Manhattan, Central Bank
Dopo il tanto breve quanto eloquente discorso del rapinatore, nella banca cala un silenzio innaturale. Tutti si accasciano, mantenendo il petto a terra, le mani dietro la nuca e la fronte sul freddo pavimento.
L'unico rumore pare essere quello dei passi del parlatore che, lentamente si dirige al vertice della scalinata e il fruscio dei soldi che vengono riposti nella sacca portata dall'altro tizio dal volto coperto.
Ad un tratto, un ragazzo dalla tunica beige e i capelli castani raccolti in una coda, schizza di corsa in direzione del "capo", dopo aver lasciato cadere a terra la valigetta. E' veloce, gli altri non capiscono cosa stia succedendo: in pochi istanti riesce ad oltrepassare due degli uomini che si trovavano di fronte alla scala, facendoli cadere faccia a terra a causa di un poderoso calcio. Percorre tutte le scale, mantenendosi basso per sfoderare in fine un potente pugno che va a colpire lo sterno del capo della banda, che dopo aver fatto qualche metro indietro in volo, si ritrova prono a terra. Si volta sputando una chiazza di sangue sul marmo lucido della banca:
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In breve, il caos: un rombo assordante di proiettili, sparati dagli altri 20 uomini in direzione dell'uomo abbiagliato da monaco, le urla delle persone che si rannicchiano ulteriormente su se stesse e cercano ripari più sicuri, sotto le scrivanie, dietro le colonne. I proiettili volano rapidi in direzione di Javender. Pensava che quelle armi fossero innocue... un proiettile colpisce il braccio di striscio, sanguina un poco, ma niente di grave. Si getta a terra, dietro la balconata in marmo, proteggendosi da quella raffica di colpi.