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Alexander
Mi schiaffeggiai la faccia nel tentativo fallito di colpire la mosca che mi girava intorno.
Per essere una prigione non è molto pulita pensai dentro di me.
Mi ricordai soltanto dopo che stavo parlando con qualcun'altro e così cominciai a pensare
Joaquin Calo...chissà se è il suo vero nome.Pensava,era la cosa che mi riusciva meglio quando dovevo rispondere,calcolavo sommariamente tutte le angolature della risposta e infine dissi:
>presi una pausa per continuare a riflettere sulle mie prossime parole,lo sguardo di Joaquin mi metteva a disagio,come se scrutasse nel profondo della mia anima e mettesse a nudo i miei pensieri,sentimenti...
Continuai a parlare:
>

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MessaggioInviato: 25/05/2007, 21:01 
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Marcel

. Sono felice! Non mi ha abbandonato, lo sapevo, lo sapevo.
Bene questa notte verrà a prendermi, sarò libero di nuovo.


Pranzo per due; vuol dire che tornerà presto il mio compagno.

Mangio la mia parte di vassoio e meticolosamente lascio l'altra metà.

Sarà meglio dormire il più possibile, questa sarà una grande notte !!!

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La gente stupida dice delle sciocchezze, la gente intelligente le fa.

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MessaggioInviato: 26/05/2007, 16:29 
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Alexander

>, risponde Joaquin con un sorriso affabile, >

Fa una breve pausa, e infine aggiunge:

>

Schiocca le dita, e le guardie riappaiono, pronte a riportarti in cella.Mentre ti fanno alzare dalla sedia, lanci un'occhiata all'orologio a parete: sono passete quasi due ore da quando sei entrato in quella sala!!

Le guardie sono impazienti di tornare al loro caffè e ciambelle: è l'ultima occasione per far qualche domanda allo sconosciuto...

Marcel

Arriverà, arriverà..., il mantra che ti sei autocostruito continua a risuonarti nella mente.Il tempo passa inesorabile, ma tu non te ne rendi conto.Ti addormenti...

Sogni.Lo stanzone è buio, illuminato solo negli angoli da fioche chiazze di luce azzurrognola. Nel sogno è anche più oscuro che nella realtà.Ci metti un po' a riconoscere l'ambiente. è lo scantinato in cui hai abitato per tanti anni con la mamma, il papà e i tuoi fratellini. La mamma si è addormentata da tempo, così come Jasmin. Una figura oscura è appoggiata ad una parete, non ha i dubbi che sia Lui: è sempre presente nei tuoi sogni, anche quando non parla e si limita a osservare. Sono tutti rannicchiati al centro della stanza, i più piccoli in prima fila attorno al papà che sta giocando a " l'Impiccato" sulla schiena di Mark, usando le sue carezzevoli unghie per incidere le lettere. Ci sei anche tu, in prima fila, estatico, che guardi e brami di essere al posto di Mark. Le sue urla soffocate di dolore e piacere fanno tremare d'emozione la piccola folla, che segue il gioco con occhi attenti, urlando o sussurrando le lettere della parola misteriosa. Ad un tratto, un rumore sordo. Poi, assi piegate, infine spezzate. Un lama di calda luce gialla ferisce il buio amorevole che vi avvolge come una coperta. Gli occhi ti bruciano. Senti voci che parlano, estranee, adesso stanno urlando. Vedi il papà spaventato, orrendamente arrabbiato che trascina Mark verso la grata nell'angolo più lontano della stanza, e poi vi spariscono centro. Braccia forti ti prendono mentre urli e cerchi fuggire seguendo il papaà.Poi una botta in testa, e il buio. L'ultima cosa che vedi è il sorriso bianchissimo di Lui. Solo una parola si forma nella tua testa, ora. "Sta arrivando"

Ti svegli, sudato, con la bava alla bocca e un braccio intorpidito. Un senso di urgenza dti pervade...

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MessaggioInviato: 26/05/2007, 17:19 
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Sam

Soppesò le parole dell'uomo, più per scena che per decidere il da farsi...
In fondo, ho già accettato il compito... beh, non che avessi molta scelta: quegli occhi non accettano risposte contrarie ai loro desideri, ma ancor di più non credo le accettino lui e i suoi compari...
Vedendo che annuiva tra sè e sè, Sam gli disse:
>
Sempre che sia ancora vivo... non mi sembrano proprio le "brave" persone che lasciano girovagare chi ha provato, e riuscito, a prenderli in giro e a derubarli...
>

_________________
"Live another day,
climb a little higher,
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MessaggioInviato: 26/05/2007, 19:35 
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Alexander
>gridai a Joaquim svincolandomi da i due energumeni che mi stavano portando via.
>

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MessaggioInviato: 27/05/2007, 2:28 
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Marcel

GLi ochi non vedono più nulla. Li sbatto freneticamente; non ho mai avuto paura del buio, ma in questo momento sono a disagio, devo vedere cosa mi sta intorno.
Sognare mi riporta alla mia tenera età, per la seconda volta in un giorno. Questo non è mai successo. Forse sto ancora sognando, ma del resto cosa di questa vita è reale ?

Strana coincidenza; simboleggia qualcosa. Il tutto palesato dal biglietto.

Tutto procede secondo i piani , penso.

Mi metto a sedere; le mie pupille si sono dilatate al buio della cella sempre più fetida in cui mi trovo. D'istinto mi volto e capisco il perchè del puzzo: il pranzo ancora lì, non consumato.
Nella cella sono solo, ci sono abituato, forse meglio così

Dov'è finito il mio compagno? Sarà uscito di prigione oggi, forse. Ma perchè allora due porzioni a pranzo? Che n'è stato di lui?

Sarà tutto parte del piano, Lui sta venendo a prendermi.
La mia impazienza di rivederlo mi fa provare una strana eccitazione in tutto il corpo, un brivido percorre la schiena.
, mi asciugo la bava, lego i capelli e riassetto gli abiti. Adesso starò seduto qui buono buono a veder cosa ne sarà di me ...

Provo a percepire qualche suono ...

Proverei ad utilizzare mente meditativa, se è pertinente, per concentrarmi al fine di sentire qualche rumorre, qualche presenza, (2)occulto.

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MessaggioInviato: 29/05/2007, 11:50 
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Berthold


Dannato Maverick. Perché mai gli avranno affibbiato questo nomignolo, poi? A mio avviso è proprio l'opposto.....avrà avuto un trauma senile. In ogni caso è già molto molto importante che abbia dato il suo benestare al mio progetto: procedere a colpi di maggioranza avrebbe portato non pochi problemi.


Se il fiuto di Berthold per pezzi dall'alto valore artistico era universalmente riconosciuto, altrettanto lo era quello di Charleston per gli affari. Berthold lo sapeva, come sapeva che in lui riponeva fiducia suo padre, e come lui gli amministratori che controllava; inimicarselo non era una cosa prudente, né lo era mai stato: la gestione dell'azienda si basava su un elettrico ma saldo equilibrio, quello tra l'estrosità di Berthold e il rigore di Charleston, entrambi in qualche modo apprezzati dal Consiglio tutto. Essere battuti in una votazione a maggioranza avrebbe però aperto una crepa nell'equilibrio. Per questo entrambi i "consoli" non erano mai stati tanto sprovveduti da arrivare ad uno scontro, con successiva votazione a maggioranza.

Questa volta, però, Berthold era disposto a rischiare qualcosa di più del solito; molti erano i misteri legati ad opere passate per le mani sue o della sua società, parecchi erano i volumi che trattavano temi occulti o dai risvolti macabri, ma mai egli si era trovato coinvolto così personalmente. Mettere di mezzo la società gli avrebbe dato non solo i mezzi per svolgere una ricerca più accurata, efficace e celere, ma avrebbe funto da scudo nei confronti della sua persona.


>

Per chi non lo sapesse: all'interno di una s.p.a. il Consiglio di Amministrazione si occupa della gestione della società e viene eletto dall'assemblea dei soci, in cui Berthold, è parso evidente, ha la maggioranza dei voti; esiste poi un Collegio Sindacale, che vigila sull'attività degli amministratori perché non compiano atti in contrasto con la legge o con lo statuto della società.


> ....... > Berthold volge lo sguardo verso i sindaci, in cerca di un qualche segno di approvazione da poter ostentare. In effetti il cenno di approvazione che il presidente del Collegio Sindacale gli fa col capo rassicura quegli amministratori che vedono in Berthold un giovane dotato, ma alle volte un po' scavezzacollo. >

Un'altra occhiata viene dispensata da Berthold, questa volta nei confronti di Ulysses Shepard, il più fidato tra gli amministratori del suo gruppo. Shepard coglie il messaggio...... > La roca risata di Shepard vibra per la sala.


> Berthold amava giocare coi suoi alleati: un paio di assist e l'avversario si trovava come un ladro che resta invischiato in una rete collegata a centinaia di campanelli.


In realtà Charleston avrebbe preferito proporre un altro nome, ma per le ragioni di "non belligeranza" che conosceva bene, non avanzò alcuna remora.


>


Arrivederci, vecchi gufi, sono curioso di sentire da Ulysses quanto tempo passerete a becchettarvi, in mia assenza. Io vado alla mia "colazione di lavoro". Beh, dopotutto le donne sono un lavoro........stancare stancano. Molte volte anche piacevolmente.


Gli euforici pensieri di Berthold riguardo a Dominique sembrano legati alla maniglia della sala dove si riunisce il Consiglio, man mano che se ne allontana: sempre più prendono piede riflessioni e inquietudini riguardo al libro e a ciò che intorno ad esso si sta creando.
Berthold sente al tempo stesso la necessità di aprire la lettera che ha ricevuto e una sensazione di timore, che lo distoglie dal farlo; parimenti avverte il bisogno di confidarsi con qualcuno e il timore che farlo potrebbe metterlo in pericolo, o almeno mettere in pericolo coloro coi quali lo facesse.

Aver ottenuto l'appoggio della società è un'ottima cosa, ma Maverick è scaltro; mi ha messo in guardia davanti a tutti e mi ha esplicitamente posto una richiesta di chiarimenti, a cui non ho risposto. Sono riuscito ad arrampicarmi bene sugli specchi là dentro, ma ora tutti gli occhi del Consiglio sono puntati sulle mie mosse. Diamine!

C'è solo una persona che abbia abbastanza forza e abbastanza fiducia da parte mia...... Posso contare solo su Valantine. Anche con lui, però, sarà meglio che mi muova cautamente.


Valantine è l'unico vero amico di Berhtold, l'unico amico di cui si fidi. Anch'egli è giovane, talentuoso e in ottima posizione finanziaria; per molti versi i due sono piuttosto simili, ma il sangue che scorre nelle vene di Valantine non è marchiato dallo spirito europeo come quello di Berthold: Valantine è originario del nord, tra Chicago e Milwaukee, e ciò fa sì che sia meno donnaiolo e più affascinato dagli ambienti "alti" della società. Berthold sa bene ciò, e spera che le loro diversità, unite, possano essere il punto di forza per capire come muoversi in questo groviglio misterioso.

_________________
"Invece che per una causa mi piacerebbe battermi per un effetto"
"Homo sum. Nihil humani a me alieno puto"
"Quod nullum est, nullum producit effectum"


Ultima modifica di Albows su 11/09/2007, 13:23, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: 29/05/2007, 23:28 
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Sam

August fece il sorriso sardonico che ormai conosci bene.
>, lo sguardo nei suoi occhi si fa pericoloso, >, allunga una busta di carta, di quelle tipicamente usate per la corrispondenza, sul tavolo. E' decisamente panciuta.

Segue un silenzio rilassato, di quelli che hai tante volte sentito aleggiare nellos tudio di Mr. Rowen dopo la conclusione delle trattative inziiali su un caso.

>, con lo sguardo indica l'invlto presente sul tavolo,>, finisce, alzandosi e allungando la mano verso di te.

Alexander

>, detto ciò, si rivolge alle guardie.

>

Le guardie ti riaccompagnano alla tua cella. Per tutto il tragitto le domande si affollano nella tua mente come api sul miele, e arrivi alla tua schifida dimora più confuso che mai. Ma nonostante ciò, sei in qualche misura felice: usciròi oggi stesso!E se me la gioco bene, mi aspetta pure una montagna di soldi!
Poco prima di giungere alla tua cella, una delle guardie abbassa al testa vero il tuo orecchie destro, epr scansare un grosso condizionatore d'aria.IN un soffio, tanto leggero da farti epnsare di essertelo sognato, ti dice:
>

Arrivati alla tua cella, la guardia nota il pranzo ormai freddo e immangiabile sulla soglia della cella,e senza dire una parola, lo porta via. Dopo pochi istanti, ritorna con un nuovo pranzo. Solo la vista dei maccheroni al formaggio di dubbia provenienza ti ricorda che è pomeriggio inoltrato. Mentre fai per sederti a mangiare, noti che il tuo coinquilino è seduto sul letto, con i capelli in ordine e senza bava alla bocca. Buffo, pensi, sembra stia aspettando qualcuno.

Ti siedi di fronte a lui, e mentre sollevi la prima forchettata verso la tua bocca, noti il suo sguardo diretto proprio verso la tua faccia...

Marcel


Tiro: Autocontrollo(2) + Prontezza(3) - Privazione da Sonno(1) - Ambiente Scomodo(1) = 3d10 = 9, 6, 4
1 successo...vediamo un po'...


Ti siedi sulla branda, e chiudi gli occhi. Il respiro si fa regolare, e tu senti la tua mente che inzia a staccarsi dal corpo, a rannicchiarsi su se stessa, a guardarsi dentro. La clama e la pace ti invadono...
Ma dura poco...
Il ricordo dei sogni che hai fatto in queste ultime ore, insieme ai ricordi sempre presenti della tua infanzia, ti distraggono dalla tua meditazione, ti portano a farti domande che avevi sepolto anni fa, o almeno così pensavi.
La tua mente torna ad aprirsi al mondo esterno. Senti due voci distinte provenire dalla sala in fondo al corridoio.Molto ovattate, non capisci cosa dicono. Il pasto non consumato e ancora lì dove l'ha lasciato al guardia.

Ad un certo punto, senti dei passi dirigersi verso la tua cella. Più di una persona sta avanzando lungo il corridoio. Ad un certo punto, tre ombre appaiono sul apvimento della cella. Le sbarre scorrono. IL tuo compagno di gabbia, che credevi uscito, rientra. La guardia toglie il pranzo vecchioe ne porta uno nuovo. Mentre osservi il tuo compagno di cela sedersi con il pranzo in amno, ti accorgi che c'è qualcosa di diverso in lui...un'aura che lo circonda...
Improvvisamente un'illuminazione: E...se fosse lui?

Berthold


Raggiungi il tuo studio sovrapensiero, e quasi non ti accorgi del timido sguardo e del "Com'è andata al riunione, Berthold?", che Dominique ti rivolge. Rispondi distrattamente con un qualcosa di non meglio identificato che esce delle tua bocca,e èpoi entri nello studio e ti stravacchi sulla tua poltrona, perso nei tuoi pensieri. L'orologio sul mobiletto dei liquori, unraffinato modelo del XVIII secolo, segna le 12.45. Qualche minuto per pensare, infine!

L'idea di contattare Valentine ti pare buona, dopotutto ha molti agganci e potrebbe sempre tornare utile rinverdire una vecchia amicizia.Inizi a perderti eni ricordi dei tempi passati insieme al tuo unico vero amico, quando il telefono da scrivania squilla. Premi il bottone del vivavoce, e l'accento francese di Dominique ti annuncia:

>

La polizia?E che diamine succede adesso?

Alzi la cornetta,e un voce maschile, forte e piena, ti risponde.
>, un brivido gelido percorre la tua schiena,>

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Ultima modifica di Olorin su 18/09/2007, 1:29, modificato 1 volte in totale.

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Marcel

Certo ! è chiaro... Prima i sogni in cui mi diceva che sarebbe successo ... poi il biglietto...
Avrai un segnale, arriverà un amico di cui poterti fidare... ormai sono sicuro ...

Mi trovo seduto mentre riportano il mio compagno di cella; gli tolgono il piatto, e ne portano uno nuovo. Egli si siede, ed inizia ad osservare le pietanze, a gustarne l'odore. Appena tira su lo sguardo per incrociare il mio, vede che lo sto fissando negli occhi e capisce che lo sto facendo da quando è entrato nella fetida cella detentiva.

Prima che possa pensare qualsiasi cosa, mi alzo e mi dirigo dalla sua parte della cella. Continuo a guardarlo, ma nei miei occhi non vi è ostilità, nè mal pensiero. è venuto a indicarmila strada per i miei fratellini, è qui per il Suo volere, è qui anche lui per servirlo.

Adesso la mia persona si erige davanti a quel corpo seduto che ha smesso per un attimo di odorare il cibo precotto...

Olorin, l'azione non sarebbe finita, dovrei ancora decidere come rapportarmi con lui, ma prima vorrei vedere, usando empatia, il vero stato d'animo di alexander per decidere; quindi non so come procedere con i turni: se mi rispondi tu e poi finisco l'azione, o se tocca a alexander e poi a te e a me, o se tocca a lui, a me e a te. Dimmi qualcosa magari in supporto e poi edito al massimo.
Per Alexander, magari aspetta la risposta di Olorin per postare, thanks


EDIT: Continuo a guardarlo fisso negli occhi; è un libro aperto per me. Riesco a vedere dentro i suoi occhi. Talmente in profondità che posso sentire il flusso emotivo dei suoi pensieri. Quello che vedo dentro il suo cuore però non mi piace tanto. Quell'individuo di fronte a me ha paura. Non solo quello; paura ed agitazione per un grande avvenimento. L'emozione è ancora forte, intensa, quindi fresca. Ha appena subito qualcosa che l'ha reso così.

Sarà la persona inviata per aiutarmi? Non posso più esserne così sicuro...eppure...

Da come si appresta a mangiare e dal suo volto si legge anche che qui dentro non ci starà ancora molto; ha un viso compiaciuto: di solito la gente trangugia il cibo, dato che qui è l'unica cosa che ci fa passare del tempo. Lo brama per una giornata intera e appena arriva non fa altro che buttarcisi sopra, finchè è ancora caldo.

Mentre lui no. questo può darmi speranze: potrà anche essere appena venuto a conoscenza del suo compito ma, cosa importa, potrebbe comunque essere la persona che aspettavo .

Ormai sono arrivato al suo cospetto. Sfoggio un sorriso, mi inginocchio e gli porgo la mano.

Olorin dimmi se ho abusato dell'empatia; dato il mitico successo ai dati ho ampliato un po', altrimenti sarei stato più stretto.

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Sam

Lo sguardo che fece quando rispose alla richiesta di parlare con il prigioniero non aveva più niente della pacatezza ostentata fino a pochi istanti prima, e questo lo fece riflettere...
E' chiaro come la luce del giorno che non ha per nulla intenzione che io incontri il prigioniero... forse, semplicemente non vuole esporsi a rischi di denunce perchè, ne sono certo, il soggetto non si trova per nulla in buone condizioni fisiche, se è ancora vivo. Devo stare molto attento in questa investigazione...

I timori furono confermati dall'affermazione che le persone che stavo cercando erano dei tipi pericolosi, ma ancor di più dallo spessore della busta contenente l'acconto...
E non solo un acconto... anche una parola d'ordine! Che temi che qualcuno sia sulle sue tracce e che tenti un'incursione qui? Devo stare molto attento...

Aveva terminato di parlare da almeno 10 secondi, ed una risposta era d'obbligo...
>

Dopo aver stretto la mano dell'uomo ed averlo accompagnato alla porta, ebbe l'accortenza di dare due mandate di chiave alla serratura e tornò nell'ufficio. Prese la busta, contò i soldi e li rimise a posto. Dopodichè, aprì il biglietto per leggerne il contenuto...

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Alexander
Odorato il piatto di maccheroni,il quale non era molto sicuro che fosse commestibile,lo poggiai sul lettino dove dormivo,notai soltanto dopo,quando alzai lo sguardo, che lo sconosciuto compagno di cella mi stava fissando.All'inizio pensai che non fosse lui,era molto più curato,senza bava,ma un esame più attento mi fece capire che era lui. Mi fissava in modo strano,come se volesse esplorare la mia mente,come se volesse capire le mie emozioni,ciò che provavo,chi ero veramente. La mia mente tornò alla realtà quando si presentò.
Dice di chiamarsi Marcel...chissà se è il suo vero nome.Il mio non glielo dirò facilmente
>Rise a quel pensiero>
Questo tipo che diceva di chiamarsi Marcel gli incuteva timore,ma voleva apparire più il più calmo possibile.
>Chiesi.
A mezzanotte hanno detto.Chissà che ore saranno...le 18?le 19?
Mi affaccio alla grata della cella e cerco un secondino,una guardia,qualcuno per chiedere che ora è
Allora tiro di Fermezza(3) + Autocontrollo(3) per rimanere calmo mentre per mentire che faccio?sempre autocontrollo + fermezza?

EDIT:Nonostante il suo sguardo intenso,fisso su di me, riuscii a mantenere la calma nella situazione,mi stavo rilassando.Quando pronunciai il mio falso nome mi sembrava che il pesce avesse abboccato all'amo,a quanto pareva credeva che mi chiamassi Johnatan,oppure se lo sapeva non me lo dava a vedere.[/i]Chissà se gli rivelerò mai il mio vero nome?[i]pensai mentre fissavo i suoi occhi,troppo fissi per definirli normali.

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Marcel



Ero veramente felice; questa persona avrebbe potuto con buone probabilità portarmi al riscatto della mia vita. è come un traghettatore, una speranza di continuare.
Ho deciso che mi fiderò di lui, anche se non è, probabilmente, ancora a piena conoscenza del nostro lavoro. Ho sempre avuto bisogno di supporto da qualcuno, a cui aggrapparmi, di cui fidarmi, con cui condividere la pena. Era troppo tempo che stavo solo, neanche Lui mi poteva venire a trovare. Adesso che ho la possibilità, potrò di nuovo andare avanti; però dovrò conquistare la sua fiducia.

Ma come ?

dice. Ecco questa è una buona occasione, so che dovrà uscire anche lui, gliel'ho letto dentro.

Nel dire questo mi alzo e mi dirigo verso la mia branda, non curandomi dell'espressione di sicuro stupore sul suo viso.
Mi metto a sedere e continuo a guardarlo con un tono amichevole e cordiale, quasi scherzoso.

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Alexander
Rimasi stupito quando Marcel disse che "non è ancora mezzanotte".
Quindi lui sarà un mio probabile compagno?Chissà che cosa sa fare mi domandai. Portai l'indice della mia mano al naso e gli dissi
>
mi guardai fuori dalla cella per vedere se c'era qualcuno ma non vidi nessuno.
Aspettai di esserne sicuro, dopodiché dissi
>

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Marcel






Queste domande che mi pone sono comprensibili, data la situazione, le circostanze. Ma queste derivano da una persona senza fede, da uno spirito venale, che si muove di moto altrui.

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Alexander
>
Lo guardai,poi feci compiere alla testa un gioro di 360°(un movimento così: () per sgranchirmi le ossa superiori della colonna vertebrale e inarcai la schiena per sgranchire quelle inferiori; un movimento che facevo spesso davanti ai computers.
Poi ricominciai a parlare
>poi mi rivolsi a Marcel con una voce più vellutata:
>

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