Risen 2, così come tutti i Risen fino ad ora giocati, è, per me, un gioco che si lascia odiare con facilità, almeno all’inizio, poi le cose cambiano, prendi confidenza con tutte le cose che all’inizio ti sembrano ostili, la trama inizia ad affascinarti e il gioco comincia ad avere il suo senso e il suo fascino, e capisci anche che se non lo avresti odiato all’inizio non avresti potuto amarlo poi.
Risen 2 però pecca in alcune cose tecniche, e la frustazione iniziale potrebbe perdurare più del dovuto.
Il doppiaggio è molto buono e il linguaggio molto calzante per l’ambiente in cui ci troviamo.
C’è molto da leggere e questo non è un male, la crescita del personaggio lentissima e alcune abilità, come l’attacco potente con spada acquistabile fin dai primi livelli, si rivela completamente inutile perché, nel frattempo che carichi il colpo vieni sbranato, affettato, e addio ai punti gloria e denaro spesi (i punti è bene tenerseli cari, non c’è respaw di nemici e quando hai ripulito la zona e finito le missioni non ne avrai altri. I soldi è bene usarli con parsimonia, anche questi non abbonderanno, e per comperare le abilità ne servono decisamente tanti, se poi ci aggiungiamo gli “Oggetti Leggendari”, che offrono svariati bonus permanenti, invece di farceli cercare nel gioco alcuni li troviamo in vendita dai vari pg, con un costo direi esoso non per l’oggetto in sé ma perché appunto, il denaro, non sarà mai troppo, va da se che dovremo dosare e fare la massima attenzione ai nostri investimenti.)
Consiglio invece vivamente il calcio, indispensabile contro i granchi giganti, e l’astuzia con buona parte delle abilità collegate (infatti per tirar su qualche sacco in più sarà indispensabile il furto e lo scasso, utile anche l’intimidazione (resistenza) e la persuasione (astuzia)).

Ma qui siamo nel prologo, facile per definizione, e benché tutta quella luce derivante dal sole che appanna (letteralmente) tutto lo scenario e che ci accompagnerà per buona parte dell’oltre prologo, il nostro Eroe Senza Nome dovrà sollevarsi dal suo letto e lasciare la sua preziosa bottiglia di rum.

Il Capitano Carlos ci attende in cima alla torre, ci mostrerà una nave in balia di un Kraken e a noi il compito di cercare dei sopravvissuti. Troveremo solo Patty, e alcuni relitti. Largo, un pirata incarcerato qui a Caldera, ci insegnerà il primo trucco, la furtività, dandoci delle dritte su di un magazzino che potremo ripulire di notte, e restituire i relitti al magazziniere, di giorno.
Il Comandante infine ci spoglierà dei nostri abiti e del nostro ruolo nell’inquisizione, e ci sbarcherà a Tacarigua per iniziare la nostra avventura.

articoli-effettiE’ qui a Caldera che troveremo anche una “Corona dell’Eroe”: se avete giocato il capitolo precedente sapete di che si tratta. Non è ancora chiaro se si potrà utilizzare come si utilizzava in Risen, o se rimarrà un oggetto a se stante, consumabile così e avere solo lievi punti permanenti.
C’è da dire che la forma e il colore di questa pianta non la renderanno di facile individuazione (come quasi per tutto il resto della flora), la vecchia forma, decisamente più individuabile, è stata data al “Fiore del teschio”, pianta
più abbordabile e con effetti più blandi. Ecco come si presenta

Altro a Caldera non possiamo fare, non ci resta che imbarcarci per Tacarigua.

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Videogiocatrice cronica, completista ossessivo-compulsiva, full-immersion-addict. Nel tempo libero mi diletto a scrivere di soluzioni sui videogames che mi sono piaciuti e tra una pausa e l'altra mi piace giocare con Photoshop. Mi piacciono le serie tv, che guardo molto; prese soprattutto in singole dosi: nel primo mattino come caffè e in tarda sera come camomilla.