei miei fratellini, del mio internamento nel Dipartimento di psichiatria ma sopratutto dell'unica mia vera amicizia. E questa persona a volermi fuori, devo tutto a Lui.

Mi pare di aver rivissuto tutta la mia vita in quei 8 secondi, interminabili fantastici 8 secondi.

Mi stacco da quell'uomo nerboruto; gli sussurro vicino all'orecchio...

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Alexander
Vedendo Marcel che abbracciava la guardia, mi vennero in mente molte domande
Si conoscono?Che rapporti ha avuto Marcel con questi uomini?
Vedendo che si stava perdendo tempo dissi sottovoce

>

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Sam

Accidenti... ed adesso che gli dico? Non vorrei raccontargli tutto: dovrò pur fare le mie esperienze da solo! Ma lui è pur sempre il "capo". Dannazione!

Prese tempo, fingendo di tossire, e poi gli disse:
>
Lo fissò, guardandolo negli occhi... In fondo, se non lo ha fatto entrare lui, come ha aperto la porta?
>
Dicendo questo gli passa la robusta busta con il denaro...
>
Tanto, la busta con la parola d'ordine ce l'ho in tasca... non voglio che sappia tutto...
La pergamena con la parola d'ordine ce l'ho in tasca, vero... [smilie=icon_rolleyes.gif] Se no, dimmelo che edito l'ultimo pezzo. Ah, le prove: fai quelle che reputi più oportuno, tipo un tiro di Ascendente (2) + Persuasione (-1) = ...ehm... 1...

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Alexander,Marcel

La guardia, veloce come un fulmine, alza la mano destra e la punta al collo di Marcel. Solo dopo svariati secondi vi rendete conto che tieni un coltella dalla lama di almeno 15 cm.
>, i suoi occhi sono più freddi del ghiaccio, trapassano prima lo sguardo ebete di Marcel, poi si piantano in quelli di Alexander, facendogli capire che è incluso anche lui nella minaccia.

>, vi dice, più duro di una roccia, incamminandosi per il corridoio. Vi affrettate a seguirlo. Camminando, vi accorgete di una sagoma riversa al suolo. All'inizio, non riuscite bene a capire chi o cosa sia. A dieci metri dalla porta in fondo al corridoio, realizzate che è il secondino grasso di poco prima, la gola squarciata da orecchio a orecchio, che giace in una pozza del suo stesso sangue. Lo sconosciuto che vi guida la sorpassa come se non esiste...

Alla porta, girate a destra, verso le cucine, che attraversate poco dopo. Il silenzio è denso come zuppa di piselli, e terrificante come una foresta buia sotto un temporale. Infine, dopopochi minuti che sembrano ore, uscite dalla stazione di polizia, e vi ritrovate in un vicolo stretto, con un cumulo di immondizia appoggiato proprio di fronte alla porta da cui siete usciti. Topi, scarafaggi e altre bestie parimenti schifose si diluguano davanti alla lama di luce che esce dalla porta, mentre voi la attraversate. Piove.

Una volta fuori, l'uomo si rivolge di nuovo a voi.

>, sputa per terra, con evidente disprezzo.>, vi allunga una busta di carta, sigillata.

>

ruolate pure, mi aspetto almeno qualche reazione visto il comportamento dell'uomo e lo spettacolo macabro cui avete assistito in prigione.Vi spedirò via pm il contenuto della busta.quando avrete postato, vi farò fare il "salto temporale"...


Sam
ok, prova di Raggirare: Ascendente(2) + Persuasione(-1) +1 (perchè si fida di te)= 2 d10= 8, 1
un successo, prova superata...


>, ti ricolge uno sguardo a metà tra il bonario e il rimprovero.

>, detto questo,divide i soldi, prende la busta e, salutandoti, esce...

Un grosso sospiro di sollievo lascia le tue labbra quasi subito dopo che la porta s'è chiusa. Tiri fuori la mano della tasca, e la apri. Il biglietto è stropicciato, e anche un po' sudato, ma integro e leggibile. E soprattutto, ce l'hai ancora tu! Guardi il mucchietto di verdoni sulla tua scrivania, poi il biglietto, poi di nuovo i verdoni... E inizi a pensare ad un piano d'azione...

anche tu, ruola un po' liberamente.A seconda di quello che scriverai, vedrò quando e come e se necessiterai di un "salto temporale". La notte può essere un ottimo ricettacolo di voci, nel Quartiere Francese...

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Alexander

Quando la guardia estrasse il coltellino rimasi interdetto credo proprio che non si conoscano questi due pensai,vedendo il coltello puntato al collo di marcel... senza mezzi termini uscimmo dalla cella,una massa informe distesa sul pavimento attirò la mia attenzione

Tò...il caro secondino,non mi pare sia il posto adatto per dormire scherzai,per non pensare alla tragica fine di una persona innocente.

Quando arrivammo fuori dalla prigione e vidi che pioveva dissi alla falsa guardia:

>poi distolsi lo sguardo e feci qualche passo indietro pensando che con quell'energumeno fosse meglio non scherzare.

Cita:
>

> sussurrai a Marcel con un sorriso per rallegrarlo un po'

poi mi rivolsi all'energumeno
>mi girai verso Marcel per sapere la sua opinione.

Cita:
Tenete. Dentro ci sono un po' di soldi, e un paio di cose che potrebbero tornarvi utili

Presi la busta,guardai quanti soldi erano e controllai le altre cose all'interno della busta. Alzai lo sguardo al cielo,la pioggia mi bagnava tutto il volto,era molto rilassante. poi tornai a rivolgermi all'energumeno:

>dissi salutandolo con la mano

Allora,ricapitoliamo:
1)io,Marcel e il tizio del quartiere francese...saremo in 3 a svolgere questo compito,credo
2)Il nostro datore di lavoro è una persona che non bada a che mezzo usare per raggiungere i propri scopi; l'assassionio del secondinino ne è la prova.Poteva bennissimo evitarlo
3)a quanto vedo dalla somma non sarà un compito facile
4)Chissà come se la passa Ashley?


questi pensieri vorticavano nella mia testa...l'ultimo in particolare.

Come passerà il tempo Ashley,da sola?Forse è meglio chiamarla
mi girai verso Marcel e gli chiesi:

>

Per il cellulare non mi ricordo in che anno siamo...se non esiste dimmelo che edito
Poi ricordati di dirmi i soldi,cos'altro contiene la busta e la parola d'ordine ma so che non sei uno sprovveduto e che non te lo scorderai...Ciao

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Marcel

La lama di luce che si apriva davanti agli occhi pareva altrettanto grevedi quella appena appoggiatami alla gola. La libertà... un gusto tutto nuovo, spaventoso ma affascinante. Quella feritoia sul mondo, si è aperta per me, e sarà solamente l'inizio di una nuova vita. La luce diffuse un senso di tepore a quel vicolo, nonostante la pioggia e le parole del nostro salvatore. Il prima passo fuori dal confine della stazione di polizia era soltanto un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo avanti per la sua anima; Proprio come Armstrong sulla luna pensai. Un sorriso flebile mi attraversò il viso anche per le battute a metà tra delirio e impotenza di Jonathan.

Le parole sempre più dure di quell'uomo tuonarono nel buio calle bagnato. Si affretta ad andarsene appena consegnata a Jonathan una busta. "Curioso" non è un aggettivo troppo adatto alla mia persona, eppure in quello squotimento generale non posso far a meno di vedere.

Una chiave di hotel, una parola e un gruzzolo di di soldi.

D'improvviso, non so perchè, un pensiero come un fulmine mi squarcia la mente. Il secondino è morto, è morto. Una vita finita per iniziarne una nuova. è proprio necessario tutto ciò ? Come una faro che illumina la strada di ritorno alle navi oramai stanche, la mia mente oscillava tra pensieri di morte e la morte di quell'uomo. Tanta confusione: Lui è capace di fare questo ? O tiene così tanto a me che farebbe di tutto? è proprio Lui quello che l'energumeno chiamava maestro?

La mente lacerata, il corpo stressato. Scivolo per terra strisciando sul muro per un solenne e introverso momento. Rannicchio le gambe e ci metto la testa in mezzo. Non so per quanto tempo.



Un sussulto, violenza. Sento i muscoli scaldarsi, adrenalina in corpo. Ecco che il mio cervello del tutto inconsapevolmente da me, dopo il Blackout, riesce ad analizzare di nuovo ciò che c'è in torno.
> dice quello sciagurato di Jonathan. Allora:Un sussulto, violenza. Sento i muscoli scaldarsi, adrenalina in corpo.
Alzo lo sguardo, lo vedo in piedi, anch'esso interdetto dalla situazione. In un balzo sono al suo cospetto, negli occhi la furia.
>

Non rispondere ancora Fallen perchè immagino che ci siano da fare dei tiri di autocontrollo e non so cos'altro per vedere se riesco a non provare a colpirti. Se olorin ha voglia di tirare poi edito e finisco il post


Edit: La furia nel mio corpo era solo scemata dai ricordi violenti vissuti in vita. Ma l'istinto che ho represso troppo a lungo, anche per colpa dei farmaci, mi ha travolto in pieno.
L'ho colpito con uno schiaffo. Meglio così, non sono violento nè cattivo, ma dovevo avvertirlo. Lui c'è sempre stato... Mi ha sempre protetto... Mi ha amato e mi ama ancora... E proteggerò anche solo il Suo nome ...
Sono agitato, mi tremano le mani, sul viso mi balena un'ombra scura di ricordi del passato e rimango stordito...

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Ultima modifica di Superpallino su 18/06/2007, 22:44, modificato 1 volte in totale.

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Allora, prima interazione PG - PG...Bene bene... [smilie=icon_veg.gif]
Dunque, Marcel tenta un'azione xontrastata di intimidire su Fallen, che tenta di resistere:
Ascendente(3) + Intimidire(-1) = 2d10 = 8, 5 un successo

contro

Fermezza(3) = 3d10 = 8, 2 ,2 un successo.

Parità.
Segue però un tiro di autocontrollo di Marcel per impedirsi di tirare un pugno, o cmq di colpire, Fallen. Se ottiene almeno un successom riesce a bloccarsi, altrimenti, colpirà Alexander. Vediamo, dunque:

Autocontrollo(2) = 2d10 = 5, 4

Fallimento. Marcel per frustazione, o magari per aggiungere peso alle sue minacce, colpisce Alexander.
Combattimento
Forza(1) + Lotta(1) - Difesa(2) = 0d10

Un pugno, una spallata, uno spintone, o un'altra interazione a mani nude di questo tipo va bene. Alexander non subisce danno, forse per via di Marcel che è indebolito dalla permanenza in carcere, o perchè non prende bene la mira, o perchè si scansa.

Come reagirà???

A voi! Fallen, aspetta solo che Superpallino editi, x favore.

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