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Berthold
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Lunghi istanti di silenzio passano. Berthold resta come pietrificato di fronte alle parole "irruzione" e "vittima". La sua testa è pervasa da talmente tanti pensieri e tante emozioni, che non riesce a coglierne nemmeno uno. Stordito come se si fosse svegliato all'interno di una campana in un giorno di nozze, il giovane uomo non si rende probabilmente nemmeno conto di cosa sta capitando.
Solo dopo lunghe decine di secondi viene riportato nel suo ufficio dalla voce del commissario: > Berthold balbetta qualcosa...... .... ..... poi > >
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Berthold vaga come drogato fino all'altro capo della stanza, dove si butta seduto sul divano di pelle beige. Lentamente la mente torna lucida e le parole del commissario iniziano a prendere forma. E' vero che il giovane affarista è un abile tiratore e pratica con regolarità il tiro con armi da fuoco, di cui è appassionato; è vero che nella palestra all'interno della sua villa egli si è esercitato, tra l'altro, nelle arti marziali e nella scherma, ma Berthold aborra nel modo più convinto l'uso della violenza e la prepotenza; egli, sì, ha sempre seguito la filosofia riassunta dalla massima "Non colpire affatto, se ciò è dignitosamente evitabile. Ma se colpisci, colpisci sempre duro", ma ha sempre pensato che questa idea andasse tenuta il più distante possibile da quella di violenza. A tutti i costi. Al punto di arrivare ad avere discussioni e screzi con persone a lui care.
Irruzione? Ma chi mai potrebbe fare una cosa simile? In pieno giorno?
..... .... . . .... ....
In cinquanta anni che i Von Gabenard sono a New Orleans mai nulla del genere era capitato. Questa città ci è sempre stata riconoscente per la nostra generosità. Ma chi..... Sacré Dieu.
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Berthold apre meccanicamente le ante del mobile in legno chiaro che custodisce i liquori che suole offrire ai suoi interlocutori, fa girare il piano sul quale sono riposti i vari tipi di whisky e riempe per una buona metà uno dei bicchieri in vetro opaco che si trovano nella vetrinetta sottostante.
La foschia dello sconcerto, intanto, viene rapidamente portata via, nella mente di Berthold, da un caldo vento di passione. Il whisky non fa che incendiare questo vento.
Berthold, infatti, solo pochi secondi dopo essersi nuovamente seduto concentrato sul divanetto, schizza in piedi per iniziare una personale maratona tra le mura del suo ufficio.
Chi? CHI??? No, non sono ladri! Non in questa città! > Questa città ci è sempre stata grata. Noi rispettiamo te, tu rispetti noi. Nessuno a New Orleans penserebbe mai di........New Orleans......I Von Gabenard a a New Orleans hanno sempr > >
> Calmo, Berthold, è troppo comodo fare discorsi profondi su quanto è sbagliato e da villani il desiderio di vendetta, quando non si è toccati dai fatti e poi......
Non colpire affatto, se ciò è dignitosamente evitabile. Ma se colpisci, colpisci sempre duro.
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> Stupido perdigiorno che non sei altro, Berthold! Dove hai la testa? Non ti sie fatto dire niente dal commissario. Il vecchio Kynaston non ti avrebbe certo negato qualsiasi informazione gli avessi chies......Non importa. Meglio così. Parlargli di persona sarà ancora più efficace. Ora corro a parl..
Una parola che il proprio cervello aveva censurato fino a quel momento, tutto d'un tratto rimbomba nel cranio di Berthold. VITTIMA
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No! A cosa si stava riferendo? Forse uno dei villani......no, Berthold, no! Impossibile! Qualcuno dei collaboratori casalinghi.... >
A cosa si sarà riferito? Ma chi? Come starà Gasparre? Il vecchio Gasparre......no, non si meriterebbe questo! .... ... .... Kynaston lo conosce bene, me l'avrebbe detto. O forse potrebbe aver preferito dirmelo di persona.......con tutti i finanziamenti che la mia famiglia ha sempre dato al Comune, potrebbe temere di.........No, Berthold! Basta pensare al peggio! Corri là!
Oddio! Consuelo! Che sia lei?? No, non consuelo! Nemmeno lei se lo meriterebbe.
No, non è possibile. Non sarebbe giusto. La mia adorata badante!
.......beh, dai, qualcosa di più di una badante. Una maestra di > Come puoi pensare a certe cose in un momento come questo! Come puoi! Se sei così lucido corri alla residenza!
Berthold raccatta frettolosamente il proprio impermeabile e la propria ventiquattr'ore e si dirige a piè veloce verso l'uscita e gli ascensori. L'idea che qualcuno possa aver compiuto un atto così grave nei confronti della sua famiglia o, addirittura, di persone a lui così vicine come Gasparre o Consuelo, gli procura continue scariche di adrenalina e un crescente desiderio di agire, di dare il proprio contributo per eliminare la violenza, almeno, dalla propria città.
Valantine aveva ragione. Sono uno stolto idealista.
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Non possiamo restare impassibili. Non noi che abbiamo i mezzi per agire. Valantine aveva ragione. Questa città non è più quella di una volta. Non è più quel fazzoletto di Europa nel nuovo mondo. La New Orleans del jazz, dell'architettura raffinata, della cultura.......sta morendo......sta morendo.
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Potrebbe aver costituito la squadriglia da solo. Potrebbero essere andati avanti senza di me >
Berthold schizza fuori dall'ufficio, diretto agli ascensori. Nella fretta non si accorge di aver dimenticato "la lettera" sul tavolo.
Scorta Dominique con la coda nell'occhio, arresta la corsa e, sovrappensiero, le dice: >
Berthold è ormai già quasi agli ascensori quando finisce la frase, mentre Dominique lo rincorre a fatica nella sua gonna fasciante per afferrare le ultime parole. >
Ormai le porte dell'ascensore si sono già chiuse, e quelle della sua attenzione nei tuoi confronti lo erano già da chissà quante ore, Dominique. Cosa pensavi, che uno come il signor Von Gabenard potesse veramente notare una come te? Pensavi che avrebbe ricordato il tuo nome anche quando fosse stato troppo di fretta per leggerlo dalla targhetta sulla tua scrivania? Sei una stupida, Dominique. Una stupida oca. Ha potere, ha pure il castello.....sarà il principe azzurro? Stupida!! E' UN UOMO, DOMINIQUE!! Ed è un americano. Sono ancora peggio degli uomini che ti hanno fatto male in Europa, questi hanno il cervello solo negli affari. Tutt'al più si ricordano, qualche volta, di metterlo per un po' nei calzoni. Ci sono anche qui, Dominique. Non hai lasciato gli uomini in Europa, ci sono anche qui.
Dominique resta qualche attimo ferma, lì dove si è fermata. E' seria, ma non sembra eccessivamente dispiaciuta, non pare una donna i cui sogni sono stati infranti. Poi si volta e cammina lentamente verso il suo posto di lavoro, mentre Berthold scende celere concentrato nei suoi pensieri.
...... . . ......... .....x°à§x....+x&...@§+xx--....un momento! Come hai trattato quella donna, Berthold? Nella mente di Berthold diventa nitida l'immagine dell'espressione di Dominique, che aveva colto solo con la coda dell'occhio, entrando nell'ascensore. Maledetta la tua testa persa tra le nuvole, Berthold. Avevi invitato quella donna a desinare con te e ora nemmeno ti sei ricordato il suo nome. __ ___ _ _ ___ Non sia mai che io faccia soffrire una donna! Non così, almeno.
Con un mezzo sorriso sulle labbra, Berthold preme il pulsante di arresto d'emergenza e rimanda su l'ascensore. Solo il fatto che il pulsante premuto è quello del piano più alto frena le persone nell'ascensore dal compiere azioni "sgarbate".
Arrivato al proprio piano, Berthold esce dall'ascensore, con una mezza piroetta si volta verso l'ascensore, porge ai suoi "compagni di viaggio" un accenno di inchino accompagnato da una parola di scuse e con un'altra mezza piroetta è lanciato deciso verso la scrivania di Dominique.
Berthold punta la ragazza con fare sicuro, mai distogliendo lo sguardo dai suoi occhi, prima e dopo che questi vadano ad incrociare quelli del giovane affarista.
> Dominique resta pietrificata. L'unica attività all'interno del suo corpo e quella dei pochi neuroni che si domandano se la sua mandibola non abbia già toccato terra e i suoi occhi non siano usciti dalle orbite per il troppo averli dilatati.
Berthold siede, come solito fare, sulla scrivania e prende una mano della donna tra le sue >.
Dominque annuisce debolmente col capo. I suoi occhi sono catturati dallo sguardo di Berthold e i suoi tentativi di vincere la paralisi delle corde vocali hanno come effetto solamente sibili a metà tra uno "oui" ed un "sì".
Soddisfatto del risultato del suo "attacco", Berthold saluta la ragazza e si dirige nuovamente verso gli ascensori sfoggiando il suo caratteristico sorrisetto da un lato solo del viso.
Allontanatosi di soli pochi passi da Dominique si arresta ruota il capo e, guardandola solo con la coda dell'occhio dice >
_________________ "Invece che per una causa mi piacerebbe battermi per un effetto"
"Homo sum. Nihil humani a me alieno puto"
"Quod nullum est, nullum producit effectum"
Ultima modifica di Albows su 11/09/2007, 13:43, modificato 3 volte in totale.
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