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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 24/05/2008, 19:11 
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Sam, Alexander, Marcel

La porta dell'ufficio di Sam si richiude alle vostre spalle. Mentre eravate dentro, fuori il cielo si è un po' rannuvolato, ma comunque i rosati raggi del sole al tramonto fendono l'aria, colorando le facciate dei palazzi e dei grattaciali in lontananza. Saranno circa le sei e mezza di sera.
Vi incamminate, il vento che smuove leggermente le falde dei vostri giubbotti. All'inizio, Alexander e Marcel seguono passivamente Sam, il quale ha assunto la leadership del gruppo come per tacito accordo. Poi, pian piano, cominciate a avere una sensazione di dejavù, che presto si scioglie: i palazzi e gli edifici che vi circondano sono gli stessi che , ognuno indipendentemente dall'altro, avete visto mentre stamane vi dirigevate al Red Roses.
Consapevoli della segretezza degli affari mattutini di ciasuno, Alexander e Marcel mascherano la loro emozione esibendo una faccia assorta in chissà quali pensieri...

Poco dopo, arrivate di fronte all'entrata del locale. L'insegna, ora accesa, getta un bagliore rosa shocking sul marciapiede antistante la porta d'ingresso. Un grosso uomo di colore è poggiato con la schiena al muro a fianco della porta. Vi chiedete come faccia a vedere qualcosa, visto che porta un paio di scuri occhiali da sole, eppure appena vi avvicinate si muove, bloccandovi il passo.

Rapido, Sam fa scivolare un bigliettone nella sua tasca, e quello si fa da parte, aprendovi anche la porta. Dentro, l'atmosfera è decisamente diversa.
La musica, country bello stagionato, è pompata al massimo da un jukebox simile a quelli che si vedono nei film degli anni 60, mentre dall'altro lato il palco, con passerella per la lap-dance, sta subendo gli ultimi aggiustamenti da uno svogliato tecnico prima dello spettacolo.

Il barman sta, come sempre, pulendo il bancone con uno straccio ormai più sporco del bancone stesso, mentre una sigaretta si consuma lentamente ad un angolo della sua bocca. Vi avvicinate al banco, Sam in testa. Evidentemente, conosce bene la gente di questo posto, perchè il barman lo saluta con un cordiale:

"Salve Sam!Il solito?"

Poi, approfittando di un momento in cui Alexander e Marcel son girati e guardare verso il palco, si china verso l'orecchio di Sam.

""Lui ti sta aspettando..."

Il modo in cui marca la parola non lascia alcun dubbio su chi sia "lui"...

buon roleplay!ricordatevi che qualunque NPG facciate entrare in scena lo interpreto io, salvo mie diverse indicazioni, quindi se ne introducete, aspettate poi un mio post di prosieguo [smilie=icon_2thumbs.gif]

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 27/05/2008, 10:34 
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Sam

"Si, dammi il solito, grazie. E per loro... Beh, prendete qualcosa da bere?"

Mi rivolgo a Marcel e Alexander. Questo locale sembra un'altro, di giorno. Manca la cappa di fumo, le luci sono più forti e il tappeto di gusci di arachidi e sigarette spente. Anche il barman sembra una persona vera, a quest'ora.
Devo andare a parlare con il Cajun, ma non posso portare con me i miei due nuovi compagni di giochi. Lui si insospettirebbe, e probabilmente smetterebbe di fidarsi di me. Mi siedo per qualche secondo al bancone, aspettando che Marcel e Alex ordinino qualcosa.
Chiacchiero del più e del meno con il barista, cercando di intuire se Audrey verrà oggi: dopo averla incontrata ieri sento come se ci stessimo riavvicinando, e anche se una parte di me mi dice che lei starà meglio, con me lontano, un'onda calda mi sale dallo stomaco ogni volta che la immagino camminare a pochi centimetri da me. Sembra quasi io possa afferrare il suo profumo, se chiudo gli occhi.

Dopo qualche minuto, mi alzo. Marcel e Alexander sembrano guardarmi incuriositi, aspettando quale possa essere la prossima mossa.

"Sentite, devo parlare con una persona. Ma devo andare solo. Questo mio amico è molto sospettosa, e diciamo che non gradisce le facce nuove. Bevete qualcosa, offro io. Tra dieci minuti al massimo possiamo andarcene"

Senza aspettare risposta poso sul bancone una banconota da 20 dollari, faccio un cenno del capo al barista, e mi avvicino alla porta dell'ufficio del Cajun.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 27/05/2008, 19:58 
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Marcel
Nel nostro viaggio verso quello che poi si è dimostrato il bar di stamattina, rivedo la città passare veloce al mio fianco; ora è il tramonto, che piano piano calerà questa città nell' alone depravato della vita notturna che la caratterizza. L'altro lato della medaglia quindi; mister Hyde... La vista esterna del locale mi proietta indietro nella giornata, quando vidi Alexander parlare con la donna del telefono; l'unico cambiamento è il neon intermittente rossa shocking. All'interno ci accoglie un tipico arredamento country e i riflettori, ora spenti, sono pronti a proiettare su corpi di donne in mostra, luci colorate.

Lo scricchiolio dei pochi gusci di arachide sul pavimento scandiscono il nostro approccio al bancone e accompagnano le parole di Sam che saluta il barista. Non c'è nessun'altro se non lui in questo locale, che deve ancora aspettare il buio per mostrare i propri peccati e quindi attirare clientela.

Passa qualche minuto e Sam un po' misteriosamente si allontana; di sicuro saprà il fatto suo e non voglio di certo contraddirlo. Quindi lo guardo allontanarsi ed intanto cerco di scambiare due parole con il barista.

"Allora, per me un whiskey, con ghiaccio, per favore..." Il barman mi squadra un po', poi intasca il denaro e inizia a preparare ciò che gli ho chiesto.
"La serata non è ancora iniziata e già ti facciamo lavorare!!" cerco di creare un clima disteso, sorridendo. Anche lui risponde al sorriso, non so se per piacere o per dovere.
"Senti, ci metteranno tanto la dentro?" "Chi è il tuo amico?"
Cerco di persuadere il barista a raccontarmi tutto ciò che riguarda la persona con cui parlerà Sam e se ci sono stati movimenti strani in queste giornate; per rigore non ho potuto mettere queste informazioni nel post, ma questa è la mia intenzione

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 29/05/2008, 17:16 
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Alexander
Uscimmo dall'ufficio di Sam,ripercorrendo la stessa strada che avevo fatto con Marcel,la testa bassa pensando a quello che era successo fin'ora. Troppe cose,troppi misteri in questa storia.
Quando arrivammo mi ridestai dai miei pensieri e rimasi un attimo stupito nel constatare che ci trovavamo davanti al RedRoses,il medesimo locale nel quale mi ero recato quella stessa mattina.
"Ehi,è qui che sono venuto stamattina per incontrare la tizia"

Entrammo,mi tolsi la giacca,e la tenni sottobraccio,faceva piuttosto caldo.
Guardai Sam che parlava con il barista,poi si allontanò.
"Ok,fai pure."
Guardai il barista,poi gli dissi
"Per me solo un bicchiere d'acqua,non amo l'alchool. Grazie"
Mi sedetti sullo sgabello,mettendomi a ascoltare il dialogo tra Marcel e il barista.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 03/06/2008, 22:48 
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Berthold

"Mio caro Berthold... i poliziotti non sono certo un problema. Possono venire anche loro, basta che non facciano domande. Aspetteranno fuori mentre avverrà l'incontro, in modo da non urtare la nostra privacy. Sono sicuro che riuscirai a convincerli della bontà di tale linea d'azione."
Aspira ancora un po' il sigaro, resta qualche sitante ad assaporare il fumo all'interno dela bocca, poi lo espira con un sospiro di sollievo.
"Per quanto riguarda il luogo dove avverrà, ti farò sapere domattina."
Beve l'ultimo sorso di brandy dal suo calice bombato, poi appoggia il sigaro al posacenere.
"bene, amico mio, ora purtroppo devo proprio andare. Sai com'è, impegni di una certa urgenza mi attendono. Amministrare una cosa così grande non è facile... ma questo, sono sicuro, lo sai meglio di me.", aggiunge con un sorriso.
"E' stato un piacere rivederti. Grazie per l'ottima cena. Ci sentiamo domani. - si alza e ti tende la mano - Arrivederci."

Marcel, Alexander

Persuasione
 ! "Olorin":
è un'azione contrasta. Tiro prima i tuoi dadi, poi quelli del tuo "bersaglio". I successi del "bersaglio" vengono sottratti ai tuoi.Se alla fine rimani con qualche successo, questi determinano il successo o meno dell'azione.

Marcel
Presenza(3)+Persuasione(3)+Bonus(1) = 7d10 = 9,6,6,8,10,1,10
ritiro i due dieci, 8,4
quindi, 5 successi.

Barista
Fermezza(2)+Autocontrollo(3) = 5d10 = 9,7,7,8,9
3 successi, che si tolgono ai tuoi.

Quindi, in totale, ottieni 2 successi. Abbastanza per indurlo a sbottonarsi un po', ma non più di tanto...


Il barista, prima di rispondere alla tua domanda, prende un bicchiere largo ma tozzo, ci mette dentro tre cubetti di ghiaccio e ci versa sopra un'abbondante dose di un classico Jack Daniels. Poi, tirando l'ultima nota dalla sigaretta, ti risponde:

"Non ti preoccupare, ragazzo, sono qui apposta. Non so quanto ci metteranno là dentro... il capo è un tipo imprevedibile... e non è propriamente mio amico... diciamo che è il mio capo. Non gli piace che racconti in giro i fatti suoi, e io ci tengo alla pellaccia. Prova a far cantare il tuo amico, quando torna..."

Si allontana con lo straccio sulla spalla, richiamato da un'altra cliente. Servita quest'ultima, torna vicino a voi, apparentemente intento a pulire il bancone...

Sam

Lo studio del Cajun è identico alla sera prima. Lui è seduto dietro la scrivania, intento a leggere qualcosa appoggiato su essa. Quando chiudi la porta, alza repentinamente lo sguardo.

"Ah, sei tu. Bene, accomodati, abbiamo di che discutere...", con la mano ti indica la poltrona davanti la scrivania. Aspetta che ti siedi prima di parlare di nuovo.
"Immagino vorrai sapere cosa ho scoperto... non molto... attorno a quel libretto qualcuno si è premurato di fare terra bruciata."
Si accende una sigaretta, poi riprende a parlare.
"A quanto sembra, il tuo "furtarello insignificante" non è proprio così piccolo. I miei normali contatti si sono rifiutati di parlare o di cercare qualcuno che volesse parlare anche di fronte a offerte incredibilmente elevate. - fa un lungo tiro dalla sigaretta - alla fine, un vecchio spacciatore giù al porto ha deciso che la vita valeva ben due paroline dette al suo vecchio amico cajun. Questo tipo ha fama di sciamano fra la feccia che abita nelle paludi e nei bassifondi del porto, cosa che lo ha portato dentro per ben quattro volte con varie accuse, dallo spaccio allo stupro. Comunque, mi ha confidato di aver già sentito parlare di un libretto simile al tuo."
Tira ancora dalla sigaretta, poi si alza apasseggiare.
"Ha cominciato a farneticare di antiche leggende, alcune risalenti al periodo coloniale. Sembra che questo quadernetto sia molto, molto vecchio. E che la scia di sangue e morti che lo circondano sia altrettanto lunga. Tanto per farla breve, sembra che sia in giro dalla seconda metà del 1700, arrivato non si sa come in America dall'Europa. Sembra fosse stato scritto da un nobile francese, scomparso prematuramente per morte violenta, alcuni affermano addirittura in peccato mortale. Non so di preciso di cosa tratti..."
Per la priam volta vedi il Cajun tremare visibilmente...
"... ma sembra che sia un trattato di Necromanzia...", conclude, quasi sussurrando. Un alito gelido percorre la stanza, mentre pronuncia l'ultima parola...

Bene, scusate l'attesa, ma ero proprio superincasinato.Buon Roleplay!

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 04/06/2008, 0:05 
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Berthold

"Arrivederci Valentine" stringo la mano al mio amico alzandomi dalla sedia, lui mi sorride soddisfatto e si allontana.
Io invece mi prendo un pò di tempo per riflettere e finire il sigaro, o meglio per godermi un pò di calma.
Sarà proprio così? Riuscirò grazie a Valentine a risolvere tutti questi misteri?

Assorto nei pensieri mi accorgo che si è fatto una certa ora, spengo il sigaro e mi allontano dalla sala. Il capo cameriere mi porge un saluto riverente e ringrazia per la scelta. Effettivamente è stata un'ottima scelta, la cucina qui è divina e genuina, sono veramente sazio e soddisfatto credo che andrò a letto...I due sbirri però mi fermano prima di entrare in ascensore, ma dove diavolo erano finiti?
"Signor Von Gabenard dobbiamo informarla che siamo incaricati di riportare ogni cosa che riguarda la sua persona al nostro superiore."
"E' per caso una minaccia? L'uomo con cui sono stato a cena è un amico ed un mio socio in affari, inoltre devo avvisarvi che domani dovrò recarmi ad un appuntamento di lavoro...vi sarò grato se decidiate di scortarmi, d'altronde siete stati incaricati di fare questo" Detto ciò con fare deciso salgo in ascensore con i due poliziotti e mi congedo prima di entrare nella mia camera...stravolto mi rigetto nel letto come avevo fatto prima di cena e mi lascio sopraffare dal sonno...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 04/06/2008, 17:17 
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Alexander
Ascoltai il barista,non che ci fosse molto da ascoltare però. Quel barista non aveva spiccicato una sola parola che poteva esserci utile.
Mi avvicinai più a Marcel
"Marcel,da lui non credo che ricaveremo un ragno dal buco,a quanto pare il capo è un tipo pericoloso. Aspettiamo che torni Sam,ci faremo dire da lui quello che è accaduto là dentro,non credì?"
Lo guardai.
"per ora mettiamoci comodi. Dobbiamo solo aspettare"
Cercai una sedia libera,dopodiché mi ci sedei e chiusi gli occhi,cercando di rilassarmi.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 05/06/2008, 1:34 
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Marcel

Mentre il barista versa il mio Jack, dalle sue labbra non escono che parole di convenienza, parole che a me non servono a nulla ma a lui hanno di sicuro già salvato la vita più volte. Perchè l'uomo all'interno della stanza sembra essere importante, e per persone come queste è necessario circondarsi di persone fidate, che pensino ad eseguire i compiti e che non si facciano domande.

Così, un po' sconsolato, immergo lo sguardo nel fondo del bicchiere ambrato dal mio Jack. Intanto Alex, forse per rincuorarmi, mi consiglia di aspettare il ritorno di Sam e si siede al tavolino.
Allungato il braccio verso il mio whiskey e portatolo al cospetto del naso, mi inebrio del delizioso odore secco di botte e decido di iniziare la degustazione; dopo qualche istante mi siedo a fianco di Alex nell'attesa di Sam.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 05/06/2008, 21:33 
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Sam

Necromanzia? Non so perchè, ma questa affermazione non mi stupisce più di tanto. Sapevo da molto ormai che mi ero cacciato in questo genere di situazione, e questa non è altro che un'ulteriore conferma. Il punto non è se posso credere o no a questo genere di cose. Il punto è che questa gente CI CREDE. Il resto non conta. Avere a che fare con gente che crede alla necromanzia, alla resurrezione dei corpi senza un'anima, agli zombie, ai vampiri... Beh, può essere pericoloso sul serio. Sono pronti a tutto.
Addirittura il Cajun, che solitamente è così distaccato e guarda con superiorità tutti e tutto, ora sembra andare con i passi di piombo.

"Beh, se quello che mi dici è vero, devo fare attenzione, non trovi?"

Il Cajun, quando non ci sono guardie del corpo o puttane cocainomani in giro, sembra quasi umano. Potrei quasi definirlo un amico, se non fossi sicuro che mi pianterebbe una pallottola nella testa senza molti problemi, se qualcuno lo pagasse il prezzo giusto.
Lui abbozza un sorriso, non dice nulla. Beh, sta diventando tardi, tra poco il locale comincerà ad affollarsi, è meglio che io vada di sotto a prendere i miei due amici e vada a cercare notizie di Berthold, l'unico che può davvero sapere chi vuole il libretto. Inoltre voglio scoprire se è davvero lui a pagare i conti, per voce di De la Serna, o se il pelato mi ha contato anch'egli un mare di cazzate.

"Bene, ora devo andare. A meno che tu non sappia dove io possa trovare questo maledetto libretto..." Abbozzo un sorriso, e indugio qualche secondo, per vedere se il mio informatore aggiunge altro.

Poi mi avvio verso la porta. Poco prima di uscire, mi volto, guardo il Cajun negli occhi e gli chiedo:

"Senti, non è che tu avresti una pistola che ti avanza?"

Rimango in attesa di una risposta, prima di scendere e tornare da Marcel e Alexander.


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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 07/06/2008, 19:13 
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Sam

Il Cajun ti guarda e ti ascolta in silenzio. Poi prorompe in una risata nervosa quando ti sente chiedergli un'arma.

"Tu? Che mi chiedi un'arma? - ride ancora sotto i baffi - Perdonami, ma questa richiesta da te proprio non me l'aspettavo. Non sei tu quello sempre ligio all'ordine e alle regole? Dovresti comprarla in un negozio normale e regolarmente denunciarla - ti apostrofa con fare da maestrina - ma... visto il casino in cui ti sei cacciato, penso che potrei anche darti un contatto epr aver qualche arma a buon mercato..."

Prende un foglietto e scarabocchia alcune parole.

"Toh. Vai da questo tizio, ha una piccola lavanderia a gettoni due o tre isolati più in là. Digli che ti mando io. Ovviamente, nel caso tu esca da tutta questa storia, se succedesse qualcosa a questo tipo, io lo verrei a sapere... Ci siamo capiti, Sam Ferguson?"

Ti guarda serio negli occhio. Poi aggiunge...

"Non so dove tu possa trovare il libretto... ma forse, cominciare dal porto e dai quartieri più vecchi potrebbe essere la cosa migliore... Penso che sia ancora in città, forse ancora nei dintorni del Quartiere Francese..."

"Ora, vorrai scusarmi, ma il lavoro mi attende. Aspetto un'altra persona che deve parlarmi. Ci si vede, Sam."

Esci dall'ufficio dopo un veloce commiato e, per poco, non sbatti la faccia contro quella di Audrey. Lei ti guarda con occhi sgrananti, perplessi, poi si infila velocemente dentro los tudio del Cajun, chiudendosi fermamente la porta alle spalle.
Frastornato, scendi lentamente le scale...

Alexander, Marcel

La serata passa lentamente nel locale. La luce fuori dalla vetrata cala pian piano, così come il liquore ambrato nel bicchiere di Marcel. Al terzo sorso, ti inizi a ricordare che non hai mangiato nulla da qualche ora. Al quinto, sei ormai convinto che la stanza giri su se stessa un po' troppo velocemente. Alexander ti guarda un po' stranito, ma non dice nulla limitandosi, di tanto in tanto, a lanciare occhiate furtive allo spettacolo di strip tease che si è messo in moto sul palco.
Ad un certo punto, sentite la porta sbattere e, pochi istanti dopo, una ragazza dai capelli dorati vi pass a afianco molto veloce, dirigendosi verso la stessa porta dietro cui è scomparso Sam. E' vestita in modo abbastanza discinto, con una gonnellina a scacchi neri, blu e viola e una camicetta bianca, ma non riuscite a vederla in faccia, in parte perchè passa troppo veloce, in parte perchè entrambi storditi dall'ancheggiare che ne accompagna la camminata.

Dopo qualche istante che anche lei è sparita dietro la porticina, vedete che questa si riapre, e ne esce Sam. Si dirige verso di voi, con un foglietto in mano e con un'espressione a metà fra il soddisfatto e lo stranito dipinta in volto...

Berthold

Dormi profondamente e beatamente. Nessun sogno viene a turbare il tuo sonno questa volta e, al mattino, ti svegli fresco e riposato.Ti stai facendo la doccia, quando senti il cellulare che squilla dal mobiletto dove lo hai previdentemente appoggiato. Imprecando, esci dalla doccia coprendoti con un asciugamano e rispondi alla chiamata.

"Bonjour Monsieur Von Gabenard", ti saluta la voce squillante di Dominiqué dall'altro capo del telefono.
"Come sta? Spero si sia ripreso dal suo lieve malore dell'altro giorno. Volevo chiederle se pensa di venire in ufficio oggi. Ci sarebbero alcune pratiche e molta corrispondenza da leggere. Oppure, preferisce che le porti la roba in hotel? Inoltre, il consiglio vorrebbe un aggiornamento attendibile sulel sue condizioni di salute e sui fatti accaduti nella sua casa... sempre che lei si senta in grado di farli... e poi dovrei sapere dove intende pranzare, per poter prenotare..."

La voce cala repentinamente di volume, in attesa della tua risposta...

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 10/06/2008, 16:31 
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Marcel

Dopo l'ennesimo sorso di Jack inizio ad avere una sensazione di leggerezza, quasi di sospensione, tipica dell'alcool . Non che io sia mai stato un bevitore accanito. La sensazione, mi diceva Maril Precton, vecchio compagno di ospedale, è proprio uguale all'effetto di certi medicinali che ci davano.

L'attenzione vaga per tutto il locale, in cerca di qualcosa di insolito che possa interessarmi. Lo scurirsi della luce fuori mi ricorda che la notte sta sopraggiungendo e che i guai arriveranno con essa. Finalmente, a spezzare un po' la noia, fa capolino nel locale una ragazza tutta indaffarata a raggiungere la porta usata in precedenza da Sam. Purtroppo la durata infinitesimale di questo evento non basta a ridestarmi dal torpore.

Mentre sbircio nel bicchiere, ormai vuoto, la porta si riapre ed appare Sam con un foglietto che si dirige verso di noi. Allora mi alzo, faticando un po' per mentire sul mio stato, e cerco di accoglierlo al meglio. Il suo sguardo, soddisfatto e stranito, genera lecita curiosità e così iniziano le domande:
"Come è andata con l'informatore ?" "Dove andiamo ora?" "E quel fogliettino ? ..."

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
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Sam

La visione di Audrey mi ha turbato. E per uno come me, che non è abituato a provare sentimenti, è come se avesse scatenato un uragano nello stomaco. Come mai era in quell'ufficio? Beh, lavora qui, però non è una cosa "normale" che una come lei frequenti il Cajun. Non va per nulla bene.

Macel mi viene incontro, e mi sommerge di domande che non sento nemmeno. Ho troppa confusione nella testa, vorrei soltanto tornare dentro l'ufficio e portarla via da quel posto.
Ma con quale diritto? Cerco di tornare in me, metto a fuoco i due compari, e riordino per un attimo le idee.
Saluto con un cenno del capo il barista, che mi rivolge uno sguardo complice.
Infilo il foglietto in tasca, velocemente: a questa cosa penseremo successivamente, se ce ne sarà bisogno.

"Bene, quello che ci siamo detti io e il mio informatore non è molto. Questo libretto è collegato al vudù, alla necromanzia, e cose del genere. Sicuramente non mi ha detto molto che già non sapessimo"

Non riesco a togliermi dalla mente l'espressione che aveva lei quando stava per entrare nell'ufficio. Scuoto la testa, tenendomela con le mani per un paio di istanti.

"Ora, Alex. Andiamo a casa tua, se lo ritieni necessario. Poi, andremo all'ospedale, trovare Berthold è la nostra priorità, anche se il mio informatore mi ha consigliato di scandagliare il quartiere francese, perchè secondo lui qualunque sia il valore del libretto, si trova ancora in città".

Mi avvio verso l'uscita, camminando a testa bassa. QUando sono sulla porta, mi volto a guardare i miei compari.


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Marcel
Ormai in piedi, non mi resta che salutare il barista e seguire Sam alla porta, ma qualcosa non mi torna; sono sicuro che ciò che ci ha appena riferito Sam non sia tutto ciò che si son detti, o che ci sia comunque qualcosa che lo turba, basta guardarlo in volto.
Un libretto.. collegato al vudù, alla negromanzia... La storia non mi è nuova...

Propongo un tiro di occulto per vedere se mi ricordo o so qualcosa di più su questa storia


"Mi parli un po' di questo libretto? Cosa ha detto il tuo informatore?" ; cerco informazioni maggiori perchè storie del genere se ne sentono a bizzeffe, soprattutto frequentando posti come feci io, nel mio tetro passato.
Il mio amico, li sull'uscio , sembra ancora un po' tra le nuvole. E poi... quel foglietto? Perchè Sam è così criptico...

Raggiunto Sam, mi posiziono di fronte a lui e con fare amichevole lo avvolgo in un metà abbraccio... Così facendo, siamo spalla contro spalla con il mio braccio avvolto attorno al suo collo. "Ehi, Sam, c'è qualcosa che non va ?" "Posso fare qualcosa?" "Amico, non tenerti tutto dentro, ti vedo provato..."
E così facendo ecco per Olorin una bella interazione pg-pg. Il mio scopo è cercare di tirare su il morale a Sam e farmi raccontare di più sul colloquio e di Audrey; per il resto, sorprendimi [smilie=icon_anmachen.gif]

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La gente stupida dice delle sciocchezze, la gente intelligente le fa.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 12/06/2008, 11:40 
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Alexander
Sentii tornare Sam dalla stanza nella quale si era introdotto poco tempo fa,con uno sbuffo mi alzai dalla poltrona nella quale ero sprofondato.
Sam aveva un aria mesta,strana,come se qualcosa lo ha turbato in quella stanza,qualcosa che è stato fatto o detto.
Guardai ciò che Sam aveva in una mano,un fogliettino,poi sentii Marcel subbissarlo di domande senza avere risposta alcuna.
Poi Sam parlò
"Un libro collegato all'occulto dici?"
Pensai un attimo poi mi venne in mente una cosa.
"Questo è un motivo in più per passare a casa mia,ho diversi libri sull'argomento e altri appunti sul pc,forse ho anche qualcosa su questo libretto,anche se la maggior parte della mia ricerca l'ho concentrato sui Vampiri e sulle altre bestie occulte"
Guardai poi Marcer cingerlo in un mezzo abbraccio,come due vecchi amici Marcel mise un braccio intono al collo di Sam e cominciò a parlargli.
Io gli andai dietro,aspettando una risposta alla mia affermazioni.

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 Oggetto del messaggio: Re: . : In Cammino fra le Ombre : .
MessaggioInviato: 12/06/2008, 13:36 
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Berthold

Squilla il mio telefono. Speriamo sia importante perché mi da un gran fastidio non riuscire a terminare la doccia...in effetti è importante, o almeno è importante l'interlocutore...la mia dolce Dominique.
"Mia cara può prenotare al ristorante del Monteleone dove risiedo in attesa che la mia abitazione sia un pò più sicura...si accerterà lei stessa delle mie condizioni di salute -forse sono un pò sfrontato, ma al diavolo, mi son destato dalla mia raffinatezza da miliardario- firmerò tutti i documenti e le scriverò una lettera da presentare ai vecchi barbagianni...ora la saluto Dominique, à plus..."

Devo scrivere la lettera per il consiglio, devo rassicurarli che sto bene e che sto prendendo una brevissima pausa per sistemare alcune cose...
Finisco di fare la doccia con molta calma e curo il mio viso con una rasatura accurata...mi ricordo quando Gasparre mi insegnava a radermi con grande metodo, e di come fallivo spesso tagliuzzandomi la faccia, poi col tempo ho imparato, tutto sta nella disciplina e il mio maggiordomo era un professionista in questo...
Per riprendermi del tutto ci vuole una bella colazione, che arriva con estrema puntualità con il giornale del giorno...
Mentre bevo un buon caffè italiano prendo carta e penna e incomincio a scrivere la lettera, poca roba, due righe per sbrigarmela in fretta.
Mi rivesto e mi siedo sulla poltrona a leggere il giornale...ma quando chiamerà Valentine. Aspetto impaziente...

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